martedì, aprile 28, 2026

Paul Weller - Weller At The BBC Vol.2

Torna il super prolifico PAUL WELLER con il secondo volume delle sue apparizioni alla BBC (il primo uscito nel 2008 con registrazioni dal 1990 al 2008). Contiene 48 canzoni (dal 2008 al 2024), che, come sempre, spaziano liberamente e senza particolari vincoli tra Jam, Style Council (tre brani ognuno), la discografia solista (sono diciotto i suoi album in studio) e alcune cover scelte con la consueta cura da grande fan musicale.
Da Days dei Kinks, Time Of The Season degli amati Zombies, un brano di Eddie Floyd a suggello della sua passione per la black music, un sorprendente omaggio a Billie Eilish con What Was I Made For?, una canzone di Denny Laine.
Un ottimo lavoro, si ascolta con immenso piacere, grazie anche alle scelte sempre molto accurate e mai banali.

Emerge quanto il livello compositivo ed emozionale più alto arriva dalle canzoni più vecchie e classiche, sia per una questione meramente nostalgica ma, altrettanto, perché probabilmente il meglio come scrittura lo ha dato tempo fa, continuando poi a fare dischi più che dignitosi ma raramente all'altezza del fulgido passato.

DISC ONE
Si parte con molta dolcezza e quiete con "Gravity" da "True Meanings" per poi sorprendere con "What I made For" di Billie Eilish (che ha scoperto grazie a una figlia che l'ascoltava a ripetizione, trovando la canzone meravigliosa).
Bellissima versione con lap steel, pianoforte e batteria, avvolgente e suadente.

Curiosa e ben riuscita anche la scelta di "One Bright Star" (certo non un capolavoro) da "22 dreams", in versione molto più veloce e ritmata con arrangiamento di archi e di "That Pleasure" da "Fat Pop vol.1" molto energica e jazzy.

"From the Floorboards up" (da "As Is now") è uno dei suoi migliori brani solisti, super elettrica e alla Jam. Versione perfetta.
"Woo See Mama" (da "A kind of Revolution")è un grande e arrembante brano rock soul che trova energia e potenza anche in questa chiave semi acustica.
Assume un'altra veste "Aim High" da "Wake Up the Nation" con solo chitarre acustiche arpeggiate che fa un po' rimpiangere la versioine originale.
"Odessey and Oracle" degli Zombies è stato indicato spesso da Weller come il suo album preferito di sempre. Prende da qui "Time Of the Season", in chiave acustica, riuscendo a darle nuova vita, pur non raggiungendo il groove della band di Rod Argent.

Caotica la già non irresistibile "Drifters" dall'altrettanto scarsino "Sonik Kicks". Trascurabile.
Meglio "Pieces of a Dream" da "Wake Up the Nation", più veloce e psichedelica, quasi Doorsiana, "Movin On" da "True Meanings" di ampio respiro e una rauca e ruvida "That Dangerous Age" ancora da "Sonik Kicks".
Poco da fare e da dire quando esplodono in sequenza "Start!" e "Shout To The Top" registrate nel febbraio 2024 alla BBC Scotland, The Quay Sessions at Alhambra, Dunfermline. Splendide, rivisitate alla perfezione.
Bene "Going My Way" da "Saturn Patterns" e commovente chiusura del primo disco con una sentita ripresa di "Days" una delle più belle canzoni dei Kinks.

DISC TWO
Buona "Rise Up Singing", anonima "Flying Fish", entrambe da "66", dimenticabile "When Your Garden's Overgrown" da "Sonik Kicks", sempre stupendo il groove Northern Soul di "No Tears To Cry" da "Wake Up the Nation", una delle migliori composizioni del Weller solista, durissima "Wake Up the Nation" dall'omonimo album del 2010.
Piano, archi e voce per "Invisible" (da "22 Dreams"), senza lode né infamia "Village" da "On Sunset", "The Cranes Are Back" da "A Kind of a Revolution", "Fat Pop" dall'omonimo album.

Cresce il ritmo nella discreta "Dragonfly" e in "Around The Lake"(entrambi da "Sonik Kicks"). Si torna al passato remote e il livell osi alza nella sempre più che ottima "Foot Of The Mountain" da "Wild Wood".
Arriva poi una cover di "I've Never Found a Girl (To Love Me Like You Do)" di Eddie Floyd (dal suo secondo album del 1960, scritta con Booker T.).
Si sente e comprende bene chi ha il soul nel sangue. Grande interpretazione, ottimo arrangiamento.

Ancora soul, molto contaminato da sferzate rock, in "Have You Made Up Your Mind" da "22 Dreams".
Ancora "Sonik Kicks" con "The Attic", "White Horses" da "Fat Pop" e un salto negli Style Council con "Have You Ever Had It Blue", sempre di grande classe e raffinatezza.

DISC THREE
La lugubre "Aspects" da "True Meanings" apre il terzo album.
Inaspettata "Rip The Pages Up" estratta dalla compilation di rarità "Will Of The People" del 2022, formidabile soul funk che avrebbe meritato maggiore visibilità.
"Cosmic Fringes" apriva con vigore "Fat Pop" e fa ancora una bella figura, "Sea Spray" (da "22 Dreams") passa senza colpo ferire mentre "Boy About Town" da "Sound Affects" dei Jam in veste acustica (con la London Metropolitan Orchestra & Hannah Peel) ti mangia l'anima per quanto è ancora bella.

Da "Saturn Patterns" arriva il roboante quasi grunge di "White Sky".
Ed ecco "Eton Rifles" super elettrica e durissima che spacca tutto.
Cala poi (troppo) la tensione con "I Woke Up" da "66".
Lievissima, quasi eterea, sempre epica, "Wild Wood".
Lo stesso non si può dire della trascurabile "Burn Out" da "66". Poi quella volta che Paul fece il verso a Iggy Pop in "Saturn Patterns" con "Long Time". Buona canzone.

Dallo stesso album la soffice e notturna "These City Streets", piccolo gioiello dimenticato. "Say You Don't Mind" è un altro esempio della passione di Weller per le gemme nascoste. E' il singolo d'esordio di Denny Laine nel 1967, poi ripresa dagli Episode Six, portato al successo da Colin Blunstone degli Zombies nel 1971 e infine proposta qualche volta dal vivo nel tour 72/73 degli Wings (tra le poche canzoni che non cantava Paul McCartney).
Si chiude con il classico "My Ever Changing Moods" (Style Council), versione appena sufficiente, registrata maluccio e con uno degli capolavori solisti di Paul "Broken Stones", unica concessione a "Stanley Road".

Per i Welleriani hardcore ci sono 6 cover, 4 brani ciascuno da "66", "Sonik Kicks", "Fat Pop", "22 Dreams", 3 canzoni da "Saturn Patterns", "True Meanings" e "Wake Up the Nation", 1 da "As Is Now", "A Kind of Revoltion", "On Sunset", "Wild Wood", "Stanley Road", "Will Of the people.

lunedì, aprile 27, 2026

Fourth Sensation /The Pleasure Machine

I Fourth Sensation sono stati un supergruppo ante litteram (i componenti diventeranno famosi in seguito) composto da Vince Tempera alle tastiere, Ares Tavolazzi alla chitarra (passerà al basso con gli Area), Ellade Bandini alla batteria, Angelo Vaggi al basso.
Autore dei brani (probabilmente come prestanome) il trombettista Max Catalano dei Flippers poi diventato il popolare "Filosofo dell'ovvio" nella trasmissione di Arbore "Quelli della notte".
Nel 1970 incidono l'unico, omonimo, album della carriera (i nomi non compaiono sulla copertina ma i personaggi sono identificabili nelle foto sul retro) a base di una potente miscela di Hammond sound, psichedelia, funk, rock blues, tutto strumentale.
Le composizioni sembrano frutto di jam session in studio più che di brani ben strutturati.
Un buon lavoro, in cui si apprezza la tecnica degli strumentisti e tanta energia esecutiva.
L'album ha avuto a lungo quotazioni altissime, fino alla ristampa della Cinedelic nel 2017.

La band in realtà opera anche con il nome di The Pleasure Machine (a cui collabora il chitarrista Gigi Rizzi, già nei Califfi di Clem Sacco e che suonerà con Guccini, Giganti, Venditti, Lauzi, Mia Martini, Toto Cutugno, Al Bano e Romina Power).

L'esordio è sempre nel 1970 è con il 45 giri "Ballad of easy rider" / "The Pleasure Machine" con un altro nome: Vince Tempera e la Macchina del Piacere.
Carina la versione del brano dei Byrds, sul retro uno strumentale jazz funk velocissimo.
Il successivo 45 con una versione fotocopia di "The Long and Winding Road" dei Beatles non dice granché come d'altronde lo sdolcinato pop di "Fuoco di paglia" del singolo successivo del 1971 (meglio il retro strumentale, "Express 9:15", un ossessivo groove funk rock).

La band suona in "L'isola non trovata" di Francesco Guccini di cui coverizzano "Asia" in una versione soul prog con sezione fiati e un grande groove.
Sul lato B una versione italiana di "Friends" di Elton John, intitolata "Amici" di cui esiste anche un video:
https://www.youtube.com/watch?v=mOFJw4JueZY

La carriera discografica si chiude con una reinterpretazione del tema di Gato Barbieri de "L'ultimo tango a Parigi" dopo di che il gruppo si scioglie (pur se i membri continueranno a collaborare), non prima di avere suonato nello storico "Terra in bocca" de I Giganti.
A complicare la storia c'è un album inciso da Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Ellade Bandini nel 1970 accreditato a Vince Tempera & La Macchina Del Piacere, ristampato poi nel 1980 come Vince Tempera - Pleasure Machine.

Lavoro molto particolare e godibile con versioni jazzate, intrise di funk, di "Rain" (bellissima), "Ticket to Ride" (ottima, in chiave fusion) e "Let It Be" (bruttina) dei Beatles, una tiratissima "Mas Que Nada" pianistica, "Lay lady lay" di Dylan e la conclusiva, autografa, breve e swingata ma piena di stile, "Sexual Resolution".

domenica, aprile 26, 2026

Classic Rock

Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK intervisto Giuseppe Pionca a proposito del tributo a "Rane'n'roll" di Joe Perrino & the Mellowtones (https://tonyface.blogspot.com/2026/03/aavv-ranenroll-reloaded.html).
Recensisco anche il disco, gli Elle, Bruce Sudano, i Casualties, il libro di Paul Weller "Through the fire".

sabato, aprile 25, 2026

25 aprile 2025

Con Vittoria Rossi ho compilato per www.radiocoop.it una lista di brani dedicati al 25 aprile, la Liberazione dal fascismo, la Resistenza.

https://open.spotify.com/playlist/5ukcjhOVGhHM02DuggLOlK?si=9ba40422b9784cd5&pt=cf731604563248976455513cdfaa73df

Marc Ribot, Tom Waits - Bella Ciao
Leonard Cohen - The Partisan
Letizia Fuochi, Chiara Riondino - Silenzio e cammino
Enzo Jannacci - Sei minuti all'alba
Milva - 25 aprile 1945
I Gufi - Non maledire questo nostro tempo
Vinicio Capossela - 25 aprile
CSI - Linea Gotica
Offlaga Disco Pax - Sequoia
Ustmamò - Siamo i ribelli della montagna
Appino - La Festa della Liberazione
Gabriella Ferri - Via Rasella
Il Teatro degli Orrori - Compagna Teresa
Stormy Six - Dante Di Nanni
Marc Ribot, Meshell Ndegeocello - The Militant Ecologist
Yves Montand - Le Chant Des Partisans
Mercedes Sosa - Se Equivocò La Paloma

venerdì, aprile 24, 2026

AthletiQuillo - Abbecedario Pallonaro

AthletiQuillo è un collettivo formato da professori universitari, viaggiatori, uomini d’affari, burattinai, attori e osti. Scrive ricordando il Grande Torino e l’Honved di Puskás, il Celtic tra il 1965 e il 1974 e l’Arancia Meccanica olandese, il Corinthians di Sócrates e il Napoli di Maradona. Scrive con la testa e con il cuore. Scrive con le mani sporche di tinta, Guinness e Malvasia.

Ci si diverte molto per ritrovarsi anche immersi in un mare di nostalgia, a scorrere le pagine di questo libro, scritto a più mani da appassionati di "quel calcio là".

I nomi di cui si parla tornano alla memoria da un infinito passato, da quello più recente (Hidetoshi Nakata o Taribo West), ai tempi che furono (Giovanni Lodetti, Mario Kempes con la sua triste storia mai iniziata con il Fiorenzuola, Luis Silvio Danuello, Edmundo o Robin Friday), fino a nomi dimenticatissimi o ignoti come Vasilis Chadzipanagis, Rocco Pagano o Carlos Henrique Raposo che fece passare fior di squadre brasiliane senza mai scendere in campo una sola volta.

Scrivono tutti molto bene e con leggerezza, le pagine volano e il lettore rimane soddisfattissimo (con un pizzico di malinconia).

AthletiQuillo
Abbecedario Pallonaro
Garrincha Edizioni
200 pagine
17 euro

giovedì, aprile 23, 2026

Dave Mason

La recente scomparsa di DAVE MASON, parziale anima dei primi Traffic, collaboratore di Jimi Hendrix, Wings, George Harrison, Fleetwood Mac, Eric Clapton e tanti altri), ci porta al suo esordio solista del 1970.

Al suo fianco membri di Derek and the Dominoes, Delaney and Bonnie, Jim Capaldi dei Traffic alla batteria, Rita Coolidge e una stampa originale molto curata e particolare.

Un disco tipicamente espressione del tempo, a cavallo tra Sessanta e Settanta, con retaggi del decennio precedenti e il mix di soul, folk, rock e blues dei primi anni di quello nuovo. "World In Changes" potrebbe tranquillamente stare su uno dei primi dischi dei Traffic (manca solo la voce di Steve Winwood), "Only You Know and I Know" e "Waitin' On You" hanno un passo tra Stones, tardi Small Faces e Humble Pie, in "Shouldn't Have Took More Than You Gave" viaggia nel migliore rock soul blues.
Un lavoro ancora molto gradevole da ascoltare per ricordare un eccellente musicista autore per i Traffic di due gioielli come "Hole in My Shoe" e "Feelin' Alright?"

mercoledì, aprile 22, 2026

Miles Davis said

“Molte persone mi chiedono dove stia andando la musica oggi.
Credo che stia andando verso frasi (musicali) brevi.
Se ascoltate, chiunque abbia un po' di orecchio può sentirlo.
La musica è in continua evoluzione.
Cambia a causa dei tempi e della tecnologia disponibile, dei materiali con cui sono fatte le cose, come le auto di plastica invece che di acciaio.
Quindi, quando sentite un incidente oggi, il suono è diverso, non c'è più tutto quel metallo che si scontra come negli anni Quaranta e Cinquanta.
I musicisti captano i suoni e li incorporano nel loro modo di suonare, quindi la musica che creano sarà diversa.”


Miles: The Autobiography (1990)

martedì, aprile 21, 2026

La solitudine del sessionman

Dice Ellade Bandini (batterista con Guccini, Mina, Vecchioni, Paolo Conte, De André e mille altri):
Essendo svincolata dall'obbligo di adeguarsi alle mode e alle sonorità del momento, la canzone d'autore dagli anni Settanta in poi ha dato a vari sessionmen italiani la possibilità di rendersi riconoscibili presso un pubblico più attento e curioso, abituato a leggere i crediti specificati all'interno di un disco: produzione, studio di registrazione,, autori, ospiti e musicisti.

Un mondo lontanissimo.

lunedì, aprile 20, 2026

Cresce la vendita del vinile in Italia

La vendita di dischi in vinile continua a crescere in Italia.

I dati del Report Fimi 2026 confermano infatti una crescita solida che nel 2025 ha generato 54,8 milioni di dollari di ricavi, segnando un incremento del +24% rispetto all'anno precedente.

Nel 2008 - anno di inaugurazione del Record Store Day - il formato in Italia valeva 1,9 milioni di dollari: in poco più di quindici anni, ha quindi registrato una crescita superiore al +2.780%, moltiplicando il proprio valore di quasi 29 volte e passando da mercato di nicchia a protagonista del segmento fisico.

Alla base di questa evoluzione - segnala la Federazione dell'industria musicale - c'è soprattutto il contributo dei superfan, una fascia di pubblico che vive la musica come strumento identitario e relazionale. Una categoria di consumatori che in Italia è pari al 12% del totale, a sostenere sia la domanda di vinili - con una particolare predilezione per l'acquisto di edizioni speciali e prodotti da collezione - sia la crescita dell'intero segmento fisico, che nel 2025 ha raggiunto quota 84,2 milioni di dollari (+21,9%).

Il vinile si afferma sempre più come un oggetto culturale, capace di rafforzare il legame tra artista e fan e di trasformare l'ascolto in un fenomeno esperienziale.

Fonte: ansa.it

sabato, aprile 18, 2026

Not Moving in concerto

NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour
Sabato 25 aprile: Savona "Fortezza del Priamar"
Venerdì 15 maggio: Bologna “Eufonica Festival”

A seguire nell'immediato:

Mercoledì 27 maggio: Genova “Giardini Luzzati”
Sabato 20 giugno: Livorno “Surfer Joe”
Venerdì 10 luglio: Bologna "Frida"
Sabato 11 luglio: Brugherio (Milano) "Increa Festival @ Masnada"
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