mercoledì, ottobre 28, 2026

Various Artists - Club Reggae '69, 3CD Edition

Spettacolare compilation con ottantasette brani suddivisi in tre CD che fotografa al meglio la colonna sonora della prima scena skinhead del 1969.
Un anno in cui molti singoli reggae scalarono le classifiche nazionali, nonostante la totale assenza di supporto da parte della BBC e della stampa specializzata che ignorò il fenomeno, insieme a chi compilava le classifiche di vendita.

Soul reggae di pura eccellenza.

La prima parte è dedicata a 27 classici dell'epoca, da "Israelites" di Desmond Dekker & The Aces a "Skinhead Moonstomp" dei Symarip.
Nel secondo brani più oscuri, nelll'ultima parte strumentali avvolgenti e travolgenti (vedi la "Hey Jude" di Joe's All Stars, ad esempio o i super classici "Liquidator" e "Return Of Django").


DISC ONE
CHART HITS & CLUB CLASSICS
1. Desmond Dekker & The Aces - Israelites
2. Max Romeo - Wet Dream
3. The Pioneers - Long Shot Kick de Bucket
4. Pat Kelly - How Long
5. The Maytals - Monkey Man
6. Tony Scott - What Am I To Do
7. Jackie Bernard & The Tennors - Another Scorcher
8. Dennis Walks - The Drifter
9. John Holt - Ali Baba
10. Lloyd Robinson - Cuss Cuss
11. Laurel Aitken - Jesse James
12. Slim Smith - Everybody Needs Love
13. The Ethiopians - Everything Crash
14. Derrick Morgan - Seven Letters
15. The Bleechers - Ease Up
16. The Gaylads - There's A Fire
17. Stranger Cole & Lester Sterling - Pretty Cottage
18. George Williams - No Business Of Yours
19. Vincent Foster - Shine Eye Gal
20. Dice The Boss - Brixton Cat, Big And Fat
21. Symarip - Skinhead Moonstomp
22. King Horror aka Young Growler - Loch Ness Monster
23. Tony Tribe - Red Red Wine
24. The Melodians - Sweet Sensation
25. Marcia Griffiths - Don't Let Me Down
26. Jimmy Cliff - Wonderful World, Beautiful People
27. Johnny Nash - Cupid

DISC TWO
HIDDEN TREASURES
1. Laurel Aitken - Skinhead Train
2. Sugar Simone - Come and Try
3. Audrey - Pledging My Love
4. The Megatons - I'm Thirsty
5. Girlie - Madam Streggae
6. The Arabis - Jump High Jump Low
7. Anonymously Yours - Dream Baby
8. The Bleechers - Yo Yo
9. David Isaacs & The Race Fans - Time Marches On
10. The Melodians - Ring Of Gold
11. Tony Scott - The Moon Is Playing Tricks On Me
12. Tony King & The Hippy Boys - Feel So Glad
13. Ken Boothe - Mr Tambourine Man
14. The Dials - Love Is a Treasure
15. Samuel Edwards - Want It, Want It
16. John Holy - Have Sympathy
17. Johnny Youth & The Nyah Shuffle - Darling It Won’t
18. Pama Dice - Dice Is Back
19. Les Foster - Because You're Mine
20. King Horror aka Young Growler - Frankenstein
21. Lloyd Robinson - Lavender Blue
22. The Harmonians - Come Running Back
23. Anderson's All Stars - Jump and Shout
24. Danny & Joe - Please Be Mine
25. The Beltones - I'll Follow You
26. The Eagles - Rudam Bam
27. Winston Groovy - Leaving Me Standing
28. Sprong & The Nyah Shuffle - Think

DISC THREE
INSTRUMENTAL GOLD
1. The Harry J Allstars - Liquidator
2. Lester Sterling & Stranger Cole - Bangarang
3. The Upsetters - Return Of Django
4. The Dynamites - John Public
5. Richard Ace - Hang 'Em High
6. Karl 'King Cannon' Bryan - Overproof
7. Ansel Collins & The Beverley's All Stars - Night Of Love
8. The Family Circle - Stagger Back
9. The Rudies - Wheels
10. Rico & Laurel Aitken Band - A Message To You
11. Sweet Confusion - Elizabethan Serenade
12. The Upsetters - Soulful I
13. Karl 'King Cannon' Bryan & The Harry J All Stars - Wha'pen
14. Anonymously Yours - Organism
15. George Lee - Music Box
16. Joe's All Stars - Hey Jude
17. The Rudies - Downtown Jump
18. Winston Wright & The G.G. All Stars - Flight 404
19. Drumbago & The Dynamites - Dulcemania
20. Don Drumond Junior - Tribute To Don Drummond
21. Lloyd Charmers - 5 To 5
22. Karl 'King Cannon' Bryan & The Jay Boys - Soul Special
23. Hugh Hendricks & The Buccaneers - To Each His Own
24. The Family Circle - By The Time I Get To Phoenix
25. Rico & The Rudies - The Bullet
26. The Beverley's All Stars - Double Shot
27. Roland Alphonso - A Thousand Tons Of Megaton
28. The Upsetters - Clint Eastwood

martedì, ottobre 27, 2026

Carlo Casale - Una vita dal vivo

Fa impressione pensare che Carlo Casale, prime mover della scena punk/new wave italiana, racconti i suoi "primi" cinquanta anni di attività nella scena musicale.

Dal punk degli Outkids del 1977, alla prestigiosa avventura con i Frigidaire Tango (il loro "The Cock" è una pietra miliare) fino al rock 'n' roll dei Vindicators.
A cui si sono aggiunte altre esperienze in ambiti sonori sempre diversi, sperimentali, elettronici, nel costante impulso di guardare avanti e cercare il nuovo.
Attitudine che ha permeato anche la parallela attività professionale di gestore di locali (il mitico "Shindy" di Bassano del Grappa, tra i tanti) e organizzatore di concerti.

Gli aneddoti sono ovviamente tantissimi, gustosi, divertenti, illuminanti su cosa significa (passando attraverso epoche diversissime) muoversi in un certo ambito, difficilissimo in Italia.
In mezzo il suo sguardo competente e autorevole su un mondo che cambiava e continua a farlo, fino alla classica scoperta del nuovo, attraverso gli ascolti dei figli.

Il libro è corredato da una folta raccolta di foto, locandine, poster, biglietti di concerti (migliaia quelli a cui ha assistito) e da un CD inedito di Charlie Out Cazale.

Curato da Luca Frazzi, è un ulteriore tassello cognositivo di un passato che ha dato tanto alla musica e cultura italiana ma non è mai stato valorizzato a sufficienza.

Carlo Casale
Una vita dal vivo
Interno4 Edizioni
410 pagine
25 euro

lunedì, ottobre 26, 2026

Domenico Paris - La spalla sinistra di Malcolm Young

E' davvero divertente il romanzo del giornalista/scrittore abruzzese che ci porta a fianco della band slease hard punk rock dei Beautiful Loserz, direttamente dalla provincia più profonda, che arriva improvvisamente alle soglie del successo con un imprevisto album di debutto, dopo aver abbandonato ogni speranza di notorietà.

Ne consegue un lungo tour italiano, costellato di imprevisti, sesso, droga, alcol e rock 'n' roll, aneddotiche varie, perfettamente e molto realisticamente riferibili a qualunque band che ha calcato i palchi per un po' di tempo.

Il tutto con abbondanza di dialoghi goliardici, dettagli di ogni concerto e relativa nottata successiva, illusioni, delusioni, psico drammi, estasi totale.
I rigori della vita reale ricondurranno il tutto a una prevista e temuta "normalità", lasciando però il gusto inafferrabile di un'esperienza che andava vissuta ad ogni costo.

Scrittura frizzante, esperienze attendibili, lettura godibilissma.

Domenico Paris
La spalla sinistra di Malcolm Young
Iride Edizioni - Rubbettino
Pagine: 590
Euro €26,60

venerdì, ottobre 23, 2026

Martin Freeman and Eddie Piller Present On The Corner

La premiata ditta Martin Freeman e Eddie Piller tornano a selezionare musica sopraffina per palati modernisti.

I 23 brani sono uno più bello dell'altro, rari, oscuri, spaziando dal soul, al funk, al jazz, da Julie Driscoll e Brian Auger all'immortale "7 Heurs du matin" di Jacqueline Taieb a "Big Time Operator" della Zoot Money Big Roll Band (uno dei migliori brani dei 60's in assoluto), allo spiritual funk di Doug Carn e ancora Ike Turner, Buddy Rich, Max Roach, Mandrill, perfino Santana.
Un lavoro certosino e, come sempre, di estremo buon gusto.

I dettagli qui:
https://acidjazz.co.uk/products/martin-freeman-eddie-piller-present-on-the-corner

giovedì, ottobre 22, 2026

Tecno Zaclén - The Art of Drilling Core. Rimini Teatro degli Atti 17 ottobre 2026

Foto: Riccardo Gallini

The Art of Drilling Core è uno spettacolo musicale/teatrale a cura di Tecno Zaclén (Pierangelo Caforio: elettronica / Mickey and the Mouses), Giovanni Tommaso Garattoni: designer e inventore della club-culture come Slego e Aleph e Roberto Russo: sperimentatore ed ex Boohoos) andato in scena al Teatro degli Atti, nell'accogliente e affascinante centro di Rimini (da cui mancavo da tempo e che ho trovato davvero stupenda, dove vivrei volentieri), all'interno della rassegna Percuotere la Mente, la sezione contemporanea della Sagra Musicale Malatestiana.

A dare una mano Rita ’Lilith’ Oberti (Not Moving), la fisarmonica di Giordano Giannarelli, le chitarre di Alfredo Ferrucci (Mickey and the Mouses) e Paolo ’Pedro’ Pedretti, la poesia di Paolo Nessuno e l’impatto visivo curato da Carmine ’Deep’ Stellaccio.

Una performance che fotografa l'incontro ibrido tra tecno(logia) spinta e tradizione folk romagnola, poesia, ballo liscio, elettronica (con citazione visiva ai Kraftwerk).
Spettacolo breve, immediato, urgente, dall'approccio e attitudine punk, originale, unico, teatro pieno, applausi e apprezzamento unanime.
Attendiamo tante repliche.

https://www.facebook.com/reel/1465237842177015

mercoledì, ottobre 21, 2026

Alex Loggia - Tina / Intervista ad Alex Loggia

Secondo capitolo di una trilogia, iniziata con "Leo e Zoe" (https://tonyface.blogspot.com/2025/05/alex-loggia-leo-e-zoe-storia-di-un.html) che esplora, sapientemente, le pieghe delle modifiche caratteriali adolescenziali, alla costante ricerca di un senso di identità e di appartenenza, che Tina trova nella scena mod, in cui si saprà ritagliare un profilo sempre più saliente e di primo piano.
Lo farà attraverso un viaggio interiore e uno fisico, in Lambretta, verso Londra.
In mezzo mille riferimenti reali alla scena mod italiana e torinese, in particolare, degli anni Novanta.

La cosa che cercava quando aveva dieci anni non era una musica, né un vestito, né uno scooter.
Era quella precisa sensazione di stare dentro le cose insieme ad altri.
E quella sensazione non aveva passaporto.
Parlava tutte le lingue.


Il libro è un notevole passo avanti, rispetto all'esordio, di Alex Loggia (compositore, musicista, produttore, ex chitarrista degli Statuto) in qualità di scrittore.
La narrazione è più pulita, diretta, poetica, con tratti filosofici che colgono al meglio la personalità della protagonista.
Emozionante la prefazione di Lele Catale.
Il finale a sorpresa rende il libro ancora più interessante e piacevole.

Alex Loggia
Tina
230 pagine
21 euro


INTERVISTA A ALEX LOGGIA

Quando hai pensato di scrivere un romanzo (“Leo e Zoe”, a cui è seguito questo)? Da cosa è partita quell’esigenza?
In realtà, inizialmente avevo pensato di scrivere la mia autobiografia, ma poi mi sono detto che probabilmente a nessuno sarebbe interessato leggere la storia della mia vita.
Così ho pensato di raccontarla in un altro modo, mettendo un po’ di me dentro un romanzo.
È nato così Leo e Zoe, una storia di fantasia nella quale però ci sono molte delle amicizie, delle esperienze, dei luoghi e delle situazioni che ho vissuto in quegli anni. Non volevo semplicemente raccontare quello che mi era successo, ma soprattutto ricreare le atmosfere della Torino degli anni Ottanta, quando la musica, le amicizie e il senso di appartenenza a un determinato mondo erano una parte fondamentale delle nostre vite.
In fondo credo che scrivere questo romanzo sia stato anche un modo per tornare a quegli anni, ritrovare persone e sensazioni che, nonostante il tempo passato, non mi hanno mai abbandonato.
Naturalmente, mescolando ricordi e fantasia, perché alla fine quello che volevo scrivere era un romanzo, non un libro di memorie.

Quando hai scritto “Leo e Zoe” avevi già pensato a una trilogia o l’idea è arrivata dopo?
Assolutamente no.
Quando ho cominciato a scrivere Leo e Zoe non avevo affatto pensato a una trilogia.
L’idea era semplicemente quella di raccontare una storia che avesse un inizio e una fine.
Dopo la pubblicazione, però, molti lettori hanno cominciato a chiedermi se ci sarebbe stato un seguito e questo mi ha fatto riflettere sulla possibilità di scrivere un altro romanzo. Pensandoci, mi sono reso conto che c’erano ancora tante cose che avrei potuto e voluto raccontare, tante storie e situazioni che non avevano trovato spazio nel primo libro.
Da lì è nata l’idea di Tina, ma non volevo scrivere semplicemente il seguito di Leo e Zoe. Mi interessava raccontare quegli stessi anni attraverso gli occhi di un altro personaggio, con una vita e un percorso completamente differenti, ma che in qualche modo finisse per incrociare quel mondo.
È stato proprio mentre prendeva forma questa seconda storia che ho cominciato a pensare a una trilogia, tre romanzi che potessero essere letti indipendentemente, ma che fossero legati tra loro da personaggi, luoghi e situazioni.

Sottolinei spesso nel romanzo il concetto di “appartenenza”.
Quando hai abbracciato l’etica e l’estetica Mod, avresti mai pensato di ritrovarti decine di anni dopo, adulto, con figli, ancora così dentro a questo mondo?

Sinceramente no, ma credo che quando hai sedici o diciassette anni sia difficile immaginare come sarà la tua vita quarant’anni dopo. A quell’età è normale sperimentare, avvicinarsi a diverse culture giovanili, cercare qualcosa in cui riconoscersi.
Io, ad esempio, prima di diventare Mod ho frequentato per un periodo quelli che allora chiamavamo freak, sballoni, bajosi, insomma, i ragazzi che ascoltavano musica afro.
Poi ho scoperto il mondo Mod e ho capito che era quello giusto per me. La musica, l’abbigliamento, gli scooter, ma soprattutto uno stile di vita nel quale mi riconoscevo completamente.
In realtà non credo ci siano troppe spiegazioni da dare.
Sei Mod e basta.
Senti che quello è il tuo mondo, che quello stile di vita ti appartiene, e continui a viverlo senza nemmeno starci a pensare troppo. Non è qualcosa che devi sforzarti di mantenere vivo, fa semplicemente parte di te.
Naturalmente anche aver fatto parte degli Statuto, ha contribuito a rafforzare ulteriormente questo legame. Attraverso la musica ho avuto la possibilità di vivere ancora più intensamente quella cultura, di conoscere persone, condividere esperienze e sentirmi parte di una realtà che andava ben oltre la mia città.
E poi c’è il fatto di avere accanto una moglie che appartiene allo stesso mondo, cosa che rende tutto ancora più naturale.
Non ho mai dovuto scegliere tra la mia vita da adulto, la famiglia e l’essere Mod, perché sono tutte cose che convivono perfettamente.
Come dice Paul Weller, «You can bury me a Mod».
Credo che questa frase riassuma abbastanza bene il concetto.

“Una cosa bella quando finisce deve già respirare dentro quella successiva”, scrivi nelle ultime righe. Oltre al terzo romanzo, quale sarà la successiva?
Credo che quella frase rappresenti abbastanza bene il mio modo di essere.
Ho sempre bisogno di avere qualcosa a cui pensare, un progetto da realizzare, un’idea da sviluppare. Non sono mai stato particolarmente bravo a stare fermo e spesso, mentre sto ancora lavorando a qualcosa, comincio già a pensare a quello che potrei fare dopo.
Chi mi conosce e mi segue sa che negli anni ho dato vita a numerosi progetti musicali, anche molto diversi tra loro, non ultimo MODS, lo spettacolo musical-teatrale che abbiamo realizzato insieme.
Oltre al terzo romanzo, che andrà a chiudere la trilogia iniziata con Leo e Zoe, in questo momento sto lavorando a un nuovo progetto musicale che prevede la pubblicazione di alcuni brani Northern Soul.
Per ora, però, preferisco non svelare troppo, anche perché è ancora tutto in fase di sviluppo.
Diciamo soltanto che la voglia di fare musica e di sperimentare nuove cose non mi è mai passata.

Infine: da musicista professionista, come vedi il futuro per chi ha scelto questo cammino, in Italia?
Non è una domanda facile, soprattutto per chi, come me, fa questo mestiere da tanti anni e ha visto cambiare profondamente il mondo della musica.
Oggi, grazie alla tecnologia, è molto più semplice produrre e distribuire la propria musica, ma paradossalmente è diventato molto più difficile riuscire a viverci.
In Italia, poi, il musicista spesso non viene nemmeno considerato un vero lavoratore, dimenticando che dietro a quello che fa ci sono anni di studio, sacrifici e professionalità.
Il talento certamente non manca, ma ho l’impressione che ci sia sempre meno spazio per chi ce l’ha e sempre più per chi ha le conoscenze giuste o i soldi per comprarsi la visibilità, a volte persino le visualizzazioni.
Riprendendo un concetto espresso da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, chi oggi decide di intraprendere questa carriera deve mettere in conto anche la possibilità di non farcela.
È brutto da dire, ma credo sia giusto essere realisti.
Questo non significa che non si debba provarci, anzi.
La musica deve nascere prima di tutto da una passione autentica, dalla voglia di esprimersi e di avere qualcosa da raccontare, indipendentemente dal successo che si riuscirà a ottenere.

martedì, ottobre 20, 2026

Luca Lezziero - I due sogni

Vincitore della sesta edizione del Premio letterario "Guido Rossa" (istituito da Spi Cgil e LiberEtà) "I due sogni" è un racconto di Luca Lezziero, perfetta fotografia di un'epoca passata (ma che si ripropone con altri codici e modalità, forse ancora più che in passato, anche ai nostri giorni), in cui il concetto di classe sociale andava a determinare scelte di vita ben precise (mischiare differenti "ceti sociali" non era indicato né auspicato).

Le dinamiche operaie e borghesi degli anni Settanta, mettono la protagonista Gigliola di fronte alla necessità di scegliere tra due opzioni, l'amore sincero e diretto per il lavoratore del sud e un futuro economicamente e socialmente agevole con un ricco rampollo del nord (in un'epoca in cui il divario geografico era forte e sentito).
La scelta finale sarà dolorosa.

Scritto bene, scorrevole, intrigante.
Premio più che meritato.

domenica, ottobre 18, 2026

Mollie Marriott

Recentemente è uscito un album di Rick Wakeman (il trionfo del prog e del kitsch, nonostante ottime prove con i primi Yes e David Bowie, tra le tante), in cui risalta la presenza vocale di MOLLIE MARRIOTT.

Figlia di Steve Marriott, scomparso prematuramente quando lei aveva 12 anni. È stata poi cresciuta dal patrigno, sposatosi con la madre, Manon Piercey, il cantante e chitarrista rock & roll Joe Brown (intimo amico di George Harrison con cui ha collaborato in "Gone Troppo" e "Brainwashed").
Da sempre nell'ambiente musicale, ha intrapreso le strade del padre e del patrigno fin dalla tenera età.

Mio padre mi faceva ascoltare Ray Charles ed era qualcosa che sentivo profondamente affine alla mia anima. Sono sempre stata attratta da quei riff di chitarra graffianti e da quel modo di cantare. Ho sempre amato il fatto che, nel blues delle origini, la stessa frase venisse ripetuta all'infinito: eppure funzionava, riuscivi a sentirla davvero.

Io e la mamma lo accompagnavamo (Steve Marriott) spesso in tournée; ricordo che mi rannicchiavo accanto ai suoi amplificatori Marshall e mi addormentavo. Lui mi faceva sempre sedere sulle sue ginocchia e suonava il pianoforte insieme a me.

Quando conosce Liam Gallagher ha l'opportunità di fare i cori in "Heathen Chemistry" degli Oasis, collaborando poi con Mick Hucknall e gli Who, partecipando alla reunion dei Faces nel 2015 e nel 2016, ha condiviso il palco con Robert Plant e Mark Knopfler in occasione dei festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno di Bill Wyman, bassista fondatore dei Rolling Stones.

Nel 2017 ha inciso il suo unico album solista "Truth Is A Wolf", a cui partecipa anche Paul Weller alla chitarra e all'Hammond, un lavoro cantato molto bene con una voce souleggiante, al servizio di canzoni pop rock, con qualche risvolto funk.

sabato, ottobre 17, 2026

Not Moving - That's All Folks!

Un anno fa, il 17 ottobre 2025, usciva "That's All Folks!" pubblicato da LaPOP Music e La Tempesta, l'ultimo album in studio dei Not Moving.

Ci ha dato tantissime soddisfazioni, un'ampia esposizione mediatica (grazie anche al lavoro certosino di Sfera Cubica) e la possibilità (pressoché totalmente autogestita) di suonare una trentina di date (alcune delle quali ancora da completare nei prossimi mesi).

Anche le vendite, in questi tempi grami, sono state più che soddisfacenti.
Contemporaneamente le suddette etichette hanno provveduto a digitalizzare tutto il repertorio dei Not Moving, ora a disposizione gratuita nelle principali piattaforme.

Siamo felici e contenti, ringraziamo tutte e tutti coloro che ci hanno aiutato, seguito e, sinceramente, appoggiato.

Keep On Keepin On!

Not Moving su Facebook:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100051397366697

Not Moving su Instagram
https://www.instagram.com/not_moving_ltd/

Not Moving "But It's Not"
https://www.youtube.com/watch?v=Foxxqa8ouR0&list=RDFoxxqa8ouR0&start_radio=1

Appuntamenti

Sabato 17 ottobre Tecno Zaclén al Teatro degli Atti di Rimini nell'ambito di Percuotere la Mente 2026, presentando lo spettacolo "The Art Of Drilling Core".
Featuring Rita "Lilith" Oberti.
Mercoledì 21 ottobre alle ore 18,30 la libreria Fahrenheit 451 organizza presso Vox music lounge, in via Legnano a Piacenza, la presentazione del libro “Black Beauty. Storie di musica nera”, edito da Low.
Parteciperà l’autore Nicola Gaeta, critico musicale e conduttore radiofonico in dialogo con Antonio Bacciocchi e Enrico Forelli.
Una nuova notte dedicata alle zone sonore più oscure e polverose, al lato inquieto e obliquo della musica.
Garage, rock'n'roll, dark blues e Americana incontrano il jazz fumoso dei club notturni, le voci da crooner, le chitarre della frontiera e atmosfere sospese tra deserto, palude e metropoli.
Un territorio sonoro irregolare e narrativo, dove il blues si fa più scuro, il rock perde i suoi confini e la notte diventa parte della musica. Suoni ruvidi e seducenti, storie di strada, melodie crepuscolari.

THE THREE BLIND MICE
Swamp, surf, noir, con Berlino sullo sfondo. La band ha appena pubblicato "Highway Ghosts", singolo e video presentati da Rolling Stone Italia, che anticipano "Dust and Ashes", il nuovo album in uscita a fine anno per la svedese Beluga Records, prodotto da Lory Muratti.

NOT MOVING
Dal 1982 una delle formazioni fondamentali del garage punk italiano. Rita Lilith Oberti, Dome La Muerte e Antonio Bacciocchi portano a compimento una storia lunga oltre quarant'anni con "That's All Folks", ultimo lavoro. Un disco che parte dal blues e attraversa punk, psichedelia, Gun Club, Cramps, The X, Rolling Stones e Bo Diddley, fino a chiudersi con Not Moving dei DNA di Arto Lindsay, il brano da cui la band prese il nome.

KIM SALMON'S SMOKED SALMON
Kim Salmon torna con "Totally Sick!!", un album ruvido, ipnotico e sorprendentemente groovy, fatto di chitarre che stridono e sferragliano e rumore dosato con precisione. Fondatore degli storici Scientists, protagonisti di quel suono che avrebbe anticipato il grunge, membro dei Beasts of Bourbon e fondatore dei Surrealists, Salmon continua a produrre rock'n'roll inquieto, fisico e senza tempo.

venerdì, ottobre 16, 2026

Stefano Marullo - Ramones

In occasione del secondo compleanno di arghía(www.arghia.it) – rivista stanca di cultura - viene pubblicato, in tiratura limitatissima di 50 copie, un libretto (in senso letterale: 9x15cm di grandezza) dedicato ai RAMONES (scaricabile gratuitamente dal sito).

Nelle 23 pagine non ci sono particolari novità o rivelazioni rispetto a quanto già ben conosciamo sulla band, se non la sottolineatura di quanto sia stata "la più grande e più sfortunata punk band della storia".
Effettivamente, rispetto al culto generato intorno al gruppo, le soddisfazioni economico/commerciale non sono mai state abbondante, spesso frutto di scelte errate.

Una pubblicazione che i collezionisti e fan della band non potranno ignorare.

https://www.arghia.it/ramones-il-libro/
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