domenica, ottobre 18, 2026

Mollie Marriott

Recentemente è uscito un album di Rick Wakeman (il trionfo del prog e del kitsch, nonostante ottime prove con i primi Yes e David Bowie, tra le tante), in cui risalta la presenza vocale di MOLLIE MARRIOTT.

Figlia di Steve Marriott, scomparso prematuramente quando lei aveva 12 anni. È stata poi cresciuta dal patrigno, sposatosi con la madre, Manon Piercey, il cantante e chitarrista rock & roll Joe Brown (intimo amico di George Harrison con cui ha collaborato in "Gone Troppo" e "Brainwashed").
Cresciuta nell'ambiente musicale, ha intrapreso le strade del padre e del patrigno fin dalla tenera età.

Mio padre mi faceva ascoltare Ray Charles ed era qualcosa che sentivo profondamente affine alla mia anima. Sono sempre stata attratta da quei riff di chitarra graffianti e da quel modo di cantare. Ho sempre amato il fatto che, nel blues delle origini, la stessa frase venisse ripetuta all'infinito: eppure funzionava, riuscivi a sentirla davvero.

Io e la mamma lo accompagnavamo (Steve Marriott) spesso in tournée; ricordo che mi rannicchiavo accanto ai suoi amplificatori Marshall e mi addormentavo. Lui mi faceva sempre sedere sulle sue ginocchia e suonava il pianoforte insieme a me.

Quando conosce Liam Gallagher ha l'opprtunità di fare i cori in "Heathen Chemistry" degli Oasis, collaborando poi con Mick Hucknall e gli Who, partecipando alla reunion dei Faces nel 201 e nel 2016, ha condiviso il palco con Robert Plant e Mark Knopfler in occasione dei festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno di Bill Wyman, bassista fondatore dei Rolling Stones.

Nel 2017 ha inciso il suo unico album solista "Truth Is A Wolf", a cui partecipa anche Paul Weller alla chitarra e all'Hammond, un lavoro cantato molto bene con una voce souleggiante, al servizio di canzoni pop rock, con qualche risvolto funk.

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