lunedì, giugno 08, 2026

Intelligenza Artificiale e il traffico sul Web

Negli ultimi tempi gli accessi al mio blog sono aumentati progressivamente con picchi assurdi in certe circostanze.
Per cercare di rendere credibili e reali le statistiche, elimino ogni dato non compatibile con le medie abituali e ricalcolo i valori mensili e annuali senza l'apporto di quei numeri.

La conferma dell'anomalia è arrivata in questi giorni.

Secondo Cloudflare il traffico delle Intelligenze Artificiali ha superato quello degli esseri umani sulla rete.

I bot intelligenti sono il 57,4% del traffico totale, contro il 42,6% delle persone reali.

Il loro peso altera le statistiche dei siti ed incide su modelli economici costruiti attorno alle visite umane, alle visualizzazioni pubblicitarie e alle sottoscrizioni.

Non sono soggetti umani ma il crawling dei bot alla ricerca di dati e vulnerabilità.

Gli utenti umani restano centrali nell’uso effettivo dei servizi, ma producono una quota minore del traffico misurato.

domenica, giugno 07, 2026

Classic Rock e altro

Nel nuovo numero di Classic Rock ci sono tante cose interessanti, tra cui le mie recensioni di "Live at BBC" di Paul Weller e dei nuovi album di Downtown Boys, Slift, "Live at the Eden Project" degli Who oltre alle compilation "Shake That Thing-The British Blues in Britain 1963/1973" e "Armagideon Times - When Punk met Dub (1978-1984), quest'ultima davvero molto bella.
In più c'è una graditissima recensione del live milanese al "Biko" dei Not Moving.
Antonio Bacciocchi dialoga con Francesco Abate in occasione della presentazione del suo libro "Gli Indegni" (Einaudi Stile Libero). 📍 Dove: Coop. Sant'Antonio, Piacenza
🗓️ Quando: Sabato 13 giugno 2026
🕕 Ora: Ore 18:00

sabato, giugno 06, 2026

Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "The Black lady and the Sinner Saints"

Prosegue la digitalizzazione del catalogo di Lilith e Lilith and the Sinnersaints, a cura di LaPOP Music.

Dopo l’anticipo del mini CD “I Need Somebody” arriva, l’11 febbraio 2008, il primo album accreditato a Lilith and the Sinnersaints, “The Black Lady and the Sinner Saints” (AlphaSouth Records) con il sottotitolo “The Crusade of the Lost Souls” ispirato dall’episodio di “Colombo” in cui appare Johnny Cash.

Un lavoro in cui Lilith-rita Oberti si affida all’aiuto da parte di un po’ di amici, a cui viene chiesto di comporre (e spesso suonare) un brano appositamente composto o arrangiato.

Rispondono all’appello Julie's Haircut Il Santo Niente di Umberto Palazzo, Giovanni Ferrario, Dome la Muerte, Maurizio Curadi, Francois Regis Cambuzat, Tav Falco, Stefano Silva dei Temponauts, Peluqueria Hernandez di Joyello Triolo.
Qua e là suonano anche Antonio Bacciocchi, Massimo Vercesi e Cristiano Cassi. Lilith canta tutto, ovviamente.
Ne risulta un album eclettico, molto vario, sempre permeato da tinte blues e sprazzi punk ma ricco anche di rock ‘n’ roll nelle sue più ampie declinazioni, new wave, sperimentazioni varie.

La copertina e il titolo omaggiano Charlie Mingus e il suo album del 1963 “The Black Saint and the Sinner Lady” (l’album è aperto e chiuso da due brevi strumentali composti da Lilith, “The Black Saint” e “The Sinner Lady”).
Lo scrittore Davide Sapienza contribuisce con un racconto inedito, “La Radura Musk” inserito nel booklet.

L’album avrà un notevole riscontro di critica e pubblico e sarà stampato in tiratura limitata anche in Cina, con l’aggiunta del precedente ep “I Need Somebody” e una versione di “Grazie alla vita” di Violeta Parra come bonus tracks, in vista di una serie di date a Pechino e Hong Kong (thanx Thomas Stiller), purtroppo annullate.

Si ricostituisce la band con Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria, Carla Gatti ai cori.
I concerti sono numerosi e affollati e culminano in luglio aprendo per Siouxsie (con anche Cristina Donà) al MetaRock di Pisa.

Ascolta The Black Lady and the Sinner Saints, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/blacklady

venerdì, giugno 05, 2026

OrzoRock Music

Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane, sempre super attive e interessantissime.
Spazio oggi a OrzoRock Music, con le parole di Gabriele Finotti (Misfatto e Desert Twelve).


Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette

https://www.orzorockmusic.it/

OrzoRock è partito come festival, che nel 2026 festeggia i 30 anni di attività, in un paese della provincia di Piacenza.
Si è poi sviluppato anche come etichetta. Raccontaci un po’ di storia.

La storia sarebbe molto lunga, ho scritto un libro che proprio tu hai introdotto per i 20 di edizioni nel 2017.
Nel 2014 nasce Orzorock Music, fondata dal sottoscritto Finotti Gabriele e le prime uscite sono state Misfatto, Zebra Fink e compilation del festival 2015, l' etichetta che reincarna il festival, poi i tempi cambiano e siamo già nel 2026…

Da gestore della label hai notato se c’è stato un effettivo ritorno alla voglia di possedere l'oggetto fisico negli ultimi anni, a scapito della fruizione digitale?
Mi occupo anche dei digital e sono editore e consulente per i novizi.
Sta tornando il vinile, il cd in calo, soprattutto negli ultimi 2 anni.

Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale?
Gli acquirenti più accaniti sono fans e amici dell' artista, ma in occasione degli eventi più grandi, oltre a Orzorock, c'é Orzogelo, festival cantautori di Orzo e Xmas Night Orzorock.
Ebbene in questi eventi gli acquirenti sono anche gli affezionati a Orzorock Music, e questo mi piace!

C’è un minimo di ritorno economico per un’etichetta così specializzata e che pubblica sempre confezioni molto curate e di conseguenza più costose?
Il vero ritorno è la SIAE.
Poi abbiamo cachet a volte più alti del solito e un ritorno costante del merch.
Sui digital ancora molto mistero per gente medio piccola.

Con che criterio scegliete le band da produrre?
Gli artisti vengono scelti per originalità nei brani, tecnica buona e umiltà, niente altro.
Sono allergico ai rompiballe o a chi si crede già molto bravo.

Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
I social sono al primo posto, ma credo nella professionalità del sito www.orzorockmusic.it

Cosa c’è in programma per il futuro?
Per ora ci godiamo a Giugno 2026 i nostri 4 eventi a Piacenza per i 30 anni del festival dove l'etichetta e le sue band la fanno da padroni!
Da Orzorock Lyons il 7 giugno alla Festa del rugby, al 13 giugno a Spazio4 dove si rivedranno Misfatto, Kabirya e soprattutto Bravi Tutti.
Poi 19 giugno in piazza Duomo per un venerdì piacentino e il 27 giugno back to Gragnano con band varie!
L importante è la salute, è il caso di dirlo, anche se la mia anima rock è legata più al destino.
1996-2026 30 anni di festival by Orzorock Music.

giovedì, giugno 04, 2026

Claudio Cicolin - Della Chitarra e del Mistero

Cinque racconti sospesi tra realtà e fantasia, legati dal ruolo della chitarra, filo conduttore che unisce destini, visioni e ossessioni.
Non a caso visto che l'autore ha dato vita a un progetto video su YouTube, diventato il canale didattico di chitarra più seguito in Italia con 280.000 iscritti.

I racconti nascono dalla lettura di scrittori iconici come Edgar Allan Poe e Italo Calvino, diretti ispiratori delle narrazioni e si muovono verso un mondo sonoro che cita Smiths e Brian May, Oasis e Robert Johnson e uno letterario che spazia da George Orwell a Alessandfro Baricco.

Lettura interessante sicuramente originale.

Claudio Cicolin
Della Chitarra e del Mistero
Dantone Edizioni
166 pagine
16 euro

mercoledì, giugno 03, 2026

Due Spicci di Zerocalcare

Possono piacere o meno ma il mondo e il linguaggio di ZEROCALCARE sono unici, inimitabili, distintivi.

Anche la nuova serie per Netflix accomuna la consueta aspra ironia con l'attenzione al sociale meno trattato e considerato, intriso di un altro aspetto raramente valutato ovvero quello interiore, relazionale, personale.

La narrazione è come sempre veloce, surreale, ricchissima di riferimenti, rimandi, insert onirici e fantastici, nonchè (spesso fortemente) autobiografici.

Per fortuna ci sono personaggi come Zerocalcare a illuminare un periodo così buio e incolto, pur con un sorriso incerto e amaro.

lunedì, giugno 01, 2026

Paul McCartney - The Boys of Dungeon Lane

Paul McCartney non teme di fare i conti con il suo fulgido passato.
In questo caso lo riprende dalle radici, dagli anni pre Beatles, ricordando molto tranquillamente e lucidamente, senza troppi afflati nostalgici, quegli anni pionieristici in un concept che si attesta sicuramente tra i suoi migliori lavori solisti.

L'album, 14 canzoni per 47 minuti di musica, non ha mai cedimenti, è corposo, a tratti crudo e ruvido.
Ovvio che non mancano i riferimenti Beatlesiani ("Home To Us" in duetto con Ringo su tutti) ma l'impressione è che ci sia molto dell'approccio 70's rock dei Wings e del primo Paul solista.
La voce talvolta è flebile ma è un tratto congenito alla sua età ed è perfettamente contestuale al Paul 2026.
E' un lavoro da introitare con calma e da valutare nel tempo.
Dopo giorni d'ascolto ripetuto e compulsivo, credo sia un gioiello di rara bellezza.

Si parte con un parlato che poi esplode in un roccioso brano decisamente Wings, con un retaggio "Abbey Road", "As You Lie There", episodio anomalo e sorprendente nella sua complessità compositiva.
Anche "Lost Horizon" va giù duro con un riff rock e incedere ritmico mid tempo.
"Days We Left Behind" è uno dei momenti più alti del disco: ballata acustica, voce sofferente, melodia eccelsa, lo sguardo a tutti questi anni trascorsi.
"Ripples In A Pond" è uno dei rari momenti di scarsa brillantezza, un pop rock abbastanza anonimo.
Si tinge di Wings psichedelici "Mountain Top" con un finale travolgente ultra rock.
Uno dei momenti più particolari dell'album, tanto è invece classica (ma davvero bella) la ballata acustica (chitarra e voce) "Down South", con riferimenti alle prime esperienze pre "Love Me Do" (It was a good way to get to know you / Before we learned to twist and shout).
Anche "We Two", segue le stesse coordinate, ballata semplice e diretta, molto piacevole.
Un rock sferzante, molto energico, riporta i ritmi in alto in "Come Inside" mentre è più riflessiva e decisamente ammaliante l'atmosfera della sinuosa e semi psichedelica "Never Know", uno dei brani migliori.
Più Beatles di "Home To Us" non si poteva fare, con tanto di Ringo a batteria e voce. Brano riuscito, divertente, frizzante.
"Life Can Be Heard" rinnova la passione di Paul per il Vaudeville/swing/anni 20 (a me ricorda la bellisima "Two Magpies" da "Electric Arguments" dei The Fireman con Youth), brano Paul al 100%.
Non lascia segni particolari l'acustica ballad folk blues "Fire Star Of The Night" ma la sofferta e drammatica "Salesman Saint", dedicata ai genitori Jim e Mary ("comes to me speaking words of wisdom Let It Be") lascia senza parole per intensità e incisività.
La conclusione è struggente con la ballad "Momma Gets By", drammatica, malinconica,triste, una sorta di commiato da lacrime.

La produzione di Andrew Watt (da Justin Bieber a Lady Gaga, Post Malone, Miley Cyrus, Elton John, Rolling Stones, Ozzy Osbourne, Pearl Jam, Iggy Pop) è magistrale e assembla alla perfezione uno spettro di influenze ampio e variegato.

Capolavoro?

PS: quando il genio vola troppo in alto: https://www.facebook.com/reel/1004096188734601
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