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martedì, novembre 08, 2011

Addio a Joe Frazier





Se ne è andato, stroncato da un tumore al fegato, Joe Frazier, uno dei miti della boxe degli anni '60 e '70, uno degli avversari più famosi di Mohammed Ali.

Nell'immaginario dei nati negli anni 60 rimane un nome leggendario, di quando la BOXE aveva ancora un fascino che ha ormai in gran parte, purtroppo, perso.

Dotato di una forza brutale, ed in particolare di un devastante gancio sinistro, Frazier è stato un campione vero anche da dilettante, vincendo l'oro olimpico a Tokyo 1964.
Figlio di un raccoglitore di cotone in una piantagione della Carolina del Sud, si è trasferito a Filadelfia a soli 17 anni per intraprendere la carriera pugilistica.
Da professionista ha sostenuto 37 incontri, vincendone 32 (27 prima del limite), perdendone 4 e pareggiandone uno.

Frazier fu il primo a battere Alì ai punti nel 1971 al Madison Squadre Garden di New York, dopo 15 durissimi round, in quello che allora fu definito il "match del secolo".
Alì si prese la rivincita tre anni dopo, sempre ai punti ma dopo 12 round, prima di aggiudicarsi anche la "bella" a Manila nelle Filippine al termine del 14° round, in un altro match mondiale ormai entrato nella storia della boxe.

martedì, settembre 27, 2011

Addio a Sergio Bonelli






Da cultore estremo di TEX non posso non riservare il dovuto omaggio alla scomparsa dell'editore SERGIO BONELLI

Sergio Bonelli era un figlio d'arte, cresciuto letteralmente tra i fumetti, facendo fin da piccolissimo il tuttofare nell'impresa di famiglia: da fattorino a magazziniere, fino a rispondere alle lettere dei lettori.
Nel 1957 prende in mano la casa editrice Cepim, la futura Sergio Bonelli Editore, subentrando nella direzione alla madre Tea.

Oltre a Tex avviato dal padre nel 1948, Sergio Bonelli ha creato personaggi che hanno mutato radicalmente il panorama del fumetto non solo italiano ma internazionale, da Zagor, a Dylan Dog, Martin Mystere, Julia.

Interessanti i dati di vendite medie mensile dei vari albi (per comprendere meglio l'ampiezza di un fenomeno considerato di nicchia)

Tex: 250 mila
Dylan Dog: 240 mila
Nathan Never: 80 mila
Julia: 65 mila
Zagor: 55 mila
Mister No: 30 mila
Martyn Mistere: 30 mila

lunedì, luglio 25, 2011

Amy Troppo



Una milionaria che si butta via, una del "Club 27", una stronza etc etc etc.

Non so.
Ma a me dispiace troppo che una delle mie artiste preferite non canti più.

martedì, luglio 05, 2011

Clarks






Addio a Clark, inventò le Desert Boots
Nathan CLARKS si è spento all’età di 94 anni.
Pronipote di quel James Clark e di quel Curys Clark che a Street nel Somerset avevano fondato una azienda calzaturiera che si stava specializzando in scarpe da mettere sotto le uniforme scolastiche che i ragazzi del Regno Unito dovevano indossare.

Nathan si era arruolato nel Royal British Army girava il mondo, in particolare in Asia. dove notò le scarpe indossate in Birmania dalle truppe inglesi durante la Seconda guerra mondiale e le riconvertì per l'uso comune.

I puristi li preferiscono nel color sabbia, anche se ora vengono realizzati in verde ottanio, in celeste, perfino zebrati o stampati a paesaggi multicolor.
Fedele alla causa, Clark li ha indossati fino all’ultimo, nelle passeggiate intorno alla residenza di Gramercy Park.

sabato, giugno 25, 2011

Uno sbirro che mi piaceva



Addio al TENENTE COLOMBO, Peter Falk, ottimo attore.
Mi riguarderò per la decima volta tutti gli episodi (i primi girati da un tale Steven Spielberg).
L'unico telefilm poliziesco dove ti dicono subito il colpevole.

sabato, maggio 28, 2011

Addio a Gil Scott Heron



Addio a GIL SCOTT HERON uno dei più importanti, veri, puri, sinceri rappresentanti della Black Music.

Lascia alle spalle una vita disastrata e impossibile.
Ma soprattutto una serie di capolavori suggellata dall'ultimo stupendo, immenso "I'm new here".
Mi mancherai molto, Gil.

Small Talk At 125th And Lenox (Flying Dutchman) 1970 8
Un esordio fulminante , crudo, brutale, violento, esplosivo, politicamente scorretto e diretto, fastidioso, urticante.
Strumentazione essenziale, stile minimale, scarno, scheletrico: congas e voce.

Pieces of a man (Flying Dutchman) 1971 9
un lavoro intensissimo, profondo, sincero, crudo, ma allo stesso tempo raffinatissimo, abbraccia un’ampia gamma del black sound, dal proto rap, al soul jazz, jazz blues, pop funk.

Free Will (Flying Dutchman) 1972 6.5
Un album incerto e transitorio, soul jazz e soft soul sulla A side, brani anfetaminici e minimali, duri e diretti, ma a cui mancano freschezza e spontaneità e che sprofondano spesso in un mood molto dark, cattivo e pessimista sula lato B.

Winter in America (Strata East) 1974 9
Un progetto ambizioso che cerca e riesce perfettamente a catturare il mood sociale e musicale di quei giorni, mischiando liriche mature, profonde, accurate con un sound che partendo dal jazz assorbe blues, funk, soul. Capolavoro.

The First Minute of a new day (Arista) 1975 7
Prosegue il mood artistico e sonoro del precedente lavoro, arricchito da una maggiore cura negli arrangiamenti e influenze di più ampio respiro. Una musica sempre più “totale”.

From South Africa to South Carolina (Arista) 1976 6.5
Un album sostanzialmente difficile e che rimane tra gli episodi meno conosciuti e apprezzati della sua carriera, nonostante il traino del singolo “Johannesburg”.

It’s your world (Arista) 1976 6.5
Un doppio album che racchiude in toto il mondo di Gil, un perfetto quanto caoticamente ordinato mix di politica, jazz, fusion, blackness, soul, lirismo, ottimismo, rabbia, funk, blues.

Bridges (Arista) 1977 6.5
Composto “on the road” durante gli ormai interminabili tour con la Midnight Band.
Il livello è comunque alto, c’è voglia di sperimentare qualcosa di nuovo pur mantenendo inalterate le fondamenta del sound tipicamente soul funk jazz.

Secrets (Arista) 1978 6
Introduce pesantemente nel sound l’uso dei sintetizzatori e di ritmiche che abbandonano il funk più scuro e grezzo a favore di un avvicinamento alla disco americana e a certo Philly sound più fruibile.

1980 (Arista) 1980 6
Transitorio dove anche i testi non marchiano a fuoco come di consueto le caustiche strofe o i sarcastici ritornelli.
Appaiono stanchezza e indecisione tra una visione più introspettiva e uno sguardo alla lotta.

Real Eyes (Arista) 1980 6
Consueta, sapiente, anche se talvolta leggermente forzata, miscela di blues, funk e soul.

Reflections (Arista) 1981 6.5
Reggae, funk soul, ottime songs, ma non il meglio di Gil.

Moving Target (Arista) 1982 5
Probabilmente il lavoro meno ispirato della carriera, una prosecuzione del mood funk jazz di “Reflections” con un sapore manieristico che mai era apparso nei suoi precedenti album.

Spirits (TVT Records) 1994 7
Qualitativamente molto buono, le atmosfere dell’album risentono dell’impronta hip hop anche se è il sound jazz fusion a farla da padrone.

I’m new here (XL Recordings) 2010 10
“I’m new here” è uno stupendo album di blues moderno, difficile, duro e crudo, ma di un fascino assolutamente unico.

lunedì, febbraio 07, 2011

Addio a Tura Satana




Di lei avevamo già parlato qui: http://tonyface.blogspot.com/2009/07/icone-60s-tura-satana.html
Ma un addio è doveroso.
La leggenda vuole che abbia insegnato Elvis come si bacia una donna e che fino alla fine dei suoi giorni abbia portato l'anell oche lui le regalò.

martedì, novembre 30, 2010

Addio a Mario Monicelli





Se ne è (volutamente) andato MARIO MONICELLI.
Regista.
Basta questa lista di suoi film per farne un monumento alla cultura italiana

Il medico e lo stregone (1958)
I soliti ignoti (1958)
La grande guerra (1959)
L'armata Brancaleone (1966)
La ragazza con la pistola (1968)
Amici miei (1975)
Un borghese piccolo piccolo (1977)


Basta questa sua frase per farne un uomo illuminato

"Italiani pavidi, come con Mussolini"

martedì, ottobre 26, 2010

Mod Heroes: Reg King





Si è spento all'età di 65 anni REG KING, splendida voce degli ACTION, una delle migliori MOD bands mai usicte sulla scena.

Formatisi nel 1963 con il nome di THE BOYS (con cui realizzarono il 45 "It ain't fair"/I want you" nel novembre del 1964, dopo l'esordio come backing band di Sandra Barry con il singolo "You Really Gonna Shake / When I Get Married" nel marzo dell ostesso anno), cambiarono nome in THE ACTION nel 1965.

La band incise tra il 1965 e il 1968 sei pregevoli singoli e un EP per il mercato francese, oltre ad un album mai pubblicato (se non nelle numerose ristampe successive).
Il tutto prodott oda GEORGE MARTIN.
REG KING lasciò il gruppo nel 1967, quando musicalmente dal soul beat degli esordi si erano spostati verso cadenze marcatamente psichedeliche, realizzando nel 1971 il suo unico album con l'aiuto di alcuni ex Action (diventati MIGHTY BABY), Steve Winwood, Mick Taylor e Brian Auger.
La band si è riunita nel 2000 (suonando anche con Phil Collins, uno dei loro più grandi fans, come guest)

DISCOGRAFIA
"Land Of One Thousand Dances" b/w "In My Lonely Room" (October 1965, Parlophone)
"I'll Keep Holding On" / "Hey Sha-Lo-Ney" (February 1966, Parlophone)
"Baby (You've Got What It Takes)" / "Since I Lost My Baby" (July 1966, Parlophone)
"Never Ever" / "Twenty Fourth Hour" (February 1967, Parlophone)
"Shadows and Reflections" / "Something Has Hit Me" (June 1967, Parlophone)
"The Harlem Shuffle" / "Wasn't It You" (1968, Hansa)
French EP: "Shadows and Reflections" / "Something Has Hit Me" / "Never Ever" / "Twenty Fourth Hour" (Odeon (MOE 149), 1967)

"Ultimate Action" (1980 Ace Records)
"Action speak louder than words" (1985 mini LP)
"Rolled Gold" (CD)
"Action Packed" (Cd)

"ALONGSIDE STEVE MARRIOTT, I RECKON REGGIE KING STANDS AS ONE OF THE BEST OF THE WHITE SOUL SINGERS, IN SOME WAYS HIS RICH SMOOTH VOICE SOUNDS A LOT MORE NATURAL THAN MARRIOTT'S"
PAUL WELLER

"For me it was like playing with the Beatles"
PHIL COLLINS (dopo aver suonato con loro)

lunedì, ottobre 11, 2010

Black Power: Solomon Burke




"Questa mattina presto, domenica 10 ottobre, il leggendario Re del Soul e del Rock, Solomon Burke è morto per cause naturali. Solomon era appena arrivato all'aeroporto di Schipol di Amsterdam, in Olanda, per uno spettacolo al Paradiso insieme alla band olandese De Dijt.
Burke è morto a bordo dell'aereo proveniente da Los Angeles.


Personaggio sostanzialmente secondario della scena black, ma con all'attivo la super hot "Everybody needs somebody to love" (già ripresa dagli Stones nel 1965 nel secondo album e successivamente anche dai 13th Floor Elevator e riportato al successo dalla versione dei Blues Brothers).
Di lui sono da ricordare anche alcune buone songs come "Cry to me" e una versione di "Proud mary".
Lascia 21 figli e 90 nipoti.

lunedì, settembre 13, 2010

Addio a Claude Chabrol

Il regista francese Claude Chabrol è morto oggi all'età di 80 anni.
Protagonista della Novelle Vague con Truffaut e Godard, un immenso cineasta, libero, impertinente, politico.

lunedì, maggio 31, 2010

Clint Eastwood e Dennis Hopper






DENNIS HOPPER se ne è andato, stroncato da una lunga malattia. Da "Easy rider" ad "Apocalypse now", da "Velluto blu" a "Rusty il selvaggio", un grande !

CLINT EASTWOOD compie 80 anni.
Se Dennis è stato un grande, Clint è un SUPER !
Mettere in fila i suoi film e le sue regìe è impresa ardua e infinita. Dall'Ispettore Callaghan a l'immenso "Gran Torino" è un elenco di superlativi (anche di cadute, ma traquillamente cancellare dal resto).
Auguri CLINT , almeno 20 di questo giorno.

giovedì, aprile 29, 2010

Addio ad Alan Sillitoe



In ritardo, un omaggio ad uno dei grandi della letteratura del 900. ALAN SILLITOE, scomparso pochi giorni fa all'età di 82 anni.

In "La solitudine del maratoneta" del 1959 e "Sabato sera, domenica mattina" del 1958 c'è dentro tutto il concetto di RABBIA GIOVANILE, di socialismo, di VITA come dovrebbe essere e non è.

venerdì, aprile 09, 2010

Addio a Malcom Mc Laren





Ormai PURTROPPO i necrologi dei NOSTRI si sprecano.

Addio anche a MALCOM MC LAREN, che se ne è andato a 64 anni per una rara forma di cancro.
Per metà imbonitore e faccendiere del pop e per metà geniale scultore di materia "rock" rimane nella storia come il sapiente "inventore" dei SEX PISTOLS, dopo il fallimento del tentativo di (ri)proporre i New York Dolls in chiave politico provocatoria con le bandiere sovietiche lle spalle e lo slogan "Better Red than Dead".

Ebbe alcune geniali intuizioni con Duck Rock nel 1983 dove mischiò (anticipando i tempi) hip hop, country, world music, folk africano e sudamericano.
In "Fans" dell'anno successivo rivisita "Carmen", "Madame Butterfly" e "Turandot"in chiave hip hop
In "Waltz Darling" dell'89 si fa affiancare da Jeff Beck, Bootsy Collins e un'orchestra sinfonica per poi esplorare house ed ethno pop.

Non male per uno che non sapeva suonare nulla.

giovedì, marzo 18, 2010

Addio ad Alex Chilton





E' improvvisamente scomparso ALEX CHILTON, piccolo GRANDE monumento della storia del rock, dai BOX TOPS (quelli di "The letter") al pop dei BIG STAR, fino all'indimenticabile lavoro di produzione del primo dei CRAMPS (e di TAV FALCO) e decine di piccole gemme nascoste nella sua carriera solista.

lunedì, febbraio 22, 2010

Il Club 27






Il Club 27 è un club ideale e fittizio a cui ci si riferisce per indicare gli artisti deceduti all'età di 27 anni (28 anni non ancora compiuti).
La lista è tristemente lunga e comprende i "fondatori" BRIAN JONES, JIM MORRISON, JANIS JOPLIN, JIMI HENDRIX scomparsi alla stessa età nell'arco di due anni (dal 1969 al 1971) e KURT COBAIN (che pare da piccolo avesse manifestato il desiderio di entrare nel club....).

Ma sono stati poi aggiunti anche ROBERT JOHNSON (pur se deceduto nel 1938), Alan Wilson dei Canned Heat, Linda Jones, Pete Ham dei Badfinger, Dave Alexander degli Stooges, D.Boon dei Minutemen, Jean Michel Basquiat, R.J. Edwards dei Manic Street Preachers, Pete De Freitas degli Echo & the Bunnymen.

venerdì, gennaio 29, 2010

Addio al Giovane Holden




Jerome David Salinger è morto oggi a 91 anni.
L'autore del Giovane Holden (The catcher in the rye) capolavoro del 1951, simbolo di ribellione, di inquietudine, per chi sta per attraversare la "linea d'ombra" tra l'infanzia e l'età adulta.

La crisi precoce di un ragazzino di buona famiglia, insofferente a tutto, raccontata in presa diretta. Un eroe anomalo, un disadattato di lusso con cui tanti adolescenti, in tutto il mondo, non hanno potuto non identificarsi
Un' esistenza misteriosa, pochissime le informazioni sulla sua attività di scrittore e sulla sua vita privata. Nessuna appariz ione pubblica.

E dal 1965 - anno in cui sulla rivista New Yorker apparve il suo ultimo racconto - non ha mai pubblicato nulla.

Uno degli scritti che più ha colpito e influenzato la mia adolescenza e i cui passi ho ritrovato poco dopo nel punk e nel mod.

martedì, gennaio 12, 2010

Adieu Monsieur Rohmer




Se ne è andato a 89 anni Eric Rohmer, maestro della Nouvelle Vague, regista degli indimenticabili "Il raggio verde" e "La mia notte con Maud", ma di cui personalmente ricordo con molto piacere anche "La collezionista" e "Il ginocchio di Clara".
Au revoir.

mercoledì, settembre 09, 2009

Mike



Mike c'è sempre stato (un po' come Andreotti).
Uno di quelli che con il nozionismo dei quiz traghettò una buona fetta di Italia ancora analfabeta o quasi verso maggiori conoscenze, seppur superficiali.
E che, soprattutto, ci fece conoscere l'indimenticata Sabina Ciuffini.
Non credo che poi mi mancherà così tanto ma un po' mi dispiace.

lunedì, agosto 10, 2009

Addio a Willy De Ville





Se ne è andato a 58 anni WILLY DE VILLE, ucciso da un tumore al pancreas.
Uno di quei pochi di cui ho la discografia completa e che ho amato e amo tantissimo.
Visto parecchie volte dal vivo, sempre emozionante, uno di quelli con cui ho desiderato ardentemente suonare un pezzo almeno una volta.

DISCOGRAFIA

CABRETTA (1977) 8
L'esordio, accostato alla scena punk (veniva dal CBGB e divideva il palco con Ramones, Dead Boys e Patti Smith) ma nonistante il sound ancora ruvido, decisamente su altri lidi (vedi le immortali "Cadillac walk" e "Spanish stroll"

RETURN TO MAGENTA (1978) 6
LE CHAT BLEU (1980) 6.5

Meno immediati dell'esordio, virano più verso il rythm and blues (non a caso in "Le chat bleu" collabora con Doc Pomus (quello che scrisse "VIVA LAS VEGAS" e Lonely avenue" di Ray Charles) e un sound più raffinato

COUP DE GRACE (1981) 6
WHERE ANGELS FEAR TO TREAD (1983) 5.5
SPORTIN LIFE (1985) 6

Tex mex, il rythm and blues alla Arthur Alexander (di cui riprende "You better move on"), sound sofisticato e molto arrangiato e sempre più personalità, nonostante non si tratti certo di capolavori

MIRACLE (1987) 6.5
Prodotto da Mark Knopfler gli darà molte soddisfazioni commerciali anche se l'impressione è di un album snaturato, pur con tanti buoni brani

VICTORY MIXTURE (1990) 8
Willy si trasferisce a New Orleans e alla città e alla sua musica dedica un intero album di stupende covers, reintepretate con una classe e uno stile inimitabili. Una delizia !

BACKSTREETS OF DESIRE (1992) 8.5
Con l'aiuto di David Hidalgo dei Los Lobos, Dr. John e Zachary Richard (il re dello zydeco, un grandissimo da scoprire !), confeziona un altro gioiello a base di Tex mex (un'indimenticabile versione mariachi di "Hey Joe") e il miglior suono ROOTS americano (blues, soul, rythm and blues, original country, hillybilly). Il suo capolavoro.

LOUP GAROU (1995) 7
HORSE OF A DIFFERENT COLOUR (1999) 7

Dopo un ottimo doppio LIVE del 1993, suonato divinamente e con feeling pazzesco, un altro paio di album a base di deep blues, suoni dalla più sconosciuta New Orleans, echi voodoo e l'immancabile stile pachuco mex.

CROW JANE ALLEY (2004) 7
PISTOLA (2008) 7

Ancora due ottimi, intensi, ispirati album a chudere la carriera (con un altro pregevole live in acustico nel 2002)
Il sound si è ormai stabilizzato ma si concede anche coraggiosi viaggi in territori sconosciuti (vedi l'ultra funk di "Been there done that" che sembra tratto da un album di Sly & the Family Stone o dei Neville Bothers o "The mountains of Manhattan" , tenebrosissimo blues tra Suicide e Johnny Cash !! in "Pistola" o l'ispiratissima versione di "Slave to love" in "Crow Jane Alley")

ANEDDOTO

Suonammo uno dei peggiori concerti dei Not Moving di sempre (1984 circa).
Scordati , svogliati , caotici , imprecisi.
Perfino i fans toscani più accaniti faticarono non poco ad applaudire e a sostenerci.
Non si capiva niente , il palco era liscio e la batteria scivolava dappertutto , fuori usciva un rumore fastidioso , sempre più svogliati e incazzati noi tiravamo a finire il più presto possibile .
E Willy De Ville era là in fondo al bar (aveva suonato da qualche parte lì vicino un po’ prima) e buttava giù un whisky ridacchiando verso di noi.
Se ne andò a metà concerto barcollando e presumo disgustato e annoiato da un punk rock band dei suoi cojoni.
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