Nelle foto i Melody Makers, gli Okna, i Kertukai, i Rutmikud, i Mashina Vremeni.
Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato (Melodjia in URSS).
Iniziamo una carrellata dai profondi 60’s dietro la Cortina di Ferro partendo dall’UNIONE SOVIETICA.
Dopo la morte di Stalin, nel 1953, si allargarono leggermente le maglie del controllo e della repressione, favorendo la nascita di una scena jazz e successivamente anche di una serie di gruppi rock che si rifacevano esplicitamente alle bands occidentali (nonostante un discorso di Krusciov nel 1964 condannasse ogni forma di modernismo nell’arte).
Se il controllo era più rigido a Mosca e Leningrado maggior libertà era invece ad appannaggio delle Repubbliche Baltiche e di quelle Caucasiche.
Si fa risalire al 1963 e ad un concerto dei
TARAKANY di Alexnder Gradsky all’Università di Mosca a base di Elvis, Louis Armstromg e Little Richard, il primo concerto di rock n roll in terra sovietica.
Lo stesso Gradsky che si unì successivamente, nel 1965, agli
SLAVIANE (The Slaves) band con un repertorio a base di Beatles e Rolling Stones.
Dopo esperienza anche con i
LOS PANCHOS e gli
SKIFY, fonda nel 1967 gli
SKOMOROKHI svoltando verso canzoni in russo, influenzate dal folk.
Proseguirà successivamente come solista e come autore e compositore.
Sempre nel 1963 si formano (ma durano solo un anno) i
BRAT’IA (Brothers) trasformatisi successivamente, dal 1964 al 1969, in
SOKOL, con brani di Stones e Monkees.
Spesso soprannominati i
Beatles Sovietici i
POJUSCHIE GITARY furono quelli di maggior successo anche al di fuori dei patri confini, attivi dal 1966 e con i primi lavori pubblicati nel 1968.
Nei mid 60’s si segnalano a Leningrado anche i WANDERERS (1964) , i LESNYE BRAT’IA e gli ARGONAVTY.
Alla fine dei 60’s nacquero, in Bielorussia i
PESNIVARY (precedentemente noti con il nome di LIAVONY) che mischiavano forti elementi folk locali con influenze psichedeliche che arrivarono, tra i rarissimi esempi, anche in tour in USA nel 1976.
Sempre nei 60’s erano attivi, spesso fortemente contrastati dal regime, cantautori folk come Vladimir Vysotsky o Bulat Okudzhava, definiti “BARDS”, corrente nella quale rientrarono altri personaggi minori della scena.
Gli
OKNA da Mosca operavano nei primi 70’s ma con un garage sound tra primi Beatles, Yardbirds, sonorità da “Nuggets” e immancabili (tipici nel sound dell’est europeo dell’epoca) riferimenti al guitar sound degli Shadows.
I
MIFI si formarono nei mid 60’s a Leningrado come beat band ma trovarono notorietà e riscontri solo nei 70’s passando attraverso hard rock, prog per approdare infine al pop.
Da ricordare anche Yuri Morozow che con una serie di bands mischiò sonorità prog e psichedeliche all’inizio dei 70’s e gli
ARTS di Tomsk e da Mosca gli
ARIEL, i
SAMOTESVETY, i VESELYE RIBATA , i PLAMIA e i GOLUBE GITARY.
I
MASHINA VREMENI (Time Machine, già conosciuti come The Kids) emersero a Mosca nel 1968 sull’onda della beatlemania, spostandosi negli anni successivi verso un mix di blues, rock n roll e folk.
Nei
paesi baltici, più aperti alle influenze occidentali grazie alla vicinanza con i paesi scandinavi, furono numerosi i nomi vicini al 60’s sound, principalmente dediti a cover di Beatles, Stones, rock n roll e Shadows.
I
KERTUKAI si formarono nel 1966 il Lituania, non arrivarono mai all’incisione, ma ebbero ampio successo tra i giovani, grazie alla diffusione sotterranea di cassette registrate ai concerti.
Sempre dalla Lituania gli
AITVARAI (già dal 1963 con cover degli Shadows), le
EGLUTES (quartetto femminile) mentre
KESTUS ANTANELIS portò sui palchi locali , nel 1971, una versione dell’opera rock “Jesus Christ Superstar”.
In Estonia si distinsero gli
JUUNIORID (i primissimi, nel 1965), e successivamente i
RUTMIKUD (1966), in cui militava Tonis Magi destinato ad essere uno dei principali attori della scena rock locale diventando particolarmente famoso nel 1980 con la canzone “Olimpiada” dedicata alle Olimpiadi moscovite.
Ma è
PETE ANDERSEN il nome più importante della scena rock estone dell’epoca.
A partire dalla sua attività, iniziata nel 1963 con i
MELODY MAKERS, band di puro rock n roll, che coverizzava (in inglese) Chuck Berry, Elvis, JL Lewis creando frequenti problemi di ordine pubblico e scontri con le autorità, culminati con uno show annullato a Riga nel 1966 dal KGB, che causò proteste pubbliche e relativi disordini con i fans e successivo scioglimento della band (in buona parte richiamata sotto le armi).
Pete fonda nel 1967 gli
OPTIMISTID , attivi nella sola Estonia (gli era impedito uscire dallo stato più “occidentale” dell’URSS ) e con un tour in Georgia dove ottennero un grande successo ma furono derubati dei soldi dal manager.
Costretti a rimanere nella repubblica caucasica, suonarono per due mesi di fila in tutti i luoghi possibili per racimolare i soldi per tornare a casa (ospitati nelle case dai fans), diventando popolarissimi.
E’ la volta poi, nel 1968, dei
NATURAL PRODUCT, altro gruppo inviso al potere che alla fine decide di intervenire pesantemente minacciando Andersen di “eliminazione fisica”.
L’attività di Pete si fermerà per riprendere successivamente e proseguire fino ai nostri giorni a base di rock n roll originale.
Da ricordare anche i
MIKRONID (attivi dal 1967) di Gunnar Graps, già con i
SATELLIID nel 1964 e successivamente, nei 70’s, negli Ornament e altre band di hard rock, i
KONTRASTID e i
VIRMALISED (1965) di Toivo Kurmet (prevalentemente beatlesiani), leader della band, che nel 1969 venne arrestato e interrogato dal KGB mentre alla band fu proibito di registrare e suonare dal vivo.
I
POISSMEHED venivano da Tallin ma i componenti erano di origine russa.
Anche per loro cover beat, uniformi da palco in divisa napoleonica e una versione di “Cuore matto” di Little Tony eseguita al Festival Beat di Tallin nel 1968.
In Lettonia si segnalano i LIVI (pare attivi già dal 1966, in realtà ufficialmente in pista solo 10 anni dopo) ma soprattutto i
RAVENGERS che nei primi 60’s a Riga suonavano classici del rock n roll, da Elvis a Bill Haley e Little Richard.
Dall’Armenia un solo nome, gli APOSTLES (gli Arakyalner), particolarmente seguiti dai giovani oppositori ma presto banditi dalle scene.
Cercando su internet si trovano alcune testimonianze sonore relative ai gruppi in questione.