martedì, febbraio 19, 2019

La rivista Flamingo e i servizi segreti



La rivista FLAMINGO uscì dal settembre 1961 al maggio 1965 arrivando a vendere fino a 20.000 copie nel Regno Unito e 15.000 negli Stati Uniti.
Era distribuita anche nei Caraibi e nell'Africa occidentale e ha avuto edizioni anche in Nigeria, Ghana e Liberia.
Ha avuto anche interviste con Malcom X ed era consuetudine che la Island Records vi pubblicizzasse i nuovi dischi ska, contribuendone la diffusione in Gran Bretagna.

Mescolando glamour, argomenti sulla sessualità, cultura e politica internazionale era considerata rivoluzionaria ed è stata una delle prime riviste riservate alla comunità britannica dei Caraibi e dell'Africa.

E' recentemente emerso che il suo fondatore Peter Hornsby, era un agente per il servizio di intelligence inglese, l'MI6, che usava la rivista per favorire un programma anticomunista tra le comunità nere e delle West Indies.

Lo ha confernmato la vedova di Hornsby, Jennifer:
"Dopo le rivolte di Notting Hill [nel 1958], mio ​​marito e l'MI6 hanno pensato che fosse necessario fare qualcosa per aiutare la comunità delle West Indies.
C'erano persone all'interno dell'MI6 che notavano in che direzione stava andando l'Africa politicamente e che erano disposte a sostenere studenti neri, scrittori e aspiranti politici di sinistra ma che si voleva indirizzare verso posizioni anti comuniste.
Attraverso legami con attivisti di sinistra e anti razzisti inglesi e usando mezzi di informazione molto seguiti dalla comunità nera come "Flamingo" cercavano di indirizzare le posizioni verso idee social democratiche
."

Hornsby era stato reclutato dai servizi segreti nel 1955.
Nella sua idea una rivista riservata agli immigrati neri li avrebbe fatti sentire meglio accettati e integrati in Gran Bretagna.

A Londra nei primi anni '60, i centri comunitari per i neri erano finanziati attraverso fondazioni approvate dalla CIA.
Sono serviti come punto di contatto per musicisti, autori e altri rifugiati provenienti da luoghi come il Sudafrica.
Quando la rivista chiuse Horsnby abbandonò l'attivita di intelligence.

Fonte The Guardian
Thanx Paul Musu

lunedì, febbraio 18, 2019

Anthony Davie - This is Joe Public speaking



Sono uscite decine e decine di libri sui CLASH e sul loro indimenticato e indimenticabile leader Joe Strummer.

Biografie, il più delle volte agiografiche, riassunti della discografia o dei concerti, collezioni fotografiche e chi più ne ha più ne metta.

Anthony Davie, fan di lunga data (e già autore di "Joe Strummer and the Mescaleros: Vision of a Homeland") ha invece pensato di andare ancora più in profondità, raccogliendo impressioni, pareri e testimonianze inedite dei fan o di chi ha in qualche modo avuto occasione di vederli e incontrarli.
Ci sono anche nomi eccellenti come Chris Saliewicz (autore dello stupendo "Redemption Song" sulla vita di Joe), vari biografi della band, un ex roadie e alcuni nomi nostrani (tra cui il sottoscritto).

Un lungo e paziente lavoro di raccolta, durato anni, e che ora culmina in un libro in cui (ex) ragazzi europei, canadesi, neo zelandesi, americani ricordano quella volta che arrivarono a scambiare due chiacchiere con i loro idoli, a vederli in concerto, incontrarli per strada, suonare prima di loro.

Il tutto corredato da qualche foto, dove non è la qualità a farla da padrona ma la spontaneità e l'urgenza che furono il tratto distintivo dei Clash.

Emerge sempre l'estrema disponibilità della band ad incontrare i suoi fan e condividere lunghi momenti, invitandoli spesso nel backstage.

The Clash, l'unica band che conta.

I proventi del libro saranno devoluti al Great Ormond Street Hospital for Children, London.
Nessuno guadagnerà un soldo dalle vendite.

domenica, febbraio 17, 2019

Katskhi Pillar



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Katskhi Pillar è un monolite alto circa 40 metri, situato in Georgia, nel villaggio di Katskhi, nei pressi della città di Chiatura, su cui sorge una chiesa per raggiungere la quale è necessario salire 131 gradini su una scala di ferro verticale.
La chiesa risale al settimo secolo ed è collocata su una superficie di 150 metri quadri.
Trattandosi di un culto ortodosso l'ingresso è impedito alle donne.

Inviolata e dimenticata per lungo tempo fino al 1944, quando un gruppo di alpinisti scalò la roccia e riscoprì l’eremo dove attualmente sorgono una chiesa dedicata a Massimo il Confessore, una Cripta, tre celle per eremiti, una cantina e un muro di difesa.
Ai piedi del Katskhi Pillar, invece, c’è una chiesa costruita da Simeon Stylites, l’ultimo eremita che qui ha vissuto, i resti di un antico muro e una torre campanaria.

Fino a poco tempo fa ci viveva un monaco.
Pare che ora l'accesso sia stato chiuso al pubblico.

sabato, febbraio 16, 2019

Libertà. Quadrophenia, Not Moving LTD



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo dei primi gruppi interrazziali (dagli Equals a Sly and the Family Stone, Hot Chocolate, Booker T, Two Tone), di un libro sui Clash, del primo album dei Pooh, di Tracey Thorn.
Nella foto il numero precedente.



Venerdì 22 febbraio alla "Suoneria" di Settimo Torinese con ALEX LOGGIA presentiamo un nuovo spettacolo incentrato sull'album "QUADROPHENIA"
Ingresso gratuito.
Diretta streaming al sito www.radioarchimede.it.

https://www.facebook.com/events/388486361958145/



Con i NOT MOVING LTD torniamo in concerto in marzo

venerdì 22 marzo: Milano "Cox 18" + Cut
https://www.facebook.com/events/241421356811645/
sabato 23 marzo: Bologna “Freakout”
https://www.facebook.com/events/580065989125203/
sabato 30 marzo: Monterotondo (Roma) “Il cantiere”
sabato 6 aprile: Savona “Raindogs”

https://www.facebook.com/Not-Moving-L-T-D-302470280600832/

venerdì, febbraio 15, 2019

Carlo Rovelli - Che cos'è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro



ANASSIMANDRO è colui che più o meno nel 600 a.c. teorizzò, per primo, che la Terra, contrariamente alla concezione comune che ci fosse una terra e sopra un cielo, fosse semplicemente un sasso che galleggiava nell'Universo ("inventa lo spazio aperto del cosmo").

Carlo Rovelli parte da questo presupposto per portarci all'interno di un viaggio storico/scientifico semplice e appassionante in cui affronta tematiche attualissime, in tempi di oscurantismo e revisionismo.

Per la prima volta Anassimando descrive fenomeni naturali non legandoli alla volontà degli dèi ma tentando di ricondurli ad una semplice manifestazione della natura stessa.

Anassimandro introduce anche il concetto che i "maestri" non devono essere solamente idolatrati ma anche, se necessario contraddetti, trovare gli errori del loro pensiero, correggerli e in questo modo capire meglio il mondo.

Infine :
LE CIVILTA' FIORISCONO QUANDO SI MESCOLANO.
DEPERISCONO QUANDO SI ISOLANO.
I GRANDI MOMENTI DI ESPLOSIONE CORRISPONDONO SEMPRE AI GRANDI MOMENTI IN CUI LE CIVILTA' DIVERSE SI INCONTRANO.

E' l'incontro con la diversità che può aprire la nostra mete, ridicolizzando i nostri pregiudizi.
La conoscenza nasce da un atto di ribellione, rispettosa ma profonda contro il sapere del presente

giovedì, febbraio 14, 2019

Roma di Alfonso Cuarón.



Un (capo?)lavoro greve, livido, duro ma che allo stesso tempo esalta la levità con cui la protagonista Cleo passa in mezzo a difficoltà e brutalità della vita.

In un bianco e nero scintillante Cuaròn evoca Pasolini, Fellini, Wenders, Jarmusch.
Puro e crudo realismo, a tratti perfino disturbante.

Il film ipnotizza, scuote, lacera, lascia il segno.
Non lascia mai indifferenti.

mercoledì, febbraio 13, 2019

I Rudi - Fuori tempo massimo
Intervista ai Rudi



Conosciamo le grandi capacità compositive dei RUDI nel riuscire a coniugare atmosfere beat anni 60 (tra Rokes, primi Who, Brian Auger, Zombies e Yardbirds, di cui viene proposta "Lost Woman" in italiano) con un gusto blues e rhythm and blues e una visione comunque moderna e attuale della musica.
Il trio milanese firma il secondo album sempre all'insegna del riconoscibile marchio basso/tastiera/batteria (una delle loro caratteristiche, come è noto, è proprio quella di non avere la chitarra).
Grande classe, canzoni irresistibili, tecnica sopraffina, ottimi testi.
"Fuori tempo massimo" è un'ulteriore conferma dello spessore della band, della sua personalità, della sua unicità.



Una breve intervista al bassista e cantante Silvio Bernardi

I brani di "Fuori tempo massimo" sono stati accumulati nel tempo trascorso dall'esordio o sono composizioni recenti?

La prima che hai detto: siamo un gruppo abbastanza lento nella produzione di nuovo materiale, un po' per i tanti impegni del duo compositivo (in particolare di mio fratello Gabriele), un po' perché quando scriviamo qualcosa di nuovo lo sottoponiamo a un attento esame per capire se è valido, il che ha significato per alcuni di questi brani essere proposti dal vivo nel corso delle ultimissime date tenute prima della pausa-studio di registrazione.
La maggior parte sono quasi contemporanei all'esordio, nati tra l'uscita di "Nient'altro che routine" e la fine del 2016.
Il lavoro di studio è stato lungo, da agosto 2017 ad aprile 2018, sempre al fianco dell'insostituibile Vincenzo Giacalone in fase di produzione.
Poi ancora qualche mese per coordinarci bene con le etichette, e arriviamo ad oggi che finalmente è nelle nostre mani: siamo "fuori tempo massimo" pure nelle tempistiche!

Quali le influenze principali del nuovo album?

Mentirei se ti dicessi che sono molto diverse da quelle del precedente: ci sono sempre gli Who sopra tutti, e i Jam e Brian Auger e i Prisoners e gli Small Faces.
Ma rispetto a "Nient'altro che routine" credo che il legame con il beat italiano si sia fatto più forte, non solo per i cori o la scrittura metrica dei testi ma anche per l'immaginario di alcune canzoni (penso ad esempio a "Qualcosa al volo"). Certo, è un beat sempre filtrato dalle nostre influenze, un po' più aggressivo o "maximum" se vogliamo.
Io penso che "Fuori tempo massimo" sia un lavoro abbastanza compatto, pur nella varietà dei pezzi, e che in qualche modo fotografi abbastanza bene il suono-Rudi come si è finora costituito, però ovviamente non spetta a me il giudizio finale.

Come procede l'attività live?

Abbastanza bene, pur con le difficoltà del caso che chiunque faccia musica (soprattutto propria e un po' "particolare") ormai conosce.
La settimana scorsa abbiamo tenuto una miniconcerto-storytelling alla fonoteca di Cologno Monzese (che è un po' il luogo dove io e Gabri abbiamo formato il nostro gusto musicale), e per il futuro abbiamo alcune date vere e proprie in programma, tra cui anche la presentazione del disco a Milano e a giugno il Mods Mayday con tutte le band storiche della scena mod italiana: noi faremo gli "sbarbati" della situazione.

Che programmi promozionali avete per il nuovo disco?

Ci teniamo a farlo ascoltare il più possibile: dal vivo, per chi può, ma non solo.
In questi giorni ad esempio si trova in anteprima sul sito di Rumore, poi da domani che è il giorno di uscita sarà su Spotify e le altre piattaforme.
Fermo restando che per noi l'ascolto online è sempre un punto di partenza e non di arrivo: dal punto di vista "fisico" abbiamo la fortuna di avere dalla nostra due etichette validissime come Ammonia e Area Pirata, rispettivamente per cd e vinile. Ci stanno dando una gran mano, e non solo sulla promozione.

martedì, febbraio 12, 2019

Henry Rollins, i Ruts e la copertina di "The crack"



L'album d'esordio dei RUTS nel 1979 fu corredato da una copertina particolarissima disegnata dal pittore e artista John H. Howard che dipinse una sorta di "Sgt Pepper's punk" raffigurando intorno ai quattro membri della band, seduti su un divano, personaggi della scena come Rat Scabies e Captain Sensible dei Damned, il dj John Peel, il roadie dei Ruts, Mannah, ma anche Jimi Hendrix, Keith Richards.

La band decise di appendere il quadro da cui avevano tratto la copertina nel pub dei genitori del chitarrista Paul Fox.
Ma trovandosi in difficoltà economiche l'autore decise di prelevare il quadro e di venderlo a un collezionista americano, senza infornare la band, che ci rimase piuttosto male.

Uno dei più grandi estimatori della band è sempre stato HENRY ROLLINS che ricorda di aver spesso discusso con gli amici (Ian McKaye dei Fugazi ad esempio) su chi fossero i personaggi rappresentati sula copertina.
Nel 2007 Rollins cantò con i Ruts in un concerto pochi mesi prima della morte di Fox e venne a conoscenza della storia della copertina.

Rollins si mise alla ricerca del dipinto, contattò l'autore attraverso cui arrivò all'acquirente, un anziano collezionista che no aveva nessuna idea di chi fossero i Ruts e aveva chiamato il quadro "The party" e dopo una lunga e paziente trattativa è riuscito ad acquistarlo ("per una frazione rispetto a quello che ero disposto a pagarlo").

"Facevo fatica a respirare.
Quell'immagine che era da sempre nel mio cervello era ora li' davanti a me.
Ho iniziato a pensare al viaggio che il dipinto aveva fatto dall'Inghilterra all'America, dove è statosi è seduto in un appartamento a New York per 30 anni e poi finalmente è venuto da me a Los Angeles.
Non potevo crederci.
E 'stato strabiliante!
Credo che dovrebbe appartenere ai Ruts rimasti ma io lo adoro e adoro i Ruts. Ho ascoltato quel disco da quando avevo 18 anni e ora ne ho 57 e non passa settimana in cui non lo ascolti almeno una volta.
E' nel mio DNA"
.

Henry Rollins ci presenta il quadro di "The Crack" https://www.youtube.com/watch?v=dpltFpLGfWg

lunedì, febbraio 11, 2019

Gli youtuber calcistici



Fenomeno in progressiva diffusione, gli Youtuber calcistici raccolgono sempre più affezionati follower.

Personaggi che esasperano il concetto da commentatore da "Bar Sport", della strada, sfegatati tifosi che parlano delle partite (della propria squadra o di quelle rivali), di calcio mercato e altro.

Commenti (in genere di 5/10 minuti) in cui si permettono di esagerare, insultare (i propri giocatori quando perdono o i rivali sconfitti), talvolta usando improperi pesanti, tormentoni, dileggio.

I loro canali youtube hanno centinaia di migliaia di di iscritti e, grazie ad una dialettica diretta ed esplicita e qualche trovata "scenica", sono spesso divertenti e godibili.

Luca Mastrangelo e Donato Inglese interisti, SickWolf (Simone Filippone) e Gabboman per la Roma, Daniele Brogna per il Milan, (oltre al Il Ras della Fossa che ha invece una pagina Instagram e Facebook), Kinoshi per la Juve sono alcuni dei nomi più gettonati.

Luca Mastrangelo
https://www.youtube.com/watch?v=RHzojQR46aE&t=113s

Sickwolf
https://www.youtube.com/watch?v=ro8hB334jU8

domenica, febbraio 10, 2019

My Generation: 60 anni di cultura Mod dal 1959 ai giorni nostri



Si è svolta con successo a Pordenone il 26 e 27 Gennaio alla Fiera della città la mostra My Generation: 60 anni di cultura Mod dal 1959 ai giorni nostri.

Centinaia di foto, dischi e oggettistica hanno testimoniato lo spessore di una (sotto) Cultura che è ancora viva e vegeta, fresca e pulsante.

Ottima partecipazione di pubblico e molto interessante il contributo da parte di singoli esponennti della "scena" che hanno mandato materiale inedito.
Probabile una replica in autunno.

La mostra e' stata organizzata da Bruno Pisaniello, SoulfulJules e Domenico Cavallari (Associazione Target) in collaborazione con Associazione Il Deposito (Attilio Perissinotti e Enrico Muccin).
Related Posts with Thumbnails