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martedì, ottobre 27, 2026

Carlo Casale - Una vita dal vivo

Fa impressione pensare che Carlo Casale, prime mover della scena punk/new wave italiana, racconti i suoi "primi" cinquanta anni di attività nella scena musicale.

Dal punk degli Outkids del 1977, alla prestigiosa avventura con i Frigidaire Tango (il loro "The Cock" è una pietra miliare) fino al rock 'n' roll dei Vindicators.
A cui si sono aggiunte altre esperienze in ambiti sonori sempre diversi, sperimentali, elettronici, nel costante impulso di guardare avanti e cercare il nuovo.
Attitudine che ha permeato anche la parallela attività professionale di gestore di locali (il mitico "Shindy" di Bassano del Grappa, tra i tanti) e organizzatore di concerti.

Gli aneddoti sono ovviamente tantissimi, gustosi, divertenti, illuminanti su cosa significa (passando attraverso epoche diversissime) muoversi in un certo ambito, difficilissimo in Italia.
In mezzo il suo sguardo competente e autorevole su un mondo che cambiava e continua a farlo, fino alla classica scoperta del nuovo, attraverso gli ascolti dei figli.

Il libro è corredato da una folta raccolta di foto, locandine, poster, biglietti di concerti (migliaia quelli a cui ha assistito) e da un CD inedito di Charlie Out Cazale.

Curato da Luca Frazzi, è un ulteriore tassello cognositivo di un passato che ha dato tanto alla musica e cultura italiana ma non è mai stato valorizzato a sufficienza.

Carlo Casale
Una vita dal vivo
Interno4 Edizioni
410 pagine
25 euro

lunedì, ottobre 26, 2026

Domenico Paris - La spalla sinistra di Malcolm Young

E' davvero divertente il romanzo del giornalista/scrittore abruzzese che ci porta a fianco della band slease hard punk rock dei Beautiful Loserz, direttamente dalla provincia più profonda, che arriva improvvisamente alle soglie del successo con un imprevisto album di debutto, dopo aver abbandonato ogni speranza di notorietà.

Ne consegue un lungo tour italiano, costellato di imprevisti, sesso, droga, alcol e rock 'n' roll, aneddotiche varie, perfettamente e molto realisticamente riferibili a qualunque band che ha calcato i palchi per un po' di tempo.

Il tutto con abbondanza di dialoghi goliardici, dettagli di ogni concerto e relativa nottata successiva, illusioni, delusioni, psico drammi, estasi totale.
I rigori della vita reale ricondurranno il tutto a una prevista e temuta "normalità", lasciando però il gusto inafferrabile di un'esperienza che andava vissuta ad ogni costo.

Scrittura frizzante, esperienze attendibili, lettura godibilissma.

Domenico Paris
La spalla sinistra di Malcolm Young
Iride Edizioni - Rubbettino
Pagine: 590
Euro €26,60

mercoledì, ottobre 21, 2026

Alex Loggia - Tina / Intervista ad Alex Loggia

Secondo capitolo di una trilogia, iniziata con "Leo e Zoe" (https://tonyface.blogspot.com/2025/05/alex-loggia-leo-e-zoe-storia-di-un.html) che esplora, sapientemente, le pieghe delle modifiche caratteriali adolescenziali, alla costante ricerca di un senso di identità e di appartenenza, che Tina trova nella scena mod, in cui si saprà ritagliare un profilo sempre più saliente e di primo piano.
Lo farà attraverso un viaggio interiore e uno fisico, in Lambretta, verso Londra.
In mezzo mille riferimenti reali alla scena mod italiana e torinese, in particolare, degli anni Novanta.

La cosa che cercava quando aveva dieci anni non era una musica, né un vestito, né uno scooter.
Era quella precisa sensazione di stare dentro le cose insieme ad altri.
E quella sensazione non aveva passaporto.
Parlava tutte le lingue.


Il libro è un notevole passo avanti, rispetto all'esordio, di Alex Loggia (compositore, musicista, produttore, ex chitarrista degli Statuto) in qualità di scrittore.
La narrazione è più pulita, diretta, poetica, con tratti filosofici che colgono al meglio la personalità della protagonista.
Emozionante la prefazione di Lele Catale.
Il finale a sorpresa rende il libro ancora più interessante e piacevole.

Alex Loggia
Tina
230 pagine
21 euro


INTERVISTA A ALEX LOGGIA

Quando hai pensato di scrivere un romanzo (“Leo e Zoe”, a cui è seguito questo)? Da cosa è partita quell’esigenza?
In realtà, inizialmente avevo pensato di scrivere la mia autobiografia, ma poi mi sono detto che probabilmente a nessuno sarebbe interessato leggere la storia della mia vita.
Così ho pensato di raccontarla in un altro modo, mettendo un po’ di me dentro un romanzo.
È nato così Leo e Zoe, una storia di fantasia nella quale però ci sono molte delle amicizie, delle esperienze, dei luoghi e delle situazioni che ho vissuto in quegli anni. Non volevo semplicemente raccontare quello che mi era successo, ma soprattutto ricreare le atmosfere della Torino degli anni Ottanta, quando la musica, le amicizie e il senso di appartenenza a un determinato mondo erano una parte fondamentale delle nostre vite.
In fondo credo che scrivere questo romanzo sia stato anche un modo per tornare a quegli anni, ritrovare persone e sensazioni che, nonostante il tempo passato, non mi hanno mai abbandonato.
Naturalmente, mescolando ricordi e fantasia, perché alla fine quello che volevo scrivere era un romanzo, non un libro di memorie.

Quando hai scritto “Leo e Zoe” avevi già pensato a una trilogia o l’idea è arrivata dopo?
Assolutamente no.
Quando ho cominciato a scrivere Leo e Zoe non avevo affatto pensato a una trilogia.
L’idea era semplicemente quella di raccontare una storia che avesse un inizio e una fine.
Dopo la pubblicazione, però, molti lettori hanno cominciato a chiedermi se ci sarebbe stato un seguito e questo mi ha fatto riflettere sulla possibilità di scrivere un altro romanzo. Pensandoci, mi sono reso conto che c’erano ancora tante cose che avrei potuto e voluto raccontare, tante storie e situazioni che non avevano trovato spazio nel primo libro.
Da lì è nata l’idea di Tina, ma non volevo scrivere semplicemente il seguito di Leo e Zoe. Mi interessava raccontare quegli stessi anni attraverso gli occhi di un altro personaggio, con una vita e un percorso completamente differenti, ma che in qualche modo finisse per incrociare quel mondo.
È stato proprio mentre prendeva forma questa seconda storia che ho cominciato a pensare a una trilogia, tre romanzi che potessero essere letti indipendentemente, ma che fossero legati tra loro da personaggi, luoghi e situazioni.

Sottolinei spesso nel romanzo il concetto di “appartenenza”.
Quando hai abbracciato l’etica e l’estetica Mod, avresti mai pensato di ritrovarti decine di anni dopo, adulto, con figli, ancora così dentro a questo mondo?

Sinceramente no, ma credo che quando hai sedici o diciassette anni sia difficile immaginare come sarà la tua vita quarant’anni dopo. A quell’età è normale sperimentare, avvicinarsi a diverse culture giovanili, cercare qualcosa in cui riconoscersi.
Io, ad esempio, prima di diventare Mod ho frequentato per un periodo quelli che allora chiamavamo freak, sballoni, bajosi, insomma, i ragazzi che ascoltavano musica afro.
Poi ho scoperto il mondo Mod e ho capito che era quello giusto per me. La musica, l’abbigliamento, gli scooter, ma soprattutto uno stile di vita nel quale mi riconoscevo completamente.
In realtà non credo ci siano troppe spiegazioni da dare.
Sei Mod e basta.
Senti che quello è il tuo mondo, che quello stile di vita ti appartiene, e continui a viverlo senza nemmeno starci a pensare troppo. Non è qualcosa che devi sforzarti di mantenere vivo, fa semplicemente parte di te.
Naturalmente anche aver fatto parte degli Statuto, ha contribuito a rafforzare ulteriormente questo legame. Attraverso la musica ho avuto la possibilità di vivere ancora più intensamente quella cultura, di conoscere persone, condividere esperienze e sentirmi parte di una realtà che andava ben oltre la mia città.
E poi c’è il fatto di avere accanto una moglie che appartiene allo stesso mondo, cosa che rende tutto ancora più naturale.
Non ho mai dovuto scegliere tra la mia vita da adulto, la famiglia e l’essere Mod, perché sono tutte cose che convivono perfettamente.
Come dice Paul Weller, «You can bury me a Mod».
Credo che questa frase riassuma abbastanza bene il concetto.

“Una cosa bella quando finisce deve già respirare dentro quella successiva”, scrivi nelle ultime righe. Oltre al terzo romanzo, quale sarà la successiva?
Credo che quella frase rappresenti abbastanza bene il mio modo di essere.
Ho sempre bisogno di avere qualcosa a cui pensare, un progetto da realizzare, un’idea da sviluppare. Non sono mai stato particolarmente bravo a stare fermo e spesso, mentre sto ancora lavorando a qualcosa, comincio già a pensare a quello che potrei fare dopo.
Chi mi conosce e mi segue sa che negli anni ho dato vita a numerosi progetti musicali, anche molto diversi tra loro, non ultimo MODS, lo spettacolo musical-teatrale che abbiamo realizzato insieme.
Oltre al terzo romanzo, che andrà a chiudere la trilogia iniziata con Leo e Zoe, in questo momento sto lavorando a un nuovo progetto musicale che prevede la pubblicazione di alcuni brani Northern Soul.
Per ora, però, preferisco non svelare troppo, anche perché è ancora tutto in fase di sviluppo.
Diciamo soltanto che la voglia di fare musica e di sperimentare nuove cose non mi è mai passata.

Infine: da musicista professionista, come vedi il futuro per chi ha scelto questo cammino, in Italia?
Non è una domanda facile, soprattutto per chi, come me, fa questo mestiere da tanti anni e ha visto cambiare profondamente il mondo della musica.
Oggi, grazie alla tecnologia, è molto più semplice produrre e distribuire la propria musica, ma paradossalmente è diventato molto più difficile riuscire a viverci.
In Italia, poi, il musicista spesso non viene nemmeno considerato un vero lavoratore, dimenticando che dietro a quello che fa ci sono anni di studio, sacrifici e professionalità.
Il talento certamente non manca, ma ho l’impressione che ci sia sempre meno spazio per chi ce l’ha e sempre più per chi ha le conoscenze giuste o i soldi per comprarsi la visibilità, a volte persino le visualizzazioni.
Riprendendo un concetto espresso da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, chi oggi decide di intraprendere questa carriera deve mettere in conto anche la possibilità di non farcela.
È brutto da dire, ma credo sia giusto essere realisti.
Questo non significa che non si debba provarci, anzi.
La musica deve nascere prima di tutto da una passione autentica, dalla voglia di esprimersi e di avere qualcosa da raccontare, indipendentemente dal successo che si riuscirà a ottenere.

martedì, ottobre 20, 2026

Luca Lezziero - I due sogni

Vincitore della sesta edizione del Premio letterario "Guido Rossa" (istituito da Spi Cgil e LiberEtà) "I due sogni" è un racconto di Luca Lezziero, perfetta fotografia di un'epoca passata (ma che si ripropone con altri codici e modalità, forse ancora più che in passato, anche ai nostri giorni), in cui il concetto di classe sociale andava a determinare scelte di vita ben precise (mischiare differenti "ceti sociali" non era indicato né auspicato).

Le dinamiche operaie e borghesi degli anni Settanta, mettono la protagonista Gigliola di fronte alla necessità di scegliere tra due opzioni, l'amore sincero e diretto per il lavoratore del sud e un futuro economicamente e socialmente agevole con un ricco rampollo del nord (in un'epoca in cui il divario geografico era forte e sentito).
La scelta finale sarà dolorosa.

Scritto bene, scorrevole, intrigante.
Premio più che meritato.

venerdì, ottobre 16, 2026

Stefano Marullo - Ramones

In occasione del secondo compleanno di arghía(www.arghia.it) – rivista stanca di cultura - viene pubblicato, in tiratura limitatissima di 50 copie, un libretto (in senso letterale: 9x15cm di grandezza) dedicato ai RAMONES (scaricabile gratuitamente dal sito).

Nelle 23 pagine non ci sono particolari novità o rivelazioni rispetto a quanto già ben conosciamo sulla band, se non la sottolineatura di quanto sia stata "la più grande e più sfortunata punk band della storia".
Effettivamente, rispetto al culto generato intorno al gruppo, le soddisfazioni economico/commerciale non sono mai state abbondante, spesso frutto di scelte errate.

Una pubblicazione che i collezionisti e fan della band non potranno ignorare.

https://www.arghia.it/ramones-il-libro/

venerdì, ottobre 09, 2026

Elisa De Munari - Wild Women Don't Have The Blues

Elisa De Munari (alias Elli De Mon, nota blues woman, attiva da lungo nella scena italiana) è anche una validissima scrittrice e ricercatrice in ambito blues e dintorni.
Ce lo conferma in questo nuovo lavoro in cui raccoglie una serie di brani di altrettante Blues Women come pretesto per approfondire storia, argomenti, musica, filosofia, società, con certosina perizia, dati, date. Sono donne che hanno scelto di non uniformarsi, di non assecondare alcuna aspettativa, di non conformarsi a nessun cliché, di non adattarsi al percorso che altri avevano tracciato per loro.
Donne risolute che non hanno esitato a dire la verità anche a costo di rimanere isolate.


In sottofondo emergono note autobiografiche, che camminano in parallelo a queste storie, di musiciste alle prese (allora come oggi, seppure in modalità radicalmente diverse) con problematiche di parità di genere, logistiche, di credibilità e rispetto.

Attraverso i testi delle canzoni scelte si approfondiscono tematiche specifiche (razzismo, femminismo, collocazione sociale e politica, "l'erotico come arma di liberazione"), si analizza il ruolo del blues nella storia della musica, della società e della storia americana, "un lungo tentativo di negare l'umanità dei corpi neri attraverso sistemi sempre più sofisticati di controllo",.
Blues costantemente collocato in una "visione romanticizzata del detenuto nero come depositario di una "purezza africana" musicale, inmcontaminata dalla modernità" (la visione del pur più che meritevole ricercatore Alan Lomax), cristalizzando l'idea che "il vero blues fosse quello più grezzo e primitivo, relegando in secondo piano le sofisticate innovazioni musicali degli artisti afroamericani urbani."

Un saggio interessantissimo, ricco di considerazioni e analisi originali perfettamente mirate.
Consigliatissimo.

Elisa De Munari
Wild Women Don't Have The Blues
Area Pirata
228 pagine
18 euro

martedì, ottobre 06, 2026

Danny H. Cortese - Diventare Freddie Mercury. Farrokh Bulsara e l'invenzione di una maschera

Specifica l'autore nelle prime righe:
Il presente saggio rifugge la dimensione strettamente biografica o la critica musicologica di stampo accademico per configurarsi, piuttosto, come un'indagine fenomenologica sulla costruzione dell'identità artistica...quella che condotto Farrokh Bulsara a edificare Freddie Mercury come maschera scenica consapevole, strumento per perseguire obiettivi estetici precisi e ambiziosi.

Personalmente ho sempre avuto scarsa dimestichezza con il mondo dei Queen e la loro musica ma la lettura di questo saggio esula dall'aspetto specifico dando spazio alle varie trasformazioni di Mercury, in funzione della realtà circostante, sempre attentamente programmate e affini alla teatralità insita in tutta la storia artistica della band.

Seguendo la sua curiosità nel voler sperimentare la creatività che lo ha sempre caratterizzato.

Le 120 pagine ci portano in un percorso tra musica, filosofia, vita reale, teoria teatrale.
Indipendentemente dal soggetto, uno scritto molto interessante ed educativo.

Danny H. Cortese
Diventare Freddie Mercury. Farrokh Bulsara e l'invenzione di una maschera
VoloLibero Edizioni
120 pagine
20 euro

venerdì, settembre 25, 2026

Max D'Amico - Se fossi Viola

Romanzo crudo ed estremo, eccessivo e smisurato.
Il protagonista si ritrova nel corpo di Viola, colei che ama. Ne scaturisce una vicenda giocata ai mille all'ora, tra esagerazioni e abusi.

Anche la scrittura è diretta, immediata, minimale, veloce, hardcore.

Un racconto selvaggio, distopico, rock 'n' roll.

Max D'Amico
Se fossi Viola
Alter Erebus
260 pagine
17.90 euro

venerdì, settembre 18, 2026

Philip Norman - George Harrison. Il Beatle riluttante

Da ormai mezzo secolo leggo e rileggo libri, articoli, approfondimenti e quant'altro sui BEATLES in ogni loro forma, epoca, vicenda.
Ma, inevitabilmente, a ogni nuova pubblicazione non mi sottraggo mai, rileggendo, ovviamente, la stessa storia, con qualche particolare più o meno inedito, con qualche opinione discordante rispetto ad altri scritti.

Anche questo nuovo lavoro di Philip Norman (tradotto da Eelena Montemaggi) non si è sottratto al rituale.

Ovviamente non ci sono chissà quali nuove rivelazioni, se non una visione un po' troppo "partigiana" nei confronti di Beatle George che, francamente, mia opinione, ha sempre avuto lo spazio che meritava nella band (su queste pagine si contesta essere stato troppo limitato da John e Paul), come ha ampiamente e indiscutibilmente dimostrato nella carriera solista.
Ovvero ottimo/eccellente compositore di un paio di brani ad album, poi riempiti di altri episodi mai indimenticabili, spesso del tutto trascurabili.

Non vengono risparmiati i suoi eccessi, così in contrasto con l'aura "mistica", la brutalità psicologica nei confronti delle compagne (Pattie Boyd in particolare), l'amore per super alcolici e cocaina e tanto altro.

Purtroppo l'autore incappa in errori piuttosto imperdonabili per i Beatlesiani, come attribuire la casa d'infanzia di Lennon a Melton Avenue (in realtà, Menlove Avenue, fu anche il titolo di un album postumo) - pagina 35 - e altri particolari sparsi, esagerati ed enfatici.

Ogni Beatlesiano che si rispetti lo troverà comunque interessante e godibile, per il resto del mondo, se non ha mai approfondito la figura di George, una lettura sicuramente più che interessante.

Philip Norman
George Harrison. Il Beatle riluttante.
Caissa Italia EDitore
366 pagine
25 euro

giovedì, settembre 17, 2026

Gianni Maroccolo - Il Sonatore di Basso. Collezione Spartiti Indipendenti.

Una edizione speciale limitata e numerata de Il Sonatore di Basso, realizzata in occasione del tour CSI interamente dedicata al repertorio del Consorzio Suonatori Indipendenti, recentemente tornati insieme per sette acclamatissime date, nel tour "In Viaggio".

28 brani con le linee complete di basso di Gianni Maroccolo, illustrate e annotate a mano, trascritte in spartito e tablatura da Mur Rouge, selezionate tra le 104 contenute nel libro Il Sonatore di Basso e arricchite da alcune disponibili in precedenza solo nel cofanetto limitato Flight Case: https://tonyface.blogspot.com/2026/08/gianni-maroccolo-flight-case-il.html

Il basso di Maroccolo, ancora più che nelle altre esperienze, è stato ed è uno strumento preponderante e portante nell'economia del suono dei CSI, mai un semplice accompagnamento.

Questo libro è uno strumento di studio e insieme un documento musicale: un modo per entrare nel cuore di brani che hanno segnato un’epoca, seguendo da vicino il battito inconfondibile di Gianni Maroccolo.
Dedicato a chi suona, a chi ascolta e a chi desidera proseguire questo viaggio.


Gianni Maroccolo
Il Sonatore di Basso. Collezione Spartiti Indipendenti
60 pagine
Edizioni Libri Aparte
25 euro

martedì, settembre 15, 2026

Roger Daltrey - La mia storia con e senza gli Who

Ho riletto con piacere l'autobiografia di ROGER DALTREY che già avevo affrontato in inglese alla sua uscita e che da qualche anno è stata tradotta (molto bene, da Elena Montemaggi) in italiano.

Roger non è uomo con i peli sulla lingua, va diretto e sincero a esprimere il suo parere (allo stesso modo con cui risolveva le diatribe negli Who, in quel caso con le mani da ex metalmeccanico).

C'è la storia dagli inizi, fino al 2018, anno dell'uscita del libro, incluse tutte le difficoltà, anno per anno, vicenda per vicenda.
One minute, I’m on the factory floor in Shepherd’s Bush, the next, I’m headlining Woodstock.

La vicenda degli Who ha seguito un filo spesso sfociato in tragedia (le morti di Keith e John, gli spettatori schiacciati al concerto di Cincinnati, Pete alle prese con dipendenze varie e il conivolgimento in un sito pedofilo - abbondantemente assolto dalla vicenda).
In mezzo crisi, debiti, scontri, una saga incredibile, nonostante il successo planetario.
It's expensive living the life of a rockstar when you're not earning rock star money.

Ne avevo parlato ai tempi qui: https://tonyface.blogspot.com/2018/12/roger-daltrey-thanks-lot-mr-kibblewhite.html

Indispensabile per ogni fan degli Who, interessante per chi ama la musica rock.

Roger Daltrey
La mia storia con e senza gli Who
220 pagine
Caissa Italia Editore
22 euro

martedì, settembre 01, 2026

Franco Forte - Vero. Il romanzo di Marco Aurelio, l'imperatore filosofo

Non è facile rendere fruibile e agile la storia di un imperatore romano, pur nella sua anomalia di filosofo "pacifista", attento e sensibile ai diritti umani, in epoca di gladiatori, schiavi, sacrifici nelle arene, stragi dei nemici.

Franco Forte riesce alla perfezione ad appassionareil lettore alla tribolata vita di Marco Aurelio (121-180 d.c.), tra le classiche congiure di palazzo, guerre per mantenere il potere di Roma sull'impero, minato da continue rivolte ai "limes", gestione complessissima di un mondo dalle mille regole, omaggi agli dei, lutti personali etc.
Alla fine si prova profonda empatia per un personaggio che provò a concepire il comando in modo filosofico/progressista, morì tra notevoli sofferenze fisiche, lasciando il posto al figlio Commodo, giudicato successivamente spietato e depravato.

Esercitò il potere anelando sempre la possibilità di applicare le sue teorie ideologiche alla realtà, scontrandosi con un mondo ancora impreparato, dovendosi alla fine adattare alla superstizione, alla repressione sanguinosa di rivolte e insurrezioni.

Un ottimo libro, avvincente e istruttivo, soprattutto nella certosina descrizione (quasi cinematografica) dell'Antica Roma e le sue usanze.

L'olezzo di sudore, vino e polvere si mescolava all'aria che vibrava di mille emozioni. Tutti volevano assistere al trionfo degli Imeratori che avevano sconfitto i Parti.

Se il popolo vede nell'Imperatore avidità, imparerà a essere avido. Se vede giustizia sarà spinto a cercarla dentro di sé. Non si governa con la forza ma con la virtù. E' il logos, la ragione universale, a guidarci. Mai il capriccio, mai la rabbia.

Non disprezzare il popolo per la sua ignoranza. Ricorda che è più facile deridere che educare, condannare che comprendere. (Quinto Giunio Rustico, maestro di filosofia).

Franco Forte
Vero. Il romando di Marco Aurelio, l'imperatore filosofo
Mondadori
392 pagine
23 euro

giovedì, agosto 27, 2026

Nicola Gaeta - Black Beauty

Scrivere un libro sulla black music è come tentare di raccogliere il mare in una bottiglia.
Per ogni artista citato, ce ne sono dieci che aspettano, silenziosi o inascoltai, sul bordo della pagina.
La Black Music non si lascia chiudere né in un libro Nè nei decenni, né nelle etichette.
E' una forza fluida,una corrente, che attraversa i corpi, la storia, la spiritualità e la tecnica.
E' voce e battito, è resistenza e reinvenzione.


Le 800 pagine di questo libro non devono impaurire il lettore.
D'altronde la cosiddetta "Black Music" (per meglio dire, come spesso si sottolinea in questo saggio, la BAM, Black American Music) non può essere concentrata in così poco spazio.
Ce ne vorrebbero 8000 o forse 80.000.

Questa non è un'enciclopedia esaustiva, un catalgo di nomi e dischi.
E' qualcosa di più.
Il percorso di Nicola Gaeta ci porta dai semi, lontani, primitivi e arcaici, nati nei tempi della schiavitù, agli albori del blues e del jazz, alle mille evoluzioni e contaminazioni, attraverso mille nomi e mille dischi, aneddoti, storie, biografie.

La musica classica fu inventata perché la gente bianca non aveva ritmo così poteva scriverla e pianificarla a tavolino.
(Miles Davis)

La Black Music non è un genere musicale, è un sistema di linguaggi che si intrecciano, un patrimonio vivo che dal gospel ai nostri giorni ha plasmato tutto il secolo scorso e continua a generare nuove forme nel nuovo millennio.

Proprio perché non è un elenco di nomi e dischi questo libro è IMPORTANTE.
E' una visione, spesso personale e discutibile, ma che parte da un senso critico competente e autorevole.
Perciò è un lavoro indispensabile per approfondire e capire la BAM.

Poi se 800 pagine sono un ostacolo, ci sono sempre Topolino o Bruno Vespa.
Per me libro dell'anno.

Nicola Gaeta
Black Beauty

Low Edizioni
800 pagine
25 euro

mercoledì, agosto 26, 2026

Budgie - The Absence. Memoirs of a Banshee Drummer

L'ex batterista di Siouxsie and the Banshees (e a lungo compagno e poi marito della cantante) si racconta in un libro (solo in inglese) più acre che solare, tra grandi successi, clamorose cadute, risalite inaspettate, alcol e droga a profusione.
Siouxsie non ne esce bene, anzi, ma lo stesso Budgie non risparmia nulla a sé stesso.

Ci sono brevi cenni alle pur gloriose esperienze con Slits e Big In Japan, molto spazio alla fortunata esperienza con la cantante con i The Creatures (protagonisti di un sound semplicemente geniale e di rara originalità, eccessivamente sottovalutati) e vari particolari sul travagliato cammino con i Banshees.

Un lavoro non indispensabile ma particolarmente interessante per i fan della band madre, indiscutibilmente tra i progetti migliori e più affascinanti usciti dal post punk.

Budgie
The Absence. Memoirs of a Banshee Drummer
White Rabbit
308 pagine
25 sterline

martedì, agosto 25, 2026

Stefano Orlando Puracchio - Burt Bacharach. Non solo un hitmaker

Chiarisce fin da subito l'autore che una biografia su BURT BACHARACH sarebbe stata inutile anche in virtù di una discografia sterminata e una vita densissima di accadimenti.

Approfondisce invece una serie di aspetti specifici della sua opera, attraverso analisi di alcuni dei brani più particolari, del periodo dagli anni 80 al 2020 e un particolare sguardo alle versioni italiane di molti dei suoi brani, da Franco Califano a Mal a Dionne Warwick, fino ad Adriano Celentano con “Stai lontana da me” del 1962, ripresa di “Tower Of Strenght”.

C'è molta ironia nella scrittura e un taglio gradevole all'insegna della conversazione diretta con il lettore, invogliato (oltre che esortato) all'ascolto dei brani di cui si parla.
Un buon modo per avvicinarsi al Maestro.

Stefano Orlando Puracchio
Burt Bacharach. Non solo un hitmaker
ErreCi Edizioni
200 pagine
18 euro

lunedì, agosto 24, 2026

Gianni Maroccolo - Flight Case / Il Sonatore di basso

È uscito da poco il cofanetto Flight Case di Gianni Maroccolo che raccoglie il libro di memorie Il Sonatore di Basso e una serie di spartiti dei suoi brani più noti, uniti a inediti e rarità.
A breve verrà pubblicata una nuova edizione limitata e numerata del libro con i soli brani dei CSI, intitolata Collezione Spartiti Indipendenti, già in preorder su www.libriaparte.it.

Il libro ripercorre la carriera, in maniera sparsa e (dis)ordinata, di uno dei bassisti e musicisti più significativi e stilisticamente originali della scena italiana di sempre (basti dire Litfiba, CCCP, CSI, PGR, Producers, Marlene Kuntz e un'infinità di altri progetti e collaborazioni).
Un libro sincero e diretto, onesto (sui Litfiba ad esempio: Sono orgoglioso delle canzoni che abbiamo composto e pubblicato insieme, ma molto meno di come furono registrate e prodotte - PS: cruccio di tanti musicisti...).

Ode al suo amato strumento: Il basso è il fedele compagno di viaggio che ha permesso a un ragazzo timido e introverso di scoprire e coltivare l'arte dell'incontro e delle vita. E massime che è difficile non condivide e sentire proprie. La musica è un linguaggio universale che non ha bisogno di molte parole per manifestarsi: non conosce barriere né confini. Ci si riconosce simili e si comunica con il nostro alfabeto fatto di note e suoni.
La musica ha il potere di unire gli esseri umani, di renderci persone migliori, perché sollecita la nostra sensibilità e sfera emozionale, trascinandoci verso l'alto, dando luce e vita a quei territori misterisoi che spesso teniamo celati.


Una domanda estrapolata dall'intervista che gli ho fatto per "Alias" de "Il Manifesto" a Ferragosto.

Il cofanetto «Flight Case» contiene, tra le altre cose, due libri con spartiti e tablature di basso. Ti poni la questione che resti qualcosa del tuo lavoro e delle tue attività nella storia della musica italiana (in cui hai indubbiamente un ruolo più che importante)?
Non ti nascondo che l’idea di lasciare un piccolo segno del mio passaggio in questa vita terrena mi ha sempre accompagnato.
Non so se ci riuscirò o meno, ma certo sarebbe bello. Niente che abbia a che vedere con la vanità, è qualcosa di più profondo legato anche al senso della vita. In fondo, a ognuno di noi, più o meno consapevolmente, viene affidato un ruolo e mi piace pensare di averlo svolto nel migliore dei modi e di essere stato in qualche forma utile a qualcuno.
Non ho mai pensato invece di poter essere fonte di ispirazione o propedeutico per chi mi segue; come spesso mi è accaduto è la vita che mi ha fatto scoprire che tipo di percezione ci fosse nei miei confronti.
E ancora mi stupisco per l’affetto e la stima che ricevo ogni giorno da tantissime persone.
Il Sonatore di Basso è un progetto che rimanda all’incontro e alla condivisione di un pezzo di vita tra anime affini come Mur Rouge (bassista/Youtuber, trascrittore dei brani su spartito e illustratore dei libri, ndr) e l’editore Libri Aparte, che mi hanno fatto per primi questo dono. Tutte le forme che ha assunto nel tempo, su carta, musica, video, gli incontri dal vivo, hanno avuto sempre come comune denominatore il voler ricambiare l’affetto verso coloro che lo hanno reso possibile producendolo di fatto con noi.

Noi abbiamo solo rimesso queste energie in circolo, che hanno contribuito a far continuare il viaggio del «Sonatore» fino a oggi, e oltre.

E INFINE, ricordiamoci come dice Gianni che "La musica è un potentissimo generatore di illusioni".
Aggiungerei di sogni e speranze.
Se non hai quelle, sei un sasso.

Per acquisti e dettagli:
https://libriaparte.it/prodotto/flight-case/

giovedì, luglio 30, 2026

Luca Garrò - Johnny Cash. L'Uomo in Nero

L'Uomo in Nero, devoto al Signore e allo stesso tempo immerso in un vortice di autodistruzione che lo portò ripetutamente sull'orlo della morte, amato dalle comunità religiose, dal mondo country ma anche da quello rock, da quello conservatore a quello dell'America radicale e contestatrice, un vero patriota ma che non esitava a metterne in luce le contraddizioni e le mancanze del suo paese.

Johnny Cash ha vissuto mille vite, è morto e rinato più volte, è sempre stato indefinibile e inclassificabile, lasciando capolavori sonori unici ed esclusivi.

Il libro di Garrò ne ripercorre dettagliatamente la vita, artistica e personale (inscindibili), con molta cura e varie citazioni dalla sua autobiografia.
Un testo esaustivo e ben fatto.

Luca Garrò
Johnny Cash. L'Uomo in Nero
Diarkos
420 pagine
19 euro

lunedì, luglio 27, 2026

Alessio Cacciatore / Giorgio Di Berardino - Boys in the band. Dal post-brit pop all'alternative rock

Già autori dei seminali "Britannica" (https://tonyface.blogspot.com/2018/02/britannica-di-alessio-cacciatore-e.html) e "Oasis. La rivoluzione del rock inglese", oltre ad altre pubblicazioni, Cacciatore e Di Berardino, tornano con un libro molto interessante, dedicato al post Brit Rock, dal 1998 al 2008, fase mai troppo analizzata.

In questo caso sviscerata in ogni sua componente, dai "grandi nomi" (Radiohead, Coldplay, Strokes) alla seconda fascia (Interpol, Franz Ferdinand, Yeah Yeah Yeahs) fino a un'infinità di nomi "minori" (che arrivarono spesso al vertice delle classifiche con album eccellenti), da Kaiser Chiefs a Doves, Travis, Belle & Sebastian, Libertines, Babyshambles, Coral, Little Barrie, Bloc Party e decine di altri.
In aggiunta centinaia di piccole realtà, analizzate e indicizzate.

Un lavoro certosino e completo che, per chi ha vissuto in tempo reale il periodo, consente di riscoprire nomi dimenticati o archiviati frettolosamente (da I Am Kloot a The Fratellis o The Enemy).
Su tutti il capolavoro dei Last Shadow Puppets The Age of the Understatement del 2008 che ancora riluce!

Alessio Cacciatore / Giorgio Di Berardino
Boys in the band. Dal post-brit pop all'alternative rock
Arcana Edizioni
320 pagine
19.50 euro

mercoledì, luglio 15, 2026

Stefano Alghisi - Ormond Bar. Le sirene di Joyce

Il disegnatore/fumettista Stefano Alghisi rivisita (parzialmente e personalmente, con opportune modifiche e ammodernamenti) l'episodio "Le sirene " da "L'Ulisse" di Joyce.

Lo fa con un taglio "punk", fa suonare e cantare Tom Waits e il suo storico collaboratore Chuck E. Weiss (quello immortalato da Rickie Lee Jones in "Chuck E.'s In Love"), ci porta nel vizioso Ormond Bar nell'America del dopoguerra, trasposizione dell'Ormond Hotel della Dublino del 1904 di Joyce.
Un albo in bianco e nero dalle costanti tinte blu(es).

Sinuoso e affascinante.

Stefano Alghisi
Ormond Bar. Le sirene di Joyce
MelEdizioni
42 pagine
16 euro

martedì, luglio 14, 2026

Giuseppe Defelici - Anno 1975. Un'estate a Londra

Defelici racconta, brevemente, di un'estate del 1975 al cospetto dei Pink Floyd a Knebworth (con anche Steve Miller Band e Captain Beefheart), il tutto intriso delle tipiche avventure di giovanissimi ragazzi piombati nelle magiche, quanto aspre, per certi aspetti, atmosfere londinesi.
Il tutto corredato da una lunga serie di immagini elaborate con l'IA da Michela Piazza.

l libro è in vendita a Piacenza, nelle librerie Romagnosi e Postumia, nell’edicola di Viale Dante, di fianco alla nuova Biblioteca comunale, nel Petit Cafè di via Mischi, nel negozio Alphaville, nella libreria “Forme” nel Castello di Rivalta.
Oppure scrivendo a giuseppe.defelici@yahoo.it
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