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venerdì, ottobre 25, 2019

Soviet Hippies



La regista Terje Toomistu nel documentario SOVIET HIPPIES ha raccolta una serie di testimonianze e rarissime immagini d'epoca che documenta la difficile, pericolosa ed estrema della scena HIPPIE in UNIONE SOVIETICA tra la fine dei 60 e i 70.

Scoprendo l'esistenza di un mondo diffuso in tutta l'URSS, che si incontrava, creava, resisteva, nonostante le feroci persecuzioni delle autorità.
Che talvolta permetteva raduni e concerti in modo da poterli arrestare tutti in una volta e, non di rado, spedire in ospedali psichiatrici o arruolarli a forza nell'esercito.

Il paranoico sistema sovietico aveva infiltrato spie ovunque.
Anche tra gli hippies ovviamente, spesso traditi dai "compagni" che ne denunciavano le "devianze".
La regista ha ritrovato molti di loro e li ha fatti parlare.

Il doc (in tedesco) è qui:
https://www.youtube.com/watch?v=jgsdYocpghg&t=1592s

L’Unione sovietica non era tutta sigillata, c’era uno scambio con l’occidente soprattutto attraverso i paesi baltici.

martedì, gennaio 08, 2013

I 60's dietro la Cortina di ferro: Jugoslavia



Si chiude il viaggio nei 60's dietro la Cortina di Ferro.

Forse l’area dell’Europa socialista più libera e meno rigidamente controllata, la Jugoslavia fornì ai 60’s parecchi gruppi e movimento (basti pensare che nel 1965 nella sola Belgrado c’erano più di 200 bands !!! ).
Spesso i gruppi riuscivano a suonare in Italia, Germania ed Austria oltre che nei paesi socialisti, le radio dell’ovest si ricevevano agevolmente, non erano rari tour di gruppi stranieri.
Una scena vastissima e variegata, impossibile da ricostruire con completezza ma di cui possiamo dare un quadro sufficientemente esaustivo.

Basti pensare che Ivo Robic, cantante pop tradizionale fu tra quelli (anche se la lista degli scopritori dei futuri FabFour è sempre lunga) che convinse l’agente della Polydor di Amburgo a dare un ascolto ad un gruppo inglese in quei giorni di stanza da quelle parti e a portarli ad incidere come backing band di Tony Sheridan...insomma i Beatles.
Negli anni 50 però il rock n roll e il rockabilly avevano già fatto breccia nella gioventù jugoslava grazie a MILE LOJPUR e il suo SEKSTET M con un repertorio a base di Bill Haley e Carl Perkins che porterà in giro anche lungo tutti i 60’s.
L’iniziatore del rock in terra balcanica cui si affiancarono anche Karlo Meticos e Dorde Marjanovic.

Gli anni 60 vedono una lunga lista di bands che invadono la scena, I SILUETE di Belgrado nascono nel 1961 suonando brani di Shadows e Cliff Richards, spostandosi poi verso il canonico beat inglese che caratterizzerà il loro EP d’esordio del 1966 Tvoj rođendan ( cover di “Sha la la lee” degli Small Faces) a cui seguiranno altri due EP nel 1967, “DOna” e “Kisa”.
Famose alcune loro performances finite in violente risse e una lunga serie di cambiamenti di formazione (oltre ad una serie di tour in Germania ed Austria). Membri della band entreranno nei DZENTLEMENI, repertorio prevalentemente basato su hit rhythm and blues, due ep e il LP "Ona je moja" nel 1970.
I Creveni Koralji di Zagabria incidono il primo 45 nel 1963, probabilmente il primo disco beat della Yugoslavia e proseguono con diverse pubblicazioni fino alla fine dei 60’s.
I Zlatni Decaci (nati dalle ceneri dei Golden Boys) attivi dal 1962 a Belgrado, tre EP e un singolo arrivarono in concerto anche in Inghilterra. I Bjele Strijele di Zagabria lasciano una mezza dozzina di singoli nel solo 1963 tra beat, twist e rock n roll !

A Belgrado operano i Samonikli e i Crni Biseri a Zagabria i Delfini con un EP nel 1966 all’attivo.
A Skopjie ai Beatles macedoni, i Bisbez si affiancano a Biseri e Bezimeni, i Roboti e gli Elipse di Belgrado vanno di rhythm and blues e soul, guidati dal congolese Edi Dekeng (aprendo anche per i concerti slavi di Rita Pavone nel 1967. A Sarajevo gli INDEXI nascono nel 1962, si spostano da sonorità rock n surf alla psichedelia beatlesiana tardo 60’s fino al prog nei 70‘s per dare poi vita ai Korni Grupa (attivi dal 1969 in poi).
I KAMELEONI sono istriani, attivi dal 1965 e presenti in concerto anche in Italia (anche al Piper di Milano, all’attivo alcuni singoli e un album retrospettivo Dalla Croazia i Grupa 220 fecero da supporters ai tour jugoslavi di Marmalade, Status Quo e Mungo Jerry nel 1968 e si sciolsero nel 1975.
I Mladi di Zagabria nascono nel 1962 e prima di sciogliersi nel 1966 dividono il loro sound tra Beatles e Stones.

Ulteriori info su:
http://yurockfromsixties.webs.com/

martedì, dicembre 18, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Cecoslovacchia



Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA,la BULGARIA,la GERMANIA EST,la ROMANIA l'UNGHERIA, la POLONIA, tocca oggi alla CECOSLOVACCHIA.

La Cecoslovacchia ha avuto una delle scene più prolifiche in ambito 60’s nella parte comunista dell’ Europa pur con le consuete restrizioni.
I dischi e l’influenza dei Beatles crearono verso i mid 60’s un giro underground piuttosto vivace e tollerato dal regime e una visita a Praga di Allen Ginsberg nel marzo del 1965 (le cui critiche al leader del paese Novotny non furono particolarmente gradite e il poeta arrestato) portò la “moda” dei capelli lunghi e di un abbigliamento estremo.
C’è chi descrive il 67 e il 68 di Praga non troppo diversi da una San Francisco, Londra o New York dei tempi.
Inutile dire che i “fatti del 1968” con l’invasione sovietica repressero del tutto ogni forma di libertà anche in ambito musicale.

Uno dei primi gruppi a calcare i palchi cecoslovacchi ci sono i KOMETY già in pista nel 1959 con classici rock n roll e rhythm and blues e parecchio attivi fino alla fine dei 60’s.
Una delle più conosciute è senza dubbio quella dei MATADORS, fondati nel 1965 con un repertorio a base di Kinks, Small Faces e Who, suonarono fino al 1966 solo in Germania Est. Tornati in patria oltre ad una serie di 45 ed ep realizzarono l’album “Matadors” prima di perdere vari componenti nel 1968 e proseguire fino ai primi 70’s prima di evolversi nel prog con il nome di Emergency.
Dai Matadors provenivano membri dei BLUE EFFECT (già attivi nei 60’s con i nomi diM. Efekt, Modrý efekt e The Special Blue Effect in uno stile rhythm and blues) più orientati verso il prog e la jazz fusion (vedi il primo album “Meditace” del 1969).
Gli The Hippopotamuses conosciuti meglio come The HIPP’S partirono nel 1965 suonando beat, soul e easy listening, realizzando alcuni dischi (tra cui To vadí cover di Ob-La-Di Ob-La-Da, prima di trasformarsi nella prog band Apollobeat.
Dal 1964 al 1966 operarono in Slovacchia i BEATMEN (nati dalla fusione dei FONTANA e JOLANA) con tre singoli all’attivo e un concerto a Monaco di Baviera con Manfred Mann che avrebbe voluto portarli in Inghilterra in tour.
Ma molto spesso ciò che veniva dalla Slovacchia era discriminato rispetto alle produzioni della Repubblica Ceca. Si cercò di imporre gli Olympic al loro posto e il tutto finì senza che nessuno dei due usufruisse dell’opportunità.

Dalle ceneri dei BEATMEN nacquero i SOULMEN, attivi tra il 1967 e il 1968, un EP come testimonianza discografica (Sample Of Happiness/Wake Up/I Wish I Were/Baby Do Not Cry,).
Dopo alcuni cambi di formazione proseguirono ancora fino al 1969 con il nome di New Soulmen ma senza lasciare tracce sonore.

Tra i gruppi più seguiti anche gli OLYMPIC di Praga, partita come backing band pubblica nel 1965 il primo singolo Dej mi víc své lásky e il primo album Želva in piena primavera di Praga.
Durante l’invasione sovietica del 1968 la band è in tour in Francia ma decide di tornare in patria e incidere il secondo LP Pták Rosomák.
Il gruppo si sposta negli anni 70 verso sonorità prog, continua l’attività tra alti e bassi ed è tuttora in azione (dopo una serie di tour in Europa e Usa).

I FRAMUS FIVE nacquero a Praga nel 1963 e viseero fino al 1971 lasciando l’album “Framus Five+Michal Prokop" nel 1968.
Dopo la reunion nel 1978 hanno continuato a produrre album e a suonare live. Segnaliamo anche i FLAMENGO , nati nel 1967 e in attività anche nei 70’s, gli spycho beat JUVENTUS (vissero tra il 1963 e il 1969) , i SINKOPY 61, PRUDY, BLUES FIVE e BLUESMEN.

THE PRIMITIVES GROUP fu fondato nel 1967 e si sciolse nel 1969 con un repertorio molto vario di brani di Doors, Jimi Hendrix, Fugs, Velvet Underground, Animals .
Alcuni membri entrarono nei PLASTIC PEOPLE OF THE UNIVERSE, molto influenzati da Frank Zappa e Velvet Underground, attivi dal 1968, marcatamente invisi al regime da cui subirono parecchi stop e censure e tuttora in attività.

L’artista Cecoslovacco più conosciuto all’estero è però senza dubbio IVAN KRAL, membro fisso nella band di Patti Smith ma collaboratore anche di Iggy Pop, David Bowie, U2.
Che restò in patria fino al 1966, quando aveva diciotto anni, ma che incominciò a suonare a 12 a Praga in una band, chiamata SAZE con cui girava piccoli club suonando rock n roll, blues e ispirandosi ai Rolling Stones (che si riuscivano as ascoltare attraverso Radio Luxembourg)

martedì, dicembre 11, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Polonia



Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA
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la BULGARIA
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la GERMANIA EST
http://tonyface.blogspot.it/2012/11/i-60s-dietro-la-cortina-di-ferro_20.html
la ROMANIA
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l'UNGHERIA
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Tra  le nazioni del blocco comunista la Polonia ha sempre goduto di un minimo di libertà in più e pur sotto un regime altrettanto rigido ha potuto usufruire di maggiori scambi con l’ovest,sia per la vicinanza con la Germania sia grazie all’attività dei porti sul Mar Baltico che consentivano l’arrivo di materiale di tutti i tipi (legalmente o meno) dall’ “altra parte”.
Inclusi dischi di beat e rock n roll contro i quali le autorità non attuarono mai particolari forme di repressione (come accadeva invece altrove).
Basti pensare allo storico concerto dei Rolling Stones a Varsavia il 13 aprile del 1967 che causò duri scontri con la polizia (per i 3.000 posti disponibili si presentarono 8.000 giovani, molti provenienti anche da altri paesi e ben presto gli esclusi , anche a causa di un giro di biglietti falsi, si scontrarono con i 5.000 poliziotti che circondavano la Kongresowa).

La scena beat ( o BIGBIT come veniva definita in Polonia per evitare l’uso della parola rock n roll, ritenuta “sovversiva”))  fu vitale e ricca di talenti a partire dai CZERWONE GITARY , (Le chitarre Rosse, i “Beatles polacchi”…) fondati nel 1965 e con un notevole numero di 45, ep e LP all’attivo.
Il primo album To właśnie my (It's us) del 1966 vendette 160.000 copie mentre I successive Czerwone Gitary 2 del 1967 e Czerwone Gitary 3  del 1968 superarono abbondantemente le 200.000 e nel 1969 ricevettero premi dal Midem di Cannes e da Billboard in Usa oltre che vari e numerosi riconoscimenti in patria.
Con l’album Na fujarce (On the flute) del 1970 la band si sposta verso sonorità folk pop. Sono tuttora in attività dopo vari cambiamenti e scioglimenti.

  I CZERWONO CZARNI (attivi dal 1958 con il nome RHYTHM AND BLUES e che assunsero il nuovo nome nel 1960) aprirono per gli Stones nel concerto suddetto, incisero parecchi dischi e andarono in tour perfino in USA e Canada nel 1966.
Nel gruppo, durante i 16 anni di vita hanno suonato circa 70 elementi !). Furono i primi ad incidere un disco, un EP, per l’etichetta di stato Muza, nel 1961 e dopo 14 singoli arrivarono al LP nel 1966 , “Czerwono-Czarni” a cui seguì l’anno successivo 17.000.000 e Zakochani są sami na świecie nel 1968. Il grupposi  è sciolto nel 1976.
Voce dei Czerwono Carni fu KARIN STANEK dal 65 al 69  quando lasciò la band per intraprendere la carriera solista (aveva già realizzato un album solista nel 1966 Malowana lala – Najpopularniejsze przeboje śpiewa Karin Stanek). Si trasferì successivamente in Germania dove proseguì una dignitosa carriera nel pop.
  I NIEBIESKO CZARNI nacquero nel 1962 (si sciolsero nel 1976) suonarono nel 1963 in Francia e hanno all’attivo otto album tra cui, nei 60’s,  “Niebiesko-Czarni; 1966, Alarm;  1967 Mamy dla Was kwiaty; 1968, Twarze; 1969, 24 singoli e oltre 3.000 concerti.
Annotazione di colore : CZERWONO CZARNI in polacco significa nero azzurri,  NIEBIESKO CZARNI rosso neri…
I POLANIE si formarono a Lodz nel 1965 con membri dei due gruppi testè citati suonando beat e rhythm and blues, diventando tra i gruppi più famosi dell’epoca , andando in tour con gli Animals e riuscendo ad andare in tour in Danimarca e Germania (dove suonarono quasi 200 concerti in sette mesi,incluso lo Star Club di Amburgo).
All’attivo un album omonimo nel 1967 (con brani di propria composizione  e cover di “I’m crying” degli Animals , Ray Charles (''Black Jack''), Kinks (''Sunny Afternoon''), Lovin' Spoonful (''Summer In The City'' e “Cool jerk”) e un Ep “Down in tghe valley” l’anno precedente (con anche “Can you hear me” e “Georgia on my mind”). I BLACKOUT, nascono nel 1968 suonando un mix di rock e blues (i primi ad importare il blues sound in Polonia)  incidendo tre album Blackout (1967), Na drugim brzegu tęczy (1969), 70A (1970) prima di quello che viene considerato il loro capolavoro (e uno degli album più importanti del rock polacco), “Blues” del 1971.
Proseguirono finoal 1982 subendo però nei 70’s un pesante ostracismo da parte di media e autorità che gli rimproveravano un’eccessiva aderenza allo stile occidentale.
A legare molti di questi gruppi il “Padre” del rock polacco Franciszek Walicki che suonò nei Rhythm and Blues  nei Czerwono-Czarni  , nei Niebiesko-Czarni e nei Breakout.

  Personaggio particolarissimo della scena polacca fu Czeslaw Niemen che nei primi 60’s incominciò la carriera cantando rock e soul music in  polacco con lo pseudonimo di NIEMEN.
Nel 1967 fu il primo a portare capelli lunghi , camicie colorate e a introdurre la psichedelia in Polonia con l’album Dziwny jest ten świat a cui seguirono Sukces nel 1968  e Czy mnie jeszcze pamiętasz? nel 69. Con Enigmatic nel 1970 si spostò verso il prog e successivamente il jazz rock e l’elettronica.
Nel 1964 aprì il concerto di Marlene Dietrich a Varsavia. Marlene si innamorò del suo brano "Czy mnie jeszcze pamiętasz" che reincise cambiando le parole e reintitolandolo "Mutter, Hast du Mir Vergeben".
Nei vari album fu accompagnato da diversi gruppi , Akwarele, Enigmatic, Grupa Niemen Aerolit.
Un suo brano “Sen o Warszawie” (“Sogno di Varsavia”) è diventato l’inno non ufficiale del Legia Varsavia e dal marzo 2004, poco dopo la sua prematura scomparsa, è suonato prima di ogni partita in casa al Warsaw Stadium.

    Da ricordare anche, i TRUBADURZY e il loro folk pop ben espresso nell’ep del 1968 Nie Przynoś Mi Kwiatów Dziewczyno, gli SKALDOWIE di Cracovia attivi dal 1965 con un sound molto vicino al folk popolare, i gruppi vocali femminili delle ALIBABKI e delle FILIPINKI.

martedì, dicembre 04, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Ungheria



Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA
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la BULGARIA
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la GERMANIA EST
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è la volta oggi dell'UNGHERIA Tra i paesi in cui il regime comunista è stato meno oppressivo e castrante, l’Ungheria può vantare una scena 60’s rock leggermente più “libera” (le virgolette sono d’obbligo).
Il punto di svolta viene fatto risalire al 1956 quando attraveros la difesa ideologica dei diritti dei neri americani, oppressi dal governo, viene dato spazio al jazz che contribuisce non poco a portare nuova linfa vitale nel panorama musicale magiaro, facendo passare dalla porta di servizio anche il rock n roll (osteggiato in Occidente per le sue connotazioni “comuniste”, nell’Est come prodotto “decadente” dell’Occidente).
Nei primi 60’s si sviluppa una larga scena di gruppi che attingono da rock n roll e beat, abitualmente talmente undeground da riuscire a sfuggire ai controlli del regime.
In particolare i gruppi principali da ricordare sono gli ILLES, i METRO e gli OMEGA che incisero parecchi album diventando relativamente famosi in patria mentre parecchi altri nomi minori arrivarono a produrre sparuti singoli.
Nel 1968 l’invasione della vicina Cecoslovacchia chiuse molte porte anche al rock e i controlli divennero più restrittivi (costringendo ad esempio gli Illes a non suonare e produrre dischi per almeno un anno).

Il primo EP beat realizzato in Ungheria è degli ATLANTIS, nel 1965.
Band molto conosciuta anche se con un reperorio esclusivamente di covers (“What I’d say” di Ray Charles, “Bits and pieces” del Dave Clark Five, “Inside lookin out” dgli Animals, “Should have know better” dei Beatles). Dopo una lunga serie di EP si sciolgono nel 1971.
Gli ILLES nacquero nel 1960 e acquisirono una grande popolarità in patria, anche perchè non solo non osteggiati ma supportati dal governo, che cercava di lasciare qualche libertà ai giovani controllandoli direttamente.
Arrivarono al primo album nel 1967 con Ezek a fiatalok (una colonna sonora) a cui fecero seguito altri 5 altri lavori, fino al 1973, anno del loro scioglimento.
I METRO, nati dalle ceneri degli ZENITH, attivi nei primissimi 60’s rimasero attivifino alla fine del decennio, anch’essi piuttosto seguiti.
Nel 1968 lasciarono la scena a causa delle pressioni politiche sul rock nazionale.
Al loro attivo 2 album , “Metro” del 1969 e “Egy este a Metro Klubban” ( che spaziano tra pop psichedelico alla Procol Harum e prime influenze jazz rock) del 1970 e una quarantina (!) di singoli tutti per la Qualiton Records.
I più famosi, tutt’ora in attività, milioni di copie vendute in Ungheria, sono senza dubbio però gli OMEGA, nati alla fine del 1962 suonando il solito set di cover di beat bands inglesi e americane, arrivarono ad incidere due album nei 60’s , Trombitás Frédi és a rettenetes emberek (del 1968) attribuito agli Omega Red Star e "10.000 lepes" nel 1969. Successivamente si spostano verso il prog e l’hard continuand oad essere uno dei principali gruppi di riferimento della scena locale, riuscendo anche ad arrivare al mercato tedesco.
I NEOTON nascono invece nel 1965 ma arrivano all’incisione solo nel 1968 con il singolo "Nekem eddig Bach volt a mindenem" e al primo album nel 1971.
Tuttora in attività hanno alle spalle decine di album.
Fondati nel 1967 li HUNGARIA arrivano al primo album “Concert a manson” solo nel 1970, mischiando pop beat e prog melodico spendendo gli anni ’70 in tour in tutto l’est europeo.
Nel 1978 hanno inciso un album di cover di brani dei Beatles in ungherese (prevalentemente del periodo pre 1965), “Beatles Laz”
Gli SCAMPOLO, partiti agli inizi dei 60’s con sonorità rock n roll si spostarono nel 1970, in occassione del primo album “Under the rainbow” verso una commistione di prog melodico e hits soul.
I SYRIUS appartengono già agli anni 70 con un sound vicino a Colosseum e Blood Sweat and Tears.
Il primo album “Devil’s masquerade” esce nel 1971.
Sempre nei 70’s trovarono popolarità i BERGENDY anche se nati alla fine dei 50’s come jazz band e passati nei 60’s con un repertorio beat e rock n roll.
SAROLTA ZALATNAY apparve nel 1963 vincendo parecchi premi a concorsi canori con varie pop beat songs tra cui Nem várok holnapig con gli Omega.
Nel 1968/69 è a Londra molto speso a fianco di membri dei Bee Gees.
I MINI nascono nel 1968 ma arrivano alle prime incisioni solo nei 70’s a base di prog mentre KATI KOVACSZ dal 1962 sulla scena si mosse spesso a cavallo tra beat e pop cantando poi negli anni 70 con il supergruppo Locomotiv GT che raccoglieva membri di varie beat bands dei 60’s.

martedì, novembre 27, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Romania

Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA
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la BULGARIA
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la GERMANIA EST
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è oggi la volta della ROMANIA.

Altra nazione particolarmente rigida nei confronti delle iniziative giovanili fu la Romania di Ceausescu.
Se negli anni 50 forme musicali occidentali come latin jazz e tango furono tollerate (pur se costrette ad introdurre testi che esaltavano le conquiste del proletariato, del governo e dei lavoratori con risultati spesso di dubbio gusto), i 60’s non ebbero altrettanta fortuna.
Le maglie del regime si strinsero parecchio, la lontananza geopolitica con l’occidente non favorì la penetrazione di nuove forme musicali e i nomi da segnalare rimangono circoscritti a pochissime iniziative isolate (le cui poche tracce sonore esclusivamente pubblicate sull’etichetta di stato Electrecord).

La musica che proveniva dall’Ovest venne battezzata “Musica per chitarra elettrica” nonostante attingesse palesemente da beat e rock n roll (in particolare Cliff Richard, Shadows, Beatles, Rolling Stones ma acnhe, come vedremo nelle discorafie da nomi più particolari come Small Faces, Dave Clark Five, Troggs).

Dai COMETELE (The Comets) di Bucarest (un 45 giro del 1966 con 4 brani, tra cui una versione di “My babe”) e URANUS di Timisoara ai COLOR (di Petrosani), gli OLIMPIC 64 (di Bucarest), MONDIAL , SIDERAL, CORAL, CLASIC XX, PIONEERS.

I SINCRON attivi nella seconda metà dei 60’s hanno lasciato alcune tracce discografiche come il 10 pollici “Ryding” del 1967 con 10 brani in inglese (tra cui “Let’s dance” , “Green sleeves”, “Kansas city” , “Swanee River Rock”e una versione di un brano degli Small Faces reintitolato “Cha la la la lee” !!!), un EP con 4 canzoni (”Wooly bully” , “Melodie” (versione di “FBI” degli Shadows), “Hippy shake” e “The gadfly”) tra twist, shake e rock n roll, un EP con 6 brani in rumeno e un EP con 4 brani (in rumeno) colonna sonora del film "Impuscaturi pe portativ" con la cantante Margareta Paslaru.
Gli ENTUZIASTII realizzarono due EP: il primo con 4 brani, nel 1964, con cover di “I’m a believer” dei Monkees e “Glad all over” e Can’t you she’s mine” dei Dave Clark Five il secondo l’anno successivo con “Dynamite” , “Girl like you” dei Troggs “Got a funny feeling” e “She’s so sweet”.

Infine gli SFINTII (The Saints, costretti successivamente a cambiare nome in quanto il riferimento ai “santi” era sospetto di “propaganda religiosa”) diventati PHOENIX e uno dei più noti gruppi rumeni di tutti i tempi, sopravvissuti fino ad oggi.
Nati nel 1962 come Sfintii iniziarono a suonarono in piccoli club e nelle gare scolastiche con cover di Beatles, Stones, Who.
Nel 1965 le autorità imposero il cambio di nome che diventò PHOENIX ma che non impedì al gruppo di acquisire sempre più fans e notorietà (anche in altri paesi della Cortina di Ferro dove spesso suonarono).
Nel 1968 incisero il primo EP “Vremuri” con quattro brani (due originali e due covers, “Lady Madonna” dei Beatles e “Friday on my mind” degli Eaybeats) seguito da un altro ep di quattro brani originali intitolato “Floreana stincilor” in pieno stile beat.
Negli anni 70 anche a causa di un irrigidimento delle politiche culturali da parte del governo abbandonarono il beat e si diressero verso forme di folk e musica popolare fino alla rocambolesca (e pericolosissima) fuga in Germania nel 1977 dove proseguono l’attività fino ai giorni nostri.

martedì, novembre 20, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Germania Est - DDR

Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA
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e la BULGARIA
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si parla oggi della DDR, la GERMANIA EST.

Altro paese particolarmente rigido nei confronti della propria gioventù, la Germania Est fu ancora più restrittiva rispetto alla “madre” Urss, dovendo gestire la vicinanza con la Germania Ovest, la presenza di Berlino Ovest nel proprio territorio e una campagna socio culturale di “disturbo” da di là del Muro, reso nel tempo sempre più impermeabile e invalicabile.
Prima della costruzione del Muro di Berlino e relativo inasprimento dei controlli su eventuali contatti con l’Ovest, la Germania Est produsse un notevole numero (si parla di circa 4.500 “orchestre” da ballo di cui solo 300 a Berlino) di situazioni musicali che attingevano dalla tradizione popolare ma inserendo anche elementi occidentali come blues, country, il solito Shadows sound strumentale, twist.

I primi gruppi di estrazione beat compaiono tra il 1964 e il 1965 con gli SPUTNIKS , i BUTLERS, Il FRANKE ECHO QUINTETT e il DIANA MOSTRA QUARTETT tutti indirizzati verso il surf strumentale.
Gli SPUTNIKS nascono nel 1963 dallo scioglimento dei Telstars e dei Magdeburg Big Town Boys, incidono 4 singoli come “Gitarenn twist” , “Shazam”, “Mich hat noch keiner beim Twist geküßt” e “Leila” , prima di subire le restrizioni del regime.
Il THEO SCHUMANN COMBO fu attivo per tutti i 60’s realizzando numerosi 45, tra cui versioni in tedesco di “I should known better” dei Beatles e “Last time” degli Stones (nel 1965) proseguendo fino agli anni 70 inoltrati.
Più orientato a sonorità jazzistiche il MICAHEL FRITZEN QUARTETT e al surf beat il FRANKE ECHO QUINTETT.
Tutti gruppi che comparvero nei due volumi che l’etichetta di Stato AMIGA dedicò alla scena beat nazionale nel 1965, “Big Beat 1” e “Big Beat 2”.

Nel 1965 i disordini scoppiati a Berlino Ovest ad un concerto dei Rolling Stones indusse il governo a stringere drasticamente i cordoni intorno alla libera espressione giovanile e a chiudere il programma radiofonico “DT64” che trasmetteva parecchia musica occidentale.

Solo nel 1967 ripresero alcune pubblicazioni di bands DDR con connotati beat come la THEO SCHUMANN BAND, il GUNTHER FISCHER QUINTET, , Gerhard-Stein-Combo, Günther Fischer Quintett, Manfred Ludwig Sextett, Ulrich Gumpert Quintett, Horst Krüger Sextett, Die Alexanders, Joco Dev Sextett, Dresden-Sextett, Reinhard Lakomy Combo, Music-Stromers e Thomas Natschinski.

Si sviluppò però parallelamente al bando del beat una scena di cantanti femminili che si richiamavano al beat, al twist e a forme di rock n roll leggero.
La figura femminile non veniva considerata foriera di rivolte giovanili ed era tollerata anche se non conforme con le direttive artistiche della SED (il Partito Comunista della DDR).

In particolare RUTH BRANDIN (già nel gruppo vocale delle KOLIBRI) definita “La regina del twist” che realizzò l’album “Teenager-Party mit Ruth” nel 1964 (prima che le parole americane venissero proibite !!) oltre ad una lunga serie di singoli per poi cadere in disgrazia per essersi rifiutata di collaborare con la Stasi per spiare i colleghi.
Lasciò successivamente l’est e si trasferì a Berlino Ovest.
INA MARTELL incise tantissimi singoli, collaborando anche con il Thomas Natschinski & seine Gruppe (considerati i Beatles della DDR), già TEAM 4, prima di dover cambiare nome (troppo “inglese”...) tra cui “Wenn du Hochzeit hast/Helle Nächte und Küsse” con il Theo Schumann Combo
Ina alla fine dei 70’s lascia la carriera e diventa impresaria di pompe funebri (...).
BRITT KERSTEN arrivò al successo nel 1964 con Santa Lucia Twist, continuò con altri singoli pop fino al 1972 con änner müssen Männer sein (un brano di glam rock) e al ritiro nel 1977.
Da segnalare anche il duo alla Sonny & Cher CHRIS DOERK/FRANK SCHOBEL e PETRA, la prima a cantare e ballare il twist alla televisione nazionale nel 1962.
GABRIELE KLUGE partì nel 1965 con i CONNYS per intraprendere poi una discreta carriera solista.
HELGA BRAUER fu la promotrice di un rock n roll autarchico promosso dal Partito alla fine degli anni 50 per combattere quello originale che furoreggiava all’Ovest, battezzato LIPSI con brani come Heute tanzen alle jungen Leute im Lipsi Schritt e Mister Brown aus USA.
KARIN PROHASKA si segnalò con due hit nel 1965, Bis zur Hochzeit wird alles wieder gut  (il disco più venduto in DDR quell’anno) e Ich such’ mir meinen Bräutigam all eine aus (coverizzati per il mercato dell’ovest da Helen Shapiro)

martedì, novembre 13, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Bulgaria



Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.
Dopo l'UNIONE SOVIETICA
http://tonyface.blogspot.it/2012/11/i-60s-dietro-la-cortina-di-ferro-unione.html
parliamo oggi della BULGARIA.

Nazione strettamente legata alle direttive moscovite, rigidamente controllata, le radio occidentali (ed ogni tipo di influenza culturale e musicale) censurate, riuscì ugualmente a creare una scena nei 60’s.
Pare che il punto di svolta sia stato un concerto di Jane Sward and the Swedish Four a Sofia nel 1964 che fece scoprire ai giovani bulgari il rock n roll elettrico e il beat.

Come è spesso ricorrente nell’est europeo i primi gruppi suonavano brani strumentali di ispirazione Shadows e pare che nel 1965 ci fossero alcuni nomi sparsi che si esibivano nei night clubs della capitale.
Poco dopo i mid 60’s il governo bulgaro decise di aprire improvvisamente le porte anche alla odiata cultura occidentale, liberando l’accesso al paese ad un certo numero di turisti, stampando per l’etichetta di stato, la Balkanton (l’unica label ammessa), dischi “rock”, lasciando maggior libertà di espressione (pur sempre controllata dall’alto).
Il Festival Internazionale della Gioventù di Sofia del 1968 servì a portare ulteriore linfa vitale dall’esterno.
Una delle prime bands bulgare di cui si ha notizia sono i BUNDARACITE (di cui non esistono testimonianze sonore) dapprima sulla sponda Shadows, poi spostatisi verso i Beatles.
Girarono la Bulgaria con il Satyrical Theatre di Sofia, accorpati ad un elemento istituzionale.
Dopo lo scioglimento alcuni membri formarono nel 1967 i SHTURZITE (Crickets).
Incisero parecchi 45 a base di un garage rock tinto di psichedelia e molta melodia, mentre il primo LP vide la luce solo nel 1976, mentre il primo EP è datato 1968, con quattro brani.
Il loro esordio è del 1967 ma l’attività è sempre stata irregolare, non solo a causa di parole in cui, con ampie metafore, criticavano il sistema comunista, ma soprattutto per il semplice fatto che suonavano musica occidentale.
Gruppo popolarissimo all’epoca, veri miti, tanto che il loro brano più famoso “Byala Tishina” è stato eletto nel 2000, canzone bulgara del secolo. Suonarono fino alla fine degli anni 80 riscuotendo sempre un buon successo e dopo un breve scioglimento sono tuttora in circolazione.

I SREBURNITE GRIVNI (The Silver Bracelets) furono in attività dal 1964 al 1977 suonando un mix di folk bulgaro (che impediva alle autorità di accusarli di influenze occidentali) e cover di Ray Charles, gli immancabili Shadows, Tom Jones, Beatles e Kinks.
Pare abbiano inciso una decina di dischi tra 45 e Lp.
Talvolta i brani, suonati nei tipici, complessi, poliritmi del folk bulgaro, mischiati con il beat, assumevano coloriture originalissime.

Più psichedelici i GLASOVETE (Voices), orientati al garage beat gli HORIZONT 70 con un 45 giri e una inconsueta provenienza dei componenti dalle campagne (pare lavorassero per un’azienda vitivinicola e suonassero nelle feste aziendali per gli altri lavoratori).
Ancora da annotare gli OPTIMISTS (che al solito beat rock mischiano influenze jazz) ed EMIL DIMITROV, una leggenda della scena musicale bulgara, più vicino al pop e al cantautorato con influenze folk.
Gli STUDIO 5 suonavano surf beat con influenze folk nostrane mentre i BALKANTON (il nome dell’etichetta nazionale) oltre ad essere la backing band di studio per numerosi cantanti pop pubblicarono anche alcuni 45 a base di surf, rock n roll e beat.
I VEZNI (guidati da Itso Petroff diventata poi una star del pop bulgaro) realizzarono un 45 giri nei tardo 60’s a base di psichedelia e fuzz.

Poco si sa dei VIKINGITE mentre i 6+1 composti da musicisti provenienti da vari gruppi realizzarono nei primi 70’s un 45 fuzz rock concover di “Evil woman” dei Balck Sabbath con un testo che si scagliava contro le mini gonne !
I FACTOR prima di diventare negli anni 80 un gruppo metal con testi cristiani (!) pubblicarono alla fine dei 60’s un 45 di psycho rock.

Nei primi anni 70 le maglie della censura e le restrizioni poliziesche si fecero più serrate, portare i capelli lunghi per i maschi e le mini gonne per le ragazze poteva causare l’arresto e lievi condanne, suonare un certo tipo di musica dalle influenze occidentali divenne quasi impossibile e il rock scomparve per almeno un decennio dalla scena bulgara (se non attraverso pericolosi scambi clandestini).
La BALKANTON nel frattempo distrusse master e copie residue del materiale stampato nei 60’s e ritrovare tracce di buona parte della produzione dei tempi è cosa ardua se non impossibile, soprattutto in occidente.

martedì, novembre 06, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Unione Sovietica



Nelle foto i Melody Makers, gli Okna, i Kertukai, i Rutmikud, i Mashina Vremeni.

Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato (Melodjia in URSS).
Iniziamo una carrellata dai profondi 60’s dietro la Cortina di Ferro partendo dall’UNIONE SOVIETICA.


Dopo la morte di Stalin, nel 1953, si allargarono leggermente le maglie del controllo e della repressione, favorendo la nascita di una scena jazz e successivamente anche di una serie di gruppi rock che si rifacevano esplicitamente alle bands occidentali (nonostante un discorso di Krusciov nel 1964 condannasse ogni forma di modernismo nell’arte).
Se il controllo era più rigido a Mosca e Leningrado maggior libertà era invece ad appannaggio delle Repubbliche Baltiche e di quelle Caucasiche.

Si fa risalire al 1963 e ad un concerto dei TARAKANY di Alexnder Gradsky all’Università di Mosca a base di Elvis, Louis Armstromg e Little Richard, il primo concerto di rock n roll in terra sovietica.
Lo stesso Gradsky che si unì successivamente, nel 1965, agli SLAVIANE (The Slaves) band con un repertorio a base di Beatles e Rolling Stones.
Dopo esperienza anche con i LOS PANCHOS e gli SKIFY, fonda nel 1967 gli SKOMOROKHI svoltando verso canzoni in russo, influenzate dal folk.
Proseguirà successivamente come solista e come autore e compositore.
Sempre nel 1963 si formano (ma durano solo un anno) i BRAT’IA (Brothers) trasformatisi successivamente, dal 1964 al 1969, in SOKOL, con brani di Stones e Monkees.

Spesso soprannominati i Beatles Sovietici i POJUSCHIE GITARY furono quelli di maggior successo anche al di fuori dei patri confini, attivi dal 1966 e con i primi lavori pubblicati nel 1968.
Nei mid 60’s si segnalano a Leningrado anche i WANDERERS (1964) , i LESNYE BRAT’IA e gli ARGONAVTY.
Alla fine dei 60’s nacquero, in Bielorussia i PESNIVARY (precedentemente noti con il nome di LIAVONY) che mischiavano forti elementi folk locali con influenze psichedeliche che arrivarono, tra i rarissimi esempi, anche in tour in USA nel 1976.
Sempre nei 60’s erano attivi, spesso fortemente contrastati dal regime, cantautori folk come Vladimir Vysotsky o Bulat Okudzhava, definiti “BARDS”, corrente nella quale rientrarono altri personaggi minori della scena.
Gli OKNA da Mosca operavano nei primi 70’s ma con un garage sound tra primi Beatles, Yardbirds, sonorità da “Nuggets” e immancabili (tipici nel sound dell’est europeo dell’epoca) riferimenti al guitar sound degli Shadows.
I MIFI si formarono nei mid 60’s a Leningrado come beat band ma trovarono notorietà e riscontri solo nei 70’s passando attraverso hard rock, prog per approdare infine al pop.

Da ricordare anche Yuri Morozow che con una serie di bands mischiò sonorità prog e psichedeliche all’inizio dei 70’s e gli ARTS di Tomsk e da Mosca gli ARIEL, i SAMOTESVETY, i VESELYE RIBATA , i PLAMIA e i GOLUBE GITARY.
I MASHINA VREMENI (Time Machine, già conosciuti come The Kids) emersero a Mosca nel 1968 sull’onda della beatlemania, spostandosi negli anni successivi verso un mix di blues, rock n roll e folk.

Nei paesi baltici, più aperti alle influenze occidentali grazie alla vicinanza con i paesi scandinavi, furono numerosi i nomi vicini al 60’s sound, principalmente dediti a cover di Beatles, Stones, rock n roll e Shadows.
I KERTUKAI si formarono nel 1966 il Lituania, non arrivarono mai all’incisione, ma ebbero ampio successo tra i giovani, grazie alla diffusione sotterranea di cassette registrate ai concerti.
Sempre dalla Lituania gli AITVARAI (già dal 1963 con cover degli Shadows), le EGLUTES (quartetto femminile) mentre KESTUS ANTANELIS portò sui palchi locali , nel 1971, una versione dell’opera rock “Jesus Christ Superstar”.
In Estonia si distinsero gli JUUNIORID (i primissimi, nel 1965), e successivamente i RUTMIKUD (1966), in cui militava Tonis Magi destinato ad essere uno dei principali attori della scena rock locale diventando particolarmente famoso nel 1980 con la canzone “Olimpiada” dedicata alle Olimpiadi moscovite.

Ma è PETE ANDERSEN il nome più importante della scena rock estone dell’epoca.
A partire dalla sua attività, iniziata nel 1963 con i MELODY MAKERS, band di puro rock n roll, che coverizzava (in inglese) Chuck Berry, Elvis, JL Lewis creando frequenti problemi di ordine pubblico e scontri con le autorità, culminati con uno show annullato a Riga nel 1966 dal KGB, che causò proteste pubbliche e relativi disordini con i fans e successivo scioglimento della band (in buona parte richiamata sotto le armi).
Pete fonda nel 1967 gli OPTIMISTID , attivi nella sola Estonia (gli era impedito uscire dallo stato più “occidentale” dell’URSS ) e con un tour in Georgia dove ottennero un grande successo ma furono derubati dei soldi dal manager.
Costretti a rimanere nella repubblica caucasica, suonarono per due mesi di fila in tutti i luoghi possibili per racimolare i soldi per tornare a casa (ospitati nelle case dai fans), diventando popolarissimi.
E’ la volta poi, nel 1968, dei NATURAL PRODUCT, altro gruppo inviso al potere che alla fine decide di intervenire pesantemente minacciando Andersen di “eliminazione fisica”.
L’attività di Pete si fermerà per riprendere successivamente e proseguire fino ai nostri giorni a base di rock n roll originale.

Da ricordare anche i MIKRONID (attivi dal 1967) di Gunnar Graps, già con i SATELLIID nel 1964 e successivamente, nei 70’s, negli Ornament e altre band di hard rock, i KONTRASTID e i VIRMALISED (1965) di Toivo Kurmet (prevalentemente beatlesiani), leader della band, che nel 1969 venne arrestato e interrogato dal KGB mentre alla band fu proibito di registrare e suonare dal vivo.
I POISSMEHED venivano da Tallin ma i componenti erano di origine russa.
Anche per loro cover beat, uniformi da palco in divisa napoleonica e una versione di “Cuore matto” di Little Tony eseguita al Festival Beat di Tallin nel 1968.
In Lettonia si segnalano i LIVI (pare attivi già dal 1966, in realtà ufficialmente in pista solo 10 anni dopo) ma soprattutto i RAVENGERS che nei primi 60’s a Riga suonavano classici del rock n roll, da Elvis a Bill Haley e Little Richard.
Dall’Armenia un solo nome, gli APOSTLES (gli Arakyalner), particolarmente seguiti dai giovani oppositori ma presto banditi dalle scene.

Cercando su internet si trovano alcune testimonianze sonore relative ai gruppi in questione.
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