E’ sempre molto affascinante addentrarsi in quegli album anomali nella carriera di un musicista, che a un certo punto decide di uscire dai consueti binari artistici, per abbracciare ambiti sonori che l’ascoltatore non si sarebbe mai immaginato potesse frequentare.
Il più delle volte disorientano i fan, soprattutto li allontanano. Per fare uno degli esempi più classici, quando nel 1980 i Clash incisero il monumentale triplo album Sandinista!, infarcendolo di funk, disco, rap, folk, dub, swing, rockabilly e tanto altro, lo sconcerto fu unanime (pur se London Calling aveva già dato chiare avvisaglie).
Ancora oggi se ne discute.
Alla fine degli anni Sessanta il nuovo trend psichedelico contaminò pesantemente anche la soul music.
La strada fu aperta da Jimi Hendrix e, soprattutto, Sly and the Family Stone, a cui si accodarono, per citare i più noti, Temptations, Chamber Brothers, i meno noti The Equals, i War con Eric Burdon, Undisputed Truth, 5Th Dimension, perfino le Supremes di Diana Ross in Love Child e Stoned Love. Un discorso proseguito poi in ambito funk dalle due creature gemelle di George Clinton, Funkadelic e Parliament, da Betty Davis e perfino dagli esordienti Earth Wind and Fire nell’omonimo esordio e nel secondo album The Need of Love del 1971 (d’altronde la loro precedente incarnazione, The Salty Peppers, aveva lasciato nel 1969 due ottimi 45 giri in pieno trip psychedelic soul).
Più difficile pensare a un Chubby Checker psichedelico.
Diventato famoso nei primissimi anni Sessanta come uno dei più autorevoli esponenti del twist, grazie all’irresistibile ritmo di The Twist, Let’s Do the Twist Again e brani di altrettanto successo, anche se meno conosciuti in Europa, come Pony Time e Limbo Rock, che andavano dritti nelle classifiche ai primi posti.
Il sound era sempre impostato sui classici ritmi del twist, lui appariva in televisione ballandolo alla perfezione, voce potente, estetica elegante e pulita. Se da una parte gli diede grande popolarità, dall’altra diventò una gabbia.
"The Twist" mi ha davvero rovinato la vita. Stavo per diventare un famoso artista da night club ma"The Twist" ha spazzato via tutto. La situazione è degenerata. Nessuno ha più creduto che io avessi talento.
L’arrivo di Beatles e relativa British Invasion, il mondo musicale che cambiò radicalmente, lo cancellò dalle classifiche. Lui continuò a portare in giro in America ed Europa il vecchio cliché twist anche se provò una nuova strada nel 1965 con Folk Album, tra country, gospel e un po’ di Elvis e nel 1969 con una buona cover rhythm and blues/soul di Back in the USSR dei Beatles ma senza riuscire a tornare ai vertici.
Inaspettatamente, agli inizi del 1970, entra in studio a New York con la sua band The Ship, con cui suonò per qualche mese in città, Canada e Florida, aprendo alcune date addirittura per gli incendiari Stooges di Iggy Pop.
Larry Marshak della rivista “Rock” andò a un suo concerto nel leggendario “Ungano” a New York e cercò di avvicinarlo:
Ha rinnegato il suo passato a tal punto che quasi mi ha preso a pugni nel backstage quando gli ho suggerito di fare "The Twist" durante il suo set. Lo trovo un tipo assolutamente insopportabile fuori dal palco.
E’ una fase nuova.
Checker abbraccia le nuove atmosfere in circolazione (ai tempi non ha ancora compiuto trent’anni, nonostante sia considerato alla stregua di un vecchio esponente di una musica di una manciata di anni prima ma che sembra risalire al secolo precedente).
Il batterista Dave Donen lo vede in concerto a New York e rimane stupefatto:
All'epoca suonavo con gente come Slim Harpo e Chuck Berry e conoscevo il proprietario dell'Ungano, quindi entravo gratis ogni fine settimana per vedere nuove band come i Free e i Fleetwood Mac. Quando ho saputo che Chubby sarebbe stato lì ci sono andato, pensando che mi sarei divertito. Ho trovato un Chubby molto diverso da quanto mi aspettassi.
Indossava una camicia e pantaloni psichedelici, sciarpe colorate e una fascia nei capelli, suonava musica heavy fragorosamente pesante, un po' di psichedelia stereotipata e, sì, non ha suonato 'The Twist', nonostante il pubblico continuasse a chiederla. Ironia della sorte, quattro anni dopo ho fatto un'audizione e sono andato in tour con la sua band per sei mesi. La scaletta era tutta composta da vecchi successi rock 'n' roll, senza traccia di psichedelia o fasce nei capelli.
Chubby Checker incide un nuovo album che diventa presto un oggetto mitico, di culto e misterioso.
Chequered! viene realizzato nel 1971 ma non trova nessuna etichetta disposta a pubblicarlo in America.
Il suo manager è Ed Chalpin, un mezzo squalo che ebbe un lungo contenzioso con Jimi Hendrix, in virtù di un contratto firmato quando il chitarrista era ancora con Curtis Knight, con cui registrò alcuni nastri. Materiale più volte stampato da Chalpin che pubblicò anche un album di Hendrix (utilizzando solo la sua chitarra ritmica su cui fece sovra incidere assoli nello stile di Jimi, con una band di accompagnamento).
L’album esce solo in Inghilterra, Spagna e Germania (pubblicato come The Other Side Of), vende pochissimo e sarà più volte ristampato, sia come bootleg o in versione ufficiale con titoli diversi, da New Revelation a Chubby Checker Goes to Psychedelic! a Slow Twistin’.
L’autore rinnega da subito il suo lavoro, si rifiuterà per sempre di parlarne nelle interviste (minacciando chi osa fare domande al proposito), non ne suonerà mai più un brano dal vivo. Il disco scompare senza lasciare tracce.
Perfino un appassionato come Lenny Kaye (chitarrista del Patti Smith Group ma anche profondo cultore di band garage rock psichedeliche degli anni Sessanta che raccolse nel mitico doppio album Nuggets), se lo lasciò sfuggire:
Non sapevo nemmeno che esistesse, pur lavorando in un negozio di dischi e scrivendo di musica, all'epoca della sua uscita. È un album strano, quasi come se Chubby fosse entrato in un universo alternativo e si fosse trasformato in un credibile cantante soul con sfumature alla Curtis Mayfield e Baby Huey, sfuggendo alla caricatura di coreografo di danza. Ricrea il paesaggio sonoro quasi psichedelico della fine degli anni Sessanta ma è stato trascurato al punto da diventare invisibile.
Paradossalmente non è corretto parlare di psichedelia, che entra solo occasionalmente nelle undici canzoni, ma più specificatamente di un rock blues, spesso molto potente, che può ricordare i primi album di Joe Cocker, Richie Havens, addirittura i Cream o i War di Eric Burdon. Basti ascoltare l’infuocata Love Tunnel o l’Hendrixiana Stoned in the Bathroom, con un organo Hammond in primo piano e un distorto solo di chitarra blues. Ci sono anche No Need To Get So Heavy, che potremmo trovare nel primo album dei Traffic e la funerea He Died, che parla della crocifissione di Cristo.
La band suona benissimo, con precisione, grande tecnica ed elevata espressività, la voce di Checker è adattissima al genere, intensa, “nera”.
L’album non è un capolavoro ma si allinea con molta della produzione dei tempi e lascia il rimpianto che il musicista non abbia voluto proseguire e insistere su questa linea, che avrebbe potuto regalarci ulteriori soddisfazioni.
E' stato ristampato dalla Sunbeam Records nel 2012 ed è ora più facilmente reperibile. Chubby Checker ha proseguito la sua carriera provando sempre ad accostarsi al nuovo che avanzava, prima con qualche brano in chiave discomusic, poi nel 1988 in una versione di The Twist in chiave rap con i Fat Boys (che ebbe un buon riscontro in Gran Bretagna) e ancora con Knock Down The Walls nel 2008, arrivato in alto nelle chart dance in UK.
Nel 2013 fece causa alla HP per un’applicazione che utilizzava il nome Checker per stimare le dimensioni del pene a partire dalla misura delle scarpe (…).
Nel 2025 è entrato nella Rock n Roll Hall Of Fame.
mercoledì, settembre 23, 2026
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