Con Vittoria Rossi ho compilato per www.radiocoop.it una lista di brani dedicati al 25 aprile, la Liberazione dal fascismo, la Resistenza.
https://open.spotify.com/playlist/5ukcjhOVGhHM02DuggLOlK?si=9ba40422b9784cd5&pt=cf731604563248976455513cdfaa73df
Marc Ribot, Tom Waits - Bella Ciao
Leonard Cohen - The Partisan
Letizia Fuochi, Chiara Riondino - Silenzio e cammino
Enzo Jannacci - Sei minuti all'alba
Milva - 25 aprile 1945
I Gufi - Non maledire questo nostro tempo
Vinicio Capossela - 25 aprile
CSI - Linea Gotica
Offlaga Disco Pax - Sequoia
Ustmamò - Siamo i ribelli della montagna
Appino - La Festa della Liberazione
Gabriella Ferri - Via Rasella
Il Teatro degli Orrori - Compagna Teresa
Stormy Six - Dante Di Nanni
Marc Ribot, Meshell Ndegeocello - The Militant Ecologist
Yves Montand - Le Chant Des Partisans
Mercedes Sosa - Se Equivocò La Paloma
sabato, aprile 25, 2026
venerdì, aprile 24, 2026
AthletiQuillo - Abbecedario Pallonaro
AthletiQuillo è un collettivo formato da professori universitari, viaggiatori, uomini d’affari, burattinai, attori e osti. Scrive ricordando il Grande Torino e l’Honved di Puskás, il Celtic tra il 1965 e il 1974 e l’Arancia Meccanica olandese, il Corinthians di Sócrates e il Napoli di Maradona. Scrive con la testa e con il cuore. Scrive con le mani sporche di tinta, Guinness e Malvasia.
Ci si diverte molto per ritrovarsi anche immersi in un mare di nostalgia, a scorrere le pagine di questo libro, scritto a più mani da appassionati di "quel calcio là".
I nomi di cui si parla tornano alla memoria da un infinito passato, da quello più recente (Hidetoshi Nakata o Taribo West), ai tempi che furono (Giovanni Lodetti, Mario Kempes con la sua triste storia mai iniziata con il Fiorenzuola, Luis Silvio Danuello, Edmundo o Robin Friday), fino a nomi dimenticatissimi o ignoti come Vasilis Chadzipanagis, Rocco Pagano o Carlos Henrique Raposo che fece passare fior di squadre brasiliane senza mai scendere in campo una sola volta.
Scrivono tutti molto bene e con leggerezza, le pagine volano e il lettore rimane soddisfattissimo (con un pizzico di malinconia).
AthletiQuillo
Abbecedario Pallonaro
Garrincha Edizioni
200 pagine
17 euro
Ci si diverte molto per ritrovarsi anche immersi in un mare di nostalgia, a scorrere le pagine di questo libro, scritto a più mani da appassionati di "quel calcio là".
I nomi di cui si parla tornano alla memoria da un infinito passato, da quello più recente (Hidetoshi Nakata o Taribo West), ai tempi che furono (Giovanni Lodetti, Mario Kempes con la sua triste storia mai iniziata con il Fiorenzuola, Luis Silvio Danuello, Edmundo o Robin Friday), fino a nomi dimenticatissimi o ignoti come Vasilis Chadzipanagis, Rocco Pagano o Carlos Henrique Raposo che fece passare fior di squadre brasiliane senza mai scendere in campo una sola volta.
Scrivono tutti molto bene e con leggerezza, le pagine volano e il lettore rimane soddisfattissimo (con un pizzico di malinconia).
AthletiQuillo
Abbecedario Pallonaro
Garrincha Edizioni
200 pagine
17 euro
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Libri
giovedì, aprile 23, 2026
Dave Mason
La recente scomparsa di DAVE MASON, parziale anima dei primi Traffic, collaboratore di Jimi Hendrix, Wings, George Harrison, Fleetwood Mac, Eric Clapton e tanti altri), ci porta al suo esordio solista del 1970.
Al suo fianco membri di Derek and the Dominoes, Delaney and Bonnie, Jim Capaldi dei Traffic alla batteria, Rita Coolidge e una stampa originale molto curata e particolare.
Un disco tipicamente espressione del tempo, a cavallo tra Sessanta e Settanta, con retaggi del decennio precedenti e il mix di soul, folk, rock e blues dei primi anni di quello nuovo. "World In Changes" potrebbe tranquillamente stare su uno dei primi dischi dei Traffic (manca solo la voce di Steve Winwood), "Only You Know and I Know" e "Waitin' On You" hanno un passo tra Stones, tardi Small Faces e Humble Pie, in "Shouldn't Have Took More Than You Gave" viaggia nel migliore rock soul blues.
Un lavoro ancora molto gradevole da ascoltare per ricordare un eccellente musicista autore per i Traffic di due gioielli come "Hole in My Shoe" e "Feelin' Alright?"
Al suo fianco membri di Derek and the Dominoes, Delaney and Bonnie, Jim Capaldi dei Traffic alla batteria, Rita Coolidge e una stampa originale molto curata e particolare.
Un disco tipicamente espressione del tempo, a cavallo tra Sessanta e Settanta, con retaggi del decennio precedenti e il mix di soul, folk, rock e blues dei primi anni di quello nuovo. "World In Changes" potrebbe tranquillamente stare su uno dei primi dischi dei Traffic (manca solo la voce di Steve Winwood), "Only You Know and I Know" e "Waitin' On You" hanno un passo tra Stones, tardi Small Faces e Humble Pie, in "Shouldn't Have Took More Than You Gave" viaggia nel migliore rock soul blues.
Un lavoro ancora molto gradevole da ascoltare per ricordare un eccellente musicista autore per i Traffic di due gioielli come "Hole in My Shoe" e "Feelin' Alright?"
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Dischi
mercoledì, aprile 22, 2026
Miles Davis said
“Molte persone mi chiedono dove stia andando la musica oggi.
Credo che stia andando verso frasi (musicali) brevi.
Se ascoltate, chiunque abbia un po' di orecchio può sentirlo.
La musica è in continua evoluzione.
Cambia a causa dei tempi e della tecnologia disponibile, dei materiali con cui sono fatte le cose, come le auto di plastica invece che di acciaio.
Quindi, quando sentite un incidente oggi, il suono è diverso, non c'è più tutto quel metallo che si scontra come negli anni Quaranta e Cinquanta.
I musicisti captano i suoni e li incorporano nel loro modo di suonare, quindi la musica che creano sarà diversa.”
Miles: The Autobiography (1990)
Credo che stia andando verso frasi (musicali) brevi.
Se ascoltate, chiunque abbia un po' di orecchio può sentirlo.
La musica è in continua evoluzione.
Cambia a causa dei tempi e della tecnologia disponibile, dei materiali con cui sono fatte le cose, come le auto di plastica invece che di acciaio.
Quindi, quando sentite un incidente oggi, il suono è diverso, non c'è più tutto quel metallo che si scontra come negli anni Quaranta e Cinquanta.
I musicisti captano i suoni e li incorporano nel loro modo di suonare, quindi la musica che creano sarà diversa.”
Miles: The Autobiography (1990)
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martedì, aprile 21, 2026
La solitudine del sessionman
Dice Ellade Bandini (batterista con Guccini, Mina, Vecchioni, Paolo Conte, De André e mille altri):
Essendo svincolata dall'obbligo di adeguarsi alle mode e alle sonorità del momento, la canzone d'autore dagli anni Settanta in poi ha dato a vari sessionmen italiani la possibilità di rendersi riconoscibili presso un pubblico più attento e curioso, abituato a leggere i crediti specificati all'interno di un disco: produzione, studio di registrazione,, autori, ospiti e musicisti.
Un mondo lontanissimo.
Essendo svincolata dall'obbligo di adeguarsi alle mode e alle sonorità del momento, la canzone d'autore dagli anni Settanta in poi ha dato a vari sessionmen italiani la possibilità di rendersi riconoscibili presso un pubblico più attento e curioso, abituato a leggere i crediti specificati all'interno di un disco: produzione, studio di registrazione,, autori, ospiti e musicisti.
Un mondo lontanissimo.
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lunedì, aprile 20, 2026
Cresce la vendita del vinile in Italia
La vendita di dischi in vinile continua a crescere in Italia.
I dati del Report Fimi 2026 confermano infatti una crescita solida che nel 2025 ha generato 54,8 milioni di dollari di ricavi, segnando un incremento del +24% rispetto all'anno precedente.
Nel 2008 - anno di inaugurazione del Record Store Day - il formato in Italia valeva 1,9 milioni di dollari: in poco più di quindici anni, ha quindi registrato una crescita superiore al +2.780%, moltiplicando il proprio valore di quasi 29 volte e passando da mercato di nicchia a protagonista del segmento fisico.
Alla base di questa evoluzione - segnala la Federazione dell'industria musicale - c'è soprattutto il contributo dei superfan, una fascia di pubblico che vive la musica come strumento identitario e relazionale. Una categoria di consumatori che in Italia è pari al 12% del totale, a sostenere sia la domanda di vinili - con una particolare predilezione per l'acquisto di edizioni speciali e prodotti da collezione - sia la crescita dell'intero segmento fisico, che nel 2025 ha raggiunto quota 84,2 milioni di dollari (+21,9%).
Il vinile si afferma sempre più come un oggetto culturale, capace di rafforzare il legame tra artista e fan e di trasformare l'ascolto in un fenomeno esperienziale.
Fonte: ansa.it
I dati del Report Fimi 2026 confermano infatti una crescita solida che nel 2025 ha generato 54,8 milioni di dollari di ricavi, segnando un incremento del +24% rispetto all'anno precedente.
Nel 2008 - anno di inaugurazione del Record Store Day - il formato in Italia valeva 1,9 milioni di dollari: in poco più di quindici anni, ha quindi registrato una crescita superiore al +2.780%, moltiplicando il proprio valore di quasi 29 volte e passando da mercato di nicchia a protagonista del segmento fisico.
Alla base di questa evoluzione - segnala la Federazione dell'industria musicale - c'è soprattutto il contributo dei superfan, una fascia di pubblico che vive la musica come strumento identitario e relazionale. Una categoria di consumatori che in Italia è pari al 12% del totale, a sostenere sia la domanda di vinili - con una particolare predilezione per l'acquisto di edizioni speciali e prodotti da collezione - sia la crescita dell'intero segmento fisico, che nel 2025 ha raggiunto quota 84,2 milioni di dollari (+21,9%).
Il vinile si afferma sempre più come un oggetto culturale, capace di rafforzare il legame tra artista e fan e di trasformare l'ascolto in un fenomeno esperienziale.
Fonte: ansa.it
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sabato, aprile 18, 2026
Not Moving in concerto
NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour Sabato 25 aprile: Savona "Fortezza del Priamar" Venerdì 15 maggio: Bologna “Eufonica Festival”
A seguire nell'immediato:
Mercoledì 27 maggio: Genova “Giardini Luzzati”
Sabato 20 giugno: Livorno “Surfer Joe”
Venerdì 10 luglio: Bologna "Frida"
Sabato 11 luglio: Brugherio (Milano) "Increa Festival @ Masnada"
"That's All Folks!" Tour Sabato 25 aprile: Savona "Fortezza del Priamar" Venerdì 15 maggio: Bologna “Eufonica Festival”
A seguire nell'immediato:
Mercoledì 27 maggio: Genova “Giardini Luzzati”
Sabato 20 giugno: Livorno “Surfer Joe”
Venerdì 10 luglio: Bologna "Frida"
Sabato 11 luglio: Brugherio (Milano) "Increa Festival @ Masnada"
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Not Moving
venerdì, aprile 17, 2026
Ellade Bandini - L'Ellìade. Vita epica di un batterista
ELLADE BANDINI è tra i più importanti batteristi italiani, dal curriculum infinito, da De André a Guccini, Paolo Conte e Vinicio Capossela, fino a Al Bano a Branduardi, Mina, I Giganti di "Terra in bocca", Edoardo Bennato, Fabio Concato. Ma la lista è ancora molto lunga.
In questo libro si racconta, dagli esordi nelle orchestre tra anni Cinquanta e Sessanta all'approdo al grande giro discografico e concertistico dai Settanta in poi, tra aneddoti, riflessioni, considerazioni varie.
Il tutto con un grande uso dell'(auto) ironia e di una prosa leggera e veloce.
Ellade Bandini Ellìade Bandini
L'Ellìade. Vita epica di un batterista L'Ellaide. Vita epica di un batterista
Arcana Edizioni
170 pagine
19.50 euro
In questo libro si racconta, dagli esordi nelle orchestre tra anni Cinquanta e Sessanta all'approdo al grande giro discografico e concertistico dai Settanta in poi, tra aneddoti, riflessioni, considerazioni varie.
Il tutto con un grande uso dell'(auto) ironia e di una prosa leggera e veloce.
Ellade Bandini Ellìade Bandini
L'Ellìade. Vita epica di un batterista L'Ellaide. Vita epica di un batterista
Arcana Edizioni
170 pagine
19.50 euro
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Libri
giovedì, aprile 16, 2026
The Other Eyes Records
Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane più oscure per quanto super attive e interessantissime.
Tocca oggi alla OTHER EYES RECORDS e alle parole di uno dei promotori della label, Stefano Silva (anche chitarrista dei favolosi Temponauts).
Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette
Cosa vi ha spinto ad aprire un’etichetta impostata su un genere piuttosto di nicchia.
Ad un certo punto, a cavallo tra 2011 e 2012, iniziammo a pensare di dare una veste più uniforme alle varie uscite che periodicamente registravamo all’Elfo Studio di Tavernago (Piacenza), sotto la guida di Alberto Callegari.
Attorno al tavolo c’erano Alberto, i Warm Morning Brothers ed io, e poco più avanti arrivò Nick Maffi.
Il filo conduttore delle uscite era sia territoriale – la Valtidonian Record Company - che qualitativo, nel senso di andare ad esplorare lo spettro del pop - nel senso più ampio del termine - fatto con le chitarre.
Questo genere ha il brutto vizio che alle nostre latitudini ogni tanto sparisce, e noi volevamo assicurarci che, perlomeno nel nostro “mondo piccolo” questo non succedesse.
Le prime 3 uscite furono tra il 2012 e il 2013, l‘ultimo album dei Rookies prima dello shift verso i Backdoor Society, il secondo dei Temponauts e il secondo dei Warm Morning Brothers.
Erano un disco garage, uno tra jangle rock e paisley underground ed uno di folk-psych-pop. Sin dall’inizio la proposta era quindi varia, ma con il comune denominatore del culto per la forma canzone, e quindi inevitabilmente l‘amore per certi 60’s.
Direi quasi che la fondazione della label è stata l’evoluzione naturale di tanti anni passati insieme a far canzoni all’Elfo.
Quali sono le modalità di scelta delle vostre produzioni?
Sono ancora le stesse degli inizi, un criterio territoriale ed uno qualitativo: abbiamo in squadra gruppi che condividono i criteri di cui sopra come i Mean Frequency e i Feet Down Below di Piacenza, dediti a britpop e folk rock/americana, ma abbiamo anche cantautori inglesi, come Gregory Jones da Oxford, una penna felicissima tra britpop, cantautorato alla Ray Davies, e folk-pop; C’è Matt Purcell, il nostro amico australiano con il suo paisley aussie, tra powerpop e britpop.
Su Other Eyes abbiamo anche il ritorno dei Liquid Germs, storica eccellenza Valtidonese del surf-psych a tinte forti. Di recente riceviamo proposte per release in ambito pop folk, come ad esempio i Delta del Rio, da Roma, uno straordinario gruppo che viaggia tra le atmosfere del folk più intimista e quello dell’assolata west coast tra i 60’s e i primi 70’s.
Riceviamo un bel numero di proposte di quel genere ultimamente, e noi ne siamo più che contenti perché oggi in quell’ambito c’è tantissima qualità.
Quindi il criterio principale sono le belle canzoni che fanno sognare.
Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale?
Generalmente il “nostro” bocco di riferimento, almeno dai 35 anni in su. Con le ultime uscite segnalava il boss che c’è un piccolo cambiamento verso età più verdi.
Non so, probabilmente questa cappa plumbea che fa da fondale al nostro tempo già da un bel po’, forse spinge le persone a cercare una qualche cura delle proprie cose e della realtà del proprio piccolo mondo.
Noi siamo proprio lì, abbiamo deciso che se non mettiamo in campo qualcosa di bello verremo spazzati via da questa mestizia.
Al festivalino folk della label che abbiamo tenuto in 3 tappe quest’inverno spesso i più vecchi in sala eravamo noi del Comitato Centrale della Other Eyes. Siamo anche abbastanza vecchi per capire che non stiamo di fonte ad un campione significativo, però intanto è andata così. Vedremo.
C’è un minimo di ritorno economico per un’operazione del genere?
Nessun profitto ovviamente, quando ci sono 2 soldi da parte si fa uscire qualcuno che è sulla lista dei meritevoli.
Per le attività live (il festival della label) ci appoggiamo a realtà già presenti, come l’associazione Rock In Loco di Sarmato (PC), che sono dei veri eroi che han creduto in questa festa, e ci hanno messo a disposizione tutto, sia lo scorso anno per la prima edizione, che l’11 e 12 settembre prossimi per la seconda.
Poi noi siamo un collettivo, ognuno ha le sue competenze e ognuno cerca di far funzionare un po’ di cose, sempre guidati da Aberto, CEO, e dallo charme senza precedenti di un presidente come Simone Modicamore.
Però ritorni $ no.
Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
Abbiamo, come dicevamo prima, l’Other Eyes Festival, che teniamo a Sarmato in settembre.
Lo scorso anno abbiamo fatto un super concerto con quasi tutte le band attive del rooster, compresi Gregory e Matt. Nonostante un tempo infame è andata più che bene.
Quest’anno lo terremo un po’ prima, l’11 e 12 settembre, su 2 serate sempre a Sarmato, nell’area in cui si tiene anche il Sun Rock Fest.
Presto uscirà il bill, con belle sorprese. Proprio mentre seguivamo il Fest ci siamo accorti di quanto la proposta più squisitamente folk della OER stesse crescendo, con i Warm morning Brothers, Music from Neptune, Gregory Jones: pronti via abbiamo lanciato lo spin off invernale del festival, l’Other Eyes Winter Folk, 3 serate a Piacenza lo scorso inverno tra l’ARCI Belleri e il Chez Moi, con gruppi e artisti sia della OER che non, quali Maddalena Conni e Nico e i Loving Mushroom.
Cogliamo l’occasione qui per ringraziare ancora Maddalena, Nico e Nicola dell’ARCI Belleri, che hanno in pratica salvato il festival da una situazione sfavorevole venutasi a creare last minute.
Abbiamo potuto passare belle serate e presidiare un genere che, nelle sue varie declinazioni, dal fok 60’s, al pop, allo psych folk è solitamente lasciato un po’ ai margini. Esperienza che ripeteremo sicuramente il prossimo inverno.
Recentissima è la compilation della label. Verrà distribuita in omaggio con qualsiasi acquisto di artista/gruppo Other Eyes, e vede a partecipazione con un brano di chiunque abbia realizzato un’uscita con noi, oltre ad alcune chicche sempre legate all’attività di Elfo Studio.
Nei prossimi mesi realizzeremo anche un’operazione live in studio, sul nostro canale Youtube, con le band core del rooster.
E poi cerchiamo di presenziare con la bottega mobile OER alle varie iniziative musicali territoriali. Fortunatamente negli anni sono stati consolidati rapporti con labels e operatori internazionali, quali Kool Kat e Jigsaw Records per gi USA, Red Eye Records in Australia, Shiny Happy Records in Indonesia, che sono sempre interessati ad acquisto e distribuzione delle nostre uscite.
Purtroppo, lo storico distributore per l‘Europa nostro (e di tante altre piccole etichette come noi) ha chiuso i battenti, speriamo di trovare presto altri sbocchi.
A livello locale le nostre uscite poi sono sempre disponibili in negozio presso Alphaville a Piacenza, e da Backdoor a Torino.
La discografia completa.
Si possono trovare su www.othereyesrecords.com tutte le uscite della OER:
-Warm Morning Brothers:
The Boy and Marlene Ghost
Stolen Beauty
Too Far From The Stars
A Bunch Of Weeds
Free Your Mind/Farewell Summer
Not Scared Anymore
Somewhere Beyond the Abyss
-Temponauts
The Canticle of the Temponauts
-The Rookies
Things ever Said
-Sir Jack and the Grandma Modes
Inflatable Experience
Handmade Sheen Age
-Mean Frequency
A Your Lives
Brighter Dreams
-Clover
Over & Over
-Matt Purcell
Message To You
-Feet Down Below
Music From Stratosphere
-Delta De Rio
As My Eyes Do
-Liquid Germs
Return To Earth
-Liquid Germs/Operation Octopussy
Twiki No Kami (in collaborazione con Area Pirata)
-The Backdoor Society
I Won’t Love you/Backdoor City Blues 7”
-Music From Neptune
Music From Neptune
-Gregory Jones
Nowhere I’d Rather Be
-Karl Lagerfake
404
-Francesco Zucchi
Let It Rain
-The Kiara Ellis
Odio
-Gumbo Box
Gumbo Box
-Within You
The night Rock’n’roll broke
Contatti della label
www.othereyesrecords.com
instagram.com/othereyesrecords
instagram.com/othereyesfest
Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette
Cosa vi ha spinto ad aprire un’etichetta impostata su un genere piuttosto di nicchia.
Ad un certo punto, a cavallo tra 2011 e 2012, iniziammo a pensare di dare una veste più uniforme alle varie uscite che periodicamente registravamo all’Elfo Studio di Tavernago (Piacenza), sotto la guida di Alberto Callegari.
Attorno al tavolo c’erano Alberto, i Warm Morning Brothers ed io, e poco più avanti arrivò Nick Maffi.
Il filo conduttore delle uscite era sia territoriale – la Valtidonian Record Company - che qualitativo, nel senso di andare ad esplorare lo spettro del pop - nel senso più ampio del termine - fatto con le chitarre.
Questo genere ha il brutto vizio che alle nostre latitudini ogni tanto sparisce, e noi volevamo assicurarci che, perlomeno nel nostro “mondo piccolo” questo non succedesse.
Le prime 3 uscite furono tra il 2012 e il 2013, l‘ultimo album dei Rookies prima dello shift verso i Backdoor Society, il secondo dei Temponauts e il secondo dei Warm Morning Brothers.
Erano un disco garage, uno tra jangle rock e paisley underground ed uno di folk-psych-pop. Sin dall’inizio la proposta era quindi varia, ma con il comune denominatore del culto per la forma canzone, e quindi inevitabilmente l‘amore per certi 60’s.
Direi quasi che la fondazione della label è stata l’evoluzione naturale di tanti anni passati insieme a far canzoni all’Elfo.
Quali sono le modalità di scelta delle vostre produzioni?
Sono ancora le stesse degli inizi, un criterio territoriale ed uno qualitativo: abbiamo in squadra gruppi che condividono i criteri di cui sopra come i Mean Frequency e i Feet Down Below di Piacenza, dediti a britpop e folk rock/americana, ma abbiamo anche cantautori inglesi, come Gregory Jones da Oxford, una penna felicissima tra britpop, cantautorato alla Ray Davies, e folk-pop; C’è Matt Purcell, il nostro amico australiano con il suo paisley aussie, tra powerpop e britpop.
Su Other Eyes abbiamo anche il ritorno dei Liquid Germs, storica eccellenza Valtidonese del surf-psych a tinte forti. Di recente riceviamo proposte per release in ambito pop folk, come ad esempio i Delta del Rio, da Roma, uno straordinario gruppo che viaggia tra le atmosfere del folk più intimista e quello dell’assolata west coast tra i 60’s e i primi 70’s.
Riceviamo un bel numero di proposte di quel genere ultimamente, e noi ne siamo più che contenti perché oggi in quell’ambito c’è tantissima qualità.
Quindi il criterio principale sono le belle canzoni che fanno sognare.
Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale?
Generalmente il “nostro” bocco di riferimento, almeno dai 35 anni in su. Con le ultime uscite segnalava il boss che c’è un piccolo cambiamento verso età più verdi.
Non so, probabilmente questa cappa plumbea che fa da fondale al nostro tempo già da un bel po’, forse spinge le persone a cercare una qualche cura delle proprie cose e della realtà del proprio piccolo mondo.
Noi siamo proprio lì, abbiamo deciso che se non mettiamo in campo qualcosa di bello verremo spazzati via da questa mestizia.
Al festivalino folk della label che abbiamo tenuto in 3 tappe quest’inverno spesso i più vecchi in sala eravamo noi del Comitato Centrale della Other Eyes. Siamo anche abbastanza vecchi per capire che non stiamo di fonte ad un campione significativo, però intanto è andata così. Vedremo.
C’è un minimo di ritorno economico per un’operazione del genere?
Nessun profitto ovviamente, quando ci sono 2 soldi da parte si fa uscire qualcuno che è sulla lista dei meritevoli.
Per le attività live (il festival della label) ci appoggiamo a realtà già presenti, come l’associazione Rock In Loco di Sarmato (PC), che sono dei veri eroi che han creduto in questa festa, e ci hanno messo a disposizione tutto, sia lo scorso anno per la prima edizione, che l’11 e 12 settembre prossimi per la seconda.
Poi noi siamo un collettivo, ognuno ha le sue competenze e ognuno cerca di far funzionare un po’ di cose, sempre guidati da Aberto, CEO, e dallo charme senza precedenti di un presidente come Simone Modicamore.
Però ritorni $ no.
Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
Abbiamo, come dicevamo prima, l’Other Eyes Festival, che teniamo a Sarmato in settembre.
Lo scorso anno abbiamo fatto un super concerto con quasi tutte le band attive del rooster, compresi Gregory e Matt. Nonostante un tempo infame è andata più che bene.
Quest’anno lo terremo un po’ prima, l’11 e 12 settembre, su 2 serate sempre a Sarmato, nell’area in cui si tiene anche il Sun Rock Fest.
Presto uscirà il bill, con belle sorprese. Proprio mentre seguivamo il Fest ci siamo accorti di quanto la proposta più squisitamente folk della OER stesse crescendo, con i Warm morning Brothers, Music from Neptune, Gregory Jones: pronti via abbiamo lanciato lo spin off invernale del festival, l’Other Eyes Winter Folk, 3 serate a Piacenza lo scorso inverno tra l’ARCI Belleri e il Chez Moi, con gruppi e artisti sia della OER che non, quali Maddalena Conni e Nico e i Loving Mushroom.
Cogliamo l’occasione qui per ringraziare ancora Maddalena, Nico e Nicola dell’ARCI Belleri, che hanno in pratica salvato il festival da una situazione sfavorevole venutasi a creare last minute.
Abbiamo potuto passare belle serate e presidiare un genere che, nelle sue varie declinazioni, dal fok 60’s, al pop, allo psych folk è solitamente lasciato un po’ ai margini. Esperienza che ripeteremo sicuramente il prossimo inverno.
Recentissima è la compilation della label. Verrà distribuita in omaggio con qualsiasi acquisto di artista/gruppo Other Eyes, e vede a partecipazione con un brano di chiunque abbia realizzato un’uscita con noi, oltre ad alcune chicche sempre legate all’attività di Elfo Studio.
Nei prossimi mesi realizzeremo anche un’operazione live in studio, sul nostro canale Youtube, con le band core del rooster.
E poi cerchiamo di presenziare con la bottega mobile OER alle varie iniziative musicali territoriali. Fortunatamente negli anni sono stati consolidati rapporti con labels e operatori internazionali, quali Kool Kat e Jigsaw Records per gi USA, Red Eye Records in Australia, Shiny Happy Records in Indonesia, che sono sempre interessati ad acquisto e distribuzione delle nostre uscite.
Purtroppo, lo storico distributore per l‘Europa nostro (e di tante altre piccole etichette come noi) ha chiuso i battenti, speriamo di trovare presto altri sbocchi.
A livello locale le nostre uscite poi sono sempre disponibili in negozio presso Alphaville a Piacenza, e da Backdoor a Torino.
La discografia completa.
Si possono trovare su www.othereyesrecords.com tutte le uscite della OER:
-Warm Morning Brothers:
The Boy and Marlene Ghost
Stolen Beauty
Too Far From The Stars
A Bunch Of Weeds
Free Your Mind/Farewell Summer
Not Scared Anymore
Somewhere Beyond the Abyss
-Temponauts
The Canticle of the Temponauts
-The Rookies
Things ever Said
-Sir Jack and the Grandma Modes
Inflatable Experience
Handmade Sheen Age
-Mean Frequency
A Your Lives
Brighter Dreams
-Clover
Over & Over
-Matt Purcell
Message To You
-Feet Down Below
Music From Stratosphere
-Delta De Rio
As My Eyes Do
-Liquid Germs
Return To Earth
-Liquid Germs/Operation Octopussy
Twiki No Kami (in collaborazione con Area Pirata)
-The Backdoor Society
I Won’t Love you/Backdoor City Blues 7”
-Music From Neptune
Music From Neptune
-Gregory Jones
Nowhere I’d Rather Be
-Karl Lagerfake
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Gumbo Box
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mercoledì, aprile 15, 2026
Orbited Factory
Dall'amico PincoPanco (https://www.facebook.com/pincopancoeccentrico) la presentazione dell'etichetta ORBITED FACTORY.
Orbited Factory is a label born to pay homage to Oliver’s “Standing Stone” through a series of reinterpretations of the album’s songs, performed by artists from later generations. Nel 1974 in Galles, Oliver Chaplin pubblica, in sole 250 copie, un album tanto originale quanto misterioso: “Standing Stone”.
Ma di cosa si tratta? Oliver registra, nella sua fattoria, una serie di canzoni legate al folk e al blues ma imbevute di psichedelia.
E, con l’aiuto di suo fratello Chris, ingegnere del suono della BBC, confeziona il lavoro prima con la copertina blu e poi con la copertina verde. Chris, a quel punto, regala alcune copie del disco ai suoi colleghi ma i dj non possono passare in radio i pezzi di un’autoproduzione.
Allora l’ingegnere si accorda con la Virgin per mettere altre copie dell’album in conto vendita in negozio. Oliver, però, non sottoscrive il contratto e parte per un viaggio in Grecia.
E, al suo ritorno in Galles, si dedica a tempo pieno al mestiere di fattore.
“Standing Stone” cade, così, nel dimenticatoio per molto tempo. Con il passare dei decenni, quel disco così strano e così raro diventa un oggetto di culto. Dopo le prime riedizioni degli anni ’90, nel 2022 la Guerssen ristampa “Standing Stone” in grande stile, con la copertina verde.
E quest’anno rilancia l’album in una nuova edizione con la copertina blu.
L’obiettivo dell’operazione è quello di riproporre il misconosciuto capolavoro della tarda psichedelia nella sua veste originale, cercando di prestare più attenzione possibile ai dettagli.
Rispetto alla prima tiratura, però, la ristampa contiene anche le note di Richard Allen sulla vita di Oliver e uno scritto di Giacomo Checcucci sulla fortuna di “Standing Stone”.
L’edizione in vinile blu è andata esaurita in 24 ore dal lancio del preordine, a riprova del crescente interesse per questo disco.
Ma resta disponibile l’edizione in vinile nero, sempre con copertina blu. Orbited Factory: come la Virgin ma senza aerei.
Unitamente all’uscita della ristampa della Guerssen, è nata un’etichetta che omaggia quel capitolo così trascurato della storia della musica.
Orbited Factory pubblica, per ora solo su Bandcamp, una serie di singoli di artisti delle generazioni successive a quella di Oliver alle prese con i brani di “Standing Stone”.
Il progetto si chiama “Stepping Stone” come quelle pietre che garantiscono un appoggio sicuro a chi vuole guadare un fiume. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è accompagnare gli ascoltatori alla scoperta dei tesori di “Standing Stone” e dimostrare quanto quell’opera possa ancora essere materia viva nella scena musicale di oggi.
Insomma, il lavoro di Orbited Factory fornisce sostegni stabili per passare agevolmente da una sponda all’altra del fiume, per rivalutare la gemma perduta del 1974 e approfondire i musicisti attivi nel 2026.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/ L’iniziativa è curata da Giacomo Checcucci, produttore esecutivo e direttore artistico, Jethro Chaplin, nipote di Oliver e ingegnere del suono, e Jacopo Valli (geometrichorsehair), supervisore del lavoro.
Ogni canzone è registrata dall’artista di turno nel suo studio di fiducia ma viene masterizzata da Jethro ai Mwnci Studios in Galles.
Per ora sono usciti quattro singoli. Hey Danny Young ha inciso una rilettura di “Trance” con telefoni vintage e registratori giocattolo, in piena sintonia con l’approccio di Oliver.
Nella sua cover di “Flowers on a Hill”, invece, Kevin Coleman ha fuso l’american primitive alla sperimentazione elettronica, riproducendo i suoni creati in fattoria con i ronzii di un synth. Isaiah True Weaver, poi, ha reinterpretato “Orbit Your Factory”, riuscendo a cogliere la passione dell’autore per i paesaggi naturali e l’autonomia artistica.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/flowers-on-a-hill Il 7 aprile è uscito il quarto singolo: una rivisitazione di “Where’s My Motorbike”, la traccia che chiude “Standing Stone”, ad opera di Jason Simon, cantante e chitarrista dei Dead Meadow. In questo caso, Simon riesce nell’impresa di cambiare l’umore generale del brano. Nella versione originale, infatti, "Where's My Motorbike" è una canzone spensierata e divertita: Oliver sembra scherzare quando chiede dove sia finita la sua moto. Nella reinterpretazione di Simon, invece, l'atmosfera diventa molto più cupa e inquietante.
Quando il cantante pronuncia l'unica frase del pezzo, "where's my motorbike" appunto, è evidente che dietro a quella domanda si nasconda un presagio sinistro. In fondo, è proprio così che si creano le grandi cover: rimanendo fedeli allo spirito dell'originale ma invertendo, in modo deciso, la direzione del brano.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/wheres-my-motorbike
Il prossimo singolo, il quinto, verrà pubblicato martedì 21 aprile.
Il protagonista sarà Momus, il geniale musicista scozzese. Il titolo del brano, invece, è ancora segreto. Invitiamo tutti ad acquistare una copia di “Standing Stone” nella nuova ristampa della Guerssen e a supportare il progetto “Stepping Stone” di Orbited Factory.
Orbited Factory is a label born to pay homage to Oliver’s “Standing Stone” through a series of reinterpretations of the album’s songs, performed by artists from later generations. Nel 1974 in Galles, Oliver Chaplin pubblica, in sole 250 copie, un album tanto originale quanto misterioso: “Standing Stone”.
Ma di cosa si tratta? Oliver registra, nella sua fattoria, una serie di canzoni legate al folk e al blues ma imbevute di psichedelia.
E, con l’aiuto di suo fratello Chris, ingegnere del suono della BBC, confeziona il lavoro prima con la copertina blu e poi con la copertina verde. Chris, a quel punto, regala alcune copie del disco ai suoi colleghi ma i dj non possono passare in radio i pezzi di un’autoproduzione.
Allora l’ingegnere si accorda con la Virgin per mettere altre copie dell’album in conto vendita in negozio. Oliver, però, non sottoscrive il contratto e parte per un viaggio in Grecia.
E, al suo ritorno in Galles, si dedica a tempo pieno al mestiere di fattore.
“Standing Stone” cade, così, nel dimenticatoio per molto tempo. Con il passare dei decenni, quel disco così strano e così raro diventa un oggetto di culto. Dopo le prime riedizioni degli anni ’90, nel 2022 la Guerssen ristampa “Standing Stone” in grande stile, con la copertina verde.
E quest’anno rilancia l’album in una nuova edizione con la copertina blu.
L’obiettivo dell’operazione è quello di riproporre il misconosciuto capolavoro della tarda psichedelia nella sua veste originale, cercando di prestare più attenzione possibile ai dettagli.
Rispetto alla prima tiratura, però, la ristampa contiene anche le note di Richard Allen sulla vita di Oliver e uno scritto di Giacomo Checcucci sulla fortuna di “Standing Stone”.
L’edizione in vinile blu è andata esaurita in 24 ore dal lancio del preordine, a riprova del crescente interesse per questo disco.
Ma resta disponibile l’edizione in vinile nero, sempre con copertina blu. Orbited Factory: come la Virgin ma senza aerei.
Unitamente all’uscita della ristampa della Guerssen, è nata un’etichetta che omaggia quel capitolo così trascurato della storia della musica.
Orbited Factory pubblica, per ora solo su Bandcamp, una serie di singoli di artisti delle generazioni successive a quella di Oliver alle prese con i brani di “Standing Stone”.
Il progetto si chiama “Stepping Stone” come quelle pietre che garantiscono un appoggio sicuro a chi vuole guadare un fiume. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è accompagnare gli ascoltatori alla scoperta dei tesori di “Standing Stone” e dimostrare quanto quell’opera possa ancora essere materia viva nella scena musicale di oggi.
Insomma, il lavoro di Orbited Factory fornisce sostegni stabili per passare agevolmente da una sponda all’altra del fiume, per rivalutare la gemma perduta del 1974 e approfondire i musicisti attivi nel 2026.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/ L’iniziativa è curata da Giacomo Checcucci, produttore esecutivo e direttore artistico, Jethro Chaplin, nipote di Oliver e ingegnere del suono, e Jacopo Valli (geometrichorsehair), supervisore del lavoro.
Ogni canzone è registrata dall’artista di turno nel suo studio di fiducia ma viene masterizzata da Jethro ai Mwnci Studios in Galles.
Per ora sono usciti quattro singoli. Hey Danny Young ha inciso una rilettura di “Trance” con telefoni vintage e registratori giocattolo, in piena sintonia con l’approccio di Oliver.
Nella sua cover di “Flowers on a Hill”, invece, Kevin Coleman ha fuso l’american primitive alla sperimentazione elettronica, riproducendo i suoni creati in fattoria con i ronzii di un synth. Isaiah True Weaver, poi, ha reinterpretato “Orbit Your Factory”, riuscendo a cogliere la passione dell’autore per i paesaggi naturali e l’autonomia artistica.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/flowers-on-a-hill Il 7 aprile è uscito il quarto singolo: una rivisitazione di “Where’s My Motorbike”, la traccia che chiude “Standing Stone”, ad opera di Jason Simon, cantante e chitarrista dei Dead Meadow. In questo caso, Simon riesce nell’impresa di cambiare l’umore generale del brano. Nella versione originale, infatti, "Where's My Motorbike" è una canzone spensierata e divertita: Oliver sembra scherzare quando chiede dove sia finita la sua moto. Nella reinterpretazione di Simon, invece, l'atmosfera diventa molto più cupa e inquietante.
Quando il cantante pronuncia l'unica frase del pezzo, "where's my motorbike" appunto, è evidente che dietro a quella domanda si nasconda un presagio sinistro. In fondo, è proprio così che si creano le grandi cover: rimanendo fedeli allo spirito dell'originale ma invertendo, in modo deciso, la direzione del brano.
https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/wheres-my-motorbike
Il prossimo singolo, il quinto, verrà pubblicato martedì 21 aprile.
Il protagonista sarà Momus, il geniale musicista scozzese. Il titolo del brano, invece, è ancora segreto. Invitiamo tutti ad acquistare una copia di “Standing Stone” nella nuova ristampa della Guerssen e a supportare il progetto “Stepping Stone” di Orbited Factory.
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