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giovedì, settembre 10, 2026
Il Circolo Beethoven
Nelle foto il menù del Beethoven e il sottoscritto con membri di Hermits e Link Quartet in concerto con TAV FALCO.
Il 20 ottobre del 1994 in compagnia di mia moglie Rita e altri tre soci (tra cui un noto paroliere vincitore anche di un Festival di Sanremo, addirittura), aprivo il Circolo Culturale Beethoven nel bel mezzo di Piacenza.
In due anni di attività organizzammo qualcosa come 500 eventi, tra concerti di musica leggera, rock, blues, jazz, funk etc, rassegne di musica classica, cabaret, teatro, mostre di quadri, fumetti, dischi da collezione, presentazioni di libri, reading di poesie, incontri con rappresentanti di minoranze etniche ,feste a tema, rassegne cinematografiche.
Negli angusti sotterranei suonarono tra gli altri New Trolls, Enrico Ruggeri, Alberto Camerini (interminabili, bellissime, serate con un Alberto colto e informatissimo di calcio), Gatto Panceri ma anche Tav Falco, Giulio Capiozzo (Area), Afterhours, Carnival of Fools, una ancora sconosciuta Cristina Donà, Statuto, Laura Fedele, Piero Bassini, parlò il poeta pellerossa Lance Henson e due rappresentanti degli indios Mapuche e ancora Le Madri della Psicanalisi, Brando e non so quanti altri.
La concorrenza fu spietata, le istituzioni e i vicini si prodigarono con ingiunzioni di ogni genere per disturbi di tutti i tipi (anche se prevalentemente si trattava di concerti acustici).
Alla fine gettammo la spugna e dopo due anni chiudemmo l’esperienza senza rimpianti.
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venerdì, aprile 02, 2021
Rock 'n Goal
Avevo conosciuto l'editore di VoloLibero Claudio Fucci grazie al giornalista Massimo Pirotta che me lo aveva presentato all'anniversario del Festival Pop di Zerbo.
Rimasi stupito ed entusiasta dalla sua immediata adesione alla mia proposta di pubblicare un libro su Gil Scott Heron, che uscì, con il titolo di "The bluesologist", nel 2012.
Nel valutare un proseguio della nostra collaborazione, fu Claudio a suggerirmi di approfondire un post che pubblicai il 16 marzo 2012, dedicato al rapporto tra musica e calcio:
https://tonyface.blogspot.com/2012/03/calcio-e-musica-i-dischi-dei-calciatori.html.
Ero molto scettico perché pensavo si potesse farne al massimo un ampio articolo.
Invece si aprì un mondo vastissimo di musicisti tifosi sfegatati, musicisti con un passato calcistico, canzoni dedicate a partite, squadre, calciatori e mille altre curiosità.
Chiamai a darmi una mano Alberto Galletti, super esperto di calcio (britannico in particolare) e il 27 marzo 2013 uscì Rock 'n Goal" firmato a quattro mani.
Sinceramente lo consideravo un libro di "transizione", destinato a un'onesta e breve vita.
Invece successe l'inimmaginabile.
Nello stesso giorno dell'uscita Vincenzo Mollica lo presentò al TG UNO delle 20 (https://www.youtube.com/watch?v=BldCITAyJ2E), il Corriere della Sera online lo mise in prima pagina, telefonarono per un'intervista RTL, Virgin Radio, Radio Montecarlo e tanti altri.
Nei giorni successivi con Alberto ce ne andammo a Roma per essere ospiti di RaiSport2 a Saxa Rubra (che raggiungemmo prelevati da auto con autista) con Enrico Varriale e Max Gazzè, poi a RadioRai2 in Corso Sempione a Milano con Massimo De Luca, al Salone del Libro di Torino, a Sky Sport a Milano.
Il tutto corredato da decine di presentazioni in mezza Italia.
Il libro ebbe un seguito, dedicato allo sport, "Rock 'n' sport", molto meno fortunato e considerato.
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giovedì, aprile 01, 2021
Uscito vivo dagli anni 80
A metà dei primi 2000 incominciarono a uscire parecchi articoli, libri, approfondimenti, sulla scena punk degli anni 80.
Prevalentemente incentrati sull'aspetto "rivoluzionario/politico", con tratti drammatici e cupi.
Il che strideva parecchio con il ricordo che ne avevo io, non sempre solare ma per lo più divertente, provocatorio, fresco, pieno di energia adolescenziale.
Il mio blog aveva compiuto un anno e mezzo con un seguito crescente.
Decisi così di scrivere una sorta di "memoria" dei miei anni 80.
Il mio primo (e che, ai tempi, consideravo unico) libro, concepito per essere autoprodotto in 100 copie (50 da regalare e 50 da vendere giusto per recuperare i soldi della stampa).
A settembre 2006 si chiuse la reunion dei Not Moving, 10 date (culminate con l'addio, insieme a Iggy & the Stooges, Damned e International Noise Cospiracy, a Rock in Idro a Milano), per spingere il CD/DVD "Live in the 80's" prodotto da GoDown Records che sublimava il nostro live act degli 80, attraverso registrazioni grezze e sporche ma molto fedeli a quello che eravamo dal vivo.
Fu Leonardo Cola, mio referente con l'etichetta, che, saputo del mio progetto mi indirizzò al suo amico Massimo Roccaforte che con la sua casa editrice NDA PRESS poteva essere interessato alla pubblicazione.
E così fu, nel mio entusiasta tripudio.
Il libro uscì nel maggio 2007, raccoglie piccoli episodi di "vita di strada" mod e punk dei primi anni 80, conditi da una dose di auto ironia.
"Uscito vivo dagli anni 80" (tributo ironico al quasi omonimo brano degli Afterhours "Non si esce vivi dagli anni 80") ebbe parecchio riscontro sulla stampa e anche un incoraggiante numero di vendite.
Feci parecchie presentazioni (da Piacenza a Fidenza, Bologna, Torino, Rimini, Cremona, MEI a Faenza, Padova e tante altre).
Uno shock emotivo per chi era refrattario a parlare in pubblico, impacciato e parecchio timido.
Un'esperienza utilissima a livello personale.
Gli ottimi riscontri mi indussero a proporre un seguito, dedicato agli anni 90, "Tifare rivolta? Forza Italia!", sul passaggio dalla "rivoluzione" all'omologazione di parte della scena, cronaca di un ennesimo riflusso, attraverso aneddoti ed episodi.
Ma fu confutato, per ripiegare su "Mod Generations".
Ma quella é un'altra storia.
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martedì, febbraio 16, 2021
La storia della Face Records
La Face Records nasce nel 1989 all’indomani dalla separazione interna ai Not Moving di qualche tempo prima.
Oltre ai ricordi e ai dischi mi rimase anche un furgone di poco valore che vendetti e con i proventi del quale (un milioncino di lire) decisi di buttare in piedi un’etichetta in grado di soddisfare tutte le mie aspirazioni discografiche senza intermediari (che tanti danni avevano fatto negli anni dei Not Moving).
Non a caso la chiamai Face Records.
Il logo lo disegnò Rita Lilith Oberti e tutte le uscite hanno rispecchiato in pieno il credo dell’etichetta:
quello che mi pare e piace.
1989-1990
Si partì con una copia di 45 giri , quello dei TIMEPILLS (la band post Not Moving in cui suonavo io, l’ex bassista della band, Luigi Milani, alla chitarra e il futuro bassista del Link Quartet, Renzo Bassi, dopo che, poco prima, Lilith aveva lasciato la band) all’insegna del beat rock e quello della TONY FACE BIG ROLL BAND, ovvero due brani di quello che allora si chiamava, da poco, acid jazz, in stile James Taylor Quartet, e che ritrovai qualche anno dopo nel Link Quartet.
Sfumate la possibilità di fare uscire un singolo dei Fleshtones e uno dei post Prisoners Prime Movers, nel 1990 la Face pubblicò l’EP degli psichedelici EFFERVESCENT ELEPHANTS e, subito dopo, l’esordio solista di LILITH “Hello I love me!” (interamente acustico, registrato in totale “povertà” di mezzi, nella più assoluta spontaneità, fu uno dei primi dischi “unplugged” o acustici in un epoca di grunge incombente).
A suggello del primo anno di attività un singolo degli STATUTO, con due cover in italiano degli Who (degli Statuto avevo già prodotto, anni prima, il loro singolo d’esordio “Io Dio/Balla” con l’etichetta mod DTK mentre qualche tempo arriverà la produzione del 12" "Senza di lei" e la collaborazione per l'album "Canzonissime").
La distribuzione avveniva attraverso l’italiana Toast e una serie di piccole realtà internazionali da poche copie l’una che però facevano arrivare i preziosi vinili anche in Finlandia, Germania, Francia, Usa, Inghilterra e perfino Perù (dove, non so perché, qualche decina di copie le piazzavo sempre!).
Inoltre stampavo un catalogo fotocopiato che comprendeva anche materiale scambiato con altre etichette europee, che arrivava a qualche centinaio di persone, molte delle quali divennero affezionati clienti.
1991
L’etichetta, partita come scherzo e attività ludica, incominciò ad avere un certo riscontro sia di pubblico che di critica e mi spinse a proseguire nel progetto con maggiore entusiasmo, impegno ed energia.
Cambiò la distribuzione a favore della Helter Skelter.
“WHO ARE THEM?” fu il primo LP e un tributo alla mia band preferita di sempre, gli Who.
Conteneva 12 cover (di Not Moving, Lilith, Tony Face BRB, Statuto, Pow etc), più o meno riuscite, della band di Pete e Roger e fu il primo “successo”, toccando quota 1.400 copie vendute.
Toccò poi ad una band americana, gli OVERCOAT dall’Arizona, interpreti di un garage rock piuttosto grezzo e minimale sul 45 “Season of the witch” e a cui organizzai anche un tour in Italia.
La fama della Face Records divenne particolarmente evidente a livello locale (Piacenza) dove costituiva il primo esempio in tal senso.
Aprii così le porte a due autoproduzioni di bands piacentine che esulavano però completamente dalla linea artistica dell’etichetta.
Così l’EP punk rock dei PEDAGO PARTY e il LP d’ispirazione U2 dei RED INSIDE sono assolutamente fuori dall’abituale suono Face e rimasero brevemente nel catalogo.
L’anno si chiuse con la realizzazione di un singolo in tiratura limitata (e con tre copertine diverse) di LILITH con le cover di “Tombstone blues” di Dylan e di “Venus in furs” del Velvet U., stampato anche in 2.000 copie in allegato alla rivista “Urlo”.
1992
L’8 marzo del 1992 esce l’album “Lady sings love songs” di LILITH, stampato in vinile e in CD, che risulterà a lungo il best seller dell’etichetta arrivando alle 2.000 copie e che lanciò la nostra band nella scena italiana ed europea (uscì in contemporanea anche in Benelux , distribuito da Rough Trade in Europa, per la label belga Boom Records con cui iniziò una lunga collaborazione).
Grande successo di critica, centinaia di concerti, tour europei, RAI, BBC e luci puntate sull’etichetta, che rimaneva, e rimase sempre, un dopo lavoro, ovvero un’attività da svolgere in serata, confezionando pacchi e pacchetti, scrivendo lettere, imbustando cataloghi, o, nei momenti liberi, correndo su e giù tra SIAE, stampatori di dischi, grafici, per mettere insieme il necessario per la realiazzazione dei nuovi prodotti.
Poco dopo fu la volta della collaborazione diretta con l’etichetta belga Boom, con la pubblicazione della compilation “BELGIAN MANIA GOES TO ITALY”, CD con 18 band, di ispirazione garage beat, italiane e belghe e del primo volume della collana “FACES” che dava spazio a nuove bands italiane e straniere.
Tornai ai 45 con lo stupendo commiato della mod band milanese dei POW, l’EP “Maximum punk n beat”
1993 – 1994 -1995 - 1996
Dopo tanto lavoro si aprì un periodo di crisi per l’etichetta, sia a causa dei conti che spesso non tornavano, sia di un impoverimento generale di idee e di entusiasmo, sia degli impegni legati alla carriera di Lilith e di lavoro sempre più preponderanti.
Le uscite si diradarono e l’attività si fece sempre più limitata.
Il 1993 si apre con una mano al vecchio bassista dei Not Moving, Dany D., di cui pubblicai il singolo della nuova band BIG CHIEF BROOM MAN BAND(per cui organizzai un paio di tour italiani) a base di Nick Cave e sperimentazione e con il CD (uscito anche su cassetta) “A.Ra.Gos.Ta” delle MADRI DELLA PSICANALISI band che mischiava ironia a funky, beat, pop, rhythm and blues.
Poi il secondo volume di “FACES” (che aprì una collaborazione diretta con l’etichetta greca Wipe Out).
Solo il terzo ed ultimo volume di FACES nel 1994.
Nel 1995 un ritorno al garage e al rock n roll con il 45 dei francesi SLOW SLUSHY BOYS “Gurl”.
Nel 1996 la compilation “MODS 15 anni di Modernismo attivo” di fatto prodotta da Bruno Pisaniello di "Scooter Italiano" e su Face per “onore di firma”, contenente rari brani della prima scena mod italiana di FB Art, Statuto, Coys, Spider Top Mods, PUB, Underground Arrows, Lager, Pow, Kickstart.
1997
Dopo tanta assenza la Face Records riprende vigore e lo fa alla grande: innanzitutto un anno di preparazione che consegna comunque alle stampe due prodotti che riporteranno alla luce il marchio dell’etichetta.
Il CD dei romagnoli PIRATI, "A testa in giù”, popbeat del migliore in italiano e “Stracci” il CD d’addio di LILITH (di cui nel frattempo erano usciti alcuni 45 in Grecia e Belgio e il MCD “Guerra “ in Belgio) che rimane uno degli episodi più deboli della nostra carriera, pur ricco di buoni spunti.
1998
La Face Records viene accorpata al marchio Audiar (casa di produzione e studio di registrazione in cui lavoravo dal 1983 e che aveva appena pubblicato l’album “Canzonissime” degli Statuto) firma un contratto di distribuzione con Sony Music ed editoriale con EMI .
Il grande salto nella discografia ufficiale ù, quella seria, avviene con il primo volume della compilation “MONDO BEAT” a cui partecipano Fleshtones, Chesterfield Kings, Statuto, Assist, Pirati, Link Quartet, Sciacalli, Vallanzaska, Hermits, Uninvited, Roamin Numerals e subito dopo con “Pop Club” dei brit popper torinesi ASSIST (che portammo ad aprire il tour per i Supergrass) e il singolo “Cosa cerchi bambolina?” dei PIRATI, entrambi di grande potenziale commerciale, ma che rimasero nei meandri tortuosi della grande discografia.
Discorso diverso per “Cheope”, l’album dei VALLANZASKA che rimane il best seller assoluto dell’etichetta, insieme a “Lady sings love songs” di Lilith e al singolo degli Statuto.
1999-2000- la fine
Non bastano vendite “tiepide” e tanto entusiasmo per reggere i ritmi della “grande discografia” , né sono più sufficienti le gratificazioni della critica e dello sparuto pubblico per continuare un’attività che non produce il “giusto profitto”.
In tempi di libero mercato selvaggio gli errori si pagano molto cari soprattutto nel portafoglio.
E così gli ultimi due scampoli di Face Records sono affidati all’EP della mod band milanese dei PRETTY FACE “Sola come sei” nel 1999 e al secondo volume di “MONDO BEAT” (con Man from Spectre, Diaboliks, Solarflares, Others, Link Quartet, Made tra gli altri) nel 2000, che sanciscono la definitiva chiusura dell’etichetta.
Alle spalle 28 realizzazioni, 15 vinili, 14 CD e una cassetta.
Inoltre la partecipazione ad alcuni Meeting delle Etichette Indipendenti a Firenze con tanto di stand e quella al BID di Berlino, il meeting internazionale delle indies, nel 1994.
Un' esperienza che rimane esaltante, finita nell’oblìo e in un sostanziale disastro economico.
Ma quanto mi sono divertito…………
DISCOGRAFIA FACE RECORDS
TIMEPILLS "Be the same for a little more" – “Fantastic dream” Face 45 001 1989
TONY FACE BIG ROLL BAND "Jazzarythm acid stomp"-“Unsquare dance” Face 45 002 1989
LILITH "Hello I love me" ( 4 tracks) Face MLP 003 1990
EFFERVESCENT ELEPHANTS "Indian corn expansions" (3 tracks) EP Face 45 004 1990
STATUTO "Ci sei tu" / "Tu non sai" Face 45 004 1990
VV.AA. "WHO ARE THEM?" LP Face 006 1991 Compilation tributo agli Who con 12 bands
THE OVERCOAT "Season of witch" 45 Face 007 1991 Garage punk from USA
RED INSIDE “Immence sky” LP LP Face 008 1991
PEDAGO PARTY “Pedago party” EP Face 009 1991
LILITH "Venus in furs" / "Tombstone blues" 45 Face 010 1991
LILITH "Lady sings love songs " LP Face 011 1992 – CD Face CD001 1992
AA.VV. "BELGIAN MANIA GOES TO ITALY" CD Face CD002 1992
VV.AA. ' FACES vol. 1' . CD Face CD003 1992
BIG CHIEF BROOM MAN BAND "Clockwork angels" – “Get rich quick” 45 Face 012 1992
POW "Maximum punk & beat" 45 Face 013 1993
LE MADRI DELLA PSICANALISI "Aragosta" CD Face CD004 1993 – MC 001 1993
VV.AA. 'FACES vol. 2' CD Face CD005 1993
VV.AA. 'FACES vol. 3' CD Face CD996 1994
SLOW SLUSHY BOYS "Gurl" 45 Face 014 1995
VV.AA. “Mods 15 anni di Modernismo attivo” LP Face 015 1996
LILITH "Stracci" CD Face CD007 1997
PIRATI "A testa in giù" CD Face CD008 1997
AA.VV. "MONDO BEAT vol. 1" CD Face CD009 1998
ASSIST "Pop Club" CD Face CD010 1998
PIRATI "Cosa cerchi bambolina" MCD Face CD 011 1998
VALLANZASKA "Cheope" CD Face CD012 1998
PRETTY FACE “Sola come sei” MCD Face CD013 1999
AA.VV. “Mondo Beat vol. 2 “ CD Face CD014
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mercoledì, gennaio 20, 2021
Mondo Beat vol 1 e 2
Nel 1998 la mia FACE RECORDS aveva da poco ottenuto la distribuzione da parte di SONY MUSIC.
L'allora direttore artistico Rudy Zerbi accettò di buon grado l'idea di distribuire produzioni vicine a sonorità beat, mod, brit pop, ska, caratteristica dell'etichetta. Gli album di Statuto, Vallanzaska, Assist, Pirati ebbero così la possibilità di arrivare più capillarmente in tutta Italia.
Molto bene accolta anche la proposta di una compilation che, con l'inserzione di qualche ospite internazionaledi prestigio, desse spazio a band italiane dell'ambito.
Nel 1998 fu così pubblicato il primo volume di MONDO BEAT con Statuto, Assist, Vallanzaska, Pirati, Link Quartet, Sciacalli, Hermits, Uninvited e gli ospiti speciali Fleshtones, Chesterfield Kings e Roamin Numerals (dell'ex Fuzztones Elan Portnoy).
Copertina affidata a Manlio Tenaglia, voce degli Hermits.v L'album venne presentato con un breve tour allo "Slego" di Rimini il 20 febbraio (con Link Quartet, Assist e Pirati) in una serata deludente con poca gente, al "Bloom" di Mezzago il 26 con 300 persone per Statuto, Vallanzaska, Assist e Pirati e al "Metro" di Torino il 25 marzo con Assist e Vallanzaska oltre agli Statuto in playback per registrare un nuovo video, con il locale sold out.
Le vendite soddisfecero la Sony (anche se non abbiamo mai avuto un riscontro reale e preciso della quantità numerica) tanto che fu richiesto un secondo volume che uscì due anni dopo con Others, Pretty Face, Monolith, Made, Ripidi, Rudi Mentali, Star T (futuri Ray Daytona and the Goo Goo Bombos), Mind th Gap, Mondo Combo con ospiti come Solarflares, Diaboliks, Man from SPECTRE, Slow Slushy Boys.
Copertina di Davide Galli.
Anche in questo caso non abbiamo mai avuto un riscontro delle vendite.
MONDO BEAT VOL. 1
1 The Fleshtones Time Zone
2 Statuto Il Futuro Ci Appartiene
3 Statuto Pugni Chiusi
4 Assist Non Lo Sai
5 Assist Tutto Quello Che Vorrei
6 The Chesterfield Kings Shelby Gt 356
7 I Pirati Via
8 I Pirati Ma E' Quel Che Mi Va
9 The Link Quartet Punt E Mes
10 The Link Quartet Tenente Sheridan
11 Vallanzaska Cheope
12 Vallanzaska Apologia Di Renato
13 Sciacalli Vampirella
14 Sciacalli Io Cerco Te
15 The Hermits What's The Word?
16 The Hermits Chicken Master
17 The Uninvited Barefooted Venture
18 The Uninvited Migraine
19 The Roamin Numerals Vacuum Love
MONDO BEAT VOL. 2
1 Men From S.P.E.C.T.R.E.* Soul N. 1
2 Monolith Io, Lei E Il '66
3 Monolith Blue Girl
4 Solarflares Mary
5 Diaboliks I'm Coming For You
6 Others The Last Time
7 Others Colors Of Mind
8 Slow Slushy Boys She's My R4
9 Link Quartet Claudia
10 Pretty Face Sola Come Te
11 Pretty Face Ribelle
12 Ripidi Barbarella
13 Ripidi I Heard That Someone Called My Name
14 Mind The Gap Maniglie
15 Rudi Mentali Skinhead Skanking
16 Made Stand Up
17 Made Plastic Bottle
18 Star-T* French Beat
19 Star-T* Step Ahead
20 Mondo Combo Itchycoo Park
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giovedì, ottobre 08, 2020
Statuto - Balla/Io Dio/Tu continuerai
RIPORTANDO TUTTO A CASA ricorda alcuni episodi artistici della mia modesta carriera musicale e affini, rimasti nascosti e dimenticati nel tempo.
Nel 1985, all'indomani della chiusura, dopo 17 numeri, della fanzine "Faces", fondai con Davide Olla, Francesco Nucci e l'appoggio di Filippo D'Andria la Delta Tau Kay (DTK), "associazione Mod", nata con l'intento di organizzare eventi, raduni, serate, per sostenere in modo più professionale la scena mod italiana.
Il primo passo fu la stampa di un bollettino mensile, "Sweetest feeling", che fungesse da organo informativo su tutto quanto accadeva nella scena italiana (e non solo), in considerazione di un aumento esponenziale degli eventi in tutta la penisola, tra concerti, serate, raduni etc.
Per sostenerci economicamente incominciammo a stampare cassette compilation in cui, grazie, soprattutto, alla collezione di dischi di Francesco Nucci, riuscimmo a fare conoscere a moltissimi ragazzi e ragazze una lunga serie di rarità Northern Soul e Soul.
Gli utili (come accadeva nella stragrande maggioranza dei casi nell'ambito delle sottoculture) venivano immediatamente dirottati su nuove iniziative, visto che il concetto di profitto ci era totalmente alieno.
Con due Lire messe da parte decidemmo così di investire in ambito discografico, producendo un DISCO MOD.
La scelta cadde sugli STATUTO, reduci da una feroce, ingiustificata ed esagerata stroncatura su "Faces" da parte di uno dei redattori.
La band era ancora acerba ma ci affascinarono la loro urgenza, passione, onestà e combattività stradaiola.
Per risparmiare, le copertine furono stampate da Francesco nella tipografia in cui lavorava e poi incollate a mano a una ad una (talvolta con risultati discutibili).
I dischi furono venduti praticamente a mano agli eventi o spediti ai richiedenti.
Non abbiamo mai tenuto una precisa contabilità (figuriamoci...) ma le 500 copie alla fine sono andate praticamente tutte esaurite.
Iniziava la carriera degli STATUTO.
OSCAR
Per chi si era messo a creare un gruppo e a suonare per far conoscere il Modernismo,come noi Statuto, essere pubblicati come prima produzione dell'unica etichetta mod italiana fu un successo totale, un riconoscimento, una legittimazione, direi un'investitura che mi e ci diede la forza,oltre che la voglia, già di per sé enorme, di andare avanti a dispetto di ostacoli, avversità esterne e carenze tecniche.
Senza la pubblicazione di "Io dio" da parte della DTK, non avremmo avuto la storia che ne è seguita.
Contestualizzando il periodo, garantisco che fui ancora più gratificato di quando vidi il nostro nome in hit-parade.
Il gruppo mod che viene pubblicato dall'etichetta mod, fu una gioia infinita!
Tra l'altro, seguiti in modo quasi professionale dall'etichetta stessa.
Ricordo le foto sul cavalcavia di Porta Susa una domenica mattina e tutto il lavoro grafico di Francesco Nucci.
Musicalmente,la registrazione è piuttosto acerba ma molto caratterizzata, con fiati,cori e un gran dispiego di tastiere,perché suonate da Arrigo Tomasi, ottimo musicista e proprietario dello studio dove registrammo (tra l'altro fu colui che ci diresse sei anni dopo al Festival di Sanremo).
Il modo di cantare di Francesco era aggressivo ma limpido, Naska già denotava notevole talento, Skeggia aveva l'attitudine giusta per il nostro suono e io col basso (tra l’altro,per la registrazione mi venne prestato il Fender da Gigi Restagno) mi arrangiavo, non avendolo mai studiato, ma importando la mia tecnica appresa dallo studio del contrabbasso, del quale mi ero appena diplomato in Conservatorio.
A livello compositivo, "Io dio" ( già apparsa nel demo tale "Torno Beat" del 1984), era scontata musicalmente (classico giro R&B con riff suggerito da Arrigo, ma in realtà copiato dalla canzone "Let's spend the night together" dei Rolling Stones che, giuro solennemente, non conoscevo), ma con un testo efficace, ben sintetizzato e immediato.
Senso di vita mod, senza esasperazioni ma estremamente credibile.
"Balla" era più pop, scritta su tre accordi e particolarmente adatta al coro da stadio nel finale, col testo ispirato dal servizio militare obbligatorio che colpiva tutti noi in quel periodo, nello specifico il nostro amico Andrea Napoli.
Credo che il brano più bello fosse "Tu Continuerai" ispirata e dedicata da me a Lele, il mod che mi invitò a frequentare Piazza Statuto e mi spiegò, raccontò e illuminò ai miei esordi.
Un testo di questo tipo, scritto a 21 anni mi rende particolarmente orgoglioso.
Specchiandomi nell'amico che mi illuminò sul Modernismo, rivendicavo la nostra totale estraneità alla massa, la nostra fiera appartenenza a un mondo tutto nostro e libero con la capacità di non farsi mai mettere all'angolo e senza mai farci ghettizzare.
Tutt'attorno invece un mondo che predica il contrario della direzione mod e quindi ci gridano "Che è finita" ma di sicuro non muteranno la nostra e noi continueremo.
Infatti abbiamo continuato....
NASKA
Ammetto di avere davvero pochi ricordi e anche confusi in merito alla pubblicazione di "Io Dio".
Era un periodo un po’ critico per me tanto che per un paio di mesi della prima metà mesi del 1986 addirittura pensai che il modernismo non fosse la mia dimensione tanto da temporaneamente abbandonare Piazza Statuto e la band.
Per fortuna fu una crisi passeggera, che però oggi mi impedisce di avere aneddoti personali da raccontare su questo progetto.
L'unica cosa che ricordo precisamente sono le foto di copertina scattate una domenica mattina invernale sul ponte (ormai abbattuto) vicino alla stazione di Porta Susa.
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sabato, ottobre 03, 2020
Roberto Roversi su "Stracci" di Lilith
RIPORTANDO TUTTO A CASA ricorda alcuni episodi artistici della mia modesta carriera musicale e affini, rimasti nascosti e dimenticati nel tempo.
ROBERTO ROVERSI (scrittore, poeta, paroliere, giornalista, collaborò con Pasolini e Lucio Dalla, fu direttore di "Lotta Continua"), nel 1996 scrisse (grazie all'intercessione dell'amico CLAUDIO GALUZZI) una presentazione (che compare all'interno della copertina) per "Stracci", album conclusivo della carriera di LILITH.
"Ho ascoltato e letto, ho letto e ascoltato.
Dunque: canzoni forti. Anche belle? Anche belle, da leggere e ascoltare.
Ma soprattutto canzoni forti: una voce protesa che tenta di lacerare il cielo. E non è male, in questi tempi grigi.
Ogni canzone si fa ascoltare perché vuole comunicare, in quel momento, tutto: ogni testo si fa leggere, perché vuole comunicare, in diretta, emozioni concluse.
E io credo che niente sia più indispensabile, urgente, in questo enorme mondo di suoni, che vede ogni giorno le pareti della casa vibrare e incrinarsi per l'arruffarsi delle mille voci, per lo scompagniarsi arlecchinesco dei mille suoni: mentre i guerrieri del recente passato di buone battaglie, ormai esausti, girano da un paese all'altro solo alla ricerca degli ultimi oboli.
Ho anche apprezzato fino in fondo l'ordine nella successione delle canzoni, ciascuna conclusa in sé dopo avere bene operato e scavato, ma nessuna slegata dalle altre, tanto da costituire la struttura di un racconto delle passioni e delle idee che non ha fine.
E il passaggio nell'ombra di un dialetto duro non lacera l'attenzione ma semmai la sorprende e la induce a percepire e inseguire significati che risaltano dentro l'inquietudine di una comunicazione certamente drammatica.
Questo è un gruppo omogeneo di canzoni, definite dopo un lungo duro lavoro di verifiche e riscontri interni a LILITH, che non dovranno andare perdute e invece muoversi e durare."
L'album non ebbe purtroppo particolare riscontro, fu composto e registrato senza la necessaria passione e coesione e divenne il canto del cigno di quell'esperienza.
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