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giovedì, novembre 02, 2023

Mondiali di rugby 2023

Torna ALBERTO GALLETTI con una recensione su Mondiali di Rugby appena conclusi.

MONDIALE 2023
Si è chiuso domenica il X mondiale di rugby.

Rassegna sovradimensionata, cinque squadre di livello, 3/4 passabili, le altre inutili a far numero per poter avere un format televisivo vendibile.
Squadre improponibili che vengono regolarmente disintegrate dalle solite grandi con il gap che sembra aumentare sempre più, comunque senz’altro non diminuisce con risultati tipo 71-3; 96-0; 96-17; 73-0; 60-7; 82-8; 76-0; 84-0; 71-0; 59-5; 52-8.
Poi c'è stato anche il 24-23 del Portogallo alle Fiji però, insomma.
C'è da stare allegri visto che il prossimo mondiale passerà dalle attuali venti a ventiquattro squadre.

Al primo turno da segnalare la vittoria francese sugli All Blacks nella partita inaugurale e la grandissima vittoria dell'Irlanda sui sudafricani, favoriti.
Le partite che hanno qualcosa da dire cominciano dai quarti e devo ammettere che è stato un grande weekend di rugby, nonostante la stupidità di un tabellone creato con ranking e valori di quattro anni fa, sono andati oltre le aspettative.

In particolar modo i due quarti che vedevano fronteggiarsi le migliori quattro sono stati di un livello a dir poco pazzesco.
Con ordine, l’Argentina supera un Galles tutto sommato deludente.
Si dirà che il giallo non dato a Giunti per intervento su Tompkins ha fatto girare l’incontro ma al 35’ un gallese non ha avuto un giallo per un evidente ostruzione che ha negato un evidente possibilità di segnatura argentina. Da li l’incontro è cambiato, gli argentini si sono incacchiati e hanno cominciato a macinare.
Alla fine vincono con grande merito.
Squadra e pubblico uno spettacolo.

Nel primo dei due quarti assurdi la Nuova Zelanda, neanche tanto a sorpresa, elimina la favorita, sulla scia di cinque vittorie negli ultimi otto incontri inclusa una serie in Nuova Zelanda e del primo posto nel ranking mondiale, Irlanda.
Una partita fenomenale.
28-24, 18-17 alla fine del primo tempo, 3 mete a 2.
L'accuratezza neozelandese, bella da vedere, accoppiata ad un livello fisico adeguato ribalta il pronostico.

La partita si apre in equilibrio, gli All Blacks sembrano meglio disposti e infatti ottengono due calci e si portano sul 6-0 prima che Fainga'anuku raccolga un lob di Beauden Barrrett e schiaccia in meta, poi trasformarta, all'angolo, 13-0.
L'Irlanda risponde con Aki ma non riesce a dare continuità al gioco, la palla la vedono poco e i neozelandesi producono un latro periodo di forte pressione che termina con un'altra meta.
Il giallo al mediano di mischia neozelandese Smith consente agli irlandesi di guadagnare campo e di andare in meta con Gibson Park quasi allo scadere della prima frazione, l'equilibrio della gara sembra cambiare ma l'intervallo giunge a puntino.

Nel secondo, epico, il Sud Africa ha la meglio sui fenomenali padroni di casa per solo un punto.
Resiste in inferiorità numerica, sin bin a Etzebeth, il miglior giocatore al mondo.La chiave, il ricorso costante alla mischia, che considerano a ragione la più forte, in ogni occasione possibile.
Su ogni calcio francese, l'estremo sudafricano chiamava il mark e chiedeva la mischia. Nonostante gli avanti dovessero tornare indietro ottenevano due risultati.
1 che le vincevano praticamente tutte riguadagnando terreno con gli uomini schierati e 2 eliminavano qualsiasi possibilità di contrattacco francese alla mano neutralizzando di fatto Dupont il più possibile.
Well done, un piano astuto ottimamente eseguito. Ora han già dato la formazione per la semifinale:invariata.
Non credo che gli inglesi avranno scampo.

Inglesi che dal canto loro hanno la meglio caparbiamente ma non senza difficoltà contro le entusiasmanti Fiji vittime della loro stessa indisciplina e del caos che riescono a creare in partita. vPartita bella, confsionaria, a tratti entusiasmante.
Sul 24 pari ci ho creduto, la forza di questi guerrieri del Pacifico mi entusiasma subito ma subito sono ricaduti nei loro vecchi difetti e concedono due calci che danno la vittoria agli inglesi, disciplinati e forti il loro, gli va riconosciuto.
A nulla è valso l'assalto finale ancora una volta caotico e indisciplinato.

Prevedo una finale Sud Africa - Nuova Zelanda e una vittoria dei primi, lo penso dall'inizio.
Lo scrivo oggi così poi magari rimango smerdato.

Infatti.
Quasi agli inglesi riesce lo sgambetto, bravissimi nel concepire ed eseguire l'unico piano che, forse poteva funzionare, calci lunghi. Esattamente ciò che gli sprinboks avevano perpetrato alla Francia la settimana prima.
Prestazione monumentale egli avanti della rosa e vantaggio che è durato fino al 77' senza che in verità ci fosse qualcosa che lasciasse pensare a qualcosa di diverso da una vittoria inglese, invece. Ma alla fine lo potenza springbok riesce a produrre la meta che vale il sorpasso. Seconda vittoria consecutiva di un punto.

Nell'altra semifinale, in realtà una partita da primo turno, la Nuova Zelanda passeggia sull' Argentina (che comunque ha fatto un bel torneo ma va in seminfinale grazie al tabellone). Tripletta del favoloso e imprendibile Will Jordan e prestazione a tutto tondo.
Al di la del (poco) valore dell'avversario questa prestazione rinforza la mia convinzione che questi All Blacks sono ben più forti della considerazione che li ha preceduti a questo torneo.
Visti così potrebbero anche vincere, l'Argentina comunque non li ha impegnati veramente.
Sabato prossimo vedremo.

Due modi opposti di vedere la stessa cosa.
Dovrebbe andare così: Sud Africa chiuso, calci lunghi e palloni tenuti dentro, tutto sulla mischia alla ricerca di calci di punizione, Nuova Zelanda che cercherà di tenere botta in mischia per poi andare al largo e cercare di segnare mete.

E' andata così e, come pronosticabile, la prima visione ha avuto la meglio sulla seconda.
Ma non è stata ne scontata, ne netta e neppure semplice.

Primo tempo brutto, catenaccio sudafricano e tanti errori, specialmente in rimessa laterale, specialmente all blacks, ma anche tanti in avanti, troppi.
12-6 il parziale e l'episodio che forse ha condizionato l'incontro, il sin-bin poi tramutato in espulsione del capitano neozelandese.

Meglio il secondo, più avvincente. La Nuova Zelanda nonostante l'inferiorità numerica (che verrà pareggiata due volte), caparbiamente cerca di imporsi alla sua maniera, ma i bruti in verde operano una pressione tremenda e soffocano tutto, gli errori continuano come prima, adesso anche il Sud Africa sbaglia le rimesse. Gli All Blacks trovano una meta che però viene annullata per in-avanti breccato dal TMO nella touche precedente.
Poi segnano e si portano a -1.
Barrett, uno dei tre non ricordo quale, sbaglia il calcio del sorpasso, e poi ancora un calcio di punizione.v Quest'ultimo errore sgonfia definitivamente i neozelandesi che s'inchiodano mentalmente. I Sud Africani li controllano senza troppo penare negli ultimi 3/4 minuti e sono campioni del mondo per la quarta volta.

Successo meritato, come sempre in questo gioco, e terza partita consecutiva, cioè tutte quelle ad eliminazione diretta, vinta per un punto di scarto.
Il Sud Africa nel secondo tempo non ha più segnato neanche un punto.
L'indisciplina costa, ancora una volta, carissima, agli AB. Ogni tanto però sarebbe bello veder vincere una squadra che gioca.

Per me ad ogni modo troppi muscoli, troppa lotta greco-romana, troppo arbitro, troppa moviola e troppo anti-rugby quando squadre come Inghilterra e soprattutto Sud-Africa giocano esclusivamente per indurre l'avversario in errore a distanza dai pali raggiungibile dal proprio calciatore.
E vincono il mondiale.

La contesa quando c'è è sempre appassionante, ma il gioco offerto è davvero palloso.
Do' credito comunque alla Nuova Zelanda per averci provato alla sua maniera fino in fondo ed esserci quasi riuscita con un uomo in meno (discutibile anche il giallo a Kolisi rimasto tale) i cinque punti lasciati giù da Barrett sarebbero probabilmente bastati.

Infine l'Italia: deludente.
A livello di risultati ha fatto quello che doveva fare: vittorie contro Namibia e Uruguay, ma il modo in cui sono venute le sconfitte contro Nuova Zelanda e Francia, quest' ultima in particolare, vista tutto sommato la discreta figura al Sei Nazioni, è stato davvero umiliante.
Si può argomentare per settimane, mi limito a dire che se non si placca non si vince.
Il livello di fisicità (e cattiveria) è ancora ben lontano da quello delle migliori, la gente va fermata altrimenti le partite si perdono.
C'è altro ovviamente ma non ho voglia di star qui ad argomentare.

Che due coglioni....meno male che è finita.

martedì, gennaio 04, 2022

1979: Northern Division - New Zealand 21-9


ALBERTO GALLETTI ci riporta nel RUGBY, con un episodio lontano e particolare.

1979: NORTHERN DIVISON 21-9 NEW ZEALAND

Due sconfitte in altrettanti test per gli All Blacks sono una rarità da questo lato dell'Equatore, se mai sia capitato.
Ribadisco la mia opinione che siano una squadra andata via via trasformandosi in un fenomeno da esibizione, fatto sta che le due sconfitte consecutive di Dublino e Parigi il mese scorso fan rumore.

Partite ovviamente ne hanno sempre perse, molto poche, e ce ne sono state alcune rimaste nella mitologia ovale; figlie del tempo in cui accaddero, del non professionismo e di  una concezione dello sport in quanto tale e non da showbusinness.

Una di queste, una delle due più imbarazzanti insieme a quella di Limerick l'anno prima, fu giocata nella semisperduta  Otley nel novembre '79, partita inserita nel programma del Tour autunnale di quell'anno (che li vide di scena anche a Rovigo contro l'Italia).
Ad attenderli una selezione del nord dell' Inghilterra, ufficialmente The Northern Division, composta da giocatori facenti parti delle rappresentative delle contee, Yorkshire, Lancashire, Cumbria, e via dicendo alcuni dei quali nazionali tra cui il capitano inglese, e della rappresentativa, Bill Beaumont, ma anche il pilone Fran Cotton e il terza linea Tony Neary.
Eroe della giornata fu Tony Bond, centro di Sale, che realizzò due mete, per me pure Alan Old che orchestrò magnificamente il gioco in campo aperto. 

Artefice di quel successo fuori dal campo fu Des Seabrook leggendario allenatore del Lancashire, in carica da inizio decennio, colui che trasformò il rugby del nord fino a ad allora vissuto all'ombra di quello dell'agiato sud composto in gran parte, dentro e fuori dal campo, da membri dell'estabilishment britannico, old boys delle public schools, Oxbridge graduates eccetera.
Inoltre si trovava ad operare nella roccaforte del Rugby League che, in quanto professionistico, si prendeva quasi tutti i migliori giocatori, e quasi tutte le attenzioni del pubblico che da quelle parti affollava i campi al sabato a livelli calcistici.

Seabrook credeva nell'impegno serio, negli allenamenti, nella dedizione alla causa.
Trovò dedizione e  buoni giocatori che allenò intensamente, e con competenza alzandone il livello.
Ancora la sera prima della partita a fine allenamento, Seabrook chiese a Cotton e Beaumont cosa avrebbero fatto gli All Blacks in caso di rimessa laterale a 5/10 metri dalla loro di meta.
Insieme decisero come giocare la rimessa, la provarono, poi andarono sotto la doccia.
Seabrook confessò poi che da quel momento cominciò a sentirsi sicuro che il giorno dopo avrebbero vinto.

"Per me quello fu il momento chiave del weekend" - disse.
All'interno del piccolo e sovraffollato spogliatoio, il capitano Beaumont informa i compagno che 'loro hanno vinto il toss e batteranno il calcio d'inizio per cui per i primi cinque minuti fate come se il pallone non esistesse.'
Chiaro.
Seabrook, da sempre in contrasto con l'estabilishmente e da sempre risentito  contro il favoritismo del sud caricò i giocatori a modo suo, disse:
"Sentite ragazzi, i bastardi giù a Londra hanno già fatto la squadra per sabato prossimo e sperano che voi oggi perdiate in modo da poter poi dire che la loro selezione era motivata.
Il momento per confrontarvi contro la migliore realtà internazionale per voi, quindi, è qui, adesso.
Oggi avete un motivo in più per entrare in campo e stracciare questi qua che non sono certo migliori di voi"
.
Il riferimento era alle convocazioni federali per il test match dell'Inghilterra del sabato successivo contro gli stessi avversari.

Fuori la giornata è fredda e ventosa, grigia.
Una foschia leggera vela la brughiera in lontananza, piove.
Gli spalti sono gremititssimi.
Folla numerosissima e composta, partecipe e rumorosa sempre al momento giusto, competente. C'è gente arrampicata sugli alberi fuori dal perimetro del campo.

Le note del programma informano i presenti che le Industrie Thorn, con il loro generoso contributo, hanno reso possibile lo svolgimento di questo incontro, che la ditta Gilbert fornirà il pallone e che le divise dei giocatori di casa sono fornite da Bukta Ltd e offerte da Jack Lees Sports al numero 15/19 di George Street ad Halifax.
Beati tempi....

Una Haka poco convinta e convincente precede il calcio d'inizio, Cotton mormora nell'orecchio di Steve Smith che li guardava terrorizzato;
"Guardali sti finocchi che ballano".
Smith replicò quasi comicamente; "Abbassa la voce che ti sentono". Più d'uno tra gli inglesi guardandoli pensò:  "Abbiamo giocatori migliori dei loro, e vinceremo questa partita".

Il calcio d'inizio di Old finì in faccia ad un vento forte e tagliente, la palla dopo essersi alzata tornò indietro.
Rimessa All Blacks sulla linea dei dieci metri che attaccano e sembrano aver segnato ma Carleton sventa magnificamente rubando palla ad un avversario nella propria area di meta, quindi contrattacca e calcia a liberare guadagnando una rimessa laterale a meta campo.
Great stuff.

Poi sugli sviluppi di una rimessa laterale una  bella manovra al largo del North viene fermata dalla difesa neozelandese in rimessa laterale sul lato opposto all'interno dei 22 metri.
La rimessa è vinta dagli inglesi che attaccano, ci sono due ruck e quindi una mischia a loro favore, siamo a dieci metri dalla linea.
La mischia si apre, confusione, c'è un in avanti all black e nuova mischia a favore del Nortd. Buona spinta e bel tallonaggio, palla a Smith che serve Old che da all'accorrente Bond messo giù da un muro nero. Dixon raccoglie la palla a terra e si butta avanti, messo giù a sua volta.
Accorrono i compagni raggruppamento a terra, sopraggiunge come un fulmine Smith: dieci metri.
Smith allarga a sinistra per Narey che bloccato da tre avversari viene spinto verso sinistra, va giù.
Ancora Smith rapidissimo allarga di nuovo a sinistra per  O'Brian che finta all'esterno e poi si accentra. Cozza di nuovo contro il muro nero, va giù, palla di nuovo fuori calcio a scavalcare di Old in area di meta dove Fraser anticipa Smith e annulla.
Grande azione  e neozelandesi in effetti in difficoltà.

Al 19' un altro intervento di Fraser in difesa genera un contestato calcio di punizione per gli inglesi in mezzo ai pali, Old realizza i primi tre punti dell'incontro.
Al 35' Smith calcia lungo in territorio avversario, Richard Wilson raccoglie all'interno dei propri ventidue metri, accorre Slemen che lo costringe a liberarsi in fretta della palla con un passaggio a Stuart Wilson.
Il passaggio però è sbagliato e la palla cade dalle mani di Stuart Wilson, c'è in avanti ma l'arbitro lascia giocare perchè Slemen ha continuato la corsa e recupera l' ovale.
Da dietro spunta a razzo Smith che viene servito, entra in area di meta e schiaccia per il 7-0 scatenando entusiasmo.
Old manca la trasformazione. 
Un altro calcio, stavolta un bellissimo drop di Richard Wilson, si stampa sul palo.
Le squadre vanno al riposo con il Northern Division in vantaggio clamorosamente per 7-0.

L' avvio di ripresa è tutto per i neozelandesi che attaccano con continuità il North che fatica a contenere la pressione. Dopo due azioni brillantemente condotte ottengono infine un calcio di punizione che Richard Wilson stavolta infila tra i pali; 7-3.
Di nuovo il North, Smith conduce la carica ben supportato dai suoi avanti, gli All Blacks controllano.
Nulla possono però quando Old, al limite dei ventidue metri, alza un campanile sull'out destro, la retroguardia neozelandese cincischia per la seconda volta in un minuto su un campanile e la palla è raccolta da Carleton che fugge via.
Messo giù a cinque metri dalla linea riesce a mettere il pallone a disposizione. Smith è lesto a raccogliere e a ripartire, elude un avversario e serve splendidamente a destra dove Bond che arriva come un treno raccoglie e schiaccia nell' angolo.
Absolute scenes sugli spalti e punteggio ora sul 11-3;  Old colpisce il palo sulla trasformazione da angolo difficile e il quasi boato di esultanza si trasforma in oooohh di delusione.

La Nuova Zelanda non ci stà e reagisce, la rapidità dei suoi avanti sul punto d'incontro aumenta e la pressione sulla rappresentativa inglese si fa più forte.
Quando questi cercano di giocare al largo finiscono sempre per indietreggiare.

Ci pensa comunque ancora Old, davvero sapiente, che con un calcio a scavalcare oltre la linea dei ventidue metri sorprende l'estremo avversario che deve correre all'indietro per coprire.
Su di lui si avventano due inglesi che lo trascinano fuori. Touche vinta dal North e palla allargata a destra per Beaumont che carica, messo giù. Palla a disposizione, raccoglie Smith che serve Old, tre metri. Old da a Wright che fermato resta in piedi e riesca a dare a Bond il quale da non più di un metro riesce a schiacciare oltre la linea.
Spettatori in visibilio, gli alberi oscillano paurosamente, ragazzini esultanti in campo, comincia ad imbrunire.
Il freddo non sembra più un problema per nessuno perchè i punti scaldano il cuore del pubblico. L'elegante Old centra la trasformazione, che giocatore: 17-3.

Riparte la Nuova Zelanda, Old li ricaccia a metà campo con un calcio a liberare. Sono arrabbiati adesso, si ricordano chi sono e si mettono a giocare da par loro.
Al 73' al termine di un'attacco condotto con grande forza e intensità Stewart Wilson infila il corridoio giusto, elude tre avversari e segna una gran meta individuale. Richard Wilson trasforma per il 17-9.

Manca poco però, la Nuova Zelanda ha bisogno di almeno due segnature, ci provano ma, sotto pressione, commettono un paio di in avanti che ne fermano i tentativi di avanzata.

Invece è di nuovo Alan Old a mandare in crisi la loro retroguardia con un calcio alto. Fraser  fatica a controllare all'interno dei suoi ventidue, su di lui piomba Bond che lo ferma ma fa in avanti. Mischia per la Nuova Zelanda, il pacchetto del Nord fa indietreggiare gli avversari, la palla esce dietro agli avanti neozelandesi ma qualcuno esita.
Ne approfitta lo splendido Smith che raccoglie, ringrazia e serve Old che riceve oltrepassa la linea e a schiaccia in meta nonostante il tentativo di placcaggio, mettendo così la ciliegina sulla torta alla sua prestazione individuale e a quella della squadra. O'Brian manca i pali e il punteggio è ora di 21-9.

Si riprende, c'è buio quasi, gli ultimi due assalti degli all blacks si spengono su una rimessa laterale che Mr. Hoise non fa tirare.  Così, mentre l'oscurità avvolge Cross Green e i moors in lontananza, la folla esultante si riversa in campo a festeggiare gli eroi di una giornata indimenticabile che ha regalato al rugby inglese una delle pagine più gloriose mai scritte.

Il sabato successivo gli All Blacks sconfissero l' Inghilterra a Twickenham sconfessando i privilegiati del sud con grande soddisfazione di Seabrook.
Il 28 novembre chiusero il tour con la loro prima apparizione di sempre in Italia, a Rovigo regolarono gli azzurri 18-12.

Otley, Cross Green 17 Novembre 1979
Tour Match
Northern Division 21 - 9 New Zealand
Northern Division:
15 Kevin o'Brien (Broughton Park) 14 John Carleton (Orrell) 13 Tony Wright (Sale) 12 Tony Bond (Sale) 11 Mike Slemen (Liverpool) 10 Alan Old (Sheffield) 9 Steve Smith (Sale) 1 Colin White (Gosforth) 2 Andy Simpson (Sale) 3 Fran Cotton (Sale) 4 Bill Beaumont (Fylde) 5 Jim Syddall (Waterloo) 6 Roger Uttley (Wasps) 7 Tony Neary (Broughton Park) 8 Peter Dixon (Gosforth)
New Zealand; 15 R. Wilson 14 B. Fraser 13 G Cunningham 12 M B Taylor 11 S Wilson 10 E Dunn 9 M Donaldson 1 B Johnstone 2 A Dalton 3 J Spiers 4 A Haden 5 J Fleming 6 K Stewart 7 G Mourie 8 M Mexted
Umpire: Alan Hoise (Sco)
Spettatori: 10.000 circa

giovedì, marzo 25, 2021

Rugby. Italia. Sei Nazioni 2021.



L'Italia del Rugby ha subito un'ennesima umiliazione al Sei Nazioni 2021. Ancora peggiore del solito con il record passivo di punti in una singola edizione: -184 con 34 mete subite (-134 l’anno scorso, -151 nel 2017).

In 22 edizioni del Sei Nazioni ha disputato 110 partite, vinte 12 (l'ultima del 2015), un pareggio, 97 sconfitte.

Perché continua a rimanere al Sei Nazioni?

Lo riassume alla perfezione in un articolo del Corriere (https://www.corriere.it/sport/21_marzo_21/rugby-l-italia-resta-sei-nazioni-supplizio-che-vale-40-milioni-9b829aae-8a85-11eb-82d5-215578033673.shtml) Domenico Calcagno.

Semplicemente perché rimane un lucroso business.

Che all'Italia frutta 40 milioni di euro ogni anno (prima del Sei Nazioni il nostro rugby ne valeva 4), alle altre squadre consente una gara (vincente) in più, in cui fare giocare i giovani e sperimentare e perché ogni partita del Sei Nazioni, pur se con l'Italia, vale 12 milioni di sterline.

L'Italia é la peggiore delle migliori in Europa ma la migliore delle peggiori.

Dal 1999 la Coppa Europa (in cui giocano le escluse dal Sei Nazioni) è stata vinta 13 volte dalla Georgia, 5 volte dalla Romania, una dal Portogallo.
Georgia che é più avanti nel Ranking mondiale rispetto all'Italia (dodicesimi loro, quattordicesimi noi) ma che abbiamo sempre battuto.
E che non può competere da un punto di vista di business, pubblico e visibilità con l'Italia.

Continueremo a prenderne e a vincere il "cucchiaio di legno", perchè conviene a tutti.

venerdì, novembre 08, 2019

Mondiale di rugby 2019



A cura di Alberto Galletti

E così mi ritrovo qui, in un parcheggio di Piacenza un sabato mattina, seduto in macchina. Fuori pioviggina, fine, ma fitta, e insistente, e bagnata. Oltre la rete metallica del parcheggio ragazzi stanno giocando una partita di calcio di cui dovrebbe importarmi qualcosa.
Qui in macchina stò guardando una partita di rugby di cui dovrebbe importarmi poco o niente, ma la guardo. Ricordo di aver pensato, ad inizio torneo, questo mondiale di rugby, che non avrei guardato neppure una partita, e già sono in crisi con me stesso.

Stò guardando la finale. Non solo, ma voglio anche che l’Inghilterra vinca, speranza già spazzata via da quando ,mezz’ora fa, ho lasciato il bar in cui ero per venire qui, era la fine del primo tempo: Sud Africa 12-6 Inghilterra e niente, ma proprio niente di ciò che ho appena finito di vedere mi fa sperare in qualcosa che cambi l’andamento della gara. Nel campo giù di sotto i ragazzi continuano la loro partita di cui dovrebbe importarmi, ma io resto in macchina e mi guardo anche il secondo tempo.

Un torneo, questo mondiale 2019, composto da venti squadre: dieci non all’altezza e completamente inutili, due così così, e otto da mondiale.
Le prime tanto necessarie alla formazione di un format televisivo (invece di un torneo sportivo) quanto inadeguate a competere con le squadre propriamente dette (le ultime otto).

Naturalmente gli amministratori delegati di Sky e organizzatori vari avranno passato l’intera prima fase a fregarsi le mani soddisfatti ,mentre il pubblico riempiva gli stadi a decine di migliaia e accendeva tv e smartphones a centinaia di milioni per guardare un mese di partite inutili, scientificamente programmate al ritmo di una al giorno.
Un vomito penoso.
Nel disinteresse più o meno totale, aggravato dall’orario delle partite (le 8 o le 11 del mattino), ho provato, durante la prima fase, a guardare qualcosa: il secondo tempo di Australia-Galles.
Di una pallosità tale
, che non ho neanche aspettato la fine e dopo mezz’ora ho spento e me ne sono andato in bicicletta.
Ancora oggi non so quanto sia finita, e neppure ho idea di come siano state le classifiche al termine dei gironi.

Poi però, il quarto di finale che ha messo di fronte Australia e Inghilterra mi ha risvegliato l’interesse, così ho cominciato a guardare dai quarti, che rimane in ogni caso il punto in cui il torneo inizia davvero.

L’Inghilterra ha demolito l’Australia con una prestazione impeccabile.
Dopo aver resistito alla sfuriata iniziale dei wallabies, non più di 15’. I bianchi sono andati a segno due volte nel giro di tre minuti grazie ad una splendida doppietta di May.
Il vantaggio accumulato si rivelava incolmabile per gli australiani che accorciavano, senza mai impensierire davvero gli inglesi, che puntualmente riallungavano.
Fino a circa mezz’ora dal termine quando l’allenatore inglese cambiava i due piloni: da quel momento più niente: la forza e la devastazione inglese si abbatte su ogni raggruppamento ordinato o a terra,demolendo la resistenza australiana: un gran bel vedere!
Il punteggio segue il livello delle devastazioni e cresce fino ad un pesantissimo 40-16, foto perfetta dell’andamento della partita.
Le facce attonite o forse addirittura sgomente degli australiani a fine gara una goduria impagabile, erano pure convinti che avrebbero vinto. Personalmente il punto più alto del torneo .

Nel secondo quarto (di finale) gli strafavoriti All Blacks fanno a pezzi un’Irlanda in ribasso e già umiliata nell’incontro d’apertura dai padroni di casa giapponesi.
22-0 alla fine del primo tempo e più o meno altrettanti nel secondo per un 46-14 finale che non lascia campo a discussioni di sorta: una passeggiata.

Il match più interessante a questo turno è stato senz’altro Francia-Galles.

I transalpini presentano un XV sorprendente: molto giovane, poco o niente testosterone, gente muscolosa solo nelle posizioni opportune e mediana-trequarti composta di ragazzi ‘normali’ (comunque con bei fisici da atleta per carità) e focus sul gioco aperto, il contrario del Galles, costruito ad immagine e somiglianza del suo allenatore, il neozelandese Gatland, che raccogliendo i cocci di una squadra in pezzi impostò dal primo giorno il suo credo, fisicità, fisicità, fisicità e ancora fisicità, non importa poi che si giochi con una palla ovale, potrebbe benissimo essere la ruota di un camion o un pezzo di cemento, per questi energumeni profeti dell’ anti-rugby.
La mischia transalpina è meno forte di quella avversaria ma Brunel ha cervello rugbistico, sembra, e quindi i raggruppamenti non vengono cercati ossessivamente e quando li si gioca durano il meno possibile in modo da poter far uscire quanti più palloni possibili al largo dove sicuramente gli energumeni fisicati in rosso, tutti presi a fiondarsi sul punto di incontro, vanno in affanno lasciando aperto qualche buco.
E infatti.
I francesi vanno in meta già dopo quattro minuti con un ottima azione degli avanti e raddoppiano tre minuti dopo con una splendida segnatura del terza linea Ollivon, 12-0 al 13’ Per me questa è la miglior segnatura del torneo e uno spettacolo vedere tutti i palestrati gallesi irrimediabilmente fuori posto, correre all’indietro a precipizio nel tentativo, vano, di acchiappare gente molto più veloce di loro.
Sembrava un tuffo nel passato, ai primi anni ’90, prima che la legalizzazione del professionismo desse il via all’imbruttimento (costante) del gioco.

I Gallesi accorciano con Wainwright e un piazzato di Biggar. Le squadre vanno al riposo con i transalpini meritatamente avanti per 19-10. Ma poi ecco che dopo neanche dieci minuti dall’inizio del secondo tempo, il seconda linea francese Vahaamahina, autore della prima meta, colpito da raptus di follia, sferra una gomitata tremenda ad un gallese in un raggruppamento, un colpo che a uno di noi ci avrebbe ammazzato. Inevitabile arriva il cartellino rosso.

La partita prosegue e fino a metà tempo, i francesi tengono bene e i gallesi vanno avanti a capirci poco. La pressione dei fisicati però continua ad aumentare e i francesi nell’ultimo quarto d’ora cominciano davvero a patire l’uomo in meno e ad arretrare progressivamente fino a subire la meta decisiva a 5’ dal termine. Forze non ne hanno più e il Galles mantiene il punto di vantaggio e vince 20-19.
In parità numerica non avrebbero mai vinto, una squadra pessima nell’attitudine e inguardabile va in semifinale.

Troverà il Sudafrica che nell’ultimo quarto disintegra senza pietà i sogni dei padroni di casa.
Giocando la loro classica partita segnano tre mete, concedono solo un calcio agli avversari e li gonfiano comunque di legnate, come loro costume. 23-6 il finale, una partita da primo turno.
Comunque onore a questo Giappone che è riuscito a qualificarsi al secondo turno battendo Irlanda (già detto sottotono) e Scozia che sembra ormai irrimediabilmente perduta a certi livelli.

La prima semifinale riserva la più grossa sorpresa ad un mondiale da un quindicennio a questa parte:
la Nuova Zelanda perde una partita (non succedeva dal 2007) e viene eliminata.

A compiere l’impresa è questa sempre più sorprendente Inghilterra che, in capo ad una prestazione stellare, impedisce agli All Blacks di segnare per 55’ (voglio vedere quando sarà la prossima volta che succederà), segna una meta al primo minuto e rimane in vantaggio dall’inizio alla fine.
Fondamentale per me la capacità degli inglesi di tenere il possesso di palla e giocare , costringendo i tutti neri a guardare invece che essere guardati, ribaltando così il copione della partita standard degli allblacks che vengono costretti a guardare invece di essere guardati. Il ruolo non gli si addice un granchè e infatti perdono malamente l’incontro.
Qualcuno, non ricordo chi, all’interno dell’entourage inglese lo aveva detto in settimana : riuscire a creare una situazione del genere sarebbe stato determinante per le sorti dell’incontro.
Molto bravi gli inglesi, comunque, per essere riusciti a giocare ‘al largo’ bene e con efficacia contro un avversario del genere. La prestazione degli albionici desta sensazione tra appassionati.
L’Inghilterra diventa ora, nel segno di questa epica impresa, la favorita n.1 alla corona mondiale.

Dall’altra parte del tabellone Galles e Sud Africa si fanno fuori, letteralmente, il secondo posto per la finale.
Ho guardato l’incontro, usandomi violenza, un minimo, e rimandato il domenicale appuntamento con la bici da corsa e le stupende colline oltrepadane di un paio d’ore. Tempo sprecato, una lotta di forzuti con il pretesto di una palla di forma strana, nulla più. Brutale esercizio di forza fisica sottesa al collocamento di ‘sta strana palla oltre una certa linea, esercizio che diventava talvolta tedioso .
Ma se dal Sud Africa posso dire che mi sarei aspettato proprio quello, ne più ne meno, conservavo una minima speranza che il Galles trovasse magari qualche brace ancora accesa del vecchio ardore anni 70 per cercare di metterer in crisi gli Springboks al largo. Niente, proprio niente.

Essendo stato forgiato ormai da una dozzina d’anni da Gatland, il Galles riesce ad essere, se possibile, da un punto di vista del gioco offerto, anche peggiore del più conservatore dei Sud Africa. Ne scaturisce una partita inguardabile, nessuna concessione, fino al momento in cui il Galles comincia a cedere ma mancavano dieci minuti,al gioco aperto da parte Springbok, più o meno altrettanto dall’altra parte.
Si può notare comunque come entrambe le contendenti siano concepite, a livello di squadra, in esclusiva funzione del risultato.
Tradotto per chi segue più o meno solo il calcio: peggio dell’Inter di Herrera.
Vince il Sudafrica, al termine di una battaglia fisica enorme ed estenuante. Solamente tre i punti di scarto ma per me ben più ampio il divario in campo. Specie nel primo tempo quando i primi tre davanti del Sud Africa hanno reso la vita impossibile agli avversari. Diretti e indiretti. La superiorità fisico-tempistica springbok in questa fase di gioco mi è apparsa spietata.
Il Galles, costruito negli ultimi dodici anni (tanti, tantissimi) esclusivamente su questa falsa-riga viene battuto dai maestri del gioco fisico, sparagnino e cattivo (per davvero)ai quali il loro allenatore si è sempre ispirato, rinnegando e distruggendo la tradizione di tre-quarti devastanti che aveva issato il XV delle tre-piume al vertice del mondo ovale tra il 1969 e il 1980, non raggiungendo, per giunta, l’obbiettivo prepostosi: la vittoria del mondiale.

Arrivo quindi a questa mattina, agli impegni di lavoro, completamente ignorati, a quelli famigliari, onorati con un occhio alla finale.
Dopo aver mollato il figliolo al campo sportivo, cerco, insieme alla gentile consorte, un bar accettabile per passarci un ora in attesa della partita del figlio. Io mi guardo il primo tempo in cuffia: niente di buono.

Avevo pensato, un paio di giorni fa, che la finale avrebbe potuto andare male, ma non è che ci credessi veramente.
Le ultime due partite del XV della rosa mi avevano lasciato ottimista. C’era una sola possibilità che la finale andasse male: il Sud Africa fa una partita da Sud Africa vecchia scuola, allora sono cazzi. E lo sono : amari.

La mischia sudafricana gioca un primo tempo fenomenale, devasta il corrispondente reparto inglese per di più intimorendo anche gli altri reparti. Ne scaturisce una parata di orrori inglesi fatta di continue infrazioni sul punto d’incontro, dimostrazioni varie di inferiorità fisico tecnica in mischia, sia ordinata che aperta e errori con le mani da parte di alcuni, l’estremo Daly in particolare a me è sembrato veramente disastroso. La conseguenza di ciò è una sfilza di calci di punizione a favore del Sud Africa che permette loro di andare al riposo sul 12-6. Speranze ne vorrei avere ancora, il tempo non mancherebbe, ma per quello che ho visto fino a qui, spazio per sperare non ce n’è.
E infatti il secondo tempo ricalca l’andamento del primo, l’Inghilterra accorcia di un calcio, il Sud Africa allunga (di due), fino alle battute finali quando protesi in avanti nel tentativo di rimediare ad una situazione ormai ampiamente compromessa, gli inglesi vengono trafitti due volte ai fianchi dalle ali sudafricane che segnano due mete all’angolo, una per lato.
Il finale è pesantissimo 32-12 ma direi giusto.

Il Sud Africa, zitto zitto, vince il suo terzo titolo mondiale. Sottolineo l’importanza, non solo simbolica, del primo capitano di colore nella storia della nazionale sudafricana di rugby. Impensabile ai tempi della prima vittoria mondiale del ’95 e realtà oggi.
Per di più vincente.

Esco dalla macchina, nel parcheggio l’asfalto è ininterrottamente battuto dalla pioggia.
Nel campetto a fianco, sta cominciando il secondo tempo.
Il figliolo continua il suo allenamento/riscaldamento, entrerà dopo dieci minuti.
Anche la partita di cui dovrebbe importarmi qualcosa, visto chi sono gli avversari, oltre al ragazzo ovviamente, si conclude con una sconfitta: Piacenza 2-4 Genoa, ma i nostri han ben giocato, più di quelli che ho appena finito di guardare in macchina.
Torniamo tutti e tre al bar di prima e mi concedo una meritata birra.

Per tutti quelli che mi hanno insultato o pensato che sia un deficiente leggendo la mia tirata anitgallese: è probabile che abbiate ragione, ma io non cambio.
Però guardatevi il video linkato di sotto. Guardate e poi pensate a Gatland e a quelli come lui che hanno fatto diventare il rugby quello che è oggi.

https://www.youtube.com/watch?v=6j3UYslPOP4

mercoledì, marzo 01, 2017

Rugby : 6 Nazioni, il punto a metà strada



di ALBERTO GALLETTI

Tre turni di torneo se ne sono andati.
Ci sono state pressoché tutte le conferme che ci si aspettava , un paio di imprevisti e due grandi partite.
Nella prima giornata, l’Inghilterra batte la Francia, in capo ad una partita giocata male.
Una meta per parte, decide il piede di Farrell, che trasforma in punti la supremazia dei bianchi e l’indisciplina dei transalpini al termine di una gara comunque incerta (9-9 il primo tempo), risultato finale 19-16. Il Galles batte l’Italia ( 7-33) che a Roma dura solo un tempo, qualche recriminazione azzurra sul trattamento arbitrale. La prima sorpresa arriva da Edimburgo dove la rediviva Scozia batte, pur soffrendo, una forte Irlanda.
I blu partono forte, tre mete nel primo tempo, con una doppietta dell’estremo Hogg, cui replica Earls per i verdi consentono ai padroni di casa di andare al riposo sul 21-8. Gi irlandesi reagiscono e nel secondo tempo ribaltano il risultato con due mete e una punizione fissando così il punteggio sul 22-21 poco dopo l’ora di gioco.
La Scozia resiste ai tentativi irlandesi di chiudere la partita e riesce, con due punizioni negli ultimi 10 minuti a fissare il punteggio sul 27-22 e ad aprire il torneo con una vittoria.

Nel secondo turno l’Irlanda travolge l’Italia in una partita senza storia .
Le fragilità difensive scozzesi, esposte dall’Irlanda nel primo incontro, si rivelano fatali a Parigi, anche se gli errori dalla piazzola dei calciatori scozzesi, se fossero andati a segno, avrebbero potuto dire qualcosa di diverso. L’Inghilterra batte il Galles dopo una partita dai contenuti mostruosi. In vantaggio il XV della rosa, (che parte bene), subisce la potentissima e fisicamente bestiale reazione gallese che si portano in vantaggio 13-8 alla fine del primo tempo. Il Galles allunga con i calci di Halfpenny, ma Farrell fa altrettanto mantenendo i suoi a due punti di distanza, fino a tre minuti dal termine, quando un calcio a liberare sbagliato di Jonathan Davies viene preso da Farrell che con un gran passaggio libera Daly largo all’estrema sinistra che si invola e schiaccia in meta per il sorpasso.Farrell trasforma portando il punteggio sul 16-21. Mazzata sui dragoni cui manca anche il tempo per riuscire ad abbozzare una reazione e l’Inghilterra vince il suo 16mo test consecutivo quando sembrava ormai spacciata. Decisamente la miglior partita da me vista fin qui.
La rivoluzione del punteggio per la classifica ha comunque aperto nuovi scenari che si stanno riflettendo sugli incontri disputati.
Nella terza giornata una solida e forte Irlanda ha la meglio sulla Francia in un 19-9 che non passerà alla storia.
Grande la vittoria Scozzese in casa sul Galles che imposta la solita partita mostruosamente fisica, ma il dritto per dritto frutta pochi punti.
La Scozia soffre ma è più attenta, trova varchi , costringe gli avversari a parecchie infrazioni e segna due mete. Vittoria soffertissima ma meritata.
Pesa a mio avviso anche la decisione incomprensibile dei calciatori gallesi che con l’occasione di recuperare un po di punti (e magari ottenere un punto in classifica per una sconfitta con scarto inferiore ai sette punti), disobbediscono al capitano (forse la manchevolezza più grave) e calciano due volte in touche. La difesa scozzese rintuzza le due offensive e segna un'altra meta lasciando i gallesi con un palmo di naso.
Bad tactics and awful captaincy .
Grande vittoria scozzese e grande partita. Personalmente lo trovo un positivo successo del rugby un po più giocato sul rugby animalesco, violentemente fisico, privo di creatività che i gallesi hanno proposto nelle ultime stagioni, mi auguro che la tendenza si inverta, certe partite erano diventate inguardabili.

E veniamo alla partita più discussa del torneo fino a qui. L’Italia si presenta ieri a Twickenham preceduta da due pesantissime sconfitte e con le solite polemiche in circolazione sulla legittimità o meno della partecipazione azzurra al torneo in virtù del (non) gioco espresso e degli imbarazzanti risultati ottenuti. L’Inghilterra che aveva annunciato di voler fare un sol boccone dell’Italia cercava un affermazione casalinga condita da un punteggio il più alto possibile.
L’avvio di gara è favorevole agli azzurri che esercitano una forte pressione lasciando gli inglesi un po increduli sul da farsi, senz’altro avrebbero dovuto partire loro sparati. Concedono troppi falli, il n.8 Hughes tra i peggiori.
Ma ecco poi che comincia la manfrina degli italiani che rifiutando deliberatamente di entrare nei raggruppamenti a terra dopo il placcaggio evitano il formarsi della ruck e il materializzarsi della linea del fuori gioco e mandano i mediani a posizionarsi tra la il raggruppamento e i mediani avversari al di la della linea del fuori gioco che però non esiste ad impedire il primo pasasggio.
I giocatori protestano, il pubblico ulula ma la mossa è regolare. La nazionale inglese non ci capisce quasi niente e l’impostazione delle piattaforme di gioco per gli attacchi dei bianchi non riescono a formarsi.
Incredibilmente l’Italia chiude il primo tempo in vantaggio 10-5 con una meta allo scadere di Venditti lesto a raccogliere il pallone che ha rimbalzato sul palo dopo l’ennesimo errore di Allan su calcio piazzato, avesse messo tutti i calci il primo tempo avrebbe potuto chiudersi sul 19-5.
Dopo l'intervallo gli inglesi riescono a segnare due mete ravvicinate e a portarsi sul 17-10, e sembrano aver trovato la contromossa alla tattica italiana evitando a loro volta di andare a terra e a ripartire il più velocemente possibile. La prima meta inglese (la seconda della partita) è per una furiosa e rabbiosa spinta del pacchetto di mischia che porta il pilone Dole a schiacciare oltre la linea.
La partita è comunque brutta i giocatori sono innervositi, gli errori sono tanti, il pubblico è insofferente .

Tuttavia l’Italia ha il pregio di non disunirsi, per una volta e riesce a trovare un’altra segnatura con Campagnaro che fa un azione davvero splendida, questa si degna di nota per i giusti motivi.
La reazione degli inglesi comunque è pronta, a questo punto sembrano anche abbastanza incattiviti anche se riescono a controllarsi e a mantenere la disciplina necessaria ad incanalare la partita secondo le loro volontà, e qui stà la vera forza della squadra. Tre mete per il 36-15 finale.
Cinque mette contro due, cinque punti in classifica per l’Inghilterra, zero per l’Italia.
Le polemiche del dopo partita sono roventi, le tralascio, la vera domanda qui è vogliamo giocare oppure no?
Mi attendo un’intervento del Rugby Board prima del prossimo turno, o l’intero torneo potrebbe finire nel caos.

Personalmente anche una bella rivincita su chi vent’anni fa cambiò le regole del gioco per renderlo più fluido, ma forse dovrei dire televisivamente più godibile e oggi dopo una diminuzione nella spettacolarità del gioco inconfutabile rischia anche di finire in un caos situazionale per la mancanza di una frase di quattro parole nel regolamento.
Imperdonabile però la figuraccia del capitano inglese e del suo seconda linea che chiedono all’arbitro in diretta mondiale ‘cosa dice il regolamento?’
Memorabile la risposta di Monsieur Poite che replica ‘Io sono l’arbitro non il vostro allenatore’.
Una frase già passata alla storia e che è entrata nella leggenda del rugby, e che vale a mio avviso la palma di Man of the match per l’arbitro al termine di una partita stranissima ma comunque tutt’altro che memorabile.

In conclusione, a mio parere, Inghilterra favorita per la vittoria finale, che potrebbe risolversi con un Grand Slam (sarebbe il secondo consecutivo, la prima doppietta in era 6 nazioni), ma non di molto su un Irlanda che ho visto davvero dura da battere e con in più un ritrovato Sexton. Credo che tutto si risolverà all’ultima giornata nello scontro diretto di Dublino.
Inglesi attesi anche dalla Calcutta Cup nel prossimo turno, con i cuginastri scozzesi ben pronti (e stavolta con qualche giustificata speranza) a giocar loro un brutto tiro e a provare a loro volta la vittoria del torneo (all’ultima giornata affronteranno l’Italia).
Trascurabile il resto.

Pronostico
Inghilterra 45%
Irlanda 35%
Scozia 20%

martedì, novembre 03, 2015

Mondiale Rugby 2015



Disamina finale del Mondiale di Rugby 2015 a cura di ALBERTO GALLETTI.

Si è chiusa sabato sera l’ottava coppa del mondo di rugby, la vittoria è andata, come ampiamente pronosticato un po' ovunque alla Nuova Zelanda.
Vittoria meritata, la seconda fase ha cancellato ogni dubbio sorto durante la prima fase probabilmente dovuto,alla luce del poi, ad un giusto dosaggio delle forze disponibili.

Ci eravamo lasciati col racconto al termine della fase a gironi che aveva qualificato per i quarti:
Sud Africa 23-19 Galles:
una partita di grande intensità fisica, i gallesi sembrano ormai aver impostato il loro gioco sulla forza e trovano pane per i loro denti contro gli springboks che vincono molto più nettamente di quanto non dica il punteggio, splendida la meta di Du Preez che decide l’incontro a pochi istanti dal termine.
Nuova Zelanda 62-13 Francia:
una rotta di dimensioni epocali per i transalpini in capo ad una prestazione inesistente contro la squadra più forte al mondo che li punisce senza pietà 8 mete contro 1 e una serie di manchevolezza francesi da star male, brutta partita.
I neozelandesi si rivelano comunque a sto punto in tutta la loro sfavillante potenza.
Argentina 43-20 Irlanda:
grande grande partita degli argentini che ottengono una clamorosa vittoria su un avversario leggermente favorito rispetto a loro.
Il punteggio è pesante, 4 mete argentine a fronte delle 2 irlandesi (decimati da assenze pesanti) frutto di una gara esemplare, mischia chiusa forte e mai in crisi, tre quarti splendidi, alimentati da un grande Sanchez (e da una brillante mentalità di gioco), l’ala Imhoff imprendibile fa due mete e mi fa esaltare.
Australia 35-34 Scozia:
la partita più controversa del torneo.
Per me anche la migliore anche se si risolve in una beffa atroce e crudele per i miei preferiti scozzesi.
La partita è un continuo susseguirsi di ribaltamenti di punteggio ci sono tante mete (5-3) tanti piazzati, una squadra più forte con due assenze pesanti e una più debole ma ottimamente preparata e decisa fino in fondo a provare ogni cosa per vincere.
In questo tourbillon si arriva al 78’ con la Scozia in vantaggio 34-32, due gravi errori dell’arbitro in successione generano un calcio di punizione per l’Australia quando il tempo stà per scadere, Foley non sbaglia e l’Australia vince di un punto e va in semifinale.
I giocatori scozzesi distrutti non riescono neanche a parlare, il capitano Laidlow migliore in campo accenna la protesta ma è talmente distrutto che fa ‘lasciam stare’.

In semifinale gli All Blacks battono il Sud Africa con merito.
Grandissima partita vecchio stile in un clima da epica ovale d’antan. Primo tempo con sudafricani in vantaggio e partita incanalata su binari a loro più congegnali, stallo territoriale e forza bruta, gli all backs comunque non temono questo tipo di sfida.
Nel secondo tempo infatti la mischia nera riesce a guadagnare spazio e Carter prende il sopravvento su tutti riuscendo a far vincere la partita ai suoi, di poco 18-20 ma basta.
Nella seconda semifinale l’Australia batte l’Argentina agevolmente in avvio , due mete nei primi dieci minuti dovuti alla sconsideratezza argentina di continuare a mandare palloni al largo senza guardare che si rivela letale. Ashley-Cooper realizza una bella tripletta a fronte di 5 piazzati di Sanchez e anche se l’Argentina chiude in attacco decisamente meglio dei wallabies, il punteggio 29-15 rispecchia una vittoria per me più netta di quanto setito da alcuni espertoni.

Nella finale del terzo posto gli argentini restano vittime ancora del proprio voler giocare sempre al largo esponendosi a rischi elevatissimi contro un Sud Africa comunque più forte di loro e che vince 24-13 in modo anche più netto di quel che non dica il punteggio.

La finale, vantaggio iniziale all-blacks al piede sempre parzialmente ridotto dall’Australia, ma ecco che negli ultimi 6/7 minuti del primo tempo gli all-blacks cercano la segnatura e la ottengono con una grande dimostrazione di forza sul gioco in avanzamento da raggruppamenti. Si va al riposo sul 16-3 e alla ripresa un’altra marcatura neozelandese porta il punteggio sul 21-3, virtualmente osso del collo rotto,ma gli australiani reagiscono incredibilmente segnano due volte e accorciano sul 21-17, quindi cercano il sorpasso e si buttano all’assalto. Ben contenuto dai neozelandesi che mantengono una grande linea difensiva e riescono in contropiede a segnare ancora due volte 34-17 in una bella finale, di gran lunga migliore delle ultime due, infatti non c’era una squadra europea.Il tutto sotto la splendida regia del favoloso Dan Carter, il migliore in campo di gran lunga e insieme al terza linea australiano Pocock a mio avviso il miglior giocatore del torneo.

Splendido il fine partita come al solito quando gli anglosassoni sono padroni della scena, nelle interviste dal campo il capitano australiano Moore che dichiara di aver provato di tutto ma niente da fare, troppo forti per noi questi all-blacks, ma comunque orgogliosi del nostro mondiale (nonostante la delusione della serata aggiungo io). McCaw ovviamente raggiante e i due allenatori con stati d’animo contrapposti, Hansen freddo e calcolatore parla di missione compiuta, complimentandosi con gli avversari mentre per Cheika la delusione è evidente, ci credeva davvero.

Ultima maenzione per Sonny Boy Williams ala all-black bi-campione del mondo a fine gare un ragazzino di tredici anni è saltato in campo e si è aggregato ai suoi idoli nel giro d’onore. Un’addetto alla sicurezza lo ha placcato rudemente e immobilizzato lo stava trascinando fuori quando è intervenuto Sonny-Boy che gli ha strappato il ragazzino dalle mani, Splendida la dichiarazione del giocatore ?Lo ha placcato come se fosse una partita, brutta cosa da vedere, ci son rimasto male. Ovviamente si tratta solo di un ragazzino esaltato dal momento, quindi ho voluto rendergli la cosa indimenticabile’. E prontamente si è tolto la medaglia dal collo infilandola a quello del ragazzino, poi dopo averlo ammesso al giro d’onore insieme alla squadra (per coraggio e sfacciataggine lo meritava) lo ha riaccompagnato dalla madre.

I genitori del ragazzo hanno poi contattato il giocatore per restituire la medaglia, ma questi ha insistito affinchè il ragazzo la tenesse, sta meglio al suo collo che non sul muro a casa mia, se la ricorderà a lungo e questo è ciò che voglio per lui, aveva su una maglietta della squadra quindi potrebbe diventare un futuro all-black.
Questi sono i veri campioni.

Infine, a livello personale, la classifica finale è giusta ha vinto la squadra più forte, direi più forte di gran lunga degli altri, il podio è quello non si scappa, per quel che riguarda dal terzo posto in giù, Argentina quarta con merito, sorprendente la Scozia e deludentissima la Francia.
L’Inghilterra delude ma lascia dubbi su quel che poteva essere e non è stato (in ogni caso non più della semifinale), l’Irlanda miglior squadra europea dell’ultimo biennio paga carissimi infortuni e squalifiche.
La meta di Foley contro l’Inghilterra a mio avviso è stata l’azione più bella del mondiale, dei giocatori ho gia detto.

lunedì, ottobre 12, 2015

Mondiali di Rugby 2015 - Eliminatorie



ALBERTO GALLETTI commenta la fase eliminatoria dei Mondiali di Rugby in svolgimento in Inghilterra.
Che, come previsto, ci ha visti subito fuori, con due risicate vittorie contro Canada e Romania, spazzati via dalla Francia, discreti ma impotenti con l'Irlanda.


RUGBY WORLD CUP 2015 FIRST ROUND REVIEW

Si è concluso ieri il primo turno (fase a gironi) del mondiale di rugby 2015.
Alcune (poche) buone cose, altre meno.
Cominciamo da queste ultime, cinque squadre per girone mi paiono troppe, Uruguay, Namibia, Georgia e USA decisamente inadeguate, Romania, Italia, Canada e Georgia di livello discutibile.
Il mondiale si aperto con una sorpresa clamorosa, la vittoria del Giappone per 34-32 sul Sud Africa sicuro candidato alle semifinale, vittoria figlia del gioco, della sfrontatezza,della preparazione del tecnico Eddie Jones e di grossi demeriti springboks, squadra problematica sul piano disciplinare, ma non è una novità.
Grande la partita disputata dagli argentini contro gli All-Blacks, per un ora han tenuto testa ai favoritissimi neozelandesi sia in termini di gioco che di punteggio, la mischia non è mai andata in difficoltà, purtroppo la differenza di preparazione atletica ha fatto la differenza e negli ultimi 20 minuti i trequarti tutti neri sono stati incontrastabili.
Titanico lo scontro fisico in Inghilterra-Galles, partita terminata con la meritata vittoria degli ospiti, ma sul risultato pesa la sciagurata decisione del capitano inglese di non piazzare un calcio di punizione a 3’ dal termine con gli inglesi sotto di tre punti.
Soffertissima la vittoria Gallese contro Fiji, nonostante il vantaggio alla fine del primo tempo (17-6), i dragoni non riescono a piegare la fiera squadra figiana che nel secondo tempo mette in scena una grandissima battaglia, senza però riuscire a rimediare il punteggio che si attesta sul 23-13 per il Galles.
La partita più dura della mia carriera l’ha definita il capitano gallese Warbourton con una critica neanche tanto velata ai tempi di recupero (5 giorni), tra le partite, troppo corti per un gioco così massacrante (ma anche tantissimi complimenti ai figiani): concordo, motivo in più per togliere almeno quattro squadre dal torneo.

Nel girone di ferro (gir.A) risulta decisivo lo scontro tra Inghilterra e Australia che vede la vittoria netta di questi ultimi e l’eliminazione al primo turno dei padroni di casa.
Superba prestazione dell’apertura australiana Foley che realizza quasi tutti i punti dei wallabies ma quel che più conta, lo fa con una dimostrazione di maestria, stile e sicurezza che pensavo perduti nell’epoca di questo brutto rugby tutto muscoli.
Grande anche la prova degli avanti verde-oro che messi di fronte ad un pacchetto in teoria superiore a loro han dimostrato come si può avere comunque la meglio giocando con intelligenza, ergo mischie chiuse forti e veloci e rapidità sui raggruppamenti spontanei, inglesi sempre in ritardo nel sostegno e decisamente persi dopo 10’ della ripresa, trequarti australiani nettamente migliori, una vittoria su tutta la linea e una sconfitta che va al di la del risultato per l’Inghilterra, il fallimento di una programmazione tecnica quadriennale impostata troppo sui dati fisici al computer e troppo poco sulle situazioni del campo. Scozzesi battuti (e pestati) dai sudafricani in una partita che dopo 20’ era senza storia, i sud-africani dopo la beffa dell’esordio sembrano aver completamente dimenticato ogni senso dell’umorismo ed oltre a imporre la loro maggiore qualità, dispensano anche delle grandi legnate ai malcapitati scozzesi che non sono comunque delle donnicciole, partita parecchio violenta, con gli scozzesi che perdono la pazienza quasi subito e incappano in una giornata storta sul piano della disciplina falli lasciati giù a chili, ma non sarebbe bastato comunque.
La partita Italia-Irlanda mi ha confermato la bruttezza della squadra azzurra, capace solo a rompere, con l’aiuto di parecchie scorrettezze, con l’impegno furibondo e cieco della mischia, bravo il mediano di mischia che ha fatto anche la parte dell’apertura, completamente assente, e surrogata in parte anche dall’estremo, trequarti di una pochezza disarmante.
Brutta Irlanda, vince comunque grazie alle superiorità individuali, in tutta onestà me li aspettavo meglio, il Galles visto contro gli inglesi mi è parsa una squadra molto migliore.
Partitone tra Canada e Romania in cui questi ultimi compiono un’impresa che resterà negli annali compiendo la rimonta più grossa ai mondiali di rugby, passando da 0-15 all’intervallo ad un clamoroso 17-15 al fischio finale.
Fiji batte sonoramente un Uruguay volitivo, che riesce comunque a mettere a segno una meta (la prima del torneo).I bianconeri del Pacifico confermano tutto quello di buono che avevo visto nel corso degli impossibili tre incontri precedenti, se fossero stati in un altro girone sarebbero andati avanti, bravissimi.
Il Sud Africa distrugge gli USA con un 64-0 che non ammette repliche.
Una partita in cui gli springboks ancora scottati dall’inopinata sconfitta all’esordio hanno, a scanso di equivoci, esibito per intero il loro repertorio classico di falli, scorrettezze, gioco duro, dominio fisico, errori alla mano ed infine gioco aperto, Brian Habana raggiunge Jonah Lomu in testa alla speciale classifica dei realizzatori di mete ai mondiali (15).
Nel 49-6 di New Zealand su Tonga segnalo il primo tempo di questi ultimi, eccellente davvero, All Blacks in crisi su più di una situazione, costretti a lungo sulla difensiva anche nei propri ventidue e segnatura mancata di un soffio,ovviamente poi vincono ma bravi i tongani fino alla fine.
Emozionante successo della Georgia che batte 17-16 la Namibia col batticuore. Appuntamento con la prima vittoria ancora da rimandare per la compagine africana. La Scozia stacca il biglietto per i quarti dopo un palpitante incontro contro Samoa. Primo tempo brutto ma ripresa giocata con dedizione e costanza, samoani indotti all’errore e 12 caci di punizione aprono la via ad una vittoria comunque soffertissima vittoria per 33-36, ma questa è la Scozia.
Nell’ultimo grande scontro del girone di ferro l’Australia batte il Galles in una grande partita, equilibrio e fisicità a livelli paurosi nel primo tempo, poco spazio per spettacolo.
La ripresa ha dell’incredibile: il Galles preme sull’acceleratore, l’Australia soffre e rimedia due cartellini gialli in rapida successione per gioco ostruzionistico e antisportivo e resta in tredici, il Galles carica a testa bassa ma per i tutti i quindici minuti di inferiorità numerica l’Australia inscena la miglior prestazione difensiva che io ricordi e i rossi non riescono a passare, eroici i due held-up con corpi immolati sotto la palla sulla linea di meta.
Una volta ristabilita la parità numerica, l’Australia fa subito valere la sua superiorità e si aggiudica l’incontro in un crescendo di dominio tecnico e territoriale impressionante e chiudono sul 15-6 lasciando un Galles annichilito ed incredulo.
Il resto delle partite ha visto i pronostici rispettati, convincenti prestazioni della Scozia, assai migliorata dallo scorso autunno. L’Italia batte la Romania e si qualifica alla prossima coppa del mondo (per la gioia degli esteti e di chi dovrà giocargli contro), mentre l’Irlanda dopo un primo tempo equilibrato stronca la Francia e vince il girone regalando ai transalpini il discutibile privilegio di giocare contro gli All-Blacks nei quarti di finale giocando una partita molto migliore rispetto ad una settimana fa.
Quarti raggiunti anche dall’Argentina che ha molto ben impressionato, non sarà una passeggiata per gli irlandesi.
Rivelazione a livello personale Foley, apertura australiana, fantastico, mi ha fatto tornare indietro nel tempo, menzione anche per il Gallese Biggar, altro grande mediano di apertura.

Un pensiero mio particolare va alla squadra di Fiji: splendidi come quasi sempre, forti ,spettacolari e coraggiosi come sempre ed ahimè perdenti (ma che girone avevano!) come sempre, comunque una squadra degna del massimo rispetto e della massima considerazione, fuori dalle grandi tradizionali senz’altro i migliori.
Vanno avanti le otto migliori secondo le divisioni dei gironi, anche se devo ammettere che il girone A avrebbe potuto mandare avanti quattro squadre invece di due.

La delusione più grande è senz’altro l’eliminazione dei padroni di casa ma come descritto prima direi che non c’è spazio per le recriminazioni, la squadra così com’è vale poco; e aggiungo dopo la partita di sabato sera, se il capitano avesse deciso di calciare quella punizione a tre dalla fine gli inglesi si sarebbero qualificati in caso di pareggio a spese del Galles, spero che non ci dorma la notte.
Parecchi infortunati a causa del livello di fisicità che ha raggiunto livelli ormai di pura esasperazione e senza senso, gioco soffocato e salvo rari casi partite pallosissime, un numero incredibile di errori alla mano, particolarmente brutti i tre o quattro che ho visto dai neozelandesi (ai miei tempi se sbagliavi una ricezione su un up and under con su la maglia all-black saltavi come minimo la partita dopo), tanti anche da parte francese ed irlandese (clamoroso quello di ieri di un tre-quarti irlandese lanciato in meta).
Il vedere questi energumeni palestrati, inzuppati di testosterone fin sopra i capelli e sprizzante da ogni poro, in costante ricerca dello scontro fisico, non riuscire a controllare il pallone con le mani mi fa riflettere molto sullo stato in cui si trova il gioco e mi rende molto triste e deluso.

Si va ai quarti in quest’ordine:
Sabato: Sud Africa – Galles e Nuova Zelanda – Francia
Domenica: Irlanda – Argentina e Australia – Scozia

Le vincenti del sabato disputeranno una semifinale, quelle della domenica l’altra.
Alla luce di quanto visto riscrivo le mie preferenze:
1. Australia
2. Nuova Zelanda
3. Sud Africa
4. Irlanda

sabato, settembre 19, 2015

Mondiali Rugby 2015



Partono i Mondiali di Rugby 2015 in Inghilterra.
Difficile registrare particolari sorprese al primo turno se non nel Girone A dove due posti se li contendono Australia, Inghilterra e Australia (senza considera l'incognita Figi che potrebbe dare qualche dispiacere a qualcuno, fuori dai giochi l'Uruguay).
Sudafrica, Samoa e Scozia per i due posti nel secondo girone (Usa e Giappone senza speranze), facile per Nuova Zelanda e Argentina nel C (Tonga, Georgia e Namibia potranno fare ben poco) e non dovrebbero esserci problemi per Francia e Irlanda nel nostro girone dove possiamo battere Canada e Romania ma poco altro.

La Nuova Zelanda campione in carica ha vinto l'87% dei match giocati negli ultimi dieci anni ma fuori casa non ha mai vinto un mondiale, ha giocatori un po' vecchi e ultimamente ha faticato.
Il fattore campo può favorire l'Inghilterra e poi ci sono le solite Australia e Sudafrica.

Ed ora il contributo prezioso e sicuramente ben più competente di ALBERTO GALLETTI

Ha preso il via ieri sera con la partita Inghilterra-Fiji (35-11) l’ 8^ edizione della Coppa del Mondo di Rugby un torneo dalla storia già leggendaria ed appassionante nonostante l’origine relativamente recente.
Un’evento globale ormai con cifre da capogiro, oltre 2,3 milioni di biglietti venduti per le 48 partite su 2.45 milioni messi in vendita, con un’affluenza media allo stadio già garantita di 47916 spettatori a partita, si giocherà in 8 stadi da calcio tra i quali Villa Park casa dell’Aston Villa ed Elland Road casa del Leeds United e 5 campi da rugby.
Le partite raggiungeranno 772 milioni di case in tutto il mondo e saranno trasmesse per la prima volta anche in Cina e Germania.
E’ stato calcolato che la Coppa del mondo di rugby farà registrare un turnover per l’economia britannica di circa un miliardo di sterline!
Attesi oltre mezzo milione si supporters da ogni angolo del globo.
Si qualificano ai quarti di finale le prime due classificate di ogni girone, pronostico chiuso per l’Italia, inserita nel girone con Irlanda e Francia e anche Canada aggiungo.
Secondo il mio pronostico già ai quarti ci potrebbe essere il mega scontro Sud Africa-Australia e il derby di sempre Scozia-Inghilterra.
La mia finale, dopo aver consultato il tabellone sarà Irlanda (in alternativa Inghilterra) – Nuova Zelanda, in ogni caso con vittoria finale dei tutti neri, anche se nel caso i padroni di caso dovessero arrivare all’ultimo atto il fattore-campo potrebbe innalzare cuori,e muscoli del XV della rosa che rimane una buona squadra ma soggetta a troppi sbalzi di rendimento.
L’Australia sembra in forte ripresa dopo le clamorose vittorie recenti sugli All Blacks, il Sud Africa non in un grandissimo momento rimane sempre solido e forte, enigmatica la Francia.
Interessante la Scozia vista all’opera nell’ultimo mese anche se i risultati non sono stati all’altezza.
Dell’Italia non mi curo.
Finale a Twickenham il 31 ottobre.

Le finali precedenti:
1987 Auckland: Nuova Zelanda 29-9 Francia
1991 Londra: Australia 12-6 Inghilterra
1995 Johannesburg: Sud Africa 15-12 Nuova Zelanda
1999 Cardiff: Australia 35-12 Francia
2003 Sidney: Inghilterra 20-17 Australia (dts)
2007 Parigi: Sud Africa 15-6 Inghilterra
2011 Auckland: Nuova Zelanda 8-7 Francia
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