Foto: 100 Club, London, 1990s © Elaine Constantine.
Dal Northern soul alla Club Culture di Alberto Folpo Zanini chiudeva il mio libro (talvolta vituperato quanto mio bestseller in assoluto) sul "Northern Soul" pubblicato da Agenzia X nel 2022.
Uno scritto interessantissimo e illuminante.
Dal punto di vista di un europeo non è semplice provare a mettere a fuoco come uno stile di musica e di ballo nato cinquant’anni fa nelle Midlands inglesi abbia dato un contributo fondamentale alla nascita della club culture come la conosciamo oggi in tutto il mondo.
Una cultura che è sempre troppo riduttivo confinare nel recinto dell’underground affibbiandole il prefisso sub, che la fa inevitabilmente apparire come qualcosa di sfuggente, di adatto solo ed esclusivamente a un pubblico di iniziati che ne conoscono le regole non scritte e ne praticano gli arcani riti su piste da ballo precluse alla società cosiddetta normale.
A supporto del tentativo vi sono tuttavia delle certezze che rendono in qualche modo più agevole l’impresa.
Una di queste è rappresentata proprio dal northern soul, fenomeno inglese nato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta che può essere considerato a tutti gli effetti la prima forma assoluta di clubbing, laddove per clubbing si intende il convergere
verso locali specializzati, a volte anche viaggiando per centinaia di chilometri, per ballare al ritmo dei dischi non commerciali passati da dj la cui reputazione si costruiva proprio sull’unicità dei brani che proponevano.
Del northern soul in musica si è detto tutto.
I dischi che venivano suonati nei suoi club di riferimento, un tempo sconosciuti e proprio per quello apprezzati e ricercati, sono oggi inseriti in guide che ne svelano ogni segreto. Anche l’iconografia laterale del fenomeno, fatta di abbigliamento comodo per ballare, patche da cucire su borse Adidas con cui portare alle serate la propria attrezzatura e amfetamine per tener duro tutta la notte sulla pista da ballo, è ormai irremovibile dall’immaginario che il solo pronunciare quelle due parole evoca.
Famosi brand di abbigliamento storicamente collegati a fenomeni come quello dei mod o degli skinhead hanno da tempo inserito nei loro cataloghi anche modelli ispirati ai vestiti che i giovani di Stoke on Trent, Wigan, Manchester e moltissime altre cittadine del cuore dell’Inghilterra indossavano per sentirsi comodi a ballare tutta la notte facendo acrobazie degne delle arti marziali più estreme.
L’atmosfera degli allnighter è fissata in centinaia di libri, scritti da autorevoli penne ma anche da semplici frequentatori, è ritratta in numerosi reportage fotografici che non lasciano più quasi nulla all’immaginazione e credo di non sbagliarmi se dico che anche la filmografia dedicata al northern soul supera abbondantemente la decine di pellicole.
Sebbene piuttosto recentemente, tutto questo ha contribuito a farne un fenomeno globale cui si deve, per forza di cose, riconoscere anche il ruolo genitoriale avuto nei confronti della più ampia club culture che ne è seguita.
Non tanto per la musica (anche se tutti i dischi che verranno prodotti e suonati successivamente in ambito dance trarranno ispirazione dal soul), che sempre si evolve in base alla tecnologia che diviene man mano disponibile col tempo, quanto per alcune dinamiche specifiche che sono nate con il northern soul e che ritroviamo pressoché invariate anche
nelle fasi successive in cui la dance culture si è evoluta.
Una di queste è la combinazione tra viaggio e sequenza di serate, per esempio.
Quasi tutta la decade dei settanta fu un lungo periodo di interregno in cui due tra i club più rappresentativi della scena, il Wigan Casino, in un paese qualche chilometro a nord ovest di Manchester, e il Blackpool Mecca, locale nell’omonima cittadina di mare sulla costa occidentale proprio di fronte all’Isola di Man, divennero meta di veri e propri pellegrinaggi che duravano per tutto il weekend.
La Highland Room del Blackpool Mecca, cui il comune non permetteva di stare aperto tutta la notte, apriva alle otto di sera del sabato e chiudeva alle due del mattino della domenica, mentre il Casino apriva alle due della domenica e andava avanti fino alle otto.
I molti giovani che si mettevano in strada per raggiungere il Blackpool Mecca trovavano poi naturale proseguire la serata al Wigan Casino.
A volte con bus organizzati, a volte con le auto dei genitori, molto spesso con mezzi di fortuna, ragazzi dello stesso paese facevano gruppo per stare fuori per l’intero fine settimana finendo così per creare uno dei primi modelli di flusso del popolo della notte.
Modello inconsapevolmente applicato anche dai futuri fan dell’house music di casa nostra, imperterriti nel seguire i propri dj partendo dalla serata del sabato e proseguendo poi con i cosiddetti after hour della domenica mattina facendo anche centinaia di chilometri per raggiungere location particolari in Slovenia, Veneto, Emilia, per poi terminare esausti la domenica sera a casa di qualcuno a fumare dell’erba con lo stereo ancora acceso e ritardare il più possibile il rientro in una normalità fatta di lavoro in fabbrica e adeguamento al sistema.
Un’altra dinamica che appare con il northern e si replica incessantemente per tutti i successivi cinquant’anni è l’utilizzo di droghe associate al ballo e a una musica uptempo.
Da una parte tutto il sottobosco di pusher che lo rendeva possibile e dall’altra le forze dell’ordine che tentavano di arginarlo nel nome della tranquillità degli abitanti di quelle piccole cittadine dormienti di provincia.
La condiscendenza dei proprietari dei locali, che si voltavano volentieri dall’altra parte pur di non rischiare di perdere l’importante giro d’affari che tutti quei ragazzi generavano, l’amico che si incaricava di procurare le sostanze per il weekend a nome di tutti perché conosceva uno spacciatore, la stazione di polizia locale che tentava di mettere il sale sulla coda a quei giovani drogati che sciamavano in paese ogni fine settimana, locali che finivano per essere chiusi a causa dell’abuso di sostanze (uno su tutti il Twisted Wheel di Machester, chiuso dopo un’aggressiva cam- pagna antidroga delle forze dell’ordine).
Tutto si ripete uguale a sé stesso nei decenni a seguire e si integra efficacemente con il modello di flusso di cui abbiamo parlato in precedenza.
Le droghe e la musica si evolvono, l’amfetamina viene sostituita da ecstasy e cocaina e la cassa in quattro dell’house perfeziona ritmicamente l’incalzare del soul di fine settanta, ma la cultura che ne sta alla base rimane invariata: spaccarsi insieme ai tuoi amici per due o tre giorni al ritmo della tua musica, ovunque sia necessario andarla ad ascoltare.
Deejay culture e dance culture.
Uno dei motivi che spingevano i soul boy a questi pellegrinaggi era da una parte la necessità di evasione e dall’altra il bisogno di identità. Giova ricordare che stiamo parlando di un’epoca di grande affanno economico per l’Inghilterra.
La crisi del petrolio, i prezzi in costante crescita e il tasso galoppante di disoccupazione col- pirono le Midlands inglesi come una mazzata.
Giovani della classe operaia che non riuscivano a intravedere un futuro, le cui famiglie spesso faticavano ad arrivare a fine mese, percepivano il fine settimana a base di musica e droga come l’occasione per abbandonare, seppure temporaneamente, un mondo in preda a problemi che non capivano e di cui non avevano alcuna colpa.
Anche se ai tempi il vero culto si sviluppava attorno al disco raro che questo o quel dj proponeva, l’essere un deejay o un bravo ballerino rappresentava una prospettiva luccicante molto
diversa dall’ambire a un posto di lavoro in una delle miniere di carbone della zona.
Cominciarono a crearsi piccole serate su base locale, di solito infrasettimanali, in cui a mettere i dischi erano ragazzi che emulavano i grandi dj sentiti nel weekend, formando le loro piccole crew locali e dando vita anche qui a un modello di micro società basata sulla musica dove ognuno ha il suo ruolo (il pusher, il dj, il ballerino ecc...) che si integra con i modelli precedenti e contribuisce a costruire la narrativa del fenomeno.
Successivamente, anche questo modello si replica invariato nel mondo della House e della dance in generale.
Dalla fine degli anni ottanta per tutti gli anni novanta non c’è un paesino o piccola cittadina italiana che non abbia la sua crew di House Heads con i suoi pusher, i suoi ballerini, i suoi dj, e spesso, grazie anche all’evoluzione tecnologica del fare musica, anche produttori che ne faranno una professione coronando quel sogno in cui la carriera artistica brillava molto di più di un impiego alle poste.
Lo stesso sogno delle loro controparti inglesi di trenta o quarant’anni prima.
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mercoledì, maggio 07, 2025
martedì, marzo 04, 2025
Bristol Northern Soul Club International
Pordenone 22.02.2025
L'amico Soulful Jules ci rendiconta la splendida serata NORTHERN SOUL che si è tenuta a Pordenone il 22 febbraio 2025.
Foto di Emma Ryan.
https://www.instagram.com/emmaryanart/
Partiamo dalla fine.
Un centinaio di soulies, disposti su tre file, sopra e sotto il palco, volti raggianti e sudati; ghigni e sorrisi.
In alto, al centro, lo striscione BRISTOL NORTHERN SOUL CLUB retto da un gruppo di ventenni inglesi.
In basso, un po’ sfasato sulla destra, il banner Keep On Pordenon con dietro un pisano, un pordenonese e un inglese. Tutto attorno, gente da mezza Italia, dal Regno Unito, dall’Austria e dalla Spagna.
Click.
Questo è quanto rimane dei duecentocinquanta appassionati che hanno trascorso il sabato a Pordenone, a pensarci pare incredibile che il sogno un po’ offuscato e confuso di qualche mese fa si sia materializzato in modo così netto, che l’azzardo di usare una sala grande come quella del Capitol sia stato ripagato da una giornata indimenticabile.
Ma come ci siamo arrivati fino a qui?
Cosa c'entra Bristol con Pordenone?
Facciamo un passo indietro.
Era ottobre quando il Capitol mi ha chiesto di organizzare un evento da loro, ero a Venezia con una comitiva di inglesi, scozzesi e spagnoli che avevo accompagnato a farsi un giro in occasione del nostro Soul Weekender a Pordenone.
Il Capitol è un ex cinema degli anni ’70 che da un po’ di tempo è diventato una sala per concerti e stand-up comedy.
Il locale è atmosferico, ha un’acustica quasi perfetta ma serve un sacco di gente per creare un ambiente caldo e garantire un clima di festa, motivo per cui i nostri party vengono di solito organizzati all’Astro, un club più piccolo e più semplice da gestire.
Mi sa che ero nei pressi di Piazzale Roma quando è arrivato il messaggio di uno dei gestori con la proposta di alcune date.
Prima di rispondergli ho temporeggiato, perché stavo andando in aeroporto a Treviso, a recuperare il cuore, l’anima e le gambe del Bristol Northern Soul Club.
In via del tutto eccezionale, Levanna, Eve e Schaeffer avevano acconsentito a organizzare un workshop di ballo per noi a Pordenone.
A dire il vero, l’evento di ottobre era praticamente sold out, non serviva nemmeno l’input del corso di ballo, anzi, a molti puristi dà pure fastidio come concetto, e in parte è una cosa che condivido.
Perché se già non è facile definire che cos’è il Northern Soul, ancora più complesso è provare a descrivere l’atmosfera di un Northern Soul Allnighter a chi non c’è mai stato o non ne ha idea.
E per quella legge non scritta delle sottoculture e delle scene musicali, certe cose non andrebbero nemmeno spiegate, o ne fai parte o stai fuori.
Vai al bar, in discoteca, in parrocchia, fai altro che io ho il mio giro e non ho bisogno di te.
Se vuoi imparare a ballare occorre varcare la soglia, addentrarsi in locali bui e maleodoranti, tirare fino all’alba in mezzo a gente losca, senza per questo aspettarti che qualcuno ti saluti o sia gentile con te, no, te lo devi guadagnare in pista il rispetto, possono volerci anche dei mesi, se non di più.
Questa è stata la norma fino a una decina di anni fa, forse ancora lo è in certi ambienti ma è abbastanza evidente che la crisi economica, culturale e sociale che sta avviluppando il nostro paese ha decimato scene, eventi e raduni che una volta potevano contare su svariate centinaia di persone e che oggi si reggono in piedi grazie agli sforzi e all’entusiasmo di pochi veterani, generalmente sopra la cinquantina.
Ricambio generazionale non se ne vede e le prospettive sono abbastanza deprimenti, motivo per cui abbiamo pensato che un workshop potesse fungere da stimolo a chi apprezza la musica ma non ha mai avuto la possibilità o il desiderio di lasciarsi andare in un club, con le luci soffuse e i bassi che ti prendono lo stomaco e ti portano in giro per la pista da ballo.
Il corso di ottobre è andato molto bene, ci ha permesso di avvicinare diverse persone della nostra zona che non avevamo mai visto e prima che i ragazzi di Bristol ripartissero, li ho portati a dare un’occhiata al Capitol, perché si rendessero conto delle potenzialità della sala.
Da lì è nata l’idea di organizzare una serata Bristol Northern Soul Club International a Pordenone, è stato definito un budget, piuttosto importante, che ci permettesse di portare in Italia una quindicina di ballerini e la macchina si è messa in moto.
Perché proprio con quelli di Bristol?
Perché sono amici e ci si capisce senza tante parole, sin dall’inizio avevamo concordato che questa cosa non la facevamo per guadagnare, nel loro gruppo ci sono alcuni tra i migliori ballerini di sempre, a livello di pubblicità la cosa avrebbe aiutato non poco.
Cinque mesi passano veloci e sabato 22 febbraio ci troviamo alle 3 del pomeriggio per il primo workshop.
L’impostazione è abbastanza naturale e organica.
Una breve introduzione sull’evoluzione degli stili di ballo dai sixties ai giorni nostri e i partecipanti iniziano a zompettare sul dancefloor, in maniera spontanea, istintiva; Levanna si sposta tra i partecipanti per mostrare alcuni step ed è tutto un fiorire di sorrisi, visi lucidi; i passi si allargano su brani come Don’t Pity Me di Joanie Sommers, Catch That Teardrop dei 5 Royales, Betty O’Brien e il rhythm & blues patinato di She’ll Be Gone, la produzione elegante di You’ve Been Cheating degli Impressions e il classico modern She’s Gone degli Hamilton Movement.
Breve pausa e stessa formula per il gruppo delle 5, che al posto del tè ha scelto il talco e il soul uptempo, oltre a qualche Campari soda.
Col fatto che il locale è in centro, l’orario di chiusura è previsto all’una per cui alle 8 precise parte il primo disco; in consolle Schaeffer, un ragazzo di ventidue anni che ha già macinato centinaia di chilometri sui dancefloor di Bristol e di mezza Europa.
Parte con dei classici sixties che scaldano la pista, il gioco di luci all’interno della sala è davvero spettacolare, il sound perfetto, manca solo la gente.
Per quanto le prevendite siano andate abbastanza bene, abbiamo bisogno di un tot di biglietti alla porta per non rimetterci, o per non rimetterci troppo.
Questa è di solito la mezz’ora più difficile per un organizzatore, un occhio rivolto al party e l’altro all’ingresso, ogni minuto interminabile, la gente arriva, va al bar a prendersi un drink e per te il mondo si muove al rallentatore, o troppo in fretta, dipende.
In questi casi sono io che mi sposto, provo a muovere un po’ le cose, un salto in consolle per un gesto di incoraggiamento al dj, un giro alla porta a controllare l’affluenza, un balletto senza tanta convinzione e così via.
Tanto non cambia nulla.
Per fortuna il pubblico inizia ad affluire, l’ambiente si scalda e la pista si riempie.
È il turno di Eve, la madre di Schaeffer e Levanna, per molti aspetti il nucleo energetico del club inglese che ogni settimana registra regolarmente il sold out alle serate di Bristol.
Eve continua con dei classici di sixties e club soul come I Can’t Change di Lorraine Chandler, New York In The Dark degli Ad Libs.
Sulle note dello strumentale Breakaway i dancer di Bristol salgono sul palco per una breve esibizione di spaccate e piroette in stile Wigan, erano anni che in Italia non si trovava una tale concentrazione di ballerini così bravi in un club.
La serata è davvero partita, adesso posso godermela e seguire il flusso.
Jorg Record Shack è un amico che gestisce un negozio di dischi a Vienna, ha una collezione incredibile e come dj non sbaglia mai un colpo, quando è il suo momento manda la pista in subbuglio con Sam Dees – Lonely For You Baby e ipnotizza tutti con Have Some Everybody dei Flaming Emeralds, un brano uptempo caratterizzato da un ritmo percussivo, uno di quegli scherzi dell’industria discografica, sembra un disco registrato a metà anni sessanta e invece è uscito nel 1977, in piena era Disco.
A seguire Levanna, una ragazza di ventisette anni che è diventata improvvisamente famosa una decina di anni fa, quando ha pubblicato un video su youtube in cui ballava sulle note di Happy di Pharrell Williams.
La clip è diventata virale al punto che lo stesso Williams ha invitato la ragazza sul palco per la premiazione dei Brit Awards del 2014.
Ho incontrato Levanna in giro per i soul weekender europei, poi, un paio di anni fa, mi ha invitato a mettere i dischi a Bristol alle loro serate e da lì ho imparato a conoscere la persona che va oltre l’immagine della pretty ballerina, ho avuto modo di apprezzare l’appassionata di musica e la promoter che solleva decine di chili di attrezzatura, che si sbatte per il soundcheck e perché ogni dettaglio sia a posto prima dell’inizio della serata, la giovane donna che si prende cura di tutti gli ospiti durante il party, in particolare di quelli che il giorno dopo non finiscono nelle foto o nei reels dei social.
Il suo è un set collaudato che coinvolge il pubblico, anche per l’uso del microfono, con cui introduce Move On Up di Curtis Mayfield, Happy dei Velvet Hammer, il brano che seguiva la canzone di Pharrell Williams nel video che l’ha lanciata.
E non ha tutti i torti quando dice che se siamo qui stasera è grazie a questa canzone, a quel clip uscito oltre un decennio fa e che ora sembra archeologia.
Probabilmente sono uno dei pochi a cogliere il significato delle sue parole ma non importa, la gente alza le mani, la segue durante Pow Wow di Manny Corchado e The Night di Frankie Valli.
È una serata speciale, non solo per noi italiani, anche gli inglesi se la stanno godendo, così come gli spagnoli e gli austriaci, la vista di centinaia di corpi che si muovono all’unisono è uno spettacolo unico, emozione e sentimento, tanto cuore, muscoli e un pizzico di cervello, quella che gli inglesi chiamano togetherness e che da noi viene tradotta come unione, coesione, connessione, integrazione, armonia e altri termini che ancora non bastano a definire lo spirito, la gioia del momento.
L’unica nota in agrodolce è l’età media dei partecipanti, a parte i ragazzi di Bristol, nessuna new entry sotto i trent’anni, giusto le figlie teenager di un appassionato di musica.
Rimane comunque la soddisfazione di avere messo in piedi un evento che rimarrà nella memoria, essere riusciti a portare per una notte il Northern Soul in centro a Pordenone, in uno dei locali più belli del Nord Est.
Speriamo di replicare il prossimo anno, se non prima.
Keepin On Pordenon!
Foto di Emma Ryan.
https://www.instagram.com/emmaryanart/
Partiamo dalla fine.
Un centinaio di soulies, disposti su tre file, sopra e sotto il palco, volti raggianti e sudati; ghigni e sorrisi.
In alto, al centro, lo striscione BRISTOL NORTHERN SOUL CLUB retto da un gruppo di ventenni inglesi.
In basso, un po’ sfasato sulla destra, il banner Keep On Pordenon con dietro un pisano, un pordenonese e un inglese. Tutto attorno, gente da mezza Italia, dal Regno Unito, dall’Austria e dalla Spagna.
Click.
Questo è quanto rimane dei duecentocinquanta appassionati che hanno trascorso il sabato a Pordenone, a pensarci pare incredibile che il sogno un po’ offuscato e confuso di qualche mese fa si sia materializzato in modo così netto, che l’azzardo di usare una sala grande come quella del Capitol sia stato ripagato da una giornata indimenticabile.
Ma come ci siamo arrivati fino a qui?
Cosa c'entra Bristol con Pordenone?
Facciamo un passo indietro.
Era ottobre quando il Capitol mi ha chiesto di organizzare un evento da loro, ero a Venezia con una comitiva di inglesi, scozzesi e spagnoli che avevo accompagnato a farsi un giro in occasione del nostro Soul Weekender a Pordenone.
Il Capitol è un ex cinema degli anni ’70 che da un po’ di tempo è diventato una sala per concerti e stand-up comedy.
Il locale è atmosferico, ha un’acustica quasi perfetta ma serve un sacco di gente per creare un ambiente caldo e garantire un clima di festa, motivo per cui i nostri party vengono di solito organizzati all’Astro, un club più piccolo e più semplice da gestire.
Mi sa che ero nei pressi di Piazzale Roma quando è arrivato il messaggio di uno dei gestori con la proposta di alcune date.
Prima di rispondergli ho temporeggiato, perché stavo andando in aeroporto a Treviso, a recuperare il cuore, l’anima e le gambe del Bristol Northern Soul Club.
In via del tutto eccezionale, Levanna, Eve e Schaeffer avevano acconsentito a organizzare un workshop di ballo per noi a Pordenone.
A dire il vero, l’evento di ottobre era praticamente sold out, non serviva nemmeno l’input del corso di ballo, anzi, a molti puristi dà pure fastidio come concetto, e in parte è una cosa che condivido.
Perché se già non è facile definire che cos’è il Northern Soul, ancora più complesso è provare a descrivere l’atmosfera di un Northern Soul Allnighter a chi non c’è mai stato o non ne ha idea.
E per quella legge non scritta delle sottoculture e delle scene musicali, certe cose non andrebbero nemmeno spiegate, o ne fai parte o stai fuori.
Vai al bar, in discoteca, in parrocchia, fai altro che io ho il mio giro e non ho bisogno di te.
Se vuoi imparare a ballare occorre varcare la soglia, addentrarsi in locali bui e maleodoranti, tirare fino all’alba in mezzo a gente losca, senza per questo aspettarti che qualcuno ti saluti o sia gentile con te, no, te lo devi guadagnare in pista il rispetto, possono volerci anche dei mesi, se non di più.
Questa è stata la norma fino a una decina di anni fa, forse ancora lo è in certi ambienti ma è abbastanza evidente che la crisi economica, culturale e sociale che sta avviluppando il nostro paese ha decimato scene, eventi e raduni che una volta potevano contare su svariate centinaia di persone e che oggi si reggono in piedi grazie agli sforzi e all’entusiasmo di pochi veterani, generalmente sopra la cinquantina.
Ricambio generazionale non se ne vede e le prospettive sono abbastanza deprimenti, motivo per cui abbiamo pensato che un workshop potesse fungere da stimolo a chi apprezza la musica ma non ha mai avuto la possibilità o il desiderio di lasciarsi andare in un club, con le luci soffuse e i bassi che ti prendono lo stomaco e ti portano in giro per la pista da ballo.
Il corso di ottobre è andato molto bene, ci ha permesso di avvicinare diverse persone della nostra zona che non avevamo mai visto e prima che i ragazzi di Bristol ripartissero, li ho portati a dare un’occhiata al Capitol, perché si rendessero conto delle potenzialità della sala.
Da lì è nata l’idea di organizzare una serata Bristol Northern Soul Club International a Pordenone, è stato definito un budget, piuttosto importante, che ci permettesse di portare in Italia una quindicina di ballerini e la macchina si è messa in moto.
Perché proprio con quelli di Bristol?
Perché sono amici e ci si capisce senza tante parole, sin dall’inizio avevamo concordato che questa cosa non la facevamo per guadagnare, nel loro gruppo ci sono alcuni tra i migliori ballerini di sempre, a livello di pubblicità la cosa avrebbe aiutato non poco.
Cinque mesi passano veloci e sabato 22 febbraio ci troviamo alle 3 del pomeriggio per il primo workshop.
L’impostazione è abbastanza naturale e organica.
Una breve introduzione sull’evoluzione degli stili di ballo dai sixties ai giorni nostri e i partecipanti iniziano a zompettare sul dancefloor, in maniera spontanea, istintiva; Levanna si sposta tra i partecipanti per mostrare alcuni step ed è tutto un fiorire di sorrisi, visi lucidi; i passi si allargano su brani come Don’t Pity Me di Joanie Sommers, Catch That Teardrop dei 5 Royales, Betty O’Brien e il rhythm & blues patinato di She’ll Be Gone, la produzione elegante di You’ve Been Cheating degli Impressions e il classico modern She’s Gone degli Hamilton Movement.
Breve pausa e stessa formula per il gruppo delle 5, che al posto del tè ha scelto il talco e il soul uptempo, oltre a qualche Campari soda.
Col fatto che il locale è in centro, l’orario di chiusura è previsto all’una per cui alle 8 precise parte il primo disco; in consolle Schaeffer, un ragazzo di ventidue anni che ha già macinato centinaia di chilometri sui dancefloor di Bristol e di mezza Europa.
Parte con dei classici sixties che scaldano la pista, il gioco di luci all’interno della sala è davvero spettacolare, il sound perfetto, manca solo la gente.
Per quanto le prevendite siano andate abbastanza bene, abbiamo bisogno di un tot di biglietti alla porta per non rimetterci, o per non rimetterci troppo.
Questa è di solito la mezz’ora più difficile per un organizzatore, un occhio rivolto al party e l’altro all’ingresso, ogni minuto interminabile, la gente arriva, va al bar a prendersi un drink e per te il mondo si muove al rallentatore, o troppo in fretta, dipende.
In questi casi sono io che mi sposto, provo a muovere un po’ le cose, un salto in consolle per un gesto di incoraggiamento al dj, un giro alla porta a controllare l’affluenza, un balletto senza tanta convinzione e così via.
Tanto non cambia nulla.
Per fortuna il pubblico inizia ad affluire, l’ambiente si scalda e la pista si riempie.
È il turno di Eve, la madre di Schaeffer e Levanna, per molti aspetti il nucleo energetico del club inglese che ogni settimana registra regolarmente il sold out alle serate di Bristol.
Eve continua con dei classici di sixties e club soul come I Can’t Change di Lorraine Chandler, New York In The Dark degli Ad Libs.
Sulle note dello strumentale Breakaway i dancer di Bristol salgono sul palco per una breve esibizione di spaccate e piroette in stile Wigan, erano anni che in Italia non si trovava una tale concentrazione di ballerini così bravi in un club.
La serata è davvero partita, adesso posso godermela e seguire il flusso.
Jorg Record Shack è un amico che gestisce un negozio di dischi a Vienna, ha una collezione incredibile e come dj non sbaglia mai un colpo, quando è il suo momento manda la pista in subbuglio con Sam Dees – Lonely For You Baby e ipnotizza tutti con Have Some Everybody dei Flaming Emeralds, un brano uptempo caratterizzato da un ritmo percussivo, uno di quegli scherzi dell’industria discografica, sembra un disco registrato a metà anni sessanta e invece è uscito nel 1977, in piena era Disco.
A seguire Levanna, una ragazza di ventisette anni che è diventata improvvisamente famosa una decina di anni fa, quando ha pubblicato un video su youtube in cui ballava sulle note di Happy di Pharrell Williams.
La clip è diventata virale al punto che lo stesso Williams ha invitato la ragazza sul palco per la premiazione dei Brit Awards del 2014.
Ho incontrato Levanna in giro per i soul weekender europei, poi, un paio di anni fa, mi ha invitato a mettere i dischi a Bristol alle loro serate e da lì ho imparato a conoscere la persona che va oltre l’immagine della pretty ballerina, ho avuto modo di apprezzare l’appassionata di musica e la promoter che solleva decine di chili di attrezzatura, che si sbatte per il soundcheck e perché ogni dettaglio sia a posto prima dell’inizio della serata, la giovane donna che si prende cura di tutti gli ospiti durante il party, in particolare di quelli che il giorno dopo non finiscono nelle foto o nei reels dei social.
Il suo è un set collaudato che coinvolge il pubblico, anche per l’uso del microfono, con cui introduce Move On Up di Curtis Mayfield, Happy dei Velvet Hammer, il brano che seguiva la canzone di Pharrell Williams nel video che l’ha lanciata.
E non ha tutti i torti quando dice che se siamo qui stasera è grazie a questa canzone, a quel clip uscito oltre un decennio fa e che ora sembra archeologia.
Probabilmente sono uno dei pochi a cogliere il significato delle sue parole ma non importa, la gente alza le mani, la segue durante Pow Wow di Manny Corchado e The Night di Frankie Valli.
È una serata speciale, non solo per noi italiani, anche gli inglesi se la stanno godendo, così come gli spagnoli e gli austriaci, la vista di centinaia di corpi che si muovono all’unisono è uno spettacolo unico, emozione e sentimento, tanto cuore, muscoli e un pizzico di cervello, quella che gli inglesi chiamano togetherness e che da noi viene tradotta come unione, coesione, connessione, integrazione, armonia e altri termini che ancora non bastano a definire lo spirito, la gioia del momento.
L’unica nota in agrodolce è l’età media dei partecipanti, a parte i ragazzi di Bristol, nessuna new entry sotto i trent’anni, giusto le figlie teenager di un appassionato di musica.
Rimane comunque la soddisfazione di avere messo in piedi un evento che rimarrà nella memoria, essere riusciti a portare per una notte il Northern Soul in centro a Pordenone, in uno dei locali più belli del Nord Est.
Speriamo di replicare il prossimo anno, se non prima.
Keepin On Pordenon!
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domenica, giugno 11, 2023
Premio CartaCanta e Northern Soul
Premio “CartaCanta” per il miglior libro musicale italiano.
Annunciata la cinquina dei finalisti:
I cinque libri tra i quali verrà scelto il destinatario del Premio 2023 sono quest'anno:
** 1977. Don't call it punk di Matteo Torcinovich (Goodfellas)
** Colle der Fomento: solo amore di Fabio Piccolino (Minimum Fax)
** Freewheelin' in Rome di Francesco Donadio (Arcana Edizioni)
** Northern Soul di Antonio Bacciocchi (Agenzia X)
** Sapessi com'è strano di Memo Remigi (Sperling & Kupfer)
Nel nuovo numero di Classic Rock Italia intervisto Andrea Ra (e ne recensisco l'ottimo album) oltre alle reces di "Wide open light" di Ben Harper, "Pagan blues" di Elli de Mon, "The singles 1980-1989" dei Bad Manners e dei libri "Stranglers" di Stefano Gilardino e "The Roxy London WC2" di Paul Marko.
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venerdì, giugno 02, 2023
Northern Soul
Si è chiuso in Sicilia, dopo una trentina di date in una decina di regioni, il tour di presentazione del libro "Northern Soul" edito da Agenzia X.
Una lunga serie di incontri sempre corroborati da un'ottima partecipazione di pubblico.
L'intento del libro era ed è quello di divulgare una realtà poco conosciuta, attraverso la storia della scena musicale, dagli albori ad oggi, senza alcuna pretesa di esaustività, lasciando che la complessità di quella italiana fosse descritta da persone molto più competenti e "informate sui fatti" (a cui ho lasciato la parola) del sottoscritto.
Le vendite sono andate molto bene, largamente e inaspettatamente superiori al preventivato, il libro è più volte arrivato ai vertici dei più venduti su varie piattaforme nelle sezioni apposite, è stato più volte ristampato e continua a muoversi dignitosamente.
Ringrazio tutti e tutte coloro che sono intervenuti/e e hanno lavorato all'organizzazione degli eventi.
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domenica, maggio 21, 2023
Sabato 27 maggio 2023 all’Open Space Theater, Agrigento
𝗘𝗟𝗟𝗘𝗡𝗜𝗖 𝗕𝗢𝗢𝗞𝗦 ✦ "NORTHERN SOUL"
𝗘𝗟𝗟𝗘𝗡𝗜𝗖 𝗕𝗢𝗢𝗞𝗦 ✦ "NORTHERN SOUL" con l'autore Antonio Bacciocchi
Sabato 27 maggio 2023
ore 21.00 all’OpenSpace Theater (Via Empedocle 159, Agrigento).
Terzo e ultimo appuntamento stagionale con ELLENIC BOOKS, la rassegna di editoria musicale del Festival che ci ha accompagnato durante tutto l’inverno per inoltrarci gradualmente nella straordinaria due giorni di agosto ormai sempre più vicina.
https://www.facebook.com/events/624781579558126
Sabato 27 maggio 2023
ore 21.00 all’OpenSpace Theater (Via Empedocle 159, Agrigento).
Terzo e ultimo appuntamento stagionale con ELLENIC BOOKS, la rassegna di editoria musicale del Festival che ci ha accompagnato durante tutto l’inverno per inoltrarci gradualmente nella straordinaria due giorni di agosto ormai sempre più vicina.
https://www.facebook.com/events/624781579558126
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Northern Soul
sabato, maggio 13, 2023
Northern Soul a Radio Popolare
Giovedì 18 maggio alle 21 all'Auditorium Demetrio Stratos di RADIO POPOLARE in via Ollearo 5 a Milano, presentazione di "Northern Soul" con concerto dei MADS nella trasmissione "Live Pop!".
Ascolto in diretta streaming qui: https://www.radiopopolare.it/
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sabato, marzo 25, 2023
Northern Soul & Not Moving LTD
Si riparte con i Not Moving LTD, stasera a Sestri Ponente (Genova), "Ostaia Do neu", ore 20.30, in una data anomala e particolare.
Altre date (in progress) qui:
Venerdì 7 aprile: Cesena “ Big Barrè”
Lunedì 24 aprile: Castelnuovo (Piacenza) “Kelly’s”
Mercoledì 5 luglio: Ravenna
Sabato 8 luglio: Roma “Forte Prenestino”
Sabato 5 agosto: Cagliari DA CONFERMARE
Venerdì 15 settembre : Bologna “Frida”
Sabato 16 settembre: Lonate Ceppino (VA) “Black Inside”
Venerdì 13 ottobre: La Spezia “Shake”
Sabato 14 ottobre : Como "Joshua"
Con "NORTHERN SOUL" domenica qui a Castelnuovo di Borgonovo (Piacenza) ore 21 al "Kelly's"
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venerdì, marzo 10, 2023
Northern Soul a Torino
Domani alle 18 al Jazz Club di Torino nuova presentazione di "Northern Soul".
Modera e domanda Oscar Giammarinaro.
Ingresso libero.
v https://www.facebook.com/events/1691176904729644
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sabato, febbraio 18, 2023
Presentazioni Northern Soul
Presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Brescia ore 19
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Brescia ore 19
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
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sabato, febbraio 11, 2023
Northern Soul Presentazioni
Presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Brescia ore 19
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Brescia ore 19
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
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sabato, febbraio 04, 2023
Northern Soul - Presentazioni
Presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 4 febbraio
Fucecchio (FI) "La Limonaia" Parco Corsini ore 21
https://www.facebook.com/HangOnNight
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
venerdì 3 marzo
Faenza "Clandestino" via Baccarini 21 ore 21
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 4 febbraio
Fucecchio (FI) "La Limonaia" Parco Corsini ore 21
https://www.facebook.com/HangOnNight
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
venerdì 3 marzo
Faenza "Clandestino" via Baccarini 21 ore 21
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
domenica 26 marzo
Castelnuvo di Borgonovo (PC) "Kelly's" ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
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sabato, gennaio 28, 2023
Northern Soul - presentazioni
Ricominciano a breve le presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 28 gennaio
Ferrara "Blackstar" via Ravenna 104 ore 21
https://www.facebook.com/events/549588433342147
sabato 4 febbraio
Fucecchio (FI) "La Limonaia" Parco Corsini ore 21
https://www.facebook.com/HangOnNight
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
https://www.facebook.com/events/738050037587507
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Faenza "Clandestino" via Baccarini 21 ore 21
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Lido Adriano (RA) "Cisim" viale Parini 48 ore 21
sabato 1 aprile
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
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domenica, gennaio 22, 2023
Northern Soul - Presentazioni
Ricominciano a breve le presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 28 gennaio
Ferrara "Blackstar" via Ravenna 104 ore 21
https://www.facebook.com/events/549588433342147
sabato 4 febbraio
Fucecchio (FI) "La Limonaia" Parco Corsini ore 21
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
sabato 18 febbraio:
Milano "Reverend" via Zuretti 9 ore 19
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Faenza "Clandestino" via Baccarini 21 ore 21
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
venerdì 24 marzo
Parma "The Clebbino" Borgo Cocconi 3/B ore 21
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domenica, gennaio 15, 2023
Northern Soul - Presentazioni
Ricominciano a breve le presentazioni del libro "NORTHERN SOUL" edito da Agenzia X.
Prossimi appuntamenti fino a marzo:
sabato 28 gennaio
Ferrara "Blackstar" via Ravenna 104 ore 21
https://www.facebook.com/events/549588433342147
sabato 4 febbraio
Fucecchio (FI) "La Limonaia" Parco Corsini ore 21
sabato 11 febbraio
Imperia "Tuttomusica" Piazza Unità Nazionale 1 ore 17
venerdì 24 febbraio
Bologna "Hellnation Store" ore 18, via dell'Artigiano 17b presentazione di "Soul"
Bologna "Buccia via Fratelli Rosselli 10 presentazione di "Northern Soul"
sabato 4 marzo
Faenza "Clandestino" via Baccarini 21 ore 21
domenica 12 marzo
Torino "Jazz Club" via Valdo Fusi ore 18
sabato 18 marzo
Viareggio "Vegas" Viale Europa ore 21
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giovedì, dicembre 08, 2022
Not Moving LTD e Northern Soul
Con i NOT MOVING LTD chiudiamo un felice 2022 con l'album "Love Beat" eletto miglior album italiano nella categoria "Classic" e secondo in assoluto dalla rivista "Blow Up" e al 38° posto in assoluto e quinto tra gli italiani su "Rumore".
E con un concerto il 16 dicembre al "Cox 18" di Milano : https://www.agenziax.it/evento/slam-x-2022?fbclid=IwAR0FZTdKnEayc8xu5f-bJT8jOk63vfTbN9_zorcNzoN-OtFbMP8YFm4c4oE
Apriremo il 2023 a Savona al "Raindogs": https://www.facebook.com/events/1347561196018788
Il libro Northern Soul edito da Agenzia X sarà presentato ad Ales (Oristano) alla Casa Natale Antonio Gramsci alle 17.30 di sabato 10 dicembre, sabato 17 dicembre al Centro Sociale Gattaglio di Reggio Emilia alle 18.00, domenica 18 dicembre a Lodi al "Bar Zaghi" alle 18.
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sabato, novembre 19, 2022
Soul Food
Domani, domenica 20 novembre, alle 14 sarò qui:
https://www.facebook.com/events/1069085500454578
Venerdì prossimo invece all'Hard Rock Café di Milano in via Dante 5 nella MILANO MUSIC WEEK, alle 19.
“Storia di una Pantera” è il glorioso seguito di Funk Investigators.
Ritroverete alcuni personaggi del primo libro mentre tentano di riannodare i fili di una storia che si svolge in due parti, Il 1969 e il 2021, tra sbirri corrotti, attivisti per i diritti civili, banditi di strada e servizi segreti di nazioni lontane sulle note del soul e del funk che hanno scatenato quella passione e quell’unico amore che ci portiamo dietro da sempre. E’ anche un buon libro da ragalare a natale e verrà spedito immediatamente, in modo da finire sotto l’albero per tempo.
Ce ne sono 150 copie per ciascuna edizione, di cui la metà già prenotate e in spedizione nei prossimi giorni. Lo trovate qui:
Ed. Italiana 👉🏻 https://bit.ly/Storia_di_Una_Pantera_IT
Ed. Inglese 👉🏻 https://bit.ly/A_Panthers_Story_UK
Ne ho parlato qui:
https://tonyface.blogspot.com/2022/09/alberto-zanini-storia-di-una-pantera.html
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giovedì, novembre 17, 2022
Frank Wilson - Do I love you (Indeed I do)
Brano recentemente riportato al successo dalla versione di Bruce Springsteen nel nuovo album, fu registrato originariamente come demo nel 1965 dal cantante, scrittore e produttore della Motown Records, Frank Wilson.
Che decise successivamente di dedicarsi solo sulla scrittura di canzoni e sul lavoro di produzione.
"Sono andato a Detroit, eravamo nel backstage del Fox Theater, dove stavano tenendo una Motown Revue, e Berry Gordy mi ha detto: ‘Frank, ora sai che mi sto preparando a pubblicare questo tuo disco. Ne siamo entusiasti. Ma voglio farti una domanda. Vuoi davvero essere un artista o vuoi essere un compositore e un produttore?'.
Ed è stato proprio allora e lì gli ho detto che volevo essere uno compositore e un produttore.
Ed è stato deciso che non avrebbe pubblicato quel disco”.
Il boss della Motown Berry Gordy distrusse così tutte le (circa 250) copie stampate del vinile (pare fosse anche poco convinto della resa vocale del brano).
Ne rimasero però due copie (ma c'è chi ritiene siano cinque), una delle quali arrivò nel nord dell'Inghilterra negli anni '70, diventando un successo nella scena Northern Soul dell'epoca, inizialmente bootlegata dall'originale da Simon Soussan e proposto con il nome di Eddie Foster.
Una pare sia rimasta nelle mani di Berry Gordy, l'altra fu ritrovata a Detroit, ottenuta da uno degli stampatori della Motown e venduta a un negoziante di dischi canadese.
Nel brano suonano eccellenze come Billy Strange, Glen Campbell, Hal Blaine, Al De Lory, Carol Kaye, Tommy Tedesco.
L'intera storia, più complessa e articolata è raccontata nei dettagli qui: https://www.soul-source.co.uk/articles/soul-articles/frank-wilson-the-story-of-do-i-love-you-indeed-i-do-r2565/
Nel 1997, il DJ scozzese e collezionista di dischi Kenny Burrell acquistò una delle copie per un prezzo record di 15.000 sterline rivendendolo dodici anni dopo a un acquirente anonimo per 25.742.
Il 45 giri è stato poi ristampato nel 1979 e nel 2004, comparendo regolarmente nelle classiche compilation Northern Soul.
Wilson ha continuato a ottenere un successo significativo scrivendo successi per le Supremes ("Love Child", "Stoned Love") e i Temptations ("All I Need").
Diventò poi un ministro della chiesa cristiana, occupandosi anche della produzione di musica gospel.
E' deceduto per complicanze da infezione polmonare il 27 settembre 2012 all'età di 71 anni.
Frank Wilson si è sempre rifiutato di eseguire il brano con un'unica eccezione, nel 2000 a Fleetwood e davanti a una telecamera a casa sua a Los Angeles per il DJ Ian Levine che ne ha ricavato un video:
https://www.youtube.com/watch?v=zkpenzFNbpk
Oltre alla versione di Springsteen (https://www.youtube.com/watch?v=O0jBwk71Qcw) e a quelle di numerose band di Northern Soul, è ottima quella della mod band Secret Affair pubblicata su 45 giri nel 2016 (https://www.youtube.com/watch?v=X84TrO-gi00).
“Music has always been part of my life. In 1960, I lost my athletic scholarship after participating in the civil rights sit-in demonstrations in Baton Rouge, Louisiana, and thought I had sacrificed my big chance to escape an ordinary existence. I was given a ticket to Los Angeles by the Congress Of Racial Equality. Yet when I arrived there, I never imagined, ‘This is the place where my dreams will be fulfilled.’
I now know each step was directed; meeting Hal Davis, Marc Gordon, Brenda Holloway and Berry Gordy Jr. Interestingly, when I went into the studio to record 'Do I Love You' it was just another day at work.
I was excited to be in the studio doing anything and getting paid to do it, but I have learned that God moves in mysterious ways. That one day at work spent recording ‘Do I Love You’ essentially as a demo, was soon forgotten, and yet, it turned out to be a life changing experience.
I am proud of what I did and humbled by the affection shown to me by so many people from all over the world.”
Frank Wilson
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sabato, novembre 12, 2022
Presentazioni libro Northern Soul
Ripartono le presentazioni del libro "Northern Soul" (che sta avendo un inatteso successo).
Giovedì 17 novembre: Mezzago (MI) “Bloom” ore 21
https://www.facebook.com/events/1226024898129579
Domenica 20 novembre: Pedersano (TN) “Bar Sport 1960” ore 14
https://www.facebook.com/events/1069085500454578
Venerdì 25 novembre: Milano "Milano Music Week" - "Hard Rock Cafè" ore 19
Sabato 26 novembre: Genova “La Claque” ore 19
Mercoledì 7 dicembre: Piacenza "Circolo Belleri"
Sabato 10 dicembre: Ales (Oristano) “Centro Gramsci”
Sabato 17 dicembre: Reggio Emilia “Centro sociale Gatto Azzurro”
Domenica 18 dicembre: Lodi “BarZaghi”
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