martedì, giugno 15, 2021

Mario De Biase



Segnalo la mostra:
MARIO DE BIASI. FOTOGRAFIE 1947-2003
DAL 13 MAGGIO 2021 AL 9 GENNAIO 2022
La Casa dei Tre Oci di Venezia


https://www.treoci.org/it/

Grande forografo italiano protagonista in prima persona (fu ferito a una spalla durante la rivolta) del reportage durante la rivolta antisovietica in Ungheria del 1956 ma che ritrasse anche grandi dello spettacolo come Marlene Dietrich, Brigitte Bardot e Sophia Loren.
Lavorò a lungo per il settimanale "Epoca", vincitore dell'Ambrogino d'Oro nel 2006.

Nel nel 1994 la sua foto "Gli italiani si voltano" (in cui è ritratta, di spalle, una giovane Moira Orfei) è stata esposta al museo Guggenheim di New York.

sabato, giugno 12, 2021

° Nat Turner Rebellion - Laugh To Keep From Crying
° AA.VV. - Jugoton Funk Vol 1
° Syndicate - Conveyance
° Carl Smith And The Natural Gas Company – Burnin’



NAT TURNER REBELLION - Laugh To Keep From Crying
Joseph Jefferson era il leader nei primi 70 di questa superlativa band di Filadelfia. Scrisse poi una serie di hit per O'Jays, Dionne Warvick, Spinners, Stylistics.
Con questa band riuscì a portare a casa solo una serie di sfortunati 45 giri.
Finalmente esce l'album mai pubblicato. Che non brilla di originalità ma é comunque una bomba di brani alla Temptations, Curtis Mayfield, Sly and the Family Stone, con titoli eloquenti come Tribute To A Slave o Love Peace & Understanding.


AA.VV. - Jugoton Funk Vol 1 – A Decade Of Non-Aligned Beats, Soul, Disco, & Jazz 1969 to 1979
Spettacolare compilation che raccoglie 20 brani estrapolati dal catalogo dell'etichetta Jugoton, la più importante e prolifica della Yugoslavia. Il repertorio é incentrato su funk, soul, disco, tra il 1969 e il 1979. Con risultati sorprendenti tra brani in puro stile blaxploitation, impetuosi disco rock, splendidi funk soul dal ritmo arrembante, arrangiamenti con fiati e Hammond da paura, tecnica esecutiva di primissima qualità. Con riferimenti al sound Mediterraneo e un'originalità e personalità uniche. Un curioso gioiello dimenticato, da scoprire assolutamente.


CARL SMITH AND THE NATURAL GAS COMPANY – Burnin’
Registrato e pubblicato nel 1980 ma velocemente scomparso dalla circolazione per motivi contrattuali, rivive uno spettacolare album di una storica band di Portland, Oregon.
Figlia della Carl Smith Orchestra, in pista già dal 1959 e tuttora in attività, passata negli anni da un mix di jazz e rock 'n' roll a un funk/fusion/jazz/soul di incredibile fattura.
Nella band si sono avvicendati decine di ragazzi e ragazze, poi volati in moltissime altre esperienze. E' una goduria ascoltare la qualità superlativa dei musicisti, virtuosi dei rispettivi strumenti, con arrangiamenti da togliere il fiato, voci bellissime.
Da ascoltare assolutamente!




SYNDICATE - Conveyance
Super groovy funk latin soul dal New Mexico.
Unico loro album, uscito nel 1977, con brani di incredibile efficacia. Inclusa una cover di "Gimme your love" di Curtis Mayfield, all'altezza dell'originale.

venerdì, giugno 11, 2021

Ettore Sorrentino - Poliziottesco & Blaxploitation. Costretti a sparare



Intrigante saggio che mette a confronto, con un'attenta e accurata analisi, due "generi" cinematografici non di rado molto controversi come la Blaxploitation e il nostrano Poliziottesco.

Spesso intrisi di violenza gratuita e spettacolarizzata, di tutori dell'ordine "sbrigativi" e giustizieri anche se, in molti loro aspetti, portatori di messaggi politico/sociali trasversali, sottesi alle vicende narrate.

La Blaxploitation ("Film che trattano tematiche sulla popolazione afroamericana urbanizzata, con attori di colore") mette al centro il ruolo del Black Man, non più secondario al bianco ma in primo piano, eroe, lontano dal primo esempio di uomo di colore "protagonista" come Sidney Poitier, "colto, intelligente e ben vestito, lontano dall'immaginario del ghetto, simbolo della borghesia di colore in ascesa che diventa apprezzato sia dal pubblico bianco che da quello nero".
Vedi "Indovina chi viene a cena" o il mitico "La calda notte dell'ispettore Tibbs" proto film Blaxploitation.
Il genere, sublimato da pellicole come "Shaft" o "Superfly" perderà nel tempo efficacia.
"I film basati sullo stereotipo del nero armato, campione di arti marziali e vendicativo, perdono indubbiamente quel substrato politico che aveva caratterizzato la nascita del genere. I temi della coscienza e della militanza nera diventano pretesto per spettacolarizzare gli aspetti più folk e superficiali dell'immaginario collettivo".

Il Poliziottesco italiano parte da altre coordinate.
E' la malavita nostrana che si confronta con poliziotti che cercano, in contrasto con corruzione, collusione e indifferenza delle istituzioni, di far rispettare la legge.
Aspetto che frutterà non di rado l'accusa che i film in questione abbiano connotati "di destra".
"La città é loro ostile, i cittadini avviliti dalle continue violenze e dal clima d'incertezza post 68, sono un ostacolo al trionfo del bene e alla valorizzazione positiva dell'eroe...lo sbirro non ha la capacità di cambiare le cose, non é un risolutore, soltanto vittima di un'Italia confusa e criminale".

Il libro ripercorre origini, esplosione e involuzione dei generi, sottolineando anche l'importanza delle colonne sonore che da Morricone a Curtsi Mayfield, hanno prodotto veri e propri capolavori.

Ulteriore nota il ruolo della donna, pressoché assente, se non nello sfondo, nei film italiani, protagonista solo quando il genere assimilerà parti sexy.
Nella blaxploitation più presente, anche se quasi sempre relegato all'immagine di preda sessuale.
Con l'eccezione della fantastica Pam Grier, perfetto modello di donna al di sopra del controllo maschile.

Ettore Sorrentino
Poliziottesco & Blaxploitation. Costretti a sparare
Weird Book
euro 19.90

giovedì, giugno 10, 2021

Matteo Guarnaccia - Mala moda



Un interessante saggio di Matteo Guarnaccia, artista e storico del costume, luminare dell'osservazione dei cambiamenti stilistici e sociali da 60 anni a questa parte, corredato da ben 70 tavole da lui disegnate e commentate, sull'influenza che la malavita ha ha avuto sull'estetica e sulla moda.

Si va dai banditi ai briganti, dai pachucos ai guappi, arrivando alle forme più attuali.
"Essere o sembrare loschi rappresenta la nuova idea di coolness, tra teste rasate, esibizione di tatuaggi da colonia penale, tutine da arresti domiciliari, sneakers senza calze, cani aggressivi usati come accessorio".

La premessa riassume bene il concetto:
Il bad boy, l'eroe negativo, temuto e rispettato, seguito nelle sue fortune e nelle sue disgrazie, gioca un ruolo centrale nella storia dell'entertainment...il crimine é una cosa seria e quanto più é pericoloso per la società, tanto più nutre le vertigini e gli appetiti di scrittori, attori, musicisti che si adoperano per farlo diventare spettacolo, accorciando la distanza tra strada e palcoscenico, tra luogo del delitto e luogo dell'intrattenimento e viceversa.

Allo stesso modo, soprattutto in una società come quella contemporanea dove l'apparenza é ben più importante della sostanza:
"Sembrare un duro e recitarne il ruolo è già una parte della soluzione. L'importante, più che essere rudi o piantagrane, é sembrare tali"..."gli abiti sono armi d'offesa tese a sottolineare il culto della virilità a dimostrare un senso di impazienza e fastidio vero il prossimo, come trofei di caccia che rimandano a vite spericolate".

Un lavoro particolarmente adatto soprattutto per chi ama approfondire la conoscenza di tutto ciò che gravita intorno al concetto di sottoculture.

Matteo Guarnaccia
Mala moda
Milieu Edizioni
euro 16,90

mercoledì, giugno 09, 2021

Dexy's Midnight Runners - Geno


Il secondo singolo della band di Kevin Rowland, uscito il 15 marzo 1980.
Il brano era originariamente destinato alla B side di "Breakin' Down the Walls of Heartache" ma l'insistenza della band indusse l'etichetta a farne una A side, con cui filarono in testa alle charts inglesi per due settimane consecutive.
Composto da Kevin Rowland e dal chitarrista Kevin Al Archer (che abbandonò presto il gruppo in disaccordo con la direzione artistica di Rowland).

Il brano é un omaggio al grande soul man Geno Washington che con la sua Ram Jam Band infiammò i palchi mod e rhythm and blues inglesi dei mid 60's.
Rowland evoca un concerto di Geno che vide nel 1968 al Railway Hotel.
Il caratteristico riff dei fiati é plagiato (insieme a buona parte delle strofe) da "Your one and the only man" di Zoot Money Big Roll Band (https://www.youtube.com/watch?v=UBbxtTJ3ITQ).

Il testo parla di quella serata al cospetto dell'idolo Geno Washington. Non a caso viene citato un suo singolo "Michael (the lover)", uscito nel 1967, cover di un brano dei C.O.D.s: "But you were Michael the lover / The fighter that won".
Sempre nel testo si fa riferimento all'origine del nome della band "This man was my bombers, my dexys, my high." (le dexy's erano pillole eccitanti di dexedrina.

"Ho visto Geno Washington nel 68 al Railway Hotel di Harrow.
Avevo 15 anni e uscivo con tutti ragazzi più grandi, dovevi avere 18 anni per entrare.
Mod con i capelli corti e dall'aspetto cool che si stavano trasformando in skinhead."
(Kevin Rowland).

"Geno" a TOTP 1980
https://www.youtube.com/watch?v=Z5KgMUgvtig

Un frammento del video originale:
https://www.youtube.com/watch?v=dbBZ5m2BrUg
Al Archer: "Le cose che si vedono nel video le facevamo abitualmente, non pagare il biglietto della metro, saltando i tornelli, non é una scena".

Splendida versione caraibbean del 2013 con la Jools Holland Orchestra:
https://www.youtube.com/watch?v=c7H5Bdze9OM

Il riff é stato campionato dai nostri Club Dogo in "Dogozilla":
https://www.youtube.com/watch?v=z_K9cDkFgx8

martedì, giugno 08, 2021

Tracey Thorn - My rock 'n' roll friend



Tracey Thorn, inconfondibile voce degli Everything But The Girl, protagonista di un'ottima carriera solista, giornalista e scrittrice, racconta la sua amicizia con Lindy Morrison, ex batterista dei Go Betweens.

Timida e e riservata la prima, vulcanica, esplosiva, disordinata, militante, la seconda. ("You are loud where I am quiet, excitable where I try to be calm, unguarded where I am reserved. You can be outrageous").

"Ci sono state pioniere come in tutto ciò che le donne hanno lottato per fare, hanno chiesto il diritto di fare e sono state scoraggiate dal fare.
Ogni donna batterista ha veramente voluto fare quello. Ha dovuto ignorare la parola NO.
Ha dovuto dire alla gente di andarsene affanculo".
(Lindy Morrison)

Una relazione intima, speciale, che si sviluppa tra incontri diretti e anni di lontananza (l'una in Inghilterra, l'altra nella natìa Australia), da cui traspaiono tante cose: il maschilismo che subiscono ancora le donne in ambito musicale, il razzismo che resiste in Australia, riflessioni intense e lucidissime da un punto di vista femminista (non il femminismo da rotocalco ma un vissuto "sulla strada" molto più spietato e reale).

Con Lindy che diventa "Just the Drummer" oppure "The Woman in the band" e Tracey in una recensione "la 57enne madre e moglie" non la "57enne cantante e autrice".
"In un certo senso il femminismo è solo la lunga lenta realizzazione che le cose che ami ti odiano" (Lindy West)

Il libro é bello, divertente, leggero, a tratti drammatico e triste ma sempre colto, vero e sincero.
"Così questo é ciò che offro. Una versione della sua vita.
Una visione da dentro e da fuori di lei e di noi. Quello che mi é sembrato che fosse"


Tracey Thorn
My rock 'n' roll friend
Canon Gate
17 sterline

Lindy & Tracey - Now and Then

lunedì, giugno 07, 2021

Francesco Adinolfi - Mondo Exotica



Riprendo l'articolo di ieri per "Libertà" sulla musica "exotica" che prende spunto dalla ristampa di "Mondo Exotica", seminale libro di Francesco Adinolfi.

Un Martini da sorseggiare, abbigliamento sobrio ma molto elegante e raffinato, arredamento stiloso, dai colori vivaci e dalle forme arrotondate, in un conturbante night club.
In sottofondo una musica divertente, ammaliante, facile e fresca. La possiamo chiamare Cocktail Music, Exotica o Lounge.
Che vuol dire tutto e niente, visto che abbraccia un universo di suoni, influenze, ritmi, radici.

Per saperne non di più ma, anzi, tutto, veramente tutto,, in ogni dettaglio, é stato ristampato da Marsilio Editore, dopo venti anni dalla prima pubblicazione, “Mondo Exotica” a cura di Francesco Adinolfi, veterano del giornalismo musicale italiano, dal glorioso “Ciao 2001” al “Manifesto” e “Espresso”, fino a storiche trasmissioni a Radio Rai come “Stereonotte” e a una lunga lista di libri.
Un libro che nel 2009 vinse l'ARSC Award for Excellence in Historical Recorded Sound Reasearch.

Più che meritato perché in queste seicento pagine si scandagliano origini musicali, artistiche ma anche culturali e sociali del genere.
Lo stesso autore esemplifica il contesto:
“Una pozione intossicante, colma di suoni, manie, immaginari che da allora (anni 50) continua a ispirare musica, cinema, televisione, pubblicità, moda. Con la “generazione cocktail” sono affiorati e tornati in auge stili, ritmi, scenari che in passato erano di esclusiva pertinenza del “mondo degli adulti” e quindi tanto più distanti da “recuperi giovanili".
Tanti gruppi si sono appropriati dei suoni di mamma e papà piegandoli a una vibrante temporaneità. Con l'avvento della Generazione Cocktail si sono così ribaltati codici artistici e comportamentali, si é conferita “dignità musicale” a un gruppo sociale (gli adulti) eternamente percepito come il regno della letargìa e dell'immobilismo, il primo nemico da (ab)battere sulla via della liberazione culturale”
.
E ancora:
“Sollecitata dalla mancanza di fascino nel progresso, la Generazione Cocktail ha reagito proponendo l'ultimo recupero possibile, il più improbabile e forse il più rivoluzionario. Una specie di grado zero della ribellione, una provocatoria riabilitazione di suoni parentali a cui negli anni tante sottoculture si erano invece ribellate (dal rock n' roll, al punk, alla techno)”.

Infatti, inaspettatamente, negli anni 90, in cui ruggiva il grunge e la musica pop elettronica monopolizzava le classifiche, un nutrito gruppo di nuovi nomi, trasversalmente in ogni parte del mondo, riprese in mano dimenticatissimi e disprezzati dischi di “musica da sottofondo”, colonne sonore di film di serie B, bizzarrie di sapore pseudo esotico, surf, strambo jazz e li ripropose in chiave moderna.
Dai giapponesi Pizzicato Five (diventati star in patria ma non solo), Cibo Matto e 5,6,7,8's (famose dopo l'apparizione in “Kill Bill” di Tarantino), ai nostri Montefiori Cocktail e Nicola Conte, i tedeschi Frank Popp Ensemble, gli inglesi Karminsky Experience e Stereolab, l'ex Faith No More, Mike Patton, con il progetto Mr.Bungle e poi Mondo Cane, per citarne solo alcuni, fu un tuffo in sonorità stranissime.

“Negli anni novanta il ricicalggio culturale si é rivelato globale, invadente, reiterato e, quanto più l'inconscio risulta influenzato dai media (televisione e cinema soprattutto) in cui immagini di epoche diverse coesistono nello stesso spirito del tempo, tanto più si é indotti a perdere il senso della propria storicità.
Tanti “passati” mescolati tra loro e interni al presente, finiscono inevitabilmente per togliere al futuro gran parte del suo fascino”.


Le radici hanno origini lontane, quando, soprattutto in America, si incominciò a proporre musica di matrice pseudo “esotica”.
Ovvero una liofilizzazione di presunte influenze polinesiane, latine, orientali o africane.
Utilizzando spesso strumenti insoliti “provenienti da varie parti del mondo, per conferire ai brani un senso di alterità e spiazzamento temporale”.
Ma senza alcuna volontà o pretesa di essere fedeli alla cultura musicale a cui ci si riferiva, anzi, esattamente il contrario.
Come disse Martin Denny, uno dei principali pionieri del genere:
“La mia musica é sempre stata finzione, così come un libro può essere finzione. Tutto é sempre stato frutto della mia immaginazione, una miscela di idee mie e di quelle dei musicisti che suonavano con me. Dalla mia musica non dovevi aspettarti autenticità ma solo suggerimenti.
Io, ad esempio, suggerivo come poteva essere la musica cinese o africana.
Inoltre il pubblico voleva evadere, voleva immaginarsi posti lontani. Voglio dire, io ho suonato cose africane ma non sono mai stato in Africa; però ho ascoltato musica africana e dunque potevo riprodurre alcuni di quei suoni. L'ho fatto e sono entrati a far parte della musica Exotica”.


Il primo album che può essere definito, a ragion veduta, il pioniere del genere in oggetto esce nel 1951.
E' di Les Baxter e si intitola Ritual Of The Savage.
Fin dal titolo é l'epitome del concetto della musica e del Mondo Exotica: americanizzare suoni di origine “lontana”, “una musica che faceva dello stereotipo assoluto e totalizzante il suo assunto di fondo”.
Nei brani si utilizzano ritmi latini, samba, mambo, percussioni per evocare atmosfere africane.
Inconsapevolmente citando le origini di quei ritmi, che arrivavano dagli schiavi africani deportati nelle Americhe.
Un approccio che, sempre inconsapevolmente (vogliamo sperare) nasconde, ma non troppo, uno sfondo razzista.
Le riviste americane (ma abbiamo avuto anche in Italia un corrispettivo angosciante durante la malefica avventura coloniale africana) mostravano spesso immagini di donne africane, asiatiche e polinesiali in topless “sollecitando una eroticizzazione di tutto ciò che apparisse “esotico e primitivo” e dunque distante dai codici comportamentali occidentali.
Era come se fuori dai confini nazionali esistesse un mondo idilliaco e per niente ostile”
.
Paradossalmente proprio negli anni in cui esplodono le lotte e le guerre di indipendenza in mezzo mondo, dall'Africa, all'Asia, al Centro America, per affrancarsi dal dominio coloniale delle grandi potenze.

“L'exotica consentiva di immaginarsi spazi e tempi immobili, mondi di infinita meraviglia in cui sfogare libidini e mitigare tensioni politiche e sociali.”
Come sottolineato anche l'Italia non fu immune da questo approccio, fino agli anni settanta inoltrati, in cui la cinematografia nostrana indulgeva spesso su film a sfondo “esotico/erotico” in cui le protagoniste femminili (africane, asiatiche, “esotiche”) “erano sganciate da codici e obblighi morali, di cui l'Occidente bianco doveva sapere approffittare almeno per una notte. L'”altra” era un animale solo sessuale di cui abusare o farsi travolgere e infine ripudiare”.

L'universo sonoro della Cocktail Music passa anche e molto spesso attraverso le colonne sonore di film difficilmente ascrivibili tra i capolavori ma i cui autori sono assurti a veri e propri monumenti della musica italiana e non solo, dal grande Maestro Ennio Morricone a Piero Piccioni, Piero Umiliani, Nico Fidenco, Armando Trovajoli, diventati punti di riferimento per il genere. Che non é solo musichetta sciocca e facile ma che affonda non di rado le radici anche nel jazz, nel funk, nel blues (vedi la grande colonna sonora de “I soliti ignoti”, curata da Piero Umiliani).
Curiosa anche una escursione nei night club degli anni Sessanta nostrani, dove risuonavano ritmi e balli conturbanti e misteriosi, basati su ritmiche latine e africane, come rumba, samba, cha cha cha, bajon, spirù, raspa, conga, le cui atmosfere ritroviamo spesso nei film dell'epoca, “La dolce vita”, ad esempio.

Ma ricordiamo anche la vicenda dell'incredibile cantante peruviana Yma Sumac, discendente dell'ultimo imperatore Inca, assurta a fama mondiale grazie a una voce unica, in grado di raggiungere estensioni disumane.
Fu un vero e proprio idolo negli anni 60, dalle Americhe all'Unione Sovietica e rimane una delle stelle della Exotica. L'aspetto interessante di questo ampio spettro sonoro é che, come ci insegna il libro, i meandri in cui si districa e riversa questo strano miscuglio di suoni sono apparentemente infiniti.
Ogni disco, artista, epoca, sono solo punti di partenza verso ulteriori nicchie in cui scavare e trovare nuovi stimoli e materiale intrigante. Probailmente sarà difficile rinvenire capolavori di inestimabile valore ma tanto divertimento sicuramente si.
E non é cosa da poco.

Francesco Adinolfi
Mondo Exotica
Marsilio
euro 19

domenica, giugno 06, 2021

Se il cielo é tradito - La storia di Claudio Galuzzi



SE IL CIELO È TRADITO
LA STORIA DI CLAUDIO GALUZZI


presentazione lunedì 7 giugno 2021 h 20,30 al Cinema Mexico di Milano!

saranno presenti
Gregory Fusaro
Antonio Bacciocchi
Rita Lilith Oberti
Massimo Pirotta
Davide S. Sapienza
Sandro Sardella

​ Per prenotare inviare una email a
mexico.milano@gmail.com

​ oppure telefonare allo 02 4895 1802

Biglietti in prevendita esclusivamente alla cassa del cinema, in orario apertura sala!
Sosteniamo, sostenete i cinema indipendenti!

Il documentario racconta la storia di Claudio Galuzzi, scomparso prematuramente nel 1998, attraverso il ricordo di chi lo ha conosciuto e attraverso le parole presenti nel suo libro di poesie “La pianura dentro”.
La vita e la carriera artistica dei protagonisti del documentario incrociano la vita e la morte di Claudio, raccontandoci con intensità e poesia gli eventi salienti di questo percorso comune e dell’intensa attività artistica di quegli anni.
Dalla scrittura di poesie e canzoni alla collaborazione con altri linguaggi artistici come pittura e fotografia, dalla gestione di un negozio di un particolare dischi a quella del locale “Lenz” di Terranova dei Passerini alle varie collaborazioni con riviste letterarie e musicali, come Pulp, Rumore, Rockerilla.

SE IL CIELO È TRADITO ripercorre la sua vita e la sua carriera artistica attraverso le testimonianze di Antonio Bacciocchi, Cristina Donà, Mauro Ermanno Giovanardi, Marcello Maloberti, Lilith-Rita Oberti, Massimo Pirotta, Ermanno Pea, Davide S. Sapienza, Sandro Sardella.

sabato, giugno 05, 2021

Not Moving - Live in the 80's



E' uscito il 4 giugno per GoDown Records la ristampa in vinile (trasparente) di "Live in the 80's" (+DVD) dei NOT MOVING con codice per scaricare il DVD originariamente allegato.

Dettagli qua:
https://www.godownrecords.com/product-page/not-moving-live-in-the-eighties-LPx

Il trailer video:
https://www.youtube.com/watch?v=8fXx0hEc40w

venerdì, giugno 04, 2021

Calcio 2020/21. Panoramica Europea

ALBERTO GALLETTI ci porta in una panoramica sulla stagione del calcio europeo.

La vittoria dell’Inter in Italia chiude il ciclo di nove vittorie consecutive della Juventus, eguagliata dal Bayern che si aggiudica il suo nono Meisterschale consecutivo.
Sugli scudi Robert Lewandowski che con 41 reti (29 presenze!) in Bundesliga batte il record di Gerd Muller (40) che resisteva dal 1971/72, ed eguaglia quello di Hans Altendorff , 41, nel 1962/63 ultima stagione prima del girone unico. Il polacco porta il suo totale con i bavaresi a 294 gol in 329 presenze, quelli totali in carriera a 484 in 696 incontri esclusa la nazionale.
Numeri!

Retrocedono Werder e, disastrosamente, lo Schalke 04, ex-nobiltà.
Riappare lo storico SpVgg Fürth vincitore di campionati agli albori e con una sola presenza in Bundesliga tre anni fa.
Auguri.
Deludente l’Amburgo che manca il ritorno in Bundesliga per il secondo anno consecutivo, finisce quarto a sei punti dal Fürth promosso a dopo non essere mai stato seriamente in lotta da febbraio in avanti.

Il Manchester City ha vinto il suo terzo campionato nelle ultime quattro stagioni.
Guardiola ha un po cambiato il suo approccio, si è un po, non molto, adattato al gusto inglese, abbastanza comunque per accorgersene.
Diciamo che adesso si riesce a guardare qualche partita. Il risultato di rilievo in Inghilterra comunque è la vittoria del Leicester City in FA Cup.
La favola c’entra poco, anzi non c’entra per niente.
Il club è proprietà di un miliardario thailandese in tutto e per tutto uguale a quelli americani, russi o arabi che infestano il calcio inglese.
In ogni caso fa un po più simpatia dei summenzionati in quanto si tende a pensare che siano una provinciale, errore nel quale in cui spesso cado anche io.
Provinciale è la location non la dimensione del club.
Si tratta comunque del primo successo per le volpi nell’antica competizione dopo le quattro finali perse tra il 1949 e il 1969.
Miglior squadra del campionato inglese ad ogni modo è stata il Leeds del maestro Bielsa. L’esatto contrario di Guardiola.
Aggiungo anche, per chiudere la parentesi inglese, la promozione, via playoff, del Brentford, compagine londinese che aveva giocato cinque campionati nella vecchia First Division a cavallo dell’ultima guerra.
Un cordiale bentornato.
Spiace un po siano andati su nella prima stagione dopo aver pensionato il vecchio e pittoresco Griffin Park nel quale avevo avuto il piacere di assistere ad un incontro ormai trent’anni fa.
Uno dei tanti modi con i quali ho buttato nel cesso troppo tempo in vita mia, va be……
Non credo entrerò mai nel nuovo Brentford Community Stadium, il tempo nel frattempo è passato, ho aggiustato un po'le priorità dove di sicuro non rientrano gli stadi inglesi nuovi, e probabilmente neanche più quelli vecchi.
Lo consiglio comunque ai nuovi tifosi formato Ryanair, ha tutto per loro.

Sono tanti campionati europei in cui l’egemonia di un club sta schiacciando la concorrenza, più del solito, diversi e diversamente dal solito.

Il campionato francese ad esempio deve fare i conti con una realtà piombata su di loro come se fosse precipitata da Marte, in quanto un emiro si è messo in testa di voler primeggiare in Europa e quindi ha scelto una città, Parigi, un nome noto ai quattro angoli del globo, non conoscendo nulla della realtà calcistica francese e stando bene alla larga dai due nomi più prestigiosi del football transalpino, l’anonima e provinciale St. Etienne e la problematica Marsiglia.
A Parigi ci sono i lustrini.
Ecco perché la partita più importante della stagione è stata giocata la sera di domenica 23 maggio, una settimana prima della finale di UCL.
Vincendo 2-1 ad Angers nell’ultima di campionato il Lille OSC, una squadra ben condotta ma con un budget a disposizione, 147 milioni di euro contro i 600, parecchio inferiore a quello dei rivali, gli onnipotenti, onnicompranti e onnipaganti del PSG, emanazione calcistica su suolo europeo del fondo sovrano d’investimenti qatariota, che annovera tra le sue fila i vari Neymar, Mbappe, Di Maria e compagnia, si laurea campione di Francia.
Una banda di sconosciuti agli ordini di un corsaro marsigliese, Cristophe Galtier, artefice vero di questo trionfo inaspettato.
Li raccolse moribondi e in fondo alla classifica tre anni fa centrando, dopo una salvezza al pelo, un clamoroso secondo posto.
Ora, dopo aver ceduto due anni fa il loro miglior giocatore e miglior goleador, Pepè, all’Arsenal per 80 milioni e Osimehn al Napoli l’estate scorsa per altri 80, sostituiti con il trentacinquenne mestierante turco Burak Yilmaz e il ventenne canadese David vincono addirittura il campionato.
Napoli e Arsenal nel mentre finiscono rispettivamente quinto e ottavo, il primo fuori dalla Champions League, i secondi fuori da qualsiasi competizione internazionale.
Brera li chiamava ricchi scemi, è ancora vero.
Adesso il portiere è già stato ceduto al Milan, Galtier sembra sul piede di partenza……vinceranno la Champions?
Dubito.
Ad ogni modo squadra dell’anno.
Ottimo terzo il Monaco che era stato l’ultimo a fregare i parigini.

Penisola iberica:
torna alla vittoria in campionato il glorioso Sporting Clube do Portugal, meglio conosciuto come Sporting Lisbona, un mio vecchio pallino.
Si tratta del loro diciannovesimo titolo, non vincevano dal 2002: 19 anni, manco mi ero accorto che era passato così tanto tempo.
E’ una vittoria di valore, che spezza il duopolio Benfica-Porto e restituisce al vertice un club salvato sull’orlo della bancarotta da un presidente prima salvatore e poi protagonista di lotte interne al board, quindi cacciato dai membri del club dopo assemblea straordinaria.
Pare fosse anche dietro l’organizzazione dell’aggressione da parte di una cinquantina di ultras ai giocatori all’interno del centro di allenamento.
Rifondato partendo dal settore giovanile, lo Sporting è riuscito quest’anno a vincere il titolo con una rosa tra le più giovani del campionato e quella che comprende meno stranieri.
Ricordiamoci che il campionato portoghese ormai da almeno un quindicennio fa da trampolino di lancio, tramite Porto e Benfica principalmente ma anche altri club, per giocatori sia indigeni ma soprattutto brasiliani o africani che vengono prelevati a poco prezzo nei paesi d’origine, testati e messi in luce per poi essere rivenduti a peso d’oro ai club europei più ricchi.
Modern football.
Diciamo che lo Sporting si è opposto a questo modello, magari solo parzialmente, ed è riuscito a farlo vincendo.
Sicuramente prima o poi anche loro venderanno i più promettenti, non mi dispiacerebbe nel frattempo leggere il lor nome scritto due o tre volte di fila nell’ albo d’oro.

L’Atletico Madrid ha vinto il campionato spagnolo, sette anni dopo l’ultima vittoria.
Stagione anomala in Spagna, con le due grandi tradizionali che non riescono ad ingranare e si trovano a dover cancellare partite causa covid. La prima fuggitiva stagionale era stata la Real Sociedad, ripresa dopo dieci giornate dall’ Atletico che è rimasto poi sempre davanti complice le titubanze del solito duo e resistendo all’ assalto in extremis del Real.
Chiudono con due punti di vantaggio 86 a 84.
La vittoria dell’ Atletico Madrid ha poco a che vedere con quella del Lille, ma anche con quella dello Sporting.
E’ un club identico per impostazione alle altre due rivali, nuovo stadio megagalattico, ingaggi megagalattici tipo Joao Felix dal Benfica per 120 milioni, più altri 6 all’agente, più l’ingaggio al giocatore.
Fondamentale per la vittoria Luis Suarez, 6 milioni al Barcellona dopo il pastrocchio di Perugia e 21 gol, parecchi decisivi per una squadra che fa della difesa e della basaltica forza di volontà la sua vera e propria forza. Come sempre finchè ci sarà Simeone seduto in panchina.
Da guardare in tele, in uno stadio vuoto se non si è tifosi non proprio il massimo.

Fine di un dominio incontrastato lungo nove anni anche in Scozia dove i Rangers, magistralmente architettati e diretti dal sorprendente Steve Gerrard spodestano il Celtic.
La voglia di campionato tira però un brutto scherzo agli uomini di Ibrox che finiscono inopinatamente fuori dalla Coppa di Scozia ai quarti per mano del St. Johnstone.
Ed è proprio il St. Johnstone la rivelazione stagionale con la doppia affermazione in Coppa di Scozia e in Coppa di Lega, impresa fin qui riuscita solo a tre squadre, senz’altro degno di nota.
L’ Heart of Midlothian vince la seconda divisione e torna in SPL, e meno male!
Retrocede il Kilmarnock dopo 28 anni e una doppia sconfitta nello spareggio contro la 2° della seconda divisione, il Dundee che torna in prima divisione dopo tre stagioni.
Il caro vecchio Queen’s Park ha vinto la quarta serie ed è promosso in terza.

Finale di Champions League, avevo visto l’andata della semifinale di CL Real Madrid-Chelsea: sorprendente, mi ero fatto un’idea… infatti ha vinto il Chelsea, con merito, nettamente: più quadrato, più focalizzato, più feroce.
I tikitakas hanno pressato forte 5/10 minuti poi il Chelsea che li aveva invitati avanti ha cominciato a colpirli di rimessa.
Tre occasioni buttate alle ortiche dallo scarso Werner, un vero bidone, prima del lancio di Mount, la cosa migliore dell’intero incontro, che imbecca Havertz che controlla scarta il portiere e mette dentro. Molto bene anche James.
Male il City che era strafavorito e ovunque glorificato al pari di Guardiola per il quale era già cominciato il processo di beatificazione.
Il ‘sommo’ sbaglia formazione regalando due uomini agli avversari (in realtà uno solo in quanto il Chelsea aveva Werner in campo e Abraham in tribuna): l’indisponente Sterling a sinistra e Bernardo Silva al posto di Fernandinho (o Rodrì). Ngolo Kantè, che già non aveva bisogno di favori, ringrazia risultando il migliore in campo.

Di fronte a lui stava il monacale Tuchel, un calvinista del calcio; gioca pratico, pressa alto e difende ruvido e soprattutto istruisce i suoi sul tenere sempre bene gli occhi aperti così da poter infilare, avanzando, la palla nel corridoio migliore.
Lo aveva già battuto due volte dal suo arrivo a Londra, in campionato e nella semifinale di FA Cup, partita secca che avrebbe dovuto far suonare qualche campanellino nella testa di Guardiola che invece pensa di essere dio, perché quasi tutto il mondo glielo dice, e non mette neppure il centravanti. Il primo tempo è stato decente, il secondo palloso.
Bello vedere la squadra del miglior-allenatore-di-tutti-i-tempi, disperata, cercare di trovare il pareggio con rimesse laterali lunghissime stile Chelsea-Leeds ’70, come uno Stoke City qualsiasi.
Calcisticamente son gioie intime.

In settimana il Viilareal aveva colto un successo storico vincendo, seppur ai rigori, l’ Europa League contro il Manchester United, squadra dalla scadente personalità e qualche limite tecnico ma che è riuscita ad arrivare seconda in PL.
I gialli allungano la striscia di squadre spagnole vincenti in UEL, dieci nelle ultime quindici disputate.
Li allena Emery che vince (per la terza o quarta volta la EL) e con zero budget riesce dove non era riuscito con l’Arsenal dal budget milionario. Se solo i tifosi inglesi realizzassero quale presa per il culo a pagamento gli affaristi del pallone stanno loro rifilando. Ma se lo meritano, sono una manica di coglioni.
Partita tutt’altro che indimenticabile e non altezza di certe sfide dei turni precedenti. Altrove

Il Ludogorets fa meglio di Bayern, Juve e Celtic e vince il suo decimo campionato bulgaro consecutivo.
Il RedBull Salzburg vince il suo ottavo campionato austriaco consecutivo, quindicesimo della serie.
In Svizzera lo Young Boys si aggiudica il suo quindicesimo titolo nazionale, quarto consecutivo succedendo al Basilea come squadra elvetica egemone e ora a metà del cammino per cercare di emulare i rivali che si erano fermati, prima del loro primo successo, a quota otto.
Il Grasshopper ha vinto la seconda serie e ritorna in prima serie dopo due stagioni.
Mai mi sarei aspettato di vederli così in basso.
Il Bruges vince il suo 17mo campionato belga, terzo nelle ultime quattro stagioni ma la vera notizia in Belgio è che l’ Union St. Gilloise, undici campionati vinti tra il 1904 e il 1935, una delle squadre dal passato più glorioso del panorama belga ritorna in Prima Divisione, dalla quale era retrocessa nel 1973.
Un caloroso bentornati, mi auguro ci restino a lungo al posto di tutte quelle squadre che fondendosi di continuo e opportunamente tra loro si garantiscono sempre un posto nella massima serie.
Il Belgio e le fusioni, un problema, nonché un fastidio.

In Olanda vince l’Ajax con largo scarto e anticipo, 16 punti al PSV.
Terzo il consolidato AZ Alkmaar che l’anno scorso quando sospesero il campionato alla 26ma giornata era primo a pari merito con l’Ajax.
Il Tuta Durazzo si aggiudica il suo secondo campionato albanese (il primo nel ‘93), uno dei campionati con il nome migliore: Kategoria Superiore, alla differenza reti contro il Vllaznia Scutari.
Forte anche il dominio dello Slavia Praga sul campionato ceco.
Ha vinto gli ultimi tre su quattro, quest’ultimo con 12 punti in più dei tradizionali rivali cittadini dello Sparta.
Ha vinto anche la coppa nazionale battendo in finale il Viktoria Plzen 1-0.
La squadra ha inoltre acquisito un discreto spessore internazionale che l’ha portata ai quarti di finale di Europa League e l’anno scorso alla fase a gironi di Champions dove colse un gran bel pari a S.Siro.
Tutto regolare in Ungheria dove il Ferencvaros ribadisce la sua superiorità vincendo il suo trentaduesimo campionato, terzo consecutivo, 20 i punti di distacco sulla seconda classificata, la Puskas Academy del presidente Orbán.
Sarà contento, ora darà l’assalto al primo posto, seguirò con attenzione per vedere cosa riuscirà a combinare.
Plauso comunque per il suo piano decennale per il rilancio del calcio ungherese ormai giunto a compimento con unica macchia il nuovo stadio del MTK.

In Polonia non mi ero accorto che era arrivato in serie A lo Stal Mielec, che vinse due campionati negli anni ’70 ai tempi del grande Szarmach.
Lo scudetto è andato al Legia Varsavia.
Conferme anche in Grecia per l’Olimpiakos che vince il suo 46mo titolo, staccatissimo l’ Aris Salonicco secondo.
Dal 1996/97 ha vinto 21 dei 25 campionati greci disputati.
In Turchia Besiktas e Galatasaray chiudono appaiati a 84 punti, vincono i primi per una differenza reti maggiore di un gol. Immagiono la tensione.

Ex-Jugoslavia: la Crvena Zvevda fa 108 punti in campionato, imbattuta: 35 vittorie e 3 pareggi; 114 gol fatti e 20 subiti.
In Croazia sempre Dinamo Zagreb, in Bosnia bella vittoria del Borac Banja-Luka che fa due punti in più del favorito Sarajevo.

A livello individuale favolosi i 41 gol di Lewandowski e record, niente male neanche Giakoumakis capocannoniere in Olanda col VVV retrocesso.

I migliori cannonieri sono stati:
Robert Lewandowski (Bayern) 41
Paul Onuachu (Genk) 33
Messi (Barcellona) 30
Cristiano Ronaldo (Juventus) 29
Andrè Silva (Eintracht Frankfurt) 28
Kylian Mbappè (PSG) 27
Erling Haaland (Borussia Dortmund) 27
Giōrgos Giakoumakīs (VVV Venlo) 26

Il tutto in stadi completamente vuoti.
Related Posts with Thumbnails