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domenica, febbraio 06, 2022

Il Cabaret de L'Enfer, il Cabaret du Néant, il Cabaret du Ciel


Dalla fine dell'Ottocento fino al 1950, ai piedi di Montmartre, a Parigi, sorgevano tre particolarissimi locali, tutti in a Boulevard de Clichy, tra i primissimi "a tema".

Il CABARET DE L'ENFER aveva all'entrata un portiere, vestito da diavolo, che accoglieva i visitatori dicendo loro "Entrate e siate dannati!", prima di accomodarsi nel locale attravero la monumentale bocca del Leviatano, divoratore dei dannati.
La facciata era decorata con figure con diversi nudi femminili divorati dalle fiamme infernali.
Vi si trovavano spesso i Surrealisti, guidati da Andrè Breton.

Al CABARET DU NEANT (il Cabaret del Nulla) i camerieri erano vestiti da becchini e da scheletri.
Vi si tenevano anche spettacoli di magia che spesso coinvolgevano anche il pubblico.
Le decorazioni interne rappresentavano scheletri e ossa umane.

Al CABARET DU CIEL si veniva accolti da musica di arpa e da un maestro delle cerimonie vestito da sacerdote che illustrava i vari spettacoli a tema ultraterreno.
Si beveva la "birra degli angeli" e si assisteva alla messa in scena di episodi della Divina Commedia.

Vennero chiusi e demoliti nel 1950 per fare posto a un supermercato Monoprix.

domenica, gennaio 23, 2022

Il lago d'Aral


Prosegue la rubrica I luoghi che non rivedremo più.
Qui le puntate precedenti: https://tonyface.blogspot.com/search/label/I%20luoghi%20che%20non%20rivedremo%20pi%C3%B9

Il quarto lago più esteso della Terra, profondità massima di 42 metri, situato tra Uzbekistan e Kazakistan, nel giro di 60 anni, dal 1960 ad oggi, si è ridotto del 90%, mentre la sua superficie è passata da 68.000 km² ai circa 20.000 km² attuali.

Negli anni Sessanta l'Unione Sovietica deviò i due fiumi immissari del lago d'Aral per favorire la coltivazione intensiva di cotone nelle zone circostanti, provocando il progressivo ritiro delle acque, lasciando un deserto di sabbia, sale e carcasse di navi abbandonate.
Le piantagioni furono anche inonadate di grandi quantità di diserbanti chimici, contaminando terre e le acque rimanenti.

Quando si alza il vento si creano nubi tossiche con gravi problemi respiratori alle popolazioni che vivono intorno al lago.
La mancanza di umidità ha distrutto l'equilibrio termico della zona causando temperature che vanno da un minimo di -35°C in inverno fino a un massimo di 50°C in estate.

Con la costruzione nel 2005 della diga di Korakal, in Kazakistan, il livello del lago si è così alzato di nuovo, passando da 30 a 38 metri, ripristinando la salinità naturale e la reintroduzione di specie ittiche

domenica, dicembre 12, 2021

Lago del Fucino



Il lago del Fucino (provincia de L'Aquila) era il terzo lago in Italia per estensione, dopo il Lago di Garda e il Maggiore, con 155 km quadrati e una profondità massima di 22 metri.

Già gli antichi Romani (con gli imperatori Giulio Cesare, Augusto e Claudio) ne progettarono il prosciugamento (attraverso un mastodontico cunicolo nel monte Salviano), verso il 50 d.c. per ricavare terra coltivabile ma con scarso e breve successo.
Durante l'inaugurazione dell'apparato per il prosciugamento Claudio organizza una battaglia navale con 19.000 schiavi che si battono e perdono la vita, tingendo le acque di rosso.

Il progressivo ritirarsi delle acque creerà un ambiente più salubre e terre feconde ed eliminerà inondazioni e paludi.

La caduta dell'Impero Romano causerà l'abbandono della manutenzione e in poco tempo i canali per incanalre le acque si ostruiranno e il lago tornerà a riempirsi.

Solo nella seconda metà del 1.800 il Principe Torlonia riuscì nell'intento, anche se ci vollero 25 anni per prosciugarlo definitivamente.
Il 1° ottobre 1878 il lago Fucino viene dichiarato ufficialmente prosciugato.

Portando alla luce 16.507 ettari di terreno, sul quale furono costruite strade per attraversarlo e costeggiarlo. 2500 ettari vennero concessi agli abitanti del luogo, la restante parte andò a Torlonia.
Dopo lunghe lotte contadine nel 1951 vennero espropriate le terre a Torlonia e nel 1953 il governo emanò una riforma agraria.

domenica, dicembre 05, 2021

Uwe Jaentsch e Palermo


Uwe Jaentsch è un artista austriaco che ha vissuto a lungo (15 anni, con la compagna Costanza Lanza di Scalea) a Palermo nel cuore storico del mercato della Vucciria, trasformando il palazzo fatiscente in cui si era sistemato, Palazzo Mazzarino Merlo, in casa museo, dopo aver scritto sulla facciata "Uwe ti ama".

Nel 2017, una cordata di imprenditori affidò a uno studio di architettura un intervento di recupero della piazza e, in particolare, dei tre palazzi monumentali che vi si affacciano tra cui Palazzo Mazzarino.
Uwe è stato sfrattato e le sue opere progressivamente smantellate.

Gli spazi venduti come unità abitative, compreso lo studio all’ultimo piano di Jaentsch, che è stato diviso in tre appartamenti.

domenica, novembre 28, 2021

Anfiteatro Romano di Piacenza


PIACENZA con il nome di Placentia fu fondata dai Romani nel 218 a.c.
Divenne importante centro commerciale sulla via Emilia oltre che porto fluviale, sorgendo sulle sponde del Po.

A pochi passi dal centro nel 1981 la Soprintendenza archeologica dell’Emilia-Romagna, individua parti delle mura romane e di un grande edificio che deve ritenersi il teatro (o anfiteatro).
Quasi sicuramente con la rara caratteristica di avere gli spalti in legno e le fondamenta in pietra.
La Soprintendente Mirella Marini Calvani la ritiene ‘una scoperta di eccezionale importanza‘.

Nonostante ciò i resti vengono coperti e costruito un palazzo dell'ENEL.
Dopo vari passaggi di proprietà e l'abbattimento del vecchio edificio nel luglio 2014 la giunta comunale dell’amministrazione guidata dal Pd approva un ‘aggiornamento’ del Piano di recupero, con permesso di costruire di nuovo in loco.

Per giustificarsi nei confronti delle numerose proteste di associazioni e cittadini escono varie dichiarazioni che parlano di pochi resti poco significativi.
Smentiti da vecchie foto che testimoniano ben altro e dal Soprintendente regionale Marco Edoardo Minoia:
“La decisione di coprire il reperto con un solettone cementizio … era stata dettata unicamente da ragioni di convenienza economica, non certo da considerazioni sulla qualità dei reperti”.

Manlio Lilli archeologo impegnato nella tutela e valorizzazione del Patrimonio culturale italiano:
“A Piacenza il centro storico insiste sull’antica città romana, sulla quale ci sono studi passati e recenti. I resti erano stati individuati negli anni ‘80 da indagini preliminari dalla Sovrintendenza. Oltre alla cinta muraria, all’esterno di questa, era stato rinvenuto un edificio per spettacoli, probabilmente un teatro. L’identificazione delle mura è certo, questa costruzione, comunque molto imponente, è più dubbia".
Da: https://archivio.piacenza24.eu/64900-ex-enel-negozi-e-appartamenti-su-teatro-romano-larcheologo-uno-scempio/

Ora sui resti sorge un nuovo edificio con uffici e appartamenti.

domenica, novembre 21, 2021

Hasankeyf - Turchia


Parte una nuova rubrica (grazie a Rita Lilith Oberti per il suggerimento) sui luoghi che non rivedremo più.

Hasankeyf, situata in Anatolia sud orientale, poco più a nord di Siria e Iraq, definita un “gioiello dell’umanità” e “zona di conservazione naturale” in predicato di diventare protetta dall'Unesco, è stata definitivamente sommersa dalla diga Ilisu sul fiume Tigri.

Un luogo con 12.000 anni di storia in cui hanno vissuto Sumeri, Assiri, Babilonesi, Omayyadi, Bizantini, Abbasidi, Curdi.
Con 5mila grotte e oltre 300 tombe cancellate dall'acqua.
Oltre a 200 villaggi curdi e decine di migliaia di persone che hanno dovuto lasciare la terra in cui vivevano.

La diga, controllata dalla Turchia, provocherà carenza d'acqua per le popolazioni curde in Siria e Iraq, con conseguente possibilità di "ricatto idrico" nei loro confronti, nuova "arma da guerra non convenzionale".

Le sconcertanti immagini di prima e dopo:
https://www.youtube.com/watch?v=06dh-zOnOUw

Un doc precedente al disastro:
https://www.youtube.com/watch?v=x_OI7jqYkzE
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