sabato, maggio 02, 2026

Digitalizzazione del catalogo Lilith / Lilith and the Sinnersaints

Dopo la digitalizzazione del catalogo dei Not Moving, LaPOP Music inizia quella del repertorio di Lilith e Lilith and the sinnersaints. Si incomincia dall'esordio del 1990 "Hello I Love me!".

La brusca rottura con i Not Moving di fine 1988 lasciò Lilith-rita Oberti spaesata e alla ricerca di una nuova identità artistica. Dopo la breve e infruttuosa esperienza con i TimePills si dedica a teatro, disegno, cucina macrobiotica, mercatini vintage, modella.

“Un giorno Tony venne a casa mia e mi disse della sua nuova idea, una casa discografica, la Face Records di cui mi chiese di disegnare il logo e di incidere un disco da solista. Non avevo preso in considerazione questa opzione ma mi piacque l’idea.
Da tempo avevo ricominciato a scrivere testi in forma poetica senza suono perché tutto quello che mi girava per la testa erano dei talking blues, forse per sfuggire alle chitarre metalliche e ululanti dell’ultimo periodo dei Not Moving."


Qualche prova con l’amica Betty Vercesi (ex Scrimshankers) alla chitarra acustica, Antonio Bacciocchi alle percussioni, veloci session di registrazione, autogestite, crude ed essenziali, un aiuto da parte di qualche amico (Massimo Vercesi, pure lui dagli Scrimshankers, Luca Talia Accardi dei Ritmo Tribale alla fisarmonica, Marco Porcari alla chitarra che fu, per breve tempo, nei primi Not Moving)” e il primo mini Lp della nuova carriera “Hello I love me” diventa una realtà, all’insegna di quello che viene da subito chiamato “punk cabaret”.

Pubblicato il 4 ottobre 1990 trova un’inaspettata accoglienza da parte della stampa che rilascia una serie di ottime e incoraggianti recensioni e del pubblico, che acquista numeroso l’inatteso esordio.
“A Child” e “I Love Me” sono due ballate acustiche, “The Piano” un boogie blues mutuato dalla lezione di John Lee Hooker, Rickie Lee Jones, Michelle Shocked, “You Got The Silver” un omaggio ai Rolling Stones più blues degli anni Settanta.

venerdì, maggio 01, 2026

1° Maggio. Festa dei lavoratori e lavoratrici

Nel profilo Spotify di Radiocoop e nel sito ww.radiocoop.it (https://www.facebook.com/RadiocoopTV) abbiamo compilato (io e la collega Vittoria Rossi) una playlist dedicata al 1° Maggio, ai lavoratori e alle lavoratrici.

Ecco la nostra selezione.
Puoi ascoltarla qui:

https://open.spotify.com/playlist/3QiuG2K1bbuvhom1acxK4k?si=849cc05f3eeb40dd&pt=27d971758bb47409a955ef1e3fc57488

Gruppo folk internazionale – Inno del primo maggio
Riccardo Tesi Elena Ledda, Lucilla Galeazzi e Ginevra Di Marco – La lega
Margot – Canzone triste
Enzo Jannacci – Vincenzina e la fabbrica
Lucio Dalla – L’operaio Gerolamo
Francesco De Gregori/Giovanna Marini – Saluteremo il signor padrone
Rino Gaetano – Agapito Molteni Ferroviere
Franco Battiato – Gente in progresso
Fabrizio De André – La canzone del maggio
Piero Ciampi – Andare, camminare, lavorare
Giorgio Gaber – Il nostro giorno
Teatro degli Orrori – Lavorare stanca
Marlene Kuntz – Primo maggio
Caparezza – Eroe
Sud Sound System – Ballata del precario
99 Posse – Stato di emergenza
Iosonouncane – Torino pausa pranzo
The Pops – Un uomo rispettabile
Paolo Pietrangeli – Contessa
Ivan Della Mea – O cara moglie
Ines Serventi – Guarda giù dalla pianura
Alfredo Bandelli – La ballata della Fiat
Claudio Lolli – Primo maggio di festa
Chico Buarque – Funerale di un contadino
Zelia Barbosa – Pedro Pedreiro
Bob Marley – Them Belly Full (But We Hungry)
Brian Auger – Work song
Woody Guthrie – Farmer-Labor Train
Marianne Faithfull – Working Class Hero
Bjork – Cvalda
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