Una vicenda controversa e tipicamente esplicativa di come funzionava la discografia italiana (ma non solo) negli anni Sessanta, senza regole e con diversi "pescecani" che ne gestivano le sorti.
Come testimonia lo stesso sito ufficiale dei POOH (ai tempi con la formazione: Valerio Negrini - voce, batteria, Mario Goretti - voce, chitarra, Roby Facchinetti - voce, organo, Riccardo Fogli - voce, basso) a proposito dell'album "Contrasto" pubblicato nel 1968:
"Pubblicato all’insaputa del gruppo che si trovava in tour, fu assemblato dal discografico Armando Sciascia per sfruttare l’attenzione crescente attorno al successo di "Piccola Katy", usando vari demo ancora suscettibili di arrangiamenti.
Venne ritirato dal mercato su richiesta dei Pooh che, a ragione, non videro di buon occhio l’iniziativa, lesiva della loro immagine per la qualità del materiale ancora "grezzo" incluso nel 33 giri.
"Contrasto" è divenuto così uno dei vinili più quotati tra i collezionisti."
Armando Sciascia e la sua etichetta Vedette (con cui la band era sotto contratto) assemblarono undici canzoni di cui due erano quelle del 45 "Piccola Katy / "In silenzio", due erano riempitivi che sarebbero stati successivamente utilizzati come lato B dei 45 giri “Buonanotte Penny” e “Mary Ann” e le altre sette erano demo, scarti e provini ancora da completare.
L'album fu stampato in mille copie il 5 luglio 1968 (con buona parte dei brani firmati dallo stesso Sciascia in quanto Facchinetti e Negrini non erano ancora isciritti alla Siae).
La band, una volta accortasi della truffa, imposero l'immediato ritiro e buona parte delle copie andarono al macero.
Alcuni brani vennero ripresi successivamente con altri titoli o utilizzati per altre composizioni (parte di "Contrasto", sarà ripreso nella suite strumentale di "Parsifal").
Come specificato si tratta in buona parte di provini non definiti ma di alta qualità compositiva e con una visione artistica al passo con i tempi (1968) tra post beat, proto prog, Procol Harum, Turtles, scampoli Beatlesiani e psichedelici.
Con una cura effettiva del materiale e un progetto artistico ben definito ne poteva scaturire un lavoro di grande livello.
Visualizzazione post con etichetta Gli Insospettabili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gli Insospettabili. Mostra tutti i post
giovedì, maggio 23, 2024
Pooh - Contrasto
Etichette:
Cultura 60's,
Dischi,
Gli Insospettabili
venerdì, giugno 26, 2020
Anomalie degli anni 60 beat italiani




A cura di GIAMPAOLO MARTELLI che da anni porta avanti con le serate "Gli anni del Piper" un recupero del patrimonio beat italiano dei 60's.
Anomalie degli anni 60. I pezzi che non ti aspetti.
Cose strane accadute nell'italietta nostra durante gli anni sessanta.
Accanto a personaggi e gruppi beat piu' conosciuti hano visto la luce alcuni dischi curiosi e singolari.
Vi ricordate la Gigliola Cinquetti che non aveva l'età? Ve la sareste mai immaginata in un prepotente Rhythm n soul come 'Zero in amore' ?
https://www.youtube.com/watch?v=R9ll2JTDOXU
Oppure il romantico Tony Dallara che nel 1965 propone inopinatamente 'Stavolta no', cover di quella "Long after tonight it's all over" di Jimmy Radcliff, brano simbolo del northern soul che faceva parte del trittico di chiusura ( insieme a I 'm on my way e time will pass you by) delle serate del Wigan Casino.
https://www.youtube.com/watch?v=0qmsV9eyMUM
Restando sempre in tema soul che dire della sofferta ' Nella mia mente la tempesta' di Mino Reitano?
Clamoroso e riuscitissimo mid-tempo.
https://www.youtube.com/watch?v=HGM4Byd577s
Capolavoro del cosidetto popcorn è poi 'Coccodrillo' del 1963, dalla voce piena e potente di Ornella Vanoni alle prese con "Whirpool" della regina rockabilly Wanda Jackson.
https://www.youtube.com/watch?v=XVdKUcV1hBI
Mentre il piccolo Antonio Ciacci, alias Little Tony nel 1967 si confronta con "It's not unusual" di Tom Jones ribattezzata 'Non è normale' di cui decadi dopo si ricorderanno i Ridillo.
https://www.youtube.com/watch?v=9zMXWhL5PXY
Seppur straniero Claude Francois, di madre italiana comunque, ebbe un certo successo anche da noi, in particolare col 45 giri 'Se torni tu' il cui retro era 'Come sempre', versione italiana della sua "Comme d'habitude", brano ispirato a una melodia di Jacques Revaux cui rifece il testo per esprimere la propria disperazione per essere stato lasciato dall'attrice e cantante France Gall.
Il pezzo folgoro' Paul Anka che lo tradusse in inglese e lo cedette a un riluttante Frank Sinatra che lo pubblico' col titolo "My way".
https://www.youtube.com/watch?v=foDxIUNP6y8
In quegli anni i giovani italiani facevano una (prima) timida conoscenza con sostanze varie, ne fa una gioiosa quanto inaudita cronaca la misteriosa Gianna (ma in alcune copie appare come Jovanka) che, nel 1965 nel lato B del trascurabilissimo tango svizzero, propone la quasi cabarettistica e irresistibile 'Cocaina'.
https://www.youtube.com/watch?v=b5B4cFr1_I8
Di sostanze si occupa anche il celebre Nino Ferrer nell'Augeriano 'Cannabis'. Singolarissimo pezzo per oltre metà strumentale,che si apre con un groove ipnotico e avvincente prima di ospitare uno sferzante testo, in francese, dalle forti tinte antimilitariste.
https://www.youtube.com/watch?v=4ZTjSisCDvw
Di segno opposto il brano dei toscani Planetari che, nel 1967, con un suadente Rhythhm 'n' blues (direttamente ispirato da "Papa's got a brand new bag" di James Brown) illustrano le conseguenze negative del consumo di sostanze nella loro 'Non ti drogare'.
https://www.youtube.com/watch?v=y80oyheFS8g
Clamorosamente bastian contrari i Liars che si producono in 'Estremo Oriente', proto-garage del 1967 dal testo prepotentemente controcorrente nel contesto vagamente flower power del beat italiano. Il pezzo infatti è sfacciatamente a sostegno dell' intervento americano in Vietnam contro il pericolo giallo (rosso).
https://www.youtube.com/watch?v=ZWI_5wjK9fA
Nel 1969 un giovanissimo Franco Battiato scrive un piccolo capolavoro che verrà cantato dalle sorelle Flavia e Rosanna Baldassarre che in questo caso si presentano col nome de Le Metamorfosi. Di loro si sa poco, faranno le coriste nell'album "Ys" del Balletto di Bronzo insieme a Giuni Russo che allora si faceva chiamare ancora Giuni Romeo.
Il brano titolato 'Scusa eh' dai toni distintamente psichedelici rappresenta una sorta di sacro graal per i collezionisti.
https://www.youtube.com/watch?v=BIVxWz2wHJg
Chiudiamo con un pezzo edito solo in formato flexi disc 'Sotto di noi', incredibile esempio di soul jazz distribuito dalla Michelin per promuovere le proprie gomme modello Zx senza indicare compositore ed interpreti.
https://www.youtube.com/watch?v=hJ8VHA85UqY
Etichette:
Gli Insospettabili
giovedì, maggio 16, 2019
Paul McCartney - II







GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che...
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Nel 1980 PAUL MCCARTNEY stava programmando un nuovo tour e album per i Wings, dopo "Back to the egg" ma quando atterrò in Giappone per la sua prima data in estremo oriente (dal 1966 con i Beatles), fu trovato in possesso di 250 grammi di marijuana, passò nove giorni in galera e se ne tornò a casa in Scozia a lavorare su una serie di brani che aveva in cantiere per un nuovo album con la band.
Il risultato fu una serie di registrazioni solitarie in cui Paul suona tutto e si avvale solo di qualche coro di Linda.
PAUL MCCARTNEY II è un album sottovalutatissimo, il più delle volte stroncato o relegato a bizzarria transitoria.
In realtà, pur con qualche caduta qualitativa ed episodi sicuramente trascurabili, è un ennesimo esempio dell'incredibile versatilità di Paul che, pur restando legato alla sua scrittura tradizionale ("Waterfalls" è un gioiello di inestimabile valore, tra i migliori della carriera solista), azzarda escursioni nell'elettronica, nella new wave, nella sperimentazione pura, dando largo spazio ai sintetizzatori.
Come detto alcuni brani sono assolutamente superflui (il rockabilly sintetico di "Bogey music", il funk synth di "Darkroom", il bizzarro strumentale "Front parlour" non sono certo momenti memorabili.
Al contrario la già citata "Waterfalls", la ballata acustica finale "One othese days", il funk wave del famoso singolo "Coming up" (ispirato dal lavoro dei Talking Heads), la super sintetica "Temporary secretary", "Frozen jap" che potremmo trovare su un album dei Depeche Mode (che si formeranno un anno dopo...), sono prova di una creatività e una casse immensi.
Paul aveva concepito l'album come doppio.
Fortunatamente ha scelto il formato singolo.
I brani rimasti fuori (tra cui il fortunato singolo "Wonderful Christmas time", spesso ingiustamente bistrattato) non sono sicuramente imperdibili.
COMING UP
https://www.youtube.com/watch?v=0d_Wv-gkHts
WATERFALLS
https://www.youtube.com/watch?v=yT81mYcAAcI
PAUL MCCARTNEY II (trailer per ristampa 2011)
https://www.youtube.com/watch?v=pVkviNvmJgA
WONDERFUL CHRISTMAS TIME
https://www.youtube.com/watch?v=V9BZDpni56Y
Etichette:
Beatles,
Gli Insospettabili
mercoledì, gennaio 17, 2018
Alberto Radius - s/t
GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda parte del progetto "Malìa", Antonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra, il primo album di Donna Summer, il recente album blues di Bobby Solo, "Metronomie" di Nino Ferrer, "Leapoli" di Fausto Leali, oggi parliamo dell'esordio solista di ALBERTO RADIUS (non propriamente derubricabile a "insospettabile" ma quasi...).
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Nel 1972, non ancora trentenne, ALBERTO RADIUS ha alle spalle una carriera più che invidiabile: dall'esperienza beat con i Big Ben's e Simon & the Pennies fino a I Quelli (la band che precorse la PFM) e l'approdo alla Formula 3 con cui arriva al successo (prima di arrivare alla corte di Lucio Battisti).
Decide di aprire uno spazio all'attività solista mettendo insieme una serie di jam sessions, registrate in 4 giorni nel luglio del 1972 a cui partecipano nomi come Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo, Franz Di Cioccio, Patrick Djvas, Gianni dall'Aglio, Vince Tempera, Ellade Bandini e Johnny Sax.
I sei brani spaziano da improvvisazioni rock blues di sapore hendrixiano a brani di sapore prog, blues, jazz.
Nel blues "To the moon i'm going" Demetrio Stratos si produce in una di quelle eccellenze vocali che impareremo di lì a poco ad essere consuete nel repertorio degli Area mentre in "Prima e dopo la scatola", LUCIO BATTISTI (che produce, non accreditato, l'album) scrive il testo e compare ai cori in un infuocato prog rock blues con Franz Di Cioccio insuperabile alla batteria.
"Area" è una lunga improvvisazione in 16/8 in cui intervengono i 3/5 dei futuri Area (Stratos, Capiozzo e Djivas che poi lascerà il posto a Tavolazzi per andare alla PFM) che proprio da questa esperienza decideranno di fondare una nuova band.
A chiudere "Il mio cane si chiama Zenone", un rock blues tiratissimo con Vince Tempera e Ellade Bandini (che litigherà con Battisti proprio a causa di questo brano e verrà escluso per sempre dal suo giro).
La qualità è eccelsa da un punto di vista di esecuzione strumentale, molto meno se guardiamo all'aspetto creativo.
Rimane un documento importante soprattutto a causa dei musicisti coinvolti.
Etichette:
Gli Insospettabili
martedì, settembre 05, 2017
Fusto Leali - Leapoli
GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda parte del progetto "Malìa", Antonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra, il primo album di Donna Summer, il recente album blues di Bobby Solo, "Metronomie" di Nino Ferrer, torniamo ai 70's con "Leapoli" di FAUSTO LEALI.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
E' nota l'amore di Fausto Leali per le sonorità "black", molto adatte alla sua voce ruvida con cui ha caratterizzato canzoni orientate verso blues e soul.
Nel 1977 incide "Leapoli" un semi concept che affonda le sue radici in un modern funk spesso molto efficace, grazie anche all'aiuto di una band con i fiocchi, da Alberto Radius a Tullio De Piscopo al funambolico basso di Stefano Cerri. Prima facciata molto "nera" con gran finale con il duetto con Loredana Bertè in "Sono donna". Più tradizionale il lato B che si chiude con l' ottimo funk di "Scalinatella".
Nonostante l'inserimento del classico napoletano "Vierno" l'album passerà sotto silenzio mal promosso dall'etichetta e con poche vendite.
Grazie a Leo Giovannini per lo spunto: http://wudoctor.blogspot.com/
Etichette:
Gli Insospettabili
venerdì, aprile 07, 2017
Nino Ferrer - Metronomie

GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda parte del progetto "Malìa", Antonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra, il primo album di Donna Summer, il recebte album blues di Bobby Solo, parliamo oggi di un particolarissimo album di NINO FERRER.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Il NINO FERRER de "Il baccalà", "Viva la Campagna", "Agata", "Il re d'Inghilterra" alla fine dei 60's lascia l'Italia, torna in Francia e rispolvera il passato di musicista di valore (fu bassista jazz con Cliff Bennet e altri ottimi nomi dell'ambito) con un album di musica totale di grande raffinatezza e spessore compositivo.
"Metronomie", pubblicato nel 1971, è una sorta di concept album in cui si produce in un sound funk jazz soul che guarda a Nice, ai primi E.L.& P., Brian Auger, Traffic, Graham Bond, Colosseum tra poderosi strumentali di sapore jazz funk (con l'Hammond di Giorgio Giombolini a fare faville), brani che guardano al soul (come la conturbante "Cannabis"), al prog più psichedelico (i 9 minuti strumentali introduttivi della title track) ad un intermezzo jazzy come "La maison près de la fontaine".
"Metronomie" si può ascoltare integralmente qui:
https://www.youtube.com/watch?v=q7x7zyY9bBE
Etichette:
Gli Insospettabili
martedì, marzo 07, 2017
Bobby Solo e Silvia - Blues for two


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda parte del progetto "Malìa", Antonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra, il primo album di Donna Summer, torniamo oggi a parlare di BOBBY SOLO.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Avevamo già ospitato BOBBY SOLO nella rubrica Gli Insospettabili grazie ai due album dedicati a Johnny Cash e John Lee Hooker (http://tonyface.blogspot.it/2016/10/bobby-solo-songs-of-john-lee-hooker.html).
Il buon Bobby ci ha preso gusto e d'altronde come dice lui:
‘Una lacrima sul viso’ mi ha dato da vivere per cinquant’anni e di questo sono profondamente grato. Ma ora voglio andare in studio di registrazione e incidere le cose che più mi piacciono: fare il rock, il rock coi suoi ritmi e i suoi suoni".
E allora ecco questo altro sorprendente album tutto BLUES, puro, semplice, ispiratissimo.
La sua voce è credibile, convincente, intonatissima, calda, bluesy, groovy, tra Elvis e Johnny Cash.
Ad accompagnarlo la giovanissima ventunenne ferrarese Silvia Zaniboni alla chitarra acustica e un piede che batte come ritmica.
Senza trascurare la tecnica dello stesso Bobby, spesso mirabile negli assolo.
La scelta del repertorio affascinante, competente, mirata, a partire da una "Ain't no sunshine" di Bill Withers da brividi per passare attraverso classici come "My babe" o "Everyday I have the blues" di Pinetop Sparks (poi portato al successo da BB King).
E che dire del folk country blues di "Ode to Billie Joe" di Bobbie Gentry o "Summertime", "Stormy monday", "VBlack night" di Charles Brown.
Un album ottimo se non eccellente per chi ama il blues fatto con cuore, anima e passione.
Il nostro Johnny Cash ?
Un paio di brani per averne un assaggio:
https://www.youtube.com/watch?v=zlDTdKcxUCo
https://www.youtube.com/watch?v=eCukTgoCeSM
Etichette:
Gli Insospettabili
mercoledì, febbraio 15, 2017
Donna Summer - Lady of the night


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda parte del progetto "Malìa", ANtonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra, andia o oggi alla scoperta del primo album di DONNA SUMMER.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Già attiva dai 60's tra band blues rock e un ruolo nel musical Hair, LaDonna Adrian Gaines, si spostò in Germania nei primi 70's proprio per comparire in altri musical in lingua tedesca.
Sposò un austriaco, di cognome, Sommer e solo per un errore di stampa il suo primo disco venne accreditato a SUmmer....
Difficile riconoscere nell'esordio della giovane e sconosciuta DONNA SUMMER la sensuale disco queen che di lì a breve conquisterà il mondo con un sound tanto innovativo quanto fruibile e ballabile.
Alle sue spalle ci sono già GIORGIO MORODER alla produzione e Paul Bellotte alla composizione (sarà l'autore per lei delle grandi hit Hot Stuff, I feel love, Love to love you baby tra le altre).
"Lady of the night" esce nel 1974 in Olanda dove ottiene un tiepido successo.
Il repertorio è curioso, spaziando da un'impronta palesemente vicina all'estetica sonora degli Abba a riferimenti 60s' e folk rock ("Born to die" sembra un'outtake dei Jefferson Airplane), con chitarre jingle jangle e tocchi countryeggianti ("Domino") fino ad un solido pop rock come "Wounded".
Non certo un capolavoro ma un ascolto sorprendente se pensiamo che un anno dopo uscirà "Love to love you babe" e la musica sarà tutta un'altra cosa.
Etichette:
Gli Insospettabili
venerdì, gennaio 20, 2017
Antonio Virgilio Savona – E' Lunga La Strada

GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, Massimo Ranieri e la seconda pare del progetto "Malìa", parliamo oggi di un album di ANTONIO VIRGILIO SAVONA, voce del Quartetto Cetra.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
ANTONIO VIRGILIO SAVONA è stato membro del QUARTETTO CETRA, noto per le canzoncine di sapore swing leggero, per le divertenti e gigione apparizioni televisive in bianco e nero, per la buffa versione di “Nella vecchia fattoria” ma è stato anche un brillante compositore (che per il Quartetto Cetra scriveva la musica e la maggior parte delle canzoni oltre a curare gli arrangiamenti vocali) che negli anni ’70 ha scelto una strada imprevedibile e imprevista, indirizzandosi al cantautorato impegnato, con testi duri ed estremi e una poetica militante, dal linguaggio diretto e senza freni inibitori.
“E’ lunga la strada” è il suo capolavoro e un album dimenticato che meriterebbe un posto di primo piano nella storia della musica italiana.
L’approccio musicale è molto vicino a quello di De Andrè, ballate malinconiche prevalentemente pianoforte (o chitarra) e voce mentre i testi, di stampo marxista, anti americano e anti clericale, sono quanto mai duri.
Voce sicura, brani minimali ma arrangiati con cura e di ottima presa.
Di Antonio Virgilio Savona parlammo già qui:
http://tonyface.blogspot.it/2014/09/virgilio-savona.html
Sono cose delicate
https://www.youtube.com/watch?v=zHK8qRVYGBY
La merda
https://www.youtube.com/watch?v=1RTJv8sZQ6A
Il testamento del parroco Meslier
https://www.youtube.com/watch?v=fFvUs_Skz64
Etichette:
Gli Insospettabili
martedì, dicembre 06, 2016
Massimo Ranieri - Malìa parte II – Napoli 1950-1960
GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, oggi torniamo a MASSIMO RANIERI e alla seconda pare del progetto "Malìa".
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
MASSIMO RANIERI ha da qualche tempo abbracciato il jazz, accoppiandolo alla tradizione napoletana.
Dopo uno splendido omaggio dello scorso anno ad una serie di classici del genere ( ne parlammo qua: http://tonyface.blogspot.it/2015/10/massimo-ranieri-malia.html) torna sugli stessi sentieri con il volume secondo di "MALIA", sempre affiancato dalla produzione artistica di MAURO PAGANI e da una band con i fiocchi con alcune delle eccellenze del JAZZ ITALIANO, Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso).
Scaletta con titoli importanti dove spicca una strepitosa "Torero" (che assume movenze free jazz/funk) o la conturbante "Tamuriata nera", il classicissimo "Malafemmena" con la tromba di Rava protagonista di un'intro da brividi mentre il primo brano è un omaggio a Mina e Celentano con la versione della loro "Che T’Aggia Di’" pubblicata nel loro album del 1998.
Produzione superba, grande voce, versioni di altissimo livello e operazione (che pare preveda un terzo capitolo) preziosa, riuscita e lodevolissima.
Non posso nascondere che nei miei ascolti giovanili ci sono stati grandi artisti jazz come Miles Davis e John Coltrane, ma non riuscivo a “entrare”.
Oggi, però, li ho riscoperti e ho compreso con maggiore convinzione la loro arte.
Etichette:
Gli Insospettabili
lunedì, ottobre 17, 2016
Bobby Solo - The songs of John Lee Hooker
Bobby Solo - Homemade Cash


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown".
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Difficile pensare a BOBBY SOLO e derubricarlo velocemente alla figura di "Elvis italiano" (come all'amico Little Tony) e alla solita "Una lacrima sul viso".>
Bobby è invece un profondo cultore di rock n roll, blues, country rock, con una notevole sensibilità artistica e musicale, oltre ad essere un ottimo chitarrista.>
Nel 2004 e nel 2005 ha dedicato due album ad altrettanti suoi idoli, JOHNNY CASH e JOHN LEE HOOKER.
Homemade Johnny Cash (2004) è registrato in totale autonomia "casalinga" (utilizzando il computer per le rare basi e suonando chitarra e basso) ed è un tributo al grande Cash.
Credibile, ben fatto, sentito, perfettamente interpretato.
Inserisce anche tre brani di Dylan che furono nel repertorio di Johnny tra cui una bella versione country di "Blowin in the wind" e un'ottima "Folsom Prison Blues" (anche se l'apertura con un roboante "Hallo I'm Johnny Cash" fa un po' sorridere se non peggio...).
The songs of John Lee Hooker (2005), suonato con alcune eccellenze come l'Hammondista e polistrumentista Bruno Marini (che ha collaborato anche con Jack McDuff, Steve Lacy, Nat Adderley, Kenny Burrell tra i tanti), il batterista Antenore Adami (Big Jesse, Sandra Hall, Herbie Goins, Louisiana Mojo Queen, Chicago Bob Nelson), il bassista Luca Zulian (Grignani, Bennato e una lunga serie di artisti blues e rhythm and blues), ripercorre alcune hits del grande bluesman (tra cui una super funk versione di "One scotch, one bourbon, one beer" e una "Boom boom" in versione shuffle/rock blues), aggiunge "It takes a lot to laugh it takes a train to cry" di Dylan in una veste di dolente country blues e una swingante e tirata "Fever".
Materia difficile ma grande classe a profusione e risultato ottimo.
Etichette:
Gli Insospettabili
lunedì, luglio 04, 2016
Frank Sinatra - Watertown


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che...
Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, oggi parliamo di FRANK SINATRA e del suo album più anomalo.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
La fine dei 60's aveva cancellato FRANK SINATRA dal podio della popolarità. Vendite in calo, attenzioni riservate a ben altro piuttosto che ad un ultra cinquantenne melodico.
Nel 1969 entra in studio per il suo lavoro più atipico (pubblicato nel 1970) che, forse per cercare di invertire l'infausta tendenza, cerca di guardare con più attenzione alle nuove sonorità.
Nulla di rock o psichedelico, per carità, ma affida a Bob Gaudio dei Four Seasons la scrittura, l'arrangiamento e la produzione del nuovo album, un concept su un uomo abbandonato dalla moglie e costretto a crescere da solo i due figli piccoli.
Un disco malinconico, struggente a tratti ma particolare, dove l'inarrivabile voce di Frankie viaggia, come sempre, cristallina su basi orchestrali non così zuccherose o allegramente swinganti come d'abitudine ma molto più complesse e particolari.
Il sound è orchestrale ma con una base più pop rock, la voce e l'interpretazione intensissime con Sinatra a perfetto agio con la "nuova" materia (nonostante sia l'unico album in cui cantò su basi orchestrali pre registrate).
Vendette pochissimo (non più di 30.000 copie, una nullità per lui e per i tempi) ma rimane un episodio interessante e unico con le potenzialità di diventare un classico senza tempo.
C'è addirittura un sito completamente dedicato a questo album: http://www.watertownology.com/
Etichette:
Gli Insospettabili
giovedì, maggio 19, 2016
Small Faces - Playmates e 78 in the Shade




GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pohh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, oggi andiamo agli ultimi SMALL FACES, riuniti nei 70's.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
La breve (e triste) storia degli SMALL FACES rimane circoscritta gli splendori dei 60's, dal 1965 al 1969: pochi album e una serie di indimenticabili singoli e brani, uniti ad uno stile (sonoro ed estetico) assolutamente unici.
Nel 1975 la band si ritrova per registrare un video promozionale di "Itchycoo Park", tornato nelle classifiche, e decide per una reunion.
Il tutto naufraga dopo qualche prova.
Ronnie Lane litiga con il resto della band che lo accusa di essere poco concentrato e di suonare male
a causa dell'abuso di alcool.
In realtà sono all'oscuro del fatto che Ronnie sta incominciando a combattere con la sclerosi multipla che lo porterà via nel 1997. Viene chiamato al suo posto Rick Wills (già con Peter Frampton e Roxy Music, successivamente con i Foreigner) e nel 1977 registra un nuovo album che vedrà la luce in agosto.
Unanimemente stroncato quando non ignorato, in un periodo in cui ovunque spadroneggiano punk e new wave e ad una band di "vecchie glorie" sono interessati in pochi, PLAYMATES, ascoltato con il senno di poi e decontestualizzato dal periodo, è un album comunque buono e con momenti di valore.
La voce di Steve Marriott non ha perso smalto, roca, soul, riconoscibile come sempre, i brani vagano tra un solido rock anni 70, funk, rhythm and blues (davvero bella l'introduttiva "High and happy" o la cover di "Lookin for a love" dei Valentinos di Bobby Womack) con gusto gospel, molte influenze Rolling Stones (vedi "Find it").
Marriott compone gran parte dei brani, talvolta aiutato o alternato da Ian Mc Lagan.
Il secondo tentativo vede la luce un anno dopo nel settembre del 1978. 78 IN THE SHADE ripercorre le tracce del precedente, conta della partecipazione in un paio di brani dell'ex Wings Jimmy Mc Culloch ma suona decisamente più debole del precedente.
Anche compositivamente si avverte stanchezza e gli arrangiamenti sembrano spesso improvvisati in studio e poco lucidi.
La band intraprenderà un tour frustrante a causa di molti locali semi vuoti, l'assenza di promozione sia per i concerti che per il disco, che spesso sfogherà nel solito modo, a base di alcool e droghe varie, con conseguenti disastri successivi (dal palco agli alberghi e viceversa).
Mc Lagan se ne va in tour con gli Stones, la band si disperde, Marriott non si riprenderà più...
Etichette:
Gli Insospettabili
venerdì, aprile 15, 2016
Pooh - Per quelli come noi



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", oggi torniamo ai POOH (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966.
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
E' noto che la carriera dei POOH, in mezzo a tonnellate di insopportabile melassa, ha riservato sprazzi interessanti (dal beat iniziale ai riferimenti prog di "Parsifal").
L'esordio "Per quelli come noi" è datato ottobre 1966 ed è un ottimo esempio di tardo beat in cui il quintetto bolognese (Facchinetti, Fogli, Negrini, Bertoli, Goretti) si destreggia tra varie influenze, con qualche intenzione di "protesta" (il giovanilismo della quasi psichedelica "Per quelli come noi" e la controversa "Brennero 66"), cover molto particolari e azzeccate come una versione molto personale di "La La La Lies" degli Who ("Ora che cosa farai"), una riuscita di "Till the end of the day" dei Kinks ("Nessuno potrà ridere di lei") e "Keep on running" dello Spencer Davis Group ("Vieni fuori") in versione particolarmente energica e rozza tra le altre.
Ma ci sono anche egregi brani autografi come il jingle jangle/Animals style di "Non la fermare", la Byrdsiana "La solita storia" e il garage beat di "La vostra libertà".>
Un lavoro molto discontinuo ma valido e particolarmente efficace se rapportato all'epoca in cui in Italia non abbondavano esempi di ricerca e "coraggio sonoro" (con l'esclusione, guardando le classifiche, di Rokes, Caterina Caselli, Corvi).
Etichette:
Gli Insospettabili
giovedì, febbraio 18, 2016
Riccardo Cocciante - Mu


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", oggi arriviamo all'esordio di RICCARDO COCCIANTE del 1972 con l'opera prog rock "Mu".
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
Difficile immaginare Riccardo Cocciante alle prese con qualsivoglia affinità alla musica ROCK. Eppure il suo esordio del 1972 è una sorprendente e ancora valida (seppur nei suoni e nell'approccio decisamente datati) opera rock dalle sonorità tipicamente prog con accenni anche a certo psych rock di fine 60's.
Al suo fianco tra i tanti anche Joel Vandroogenbroeck, tastierista, flautista e sitarista, leader dei Brainticket, il tastierista Paolo Rustichelli e il jazzista Maurizio Giammarco.
Il tema di fondo dell'opera è basato sul mitico continente scomparso Mu, pretesto per addentrarsi anche in riferimenti filosofici/religiosi.
Non mancano ovviamente quelle particolarità che caratterizzeranno la fortunata carriera successiva, ovvero pop mieloso e melodico ma il risultato finale è dignitoso e interessante.
Da sottolineare la copertina, curatissima come spesso accadeva in epoca prog, con quattro pagine traforate con vari disegni che formano il volto di Cocciante.
Etichette:
Gli Insospettabili
venerdì, novembre 13, 2015
I Giganti - Terra in bocca

GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo" , del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa" , torniamo al 1971 con la dimenticata opera rock dei GIGANTI "Terra in bocca".
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
A due anni dall'improvviso scioglimento i GIGANTI tornano nel 1971 con un inaspettato album concept che cambia radicalmente la prospettiva sonora a cui avevano abituato il loro pubblico fino ad allora, tra soft beat e canzoni per SanRemo.
TERRA IN BOCCA parla esplicitamente di mafia (pur non nominandola mai) a partire dall'introduzione acustica in cui si palesa il contenuto del disco:
un ragazzo siciliano, ribellandosi al pizzo sull'acqua imposto dalla mafia, decide di trovarsela da solo e di distribuirla gratuitamente. Di conseguenza, viene ucciso a tradimento e poi vendicato dal padre.
I Giganti sono affiancati da Vince Tempera e da futuri mostri sacri della musica italiana come Ellade Bandini (ha suonato con TUTTI) e Ares Tavolazzi (Area e tanto altro) oltre a Marcello Della Casa dei Latte e Miele e i La Bionda alle chitarre acustiche.
Il risultato è stupefacente tra rock, blues, jazz, prog, ogni brano legato al precedente come in una unica suite.
Sound decisamente datato ma tutt'ora ricco di interesse e particolarmen te originale soprattutto se contestualizzato all'anno di uscita .
L'album fu trasmesso solo una volta alla radio, ottenne pochissima pubblicità e interesse, vendette poco e scomparve ben presto da negozi e giornali, decretando la fine del gruppo (che fece in tempo ad incidere solo un altro 45 giri).
Terra in bocca è stato ristampato in due versioni: l'una originale, con gli arrangiamenti orchestrali e un'altra (per errore) più scarna e immediata.
Infine nel 2009 è stato ristampato, con una bonus track, dalle edizioni Il Margine, ed allegato ad un volume che ricostruisce la nascita delle canzoni e la registrazione dell'album, con molte interviste ai musicisti che hanno collaborato.
Etichette:
Gli Insospettabili
martedì, ottobre 13, 2015
Massimo Ranieri - Malìa

GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo" oggi parliamo del nuovissimo lavoro di MASSIMO RANIERI (e Mauro Pagani).
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
MASSIMO RANIERI prosegue il suo omaggio personale alla tradizione canora napoletana, sempre in compagnia con MAURO PAGANI ma stavolta con un progetto particolare e gustosissimo come spiega lo stesso Pagani:
“Ci sono stati 10 anni in cui a Napoli si scriveva americano.
Dalla seconda metà degli anni ’40 i soldati erano in città grazie alle navi dell’esercito.
C’erano locali solo per la loro musica e i musicisti napoletani ne hanno assorbito le influenze musicali, per di più da musicisti colti".
E così ecco riunita intorno a Ranieri una band con alcuni dei migliori JAZZISTI italiani, gente del calibro di Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso).
E il risultato è strepitoso, di un'eleganza raffinata, ammaliante (appunto..) tra note pop, bluesy, il fantastico swing funk di "Tu vuo fa l'americano", l'arrangiamento arabeggiante e super cool di "O sarracino" e altre perle che ritrovano vita in una veste perfettamente tessuta.
Su tutto la voce di Ranieri sempre purissima e convincente che non si cala nel ruolo di crooner ma di interprete d'eccezione.
Etichette:
Gli Insospettabili
Iscriviti a:
Post (Atom)


