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venerdì, gennaio 07, 2011

I migliori album del 2011






Lo scorso anno pronosticai in questo post di gennaio
http://tonyface.blogspot.com/2010/01/i-migliori-album-del-2010.html
i migliori album del 2010.


Ci ho beccato con Gil Scott Heron, mentre per Paul Weller e Statuto mi basavo sulla Fede (keep the faith!) ed ho avuto ragione.
Rinnovo l’oroscopo musicale per il 2011.

CLASSICI
Grande attesa per “Diffeent gear, still speeding” dei BEADY EYE di Liam Gallagher i cui primi segni sonori sono incoraggianti, mentre arriverà anche l’esordio di NOEL GALLAGHER.
Due album che conto di vedere nella mia top ten.

Torneranno anche ARCTIC MONKEYS e STROKES.
Tiepida attesa, come per il nuovo R.E.M.

Mi aspetto molto da AMY WINEHOUSE e anche dall’annunciato ritorno di PETE TOWNSHEND (con o senza WHO) con la nuova rock opera “Floss”.

Per l'autunno previsto anche il nuovo di PAUL WELLER mentre si spera di ascoltare finalmente quello dei SECRET AFFAIR.

Nella speranza che JACK WHITE si dedichi di nuovo (pare di si) ai WHITE STRIPES e che i ROLLING STONES ci regalino un nuovo capitolo della loro infinita storia.

“Let speak england” è il nuovo di PJ HARVEY in uscita a febbraio. Il singolo è strano, vediamo l’album.

John Lydon ha invece minacciato oggi un nuovo dei SEX PISTOLS !

ITALIA
Da “queste parti” arriveranno i nuovi di NO STRANGE, TEMPONAUTS e pure LILITH & the SINNERSAINTS .
Mi aspetto molto anche dal nuovo JULIE’S HAIRCUT e da “Wow” dei VERDENA (singolo strepitoso)

NOMI NUOVI
In arrivo l’omonimo esrdio di ANNA CALVI, un misto di rock classico (vedi il singolo mozzafiato “Jezebel”), suggestioni liriche, PJ Harvey, Patti Smith, Nico. Da seguire.

mercoledì, gennaio 05, 2011

Lost albums - Gli album perduti






Tra gli aspetti più affascinanti del rock c’è quello che porta un fan alla maniacale ricerca dell’inedito, del mai ascoltato, della rarità, fino all’autografo, all’oggetto, alla reliquia.
L'ultima frontiera è rappresentata probabilmente dall’ALBUM PERDUTO che caratterizza molte carriere di nomi più o meno noti.
Di seguito un breve elenco dei casi più eclatanti:


BEACH BOYS - SMiLE
Probabilmente l’album perduto più noto, frutto della mente visionaria di Brian Wilson che si rifiutò di completarlo non ritenendolo mai “perfetto al punto giusto”.
Molto brani finirono poi nei successivi album dei Beach Boys, mentre nel 2004 Brian decise di registrare e pubblicare finalmente la versione definitiva che, pur eccellente, rimane lontana dal progetto originario.

THE WHO - Lifehouse
Il passo successivo a “Tommy” doveva essere “Lifehouse”, un lavoro che preconizzava nel suo concept, con anni di anticipo il concetto del web, inteso come comunicazione globale.
Il progetto rimase incompleto e fu sintetizzato nell’album singolo “Who’s next”, mentre altri brani finirono su singolo, come Bsides e sparsi in altri lavori nel tempo.
Townshend riprese l’idea nel quadruplo solista “The Lifehouse chronicles” (tra demo e nuove aggiunte) nel 2000.

PINK FLOYD - Household objects
Un progetto del 1973 ovvero un album realizzato utilizzando solo suoni prodotti con "oggetti casalinghi", come elastici o pettini, senza alcuno strumento musicale convenzionale.
L'inizio delle registrazioni è del 1º ottobre 1973 sino al 5 dicembre. Poi il progetto fu abbandonato dopo tre canzoni, che non furono mai pubblicate e di cui non sembra esistere più traccia.

PRINCE - Camille
Nel 1986 Prince incominciò a lavorare ad un album in cui si identificò in “Camille”, modificando perfino la voce fino a farla diventare femminile.
Registrò otto canzoni (poi redistribuite, con voce normale, su “Sign of the times”, singoli vari e altri progetti)

BOB DYLAN JOHNNY CASH - The Dylan/Cash Sessions
Nel 1969 Johnny Cash e Bob Dylan registrarono 15 canzoni in due giorni (di cui la sola “Girl from North country” apparve su “Nashville skyline, deludente lavoro di Bob) passando da classici di Cash a standard honky tonk, in versioni troppo approssimative per poter essere poi pubblicate ufficialmente.

NEIL YOUNG - Homegrown
Registrato nel 1975 e poi non utilizzato per volontà dello stesso Young (che diede alle stampa “Tonight’s the night”) nonostante molti brani siano finiti in album successivi, nasconde ancora molti inediti, che pare finiranno prima o poi nel lungamente romesso volume 2 dei suoi volumi d’archivio Decades.

DAVE DAVIES - Untitled Solo Album
Il suo primo album solo è del 1980 , ma nel 1967 tentò la realizzazione del primo sforzo solista. Senza successo.
Alcuni brani sono poi riapparsi qua e là, soprattutto in vari bootlegs dei Kinks, ma pare che una buona fetta di inediti rimanga ancora sepolta nella polvere.

BRUCE SPRINGSTEEN - The Ties That Bind
Concepito come seguito di "Darkness On The Edge Of Town" avrebbe dovuto essere un album breve, molto pop ed immediato.
Diventò invece con l’aggiunta di altro materiale il doppio “The river” lasciando alle spalle parecchi inediti e alternate takes (poi riprese in varie compilation)

BEATLES - Get Back
Quello che poi diventò, con la mano di Phil Spector, “Let it be” era in origine stato concepito come un ritorno alle origini rock n roll della band. Registrazioni senza sovraincisioni, immediate, tra classici dei 50’s e nuovi brani semplici e diretti in contrapposizione con i super arrangiamenti dei precedenti album. Non funzionò, come è noto.

JIMI HENDRIX - The first rays of rising sun
Concepito poco prima della sua morte come doppio o addirittura triplo album concept ma mai realizzato completamente.
Molti brani sono poi apparsi sugli album postumi,compilations, bootleg vari e un album con questo titolo che ha tentato di ricostruire il lavoro originario di Jimi è uscito nel 1997.
Ma in realtà “The first rays..” non fu mai completato.

FABRIZIO DE ANDRE' - Tutti morimmo a stento (in inglese)
E’ stata recentemente ritrovata una copia del vinile di “Tutti morimmo a stento” che De Andrè realizzò nel 1969 per il mercato americano, ma che non venne mai commercializzato (se non, probabilmente in pochissime copie).
I titoli: Lament of the Junkie; First Intermezzo; Legend of Christmas; Second Intermezzo; Ballad of the Hanged; Winter; Ring around the H-Bomb; Third Intermezzo; Relativity.

A margine anche il “Black Box” dei ROLLING STONES originariamente previsto nel 1975, compilato da Bill Wyman e necessario per chiudere il rapporto con la Decca.
Ma l’allora manager Allen Klein sostituì la scelta , approvata dalla band (che includeva rarità come “Bright light big city” o versioni live di “little red rooster” e “Down the road apiece”), con un proprio disco di scarti vari che fu pubblicato con il titolo di “Metamorphosis” e che risulta un’indigesta accozzaglia di brani abbozzati.
L’album doveva uscire in un cofanetto nero, avvolto da un nastro rosso e contenente foto e ritagli di giornali.

Una citazione anche per “In from the cold” dei PRISONERS concepito con un sound molto più duro e grezzo, ma che fu respinto dalla Stiff Records e pubblicato in versione più pulita. La cosa scatenò le ire di G.Day e della band, che si sciolse di lì a poco. Tracce della versione originale sono sull’album postumo “Rare and unissued” curato dallo stesso Day che incluse un paio di inediti come “Buccaneer” e “Pop star party” e un paio di versioni originali.

Ci aggiungo anche “Land of nothing” dei NOT MOVING, realizzato nel 1984 in contemporanea al supporting ai Clash e che doveva essere commercializzato in occasione del tour italiano con Johnny Thunders.
L’etichetta non lo pubblicò mai nonostante l’alta qualità del risultato (per i tempi) e il notevole seguito che aveva la band.
Ancora non sappiamo il perchè.
Il mini Lp è stato stampato in vinile da Area Pirata solo nel 2003.

giovedì, dicembre 30, 2010

Il meglio del 2010. Dischi.







Dopo aver ascoltato 272 album il verdetto finale sul mio meglio del 2010 è questo.
Sono gli album che ho ascoltato di più e più volentieri.
Un anno comunque interessante e con ottima musica.


1 Gil Scott Heron - I’m new here
Il ritorno epocale di un grandissimo. Il nuovo blues è qua.
2 Paul Weller - Wake up the nation
Un album all’altezza delle sue capacità. Essenziale, ispirato, ben fatto.
3 Isobel Campbell Mark Lanegan - The hawk
Formula consolidata: blues/country/gospel/roots e grandi canzoni.
3 Asa - Beautiful imperfection
Incantevole mix di afro, soul, pop, black sound.
5 Sharon Jones and the Dap Kings - I learned the hard way
Aretha e James Brown, ultra funk soul.

6 Bellrays - Black lightning
Punk soul all’ennesima potenza. Gli Stooges incontrano Aretha Franklin e Betty Davis.
7 Soft Pack - Soft pack
Power pop con ascendenza ‘77 + Feelies
8 The Qualitons - Panoramic Tymes
Hammond grooves, 60’s beat, Georgie Fame, ethiojazz, funk power dall’Ungheria. Fab.
9 Dungen - Skit I Allt
Freak prog acid beat pop dalla profonda Svezia. Come sempre geniali-
10 The Coral - Butterfly house
60’s sound come sapevano fare i primi Primal Scream che scavavano tra Byrds e Beatles.Cool.

11 Johnny Cash - American VI Ain’t no grave
Johnny Cash. Basta questo.
12 Mavis Staples - You’re not alone
Dall’anima e dal cuore. Black power.
13 Kula Shaker - Pilgrim’s progress
Si difendono ancora bene con le sempre gradite influenze Beatles tardo 60’s.
14 Corinne Bailey Rae - The sea
Canzone d’autore, accenni addirittura prog, jazzy, bluesy. Grande voce.
15 Bamboos - 4
Dall’Australia uno dei migliori funk soul grooves in circolazione
16 Carl Barat - s/t
Brit sound al 100%. Belle songs sempre gradite.
17 Janelle Monae - The archandroid
Psychosoul e hipfunk per la Prince in gonnella. Farà faville in futuro.
18 Tom Jones - Praise and blame
Blues rock n roll, country, gospel per il grande vecchio.
19 Amparo Sanchez - Tucson Habana
Folk latino in chiave moderna, struggente e intenso
20 Ringo Starr - Y not
E’ perchè gli voglio bene e non me la sento di lascairlo fuori dalla mia top 20

ITALIA

1 The June - Green fields and rain
Capolavoro di suoni direttamente dal 67/68, tra Beatles, Tomorrow, Creation, Byrds
Canzoni fenomenali, arrangiamenti maturi, esecuzione perfetta. Eccellenza.
2 Statuto - E’ già domenica
E’ il loro migliore album. Con tutto il mondo Statuto dentro.
3 Massimo Volume - Cattive abitudini
Il ritorno, forte e deciso, di Emidio Clementi e compagni. Bello, duro, intenso.
4 Cut - Annihilation road
Punk e rock, elettricità, irruenza, sapori new yorkesi, assalto sonoro. Grandi.
5 Guignol - Una risata ci seppellirà
Deep blues tinto di Nick Cave e Piero Ciampi. Notevoli

6 Il Pan Del Diavolo - Sono all’osso
I Violent Femmes italiani, più cattivi e diretti.
7 Tre allegri ragazzi morti - Primitivi del futuro
Giocano con il reggae, il dub. Rino Gaetano e il punk. E lo fanno benissimo.
8 Paolo Apollo Negri - The great anything
Il Maestro dell’Hammond in una grande summa della sua arte
9 Vallanzaska - Iporn
Italian ska ma non solo..
10 J.J.Vianello - Love rains on me
L’ex Wasted Time suona un maturo e convincente mix di soul, northern, swing. Bello e piacevolissimo.

11 Svetlanas - s/t
Soviet punk rock, breve , dritto, aspro e acido.
12 Vessel - Melodies of cupido island
Intensa, personalissima visione dark wave.
13 Giancarlo Onorato - Sangue bianco
Prosegue il personalissimo viaggio nella canzone d’autore di Onorato. Il suo album migliore.
14 No Guru - Milano Original Soundtrack
Ex Rimo Tribale ed altri con una splendida colonna sonora per Milano
15 Andrea Chimenti - Tempesta di fiori
Eccellente canzone d’autore
16 OJM - Volcano
Tra psych, Blue Cheer e MC5, potentissimo.
17 Hot Mama - Volume 1
Rythm and soul dal profondo dell’anima.
18 Electric Sixty Nine - Cornelius the colonel
Tra 70’s rock, Who, Black Crowes, Hendrix.
19 El Santo Nada - Tuco
Tex Mex strumentale tra sabbia, polvere, sudore.
20 Spiders Top Mods - Kick out the Jam, Modfathers
Per MODestia è al 20° posto, ma meriterebbe ben di più...

lunedì, agosto 02, 2010

Best punk rock records - I migliori dischi punk






E’ apparentemente difficile stilare una classifica dei migliori dischi punk della storia (limitando l’accezione del “punk” al periodo 1977-1983, poi diventa un’altra cosa. Opinione discutibile ma tant’è)
In realtà tolti questi rimane poco altro se ben ci pensate
La Top Ten (in ordine di preferenze personali)


Seguirà una lista di punk italiano

GERMS “GI”
La summa del punk, il disco pwerfetto, come il cerchio in copertina

STIFF LITTLE FINGERS , "Inflammable material"
La rabbia, il rumore.

RUTS , "Grin & bear it"
Rabbia e stile. Una compilation ma è meglio di “The crack”

CLASH "The Clash"
Faranno meglio con “London calling” ma già non sarà più punk

BAD BRAINS "Rock for light"
Su tape su Roir, la cosa più veloce mai sentita

DEAD KENNEDYS "Rotten fruit for rotten vegetables"
Prog punk

SAINTS "(I'm) Stranded"
Punk rock puro e semplice, “I’m stranded” è forse la migliore pun ksong di sempre

ADVERTS "Crossing the Red Sea with the Adverts"
Adolescenza

DEAD BOYS "Young, loud & snotty"
Glam punk

SEX PISTOLS "Never mind the bollocks"
Non può mancare

Il resto in ordine sparso
Circle Jerks “Group Sex”

Husker Du “Zen arcade” (anche se il loro capolavoro è “Warehouse” del 1987)
Damned, "Damned Damned Damned"

X “Los angeles”
Adolescents “s/t”
Ramones, "Ramones"
Black Flag, "Damaged";
Discharge, "Hear nothing, see nothing, say nothing"
Buzzcocks, "Another music in a different kitchen"
Richard Hell And The Voidoids, "Blank generation";
Johnny Thunders & The Heartbreakers, "LAMF";
Sham 69, "Tell us the truth";
Exploited “Punk’s not dead”
Ultravox “Ha ha ha”
The Jam “In the city”
Minutemen "Punch line"
Minor Threat "In my eyes"

mercoledì, aprile 28, 2010

Get Back. Album da (ri)scoprire





Prosegue la rubrica in onda su questi schermi alla fine di ogni mese.
“Get back” recupera alla memoria tre/quattro album alla volta, il più delle volte
sepolti dalla polvere e dalla storia, ma meritevoli di nuovi ascolti


MERRY CLAYTON - Gimme Shelter 1970
MERRY CLAYTON - Merry Clayton 1971


Ex corista di Ray Charles con le Raelettes,voce del brano “Gimme sheleter” degli Stones, di “Sweet home Alabama” dei Lynird Skynird e nel primo album di Neil Young (nonchè successivamente con Joe Cocker, Tom Jones, Burt Bacharach) la voce di MERRY CLAYTON ha trovato il modo di esplodere in una pregevole carriera solista di cui segnalo il torrido esordio “GIMME SHELTER” del 1970 con una versione del classico dei Rolling da brividi in chiave funk soul e un’altrettanto riuscita cover di “tell all the people “ dei Doors (per cui il marito Curtis Amy suonò il sax in “Touch me” su “Soft parade”), oltre a dun aserie di splendidi rythm and soul songs tra Aretha, gospel e proto funk (“Good girls”)
Anche il “MERRY CLAYTON" del 1971 è molto vicino all’Aretha di fine 60’s ma assimila influenze ancora più deep black (il blues di “Steamroller”) e soluzioni funk alla Sly (“Whatever”) mentre in “Sho’ nuff” con Billy Preston fa esplodere un gospel soul travolgente.

JERRY WILLIAMS - Dr. Williams and Mr. Dynamite

Il Tom Jones svedese dopo aver affiancato i Beatles in tour in Scandinavia fa uscire nel 1969 uno splendido omaggio al rythm and blues più torrido in cui a fianco della bellissima “Keep on” (uscita anche in Italia per il Clan di Celentano) infila una serie di perle come la “Hard to handle” di Otis, “Under the broadwalk” o altri bellissimi e divertenti siparietti a base di “Sweet little sixteen” o “Bama Lama Bama loo”

martedì, marzo 30, 2010

Get Back. Album da (ri)scoprire





Prosegue la rubrica in onda su questi schermi alla fine di ogni mese.
“Get back” recupera alla memoria tre/quattro album alla volta, il più delle volte
sepolti dalla polvere e dalla storia, ma meritevoli di nuovi ascolti


NAZ NOMAD & THE NIGHTMARES "Give Daddy The Knife, Cindy" - 1984
Uno splendido lavoro di garage punk in pieno stile 60's realizzato dai DAMNED (sotto falso nome) nel 1984.
Il tutto appare come un'ipotetica colonna sonora di un film di fine 60's con riuscitissisme covers di Seeds, Human Beinz, Litter, Them, Electric Prunes, Kim Fowley etc.

DAVID RUFFIN "My whole world ended"
L'esordio solista dell'ex voce dei TEMPTATIONS uscito nel 1969.
Avvolgente rythm and blues e soul, una cover di "Everlasting love" da paura. replicherà qualche mese dopo con l'ottimo "Feelin good". Dello stesso periodo anche l'eccellente "David" , uscito però solo nel 2004.

EQUIPE 84 - Sei già di un altro
Vandelli & co alle prese con un ottimo lavoro di puro stampo brit mid 60's con spazio al surf n roll in "Mamma e papà" (Papa-Oom-Mow-Mow dei Rivingtones) , "Quel che ti ho dato" ("Tell me" degli Stones ripresi anche molt obene in "La fine del libro" - "Time is on my side"), ma soprattutto nella splendida rivisitazione di "Tired of waiting for you" dei Kinks che diventa "sei felice"

martedì, marzo 23, 2010

Mod Heroes: Majik Mijits






Nelle foto: gli Small Faces, una strana line up dei faces con Steve Marriott, Lane e Marriott nel 1981, la copertina dell'album

Se la storia degli Small Faces e delle ramificazioni successive dei suoi componenti è nota a molti, meno conosciuto è l’album dei MAJIK MIJITS, inciso nel 1981 da STEVE MARRIOTT e RONNIE LANE, riuniti per la prima volta dopo la fine degli S.F.

Ritrovatisi per un estemporaneo concerto al Bridgehouse Pub nell’East London il 1° settembre del 1981, accompagnati dai “Blind Drunk” (ovvero Mick Green alla chitarra, già con J.Kidd &the Pirates, Dave Hynes alla batteria (già con Mirage, Turquoise e Jawbone), Jim Leverton al basso (già con i Juicy Luicy e poi con i Packet of three di Marriott) e Winder K Frog (autore di alcuni pregevoli album solisti e turnista con Eric Burdon, David Gilmour, Joe Cocker), Sam Brown ai cori, Mel Collins , che ha suonato con tutti, da Clapton agli Stones, ai fiati, oltre alla partecipazione alle tastiere di Zoot Money), incisero poi 13 brani con la stessa line up (anche se la malattia non permise a Ronnie di suonare il basso ma solo di comporre le linee melodiche e farle eseguire da Jim Leverton).

Un brano a testa a base di ottimo 70’s rock dai richiami 60’s (stupendo “Last tango in Nato” di Ronnie, notevoli “Lonely no more” e “How does it feel” di Steve in pieno mood Small Faces) e commovente chiusura con una live version di “All or nothing”.

L’album è fresco, gioioso, energico, contagioso ma aspettò 20 anni per vedere la luce e fu pubblicato nell’indifferenza nel 2000 quando i nostri due eroi già se ne erano andati.

venerdì, febbraio 26, 2010

Get back. Album da (ri)scoprire






Prosegue la rubrica in onda su questi schermi alla fine di ogni mese.
“Get back” recupera alla memoria tre/quattro album alla volta, il più delle volte
sepolti dalla polvere e dalla storia, ma meritevoli di nuovi ascolti


ANIMALS - "Animalism" / "Animalization"
Le due versioni USA e UK dello stesso album (con piccole differenze di tracklist) uscito in giugno/luglio del 1966.
Un album stupendo, crudo, blues profondo e ostico, beat evoluto con un Eric Burdon stellare. Le stupende "Cheating" e "Inside looking out" (un fuzz blues da antologia) si accoppiano a cover oscure di JL Hooker ("Maudie") e a classici minori come "Gin house blues" e "I put a spell on you". Grande.

RON WOOD, RONNIE LANE & friends "Mahoney's last stand soundtrack"
Recentemente ristampata in vinile è la colonna sonora di un film canadese del 1972, suonata dal Faces, ex Birds, futuro Stones RON WOOD e dal suo compare, ex Small Faces, RONNIE LANE, con l'aiuto di alcuni AMICI, come PETE TOWNSHEND (in un paio di brani), KENNEY JONES, il Traffic RICK GRECH, IAN MAC LAGAN, il sesto Stones IAN STEWART e una serie di altre piccole eccellenze (da Bobby Keys a Billy Nichols).
Niente di eccezionale: robusto 70's rock (in buona parte strumentale) in puro stile Faces, ma l'ascolto è sicuramente gradevole e interessante

ENZO MAOLUCCI "Barbari e bar"
Sconosicuto ai più, Maolucci incise nel 1978 il suo secondo album (recentemente ristampato in CD con tutta la sua produzione) ), a base di un rock cantautorale aspro e dai testi profondamente ironici, cattivi e critici verso il "sistema" a 360°.
Brani come "Torino che non è New York" e "Il barbaro Ulisse" dovrebbero essere dei classici della musica italiana !
Anche perchè allora come oggi : "il primo intervento contro il giorno è una bestemmia"

lunedì, febbraio 15, 2010

Degree of Murder: l'album perduto di Brian Jones






C'è una malattia di cui soffrono molti di noi.
Ed è quella che ti fa tornare alle 2 di notte da Carugate con il libro di Andrea Valentini "Brian Jones, Morte di un Rolling Stones" e non resistere alla tentazione di mettersi subito a sfogliarlo avidamente.
E sobbalzare quando leggi che BRIAN JONES incise un album nel 1967, rimasto poi inedito.
E se poi con lui suonarono JIMMY PAGE, NICKY HOPKINS e KENNEY JONES, fu prodotto da GLYN JOHNS e l'album era la colonna sonora di un film con Anita Pallenberg, non si riesce più a stare nella pelle.

Il film "Degree of a murder - Mord und Totschlag" di Volker Schlöndorf uscì nel 1967 e ricevette anche un nomination al Festival di Cannes, ma la relativa colonna sonora, incisa agli IBC Studios tra la fine del 1966 e il febbraio 1967, non vide mai la luce e pare sia di difficile reperibilità anche via bootleg.

BRIAN compose il tutto e suonò chitarra, organo, sitar, harpsicord, armonica, dulcimer, clarinetto, banjo.

venerdì, gennaio 29, 2010

Get Back. Album da (ri)scoprire





Prende il via una nuova rubrica, in onda su questi schermi alla fine di ogni mese.
“Get back” recupera alla memoria tre/quattro album alla volta, il più delle volte
sepolti dalla polvere e dalla storia, ma meritevoli di nuovi ascolti


MARGIE JOSEPH “Makes a new impression”
MARGIE JOSEPH “Phase II”

Grande vocalist black, timbricamente molto vicina ad Aretha Franklin, tuttora in
circolazione nel circuito gospel, regalò due pregevoli album, l’esordio nel 1971 e il
secondo nel 1972 su Volt Records, all’insegna di un soul di chiara impronta Stax ma
che guardava spesso ai ritmi Motown. Nel primo lavoro una splendida “Stop in the name
of love” delle Supremes di otto minuti (!) rifatta in chiave blaxploitation.
Più melodico e arrangiato il secondo con la sua voce che continua ad incantare

RAY CHARLES “Message from the people”
Uno dei migliori album di Ray Charles, un concept a sfondo politico sociale, con
brani dedicati alla causa “black” e ai diritti civili. Arrangiamenti di Quincy Jones,
gospel, jazz, soul, blues, lo splendido funk di “Hey mister”, la toccante versione
del tradizionale “America the beautiful” e il country soul di “Take me home, country
roads” di John Denver.
Ray ispiratissimo, arrangiamenti pazzeschi, groove a non finire.

UNDERTONES “The sin of pride”
Il quarto album della band di “Teenage Kicks”, l’utlimo con la line up originale
(Feargal Sharkey lascerà la band per darsi ad un insipido pop prima di lasciare la
scena nei 90’s, altri due, i fratelli O Neill formeranno i duri ed ottimi That Petrol
Emotion, prima della reunion dei primi 2000’s con un nuovo vocalist e due nuovi album
insipidi).

Un’eccellente commistione di pop and soul, a partire dalla cover di “Got have you
back” degli Isley Brothers che apre l’album e “Save me” di Smokey Robinson & the
Miracles ma evidentissima in tutto l’album.

Era il 1983, esordivano gli Style Council, i Dexy’s avevano appena svoltato verso il
celtic soul, impazzavano i Joboxers , Paul Young scalava le classifiche con il suo
white soul leggero leggero.

mercoledì, gennaio 20, 2010

I migliori album del 2010






Chissà....in base alle uscite annunciate non mi dispiacerebbe vederci qualcuno di questi (anzi sono sicuro che tra 12 mesi ne troveremo un bel po')

PAUL WELLER "Wake up the nation"
Previsto per la primavera, con Bruce Foxton in due brani, anche se il singolo d'apertura non entusiasma...mi raccomando Paolino

SUPERGRASS
Annunciato come molto psichedelico il nuovo lavoro dei miei popsters preferiti.
Due di loro ci regalano nel frattempo il delizioso "Turn ons" a nome di THE HOT RATS. Grandi covers fatte alla grande.

STATUTO
Oskar ne parla come il loro miglior album. Non ci deluderanno !

NOEL e LIAM
L'uno se la prenderà comoda, l'altro pare sia già pronto a tornare con il resto degli Oasis all'insegna della continuità.
A me sono sempre piaciuti, quindi...

JACK WHITE
In ballo il ritorno dei WHITE STRIPES, un aalbum solo, il secondo dei DEAD WEATHER e un tot di altre cose.
Qualsiasi cosa faccia la trasforma in oro. Garanzia.

AMY WINEHOUSE
Trepida attesa !

GIL SCOTT HERON "I'm new here"
Solo UN ascolto veloce al nuovo MONUMENTALE album del ritorno. Sarà nella mia top 10 dell'anno. TOTALE RISPETTO !

Interesse anche per il nuovo GRINDERMEN di Nick Cave, il ritorno degli avantprog THE BATTLES, dei BEASTIE BOYS, il nuovo BLACK LIPS ("più pop"), il progetto dedicato a Imelda Marcos (??) di DAVID BYRNE e FATBOY SLIM e i BELLRAYS in fase di registrazione.
Forse anche qualcosa di nuovo da GRAHAM DAY mentre invece PETE TOWNSHEND e la nuova opera rock/musical "Floss" l'ha annunciata per il 2011, ma non è detto che...

Da queste parti invece attesa per il ritorno lisergico dei NO STRANGE, per l'album d'esordio (...) degli SPIDERS TOP MODS, per il nuovo TEMPONAUTS.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Gli album del decennio 2000-2009





Già ne avevamo accennato, ora la classifica definitiva dei miei album del decennio.
Non necessariamente i "migliori", ma quelli che mi sono piaciuti di più e che ho ascoltato con maggior piacere e frequenza.

1) LAST SHADOW PUPPETS “The age of understatement”
Un riassunto perfetto del meglio dei 60's con un gusto attualissimo. Future in the past !
2) OASIS “Dig out your soul”
Derivativi forse, ma con grandi canzoni, uno stile personale e uno stupendo sound.
3) GRAHAM DAY & the GAOLERS “Soundtrack of the daily grind”
Uno dei compositori più incompresi della storia del rock. Qui c'è dentro tutto, dagli Small Faces ai Jam, via Prisoners.
4) MOVEMENT “Revolutionary sympathies”
Uno dei rari album che mi ha fatto saltare ancora sulla sedia. Irruenza e melodia. Walk like the Clash, sing like the Supremes !
5) VINICIO CAPOSSELA “Ovunque proteggi”
Copierà anche Tom Waits ma questo album è uno dei rari capolavori italici. E poi dal vivo è insuperabile
6) DUNGEN “4”
Tutta la lro discografia è un gioiello nascosto. Questo è il meglio: folk,psichedelia,prog,beat. Freak out !
7) WHITE STRIPES “Get me behind Satan”
Jack White è un genio ! Anche con i Raconteurs e i Dead Weather.
8) BELLRAYS “Have a little faith”
Soul is the teacher, punk is the preacher
9) WILLY DE VILLE “Crown Jane Alley”
Il Maestro ci ha lasciati con un altro capolavoro. Mexican blues
10) AMY WINEHOUSE “Back to black”
Lady Soul dei 2000's

11) The WHO “Endless wire”
Un buon ritorno, piacevolmente sorprendente
12) BATTLES “Mirrored”
UNo dei pochi gruppi NUOVI in circolazione
13) ROLLING STONES “Bigger Bang
Poco da dire, un grande album come da decenni non ne facevano
14) MADNESS “The liberty of Norton Folgate”
Un omaggio alla Londra soul, pop, rude.
15) BOB DYLAN “Together trough life”
Non smette di fare buoni album, magari non eccellenti, ma buoni si
16) ARCTIC MONKEYS “Whatever”
Il buon vecchio Jam sound filtrato con un gusto attuale e capacità compositive non comuni
17) REM “Accelerate”
Da tempo non facevano un album così.
18) PAUL WELLER “As is now”
Un buon lavoro per quello che rimane comune il Modfather
19) STATUTO “Sempre”
Per me il loro album migliore
20) SOLARFLARES “Laughing suns”
Ancora Graham Day

E infine in ordine sparso

21) ORDINARY BOYS “Brassbound”
22) MARK LANEGAN “Bubblegum”
23) PJ HARVEY “White chalk”
24) FRANZ FERDINAND
25) STROKES “This is it”
26) QOTSA “Songs of the deaf”
27) BEATLES “Love”
28) NOT MOVING “Live in the 80’s”
29) SUPERGRASS “Life on other planets”
30) TOM JONES “24 hours”
30) TEMPONAUTS "A million year picnic"

lunedì, dicembre 21, 2009

I miei dischi 2000-2009






Un anno di blog piuttosto autoreferenziale (tra uscite discografiche, bibliografiche, concerti, presentazioni etc).
In attesa degl ialbum della decade e dei best del 2009, un riassunto delle MIE uscite discografiche in questi 10 anni

2000 : LINK QUARTET “Episode One” (LQ records) CD
2001 : LINK QUARTET “Episode One” (Animal records) CD

Il primo un'autoproduzione in 100 copie, ristampato dalla spagnola Animal poi.
2002 : LINK QUARTET “Beat.It” (Hammond Beat Records) CD USA
La nuova lineup del LQ e il nostro miglior album. Da lì 2 tour in USA e tutta Europa.
2003 : NOT MOVING "Land of nothing" (Area Pirata) LP
La ristampa del mini LP perduto del 1984, in vinile, uno dei momenti migliori dei NM
2004 : LINK QUARTET "Italian playboys" (Hammond Beat e RecordKicks) CD
Il secondo album, più maturo, meno immediato del precedente, ma ancora ottimo
2005 : NOT MOVING "Live in the 80's" (GoDown Records) CD/DVD
Sold out da tempo, una delle poche cose INDISPENSABILI che ho fatto
2006 : CHELSEA HOTEL "We're all gonna die! (Spittle) CD
Quando il punk era crudo, violento e pericoloso, Inascoltabile quasi ma tremendo !
2006 : LINK QUARTET "Evolution" (HammondBeat) CD
2006 : LINK QUARTET "Decade" (HammondBeat) MCD
2006 : LINK QUARTET "Keep it moving Gran Turismo" (P-Vine) CD
2007 : LINK QUARTET “Long Live Link” (Hammond Beat) CD

Una serie di uscite non eccezionali nè imperdibili
2007 : AA.VV. “Sgt Peppers Tribute” (Libertà) CD
Un otimo progetto che prosegue ora con il Beatles Fest e altre iniziative beatlesiane
2007 : LILITH & THE SINNERSAINTS “I need somebody” (Alphasouth) MCD
Il ritorno dopo dieci anni di silenzio
2008 : LILITH & THE SINNERSAINTS “The black lady and the Sinnersaints” (Alphasouth) CD
Uno dei migliori album della mia carriera, sottovalutato ma che trovo davvero eccellente
2008 : TONY FACE BIG ROLL BAND “Hey bulldog/ Lady Day And JohnColtrane” (HammondBeat) 45
In vinile il secondo vagito del mio progetto solista
2008 : THE CAPITALS “Capitals” (RadioCoop Edizioni) CD
Un album con Paolo Negri, riservato ad un progetto editoriale, uscito in due copie (...)
2009 : TONY FACE BIG ROLL BAND “Old Soul Rebel” (Area Pirata) CD
L'esordio solista con tanti amici ed eroi musicali. Continuo ad ascoltarlo con piacere. E' riuscito bene.
2009 : SPIDERS TOP MODS “10maggio2009session” (STM Rec) MiniCD
In studio dopo 25 anni, Spontaneo e crudo, elettrcio e d'assalto.
2009 : NOT MOVING “Sinnermen” (Goodfellas) CD
Un'ottima rsitampa. Suona datato ma ci sono ancora cose di buona qualità
2009 : LILITH & the SINNERSAINTS “L’Angelu nassuu da l’etra pert” (Virtualpha South) MCD Un omaggio al dialetto "di su"

ah: not fogettin "Uscito vivo dagli anni 80" e "Mod generations" (entrambi su NDA Press), i due libri.
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