lunedì, giugno 29, 2026

Wild Billy Childish & CTMF + The Mummies @Festival Beat 2026

Foto di Mummies e Billy Childish di Andrea Amadasi.

Il Festival Beat rinasce dalle sue ceneri a cui tanti l'avevano già (perfidamente) condannato e si ritrova in quel di Cremona, lasciando la ormai storica sede di Salsomaggiore.
Guadagnandoci.

La città lombarda ("di là da Po" come diciamo noi dirimpettai emiliani) è un piccolo gioiello architettonico, vivibile e accogliente, il luogo del Festival, le COLONIE PADANE, uno stupendo spazio di rara bellezza e suggestione.
Fondate nel 1915 come colonia elioterapica e nel 1922 trasformata in luogo per ospitare centinaia di bambini per terapie di bagni di sole.
In epoca fascista poi, Roberto Farinacci, ras di Cremona, la fece diventare “Colonia Regina Margherita di Savoia e balilla Roberto Farinacci”, una struttura centrale a forma di grande nave immersa in un vasto parco di quasi 60 mila metri quadrati ricco di essenze padane, piscinette e laghetti per formare la gioventù cremonese secondo i dettami fascisti in merito a salute, cultura e comportamenti.

Hanno fatto anche cose buone...

Le cronache raccontano di uno spettacolare set di Jon Spencer il venerdì sera.

Il sabato, avvolti da una calura difficilmente tollerabile, si apre con la presentazione, in piazza Roma, del mio libro su Keith Moon e di quello di Enrico Lazzeri "Ballare nella catastrofe" con Gino Delledonne moderatore. Tanta gente, tanta attenzione, tante suggestioni e considerazioni filosofico/poetiche.
Bei momenti davvero.

Si passa in riva al Po alle Colonie.
Tanta gente ad applaudire il rude anticipo di Reverend-Beat Man & Milan Slick.

Wild Billy Childish & CTMF spazzano via tutto.
Suono ruvido, crudo, chitarra/basso/batteria come i primi Kinks con la voce di Jason Williamson degli Sleaford Mods, garage beat 100% Brit, sempre storti, a volte scordati e imprecisi, perfetti!
A un certo punto suonano "You Are Forgiven", uno dei "movimenti" della mini opera degli Who "A Quick One While He's Away" ed è puro genio, qualcosa che connota fino in fondo il mondo di Billy Childish, dai Milkashakes ad oggi, con in mezzo cento altri gruppi.
Ci infilano anche "Fire" di Jimy Hendrix ed è fighissima.
Quello che risalta è l'unicità di questo suono, tanto banale quanto irripetibile e inimitabile.

I Mummies sono i Mummies, né più né meno.
Garage/surf/punk veloce e grezzo, tiratissimo.
Consueto sfoggio di evoluzioni "ginniche" con tastiere sulle spalle etc. Che siano i Devo del garage punk è confermato anche dalla cover (riuscita) di "Uncontrollable Urge" della band di Akron.
Chiudono improvvisamente dopo una quarantina di minuti.
Promettono di tornare ma la serata si ferma lì.
C'è chi mormora di uno scazzo tra di loro, chi apprezza la brevità punk, chi la guasconeria e l'ironia.
Va bene così.

Si gira tra i numerosi e ricchi banchetti, si incrociano mille persone conosciute e meno.
Organizzazione, come sempre, impeccabile (c'è chi mugugna per il prezzo ma quello é, il costo della vita è un attimino diverso dal solito, anche per chi gestisce. Se non va bene non andateci o organizzatene uno voi a metà costo).

domenica, giugno 28, 2026

Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "Stereo Blues Vol.1: Punk Collection”

Prosegue il processo di digitalizzazione del repertorio di Lilith (Lilith-rita Oberti) e Lilith and the sinnersaints a cura di LaPOP Music.

Il 21 ottobre del 2013 esce “Stereo Blues Vol.1: Punk Collection”, inteso originariamente come il primo episodio di una serie di omaggi che Lilith and the Sinnersaints volevano tributare alla radici del proprio sound.

I quattro brani contenuti nell’EP sono un personale omaggio al PUNK di fine anni 70, la prima colonna sonora delle giornate che l’allora 15enne Lilith-rita Oberti spendeva tra il gruppo dei tempi, i Not Moving, e la scuola.
Brani come “See no evil” dei Television e “(I’m) Stranded” dei Saints giravano nelle cassette che ci si scambiava alla scoperta del nuovo sound.
Poi venne l’hardcore punk e gruppi come Bad Brains (omaggiati con una versione blues del loro classico “Sailin on”) mentre i Clash cercavano nuove strade nella musica tradizionale come il blues, il reggae o il gospel (come in “The sound of the sinners” da “Sandinista”).

Lilith and the Sinnersaints in “Stereo Blues vol.1: Punk collection” volgono lo sguardo a quei tempi ma lo attualizzano attraverso una sensibilità moderna e il loro unico stile.

Il CD fu stampato in edizione limitata di 300 copie in un contenitore di metallo che ricalcava quello di “Metal Box” dei Public Image LTD. L’oggetto andò esaurito ed è da tempo irreperibile.

Ascolta Stereo Blues vol. 1: Punk Collection, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/stereoblues

sabato, giugno 27, 2026

Appuntamenti

"Keith Moon, batterista" (Low Edizioni) sarà presentato oggi alle 17.30 a Cremona all'interno del Festival Beat a La Ciocco di Piazza Roma 30.

Venerdì 3 luglio alla Libreria Fahrenheit 451" a Piacenza, in via Legnano alle 21.30

venerdì, giugno 26, 2026

Iggy Pop & the Doors



E' noto che i tre DOORS superstiti, alla morte di Jim Morrison hanno sempre fatto parecchia fatica a staccarsi da quell'esperienza, nonostante fosse palesemente finita, senza più la storica e carismatica voce.
Fecero due deludenti album e negli anni si sono riformati più volte in spesso patetici tentativi di riedizione della band (inclusa la presenza di Ian Astbury dei Cult alla voce che ne faceva una discutibile pantomima, con tanto di pantaloni di pelle e stese mosse...).

Tra i tanti tentativi ci fu anche quello che fece Ray Manzarek nel marzo 1973 quando, arrivato a Londra, cercò di reclutare Joe Cocker, Paul McCartney (...), Howard Welth degli Audience. Ma senza alcun risultato.
Tornato in USA, si imbattè nei primi mesi del 1974 in un altro transfuga da un gruppo appena dissoltosi: IGGY POP.

Il 3 luglio del 1974, nel terzo anniversario della morte di Jim Morrision, Ray Manzarek e Iggy Pop suonarono insieme al Whiskey a Go Go (con altri musicisti) per ricordare il cantante.
Proposero "LA Woman", "Maggie M'Gill" e "Back Door Man" dopo che Ray aveva cantato "Light my fire".
I due si ritrovarono a provare e a registrare qualche altro brano e (pare) si siano esibiti di nuovo prima di un concerto delle New York Dolls.
Purtroppo le condizioni di Iggy Pop all'epoca erano talmente precarie e lui assolutamente ingestibile che l'esperienza finì in niente...

Beh, erano solo chiacchiere. Soprattutto chiacchiere. Non abbiamo mai preso nessuno. Abbiamo parlato di un sacco di gente. Abbiamo parlato di Iggy, abbiamo parlato di Mick Jagger ma lui aveva già una band.
E poi abbiamo parlato di un tipo un po' fuori dagli schemi, Paul McCartney, bravo cantante e bassista. Ehi, potremmo trovare un bassista, ma alla fine non se n'è fatto niente.
(Ray Manzarek 1998)

giovedì, giugno 25, 2026

Intelligenza Artificiale: i social invasi dai creator digitali

Fonte: www.ansa.it

I social sono sempre più invasi da attori artificiali che promuovono prodotti e servizi.

Il crescente ricorso agli influencer generati dall'IA, come rileva un articolo del Guardian, evidenzia come l'impiego di avatar digitali realistici permetta ai marchi di simulare recensioni e interazioni tipiche degli utenti, risparmiando sui costi e moltiplicando le campagne attive.
Influencer inventati al computer sponsorizzano marchi di moda, oggetti di arredo, cosmetici.

Tra il 40% e il 60% di quello che alcuni dei grandi marchi pubblicano online è generato da software di intelligenza artificiale. Gli influencer umani hanno di fatto distrutto il settore, le aziende si stanno orientando verso l'intelligenza artificiale per eliminare problemi come la cattiva pubblicità, le opinioni personali, le tariffe orarie e i fotografi. Clarissa Mansbridge di Mia Metaverse, ex manager di celebrità.

I dati dell'associazione dei consumatori Which? indicano che il 70% degli utenti non è in grado di distinguere i contenuti reali da quelli generati artificialmente, rendendo necessaria una comunicazione inequivocabile.

Uno scenario che cambierà dal 2 agosto, quando l'AI Act introdurrà per i Paesi dell'Unione Europea l'obbligo di etichettare chiaramente i materiali audiovisivi creati o manipolati da sistemi automatizzati.

mercoledì, giugno 24, 2026

Tony Esposito - Il villaggio globale

Tony Esposito è un vero e proprio monumento della musica italiana, troppo spesso ricordato solo per "Kalimba de Luna" e per le percussioni "strane" che usava soprattutto agli esordi.

Se consideriamo con chi ha suonato (decine e decine di eccellenze, giusto per citarne alcuni: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Eugenio Bennato, Claudio Rocchi, Don Cherry, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Gilberto Gil, Billy Cobham, Moncada, Naná Vasconcelos) non basterebbero pagine e pagine di un libro per descriverne la carriera.
Non dimenicando che è stato uno dei pilastri del Napoli Power, esperienza sonora personalissima e innovativa degli anni Settanta.

La sua produzione discografica è sovente "limitata" ai primi quattro, eccellenti, album, tra sperimentazione, proto world music, prog e affini, dal 1974 al 1978, Rosso napoletano, Processione sul mare, Gente distratta, La banda del sole, prima dell'abbraccio a una dimensione più pop e fruibile.

Il villaggio globale, del 1990, è un album, dimenticato dai più, molto particolare, in cui si immerge in una dimensione sonora cosmopolita, tra un costante groove funk, elettronica, marcate influenze "africane" (a tratti quasi figlie dei Talking Heads di "Remain in light" o dei Liquid Liquid ), fusion, jazz.
C'è anche "Novecento auf Wiedersehen" in coppia con Eugenio Bennato (alle chitarre con Alex Britti in tutto l'album, insieme al fido Remo Licatsro a tastiere e arrangiamenti) che fu presentata al Festival di Sanremo (l'anno di "Uomini soli" dei Pooh).

Un lavoro da riscoprire, ancora molto moderno e fresco, ricco di suggestioni e spunti originali.

Vidi Tony Esposito a Parma nel maggio del 1979 nella favolosa band di Pino Daniele, con Joe Amoruso, Tullio De Piscopo, James Senese e Rino Zurzolo. As aprire Roberto Ciotti.

lunedì, giugno 22, 2026

Nuove Mod Band e affini 2026

Compilation in uscita per la Heavy Soul Records che raccoglie qualcuno dei nuovi gruppi.

Negli ultimi anni la scena Mod e dintorni ha ripreso un imprevisto vigore musicale con l'arrivo di una serie di band, spesso composte da giovanissimi, che hanno recuperato le sonorità care agli appassionati.
Come sempre un universo di influenze che vanno dai canonici Jam, Who, Small Faces, Kinks, al sound del 1979, rhythm and blues, soul, freakbeat, spesso il tutto mischiato insieme.

Giusto per riassumere e invitare gli amanti dell'ambito a scoprire nuovi nomi tra cui sarà facile trovare spunti interessanti, ecco una lista approssimativa di un po' di nuove leve.
NB: la lista esclude band composte da elementi non più propriamente giovani, dando risalto ai gruppi più recenti.

The Molotovs
Poco da dire se non che sono stati tra i primi, nonostante la giovanissima età, ad abbracciare questi suoni ed estetica.
Hanno trovato sorprendentemente una buona dose di successo e notorietà e l'album d'esordio è un buon punto di partenza.
https://www.facebook.com/TheMolotovsLondon

Sharp Class
Forse i più talentuosi in questo ambito, eccellenti dal vivo, grandi capacità compositivi, attitudine perfetta, due album di alto livello all'attivo.
Ricordano spesso i The Moment.
https://www.facebook.com/SharpClass

The Spitfires
Ci sono da dieci anni e con una nutrita discografia ma sono tornati recentemente con una nuova line up intorno al leader Billy Sullivan.
Sono un po' i veterani della nuova scena.
https://www.facebook.com/TheSpitfires
Cian Downing
Un album e una manciata di singoli con il recente favoloso “Stop the Racists Now” a stupire per carica ed efficacia.
https://www.ciandowningmusic.co.uk/
Monumental
Quartetto in arrivo dall'Essex, ha inciso tre brani di cui il recente “Eyes Wide Open” è il più maturo e significativo tra mod sound e Arctic Monkeys.
https://monumentalmusic.net/
The Silverados
Arrivano da Los Angeles, hanno inciso una manciata di brani, vicini ai primi Jam, aspri, diretti e ruvidi.
https://www.silveradosband.com/
The Chelsea Curve
Trio di Boston, esplicitamente mod.
Nel secondo album, uscito da poco, si avvicinano a Go go's e Pandoras, tra beat e garage.
https://www.facebook.com/thechelseacurve/
The Forty Fours
Trio londinese, innamorato del Mersey Beat e del rhythm adn blues bianco degli anni Sessanta. Il nuovo singolo “Now She's Gone” è un brano irresistibile.
https://www.facebook.com/Thefortyfours
Block 33
In giro da un po' dal sud dell'Inghilterra hanno tre album all'attivo, suonano un rhythm and blues mod rock molto semplice e diretto, si definiscono una mod band e ne hanno tutte le carte in regola.
https://www.facebook.com/block33band
Omini
Il trio torinese è da tempo sulla scena da dove continua a proporre il suo travolgente mix di Arctic Monkey, mod, Britpop, Hives, Supergrass. https://www.facebook.com/ominiband
The Xlnts
Arrivano da Brighton e hanno all'attivo un album uscito alla fine del 2025, dalle chiare influenze 79, ruvido e immediato, pochi accordi, chitarra/basso/batteria.
https://www.facebook.com/profile.php?id=61563808379868

South Street
Trio di Bournemouth senza ancora brani registrati, presenti solo nei loro profili social con qualche live.
https://www.facebook.com/p/South-Street-Music-61557561823510/

The Hornets
Dalla West London, quartetto specializzato in 60's rhythm and blues.
Due album all'attivo, “Hornets' Nest” del 2024 e il live “At the Royale Studios” del 2025, sound molto ruvido e grezzo.
https://www.facebook.com/hornetsbandofficial

Scarlett Fever
Quartetto di giovanissimi da manchester, ancora senza brani incisi ufficialmente, ricordano un po' gli Strypes.
https://www.facebook.com/p/Scarlett-Fever-100081792242949/
The Koppers
Da Weston Super Mare, una manciata di singoli dal sound molto, tra Jam e Chords, vicini al groove degli Sharp Class.
https://www.facebook.com/profile.php?id=61554362611450
Modern Syndicate
Trio londinese con un ep di quattro brani all'attivo “The Story So Far” di buona caratura pur se indirizzato più verso una dimensione power pop rock.
https://www.instagram.com/modern.syndicate/
The Velvet Tuxedo
Nei due singoli incisi il quartetto di Hull viaggia su binari freakbeat psichedelico tra Who 1967 e primo Hendrix.
https://www.instagram.com/thevelvettuxedooo/

domenica, giugno 21, 2026

Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "A Kind Of Blues" + "L’Angelu Nassuu Dall’Etra Pert"

Prosegue il processo di digitalizzazione del repertorio di Lilith e Lilith and the sinnersaints a cura di LaPOP Music.

Dopo il buon riscontro dell’album “The Black Lady and the Sinner Saints” segue un periodo convulso con lunghe pause, pochi concerti, ripensamenti (nonostante nel marzo 2010 sia da annotare la partecipazione allo spettacolo “Transformed”, dedicato al quasi omonimo album di Lou Reed, a fianco di Violante Placido, Julie’s Haircut, Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, Angela Baraldi) e l’arrivo nel 2012 al basso di CJ Hellectric per supportare il tour promozionale del nuovo album “A kind of Blues” (nuova citazione al mondo del jazz e con una copertina provocatoria).
L’album si avvale della collaborazione di numerosi ospiti, tra cui Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, Ferruccio Quercetti dei Cut, Paolo Apollo Negri del Link Quartet, Pier Adduce dei Guignol, Nicola Faimali della band di Dente. Nell’album compaiono anche la ripresa del primo brano inciso dai Not Moving nel 1982, “Baron Samedi” e “Ghetto” degli Statuto.
La serie di date promozionali ritorna ad essere lunga e corposa, la band gira a mille, si spazia in tutto il nord Italia, l’album viene accolto benissimo e anche le vendite, in epoca di crisi totale, sono inaspettatamente incoraggianti.
Ascolta A Kind of Blues di Lilith and The Sinnersaints (Lilith-rita Oberti), da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/kindofblues
Una delle peculiarità nella carriera di Lilith è stato l’uso del dialetto di Centenaro, comune di Ferriere, provincia di Piacenza, in alcuni dei suoi brani. Un linguaggio, parlato esclusivamente in quella zona, vicina ai 1000 metri di altezza, affine al genovese ma che conserva gli accenti francesizzati del dialetto piacentino.
Piccoli villaggi di epoca romana (molti i reperti ritrovati e i toponimi antichi di 2000 anni) che nel tempo hanno preservato usanze e linguaggio, pur se in progressiva sparizione.
"L’Angelu Nassuu Dall’Etra Pert" è una raccolta di sei brani, uscita in CD in tiratura limitata, sparsi nella discografia di Lilith. Ascolta L’angelu nassuu dall’etra pert, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/angelu

sabato, giugno 20, 2026

Not Moving a Livorno, talk su Brian e Keith Moon a Parma

Prossima tappa a Livorno al Surfer Joe Livorno sabato 20 giugno.

facebook.com/events/929576176643598
Brian Eno Pop, suoni visioni e rivoluzioni musicali.
Un incontro tra parole e musica per esplorare un’icona della contemporaneità. Vinylistic aps realizza un evento dedicato all’universo creativo di Brian Eno, figura chiave nella trasformazione della musica contemporanea tra pop, rock ed elettronica.

L’evento propone un viaggio narrativo e sonoro attraverso la sua produzione artistica, esplorando collaborazioni fondamentali con band e artisti iconici come Roxy Music, U2, Talking Heads, David Bowie e Coldplay.

Tra aneddoti, riflessioni e ascolti guidati, racconteremo come Eno abbia ridefinito il concetto stesso di produzione musicale, introducendo nuove forme di sperimentazione e influenzando generazioni di artisti.

Antonio Bacciocchi, giornalista per Il Manifesto e Classic Rock, scrittore e musicista (batterista dei Not Moving), rievocherà la figura del grande artista dialogando fra storia e aneddoti con Carlo Maffini DJ e speaker di Vinylistic APS che curerà gli intermezzi in vinile proponendo pillole musicali dai Roxy Music a Davide Bowie, fino a Music for Airports per un’atmosfera immersiva e suggestiva.

L’incontro, della durata di circa un’ora, è pensato come uno spazio informale di scoperta e conversazione, dove musica e parole si intrecciano in modo fluido e coinvolgente.

L’evento si inserisce nella cornice della Festa della Musica, e sarà anche l’occasione per presentare il nuovo libro di Antonio Bacciocchi, “Keith Moon, batterista” uno dei batteristi più personali, innovativi e inimitabili della storia del rock, modera il giornalista Pierangelo Pettenati.

Un’occasione per entrare nel mondo della musica, dove arte e sperimentazione si uniscono.

venerdì, giugno 19, 2026

Dean Orton - A life in Lambretta. The story of a Professional Mod

Dean Orton è un volto noto e nome iconico nella scena mod ma soprattutto scooteristica italiana.
Arrivato tempo fa nella penisola, ha fatto della sua passione per la Lambretta una vera e propria professione, diventando un riferimento per gli amanti del veicolo.

In questo libro (in inglese) racconta la sua storia e soprattutto una marea di divertentissimi aneddoti: dal rocambolesco arrivo in Italia in scooter dall'Inghilterra per partecipare a un raduno mod, ai viaggi in Grecia dove recuperare mezzi d'epoca da restaurare, al vagabondare in mezza Europa sulla due ruote, al rapporto difficile con la burocrazia italiana, all'adattamento alle usanze nostrane che non sempre sono affini allo spirito britannico.

Un libro davvero divertente e ricchissimo di spunti piacevolissimi, anche di costume e rapporti sociali oltre che di un nutrito apporto fotografico.

In mezzo spuntano nomi noti della scena, a rendere ancora più piacevole e interessante la lettura.

Dean Orton
A life in Lambretta. The story of a Professional Mod
Speedball Publishing
600 pagine
euro 24.50
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