ALBERTO GALLETTI torna su queste pagine con un resoconto della Coppa del Mondo di Cricket appena conclusa.
Nel 2011 Alberto ci spiegò in dettaglio come si gioca e funziona il CRICKET qui: https://tonyface.blogspot.com/2011/04/cricket.html
Va bene, cominciamo da oggi col torneo iniziato da due settimane, poi torno indietro.
Non avevo preventivato di scriverne.
Dunque mentre mi avvio verso l'aeroporto leggo che è in corso Italia v West Indies.
Provo un collegamento, funziona.
Quando comincio a guardare le West Indies, mandate in battuta dal capitano azzurro, che ha vinto il toss, sono a 102/3 nel 13mo over, però! ...continuo guardare.
Quando il punteggio passa a 115/5 nel 15mo over dico - cazzo, che succede??
Mentre cerco di capacitarmi del parziale, aiutato da un paio di birre per poter meglio sopportare la permanenza in quello schifo di posto che è un aeroporto, fantasticando ipotetici run-rates e totali al ribasso (cioè negli ultimi 4 overs e mezzo), i caraibici segnano 50 runs con i lanci italiani che si fanno scadenti e il fielding non proprio impeccabile che si va via via crepando.
Chiudono a 165/6 che comunque ritengo assai più che onorevole, nonchè, a occhio, pure basso per una squadra del genere.
Poi però, come sospettavo, i lanciatori delle West Indies non fanno sconti, i nostri non riescono a far punti, abboccano ad ogni esca e finiamo tutti eliminati per 123 con conseguente sconfitta per 42 runs.
Si trattava dell'ultima partita del girone che si chiude con West Indies (8 punti) e Inghilterra (6) qualificate, Scozia, Italia e Nepal (tutte a 2 punti) eliminate.
Rewind
Si gioca, in India e Sri Lanka, il mondiale T20 di cricket.
Credo di averlo già scritto ma lo ripeto: non è il mondiale di cricket, quello si gioca su 50 overs.
Questo è un formato cortissimo, tagliato corto per l'audience televisiva, spinto inizialmente dagli inglesi e poi dell'India che ormai con gli esorbitanti proventi della IPL (il suo campionato T20) domina il cricket mondiale.
Ogni squadra lancia 20 overs (6 lanci ciascuno), i giocatori sono sempre 11, chi segna di più vince.
Un formato dove anche quelli più scarsi possono avere qualche chance, più si accorcia la partita più le differenze tecniche tendono ad essere ininfluenti, e ogni tanto capita.
La novità, e che novità! è che c'è anche l'Italia.
Dopo la qualificazione sfiorata nel 2023, si è ripartiti dal girone di quarta serie, vinto, con accesso al girone di qualificazione vero e proprio dove la vittoria, direi poco preventivabile, contro la Scozia garantisce la quasi qualificazione, che viene poi ufficializzata dalla sconfitta di misura contro l'Olanda e dall'inopinata sconfitta scozzese contro Jersey.
Meritata ovviamente, ma finiamo secondi a parimerito proprio con Jersey che batte a sorpresa la Scozia per un run all'ultima palla.
La spuntiamo per un Net Run Rate migliore di 0,306, un niente.
Ammetto di esser stato contento, ma certi trionfalismi che ho visto mi son parsi un po eccessivi, e per il tipo di squadra che siamo, e per il margine-qualificazione.
La Scozia infatti verrà poi ripescata al posto del Bangladesh che ha boicottato l'India e, inserita nel nostro gruppo, ci batterà sonoramente.
La squadra italiana è formata da 6 australiani (i due fratelli Mosca, i due fratelli Manenti, Stewart e Draca, nati e cresciuti in Australia, che hanno imparato a giocare, son diventati e hanno fatto, o fanno tutt'ora, i professionisti al loro paese e che non avevano mai preso in mano una mazza da cricket su un campo italiano prima di aver indossato la maglia azzurra; ma hanno un certificato di nascita di un nonno, un bisnonno o della mamma. Stessa cosa dicasi per i tre sudafricani (Madsen, Smuts e Meade) e i due inglesi (Campopiano e Gay che non ho ben capito se c'è o no), e da emigrati dal subcontinente indiano, giunti in Italia da bambini, o nati qui da genitori emigrati e che hanno giocato qui dall'inizio (Jaspreet Singh, Crishan Kalugamage, Syed Naqvi, Hasan Ali), loro si rappresentanti di chi gioca a cricket in Italia; Kulagamage ad esempio fa il pizzaiolo a Lucca, gioca a Roma, fa i salti mortali per giocare e ci ha già smenato un bel po' di posti di lavoro per il cricket: il mio giocatore ideale!
Aggiungo Joe Burns, australiano, 12 test mach come apertura per l'Australia (mica niente), professionista per un quindicennio con il Queensland ma anche in Inghilterra con Leicestershire, Middlesex, Glamorgan e Lancashire, capitano per tutte le qualificazioni, ma poi fatto fuori dalla neo eletta presidentessa in autunno perchè legato al precedente presidente e neanche convocato.
Ci comportiamo dignitosamente, dopo la pesante sconfitta nella prima partita contro la Scozia (73 runs) arriva addirittura una vittoria eclatante contro il Nepal, che nella partita precedente aveva perso per soli 4 runs all'ultima palla contro l'Inghilterra.
Li mettiamo fuori tutti per 123 in 19.3 overs,, eccellente prestazione al lancio, poi in battuta fanno tutto i fratelli Mosca, battitori d'apertura, che prendono a mazzate i lanciatori himalahyani oltre ogni previsione segnando 60 not-out e 62 not-out per un totale di 124-0 in soli 12.5 overs, che ci regala una vittoria per 10 wickets e una bella pagina scritta di storia dello sport italiano.
Segue un' onorevole sconfitta contro gli inglesi, giocando una buona partita.
Concediamo si 202 runs (un po troppi), ma prendendo 7 wickets e segnando poi 178 runs, impreziositi dal 60 di B. Manenti. Della sconfitta contro le West Indies ho detto prima.
Il torneo è articolato in tre fasi: la prima con quattro gironi da cinque squadre ciascuno, le prime due accedono al secondo turno formato da due gironi da quattro squadre le cui prime due classificate si sfideranno, incrociandosi, in semifinale, le vincenti vanno in finale.
Lo Zimbabwe è la sorpresa assoluta della prima fase, vince il girone battendo Australia e Sri Lanka, che comunque si qualifica come secondo.
La delusione è senz'altro l'Australia, che forse snobba un po la manifestazione (hanno appena disintegrato gli inglesi negli Ashes e sono campioni del mondo, quelli veri) portando qualche debuttante e va fuori clamorosamente e con merito al primo turno.
La squadra migliore per me è il Sud Africa.
Per il resto tutto normale, chi doveva andare avanti è andato avanti e chi doveva andare a casa è andato a casa. Unica partita bella, fin qui, Sud Africa (187/6) - Afghanistan (187 all-out) finita pari.
Il regolamento prevede un over supplementare a testa (1 lanciatore e 3 battitori a squadra) al termine del quale chi segna di più ha vinto.
Il primo finisce ancora pari (17/1 Sud Africa e 17/0 Afghanistan), ce ne vuole un secondo al termine del quale prevalgono i sudafricani 23/0 contro 19 all-out.
Stadi enormi e vuoti a parte le partite delle due squadre di casa.
Musica a tutto volume non solo tra un over e l'altro, ma anche tra un lancio e l'altro, assolutamente fuori luogo, insopportabile, sportivamente deprimente; un circo.
Il solito circo tipo americano che ormai ha ammorbato qualsiasi sport che faccia uno straccio di audience televisiva; figuriamoci il cricket che fa miliardi di telespettatori e inventa un formato (questo), anzi due (the hundred) appositamente per la tv.
Da domani inizia la seconda fase con le migliori otto divise in due gironi: India, Sud Africa, West Indies, Zimbabwe in un gruppo; Nuova Zelanda, Pakistan, Inghilterra e Sri Lanka nell' altro.
Le cose dovrebbero migliorare.
Restart
La prima partita della seconda fase, Nuova Zelanda - Pakistan è annullata per pioggia, un punto a testa.
Segue una vittoria inglese, una bastonata, sullo Sri Lanka che, dopo averli tutto sommato contenuti al lancio (146), crolla in battuta (95) prima del limite; probabilmente una vittoria decisiva per andare avanti.
Nel secondo incontro il Sud Africa si conferma e ridicolizza i padroni di casa, superstar gasate che giocano come deficienti e rimediano una sconfitta pesantissima (76 runs) davanti ai centomila di Ahmedabad, con ancora 1.1 overs da giocare.
Un bel funerale, mi è piaciuto.
Ero curioso di vedere cosa avrebbe combinato lo Zimbabwe dopo la vittoria a sorpresa del girone.
Opposti alle potenti West Indies hanno confermato, come temevo, che avessero un po' fatto l' oev foera 'd la cavagna.
Mazzolati di brutto al lancio (255 con una quantità di 6 mai vista), e bombardati in battuta, non reggono.
Totale: disfatta per 107 runs con ancora 2.2 over da giocare.
Gli australiani si mangeranno le mani.
Domani vediamo gli inglesi, se battono il Pakistan vanno in semifinale.
Gli inglesi battono il Pakistan al termine di una bella partita.
Lanciano prima, niente di trascendentale, un po di svarioni al fielding (segno della loro sempre ondivaga concentrazione e di una certa coglionaggine di fondo) e Pakistan che chiude a 164/9. In battuta perdono due wickets nei primi due overs (vedi seconda parte della parentesi precedente), ma il capitano Brook, entrato al n.3 invece del solito n.4, fa la partita dell'anno e picchia un 100 tondo tondo in 50 palle radrizzando la partita da solo; Shaheen Afridi lo sbatte fuori quando mancano 10 runs per vincere e due eliminazioni in poco più di un over rimettono tutto in discussione rendendo il finale un po più palpitante. Alla fine Archer realizza il 4 che li porta alla vittoria (166/8) per due wicket quando mancavano solo più 5 lanci.
Inghilterra già in semifinale e chances di semifinale per i pakistani ora complicate.
La Nuova Zelanda (168/7), non particolarmente brillante al primo turno, batte agevolmente, eliminandolo, un modesto Sri Lanka (107/8).
Lo Zimbabwe arriva alla partita contro l'India nel giorno sbagliato.
I padroni di casa hanno voglia di riscatto dopo la figuraccia contro il Sud Africa e si avventano contro i malcapitati avversari totalizzando il secondo punteggio più alto nella storia di un mondiale T20 (256/4), contenendoli poi al lancio (184/6).
Nell'altro incontro del Gruppo 1, il Sud Africa si conferma e vince ancora, demolendo le pur forti e potenti West Indies.
Dovendo rincorrere 176/8, i proteas, guidati dal capitano Markram, che ne fa 82!, ottengono una schiacciante vittoria per 9 wickets raggiungendo 177/1 con ancora 3.5 overs da lanciare.
A questo punto l'ultima partita West Indies - India sarà decisiva.
Chiamati ad inseguire 159 contro i neozelandesi, gli inglesi (161/6) sfoderano una prova convincente e vincono per 4 wickets.
Al lancio bene Rashid e Ahmed che finiscono entrambi con 2/28 e soprattutto Will Jacks che prende 2 wickets lasciando 23 runs e poi segna 32 not-out in battuta trascinando i suoi oltre il traguardo. Il Pakistan (212-8) batte lo Sri Lanka (207-6) per 5 runs dopo un finale thrilling ma in semifinale va la Nuova Zelanda in virtù del miglior NetRR.
Lo Zimbabwe, già eliminato, fa passare un brutto quarto d'ora al Sud Africa, già qualificato, nel derby.
Protagonista il capitano Raza che dopo aver segnato un eccellente 73 in battuta, aiutando i suoi a raggiungere 153/7, prende 3/29 al lancio durante il powerplay lasciando i sudafricani storditi a chiedersi cosa cappero stesse succedendo; con molta fatica, grazie ad un rapido 42 di Bravis, tagliano il traguardo con più di due over ancora a disposizione e un po di mal di pancia.
In semifinale sfideranno la Nuova Zelanda.
Il piatto forte odierno è però il dentro-o-fuori tra India e West Indies di scena al Eden Gardens di Calcutta, tempio spirituale del cricket indiano, gremito fuori modo e ribollente entusiasmo e attesa; ci saranno almeno 60mila persone accorse per celebrare il trionfo (si fa per dire, solo la qualificazione alla semifinale),e un bailamme infernale, ogni qualvolta il punteggio va dalla loro parte.
Yadav vince il toss e manda gli avversari in battuta. Una buona decisione, meglio un run chase; se si arriva all'ultimo over con il punteggio ancora in bilico le probabilità di errore sono quasi tutte dalla parte dei lanciatori.
Il fielding dei padroni di casa è molto chiuso, d'attacco, i giocatori si avventano su ogni palla ma risultano anche imprecisi nella foga. Lasciano giù almeno tre catches mentre gli ospiti segnano con regolarità e arrivano a 102/1 nel corso del dodicesimo over. A questo punto però Jasprit Bumrah decide che ne ha abbastanza e mette fuori Hetmayer, il migliore dei suoi, con una palla più lenta del solito che si alza e finisce tra le mani di Samson.
Holder (37 not-out) e Powell (34 not-out) fanno ripartire le West Indies fino ad arrivare a 195/4 e mettendo l'India davanti ad un run-chase record (il più alto riuscito loro prima di oggi è stato 176). Due wickets entro i primi 4 overs riducono l'India a 43/2 e ammutoliscono lo stadio.
Samson continua però il suo innings nonostante l'andamento altalenante dell'incontro, controlla le palle insidiose e spedisce oltre il boundary le pallacce con la massima calma e disinvoltura mentre intorno a lui i wicket dei compagni continuano a cadere.
Quando anche Hardik Pandya viene eliminato sembra mettersi male, servono 18 punti in 10 lanci, ma Samson continua imperterrito e la decisione al toss di Yadav si rivela corretta, Joseph e Chase mettono tre palle troppo sul leg-side che costano un 6 di Samson e un 4 Dube, sulla terza, ancora Samson spedisce oltre la fune il 4 decisivo decretando la vittoria dell'India (199/5) per 5 wickets con uno stellare 97 not-out e mandando in delirio i presenti.
In semifinale troveranno l'Inghilterra.
Poi, come spesso accade, succede ciò che nessuno ha preventivato, io neanche lontanamente.
La Nuova Zelanda demolisce lo strafavorito Sud Africa e va in finale.
Merito di una prestazione stellare in battuta di Finn Allen che segna un fenomenale 100 in sole 33 palle (50 in 19!), il più veloce cento nella storia del torneo in cui si contano dieci 4 e otto 6, numeri stratosferici; con il totale (170) raggiunto in soli 12.5 overs, poco più di metà innings per una vittoria per 9 wickets che definire schiacciante è riduttivo. Ma non c'è stata solo battuta.
Bisogna anche lanciare ed è qui, insisto nella mia visione, che si vincono davvero le partite; ed è lo spin che in partite così corte risulta spesso determinante.
Come già successo domenica, passato quasi inosservato però vista la vittoria, gli spinners avversari mandano in crisi il top-order sudafricano, qui è McConchie che mette fuori DeCock e Rickleton con due lanci consecutivi nel secondo over riducendoli a 12/2.
Le cose peggiorano di brutto quando Millar e Brevis escono lasciando il Sud Africa in un mare di guai sul 77/5.
Jansen rimedia alla situazione con un' ottimo 55 not-out e una partnership vitale con Stubbs che consente di raggiungere un totale di 169/8.
Ma non c'è niente da fare contro i devastanti openers neozelandesi che cominciano a picchiare dall'inizio e raggiungono 83-0 alla fine del powerplay, chiudendo di fatto la contesa dopo 5 overs (!).
Seifert cade nel corso del decimo over sul punteggio di 117-1, ma non c'è niente di cui preoccupars, la partita è segnata.
Allen continua il suo show personale segnando altri 44 runs in meno di quattro overs! Totale 173/1 in 12.5 overs e vittoria per 9 wickets!
Beh, che dire, una grande partita davvero, corta finchè si vuole ma una grande partita.
La seconda semifinale resta in bilico fin quasi alla fine e gli sconfitti restan lì con più di un qualcosa su cui recriminare. Harry Brook vince il toss e manda i padroni di casa in battuta, come da copione, si gioca al Wankhede Stadium di Bombay, pieno zeppo (ma non è molto grande), in un frastuono assordante.
L'India parte sparata in battuta per sfruttare il powerplay al meglio e Samson comincia come aveva finito, picchiando boundary su boundary e, dopo che Abhishek viene eliminato nel terzo over, viene incredibilmente cagato al catch dal capitano inglese Brook quando il suo punteggio è di 15 (prima recriminazione, probabilmente determinante per il risultato).
Due palle dopo segna un 6 monumentale spedendo il lancio di Archer sul terzo anello, l'inizio di una discretamente lunga via crucis.
Alla fine del powerplay l' India è sul 73/1, nell'over succesivo Dawson lascia 19 runs: 92/1 in 7 overs, per me la partita è finita qui.
Non sarà proprio così ma quasi.
Samson continua e verrà eliminato nel 14mo over per 89, un altro grande innings, un innings decisivo qualsiasi sia il risultato che uscirà da questa partita, con l' India a 160/3 e sette overs da lanciare. Kishan (39) e Dube (43) fanno al loro parte i punti sul tabellone continuano ad andare su, anche Hardik Pandya (27) contribuisce e alla fine dei 20 overs l' India ha totalizzato 253/7.
L' innings inglese si apre con Buttler (25 dopo un torneo disastroso) e Salt (5) che cade subito. Alla fine del powerplay sono ridotti a 63/3 con il capitano Brook fuori per 7, deludente, doppia calamità dopo il catch caduto.
Entra Bethell, gli indiani lanciano molto bene, punti non ne lasciano molti e i wickets inglesi continuano a cadere. Nonostante ciò il ventiduenne mancino astro nascente inglese si batte con coraggio, intelligenza, tecnica e un po di culo e riesce a trascinare i suoi che gli restano aggrappati addosso, segnando un grande 105 prima di essere run-out nel tentativo di correre una seconda corsa per tenere lo strike.
A questo punto sul 225/7 con ancora 5 palle a disposizione tutto è perduto ma Archer entrato dopo di lui spara tre 6 consecutivi che uniti ai 2 di Overton portano l'Inghilterra a soli 8 runs dalla vittoria.
L'ultimo punto di svolta era stato il sensazionale catch preso da Axar Paltel con la collaborazione di Dube sul boundary che elimina Curran e salva un 6 e di fatto vince la partita quando i lanci a disposizione erano 15 e ci sarebbe stata ancora la possibiltà concreta di fare risultato. Nel over successivo però, il penultimo, il grande Jasprit Burmah tiene a bada le ultime velleità inglesi lanciando un grandissimo over che concede solo 6 runs e lascia gli inglesi con un impossibile 29 runs da fare nell'ultimo over.
Gran finale ad Ahmedabad, stadio pieno imballato, circa 120-130mila spettatori, toss alla Nuova Zelanda, India in battuta e.... quasi non ci si crede: dot, dot, dot, dot, stai attento che fanno un over senza segnare....ah ecco mi sembrava strano...4, Samson, sempre lui; segue un altro dot.
Inizio a rilento che inganna, nel secondo over segnano solo 5. Quindi Abhishek e Samson finiscono di scherzare e picchiano prima Duffy e poi Ferguson per 15 e 244 rispettivamente nei due over successivi.
Insieme segnano 12 dei 18 sei dell' innings Indiano.
I lanciatori neozelandesi vengono picchiati senza pietà, come già quelli inglesi in semifinale e il powerplay si chiude sul 92-0.
Abhishek fa 50 in 18 palle.
Ma si, è un gioco del cazzo picchiano qualsiasi palla, vero che la prendono quasi sempre, ma con 10 wickets a disposizione per soli 20 overs a chi importa uscire in maniera sconsiderata quando picchiando colpi senza senso arrivano comunque boundaries?
E poi tutto intorno musica di merda ad alto volume, frastuono, nessun rispetto per il gioco, ma non interessa a nessuno; i telecronisti son pagati per glorificare la merda, i giocatori son pagati per giocare come dei pirla e il pubblico, al quale non interessa niente a parte i boundaries e l'India che vince, gradisce.
La vera domanda è: "perchè lo guardo?"
Toh, un wicket, Abhishek fuori per 52, ottavo over.
Sarà completamente ininfluente, i battitori son forti fino almeno al n.7 e non usciranno in più di 4 o 5. Gli overs si susseguono, i lanciatori cambiano, i lanci cambiano, ma i colpi no, solo slogs: o la ciccano o fuori-campo. A metà innings 127/1 gioco zero, interesse nessuno.
Sarà interessante eventualmente il run chase, ma mi sono rotto i coglioni, mentre telecronisti e commentatori continuano a magnificare i sei, compresi quelli ottenuti sbagliando completamente il colpo, gli speaker dello stadio aizzano il pubblico a tutto volume, clima da corrida, ora pure fuochi d'artificio per i 6, becerume spiccio, che pena.
E' sport questo?
L'unica cosa buona del T20 è che finisce in fretta, ma mai abbastanza in fretta.
Sussulto nel 15mo over, Neesham mette fuori prima Samson (89), poi Kishan (54) e quindi Yadav (0) in quattro palle ma il punteggio è già a 203/5 in 15,1 overs e la partita è segnata.
Il gioco ad ogni modo non cambia: bum, bum bum, bum colpi picchiati senza pensare e ora anche i lanciatori, demoralizzati, sbagliano, che brutto giocare.
Disastroso ultimo over di Neesham che lascia 24 runs, ma neppure io nelle mie giornate peggiori....
L' innings si chiude a 255/5, la Nuova Zelanda adesso dovrà segnare 256 runs per vincere al ritmo di 12,8 a over, non credo riusciranno.
Aprono Seifert e Allen, quest'ultimo reduce dal fantasmagorico 100 in 33 della semifinale, ma non è sempre festa. Dube lo caga su un catch su Allen altissimo nel primo over, potrebbe costare caro poi; invece no, Axar Patel con le sue arm-balls lo mette fuori per 9, e poi anche il nuovo entrato Ravindra per 1.
Powerplay andato, 62/3 (l'India aveva fatto 92/0), poi nell'ottavo over fuori un altro dopo un colpo idiota; ma è così, gioco senza senso a volte va bene altre va male: 70/4. Entra Mitchell, l'ultimo che può combinare qualcosa. Tre palle dopo fuori Seifert (52), goodnight New Zealand at 72/5 dopo 8 over. 10 overs metà innings 98/5 , lontanissimi, ora devono schiacciare a tavoletta e tentare il tutto per tutto, oppure scivoleranno inesorabilmente verso la sconfitta, ma non hanno più picchiatori.
Il rate necessario adesso, con ancora 8 over a disposizione è superiore ai 17 a over.
Quindi di fatto non c'è più niente da vedere a parte per i tifosi che aspettano la vittoria della loro squadra, dimostrazione che anche riducendo il formato per aumentare (dicono) la spettacolarità, in realtà le audience televisive (e si capisce, i T20 in India fanno centinaia di milioni di telespettatori a partita), capitano situazioni dove l'ultimo quinto di partita è inutile prima che venga giocato.
Così la partita scivola senza storia verso la vittoria dell'India con Bumrah che spazza via il low-order neozelandese prendendo 3 wickets per soli 9 runs in un over, tutti allo stesso modo tutti con il battitore che picchia il colpo senza aspettare spostandosi su leg e lui che lancia uno yorker lento che ogni volta colpisce i legni. Un giocar da idioti.
India 225/5 (20.0 overs) batte Nuova Zelanda 159 all-out (19 overs) per 96 runs, una vittoria schiacciante.
Ha vinto la squadra migliore capitalizzando sul proprio powerplay e poi limitando quelli avversari grazie alla bravura dei propri lanciatori sapientemente utilizzati dal capitano, questo va detto.
Agli ultimi tre mondiali a formato ridotto hanno perso solamente due delle trentaquattro partite giocate, vincendo tutti e tre i tornei.
Però hanno perso le ultime due serie casalinghe di test match contro Sud Africa e Nuova Zelanda.
Ognuno guardi un po quel che gli pare.
Visualizzazione post con etichetta Cricket. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cricket. Mostra tutti i post
giovedì, marzo 12, 2026
giovedì, novembre 23, 2023
Coppa del mondo di Cricket 2023
Con la consueta, unica, competenza ALBERTO GALLETTI ci ragguaglia sulla recente COPPA del MONDO di CRICKET, appena conclusasi.
Alla febbre da manifestazione globale non sfugge, da tempo, neanche il cricket disciplina antica seppur da 'ste parti, fortunatamente, a diffusione limitata.
Siamo alla XIII edizione 10 squadre partecipanti, rispetto alle 8 della prima edizione,le uniche allora con test status, ma anche meno delle 16 del 2007.
Diciamo che 8 sarebbero state ancora più che sufficienti, 6 ancora meglio.
Ma tant'è anche qui il businnesman vuole la sua parte, già si era portato via l'eleganza (basilare nel cricket) quando si era passati dal giocare in tradizionale bianco e pallina rossa ai pigiami colorati con pallina bianca, eredità purtroppo mai cancellata, di Kerry Packer e del suo odioso World Cricket Series.
Il formato prevede un girone unico con dieci squadre tutti giocano contro tutti, alla fine classifica e le prime quattro vanno in semifinale: prima contro quarta e seconda contro terza, le vincenti in finale.
Ottima formula, non ci vuole un gran studio.
Le partite si giocano su 50 overs, formato One day International (ODI).
La manifestazione è ospitata dall'India (per la terza volta, la prima da sola), i veri padroni del cricket mondiale.
Dieci campi disseminati per tutto il subcontinente: Bangalore, Chennai, Mumbay, New Delhi, Lucknow, Hyderebad, Pune, oltre ai degni di nota Eden Gardens di Calcutta sede spirituale del cricket indiano; Dharamshala, uno dei campi più suggestivi al mondo con sfondo himalyano e il rinnovato stadio di Ahmedabad, un immenso catino capace di 132.000 posti a sedere, lo stadio da cricket più grande al mondo, forse non solo da cricket. Rimarranno quasi vuoti per tutto il torneo eccezzion fatta per le partite dell'India, quelle giocate a Dharamshala e poche altre, oltre ovviamente a semifinali e finale.
Poi, innanzi tutto non ci sono le West Indies, vincitrici delle prime due edizioni e la squadra più forte del mondo tra la fine degli anni '60 e il 1990, pur con qualche singhiozzo, una squadra che dal '66 al '79 ebbe un importanza che trascese di gran lunga i pur formidabili risultati sportivi.
Beyond the boundary, non solo definizione ma anche libro seminale su un sacco di cose inclusi circket e neocolonialismo che non posso fa altro che consigliare. Me ne dolgo.
Strafavorita l'India (anche per me), seguono nel mio ordine Sud Africa, NZ, Australia e forse Inghilterra.
La partita d'esordio è già ghiotta, remake dell'ultima finale vinta per un pelo dagli inglesi al super over dopo l'involontaria (o no?) deviazione di Stokes con la mazza su rilancio dall' outfield.
Stavolta va come deve andare e la Nuova Zelanda (283-1, 36,2ov) disintegra i campioni in carica (282-9, 50.0 ov), e a questo punto già uscenti, con una vittoria per 9 wickets grazie ai sensazionali 152 not-out dell'apertura Conway e 123 not-out dell' astro nascente Ravindra. Massacrati, and sign of things to come.
Il giorno dopo l'imprevedibile Pakistan batte prevedibilmente l' Olanda, quindi l' Afghanistan perde contro il Bangladesh (6 wkts) mentre il Sud Africa demolisce uno Sri Lanka nella peggiore versione che io ricordi realizzando il nuovo record di punti (428) per un innings al mondiale con ben tre centuries, de Kock (100), van der Dussen (108) e Markram (103), impressionanti.
I favoritissimi padroni di casa partono a razzo superando di slancio l'Australia.
Partita strana, impegnati ad inseguire 199 dopo aver ben contenuto gli avversari, si ritrovano 2-3 prima della fine del secondo over con la reale prospettiva di un disastro davanti.
Ma poi entra la semi-divintà Kohli che piazza un bel 85 e con Rahul (97not out) mette su 164 per il quarto wicket, raddrizza la barca e vince la partita.
Come da pronostico tranne lo spavento iniziale.
I lanciatori australiani però lanciano avvisaglie che passano inosservate ai più.
Prima della seconda partita i minchioni inglesi si lamentano dell' outfield di Dharamshala, il capitano Buttler s'interroga perfino sull' integrità della partita nel caso dovesse istruire i suoi a non rischiare di tuffarsi per salvare runs per il rischio di farsi male.
Ridicoli.
L' ICC risponde che va benissimo, quelli che ci hanno giocato la partita precedente pure. Pensassero a giocare. Ovviamente se la fanno sotto e mettono le mani avanti. Stokes ancora fuori, dentro il seamer Topley (4-43), scelta giusta.
Superano agevolmente il Bangladesh, soprattutto grazie a Malan (140), per 137 runs la loro vittoria più larga registrata ad un mondiale.
Si illudono e cominciano a parlare per niente, resterà questa l'unica vittoria nelle prime sette partite e subiranno sconfitte con margini ben maggiori di questa loro vittoria.
Nel terzo incontro di un certo spessore il Sud Africa (311-7, 50ov) batte sonoramente (134 runs) l'Australia (177 all out, 40.5ov). Magistrale 109 di de Kock al quale i lanciatori australiani han (stranamente) ben pochi quesiti da chiedere, sembran già spompi.
Due sconfitte su due per i canguri e due vittorie su due per i sudafricani.
L'atteso derby Pakistan - India si risolve in una mezza rotta per i primi.
Davanti ad una folla immensa ad Ahmedabad l'India vince il toss e manda i rivali in battuta riuscendo a farli fuori tutti per 191 in 42.5 overs con i soli Babar Azam (50) e Mohammad Rizwan (49) ad offrire qualche resistenza.
Ben sei su undici battitori non riescono ad arrivare in doppia cifra, una debacle. Entrati in battuta, i padroni di casa sorretti da un caos infernale, sbrigano la faccenda in scioltezza trascinati da Rohit Sharma (86) e Shreyas (53) e nonostante il deludente 16 di Kohli. Il tutto in 30.3 overs, poco più di mezzo innings.
Fate largo.
Il Pakistan è una squadra fortemente altalenante, in giornata possono battere chiunque, ma spesso la giornata non arriva. Temibilissimi al lancio, hanno battitori spesso svagati. Perdono anche la partita successiva riuscendo a resuscitare un' Australia che mi pareva già pronta per la via di casa, purtroppo sbagliavo.
Quindi il primo (di due) grandi upset del torneo.
L'Afghanistan, due sconfitte fin lì e teoricamente poco da dire, 16 sconfitte nei precedenti 17 incontri ad un mondiale, umilia l'Inghilterra al termine di una partita memorabile.
Mandati in battuta dagli inglesi che vincono il toss e si pensano furbi, cominciano bene grazie a Rahmanullah Gurbaz e Ibrahim Zadran che mettono su 114 per il primo wicket.
Gli inglesi cambiano e mettono al lancio lo spinner Adil Rashid che fa crollare il top order afghano (3-42). Gurbaz però resiste e sembra avviato ad un insperato century quando Shahidi gli chiama una corsa suicida e David Willey con un rilancio micidiale da midwicket lo manda fuori. Uscendo Gurbaz prima lancia la mazza a terra e poi sfascia una sedia maledicendo il compagno. Un altro crollo del batting line afghano sembra alle porte ma Ikram Alikhil e Rashid Khan mettono su 43 runs prima che quest'ultimo venga eliminato da un'incredibile catch di Root sul boundary.
Alikhil continua e finisce a 53, poi Mujeeb segna un veloce 28 in 16. Totale 284. Un bel punteggio, difendibile ma anche battibile per una squadra come l'Inghilterra, invece. Invece questi afghani lanciano come demoni,Fazalhaq Farooqi con la prima palla, un diabolico outswinger, elimina l'apertura Bairstow (2) lbw.
Poco dopo Mujeeb serve un tremendo flipper che toglie di mezzo Root (11) il miglior battitore inglese che sbaglia comunque a giocare il colpo, back foot invece di front foot, quindi Nabi spezza la resistenza dell'altra apertura Malan (32). Poi il crollo, prima Naveen fa fuori Buttler con un diabolico in-dipper, Rashid Kahn ridicolizza Livingston con un googly e Mujeeb con un altro googly fa sparire anche Woaks, oltre mezza squadra andata. Il solo Brook (66) gioca come si deve ma Rashid Khan riesce a prendere velocemente gli ultimi due inglesi. Vittoria per 69 runs, pesante.
Per gli afghani storica, per gli inglesi un'altra debacle mondiale.
Le scene a fine partita sono indescrivibili.
L'entusiasmo afghano incontenibile,quello del pubblico pure, le facce degli inglesi uno spasso, mai divertito tanto.
Mr. Buttler non ha niente da dire sul prato di New Delhi? Seguono dichiarazioni patetiche degne della manica di inetti che sono.
Quindi il secondo upset del torneo, l' Olanda (245/8, 43ov) batte il Sud Africa (207 all-out 42.5ov) per 38 runs in una partita in cui ho veramente stentato a credere a ciò che vedevo. Partita ridotta a 43 overs causa pioggia, il totale olandese ci poteva anche stare. Quello che non ti aspetti è la prestazione sudafricana in battuta. Fuori De Kock per 20, il resto della truppa, tranne Miller (43), cede sotto pressione da rincorsa, eliminazioni assurde per gente che sa giocare a quel modo, la cosa si ripeterà di nuovo.
Messaggio il mio capitano: "Shaun, wtf??" , la sua risposta è sconsolata "Honestly Albe, wtf!"
L'Australia continua a rialzarsi e batte lo Sri Lanka e poi il Pakistan, così come la Nuova Zelanda che rimette gli afghani al loro posto infliggendo loro una dura sconfitta per 149 runs.
Vi sono poi centuries di Kohli (103) contro il Bangladesh e di Warner (163) e Marsh (121) contro un Pakistan deludente, prima che il Sud Africa (399/7, 50ov) metta la quasi definitiva parola fine alle velleità di riscossa inglesi (170 all out, 22ov) nella partita in teoria del riscatto infliggendo loro un'altra sonora legnata. Sconfitta per 229 runs in meno della metà degli overs a disposizione.
Star dell' incontro Klaasen (109), Coetzee prende 3-35 i battitori inglesi giocano come se fossero all'asilo nido.
Quindi l'India, che prosegue la sua marcia a rullo compressore, regola la Nuova Zelanda in una partita bella equilibrata, e l'Aghanistan (286/2, 49ov) che si riprende con una roboante quanto inaspettata vittoria contro il Pakistan (287/7, 50ov) per 8 wickets.
L'Afghanistan batte quindi Sri Lanka e Olanda e arriva alla penultima partita contro l'Australia con chances reali di semifinale.
Vince il toss e va, giustamente, in battuta: si comincia di giorno, si finisce al buio con forte umidità, nella fornace di Mumbai.
Ottima valutazione delle condizioni ambientali favorevoli al lancio afghano nel secondo innings quando il sole sarà andato via e gli australiano avranno passato quattro ore in campo in un afa pesantissima.
Trascinati da un grandissimo Ibrahim Zadran (129) gli afghani prendono letteralmente a legnate i lanciatori australiani e raggiungono un totale di 291, insperato.
Io a sto punto visto che il pericolo vero con l'Australia sono sempre i lanciatori credo che una vittoria possa arrivare sul serio.
Succede di tutto, l'opener Head esce duck alla seconda palla, seguito dal sempre temibile e sempre sgradevole Warner (18). Labuschagne resiste un po, ha perfino un paio di diverbi con gli avversari per far vedere che lui è li per dar battaglia, un coglione. Finisce run out su una chiamata per una secondo run non necessaria a quel punto. Goduria.
Inglis fuori duck anche lui, i lanci afghani fan paura e loro si infiammano sulle ali dell'entusiasmo. Fanno strame degli avversari fino ad arrivare a 91-7 nel corso del 19° over quando entra Glen Maxwell.
Mancano 30 overs e 201 runs, serve un miracolo, se esce lui difficilmente gli altri due rimasti riusciranno a segnarne più di 40/50.
Viene 'droppato' a 10, qui capisco che può mettersi male.
Eh, niente.... Maxwell comincia a picchiare quasi ogni palla, fioccano i boundaries, alla fine saranno 21 quattro e 10 sei, roba incredibile. Durante il quarantunesimo over viene colto da crampi, crolla a terra, il fisioterapista lo rimette in piedi.
Rimane poi inchiodato al crease da dove spara bordate fuori campo fino a raggiungere 201 runs, punteggio individuale fuori dal mondo, e il totale di 292 per la sua squadra completando uno dei più grandi innings mai visti in ODI.
L'Australia va in semifinale, per l'Afghanistan una flebile speranza in caso di vittoria contro i sudafricani, che non verrà, e un'improbabile combinazione di risultati nelle restanti partite.
Il film dell'orrore inglese continua, riescono a farsi battere perfino da questo Sri Lanka, poi vengono demoliti dall'India.
Alla fine riusciranno a battere Olanda e Pakistan, che ormai ha mollato, quando ormai non contava più niente.
Il girone si chiude con la vittoria dell'India sulla derelitta Olanda, una bastonata che vale il 5° punteggio più alto (410) in un innings mondiale e padroni di casa che chiudono a punteggio pieno.
Visti così mi sembrano inarrestabili: batting line-up solida e profonda, lanciatori devastanti, perfino Kohli in questa partita ha preso un wicket.
La Classifica finale è la seguente (G V N P PT.; 2 punti alla vittoria):
India 9 9 0 0 18
Sud Africa 9 7 0 2 14
Australia 9 7 0 2 14
Nuova Zelanda 9 5 0 4 10
Pakistan 9 4 0 5 8
Afghanistan 9 4 0 5 8
Inghilterra 9 3 0 6 6
Bangladesh 9 2 0 7 4
Sri Lanka 9 2 0 7 4
Olanda 9 2 0 7 4
v Mumbai, stadio Whankede pieno fino a scoppiare, pomeriggio caldo, immobile, maccaioso.
Rohit Sharma vince il toss e manda i suoi in battuta, scelta giusta, buon pitch, non perfetto e avversari costrettti a rimanere almeno tre ore in campo nella calura afosa di Mumbai.
Ci sarebbe qualcosa da ridire sul cambio del pitch prescelto e del ruolo in esso svolto dalla federazione indiana, i neozelandesi non protestano troppo signori, o dabbene.
Partono sparati, Rohit segna un veloce 47 in 29 palle prima di essere preso sul long on boundary da un gran catch di Williamson. Entra Kohli che comincia piano, quasi esce alla seconda palla e raggiunge 50 in 59 mentre dall'altra parte Gill deve uscire infortunato (rientrerà poi chiudendo a 80). Quindi cambia passo, un drive alto su Boult finisce fuori per quattro, poco dopo spara un 6 che finisce in tribuna a midwicket.
Raggiunge il suo 50mo century in ODI (il terzo in questo mondiale) davanti al suo idolo Tendulkar seduto in tribuna con lo stadio che esplode e in piedi acclama il suo nome.
Arriva a 117 e viene eliminato da un catch di Conway a deep square-leg su lancio di Southee. Dall'altra parte Shreyas macina punti con grande potenza e spaventosa faciltà, century anche per lui (105). Rahul (34) completa l'opera per un totale di 397-4.
Per la Nuova Zelanda, che sicuramente ha avuto giornate migliori al lancio, un Everest da scalare.
Everest che diventa ancora piu alto quando Shami prende il suo primo wicket di giornata mettendo fuori Conway (13) con il suo primo lancio, lo segue rapidamente Ravindra (13) che non riesce a prendere ritmo e lascia i suoi sul 39-2 e in un mare di guai, lo stadio è una bolgia.
Entra il capitano Williamson (69) che raddrizza la barca prima di essere messo fuori pure lui da Shami ma a questo punto la sua partnership da 181 con Mitchell porta la Nuova Zelanda sul 220-3 in 32.2 overs, la partita è riaperta, il pubblico quasi ammutolito, la squadra si disunisce.
Mitchell continua fino a totalizzare 134 che con i 41 in 33 di Phillips fanno passare un brutto quarto d'ora agli indiani, tra il 30° e il 40° over l'impressione è che i neozelandesi possano davvero riuscirsi.
Ma nessuno ha fatto i conti con Shami che uno dopo l'altro fa fuori quasi tutti i neozelandesi e finisce la partita con un incredibile 7-57 al lancio.
L'India vince per 70 runs e va in finale.
Shami è, giustamente, man of the match, che partita!
Calcutta, Eden Gardens, seconda semifinale in teoria più incerta: de Kock vince il toss e sceglie di battere.
Per gli australiani al lancio apre Starc che alla terza palla della partita elimina Bavuma, fuori forma e senza convinzione: 1-1 il peggiore degli inizi possibili.
Di male in peggio, nel sesto over de Kock, di solito un battitore assennato, colpisce per 6 Hazelwood ma sbaglia il timing e la palla va altissima ma non lunga e finisce tra le mani di Cummins, 8-2 e montagna sempre più alta. Come ho già scritto di sopra il problema con l'Australia sono sempre i lanciatori, o almeno loro, infatti stanno lanciando incredibilmente bene, hanno un fielding aggressivo e attaccano a tutto spiano, me l'aspettavo anche se sotto sottto speravo non succedesse.
Il primo boundary lo mette a segno Markram nel nono over, ad ogni modo lui e van der Dussen sono in rado di dare una radrizzata. Starc e Hazelwood lanciano lenght e full lenght, praticamente ingiocabili dopo dieci over siamo 18-2, run rate bassissimo, 1.72. Ma anche Markram cade, gioca un drive su Starc, anche qui timing non perfetto, la palla si alza e Warner prende un gran catch nei covers 22-3. Ancora Hazelwood! trova l'edge di van der Dussen che finisce nelle mani del 2nd slip, 24-4!
in soli 11.5 overs! Debacle alle porte. Miller e Klaasen provano a rimediare ma i due australiani continuano imperterriti con poche sbavature. 14 overs andati e Sud Africa 44-4.
Pioggia, partita interrotta.
Ha smesso di piovere e si riprende Miller e Klaasen sembrano ambientarsi, al termine del 25mo over siamo 79/4 (mi pare), pochino, il run rate si è alzato poco sopra il 3 ma gli over a disposizione adesso sono la metà.
Nel frattempo Cummins introduce i suoi spinners, prima Maxwell, poi Head ma quando i due sudafricani sembravano aver trovato il passo ecco che Head colpisce e mette fuori Klaasen (47) clean-bowled 119-5, quindi sulla palla successiva fa fuori anche il nuovo entrato Jansen (0) lbw, ecatombe 119-6.Hat-trick ball su Coetzee, vediamo: niente si salva. Miller gioca un innings fatto di resistenza e classe, esce per 101 ma intorno a lui gli altri cadono uno dopo l'altro.
Alla fine con grande fatica riescono a raggiungere un insperato, pur se non proprio ideale 212. L'Australia va in battuta, aprono Warner e Head e cominciano subito a bastonare i lanciatori sudafricani dopo 6 overs sono 60-0 (il Sud Africa aveva segnato circa 10 in 8 e perso due uomini), boundaries come se piovesse, run rate 10, Sud Africa allo stesso punto 1.50 circa. Markram prende Warner (29) con la sua prima palla, ma siamo lontani.
La partita s'infiamma, i sudafricani ci danno dentro il pubblico si entusiasma.
L'introduzione dello spin al lancio cambia la partita, Maharaj elimina Head (62) e poi Shamshi mette fuori prima Labuschagne ( ) e soprattutto Maxwell per un solo run e i sudafricani tornano in gioco. Ma Smith e Inglis controllano bene, con calma, hanno tempo overs e wicket a disposizione.
Coetzee dopo un paio di lanci corti beffa Smith che non si aspetta il cambio di velocità e colpisce male, la palla va su, su, su e torna giù tra i guanti di de Kock, 174-6. Partita riaperta, quattro wicket da prendere concedendo meno di 38 runs per il Sud Africa, 39 runs senza perdere quattro uomini per l'Australia,15 overs a disposizione.
Tensione, in campo e sugli spalti.
La coda australiana sa segnare, difficile lo stesso per i Proteas. Bavuma riporta Shamshi all'attacco, dall'altra parte continua Coetzee ma servono wickets, in fretta. C'è un'ultimo sussulto quando Coetzee clean bowls il dangerman Inglis (28) ma ormai siamo a 193-7, manca poco. Starc e Cummins con un po di fatica riescono a raggiungere 213.
In finale ci va l'Australia.
Nella partita del girone il Sud Africa gli aveva inflitto una sconfitta pesantissima!
Si torna ad Ahmedabad per l'atto finale, Pat Cummins vince il toss e decide di lanciare, dice che il wicket e asciutto e la rugiada lo bagnerà stasera quando farà buio rendendolo più lento e favorevole ai battitori (che saranno i suoi).
Corretto, in teoria.
Sono venuti, giustamente, per vincere. L' immenso calderone di Ahmedabad zeppo come un uovo ribolle di entusiasmo che non si riesce a trattenere, la folla impazzisce i suoi idoli entreranno in battuta per primi.
Cummins non perde l' humor 'Qualsiasi cosa avessi scelto avrebbero dato in scalmane'.
Squadre invariate rispetto alle semifinali.
Rohit Sharma e Gill aprono per i padroni di casa, Mitchell Starc lancerà la prima palla. Il rumore all'interno dello stadio è assordante.
Due 4 nel secondo over fanno alzare ancor di più, se possibile, temperatura e volume, 13-0. Rohit Sharma fa un altro paio di boundaries ma poi Starc manda un full lenght che lascia Gill senza spazio per muoversi.
Questi sbaglia il suo tentativo di pull sul leg-side che finisce tra le mani di Zampa 30-1 e pubblico ammutolito. Entra Kohli, segna subito rapidamente una dozzina di runs, poi quando Rohit carica su un lancio di Maxwell per spedirlo in tribuna, ma la palla gira, colpisce il suo edge e va in alto sull'off-side. Travis Head corre all'indietro e prende un catch incredibile, 76-2 mutismo totale. Tocca a Shreyas (4) che fin qui ha segnato punti con incredibile facilità, Cummins si riserva il piacere di dargli il benvenuto. E lo fa nel migliore dei modi (per lui), un lancio con traiettoria perfetta che rientra quel tanto che basta per lasciare il nuovo entrato immobiile, la palla sfiora appena la mazza e finisce dietro dove Inglis prende e ringrazia, 82-3! Mai come adesso Kohli, la cui grandezza non si discute, deve tirare fuori una prestazione che porti punti (tanti) e trascini gli altri ad un innings di qualche sostanza (almeno 250/270).
Ci prova ma non ci riesce, cede per 54 eliminato da Cummins, silenzio di tomba. L'India accusa il colpo e perde spinta, tra l 'undicesimo e il cinquantesimo over segnano solo quattro boundaries, segno di una tensione che li attanaglia e che il piano preparato da Cummins funziona, continui cambi al lancio per far si che i battitori avversari non riescano ad aadattarsi ai lanci e prendano continuità. Alla fine arrivano a 240 ben al di sotto delle aspettative.
Toccherà ai lanciatori, fin qui devastanti, di trovare la vittoria per l'India.
Fanno subito danni, sfruttando un pitch lento riducono gli australiani a 47-3 rimettendosi di fatto in gioco.
Ma Head e Labuschagne freddano i bollenti spiriti di lanciatori e pubblico con un' inscalfibile stand di 192 per il quarto wicket che finisce dritto tra i più grandi mai giocati in una finale mondiale. Head esce per 137, un innings straordinario, lasciando posto a Maxwell (2) che a quel punto segna i 2 runs necessari alla vittoria con la seconda palla lanciatagli, Labuschagne finisce 58 not-out. Man of the match Travis Head, lo era stato anche in semifinale e aveva saltato le prime quatro partite per una mano ingessata!
Vittoria agevole, Australia 241-4 (43ov) batte India 240 all out (50ov) con ancora 7 overs a disposizione e sesta Coppa del Mondo in bacheca.
Il presidente indiano Narendra Modi, cui lo stadio è intitolato (ma intitolare stadi a persone ancora in vita e più in generale a persone?) consegna la Coppa del Mondo a Pat Cummins in uno stadio ormai vuoto, così come (quasi) vuoto era stato per la partita inaugurale, e se ne va senza dire niente, Cummins rimane li con la coppa in mano interdetto.
Per gli australiani bene così.
v Per circostanze, campo e squadre impegnate, questa finale vale nel cricket quello che il Maracanazo del 1950 è stato per il calcio, a questo ho pensato più di una volta mentre Head accumulava runs, gli overs dimiuivano inesorabilmente e i lanciatori indiani si rassegnavano progressivamente perdendo efficacia.
Questo non diminuisce i meriti e il valore di una squadra australiana che nel 2023 ha tenuto gli (Ashes 2-2 in Inghilterra) e ad agosto aveva vinto la finale del Mondiale di test cricket 2021-23 (partita singola disputata dalle prime due del ranking mondiale dei test match) proprio contro l' India.
Direi quindi i migliori in ogni forma del gioco.
Non esattamente quello che avrei voluto da sto mondiale, ma insomma... niente da dire, sono forti.
Personalmente ho visto almeno una decina di grandi partite e tantissime giocate di altissimo livello e mi sono divertito parecchio, questo nonostante i pigiami colorati, la pallina bianca e il formato ridotto.
Riepilogando:
Campione del Mondo: Australia
Miglior battitore: Virat Kohli (India) 765 runs
Miglior lanciatore: Mohammed Shami (India) 24 wickets (in soli 7 innings)
Miglior giocatore (per me): Travis Head (Australia)
v Miglior Capitano (per me): Pat Cummins (Australia)
Alla febbre da manifestazione globale non sfugge, da tempo, neanche il cricket disciplina antica seppur da 'ste parti, fortunatamente, a diffusione limitata.
Siamo alla XIII edizione 10 squadre partecipanti, rispetto alle 8 della prima edizione,le uniche allora con test status, ma anche meno delle 16 del 2007.
Diciamo che 8 sarebbero state ancora più che sufficienti, 6 ancora meglio.
Ma tant'è anche qui il businnesman vuole la sua parte, già si era portato via l'eleganza (basilare nel cricket) quando si era passati dal giocare in tradizionale bianco e pallina rossa ai pigiami colorati con pallina bianca, eredità purtroppo mai cancellata, di Kerry Packer e del suo odioso World Cricket Series.
Il formato prevede un girone unico con dieci squadre tutti giocano contro tutti, alla fine classifica e le prime quattro vanno in semifinale: prima contro quarta e seconda contro terza, le vincenti in finale.
Ottima formula, non ci vuole un gran studio.
Le partite si giocano su 50 overs, formato One day International (ODI).
La manifestazione è ospitata dall'India (per la terza volta, la prima da sola), i veri padroni del cricket mondiale.
Dieci campi disseminati per tutto il subcontinente: Bangalore, Chennai, Mumbay, New Delhi, Lucknow, Hyderebad, Pune, oltre ai degni di nota Eden Gardens di Calcutta sede spirituale del cricket indiano; Dharamshala, uno dei campi più suggestivi al mondo con sfondo himalyano e il rinnovato stadio di Ahmedabad, un immenso catino capace di 132.000 posti a sedere, lo stadio da cricket più grande al mondo, forse non solo da cricket. Rimarranno quasi vuoti per tutto il torneo eccezzion fatta per le partite dell'India, quelle giocate a Dharamshala e poche altre, oltre ovviamente a semifinali e finale.
Poi, innanzi tutto non ci sono le West Indies, vincitrici delle prime due edizioni e la squadra più forte del mondo tra la fine degli anni '60 e il 1990, pur con qualche singhiozzo, una squadra che dal '66 al '79 ebbe un importanza che trascese di gran lunga i pur formidabili risultati sportivi.
Beyond the boundary, non solo definizione ma anche libro seminale su un sacco di cose inclusi circket e neocolonialismo che non posso fa altro che consigliare. Me ne dolgo.
Strafavorita l'India (anche per me), seguono nel mio ordine Sud Africa, NZ, Australia e forse Inghilterra.
La partita d'esordio è già ghiotta, remake dell'ultima finale vinta per un pelo dagli inglesi al super over dopo l'involontaria (o no?) deviazione di Stokes con la mazza su rilancio dall' outfield.
Stavolta va come deve andare e la Nuova Zelanda (283-1, 36,2ov) disintegra i campioni in carica (282-9, 50.0 ov), e a questo punto già uscenti, con una vittoria per 9 wickets grazie ai sensazionali 152 not-out dell'apertura Conway e 123 not-out dell' astro nascente Ravindra. Massacrati, and sign of things to come.
Il giorno dopo l'imprevedibile Pakistan batte prevedibilmente l' Olanda, quindi l' Afghanistan perde contro il Bangladesh (6 wkts) mentre il Sud Africa demolisce uno Sri Lanka nella peggiore versione che io ricordi realizzando il nuovo record di punti (428) per un innings al mondiale con ben tre centuries, de Kock (100), van der Dussen (108) e Markram (103), impressionanti.
I favoritissimi padroni di casa partono a razzo superando di slancio l'Australia.
Partita strana, impegnati ad inseguire 199 dopo aver ben contenuto gli avversari, si ritrovano 2-3 prima della fine del secondo over con la reale prospettiva di un disastro davanti.
Ma poi entra la semi-divintà Kohli che piazza un bel 85 e con Rahul (97not out) mette su 164 per il quarto wicket, raddrizza la barca e vince la partita.
Come da pronostico tranne lo spavento iniziale.
I lanciatori australiani però lanciano avvisaglie che passano inosservate ai più.
Prima della seconda partita i minchioni inglesi si lamentano dell' outfield di Dharamshala, il capitano Buttler s'interroga perfino sull' integrità della partita nel caso dovesse istruire i suoi a non rischiare di tuffarsi per salvare runs per il rischio di farsi male.
Ridicoli.
L' ICC risponde che va benissimo, quelli che ci hanno giocato la partita precedente pure. Pensassero a giocare. Ovviamente se la fanno sotto e mettono le mani avanti. Stokes ancora fuori, dentro il seamer Topley (4-43), scelta giusta.
Superano agevolmente il Bangladesh, soprattutto grazie a Malan (140), per 137 runs la loro vittoria più larga registrata ad un mondiale.
Si illudono e cominciano a parlare per niente, resterà questa l'unica vittoria nelle prime sette partite e subiranno sconfitte con margini ben maggiori di questa loro vittoria.
Nel terzo incontro di un certo spessore il Sud Africa (311-7, 50ov) batte sonoramente (134 runs) l'Australia (177 all out, 40.5ov). Magistrale 109 di de Kock al quale i lanciatori australiani han (stranamente) ben pochi quesiti da chiedere, sembran già spompi.
Due sconfitte su due per i canguri e due vittorie su due per i sudafricani.
L'atteso derby Pakistan - India si risolve in una mezza rotta per i primi.
Davanti ad una folla immensa ad Ahmedabad l'India vince il toss e manda i rivali in battuta riuscendo a farli fuori tutti per 191 in 42.5 overs con i soli Babar Azam (50) e Mohammad Rizwan (49) ad offrire qualche resistenza.
Ben sei su undici battitori non riescono ad arrivare in doppia cifra, una debacle. Entrati in battuta, i padroni di casa sorretti da un caos infernale, sbrigano la faccenda in scioltezza trascinati da Rohit Sharma (86) e Shreyas (53) e nonostante il deludente 16 di Kohli. Il tutto in 30.3 overs, poco più di mezzo innings.
Fate largo.
Il Pakistan è una squadra fortemente altalenante, in giornata possono battere chiunque, ma spesso la giornata non arriva. Temibilissimi al lancio, hanno battitori spesso svagati. Perdono anche la partita successiva riuscendo a resuscitare un' Australia che mi pareva già pronta per la via di casa, purtroppo sbagliavo.
Quindi il primo (di due) grandi upset del torneo.
L'Afghanistan, due sconfitte fin lì e teoricamente poco da dire, 16 sconfitte nei precedenti 17 incontri ad un mondiale, umilia l'Inghilterra al termine di una partita memorabile.
Mandati in battuta dagli inglesi che vincono il toss e si pensano furbi, cominciano bene grazie a Rahmanullah Gurbaz e Ibrahim Zadran che mettono su 114 per il primo wicket.
Gli inglesi cambiano e mettono al lancio lo spinner Adil Rashid che fa crollare il top order afghano (3-42). Gurbaz però resiste e sembra avviato ad un insperato century quando Shahidi gli chiama una corsa suicida e David Willey con un rilancio micidiale da midwicket lo manda fuori. Uscendo Gurbaz prima lancia la mazza a terra e poi sfascia una sedia maledicendo il compagno. Un altro crollo del batting line afghano sembra alle porte ma Ikram Alikhil e Rashid Khan mettono su 43 runs prima che quest'ultimo venga eliminato da un'incredibile catch di Root sul boundary.
Alikhil continua e finisce a 53, poi Mujeeb segna un veloce 28 in 16. Totale 284. Un bel punteggio, difendibile ma anche battibile per una squadra come l'Inghilterra, invece. Invece questi afghani lanciano come demoni,Fazalhaq Farooqi con la prima palla, un diabolico outswinger, elimina l'apertura Bairstow (2) lbw.
Poco dopo Mujeeb serve un tremendo flipper che toglie di mezzo Root (11) il miglior battitore inglese che sbaglia comunque a giocare il colpo, back foot invece di front foot, quindi Nabi spezza la resistenza dell'altra apertura Malan (32). Poi il crollo, prima Naveen fa fuori Buttler con un diabolico in-dipper, Rashid Kahn ridicolizza Livingston con un googly e Mujeeb con un altro googly fa sparire anche Woaks, oltre mezza squadra andata. Il solo Brook (66) gioca come si deve ma Rashid Khan riesce a prendere velocemente gli ultimi due inglesi. Vittoria per 69 runs, pesante.
Per gli afghani storica, per gli inglesi un'altra debacle mondiale.
Le scene a fine partita sono indescrivibili.
L'entusiasmo afghano incontenibile,quello del pubblico pure, le facce degli inglesi uno spasso, mai divertito tanto.
Mr. Buttler non ha niente da dire sul prato di New Delhi? Seguono dichiarazioni patetiche degne della manica di inetti che sono.
Quindi il secondo upset del torneo, l' Olanda (245/8, 43ov) batte il Sud Africa (207 all-out 42.5ov) per 38 runs in una partita in cui ho veramente stentato a credere a ciò che vedevo. Partita ridotta a 43 overs causa pioggia, il totale olandese ci poteva anche stare. Quello che non ti aspetti è la prestazione sudafricana in battuta. Fuori De Kock per 20, il resto della truppa, tranne Miller (43), cede sotto pressione da rincorsa, eliminazioni assurde per gente che sa giocare a quel modo, la cosa si ripeterà di nuovo.
Messaggio il mio capitano: "Shaun, wtf??" , la sua risposta è sconsolata "Honestly Albe, wtf!"
L'Australia continua a rialzarsi e batte lo Sri Lanka e poi il Pakistan, così come la Nuova Zelanda che rimette gli afghani al loro posto infliggendo loro una dura sconfitta per 149 runs.
Vi sono poi centuries di Kohli (103) contro il Bangladesh e di Warner (163) e Marsh (121) contro un Pakistan deludente, prima che il Sud Africa (399/7, 50ov) metta la quasi definitiva parola fine alle velleità di riscossa inglesi (170 all out, 22ov) nella partita in teoria del riscatto infliggendo loro un'altra sonora legnata. Sconfitta per 229 runs in meno della metà degli overs a disposizione.
Star dell' incontro Klaasen (109), Coetzee prende 3-35 i battitori inglesi giocano come se fossero all'asilo nido.
Quindi l'India, che prosegue la sua marcia a rullo compressore, regola la Nuova Zelanda in una partita bella equilibrata, e l'Aghanistan (286/2, 49ov) che si riprende con una roboante quanto inaspettata vittoria contro il Pakistan (287/7, 50ov) per 8 wickets.
L'Afghanistan batte quindi Sri Lanka e Olanda e arriva alla penultima partita contro l'Australia con chances reali di semifinale.
Vince il toss e va, giustamente, in battuta: si comincia di giorno, si finisce al buio con forte umidità, nella fornace di Mumbai.
Ottima valutazione delle condizioni ambientali favorevoli al lancio afghano nel secondo innings quando il sole sarà andato via e gli australiano avranno passato quattro ore in campo in un afa pesantissima.
Trascinati da un grandissimo Ibrahim Zadran (129) gli afghani prendono letteralmente a legnate i lanciatori australiani e raggiungono un totale di 291, insperato.
Io a sto punto visto che il pericolo vero con l'Australia sono sempre i lanciatori credo che una vittoria possa arrivare sul serio.
Succede di tutto, l'opener Head esce duck alla seconda palla, seguito dal sempre temibile e sempre sgradevole Warner (18). Labuschagne resiste un po, ha perfino un paio di diverbi con gli avversari per far vedere che lui è li per dar battaglia, un coglione. Finisce run out su una chiamata per una secondo run non necessaria a quel punto. Goduria.
Inglis fuori duck anche lui, i lanci afghani fan paura e loro si infiammano sulle ali dell'entusiasmo. Fanno strame degli avversari fino ad arrivare a 91-7 nel corso del 19° over quando entra Glen Maxwell.
Mancano 30 overs e 201 runs, serve un miracolo, se esce lui difficilmente gli altri due rimasti riusciranno a segnarne più di 40/50.
Viene 'droppato' a 10, qui capisco che può mettersi male.
Eh, niente.... Maxwell comincia a picchiare quasi ogni palla, fioccano i boundaries, alla fine saranno 21 quattro e 10 sei, roba incredibile. Durante il quarantunesimo over viene colto da crampi, crolla a terra, il fisioterapista lo rimette in piedi.
Rimane poi inchiodato al crease da dove spara bordate fuori campo fino a raggiungere 201 runs, punteggio individuale fuori dal mondo, e il totale di 292 per la sua squadra completando uno dei più grandi innings mai visti in ODI.
L'Australia va in semifinale, per l'Afghanistan una flebile speranza in caso di vittoria contro i sudafricani, che non verrà, e un'improbabile combinazione di risultati nelle restanti partite.
Il film dell'orrore inglese continua, riescono a farsi battere perfino da questo Sri Lanka, poi vengono demoliti dall'India.
Alla fine riusciranno a battere Olanda e Pakistan, che ormai ha mollato, quando ormai non contava più niente.
Il girone si chiude con la vittoria dell'India sulla derelitta Olanda, una bastonata che vale il 5° punteggio più alto (410) in un innings mondiale e padroni di casa che chiudono a punteggio pieno.
Visti così mi sembrano inarrestabili: batting line-up solida e profonda, lanciatori devastanti, perfino Kohli in questa partita ha preso un wicket.
La Classifica finale è la seguente (G V N P PT.; 2 punti alla vittoria):
India 9 9 0 0 18
Sud Africa 9 7 0 2 14
Australia 9 7 0 2 14
Nuova Zelanda 9 5 0 4 10
Pakistan 9 4 0 5 8
Afghanistan 9 4 0 5 8
Inghilterra 9 3 0 6 6
Bangladesh 9 2 0 7 4
Sri Lanka 9 2 0 7 4
Olanda 9 2 0 7 4
v Mumbai, stadio Whankede pieno fino a scoppiare, pomeriggio caldo, immobile, maccaioso.
Rohit Sharma vince il toss e manda i suoi in battuta, scelta giusta, buon pitch, non perfetto e avversari costrettti a rimanere almeno tre ore in campo nella calura afosa di Mumbai.
Ci sarebbe qualcosa da ridire sul cambio del pitch prescelto e del ruolo in esso svolto dalla federazione indiana, i neozelandesi non protestano troppo signori, o dabbene.
Partono sparati, Rohit segna un veloce 47 in 29 palle prima di essere preso sul long on boundary da un gran catch di Williamson. Entra Kohli che comincia piano, quasi esce alla seconda palla e raggiunge 50 in 59 mentre dall'altra parte Gill deve uscire infortunato (rientrerà poi chiudendo a 80). Quindi cambia passo, un drive alto su Boult finisce fuori per quattro, poco dopo spara un 6 che finisce in tribuna a midwicket.
Raggiunge il suo 50mo century in ODI (il terzo in questo mondiale) davanti al suo idolo Tendulkar seduto in tribuna con lo stadio che esplode e in piedi acclama il suo nome.
Arriva a 117 e viene eliminato da un catch di Conway a deep square-leg su lancio di Southee. Dall'altra parte Shreyas macina punti con grande potenza e spaventosa faciltà, century anche per lui (105). Rahul (34) completa l'opera per un totale di 397-4.
Per la Nuova Zelanda, che sicuramente ha avuto giornate migliori al lancio, un Everest da scalare.
Everest che diventa ancora piu alto quando Shami prende il suo primo wicket di giornata mettendo fuori Conway (13) con il suo primo lancio, lo segue rapidamente Ravindra (13) che non riesce a prendere ritmo e lascia i suoi sul 39-2 e in un mare di guai, lo stadio è una bolgia.
Entra il capitano Williamson (69) che raddrizza la barca prima di essere messo fuori pure lui da Shami ma a questo punto la sua partnership da 181 con Mitchell porta la Nuova Zelanda sul 220-3 in 32.2 overs, la partita è riaperta, il pubblico quasi ammutolito, la squadra si disunisce.
Mitchell continua fino a totalizzare 134 che con i 41 in 33 di Phillips fanno passare un brutto quarto d'ora agli indiani, tra il 30° e il 40° over l'impressione è che i neozelandesi possano davvero riuscirsi.
Ma nessuno ha fatto i conti con Shami che uno dopo l'altro fa fuori quasi tutti i neozelandesi e finisce la partita con un incredibile 7-57 al lancio.
L'India vince per 70 runs e va in finale.
Shami è, giustamente, man of the match, che partita!
Calcutta, Eden Gardens, seconda semifinale in teoria più incerta: de Kock vince il toss e sceglie di battere.
Per gli australiani al lancio apre Starc che alla terza palla della partita elimina Bavuma, fuori forma e senza convinzione: 1-1 il peggiore degli inizi possibili.
Di male in peggio, nel sesto over de Kock, di solito un battitore assennato, colpisce per 6 Hazelwood ma sbaglia il timing e la palla va altissima ma non lunga e finisce tra le mani di Cummins, 8-2 e montagna sempre più alta. Come ho già scritto di sopra il problema con l'Australia sono sempre i lanciatori, o almeno loro, infatti stanno lanciando incredibilmente bene, hanno un fielding aggressivo e attaccano a tutto spiano, me l'aspettavo anche se sotto sottto speravo non succedesse.
Il primo boundary lo mette a segno Markram nel nono over, ad ogni modo lui e van der Dussen sono in rado di dare una radrizzata. Starc e Hazelwood lanciano lenght e full lenght, praticamente ingiocabili dopo dieci over siamo 18-2, run rate bassissimo, 1.72. Ma anche Markram cade, gioca un drive su Starc, anche qui timing non perfetto, la palla si alza e Warner prende un gran catch nei covers 22-3. Ancora Hazelwood! trova l'edge di van der Dussen che finisce nelle mani del 2nd slip, 24-4!
in soli 11.5 overs! Debacle alle porte. Miller e Klaasen provano a rimediare ma i due australiani continuano imperterriti con poche sbavature. 14 overs andati e Sud Africa 44-4.
Pioggia, partita interrotta.
Ha smesso di piovere e si riprende Miller e Klaasen sembrano ambientarsi, al termine del 25mo over siamo 79/4 (mi pare), pochino, il run rate si è alzato poco sopra il 3 ma gli over a disposizione adesso sono la metà.
Nel frattempo Cummins introduce i suoi spinners, prima Maxwell, poi Head ma quando i due sudafricani sembravano aver trovato il passo ecco che Head colpisce e mette fuori Klaasen (47) clean-bowled 119-5, quindi sulla palla successiva fa fuori anche il nuovo entrato Jansen (0) lbw, ecatombe 119-6.Hat-trick ball su Coetzee, vediamo: niente si salva. Miller gioca un innings fatto di resistenza e classe, esce per 101 ma intorno a lui gli altri cadono uno dopo l'altro.
Alla fine con grande fatica riescono a raggiungere un insperato, pur se non proprio ideale 212. L'Australia va in battuta, aprono Warner e Head e cominciano subito a bastonare i lanciatori sudafricani dopo 6 overs sono 60-0 (il Sud Africa aveva segnato circa 10 in 8 e perso due uomini), boundaries come se piovesse, run rate 10, Sud Africa allo stesso punto 1.50 circa. Markram prende Warner (29) con la sua prima palla, ma siamo lontani.
La partita s'infiamma, i sudafricani ci danno dentro il pubblico si entusiasma.
L'introduzione dello spin al lancio cambia la partita, Maharaj elimina Head (62) e poi Shamshi mette fuori prima Labuschagne ( ) e soprattutto Maxwell per un solo run e i sudafricani tornano in gioco. Ma Smith e Inglis controllano bene, con calma, hanno tempo overs e wicket a disposizione.
Coetzee dopo un paio di lanci corti beffa Smith che non si aspetta il cambio di velocità e colpisce male, la palla va su, su, su e torna giù tra i guanti di de Kock, 174-6. Partita riaperta, quattro wicket da prendere concedendo meno di 38 runs per il Sud Africa, 39 runs senza perdere quattro uomini per l'Australia,15 overs a disposizione.
Tensione, in campo e sugli spalti.
La coda australiana sa segnare, difficile lo stesso per i Proteas. Bavuma riporta Shamshi all'attacco, dall'altra parte continua Coetzee ma servono wickets, in fretta. C'è un'ultimo sussulto quando Coetzee clean bowls il dangerman Inglis (28) ma ormai siamo a 193-7, manca poco. Starc e Cummins con un po di fatica riescono a raggiungere 213.
In finale ci va l'Australia.
Nella partita del girone il Sud Africa gli aveva inflitto una sconfitta pesantissima!
Si torna ad Ahmedabad per l'atto finale, Pat Cummins vince il toss e decide di lanciare, dice che il wicket e asciutto e la rugiada lo bagnerà stasera quando farà buio rendendolo più lento e favorevole ai battitori (che saranno i suoi).
Corretto, in teoria.
Sono venuti, giustamente, per vincere. L' immenso calderone di Ahmedabad zeppo come un uovo ribolle di entusiasmo che non si riesce a trattenere, la folla impazzisce i suoi idoli entreranno in battuta per primi.
Cummins non perde l' humor 'Qualsiasi cosa avessi scelto avrebbero dato in scalmane'.
Squadre invariate rispetto alle semifinali.
Rohit Sharma e Gill aprono per i padroni di casa, Mitchell Starc lancerà la prima palla. Il rumore all'interno dello stadio è assordante.
Due 4 nel secondo over fanno alzare ancor di più, se possibile, temperatura e volume, 13-0. Rohit Sharma fa un altro paio di boundaries ma poi Starc manda un full lenght che lascia Gill senza spazio per muoversi.
Questi sbaglia il suo tentativo di pull sul leg-side che finisce tra le mani di Zampa 30-1 e pubblico ammutolito. Entra Kohli, segna subito rapidamente una dozzina di runs, poi quando Rohit carica su un lancio di Maxwell per spedirlo in tribuna, ma la palla gira, colpisce il suo edge e va in alto sull'off-side. Travis Head corre all'indietro e prende un catch incredibile, 76-2 mutismo totale. Tocca a Shreyas (4) che fin qui ha segnato punti con incredibile facilità, Cummins si riserva il piacere di dargli il benvenuto. E lo fa nel migliore dei modi (per lui), un lancio con traiettoria perfetta che rientra quel tanto che basta per lasciare il nuovo entrato immobiile, la palla sfiora appena la mazza e finisce dietro dove Inglis prende e ringrazia, 82-3! Mai come adesso Kohli, la cui grandezza non si discute, deve tirare fuori una prestazione che porti punti (tanti) e trascini gli altri ad un innings di qualche sostanza (almeno 250/270).
Ci prova ma non ci riesce, cede per 54 eliminato da Cummins, silenzio di tomba. L'India accusa il colpo e perde spinta, tra l 'undicesimo e il cinquantesimo over segnano solo quattro boundaries, segno di una tensione che li attanaglia e che il piano preparato da Cummins funziona, continui cambi al lancio per far si che i battitori avversari non riescano ad aadattarsi ai lanci e prendano continuità. Alla fine arrivano a 240 ben al di sotto delle aspettative.
Toccherà ai lanciatori, fin qui devastanti, di trovare la vittoria per l'India.
Fanno subito danni, sfruttando un pitch lento riducono gli australiani a 47-3 rimettendosi di fatto in gioco.
Ma Head e Labuschagne freddano i bollenti spiriti di lanciatori e pubblico con un' inscalfibile stand di 192 per il quarto wicket che finisce dritto tra i più grandi mai giocati in una finale mondiale. Head esce per 137, un innings straordinario, lasciando posto a Maxwell (2) che a quel punto segna i 2 runs necessari alla vittoria con la seconda palla lanciatagli, Labuschagne finisce 58 not-out. Man of the match Travis Head, lo era stato anche in semifinale e aveva saltato le prime quatro partite per una mano ingessata!
Vittoria agevole, Australia 241-4 (43ov) batte India 240 all out (50ov) con ancora 7 overs a disposizione e sesta Coppa del Mondo in bacheca.
Il presidente indiano Narendra Modi, cui lo stadio è intitolato (ma intitolare stadi a persone ancora in vita e più in generale a persone?) consegna la Coppa del Mondo a Pat Cummins in uno stadio ormai vuoto, così come (quasi) vuoto era stato per la partita inaugurale, e se ne va senza dire niente, Cummins rimane li con la coppa in mano interdetto.
Per gli australiani bene così.
v Per circostanze, campo e squadre impegnate, questa finale vale nel cricket quello che il Maracanazo del 1950 è stato per il calcio, a questo ho pensato più di una volta mentre Head accumulava runs, gli overs dimiuivano inesorabilmente e i lanciatori indiani si rassegnavano progressivamente perdendo efficacia.
Questo non diminuisce i meriti e il valore di una squadra australiana che nel 2023 ha tenuto gli (Ashes 2-2 in Inghilterra) e ad agosto aveva vinto la finale del Mondiale di test cricket 2021-23 (partita singola disputata dalle prime due del ranking mondiale dei test match) proprio contro l' India.
Direi quindi i migliori in ogni forma del gioco.
Non esattamente quello che avrei voluto da sto mondiale, ma insomma... niente da dire, sono forti.
Personalmente ho visto almeno una decina di grandi partite e tantissime giocate di altissimo livello e mi sono divertito parecchio, questo nonostante i pigiami colorati, la pallina bianca e il formato ridotto.
Riepilogando:
Campione del Mondo: Australia
Miglior battitore: Virat Kohli (India) 765 runs
Miglior lanciatore: Mohammed Shami (India) 24 wickets (in soli 7 innings)
Miglior giocatore (per me): Travis Head (Australia)
v Miglior Capitano (per me): Pat Cummins (Australia)
Etichette:
Cricket
venerdì, gennaio 14, 2022
Cricket - Ashes 2021/2022
Grazie ad ALBERTO GALLETTI torniamo nel magico mondo del CRICKET.
Sempre Alberto ci aveva ben spiegato cosa sono gli Ashes qui: https://tonyface.blogspot.com/2013/07/the-ashes_10.html
ASHES 2021/22 UN DISASTRO ANNUNCIATO
Due parole sugli Ashes, la sfida sportiva per me più importante che esista, nonchè la preferita.
Non che mi aspettassi qualcosa dagli inglesi, ma la loro rovinosa capitolazione nel terzo test ha ulteriormente amplificato ed aggravato le considerazioni sulle due sconfitte precedenti, entrambe già di per se molto pesanti.
Una serie segnata fin dalla prima palla lanciata in assoluto, uno splendido leg-side yorker di Mitchell Starc.
Il modo in cui Burns gioca, però, è imperdonabile: mezzo passo sull' off-side che gli lascia scoperto il leg-stump.
La lunghezza del lancio è perfetta, la traiettoria anche, il rientro all'ultimo micidiale.
Il colpo di Burns (leg-side clip) è in ritardo e il suo leg-stump di Burns vola via.
Ma perchè, mi chiedo, un professionista, un battitore d'apertura dell'Inghilterra gioca la prima palla di una serie di cinque partite da cinque giorni in quel modo?
Gli servivano punti per vincere?
Aveva fretta?
E' sempre pericoloso giocare across palle che arrivano così, ma difendi! Poi magari usciva comunque lbw ma avrebbe sottinteso tutt'altro modo di giocare. Perchè allora non provare la legnata da 6? Inettitudine mentale ancor prima che tecnica. Risultato 59-4 al lunch e 147 all-out prima del te.
Conseguenze del gioco corto secondo me, il tipo di colpi idioti che si giocano nelT20 dove errori madornali come questo non hanno quasi mai conseguenze perchè illa durata degli incontri è talmente ridotta da non doversene curare.
Se è vero che la IPL è il più noto (e ricco) campionato ad over limitati, è vero anche che in nessun posto al mondo si giocano tante partite limited overs come in Inghilterra.
Il motivo, gli introiti televisivi e gli incassi alle partite; soldi insomma.
Nell'ultimo decennio, la federazione inglese, ECB, ha mirato esclusivamente al lato affaristico del gioco, schiacciando la tavoletta dell'acceleratore giù al massimo. Sono stati ricostruiti gli stadi più importanti, resi funzionali ad un certo tipo di intrattenimento, ad un certo tipo di pubblico, dove il gioco che si svolge quasi diventa un contorno a tutto quello che viene offerto intorno ad esso, pranzi, aperitivi, drinks, perfino piscine ho visto.
Una gigantesca pagliacciata senza fine fatta di musiche assordanti sparate a centomila watt per stordire il pubblico, già di per se stordito basta vedere come si presentano alcuni in tribuna. Da far sembrare lo sport americano una sacrestia, processo ormai irreversibile.
Hanno spinto al massimo il T20, introdotto il nuovo ed inutile 'Hundred' e marginalizzato il County Championship e i Test Match.
Così facendo hanno spinto i ricavi alle stelle, banalizzato il cricket e trovato nuovo pubblico cui poco importa cosa succede in campo, ma paga ingressi, consumazioni e abbonamenti tv.
Il tutto finanziato, neanche troppo segretamente, da sky. Così il First Class cricket e il suo livello sono finiti alle stalle.
I giocatori sono ovviamente concentrati a giocare 20 overs, al massimo 50, che sono più remunerativi e di conseguenza adattano il loro modo di giocare, in particolar modo i battitori che prendono molti più rischi.
Succede poi che la capacità di pazientare viene meno, perchè lo stare dentro non ha nessun significato nel T20, ma poi quando giochi un test match contro una squadra forte son dolori.
In una parola gli inglesi (e gli indiani) hanno rovinato il gioco, ne hanno ogni diritto, è roba loro, ma almeno gli indiani hanno una squadra da test match formidabile.
Gli inglesi invece fanno pena.
Primo test match perso per 9 wickets.
Secondo test match perso per 275 runs
Terzo test match perso per un innings e 14 runs.
Sconfitte pesantissime, ma sull'ultima mi vorrei soffermare un attimo. Sconfitta per oltre un innings contro una squadra che aveva segnato 267, un punteggio assolutamente medio se non qualcosa meno. Questo credo sia il dato più significativo ed insieme sconfortante sullo stato del cricket inglese.
Certo sono campioni del mondo, titolo assegnato a chi vince la rassegna iridata sui 50 over, non senza controversia su quel tentativo di run-out che colpisce la mazza di Stokes, e comunque dopo un tiratissimo incontro e un altrettanto tiratissimo super-over finale.
Certo sono primi nel ranking mondiale T20, ma poi quando arriva il test match si squagliano come neve al sole. I dirigenti continuano sicuramente a contare soldi, ma i battitori continuano a contare ducks e la squadra sconfitte e figuracce.
Anche i lanciatori a dire il vero non hanno risolto un granchè, ma non è una novità, in Australia si sono sempre trovati male. Certo, viste le partite e visto Lyon, la gestione inglese degli spin bowlers è stata men che ideale, a star bassi.
Questa squadra ha collezionato una serie di record negativi impressionanti: per la quinta volta in sei tour hanno perso l'urna nel minimo tempo necessario, stavolta prima del lunch del terzo giorno del terzo test, mai così rapidi.
Mai un così alto numero di ducks, mai una così bassa percentuale di conversione di 25 in 50 (13% contro 49% medio di tutte le altre squadre); 68 il punteggio col quale sono stati eliminati nel secondo innings del test di Melbourne è il più basso di sempre in terra australiana dal 1904, nello stesso innings il debuttante Scott Boland ha chiuso con un'incredibile 6/7 al lancio.
Solo cinque volte in sei innings i battitori inglesi hanno raggiunto i 50 runs, Root tre volte e Malan due.
Le scorecards degli innings inglesi sembrano le nostre dell' Idle, ultracinquantenni dilettanti italiani.
Insomma un disastro.
Alle porte un'altro 5-0 cioè l'umiliazione totale.
I dirigenti continueranno a dire che per salvare i test-match è necessario inventarsi altri format per racimolare i soldi necessari. Cari signori, un conto è quello, tutt'altra storia continuare ad inventarsi nuovi format fatti apposta per l'audience televisiva mondiale e farci guadagni enormi di cui i test-match non hanno bisogno.
Quel che è peggio è che i test non ti viene neanche voglia di guardarli.
Domenica ne quarto test è arrivato un pareggio, strappato con le unghie e coi denti. Gli australiani hanno comunque segnato 117 runs in più ma non sono riusciti ad eliminare l'ultimo battitore.
Alcuni commentatori inglesi sono riusciti a parlarne bene e a trovarci qualcosa di positivo (solo il 103 di Bairstow direi e la pioggia che ha tolto overs agli australiani il primo e l'ultimo giorno), patetici, come e più dei giocatori.
Il 5-0 è scongiurato, manca un test match, vediamo se sono capaci di vincere almeno una partita.
Io spero continuino a prendere legnate a lungo, se le meritano.
Etichette:
Cricket
giovedì, ottobre 03, 2019
Cricket: Ashes 2019

ALBERTO GALLETTI ci porta ancora una volta nel mondo del CRICKET.
Ultima parte della trilogia estiva dedicata al cricket.
Dopo il mondiale, il più down to earth ma divertente Dutch Tour dell’ Idle CC Lodi, l’estate volge al termine e con essa la stagione del cricket.
Non prima però che si consumi l’evento più atteso, checché se ne dica e non solo nei paesi coinvolti, le Ashes Series che quest’anno si tengono in Inghilterra a seguito della Coppa del Mondo, che per me comunque è stato solo l’antipasto.
Ricapitolando, le ceneri sono un trofeo consistente in una minuscola urna contenente, pare, le ceneri di due bails del wicket inglese bruciati simbolicamente dai buontemponi australiani nel lontano agosto 1888 all’indomani della loro prima vittoria in terra inglese.
La cosa, mal digerita dai britannici, e figuriamoci, ha dato vita ad una disfida che continua fino ad oggi. Il trofeo si trova ora in mani australiane, per strapparlo loro gli inglesi dovranno vincere la serie di cinque test match.
Gli entusiasmi della vittoria mondiale hanno presentato il conto.
Giocatori un po' scarichi dopo uno sforzo comunque supremo coronato da una vittoria che ha lasciato insieme esaltati ma pure un po svuotati.
Inoltre per gli inglesi una conduzione tecnica non proprio brillante che prevede i migliori componenti della squadra campione nel formato a over limitati protagonisti anche nel formato più duro, il first class.
E subito è saltato il banco.
Nonostante i preparativi per un’accoglienza degna dell’importanza della sfida sul campo di Edgbaston, considerato, erroneamente, dai sopracciò federali inglesi il più ostile agli avversari, gli australiani, al solito per nulla impressionati e in grado di trasformarsi quando di fronte c’è il vecchio nemico, si son fatti beffe dell’accoglienza loro riservata vincendo il primo test match.
Che di per se è come mantenere già in tasca mezzo trofeo.
Trascinati dal redivivo Smith, rientrato dalla squalifica seguita allo scandalo carta vetrata, che segna due centuries (punteggio individuale superiore a 100) nella stessa partita azzerando le speranze inglesi di portarsi subito in vantaggio.
England 0-1 Australia
Secondo Test Match- Londra, Lord’s Cricket Ground 14-18 agosto.
Dunque rieccoci.
L’Inghilterra deve vincere per riportare la serie in parità, una sconfitta significherebbe Ashes in Australia quasi sicuramente.
Tegola dell’ultimo minuto, il lanciatore inglese Anderson, il migliore dei suoi, deve rinunciare causa infortunio, al suo posto Archer che si è rivelato al mondiale ma non ha mai giocato un test match.
La pioggia cancella quasi per intero il primo giorno e parte della mattinata del secondo.
L’Inghilterra ha bisogno di vincere e segnare e il minor tempo a disposizione le gioca contro.
L’Australia vince il toss e sceglie di andare al lancio per sfruttare le bizze del tempo.
Alla fine gli inglesi segnano 258, non molto, ma mi pare una partita dove si segnerà poco.
Tocca ora agli australiani, ma qualcosa adesso è cambiato, il debuttante Archer lancia palle tremende a velocità terrificanti limitando i battitori avversari che ora sembrano divertirsi un po' meno e molto preoccupati.
Una di queste bordate colpisce l’asso Smith al collo e poi sulla griglia dell’elmetto, Smith crolla a terra, si rialza dopo qualche istante, è scosso e deve lasciare il campo.
Nel frattempo era arrivato a quota 92.
Broad e Woakes completano l’opera e l’Australia è eliminata per 250.
Secondo innings, gli inglesi han bisogno di segnare ma il tempo scarseggia, le interruzioni per pioggia hanno portato via un giorno e mezzo, perché poi per vincere dovranno eliminare tutti gli australiani una seconda volta.
Trascinati dall’eroe mondiale Stokes (115 not out) arrivano a quota 258 (come prima) e il capitano Root, eliminato per 0 ignominiosamente decide che il vantaggio può essere sufficiente. Dichiara la fine dell’innings e manda gli australiani in battuta.
Rimangono da giocare 48 over, quasi una partita in formato mondiale, per me troppo pochi, avrei dichiarato prima, forse lui pensava anche al pareggio.
Archer ha definitivamente cambiato gli equilibri di questa sfida, lancia a velocità spaventosa e nei primi tre overs elimina Warner e Khawaja. Labuschagne resiste bene prima di cadere per 59. Poi è la volta di Paine che viene estromesso da un fenomenale catch acrobatico di Denly. Ma nel frattempo si fa sera, le nuvole si addensano e gli over sono quasi finiti. Archer non può più lanciare perché è buio e troppo pericoloso e la partita termina in parità.
L’Inghilterra però adesso sembra avere più chance.
Arcer ha davvero impressionato con i suoi lanci e l?Australia sembra aver accusato il colpo.
Rimane comunque in vantaggio.
England 0-1 Australia
Terzo Test Match - Leeds , Headingley Cricket Ground 22-26 agosto
Chi pensava, dopo la finale mondiale di tre settimane fa, di avere visto tutto nel cricket si è dovuto ricredere.
Una squadra praticamente battuta, con la sconfitta che significa anche la resa degli Ashes agli australiani, risorge e vince grazie all’eroica bravura e al coraggio di un solo giocatore.
Tutti in piedi davanti a Ben Stokes!
L’ Australia deve fare a meno di Smith fermato dal medico in seguito al colpo subito nella partita precedente, l’Inghilterra è invariata. Il campo di Headingley, che già è stato testimone della più epica rimonta inglese in una partita degli Ashes nel 1981 è esaurito per tutte e cinque le giornate il pubblico motivato e assolutamente modulato su frequenze da Leeds United dei tempi d’oro, una bolgia.
Piove e la giornata è condizionata da continue interruzioni per pioggia, gli australiani sembrano reggere bene fino all’ora del te, 163-2 e la possibilità di mettere su un totale consistente nel primo innings.
Non hanno fatto i conti però con Archer che nella sessione serale si scatena, demolendo lo schieramento avversario che finisce eliminato per 179 runs. Lui chiude con uno straordinario 6/45 in 15 over: una furia.
L’euforia di fine giornata vien presto spenta l’indomani quando l’Inghilterra entra in battuta cercando a sua volta di accumulare un grosso vantaggio e si rende protagonista invece di un imbarazzante prestazione in battuta. Due wicket caduti nei primi 6 over poi una mattinata che continua male fino al pranzo: 54-6.
Al rientro in campo il crollo, nel giro di un ora sono tutti fuori per la miseria di 67 runs, prestazione pessima e punteggio umiliante.
Per l’Australia ottimo Hazlewood al lancio con un 5/30.
Il pubblico che gremisce il campo è attonito.
A questo punto gli australiani hanno un vantaggio di 112 runs e tre giorni e mezzo per accumulare un vantaggio enorme e non raggiungibile e quindi eliminare una seconda volta gli inglesi e vincere il test match.
Il che vorrebbe dire anche portarsi sul 2-0 e tenersi gli Ashes.
C’è il tempo, ci sono i battitori, ci sono i lanciatori. Cominciano male , due wicket persi nei primi Partono male però Warner è eliminato nel secondo over e Khawaja nel settimo. Riescono comunque a trascinarsi al te dove arrivano a 82-3 quindi quidano la giornata a quota 171-6, non il massimo ma aggiunti a quelli del primo inning, il vantaggio è adesso di 283. Con altri quattro wickets a disposizione possono aumentarlo ulteriormente.
La terza mattina comincia con l’Australia ancora in battuta alla ricerca di più punti possibili. Stokes e Archer per l’Inghilterra hanno altre idee e ce la mettono tutta. Il primo a casere è Pattinson (20) quando il punteggio è a 215, Archer il killer.
Seguono poi gli altri tre per un punteggio finale di 246. All’Inghilterra servono adesso 359 runs per vincere e portarsi sull’ 1-1. Mai nella sua storia è riuscita a completare un run-chase così alto.
I battitori inglesi escono con un altro piglio, si va al lunch senza perdite (11/0).
Immediatamente dopo la ripresa però, Burns (7) cade, seguito a ruota da Roy (8) fulminato da una fenomenale lbordata di Cummins che gli prende in pieno l’off-stmp: guai, guai seri, 15-2 e ne servono 359.
La disfatta comincia a fare capolino da dietro le tribune.
Tocca adesso al capitano Root in tandem con Denly, ha fatto pena fino ad ora è tempo di reagire e riscattarsi.
Ci riesce e con il compagno si rende protagonista di una partnership giocata finalmente come si deve. Alla pausa del te il punteggio è attestato a 90-2, la meta è ancora lontana ma la prestazione fin qui è confortante.
I due proseguono in battuta per tutta la sessione serale, la partnership raggiunge i 100 runs, il pubblico esulta e saluta il parziale traguardo con una standing ovation, meritata per una volta, non poco sollievo e un po di orgoglio ritrovato.
Punteggio adesso 125-2, è ancora lunga, lunghissima.
A mezzora dal termine della giornata Joe Denly cade, colpito al guanto e preso al volo mentre si era girato per scansare un bouncer di Haxzlewood.
Errore, devi sempre guardare la pallina perché devi togliere dalla sua traiettoria mani e mazza.
Comunque un 50 per lui molto ben giocato, da test match. Root rimane dentro, entra Ben Stokes che resiste agli attacchi con una disciplinata e strenua difesa nell’ultima mezzora.
La prima palla lanciatagli dagli australiani gli frantuma la griglia del casco, benvenuto! Segna soltanto due punti ma è ancora dentro. Domattina si vedrà. Quarto giorno, il giorno del giudizio, e si mette male da subito. Root viene eliminato subito da un catch incredibile di Warner : 159-4 ne mancano 200! Ha comunque giocato un grande innings, 77 runs, e tenuto la squadra in partita.
Da qui comincia lo show di Stokes che, mentre tutti i compagni vengono via via eliminati, ingaggia la propria battaglia personale contro i lanciatori australiani giocando eccezionalmente bene, ferma tutte i lanci pericolosi e picchia solo quelli sbagliati. Quando però Broad, penultimo in lizza per gli inglesi, viene eliminato per zero e Leach arriva al crease ne mancano ancora 79. Il tempo c’è, manca un più di un giorno, ma non ci sono più battitori, il minimo errore qui costerà eliminazione, test match e Ashes. Stokes gioca l’innings perfetto, mantiene lo strike, ordinando a Leach di fermare tutti i lanci, ci penserà lui a segnare i punti che servono. Raggiunge così prima quota 50 poi quota 100, non risponde alle standing-ovations tributategli dal pubblico, è come in trance, davanti a se ha solo una parola: vincere. Il pubblico è invasato, ogni punto, ogni boundary e perfino ogni colpo difensivo è accolto da un boato, gli australiani patiscono il fattore campo. Stokes è ormai inarrestabile e picchia senza pietà anche i lanci difficili e i punti arrivano, addirittura 6-6 e 4 nelle prime tre palle di un over di Hazlewood, che non gradisce. In una sequenza trionfale di colpi potenti e di classe trascina, da solo, un’Inghilterra praticamente sconfitta due ore prima ad una vittoria insperata e sensazionale. Chiude con un cut che si infrange contro la corda del boundary , manca un punto, ne fa 4. Merito anche a Leach che non si fa eliminare in una situazione difficilissima, batte per mezza giornata (tantissimo) e segna un solo run, il più importante della sua vita.
Headingley esplode in un boato trionfale, i tifosi australiani, che già si sentivano la vittoria in tasca, sprofondano nella disperazione, le loro facce attonite mentre tutto intorno la gente è impazzita di gioia, lo stadio manda onde telluriche.
L’Inghilterra, 359-9, ha vinto il terzo test match, partendo da una posizione impossibile, e porta la serie in parità. Stokes 135 not out ha giocato uno dei più grandi innings inglesi di ogni tempo. Per me, data la pressione enorme ,interamente sulle sue spalle per più di un giorno intero, il più grande; all’interno di quello che è stato senz’altro il più grande test match di ogni tempo, più grande di quello dell’81.
https://www.youtube.com/watch?v=HrIew7-4isI
England 1-1 Australia
Quarto Test Match - Manchester , Old Trafford 4 – 8 settembre
L’ Australia ritrova il suo asso, Steve Smith, recuperato dopo il colpo subito che gli ha fatto saltare il terzo test match.
L’Inghilterra dal canto suo cambia Woakes, che stava andando bene, per Overton, per la commissione tecnica in grado di sfruttare meglio il pitch di Old Trafford, per me un errore.
Sole e brezza fredda accolgono I capitani al centro del campo. L’Australia vince il toss e va in battuta per prima. Come già accaduto le due aperture australiane vengono eliminate in fretta, Warner (0) e Harris (13) deludono e la loro squadra è ridotta a 28-2 dopo mezz’ora.
Tocca ora a Smith che è perfettamente ristabilito e ingaggia la solita lotta contro i lanciatori inglesi che non riescono a metterlo fuori. Il sole sparisce, nuvole minacciose si presentano nel cielo sopra ad Old Traford e poco dopo pranzo, si scatena un fortunale, la temperatura, già bassa precipita a livelli invernali. I due empire mandano tutti nel pavillion.
Per oggi è tutto.
Smith chiude a 60. Australia 160-3.
Secondo giorno.
Il clima sembra ristabilito, per Manchester, e si riprende.
Broad fa fuori Wade mentre Smith continua a far punti. A metà mattina il tempo torna più normale, sempre per Manchester, piove e fa freddo, gioco ancora interrotto.
I giocatori rientrano in maglione, ah, l’estate inglese: Australia 210-4, per niente promettente.
Root cambia i lanciatori, lo spinner Leach e il veloce Overton. Poco prima di pranzo Leach riesce a prendere Wade, poi Overton che continua a lanciare da schifo riesce a mettere fuori il temibile Labuschagne (67), ma Smith, sempre li, raggiunge il suo 100 due minuti prima di pranzo. Deprimente! Lunch: Australia 245-5.
Il resto della giornata è un disastro i lanciatori inglesi sbattono contro il muro Smith, non aiutati da un pitch morto. I wicket cadono anche,ma nel tardo pomeriggio Smith arriva ad un clamoroso 211 poco prima che il suo capitano Paine dichiari l’innings terminato a 497/8, infliggendo agli inglesi l’ennesima umiliazione e costringendoli ad entrare in battuta per quasi un ora dopo un’estenuante e frustrante giornata al fielding.
Infatti il titubante Denly (4) ci lascia le penne quasi subito.
La giornata si chiude con l’Inghilterra a quota 23-1, sotto di 474!
Per me questo è stato il giorno che ha deciso la serie: l’Australia si è messa in una posizione di controllo quasi assoluto, vincerà il Test Match, e si terrà gli Ashes. Unica speranza per gli inglesi, la pioggia, che potrebbe cancellare un po di sessioni e aiutarli a pareggiare, rimandando tutto all’ultimo test. Non ci credo molto.
Terzo giorno: Piove e fa freddo, la mattinata di gioco è persa, poi Overton, il nightwatchman, esce alla seconda palla, di male in peggio sarà dura anche pareggiare. Ci pensano comunque Burns e Root a risollevare gli animi nel freddo di Old Trafford, con pazienza e senza rischiare portano l’Inghilterra sul 125-2 al tea-break.
Alla ripresa i due continuano nel tentativo di allungare l’innings inglese il più possibile, anche se non necessariamente in quello di vincere l’incontro. Ma poi Burns (81) cade, era dentro dalla sera prima, Hazlewood, con un ottimo inswinger il suo giustiziere. Poco dopo è la volta di Root, preso lbw ancora da Hazlewood, le speranze inglesi cominciano ad assottigliarsi. Hazlewood è inarrestabile e prima della fine elimina anche Roy (22) con il miglior lancio della partita, fin qui, che gli spiana il middle-stump.
L’umpire chiude la giornata in anticipo per troppa oscurità.
Inghilterra 200-5, indietro di 297.
Non c’è risolutezza tra i battitori inglesi l’indomani.
L’attacco da fronteggiare è forse il migliore al mondo, vero, ma la capacità di battere per un test match sembra perduta. Son tre i wicket che cadono al mattino, tra cui Stokes e Bairstow, si va a pranzo con l’Inghilterra a 278-8. L’ecatombe si completa nel pomeriggio, tutti fuori per 301, di per se non un brutto punteggio, ma sotto di 196 in questa partita. L’Australia torna in battuta , Broad e Archer riducono l’Australia a 63-4 ma poi arriva Smith che ne fa 50 in meno di un’ora e poi prosegue fino a 82 quindi il capitano australiano dichiara una seconda volta (186-6), manca un’ora alla fine della giornata. Chiara la tattica di mandare in battuta ancora una volta gente stanca che è stata in campo tutto il giorno cercando, e non riuscendo, di eliminare gli avversari.
Pensata giusta, il fenomenale Pat Cummins nel primo over fa fuori prima Burns e poi il capitano Root nel corso del primo over, il parziale di 0-2 è catastrofico. Denly e Roy riescono ad arrivare all’orario di chiusura. England 25-2, l’ennesimo Everest da scalare, ne servono 386 per vincere.
Quinto giorno: si riprende. Può essere, e sicuramente lo sarà , il giorno in cui l’Australia si ritiene gli Ashes.
L’Inghilterra ha un solo obiettivo, rimanere dentro, prudenza massima, non farsi eliminare e segnare poi, se ad un certo punto il target dovesse essere a portata, provare a forzare per vincere.
Altrimenti non cedere , forzare il pari e rimandare il tutto al quinto test match. Denly e Roy sembrano riuscire, non rischiano e sognano un po', la folla gradisce, gli australiani un po meno. Quando però Roy cade, impallinato da un bolide di Cummins che gli fa volar via il leg-stump, la sicurezza inglese si incrina.
Entra l’eroe di Leeds, Stokes, accolto da un ovazione del pubblico di casa.
I miracoli però sono miracoli appunto, e non si ripetono di frequente o a comando. Neanche il tempo di ambientarsi e Stokes tocca infinitesimamente poco un altro bolide di Cummins.
La palla finisce tra i guanti di Paine, Stokes cammina senza aspettare la decisione dell’umpire.
Sportivo, si. Gentleman, pure. Ma forse quando c’è in ballo la sopravvivenza in una serie del genere si poteva restar dentro e costringere gli avversari ad usare uno dei due review o magari non l’avrebbero usato e lui sarebbe rimasto dentro.
Al suo posto Bairstow, ancora deludente con la mazza (25), quando Denly infine esce, dopo strenua resistenza e aver ben giocato, l’Inghiltaerra è ridotta a 93-5, per vincere ne servono sempre 386, per pareggiare devono resistere altri 70 overs sotto gli attacchi micidiali dei velocissimi australiani. Non succede ne l’una ne l’altra cosa e si arriva al te con l’Inghilterra a 166-6. Quattro wicket a disposizione per arrivare a fine giornata ancora dentro e pareggiare. Ma non succede,Buttler cade quando rimangono da giocare altri 35 over, troppi per quelli che seguono che infatti si arrendono via via ai formidabili lanciatori australiani, a parte per l’ultima reistenza di Leach e Overton che per un’ora danno l’illusione di farcela, tutti fuori per 197.
L’Australia vince il test match per 185 runs, schiacciante, e conserva gli Ashes in terra inglese per la prima volta in 18 anni. Bella affermazione.
Tanto per dare un’idea Smith in questa partita ha segnato da solo 393 runs, l’Inghilterra 498.
England 1-2 Australia
Quinto Test Match - Londra , Kennington Oval 12 – 15 settembre
Ultimo appuntamento della serie a Londra.
Ashes già al sicuro in mani australiane, per loro l’occasione di batter gli inglesi in casa propria per la prima volta dal 2001, per gli inglesi l’occasione di portare la serie in parità e non perdere la faccia.
Paine vince il toss e inspigabilmente, in una giornata di sole, manda in battuta gli inglesi.
Erroraccio di valutazione. Gli inglesi confermano una certa fragilità nei battitori d’apertura: Denly, ancora incerto esce in fretta (14). Saranno Root (47) e Buttler (70) a tener su l’innings inglese. Nonostante le titubanze riescono ad arrivare a 294, una cifra difendibile e giocabile.
Entrano in battuta gli australiani che vengono travolti dal ciclone Archer che fa a pezzi il loro ordine di battuta chiudendo l’innings con 6-62.
Curran prende gli altri tre, e pensare che non lo hanno selezionato per il test match precedente. Nel secondo innings inglese Denly finalmente riesce a dimostrare qualcosa e ne fa 94 contribuendo al 329 finale che pone all’Australia un obiettivo assai improbabile di 399 per vincere.
Il tempo non manca, due giorni.
Broad colpisce subito eliminando le due aperture Harris e Warner,riducendo gli australiani a 25-2, l’uscita di Warner porta al crease Smith e gli australiani fanno un pensierino ad un’improbabile run-chase.
Ma quando Stokes si tuffa e prende al volo un glance di Smith eliminandolo, gli inglesi sanno che il più grosso ostacolo sulla via della vittoria è stato rimosso. Per Broad è il terzo wicket.
Smith autore in questa Serie di ben 774 runs in soli 7 innings alla bella media di 110.57 a innings! esce per la prima volta quest’estate per meno di 50.
Mentre si dirige verso il pavillion, con la sua squadra nei guai a 85-4 nel sole di un caldo pomeriggio di settembre, il pubblico gli tributa, nonostante tutto, una standing ovation.
Matthew Wade si fa valere, segna 117 prima di soccombere a un lancio di Root, non esattamente un lanciatore. Archer lancia i suoi missili a oltre 95mph ma chiude senza wickets, dall’altro lato Leach ne prende quattro e mentre su questo prato londinese cominciano ad allungarsi le ombre della sera, lo spinner di Taunton elimina in rapida successione prima Lyon e poi Hazlewood dando ai suoi una sonora vittoria per 135 runs.
La serie si chiude in parità, 2-2. Che è anche la prima volta che succede dal 1972.
Questo incontro chiude una sensazionale estate di cricket andata in scena tutta in Inghilterra.
E’ stato un grandissimo successo sia in termini di gioco con due partite, un One-Day e un Test- Match giudicate universalmente le migliori mai giocate.
Dal basso della mia limitata conoscenza di vecchie partite mi unisco al coro unanime.
In conclusione, l’Inghilterra ha vinto il mondiale pareggiando la finale e pareggiando l’over supplementare (in virtù del run-rate, che non vi sto a spiegare, superiore), e perso gli ashes pareggiando la serie.
Stranezze di un gioco che, nonostante l’adattamento alla modernità non rinuncia a sue antiche ed arcane prerogative.
martedì, settembre 24, 2019
Idle CC Lodi Dutch Tour ‘19



ALBERTO GALLETTI ci porta ancora una volta nel mondo del CRICKET
Seconda parte della trilogia estiva, sempre cricket.
Anni luce lontano dai campi e dalle partite del mondiale, ma pur sempre cricket forse nella sua espressione più genuina.
Sono tante le cose che uno non fa nel corso di una vita ma in effetti non essere mai stato in Olanda alla bella età di 52 anni può risultare strano per gli amici o, in questo caso, i compagni di squadra.
Non che in realtà avessi mai fatto un pensiero del genere.
Comunque, vista l’occasione ho accolto volentieri l’invito di Hans, ulandes de Lod e compagno di squadra, per andarci a giocare.
Un’ottima occasione visti i suoi natali e le sue peripezie pre-matrimoniali in giro per i campi da cricket delle terre basse.
Partiamo quindi in macchina, da Massalengo, e ci spariamo l‘intera strada fino a Rotterdam, sua città natale insieme al pirotecnico Eddy, suo figlio ventenne.
Lungo il tragitto colleziono una serie di nomi di città, dai cartelli delle uscite dell’autostrada, coi quali negli anni ottanta ci si sarebbero potuti fare dei gran begli ottavi di finale di Coppa UEFA. Tralasciando Milano: Lugano, Lucerna, Basilea, Strasburgo, Karlsruhe, Colonia, Uerdingen, Mönchengladbach, Venlo, Willem II (Tilburg), PSV Eindhoven, NAC Breda, Feyenoord, più qualche altra. Ne rendo partecipe Clodoaldo che va in visibilio. Hans invece si becca con Eddy ogni tanto, ma un po di musica come si deve ci mette sempre rimedio.
Hans ha organizzato splendidamente il tour, quattro giorni, cinque partite: cricket senza sosta. Le sue conoscenze nell’ambiente olandese sono vaste. Il padre è stato giocatore dello Sparta Rotterdam con i quali è stato campione d’Olanda e dei quali è stato poi presidente. Suo fratello pure ne è stato giocatore, come lui che comunque si è fermato alla squadra riserve, e giocherà con noi. E meno male, Ernst è un giocatore molto migliore di Hans.
Siamo alloggiati a Utrecht, pieno centro, ostello minimale e pittoresco.
Conoscenze dicevamo. La prima partita si gioca a Utrecht, epicentro del nostro tour, gli avversari, SGS CC acronimo di Still Going Strong, un club di over 40, come noi, con centinaia di soci e un campo che definire splendido è riduttivo.
Ci presentiamo infatti al Kampong Cricket Ground a mezzogiorno di giovedì pronti per la sfida iniziale del tour. L’arrivo sul campo della prima partita di un tour all’estero è sempre un momento speciale nella speciale classifica delle emozioni del cricketer dilettante.
Dunque il centro sportivo di Kampong ha gli spogliatoi e già siamo su un altro pianeta rispetto all’Italia dove anche la squadra che vince lo scudetto gioca su un campo che non ne ha, ma è il campo a prendersi tutte le nostre attenzioni.
Grande, molto grande, con un erba magnificamente curata e tagliata e, surpise surprise, un pitch d’erba naturale. Li avevo visti solo in Inghilterra.
Magnifico. C’è un groundsman, ovviamente, inglese, ovviamente. Ne faccio la conoscenza uscendo dal bar con la birra per andare a sedermi sotto il pergolato quando noto un tipo con una maglietta che credo di riconoscere.
Huddersfield Town? – chiedo.
Yes – risponde il tipo – Conosci?
Certo – ribatto – ci sono stato.
Campo vecchio o nuovo?
Nuovo.
Peccato, avresti dovuto vedere quello vecchio.
Eh, lo so mio caro, ma sono arrivato tardi.
Gli chiedo se viene da Huddersfield, la risposta è si.
Gli spiego come mai ci ero capitato, lui mi dice che ormai vive a Utrecht da anni e che è appunto il groundsman qui a Kampong.
Poi scopro che sua madre vive a Horbury, lo stesso paese dove abitava la nonna di mia moglie e dove sono stato in passato diverse volte. In una di queste andai ad Huddersfield alla partita.
Lanciamo per primi. Apre Thomas, olandese, nipote di Hans, l’unico dei nostri veramente veloce.
Ma non gioca da due anni e si vede. Impreciso, ci costa un sacco di punti in due over al termine dei quali Joe lo sostituisce col sottoscritto. Dall’altro lato Sundeep lancia bene e completa tutti i suoi otto over.
Io, per quanto mi riguarda, vado benissimo.
Non prendo neanche un wicket ma lascio poco agli avversari, 19 in otto over, sono il più economico dei nostri.
A dire il vero un paio avrei anche potuto prenderli, ma Silvio, il nostro wicketkeeper, che si diverte a stilare classifiche annuali di sputtanamento su chi di noi è uscito più volte per zero o chi ha lasciato cadere più catches, se ne fa scappare un paio dei quali uno veramente da principiante. Memore delle sue classifiche del cazzo lo mando, in barba alle buone maniere imperanti, a fare in culo. Tanto nessuno degli avversari capisce.
Sottolineo comunque la bellezza di lanciare su un pitch d’erba, ben preparato, duro il giusto e, a differenza di quelli inglesi, asciutto. Sicuramente il migliore sul quale abbia mai lanciato. Non son convinto di esserne proprio all’altezza, ma gli olandesoni si complimentano.
Li limitiamo a 196 runs nei loro 40 overs, obiettivo per noi raggiungibile.
Il lunch è ben curato, c’è un insalata di pollo speziata, specialità del Suriname buonissima innaffiata di birra locale,eccedo. Tanto poi passerò il pomeriggio seduto all’ombra del gazebo a bere e fumare in attesa di entrare in battuta tra gli ultimi.
Questo credo io, perché poi arriva Joe, il capitano, che mi dice che batto al n.5 e miei progetti di un tranquillo pomeriggio contemplativo vanno a farsi benedire nel giro di venti minuti in quanto perdiamo tre wicket in rapida successione e devo mollare la birra per mettermi gambali e tutto il resto e presentarmi al crease. Non duro molto, una mezzoretta in cui mi disimpegno a tratti anche bene, considerando le libagioni, metto insieme otto runs e finisco preso dietro giocando un drive su una palla ad uscire che sfiora la mazza e si accomoda tra i guanti del keeeper avversario. Potevo far meglio ma sono abbastanza soddisfatto, mezz’ora è anche sufficiente per divertirsi un po con la mazza tra le mani.
Non sono comunque l’unico visto che finiamo tutti eliminati per 98, una miseria, incassando una sconfitta pesante.
Il barbecue serale ci ripaga dell’amarezza del risultato, l’ospitalità di SGS è splendida, le birre, fresche che riempiono due tavoli sotto al pergolato, volano a raffica insieme a chiacchiere, risate e buon umore a palate.
Lasciamo il campo all’imbrunire, il rientro verso il centro della città incuriosisce, nonostante un po di stanchezza usciamo a zonzo per le affollatissime vie della città. Molto bella, il centro si snoda attorno ad una cerchia di canali lungo i quali la vita serale pullula in un susseguirsi ininterrotto di bar, ristoranti e localini affollatissimi.
Come affollatissime sono le strade, piene di giovani che frequentano la locale Università, ci sentiamo un po vecchi in verità, così ci concediamo un’ultima birra seduti fuori mentre guardiamo questa fiumana scorrerci davanti.
L’indomani mattina chiamo Landi che mi deve fare un favore.
- Dove sei ?
In paradiso – mi risponde
Ellamadonna – gli faccio, pensando sporco – già alle 9,30 del mattino?
Ascolta devi venire – mi dice ancora dandomi l’indirizzo - Meno di cinque minuti a piedi dall’ostello.
Lo raggiungo.
Un negozio di dischi con una bella ed interessante sezione di vinili usati. Mi ci butto a capofitto scartabellando contenitori per oltre un’ora al termine della quale me ne esco con quattro dischi.
Si è fatta l’ora di andare al campo,
Oggi incontriamo Hercules CC che già erano stati a Lodi un paio di volte. Sono una polisportiva fondata nel 1883 con una squadra di calcio ancora esistente, gioca in quarta divisione, e di una certa grandezza nell’epoca pionieristica. I dipinti e le foto che adornano la nuova, moderna e splendida club house testimoniano quell’antica grandezza. Lo stadietto contiguo alla sede, minuscolo e datato rimanda a quei tempi lontani e da l’idea di un modo di intendere lo sport da noi sconosciuto. E bravi!
A partita iniziata si presenta Steve il nostro ex-capitano che adesso sta all’Aja , gioca nella serie A olandese dove è primo nella classifica dei lanciatori con più wickets presi ed è pure in classifica per i runs segnati. Nei ritagli di tempo fa l’insegnante. Lancia cinque overs lasciando solo cinque runs di cui due wides: inimitabile.
Siamo decisi a riscattare la batosta e la brutta prova, in battuta, del giorno precedente.
Perdiamo il toss e andiamo al lancio.
Vado bene, prendo tre wicket, lascio solo 19 runs nei miei otto overs, prendo un catch basso su lancio di Steve da campionato mondiale.
I padroni di casa chiudono a 169/9, possiamo farcela, se non battiamo da incoscienti come ieri.
Aprono Hans e Eddie, quest’ultimo da vita ad un breve ma scoppiettante innings, divertente da guardare, mentre suo padre viene eliminato quasi subito, non trattengo un sorriso pensando a quando poi si beccheranno. Seguono Umair e Steve che ne mettono insieme 55 raddrizzando la barca. Tocca poi a Sunny e Silvio, ne fanno altri 59 in 15 overs e ci trascinano all’ultimo over dove dobbiamo fare 4 per vincere.
Questa la sequenza finale: wide - 0 – 1 – Silvio out (dentro Landi), wide – 1 e vittoria. Mancavano due palle, sbragato sulla sedia a bordo campo ho temuto veramente che non ce l’avremmo fatta.
Ma abbiamo vinto.
Ci si ferma nel dopo partita per le birre, che giungono a caraffe da tre litri l’una, benedetti olandesi!, e di ottima qualità: Jupiler Pils un ottima belga chiara e rinfrescante. Pasta in abbondanza per riempire i soliti famelici stomaci dei cricketers italiani in trasferta all’estero.
Scambio quattro chiacchiere con il segretario del club che mi racconta degli albori di Hercules , della squadra di calcio e dello stendardo, in mostra sotto teca dietro il bancone, dietro al quale i supporters solevano marciare, una volta scesi dal treno alla stazione della città dove Hercules giocava in trasferta, verso lo stadio intonando inni e cori della squadra.
Vecchia usanza olandese, pare.
Rimango stupito e ne esco sportivamente più arricchito.
Sabato si va a Rotterdam, campo dello Sparta, la casa sportiva di Hans e della sua famiglia.
Ed è uno spettacolo: un campo nuovo con sede e bar ristorante rialzato rispetto al terreno di gioco, bar ampio e moderno, ben fornito e veranda panoramica sul campo: mai visto niente del genere.
Giochiamo due partite T/20, la prima contro una squadra di ragazzi Hermes DVS, capitanati da Thomas che ha giocato con noi le due partite precedenti e che ci massacrano senza pietà.
Riesco comunque a fare la mia miglior prestazione in battuta del tour, 17 runs giocando all’attacco. Ma non ho i colpi forti per un campo così grande e riesco a fare un solo 4 con un pull sul leg-side. Però mi sono divertito parecchio avendo battuto per metà partita.
La pioggia disturba ma poi se ne va.
Ritarda però lo svolgimento delle partite e, cosa più importante, fa saltare la scaletta del te che ci porterà ad arrivare al termine della seconda partita, alle otto e mezza di sera, con gli stomaci terribilmente vuoti e ululanti. Io Joe e Hans ci mettiamo una pezza con qualche birra che però ci fa pagare dazio nella seconda partita. Poco male perché Ernst sul campo di casa si scatena e segna uno splendido 72 con alcuni colpi clamorosi facendoci vincere. Nel cammino è coadiuvato da Carlo (22) e Sunny (22). Un po di tremarella alla fine quando Joe va in battuta,è l’ultimo, e ci servono cinque runs per vincere. Non viene eliminato anzi, segna 3 runs, tra cui quello vincente, Umair fa gli altri due e così vinciamo la seconda partita su quattro.
Il barbecue comunque è ottimo, il pollo marinato alla surinamese buonissimo, ma anche hamburger e salsicce locali.
Ci buttiamo sopra come dei lupi.
Il pane sparisce in un attimo, la birra, anche qui a caraffe, pure.
Rientriamo poi a Utrecht dove non contenti di esserci fatti fuori durante il bbq usciamo a tirar tardi nei bar della città a suon di birre e dopo aver fatto una capatina al coffee-shop dell’angolo che ci risolleva un attimo e ci da la giusta spinta per far ripassare la giornata, davvero memorabile, da un’angolazione completamente diversa. Ne vengono fuori commenti sulle partite davvero di un altro pianeta.
Peccato non aver preso appunti, ho scordato quasi tutto, ma non le ghignate che ci siam fatti e gli sguardi degli astanti nei bar che fissavano questi quattro italiani, tre per la verità il quarto era Hans, intento a parlare tra di loro di chissà cosa e a spanzarsi dal ridere.
Domenica mattina però paghiamo dazio inevitabilmente.
L’appuntamento al campo è per le 10,30 ora in cui faticosamente riusciamo a metterci in macchina.
Hans è stressato, Landi anche: gli avversari han chiamato ci aspettano per il caffè tradizionale.
Arriveremo quasi un’ora dopo scusandoci.
La poca tensione iniziale è subito vinta dalla cordialità dei ragazzi di Hilversum che quelli di noi più easy-going, tra i quali anche io, ricambiano al volo. Il campo è più simile ai nostri, niente spogliatoi o – club house stile californiano, ma è l’ospitalità di questi ragazzi a fare la differenza. In campo però ci bastonano, segnano 243-4 con due ritirati, io lancio da schifo, sono spompo e ho poca voglia. Sunny salva l’onore con un magnifico 79 che ci permette di arrivare a 180.
Per 9.
Pazienza, non siamo più ragazzi, ne tantomeno mai stati dei fenomeni. Dove invece riusciamo bene è nei drinks a fine partita con l’atmosfera che migliora costantemente. I discorsi e le premiazioni di fine partite si svolgono allegramente grazie alla travolgente goliardia del capitano olandese, Giuseppe, figlio di italiani.
Così tra l’ilarità generale prende il via una birrata generale che sconfina in fino ad arrivare al delirio finale fatto di esaltazioni reciproche sulla fratellanza italo-olandese (mai saputo ce ne fosse una) e gli inevitabili discorsi sportivi: Ajax, Baggio, Pantani, Jop Zootemelk, Cruyff, birre, Jupiler a casse, bevute d’un fiato.
E’ la potenza dello sport, capace di aggregare persone che non si sono mai viste prime e creare amicizie destinate a durare per anni a seguire.
Oggi lo sport ha vinto, l’Idle CC ha perso la partita e io sono ingranato perso.
Torniamo a Rotterdam, Evelin, sorella di Hans, ci ospita gentilmente un’ ultima notte nel comfort della sua casa. Ripartiremo domattina.
Gli altri se ne vanno all’ aeroporto e rientrano in Italia.
Iscriviti a:
Post (Atom)



