Si chiude l'opera di digitalizzazione del repertorio discografico di Lilith e Lilith and the Sinnersaints, a cura di LaPOP Music.
Il 16 febbraio 2015 esce il terzo e ultimo album di Lilith and the Sinnersaints.
Alla fine dell’anno la band si scioglie definitivamente.
Nonostante la buona accoglienza all’album da parte di critica e pubblico e un discreto numero di concerti, vengono meno le motivazioni e la concordia all’interno della band.
“Revoluce” è un termine in lingua ceca che significa “rivoluzione”, nel quale sono contenute le parole “luce” e “evol”, ovvero “love” al contrario.
Il nuovo album di Lilith and the Sinnersaints è una storia articolata in 12 brani che sottolinea frammenti di rivoluzione interiore, a volte molto intima a volte necessaria e manifesta.
Per la prima volta composto interamente da brani autografi (10 in italiano, 2 nel dialettio di Centenaro, paese natìo di Lilith, nell’ Alta Valnure tra Piacenza e Genova), ripercorre musicalmente i consueti sentieri cari a Lilith, tra blues, punk, canzone d’autore, riferimenti teatrali e cinematografici.
Video del brano “Nero : https://www.youtube.com/watch?v=-zCw-EVoN9Q
Ascolta Revoluce, da oggi sulle piattaforme digitali insieme a tutta la discografia di Lilith (Lilith-rita Oberti) e Lilith and the Sinnersaints: https://lnk.to/lilith_revoluce
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sabato, luglio 04, 2026
domenica, giugno 28, 2026
Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "Stereo Blues Vol.1: Punk Collection”
Prosegue il processo di digitalizzazione del repertorio di Lilith (Lilith-rita Oberti) e Lilith and the sinnersaints a cura di LaPOP Music.
Il 21 ottobre del 2013 esce “Stereo Blues Vol.1: Punk Collection”, inteso originariamente come il primo episodio di una serie di omaggi che Lilith and the Sinnersaints volevano tributare alla radici del proprio sound.
I quattro brani contenuti nell’EP sono un personale omaggio al PUNK di fine anni 70, la prima colonna sonora delle giornate che l’allora 15enne Lilith-rita Oberti spendeva tra il gruppo dei tempi, i Not Moving, e la scuola.
Brani come “See no evil” dei Television e “(I’m) Stranded” dei Saints giravano nelle cassette che ci si scambiava alla scoperta del nuovo sound.
Poi venne l’hardcore punk e gruppi come Bad Brains (omaggiati con una versione blues del loro classico “Sailin on”) mentre i Clash cercavano nuove strade nella musica tradizionale come il blues, il reggae o il gospel (come in “The sound of the sinners” da “Sandinista”).
Lilith and the Sinnersaints in “Stereo Blues vol.1: Punk collection” volgono lo sguardo a quei tempi ma lo attualizzano attraverso una sensibilità moderna e il loro unico stile.
Il CD fu stampato in edizione limitata di 300 copie in un contenitore di metallo che ricalcava quello di “Metal Box” dei Public Image LTD. L’oggetto andò esaurito ed è da tempo irreperibile.
Ascolta Stereo Blues vol. 1: Punk Collection, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/stereoblues
Il 21 ottobre del 2013 esce “Stereo Blues Vol.1: Punk Collection”, inteso originariamente come il primo episodio di una serie di omaggi che Lilith and the Sinnersaints volevano tributare alla radici del proprio sound.
I quattro brani contenuti nell’EP sono un personale omaggio al PUNK di fine anni 70, la prima colonna sonora delle giornate che l’allora 15enne Lilith-rita Oberti spendeva tra il gruppo dei tempi, i Not Moving, e la scuola.
Brani come “See no evil” dei Television e “(I’m) Stranded” dei Saints giravano nelle cassette che ci si scambiava alla scoperta del nuovo sound.
Poi venne l’hardcore punk e gruppi come Bad Brains (omaggiati con una versione blues del loro classico “Sailin on”) mentre i Clash cercavano nuove strade nella musica tradizionale come il blues, il reggae o il gospel (come in “The sound of the sinners” da “Sandinista”).
Lilith and the Sinnersaints in “Stereo Blues vol.1: Punk collection” volgono lo sguardo a quei tempi ma lo attualizzano attraverso una sensibilità moderna e il loro unico stile.
Il CD fu stampato in edizione limitata di 300 copie in un contenitore di metallo che ricalcava quello di “Metal Box” dei Public Image LTD. L’oggetto andò esaurito ed è da tempo irreperibile.
Ascolta Stereo Blues vol. 1: Punk Collection, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/stereoblues
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Lilith and the Sinnersaints
domenica, giugno 21, 2026
Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "A Kind Of Blues" + "L’Angelu Nassuu Dall’Etra Pert"
Prosegue il processo di digitalizzazione del repertorio di Lilith e Lilith and the sinnersaints a cura di LaPOP Music.
Dopo il buon riscontro dell’album “The Black Lady and the Sinner Saints” segue un periodo convulso con lunghe pause, pochi concerti, ripensamenti (nonostante nel marzo 2010 sia da annotare la partecipazione allo spettacolo “Transformed”, dedicato al quasi omonimo album di Lou Reed, a fianco di Violante Placido, Julie’s Haircut, Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, Angela Baraldi) e l’arrivo nel 2012 al basso di CJ Hellectric per supportare il tour promozionale del nuovo album “A kind of Blues” (nuova citazione al mondo del jazz e con una copertina provocatoria).
L’album si avvale della collaborazione di numerosi ospiti, tra cui Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, Ferruccio Quercetti dei Cut, Paolo Apollo Negri del Link Quartet, Pier Adduce dei Guignol, Nicola Faimali della band di Dente. Nell’album compaiono anche la ripresa del primo brano inciso dai Not Moving nel 1982, “Baron Samedi” e “Ghetto” degli Statuto.
La serie di date promozionali ritorna ad essere lunga e corposa, la band gira a mille, si spazia in tutto il nord Italia, l’album viene accolto benissimo e anche le vendite, in epoca di crisi totale, sono inaspettatamente incoraggianti.
Ascolta A Kind of Blues di Lilith and The Sinnersaints (Lilith-rita Oberti), da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/kindofblues Una delle peculiarità nella carriera di Lilith è stato l’uso del dialetto di Centenaro, comune di Ferriere, provincia di Piacenza, in alcuni dei suoi brani. Un linguaggio, parlato esclusivamente in quella zona, vicina ai 1000 metri di altezza, affine al genovese ma che conserva gli accenti francesizzati del dialetto piacentino.
Piccoli villaggi di epoca romana (molti i reperti ritrovati e i toponimi antichi di 2000 anni) che nel tempo hanno preservato usanze e linguaggio, pur se in progressiva sparizione.
"L’Angelu Nassuu Dall’Etra Pert" è una raccolta di sei brani, uscita in CD in tiratura limitata, sparsi nella discografia di Lilith. Ascolta L’angelu nassuu dall’etra pert, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/angelu
Dopo il buon riscontro dell’album “The Black Lady and the Sinner Saints” segue un periodo convulso con lunghe pause, pochi concerti, ripensamenti (nonostante nel marzo 2010 sia da annotare la partecipazione allo spettacolo “Transformed”, dedicato al quasi omonimo album di Lou Reed, a fianco di Violante Placido, Julie’s Haircut, Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, Angela Baraldi) e l’arrivo nel 2012 al basso di CJ Hellectric per supportare il tour promozionale del nuovo album “A kind of Blues” (nuova citazione al mondo del jazz e con una copertina provocatoria).
L’album si avvale della collaborazione di numerosi ospiti, tra cui Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, Ferruccio Quercetti dei Cut, Paolo Apollo Negri del Link Quartet, Pier Adduce dei Guignol, Nicola Faimali della band di Dente. Nell’album compaiono anche la ripresa del primo brano inciso dai Not Moving nel 1982, “Baron Samedi” e “Ghetto” degli Statuto.
La serie di date promozionali ritorna ad essere lunga e corposa, la band gira a mille, si spazia in tutto il nord Italia, l’album viene accolto benissimo e anche le vendite, in epoca di crisi totale, sono inaspettatamente incoraggianti.
Ascolta A Kind of Blues di Lilith and The Sinnersaints (Lilith-rita Oberti), da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/kindofblues Una delle peculiarità nella carriera di Lilith è stato l’uso del dialetto di Centenaro, comune di Ferriere, provincia di Piacenza, in alcuni dei suoi brani. Un linguaggio, parlato esclusivamente in quella zona, vicina ai 1000 metri di altezza, affine al genovese ma che conserva gli accenti francesizzati del dialetto piacentino.
Piccoli villaggi di epoca romana (molti i reperti ritrovati e i toponimi antichi di 2000 anni) che nel tempo hanno preservato usanze e linguaggio, pur se in progressiva sparizione.
"L’Angelu Nassuu Dall’Etra Pert" è una raccolta di sei brani, uscita in CD in tiratura limitata, sparsi nella discografia di Lilith. Ascolta L’angelu nassuu dall’etra pert, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/angelu
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Lilith and the Sinnersaints
sabato, giugno 06, 2026
Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "The Black lady and the Sinner Saints"
Prosegue la digitalizzazione del catalogo di Lilith e Lilith and the Sinnersaints, a cura di LaPOP Music.
Dopo l’anticipo del mini CD “I Need Somebody” arriva, l’11 febbraio 2008, il primo album accreditato a Lilith and the Sinnersaints, “The Black Lady and the Sinner Saints” (AlphaSouth Records) con il sottotitolo “The Crusade of the Lost Souls” ispirato dall’episodio di “Colombo” in cui appare Johnny Cash.
Un lavoro in cui Lilith-rita Oberti si affida all’aiuto da parte di un po’ di amici, a cui viene chiesto di comporre (e spesso suonare) un brano appositamente composto o arrangiato.
Rispondono all’appello Julie's Haircut Il Santo Niente di Umberto Palazzo, Giovanni Ferrario, Dome la Muerte, Maurizio Curadi, Francois Regis Cambuzat, Tav Falco, Stefano Silva dei Temponauts, Peluqueria Hernandez di Joyello Triolo.
Qua e là suonano anche Antonio Bacciocchi, Massimo Vercesi e Cristiano Cassi. Lilith canta tutto, ovviamente.
Ne risulta un album eclettico, molto vario, sempre permeato da tinte blues e sprazzi punk ma ricco anche di rock ‘n’ roll nelle sue più ampie declinazioni, new wave, sperimentazioni varie.
La copertina e il titolo omaggiano Charlie Mingus e il suo album del 1963 “The Black Saint and the Sinner Lady” (l’album è aperto e chiuso da due brevi strumentali composti da Lilith, “The Black Saint” e “The Sinner Lady”).
Lo scrittore Davide Sapienza contribuisce con un racconto inedito, “La Radura Musk” inserito nel booklet.
L’album avrà un notevole riscontro di critica e pubblico e sarà stampato in tiratura limitata anche in Cina, con l’aggiunta del precedente ep “I Need Somebody” e una versione di “Grazie alla vita” di Violeta Parra come bonus tracks, in vista di una serie di date a Pechino e Hong Kong (thanx Thomas Stiller), purtroppo annullate.
Si ricostituisce la band con Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria, Carla Gatti ai cori.
I concerti sono numerosi e affollati e culminano in luglio aprendo per Siouxsie (con anche Cristina Donà) al MetaRock di Pisa.
Ascolta The Black Lady and the Sinner Saints, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/blacklady
Dopo l’anticipo del mini CD “I Need Somebody” arriva, l’11 febbraio 2008, il primo album accreditato a Lilith and the Sinnersaints, “The Black Lady and the Sinner Saints” (AlphaSouth Records) con il sottotitolo “The Crusade of the Lost Souls” ispirato dall’episodio di “Colombo” in cui appare Johnny Cash.
Un lavoro in cui Lilith-rita Oberti si affida all’aiuto da parte di un po’ di amici, a cui viene chiesto di comporre (e spesso suonare) un brano appositamente composto o arrangiato.
Rispondono all’appello Julie's Haircut Il Santo Niente di Umberto Palazzo, Giovanni Ferrario, Dome la Muerte, Maurizio Curadi, Francois Regis Cambuzat, Tav Falco, Stefano Silva dei Temponauts, Peluqueria Hernandez di Joyello Triolo.
Qua e là suonano anche Antonio Bacciocchi, Massimo Vercesi e Cristiano Cassi. Lilith canta tutto, ovviamente.
Ne risulta un album eclettico, molto vario, sempre permeato da tinte blues e sprazzi punk ma ricco anche di rock ‘n’ roll nelle sue più ampie declinazioni, new wave, sperimentazioni varie.
La copertina e il titolo omaggiano Charlie Mingus e il suo album del 1963 “The Black Saint and the Sinner Lady” (l’album è aperto e chiuso da due brevi strumentali composti da Lilith, “The Black Saint” e “The Sinner Lady”).
Lo scrittore Davide Sapienza contribuisce con un racconto inedito, “La Radura Musk” inserito nel booklet.
L’album avrà un notevole riscontro di critica e pubblico e sarà stampato in tiratura limitata anche in Cina, con l’aggiunta del precedente ep “I Need Somebody” e una versione di “Grazie alla vita” di Violeta Parra come bonus tracks, in vista di una serie di date a Pechino e Hong Kong (thanx Thomas Stiller), purtroppo annullate.
Si ricostituisce la band con Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria, Carla Gatti ai cori.
I concerti sono numerosi e affollati e culminano in luglio aprendo per Siouxsie (con anche Cristina Donà) al MetaRock di Pisa.
Ascolta The Black Lady and the Sinner Saints, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/blacklady
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Lilith and the Sinnersaints
domenica, maggio 31, 2026
Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "I Need Somebody"
Prosegue la digitalizzazione del repertorio di LILITH e Lilith and the Sinnersaints a cura di LaPOP Music.
Dopo un lungo silenzio discografico e una breve reunion dei Not Moving tra il 2005 e il 2006, Lilith torna con una nuova creatura sonora, Lilith and the sinnersaints.
Il primo passo discografico è un ep pubblicato l’8 marzo 2007 da AlphaSouth Records con una versione del classico degli Stooges "I Need Somebody", rifatto in chiave personale e inconsueta, con pianoforte (suonato da Paolo Apollo Negri), batteria (Antonio Bacciocchi) e voce.
Ad accompagnare il brano quattro inediti: un paio recuperati dalla precedente intensa attività live con Lilith (The Piano già nell’esordio "Hello I Love Me" in versione completamente stravolta e il classico "Route 66") e due brani perduti, destinati a qualche disco ma mai pubblicati come "Seintené", nel dialetto della sua terra natale, Centenaro di Ferriere, sulle colline piacentine e una riedizione di "For What It’s Worth" dei Buffalo Springfield.
Ascolta I Need Somebody, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/needsomebody_lilith
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints
Dopo un lungo silenzio discografico e una breve reunion dei Not Moving tra il 2005 e il 2006, Lilith torna con una nuova creatura sonora, Lilith and the sinnersaints.
Il primo passo discografico è un ep pubblicato l’8 marzo 2007 da AlphaSouth Records con una versione del classico degli Stooges "I Need Somebody", rifatto in chiave personale e inconsueta, con pianoforte (suonato da Paolo Apollo Negri), batteria (Antonio Bacciocchi) e voce.
Ad accompagnare il brano quattro inediti: un paio recuperati dalla precedente intensa attività live con Lilith (The Piano già nell’esordio "Hello I Love Me" in versione completamente stravolta e il classico "Route 66") e due brani perduti, destinati a qualche disco ma mai pubblicati come "Seintené", nel dialetto della sua terra natale, Centenaro di Ferriere, sulle colline piacentine e una riedizione di "For What It’s Worth" dei Buffalo Springfield.
Ascolta I Need Somebody, da oggi sulle maggiori piattaforme digitali: https://lnk.to/needsomebody_lilith
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints
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sabato, maggio 16, 2026
Digitalizzazione repertorio Lilith / Lilith and the Sinnersaints: "Guerra"
Prosegue la digitalizzazione del catalogo di Lilith e Lilith and the Sinnersaints a cura di LaPOP Music.
Tocca questa volta al mini LP "Guerra" di Lilith pubblicato dalla belga Boom Records nel 1995.
Il buon riscontro ricevuto dall’album “Lady sings love songs” dell’anno prima induce la band a provare a capitalizzare in qualche modo i risultati faticosamente conquistati anche a suon di kilometri da una parte all’altra della Penisola.
Si suona a Vicenza, Trento, Genova, Lodi, Faenza, Bologna, Roma (dove siamo ospitati anche a Radio RAI Uno), Genova, Piacenza, Milano, al “Bloom” di Mezzago, Bergamo, Voghera, Genova, Massa. Ma anche a Imola alla Festa della rivista “Cuore” dove ad aprire per noi c’è un interessante neonato gruppo folk alla Pogues di Modena, tali Modena City Ramblers e a “FestAmbiente” a Grosseto.
In Belgio la Boom Records stampa il 45 “Everything”/“Bluesin me” e distribuisce capillarmente l’album.
In Grecia la Wipe Out Records invece pubblica un altro 45, “Little Louise”/“Bourballad”.
In settembre torniamo in Belgio in tour, suonando alla Radio Nazionale Belga, a Mechelen e a Bruxelles nel Festival Trans Europe, dove rappresentiamo l’Italia in mezzo ad un sacco di altre band da ogni parte d’Europa, ottenendo un inaspettato successo.
Nel 1994 entriamo in studio per un mini CD (per la prima volta non pubblichiamo in vinile) che realizzerà la belga Boom Records; “Guerra” con le cover di “Hommage a Violette Noizieres” degli Area e “You can’t put your arms around a memory” di Johnny Thunders.
“Non avevo ancora 30 anni, la metà della mia vita l’avevo passata in giro su ogni tipo di palco possibile e immaginabile. Mi sentivo come quando cammini e cammini e non arrivi da nessuna parte e hai solo i piedi gonfi. In ogni posto mi vestivano di complimenti ma mi ritrovavo sempre a caricare e scaricare strumenti... mi sentivo come quella storia buddista del vaso di lacca prezioso graffiato da una zampa di granchio.....”
(Lilith)
Ascolta Guerra, da oggi sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/lilith_guerra
Tocca questa volta al mini LP "Guerra" di Lilith pubblicato dalla belga Boom Records nel 1995.
Il buon riscontro ricevuto dall’album “Lady sings love songs” dell’anno prima induce la band a provare a capitalizzare in qualche modo i risultati faticosamente conquistati anche a suon di kilometri da una parte all’altra della Penisola.
Si suona a Vicenza, Trento, Genova, Lodi, Faenza, Bologna, Roma (dove siamo ospitati anche a Radio RAI Uno), Genova, Piacenza, Milano, al “Bloom” di Mezzago, Bergamo, Voghera, Genova, Massa. Ma anche a Imola alla Festa della rivista “Cuore” dove ad aprire per noi c’è un interessante neonato gruppo folk alla Pogues di Modena, tali Modena City Ramblers e a “FestAmbiente” a Grosseto.
In Belgio la Boom Records stampa il 45 “Everything”/“Bluesin me” e distribuisce capillarmente l’album.
In Grecia la Wipe Out Records invece pubblica un altro 45, “Little Louise”/“Bourballad”.
In settembre torniamo in Belgio in tour, suonando alla Radio Nazionale Belga, a Mechelen e a Bruxelles nel Festival Trans Europe, dove rappresentiamo l’Italia in mezzo ad un sacco di altre band da ogni parte d’Europa, ottenendo un inaspettato successo.
Nel 1994 entriamo in studio per un mini CD (per la prima volta non pubblichiamo in vinile) che realizzerà la belga Boom Records; “Guerra” con le cover di “Hommage a Violette Noizieres” degli Area e “You can’t put your arms around a memory” di Johnny Thunders.
“Non avevo ancora 30 anni, la metà della mia vita l’avevo passata in giro su ogni tipo di palco possibile e immaginabile. Mi sentivo come quando cammini e cammini e non arrivi da nessuna parte e hai solo i piedi gonfi. In ogni posto mi vestivano di complimenti ma mi ritrovavo sempre a caricare e scaricare strumenti... mi sentivo come quella storia buddista del vaso di lacca prezioso graffiato da una zampa di granchio.....”
(Lilith)
Ascolta Guerra, da oggi sulle piattaforme digitali: https://lnk.to/lilith_guerra
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Lilith and the Sinnersaints
sabato, maggio 09, 2026
Digitalizzazione catalogo Lilith /lilith and the Sinnersaints: "Lady Sings Love Songs"
Prosegue la digitalizzazione del catalogo di Lilith e Lilith and the Sinnersaints a cura di LaPOP Music.
Tocca questa volta all'album "Lady Sings Love Songs" del 1992 pubblicato dalla Face Records.
L’attenzione della stampa riservata all’esordio a 12 pollici di “Hello I love me” e una serie di richieste di esibizioni live induce Lilith accelerare i tempi sulla costituzione di un live act con la band composta da Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria. L’8 marzo (non a caso nel giorno della Festa della Donna) all’ “Area” di Carugate (Milano) avviene l’esordio live.
Il 7 novembre 1991 intanto esce per la Face Records il nuovo 45 giri con “Venus in furs” dei Velvet Underground e “Tombstone blues” di Bob Dylan.
“The lady sings love songs”, primo album della formazione, esce il 28 febbraio 1992 in CD e vinile per la Face Records.
14 brani con cover che vanno da Milva a Battiato, dai Velvet agli Stones, a Fassbinder, tra punk, blues, folk, rock.
Trova numerosissimi plausi della stampa, vende parecchio bene e scatena un torrenziale tour in tutta Italia, attraverso tutte le regioni della penisola, e la Germania.
Parallelamente arriva anche l’appoggio di radio, interviste alla Rai e sulle principali testate italiane, riviste, fanzine.
Alla fine tra vinili e CD, il resoconto delle vendite sarà di qualche migliaio di copie.
“Il teatro, il travestimento, sempre presenti nella mia anima hanno un exploit evidentissimo in questo periodo...spunti dagli anni Venti - periodo che personalmente ho sempre ritenuto il più creativo nel secolo scorso - dalle ombre, dalla storia del costume, dalla Parigi dei meandri sotto i ponti della Gare du Nord, dalle macerie del post Muro di Berlino tra i grigi palazzi adibiti a dormitori e la follia dei primi anni ’80 dissolti, dai bar di ogni luogo”.
Ascolta “Lady Sings Love Songs”, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lapop.lnk.to/ladysingslovesongs
Tocca questa volta all'album "Lady Sings Love Songs" del 1992 pubblicato dalla Face Records.
L’attenzione della stampa riservata all’esordio a 12 pollici di “Hello I love me” e una serie di richieste di esibizioni live induce Lilith accelerare i tempi sulla costituzione di un live act con la band composta da Massimo Vercesi alla chitarra, Cristiano Cassi al basso, Antonio Bacciocchi alla batteria. L’8 marzo (non a caso nel giorno della Festa della Donna) all’ “Area” di Carugate (Milano) avviene l’esordio live.
Il 7 novembre 1991 intanto esce per la Face Records il nuovo 45 giri con “Venus in furs” dei Velvet Underground e “Tombstone blues” di Bob Dylan.
“The lady sings love songs”, primo album della formazione, esce il 28 febbraio 1992 in CD e vinile per la Face Records.
14 brani con cover che vanno da Milva a Battiato, dai Velvet agli Stones, a Fassbinder, tra punk, blues, folk, rock.
Trova numerosissimi plausi della stampa, vende parecchio bene e scatena un torrenziale tour in tutta Italia, attraverso tutte le regioni della penisola, e la Germania.
Parallelamente arriva anche l’appoggio di radio, interviste alla Rai e sulle principali testate italiane, riviste, fanzine.
Alla fine tra vinili e CD, il resoconto delle vendite sarà di qualche migliaio di copie.
“Il teatro, il travestimento, sempre presenti nella mia anima hanno un exploit evidentissimo in questo periodo...spunti dagli anni Venti - periodo che personalmente ho sempre ritenuto il più creativo nel secolo scorso - dalle ombre, dalla storia del costume, dalla Parigi dei meandri sotto i ponti della Gare du Nord, dalle macerie del post Muro di Berlino tra i grigi palazzi adibiti a dormitori e la follia dei primi anni ’80 dissolti, dai bar di ogni luogo”.
Ascolta “Lady Sings Love Songs”, per la prima volta sulle piattaforme digitali: https://lapop.lnk.to/ladysingslovesongs
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sabato, maggio 02, 2026
Digitalizzazione del catalogo Lilith / Lilith and the Sinnersaints
Dopo la digitalizzazione del catalogo dei Not Moving, LaPOP Music inizia quella del repertorio di Lilith e Lilith and the sinnersaints.
Si incomincia dall'esordio del 1990 "Hello I Love me!".
La brusca rottura con i Not Moving di fine 1988 lasciò Lilith-rita Oberti spaesata e alla ricerca di una nuova identità artistica. Dopo la breve e infruttuosa esperienza con i TimePills si dedica a teatro, disegno, cucina macrobiotica, mercatini vintage, modella.
“Un giorno Tony venne a casa mia e mi disse della sua nuova idea, una casa discografica, la Face Records di cui mi chiese di disegnare il logo e di incidere un disco da solista. Non avevo preso in considerazione questa opzione ma mi piacque l’idea.
Da tempo avevo ricominciato a scrivere testi in forma poetica senza suono perché tutto quello che mi girava per la testa erano dei talking blues, forse per sfuggire alle chitarre metalliche e ululanti dell’ultimo periodo dei Not Moving."
Qualche prova con l’amica Betty Vercesi (ex Scrimshankers) alla chitarra acustica, Antonio Bacciocchi alle percussioni, veloci session di registrazione, autogestite, crude ed essenziali, un aiuto da parte di qualche amico (Massimo Vercesi, pure lui dagli Scrimshankers, Luca Talia Accardi dei Ritmo Tribale alla fisarmonica, Marco Porcari alla chitarra che fu, per breve tempo, nei primi Not Moving)” e il primo mini Lp della nuova carriera “Hello I love me” diventa una realtà, all’insegna di quello che viene da subito chiamato “punk cabaret”.
Pubblicato il 4 ottobre 1990 trova un’inaspettata accoglienza da parte della stampa che rilascia una serie di ottime e incoraggianti recensioni e del pubblico, che acquista numeroso l’inatteso esordio.
“A Child” e “I Love Me” sono due ballate acustiche, “The Piano” un boogie blues mutuato dalla lezione di John Lee Hooker, Rickie Lee Jones, Michelle Shocked, “You Got The Silver” un omaggio ai Rolling Stones più blues degli anni Settanta.
La brusca rottura con i Not Moving di fine 1988 lasciò Lilith-rita Oberti spaesata e alla ricerca di una nuova identità artistica. Dopo la breve e infruttuosa esperienza con i TimePills si dedica a teatro, disegno, cucina macrobiotica, mercatini vintage, modella.
“Un giorno Tony venne a casa mia e mi disse della sua nuova idea, una casa discografica, la Face Records di cui mi chiese di disegnare il logo e di incidere un disco da solista. Non avevo preso in considerazione questa opzione ma mi piacque l’idea.
Da tempo avevo ricominciato a scrivere testi in forma poetica senza suono perché tutto quello che mi girava per la testa erano dei talking blues, forse per sfuggire alle chitarre metalliche e ululanti dell’ultimo periodo dei Not Moving."
Qualche prova con l’amica Betty Vercesi (ex Scrimshankers) alla chitarra acustica, Antonio Bacciocchi alle percussioni, veloci session di registrazione, autogestite, crude ed essenziali, un aiuto da parte di qualche amico (Massimo Vercesi, pure lui dagli Scrimshankers, Luca Talia Accardi dei Ritmo Tribale alla fisarmonica, Marco Porcari alla chitarra che fu, per breve tempo, nei primi Not Moving)” e il primo mini Lp della nuova carriera “Hello I love me” diventa una realtà, all’insegna di quello che viene da subito chiamato “punk cabaret”.
Pubblicato il 4 ottobre 1990 trova un’inaspettata accoglienza da parte della stampa che rilascia una serie di ottime e incoraggianti recensioni e del pubblico, che acquista numeroso l’inatteso esordio.
“A Child” e “I Love Me” sono due ballate acustiche, “The Piano” un boogie blues mutuato dalla lezione di John Lee Hooker, Rickie Lee Jones, Michelle Shocked, “You Got The Silver” un omaggio ai Rolling Stones più blues degli anni Settanta.
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