

Uscito nel 1984, ispirato all'omonimo album degli SQUALLOR (gruppo pesantemente demenziale e, si direbbe oggi, unpolitically correct), "ARRAPAHO" di Ciro Ippolito è considerato da più parti come il PEGGIOR FILM ITALIANO di TUTTI i TEMPI.
Titolo meritato e prevedibile in considerazione di una realizzazione quantomeno raffazzonata, totalmente improvvisata, dalla trama pressochè senza senso, sconclusionata, condita da volgarità grossolane di ogni tipo e da battute francamente poco divertenti.
Ippolito sottolineò che:
«Arrapaho non è che sia stato girato male, è girato male apposta per far ridere. Era quella l’idea comica. Ci sono scene che sono montate tre volte di seguito, con la mia voce fuori campo, ma era proprio quella la gag".
Partito in due sole sale cinematografiche arriverà in poco tempo in 150 e incasserà 5 miliardi di lire contro i 150 milioni di costi.
Ippolito replicherà l'anno successivo con "Ucelli d'Italia", di nuovo ispirato ad un disco degli Squallor ma senza particolare successo.