martedì, giugno 09, 2026

Michael Giles - Shadows + Solo

Personaggio molto particolare MICHAEL GILES.

Magnifico batterista nel capolavoro d'esordio dei KING CRIMSON "In the Court of the Crimson King" del 1969 e nel successivo, altrettanto valido per quanto spessao sottovalutato "In the Wake of Poseidon" dell' anno successivo.

Ma già protagonista in "The Cheerful Insanity of Giles, Giles and Fripp" con il fratello Peter e Robert Fripp nel 1968, pre King Crimson, album colpevolmente dimenticato ma gustosissimo tra psichedelia, sprazzi folk e proto prog.
Alla fine del 1970 pubblica un altro delizioso lavoro, sempre dalle tinte psichedeliche con un taglio spesso Beatlesiano, "McDonald and Giles" in coppia con Ian McDonald, tastierista dei King Crimson (e il fido fratello Peter al basso, oltre Steve Winwood nell'iniziale suite di 11 minuti).

Il suo è un drumming molto complesso, ricco di sfumature jazz, spesso spezzettato.

Collabora successivamente con Leo Sayer, l'ex Genesis Anthony Philips, Kevin Ayers, Penguin Cafe Orchestra, Bryan Ferry, Neil Sedaka, Greg Lake e il solo di Roger Glover dei Deep Purple, il notevole "The Butterfly Ball and the Grasshopper's Feast" del 1974.

Nel frattempo ha continuato a registrare privatamente, collezionando percussioni di recupero in cucine, giardini e garage.
Shadows / Solo è il suo primo disco dal 2001 e, a 84 anni, ha deciso di riascoltare il mare di materiale registrato e di metterlo a disposizione del suo pubblico.

"Solo" è un disco folle.
Nasce da una session del 2012 con altri musicisti, riascoltata nel 2025 e a cui Giles ha deciso di togliere tutti gl ialtri strumentiu, lasciando solo le sue percussioni di fortuna e la batteria.
Ovviamente è pura sperimentazione, piuttsoto fine a se stessa.

Altra cosa "Shadows", con Jakko Jakszyk chitarrista a lungo con i King Crimson, Ian McDonald a flauto e sax e Geoffrey Richardson, mandolini e fitai già con Caravan, Kevin Ayers e Spirogyra. Percussioni "di recupero" protagoniste ma anche musica, canto, tra fusion, prog e sperimentazione.

Non mi risulta di aver mai avuto alcuna conoscenza di una tradizione o di ensemble di percussioni di recupero.
Volevo che la mia musica avesse più consistenza, colore e suoni insoliti che non si trovavano facilmente altrove se non in casa, in giardino e in garage. Inoltre, le percussioni di recupero e gli oggetti trovati non costano nulla e sono esenti da IVA.
Ogni percussione di recupero ha un suono e una nota fondamentale unici, che la rendono totalmente originale e impossibile da copiare.
Per me tutti questi suoni sono emozionanti e divertenti da suonare: spesso possono risultare intriganti e misteriosi o buffi a seconda del contesto musicale.
Non solo, ma l'utilizzo di oggetti smarriti e ritrovati come strumenti musicali è un modo davvero creativo di riciclare o riutilizzare, vantaggioso sia per gli amanti della musica che per i ciclisti attenti all'ambiente.

lunedì, giugno 08, 2026

Intelligenza Artificiale e il traffico sul Web

Negli ultimi tempi gli accessi al mio blog sono aumentati progressivamente con picchi assurdi in certe circostanze.
Per cercare di rendere credibili e reali le statistiche, elimino ogni dato non compatibile con le medie abituali e ricalcolo i valori mensili e annuali senza l'apporto di quei numeri.

La conferma dell'anomalia è arrivata in questi giorni.

Secondo Cloudflare il traffico delle Intelligenze Artificiali ha superato quello degli esseri umani sulla rete.

I bot intelligenti sono il 57,4% del traffico totale, contro il 42,6% delle persone reali.

Il loro peso altera le statistiche dei siti ed incide su modelli economici costruiti attorno alle visite umane, alle visualizzazioni pubblicitarie e alle sottoscrizioni.

Non sono soggetti umani ma il crawling dei bot alla ricerca di dati e vulnerabilità.

Gli utenti umani restano centrali nell’uso effettivo dei servizi, ma producono una quota minore del traffico misurato.

domenica, giugno 07, 2026

Classic Rock e altro

Nel nuovo numero di Classic Rock ci sono tante cose interessanti, tra cui le mie recensioni di "Live at BBC" di Paul Weller e dei nuovi album di Downtown Boys, Slift, "Live at the Eden Project" degli Who oltre alle compilation "Shake That Thing-The British Blues in Britain 1963/1973" e "Armagideon Times - When Punk met Dub (1978-1984), quest'ultima davvero molto bella.
In più c'è una graditissima recensione del live milanese al "Biko" dei Not Moving.
Antonio Bacciocchi dialoga con Francesco Abate in occasione della presentazione del suo libro "Gli Indegni" (Einaudi Stile Libero). 📍 Dove: Coop. Sant'Antonio, Piacenza
🗓️ Quando: Sabato 13 giugno 2026
🕕 Ora: Ore 18:00

sabato, giugno 06, 2026

Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "The Black lady and the Sinner Saints"

Prosegue la digitalizzazione del catalogo di Lilith e Lilith and the Sinnersaints, a cura di LaPOP Music.

Dopo l’anticipo del mini CD “I Need Somebody” arriva, l’11 febbraio 2008, il primo album accreditato a Lilith and the Sinnersaints, “The Black Lady and the Sinner Saints” (AlphaSouth Records) con il sottotitolo “The Crusade of the Lost Souls” ispirato dall’episodio di “Colombo” in cui appare Johnny Cash.

Un lavoro in cui Lilith-rita Oberti si affida all’aiuto da parte di un po’ di amici, a cui viene chiesto di comporre (e spesso suonare) un brano appositamente composto o arrangiato.

Rispondono all’appello Julie's Haircut Il Santo Niente di Umberto Palazzo, Giovanni Ferrario, Dome la Muerte, Maurizio Curadi, Francois Regis Cambuzat, Tav Falco, Stefano Silva dei Temponauts, Peluqueria Hernandez di Joyello Triolo.
Qua e là suonano anche Antonio Bacciocchi, Massimo Vercesi e Cristiano Cassi. Lilith canta tutto, ovviamente.
Ne risulta un album eclettico, molto vario, sempre permeato da tinte blues e sprazzi punk ma ricco anche di rock ‘n’ roll nelle sue più ampie declinazioni, new wave, sperimentazioni varie.

La copertina e il titolo omaggiano Charlie Mingus e il suo album del 1963 “The Black Saint and the Sinner Lady” (l’album è aperto e chiuso da due brevi strumentali composti da Lilith, “The Black Saint” e “The Sinner Lady”).
Lo scrittore Davide Sapienza contribuisce con un racconto inedito, “La Radura Musk” inserito nel booklet.

L’album avrà un notevole riscontro di critica e pubblico e sarà stampato in tiratura limitata anche in Cina, con l’aggiunta del precedente ep “I Need Somebody” e una versione di “Grazie alla vita” di Violeta Parra come bonus tracks, in vista di una serie di date a Pechino e Hong Kong (thanx Thomas Stiller), purtroppo annullate.

Si ricostituisce la band con Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria, Carla Gatti ai cori.
I concerti sono numerosi e affollati e culminano in luglio aprendo per Siouxsie (con anche Cristina Donà) al MetaRock di Pisa.

Ascolta The Black Lady and the Sinner Saints, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/blacklady

venerdì, giugno 05, 2026

OrzoRock Music

Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane, sempre super attive e interessantissime.
Spazio oggi a OrzoRock Music, con le parole di Gabriele Finotti (Misfatto e Desert Twelve).


Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette

https://www.orzorockmusic.it/

OrzoRock è partito come festival, che nel 2026 festeggia i 30 anni di attività, in un paese della provincia di Piacenza.
Si è poi sviluppato anche come etichetta. Raccontaci un po’ di storia.

La storia sarebbe molto lunga, ho scritto un libro che proprio tu hai introdotto per i 20 di edizioni nel 2017.
Nel 2014 nasce Orzorock Music, fondata dal sottoscritto Finotti Gabriele e le prime uscite sono state Misfatto, Zebra Fink e compilation del festival 2015, l' etichetta che reincarna il festival, poi i tempi cambiano e siamo già nel 2026…

Da gestore della label hai notato se c’è stato un effettivo ritorno alla voglia di possedere l'oggetto fisico negli ultimi anni, a scapito della fruizione digitale?
Mi occupo anche dei digital e sono editore e consulente per i novizi.
Sta tornando il vinile, il cd in calo, soprattutto negli ultimi 2 anni.

Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale?
Gli acquirenti più accaniti sono fans e amici dell' artista, ma in occasione degli eventi più grandi, oltre a Orzorock, c'é Orzogelo, festival cantautori di Orzo e Xmas Night Orzorock.
Ebbene in questi eventi gli acquirenti sono anche gli affezionati a Orzorock Music, e questo mi piace!

C’è un minimo di ritorno economico per un’etichetta così specializzata e che pubblica sempre confezioni molto curate e di conseguenza più costose?
Il vero ritorno è la SIAE.
Poi abbiamo cachet a volte più alti del solito e un ritorno costante del merch.
Sui digital ancora molto mistero per gente medio piccola.

Con che criterio scegliete le band da produrre?
Gli artisti vengono scelti per originalità nei brani, tecnica buona e umiltà, niente altro.
Sono allergico ai rompiballe o a chi si crede già molto bravo.

Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
I social sono al primo posto, ma credo nella professionalità del sito www.orzorockmusic.it

Cosa c’è in programma per il futuro?
Per ora ci godiamo a Giugno 2026 i nostri 4 eventi a Piacenza per i 30 anni del festival dove l'etichetta e le sue band la fanno da padroni!
Da Orzorock Lyons il 7 giugno alla Festa del rugby, al 13 giugno a Spazio4 dove si rivedranno Misfatto, Kabirya e soprattutto Bravi Tutti.
Poi 19 giugno in piazza Duomo per un venerdì piacentino e il 27 giugno back to Gragnano con band varie!
L importante è la salute, è il caso di dirlo, anche se la mia anima rock è legata più al destino.
1996-2026 30 anni di festival by Orzorock Music.

giovedì, giugno 04, 2026

Claudio Cicolin - Della Chitarra e del Mistero

Cinque racconti sospesi tra realtà e fantasia, legati dal ruolo della chitarra, filo conduttore che unisce destini, visioni e ossessioni.
Non a caso visto che l'autore ha dato vita a un progetto video su YouTube, diventato il canale didattico di chitarra più seguito in Italia con 280.000 iscritti.

I racconti nascono dalla lettura di scrittori iconici come Edgar Allan Poe e Italo Calvino, diretti ispiratori delle narrazioni e si muovono verso un mondo sonoro che cita Smiths e Brian May, Oasis e Robert Johnson e uno letterario che spazia da George Orwell a Alessandfro Baricco.

Lettura interessante sicuramente originale.

Claudio Cicolin
Della Chitarra e del Mistero
Dantone Edizioni
166 pagine
16 euro

mercoledì, giugno 03, 2026

Due Spicci di Zerocalcare

Possono piacere o meno ma il mondo e il linguaggio di ZEROCALCARE sono unici, inimitabili, distintivi.

Anche la nuova serie per Netflix accomuna la consueta aspra ironia con l'attenzione al sociale meno trattato e considerato, intriso di un altro aspetto raramente valutato ovvero quello interiore, relazionale, personale.

La narrazione è come sempre veloce, surreale, ricchissima di riferimenti, rimandi, insert onirici e fantastici, nonchè (spesso fortemente) autobiografici.

Per fortuna ci sono personaggi come Zerocalcare a illuminare un periodo così buio e incolto, pur con un sorriso incerto e amaro.

lunedì, giugno 01, 2026

Paul McCartney - The Boys of Dungeon Lane

Paul McCartney non teme di fare i conti con il suo fulgido passato.
In questo caso lo riprende dalle radici, dagli anni pre Beatles, ricordando molto tranquillamente e lucidamente, senza troppi afflati nostalgici, quegli anni pionieristici in un concept che si attesta sicuramente tra i suoi migliori lavori solisti.

L'album, 14 canzoni per 47 minuti di musica, non ha mai cedimenti, è corposo, a tratti crudo e ruvido.
Ovvio che non mancano i riferimenti Beatlesiani ("Home To Us" in duetto con Ringo su tutti) ma l'impressione è che ci sia molto dell'approccio 70's rock dei Wings e del primo Paul solista.
La voce talvolta è flebile ma è un tratto congenito alla sua età ed è perfettamente contestuale al Paul 2026.
E' un lavoro da introitare con calma e da valutare nel tempo.
Dopo giorni d'ascolto ripetuto e compulsivo, credo sia un gioiello di rara bellezza.

Si parte con un parlato che poi esplode in un roccioso brano decisamente Wings, con un retaggio "Abbey Road", "As You Lie There", episodio anomalo e sorprendente nella sua complessità compositiva.
Anche "Lost Horizon" va giù duro con un riff rock e incedere ritmico mid tempo.
"Days We Left Behind" è uno dei momenti più alti del disco: ballata acustica, voce sofferente, melodia eccelsa, lo sguardo a tutti questi anni trascorsi.
"Ripples In A Pond" è uno dei rari momenti di scarsa brillantezza, un pop rock abbastanza anonimo.
Si tinge di Wings psichedelici "Mountain Top" con un finale travolgente ultra rock.
Uno dei momenti più particolari dell'album, tanto è invece classica (ma davvero bella) la ballata acustica (chitarra e voce) "Down South", con riferimenti alle prime esperienze pre "Love Me Do" (It was a good way to get to know you / Before we learned to twist and shout).
Anche "We Two", segue le stesse coordinate, ballata semplice e diretta, molto piacevole.
Un rock sferzante, molto energico, riporta i ritmi in alto in "Come Inside" mentre è più riflessiva e decisamente ammaliante l'atmosfera della sinuosa e semi psichedelica "Never Know", uno dei brani migliori.
Più Beatles di "Home To Us" non si poteva fare, con tanto di Ringo a batteria e voce. Brano riuscito, divertente, frizzante.
"Life Can Be Heard" rinnova la passione di Paul per il Vaudeville/swing/anni 20 (a me ricorda la bellisima "Two Magpies" da "Electric Arguments" dei The Fireman con Youth), brano Paul al 100%.
Non lascia segni particolari l'acustica ballad folk blues "Fire Star Of The Night" ma la sofferta e drammatica "Salesman Saint", dedicata ai genitori Jim e Mary ("comes to me speaking words of wisdom Let It Be") lascia senza parole per intensità e incisività.
La conclusione è struggente con la ballad "Momma Gets By", drammatica, malinconica,triste, una sorta di commiato da lacrime.

La produzione di Andrew Watt (da Justin Bieber a Lady Gaga, Post Malone, Miley Cyrus, Elton John, Rolling Stones, Ozzy Osbourne, Pearl Jam, Iggy Pop) è magistrale e assembla alla perfezione uno spettro di influenze ampio e variegato.

Capolavoro?

PS: quando il genio vola troppo in alto: https://www.facebook.com/reel/1004096188734601

domenica, maggio 31, 2026

Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "I Need Somebody"

Prosegue la digitalizzazione del repertorio di LILITH e Lilith and the Sinnersaints a cura di LaPOP Music.

Dopo un lungo silenzio discografico e una breve reunion dei Not Moving tra il 2005 e il 2006, Lilith torna con una nuova creatura sonora, Lilith and the sinnersaints.
Il primo passo discografico è un ep pubblicato l’8 marzo 2007 da AlphaSouth Records con una versione del classico degli Stooges "I Need Somebody", rifatto in chiave personale e inconsueta, con pianoforte (suonato da Paolo Apollo Negri), batteria (Antonio Bacciocchi) e voce.
Ad accompagnare il brano quattro inediti: un paio recuperati dalla precedente intensa attività live con Lilith (The Piano già nell’esordio "Hello I Love Me" in versione completamente stravolta e il classico "Route 66") e due brani perduti, destinati a qualche disco ma mai pubblicati come "Seintené", nel dialetto della sua terra natale, Centenaro di Ferriere, sulle colline piacentine e una riedizione di "For What It’s Worth" dei Buffalo Springfield.

Ascolta I Need Somebody, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/needsomebody_lilith

https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints

venerdì, maggio 29, 2026

Maggio 2026. Il meglio del mese.

Si vola verso la metà del 2026. Sono uscite tante ottime novità: Kneecapp, Aja Monet, Black Crowes, Little Barrie, My New Band Believe, The Delines, Tiwayo, Sleaford Mods, Kula Shaker, Angeles Of Libra, Sault, Incognito, Dry Cleaning, Molotovs, Courtney Barnett, Paul Weller, The Darts.
In Italia Neoprimitivi, Sick Tamburo, Peawees, Bologna Violenta, Chicco Allotta, Provincials, Warm Morning Brothers, The Mads, Pier Adduce.


KNEECAPP - Fenian
Uno dei nomi più importanti in circolazione, che coniuga attivismo politico, parlando del presente, dalla Palestina (in "Palestine" con il rapper Gazawi, Fawzi) all'attualità britannica. La musica è un duro mix di rap, hip hop, elettronica, drum n bass, un approccio punk e rivoltoso, senza filtri e senza paura. Il disco è potentissimo, colonna sonora di un momento difficile e tragico per l'umanità intera. Indispensabile.
Qui: https://tonyface.blogspot.com/2026/05/kneecapp-fenian.html la recensione dettagliata di Michele Savini.

AJA MONET - The Color of Rain
La "Freedom fighter" e "Brooklyn griot" torna con un lavoro più complesso, coraggioso e profondo che ben condensa il concetto di AfroFuturismo. Hip Hop, sperimentazione, elettronica, new funk, soul, new gospel, blues, spoken word, spiritual jazz, impegno socio politico, nell'America devastata e annientata.
"Voglio un dio… che nessun americano possa adorare/Voglio un dio… che non voglia essere adorato”.
"The color of rain" è un album intenso, che si muove su ritmi e suoni caldi e ammalianti ma minacciosi e graffianti.
Collaborano Meshell Ndegeocello, Justin Brown, Nico Segal, Georgie Anne Muldrow.
Spettacolare.

LITTLE BARRIE - Gravity Freeze
Tornano i Little Barrie dopo un lungo silenzio (a parte due eccellenti album con Malcolm Catto.
D'altronde il chitarrista e mente della band (che ha perso tragicamente il batterista originale) Barrie Cadogan ha sempre parecchio da fare come session man con Paul Weller, Liam Gallagher e John Squire, The The e Black Keys.
"Gravity Freeze" è, come sempre, un gustosissimo, ipnotico, lisergico e soffuso mix di funk, blues, psichedelia, freakbeat, Jimi Hendrix, Stone Roses di "Second Coming" e tanto altro.
Molto cool!

THE CORAL - 388
Che strano e sorprendente album hanno tirato fuori i Coral, dopo anni di "folk psichedelico Britpop guitar sound". In "338" si va di rocksteady, un po' di rhythm and blues tra 50 e 60 (alla Arthur Alexander), primo Sixties soul e delizie affini. Il tutto con una particolare cura dei suoni, fedeli al mood originale del genere. Molto intrigante e gustoso, in virtù di canzoni sempre riuscite.

THE DARTS - Halloween Love Songs
La band americana, ammirata a un recente Festival Beat per la sua travolgente energia, torna con un album che, senza alcuna puntualità, si propone di rinnovare il classico repertorio delle canzoni per Halloween. Non so se qualcuna di queste tredici entrerà nella tradizione musicale del 31 ottobre ma l'album è sicuramente divertente, potente, fatto benissimo, attingendo dal classico momndo garage, Fuzztones in particolare, ma con un'anima più psycho/surf, atmosfere sospese, spesso lente e midtempo, molto avvolgenti, perverse e intriganti.

FAY HALLAM - Zodiac
Fay Hallam ha da tempo superato il passato di Makin Time, Prime Movers etc.
Ha ricostruito un'ottima carriera solista, fa parte del "nostro" Il Senato, si muove tra vari progetti e collaborazioni.
"Zodiac" è il nuovo album e la sua opera più matura e autorevole.
Molteplici le influenze e gli ambiti sonori, tra il classico soul pop, strumentali intriganti, una stupenda "Sun Shines On" tra "Move On Up" di Curtis Mayfield, acid jazz, disco funk, l'emozionante e riuscitissima cover di "I Talk To the Wind" dei King Crimson, il groove soul beat di "Never Be Silenced". Album più che riuscito, completo, personale, ricco di classe ed eleganza.

LEMON TWIGS - Look For Your Mind!
Al sesto album, pervacicemente aggrappati ai Sessanta di Beach Boys (in particolare), Beatles, Byrds, Hollies, Big Star (ma anche Three O' Clock e dintorni, ), in grado di scrivere nuove canzoni strettamente legate a quel suono, senza paura di apparire troppo retrò. L'ascolto è, come sempre, più che gradevole, la classe compositiva inalterata, una fortuna avere in circolazione una band del genere.

MOD LANG - Borrowed Times
Da Detroit, tra i probabili primi "figli" dei Lemon Twigs. Prendono il nome da una caznone dei Big Star e vuol già dire tanto. I riferimenti sono i consueti, dalle infinite variabili Sixties c(Beatles, Byrds, jingle jangle vario, perfino Simon & Garfunkel) agli epigoni successivi. Sono più ruvidi e "garage" dei più sofisticati fratelli New Yorkesi, suonano e compongono bene, sono giovani, bella band.

UNI BOYS - Uni Boys
Con il prezioso aiuto dei fratelli D'Addario dei Lemon Twigs (di cui fa parte Reza Matin, chitarra e voce) la band californiana firma un secondo album a base di energico power pop, atmosfere Beatlesiane, un pizzico di garage e tutto i lconsueto corollario Sixties. Molto divertenti e piacevoli.

THE LOFT - Badges
Dopo l'ottimo album del ritorno sulle scene dopo 40 anni di silenzio dello scorso anno, i Loft ci hanno preso gusto e bissano con un altro lavoro pregevole, ricco di canzoni dal taglio malinconico che guardano a un mix originale e ben costruito di Dream Syndicate, Television, Lloyd Cole, atmosfere psichedeliche e un andamento Britpop. Un buon disco.

THE BLACK KEYS - Peaches!
Tornano al rock blues più torrido i BLACK KEYS, ultimamente scivolati in lande sonore più easy pop.
“Non stavamo registrando un disco. Stavamo solo improvvisando, come se fosse solo per noi” (Dan Auerbach).
"Peaches" è un buon disco di oscuri brani e rhythm and blues, da Junior Kimbrough ai Dr.Feelgood, rifatti con approccio grezzo e diretto.
Non male ma nemmeno indispensabile.

DRAKULAS - Midnight City
Il trio di Austin torna con il terzo album, mischiando punk rock 77 con Buzzcocks, ritmi frenetici e un approccio alla Devo. Molto stimolante, immediato e diretto. Da ascoltare!

BROOKLYN FUNK ESSENTIALS - Black Butterfly
Ottimo album di funk, disco, Philly Sound, insert hip hop, mellow soul alla Sade dai veterani della scena New Yorkese.
Eleganza, tonnellate di groove, una varietà di stili che si condensano in grande personalità e capacità tecnica, una stupenda versione di "Life During Wartime" dei Talking Heads. Bello.

DIRTY TRAINLOAD - Rise Up And Stomp
Quinto album per la band pugliese, come sempre deragliante, scarno, minimale, nel ripercorrere gli antichi sentieri del rock 'n' roll primitivo, del blues più oscuro (vedi le cover di Lead Belly Out on the Western Plains e Little Walter Jacobs It Ain't Right), contaminati da un approccio garage e punk. La band suona con convinzione e passione, la produzione esalta al meglio la potenza sonora del disco, davvero ben fatto e destinato a finire in parecchie classifiche di album "rudi" di fine anno.

GOPHER & THE DEADLOCKS - Nasty Deadlocks
Lo splendido esordio con Tropical Riot del 2024 trova ora un seguito, altrettanto valido e composito. D'altra parte è la creatura di Dario Troso, che ha diviso la sua carriera tra gruppi punk ed hardcore, pioniere della scena rap e reggae, con Isola Posse All Stars, Sud Sound System e Neo-Ex. Influenze che tornano costantemente in Nasty Deadlocks, 14 brani tra hardcore, dub, rocksteady, punk, con cover di Joe Jackson, The Beat, Max Romeo, The Skatalites e Jam (una sorprendente versione reggae punk alla Clash di Art School). Ancora una volta più che riuscito, efficace e originale.

WEIRD BLOOM - Wrong Time, Wrong Place
La band romana vive di generose sorsate di rock anni Settanta, glam, proto punk, rock’n’roll, tra Marc Bolan, Slade, Gorillas e la miriade di band dell’epoca, ripescate da pochi anni e riportate in auge da una lunga serie di nuove band (i nostri Giuda in primis). I Weird Bloom divertono e si divertono, con dieci canzoni irresistibili, dai ritmi e ritornelli contagiosi, frizzanti e travolgenti. Cosa altro desiderare?

WELFARE STATE UNDERGROUND - Flowers in the Sunshine
Una strana e bella storia quella della band sarda. Nata nel 1981, arrivata ai vertici della scena neo psichedelica isolana e poi sciolta alla fine del decennio. Dopo tanti anni l'opportunità di ritrovarsi, grazie alla pervicacia di Roberto Corte, che rimette insieme i vecchi componenti del gruppo con cui incide per l'antico repertorio, mai registrato prima. I brani sono suonati con l'urgenza e la spontaneità dei tempi passati, hanno ancora la freschezza giovanile di quel suono immortale che guardava tanto agli anni Sessanta, quanto al contemporaneità della scena neo psichedelica di metà anni Ottanta. Il livello compositivo è alto, tanto quanto l'esecuzione e l'interpretazione. Ottimo.

ASCOLTATO ANCHE:
FOO FIGHTERS (l'ormai consunto pomp (punk) rock), SOCIAL DISTORTION (un discreto ritorno, molto enfatico).

LETTO

Riccardo Bertoncelli - Abitavo a Penny Lane
Piaccia o meno, il giornalismo musicale italiano per eccellenza vede indubbiamente Riccardo Bertoncelli sul podio (più alto? ai posteri...).
Ora è il momento di raccontarsi, in quello che è probabilmente il primo capitolo della sua lunga storia (visto che si ferma a "quel" fatidico 8 dicembre 1980).
Lo fa con leggerezza, ironia, forzata limitatezza (ci vorrebbero probabilmente dieci altri libri per essere esaustivo), un pizzico di malinconia, mista a una giusta e perdonabile "arroganza" di chi è comunque arrivato prima di tanti (tutti?) altri.
Ci sono le dovute "scuse" per anni estremi e incredibili agli occhi odierni:
"Era un viziaccio dell'epoca insegnare agli artisti cosa dovevano fare, anzi, chi dovevano essere e io c'ero cascato con lo zelo leninista di una Guardia Rossa".
I famosi screzi e feroci litigi con Francesco Guccini e gli Area seppure così tanto ammirati:
"Mi piacevano perché erano proprio quelli che dicevano di essere, vogliosi, polemici, aggressivi, voraci, perché si prendevano tutto dei tempi, velleità, slanci, opportunità con la rabbia repressa di "chi ha suonato per anni la musica dei padroni"... con una disinvoltura, una libertà, una naturalezza che oggi lasciano basiti e testi libertari tra anarchia e situazionismo...".
E poi la sua storia, tra le fanzine "Blues Anytime" e "Freak", le riviste storiche come "Gong", "Muzak" e "Musica 80" (sempre al centro di scissioni, discussioni e altro), libri altrettanto importanti (su tutti "Pop Story").
Vicende che, anagraficamente, ho vissuto in tempo (quasi) reale, collezionando avidamente buona parte dei suddetti titoli, in una sorta di amore/odio per il personaggio (incontrato, disponibile ed estremamente "easy", poco tempo fa a un concerto di Fred Frith).
Un bel libro che lascia, immancabilmente, l'immediato desiderio di un veloce seguito.

Cesare Basile - Gigghiana
Un recente rapporto Onu, parla di "bancarotta globale" in merito alla crisi dell'acqua ovvero il pianeta sta utilizzando il proprio capitale idrico come se fosse una risorsa infinita, consumando oggi quantità che non riusciranno più a essere recuperate nel lungo periodo.
Il consumo delle risorse idriche sta crescendo soprattutto nelle economie avanzate e aree tradizionalmente considerate sicure dal punto di vista idrologico.
L'acqua c'è ma non riesce a rigenerarsi abbastanza velocemente da sostenere quello che l’umanità consuma.
Nel 2022 Google, Microsoft e Meta hanno prelevato due miliardi di metri cubi di acqua dolce.
E' il tema del libro di Cesare Basile, storico cantautore siciliano che conosce bene quanto la povertà idrica abbia e continui ad essere un problema di primaria importanza nella sua terra, da sempre "fonte di ricchezza e di miseria, di potenza e di schiavitù".
Ogni scritto è accompagnato da QR code che aprono paesaggi visivi e sonori originali e collage che raffigurano Santi e Madonne tra devozione popolare e rielaborazione simbolica.
Un libro che è opera d'arte, dura, importante e penetrante come la musica di Basile, che non lascia scampo e ci mostra come la tradizione popolare, vissuta non come mero orpello folkloristico ma come identità, sia quanto di più punk e rivoltoso si possa immaginare.

E se tragedia deve essere, appoggiamoci a un anelito di speranza finale:
La fame che scorre per letti di fiumi deviati
ridotti a carretta blindata da guerra
La carne del mondo si crepa
La creta riarsa nasconde nei solchi le ciglia dei poveri e aspetta
L'arsura che insegni di nuovo a sbocciare rivolte.


Cesare Camardo - No Easy Action
Un documento visivo (dal 1986 al 2025) di una lunga serie di concerti, attraverso centoventi foto, rigorosamente in bianco e nero, di concerti, dal punk, all'hardcore, al jazz, all'avanguardia.
Un viaggio tra centri sociali, piccoli club, festival e altro, che colgono l'atto "supremo" dell'esibizione live, l'attimo fuggente, talvolta sgranato e non a fuoco ma perfettamente comunicativo.
Rimango e mi considero un dilettante nel contesto della fotografia, ma in un certo senso con questa raccolta tento di spostare l'attenzione verso una narrazione fotografica a totale servizio della scena, della performance, dell'azione che si svolge ogni volta in luoghi, condizioni, dinamiche sonore e antropologiche sempre nuove - anche quando gli spazi degli scatti sono sempre gli stessi. Quasi come cercare, nella fotografia, uno strumento musicale che renda verbo e canzone l'immagine. BUON ASCOLTO.
Tra i soggetti fotografati:
Bad Religion, Meat Puppets, Swans, Jello Biafra, Afterhours, Bad Brains, Motorpsycho, Vinicio Capossela, The Gang, Social Distortion, Fleshtones, Eugenio Finardi, Jesus Lizard.

Daniele Marzeddu - This is Britannia
Daniele Marzeddu è un fotografo italiano che da dieci anni vive in Gran Bretagna (che nel prefazione di Jim Donaghey si dimostra che "non esiste"). Attraverso le sue immagini viaggiamo da nord a sud, da immagini di immigrati (il 9% della popolazione si riconosce come britannic asiatici, ad esempio) ai problemi dell'alcolismo, dal crescente isolazionismo xenofobo alla multiculturalità e interreligiosità del "regno".
A corredo delle foto, commenti, talvolta poetici altre volte statistici.
Una nazione in bilico, attraversata dalle mille contraddizioni post Brexit, in trasformazione, a cavallo tra patriottismo e sguardo al futuro.
Molto interessante e coinvolgente.
"We Are British" si sente dire, senza non poco orgoglio, girando per le varie loocalità dell'isola: britannici, un aggettivo che accomuna sotto un'unica grande nazione le etnie che si sono stanziate nelle varie lande e contee in cui è amministrativamente suddiviso il territorio della grande isola che fu, in un tempo geologico relativamente recente, parte del continente.

Antonio Bacciocchi - Keith Moon, batterista
𝐊𝐞𝐢𝐭𝐡 𝐌𝐨𝐨𝐧 è stato uno dei batteristi 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐨𝐜𝐤.

Nel 2016 avrebbe compiuto 80 anni.
Il suo era uno stile unico che attingeva da tutto e da niente, o forse solo dalla sua mente che viaggiava a mille all’ora in chissà in quale direzione.
Anche la sua breve vita è stata come un proiettile vagante che ha disseminato danni ovunque. Purtroppo è spesso ricordato soltanto come una macchietta folle che devastava alberghi e batterie, che si distruggeva con alcol e mille droghe; in altre parole, un incontenibile pericolo pubblico.
In realtà è stato 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐟𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐢𝐚.
Questo libro, parla della vita e della personalità di Keith Moon, ma soprattutto del modo in cui suonava e interpretava le canzoni di 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐗𝐗 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨, 𝐏𝐞𝐭𝐞 𝐓𝐨𝐰𝐧𝐬𝐡𝐞𝐧𝐝, 𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐫𝐨𝐜𝐤’𝐧’𝐫𝐨𝐥𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞: 𝐠𝐥𝐢 𝐖𝐡𝐨.
Con la partecipazione di Giovanni Naska Deidda con il capitolo "Le batterie di Keith Moon".
“Sono rimasto stupito di come la musica degli Who conduce a una performance orchestrale. Lo stile di batteria di Keith Moon era quasi orchestrale, molto più decorativo e celebrativo piuttosto che ritmico.” (Pete Townshend)
Per chiunque fosse interessato/a l'invito è di rivolgersi a una libreria (oppure Hellnation64@gmail.com) o direttamente a Low Edizioni, cercando, se possibile di evitare Amazon e affini.
Grazie.


VISTO

Brian Eno a Parma. Evento SEED e My Light Years
Trovarsi al cospetto di BRIAN ENO è emozionante.
Ancora di più le cose che dice sono lucidissime, ricche, colte, illuminanti.
Persona solare, ironica, divertente, disponibile e sorridente.
Dal 1 maggio al 2 agosto 2026 a Parma, nel Giardino del Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio (riaperto al pubblico dopo 15 anni) vengono presentati due progetti complementari, rispettivamente SEED e My Light Years con la curatela di Alessandro Albertini.
Tutto molto interessante, avvolgente, ipnotico, avanti.
Opera unica, da vedere.

"My Querida Senorita" di Fernando González Molina
Un film, su Netflix, sul poco noto e trattato ambito dell'’intersessualità.
Tanto lieve quanto diretto e senza filtri, drammatico ma pieno di speranza e positività.
Nessun approccio morboso, nessuna concessione a banalità, violenza, inutili scene di "sesso".
Film unico, coraggioso, aperto, sorprendente.

COSE VARIE
° Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it (per cui curo ogni settimana un TG video musicale - vedi pagina FB https://www.facebook.com/RadiocoopTV/).
° Ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
° Ogni sabato un video con aggiornamenti musicali sul portale https://www.facebook.com/goodmorninggenova
° Sulle riviste/zines "GIMME DANGER" e "GARAGELAND"
° Periodicamente su "Il Manifesto".

APPUNTAMENTI

Domenica 21 giugno, Parma: parlo di Brian Eno accompagnato dai dischi di Carlo Maffini.
Presentazione libro "Keith Moon, batterista".

Sabato 27 giugno: presentazione libro "Keith Moon, batterista" al Festival Beat di Cremona.



NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour

Sabato 20 giugno: Livorno “Surfer Joe”
Venerdì 10 luglio: Bologna “Frida”
Sabato 11 luglio: Festival Increa Masnada (Milano)
Venerdì 31 luglio: Cervia “Planet Rock”
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