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mercoledì, maggio 27, 2026

Campionati di calcio 2025/2026

Uno sguardo a cosa è successo nei vari campionati di calcio in giro per l'Europa e non solo.

In Italia domina l'Inter, più per carenza delle rivali che per buon gioco.
Forse anche grazie al buon Bodo Glimt che le ha tolto l'incombenza della Champions.
Il resto è davvero poca cosa, soprattutto da un punto di vista qualitativo (la terza esclusione dai Mondiali, per mano della Bosnia, è lì a dimostrarlo. Con la quotidiana "notizia" su un eventuale ripescaggio...non c'è limite al patetico).
Stupisce il tracollo di Milan e Juve, società da rifondare.
Si salva ancora all'ultimo il mio Cagliari.
Speriamo nel prossimo anno con meno sofferenza.

Come ogni anno è sempre più evidente che 20 squadre sono troppe in serie A e che la riduzione andrebbe estesa anche a B e Lega Pro.

Altrettanto evidente (non so come sia all'estero), quanto il VAR vada gestito in tutt'altra maniera.

Vincono nomi importanti in Germania (il solito Bayern, che noia, 13 titoli negli ultimi 14 campionati), Francia (prevedibilmente il PSG) e Spagna (Barcellona con lo psicodramma del Real).
Tocca questa volta al Porto in Portogallo (lo scudetto se lo sono sempre divisi Porto, Benfica e Sporting con due eccezioni, il Belenenses nel 1946, il Boavista nel 2001).
Interessante il ritorno al titolo dell'Arsenal in Inghilterra, nomi noti in Turchia (Galatasaray, sesto titolo nelle ultime nove edizioni, quarto consecutivo), Belgio (Bruges), Olanda (PSV Eindhoven), Grecia (AEK Atene), Scozia (il solito Celtic, all'ultima giornata sul sorprendente Hearts of Midlothian), Serbia (Stella Rossa), Ucraina (Shaktar).

A sorpresa il Thun in Svizzera, neo promossa e al primo scudetto e l'ETO Gyori in Ungheria.

Lech Poznan in Polonia, LASK in Austria, Slavia Praga in Repubblica Ceca, Dinamo Zagabria in Croazia, Slovan Bratislava in Slovacchia, in Celje in Slovenia, Borac Banja Luka in Bosnia, Universitatea Craiova in Romania, Levski Sofia in Bulgaria.
In Albania se lo stanno contendendo Egnatia, Vllaznia Scutari, Elbasani e Dinamo City.
L'Omonia Nicosia vince a Cipro.

L'Al Nassr di Ronaldo nell'imperdibile campionato arabo.
Il Tre Fiori vince a San Marino, il Lincoln Red Imps a Gibilterra, il Vaduz la Coppa del Lichtenstein, il Petrocub Hincesti in Moldavia, lo Svay Rieng in Cambogia, il Floriana a Malta, il Vardar Skopjie in Macedonia, lo Zenit San Pietroburgo in Russia.

lunedì, dicembre 29, 2025

Calciolandia. Il meglio (e peggio) del 2025

Puntuale appuntamento annuale con ALBERTO GALLETTI sul meglio ma anche il peggio) del calcio del 2025.
'We've got a little fat guy who will turn him inside out' (cit.)

CALCIOLANDIA 2025

Un mezzo tuffo nell'ignoto.

MIGLIOR GIOCATORE 2025
1 Scott Mc Tominay (Napoli)
2 Mo Salah (Liverpool)
3 Dembele (PSG)
4 Morgan Rogers (Aston Villa)
5 Harry Kane (Bayern)

MIGLIOR SQUADRA DI CLUB 2025
1 Paris SG
2 Bayern
3 Napoli
4 Barcellona
5 Liverpool

MIGLIOR SQUADRA NAZIONALE 2025
Sempre aspettandone una tipo Brasile anni '70...

1 Inghilterra
2 Spagna
3 Scozia
4 Francia
5 Argentina

MIGLIOR GOL 2025
1 Kenny McLean in Scozia - Danimarca del 18 novembre
2 Olly Watkins in West Ham Aston Villa del 14 dicembre
3 Jaka Bijol in Leeds United - Chelsea del 3 dicembre
4 Hugo Magnetti in Strasburgo- Brest del 30 novembre
5 Sandro Tonali in Newcastle Utd - Brentford del 2 aprile

MIGLIOR PARTITA 2025
Dopo trent'anni di batoste, beffe, delusioni cocenti e tutto ciò di negativo possa essere o capitare a una squadra, per una volta un incontro decisivo finisce bene: non prima di esser stati all'inferno e ritorno.
Non sarebbe la Scozia...
Partita che mi regala la consapevolezza di poter stare in alto. Ultima volta, trent'anni fa.
Un trionfo, nient'altro da aggiungere.
Non vedevo una rimonta di queste proporzioni, in novanta minuti, a quel punto di una competizione internazionale da tempo.
Però in queste competizioni i campi sintetici vanno vietati. Ma non è più calcio da un po'.
L'avevo guardata perchè mi sembrava promettente, accontentato.
Menzione speciale per il vecchio bomber.

1 Scozia 4-2 Danimarca, qualificazioni mondiali del 18 novembre
2 Aston Villa 2-1 Arsenal, PL del 6 dicembre
3 St. Mirren 3-1 Celtic, Scottish League Cup Final del 14 dicembre
4 Palmeiras 4-0 LDU Quito, Copa Libertadores semifinale ritorno del 30 ottobre
5 Bologna 1-3 Cremonese, Serie A del 1 dicembre

SORPRESE 2025
Dopo la beffa atroce dell'anno scorso e quella crudele di tre anni fa, finalmente l'antica USG si laurea campione del Belgio.
Undicesimo titolo, ma primo dal 1935; uno dei migliori casi di ritorno al futuro di sempre. Per me l'impresa calcistica del decennio.
Coppa Italia in bacheca e tre stagioni di alta classifica sono un gran bell'andare.
Storico successo in FA Cup e primo trofeo nella storia delle aquile.
La crisi attuale dell' Old Firm ha aperto porte sbarrate da decenni, ma comunque un trionfo storico.
Forse più una conferma sulle ultime tre stagioni che una sorpresa, ad ogni modo la classifica è davvero un bel vedere. E anche qualche partita. Ovviamente siamo meglio di quelli al n.3

1 Union St. Gilloise
2 Bologna
3 Crystal Palace
4 St. Mirren
5 Aston Villa

MIGLIOR ALLENATORE 2025
Notevoli i risultati di Clark ed Emery che ho inframmezzato a tre che han vinto e dei quali non mi importa. Dubito che Slot valga la scarpa sinistra di Emery senza il piede sinistro di Salah, comunque vabbè, ha vinto il campionato...

1 Luis Enrique
2 Antonio Conte
3 Steve Clark
4 Arne Slot
5 Unai Emery

MIGLIOR DIVISA 2025

Argomento ormai privo di senso.
Non sto a spiegare.
1 Francia 2024/25
2 NEC Nijmegen 2025/26
3 Wolverhampton Wanderers 2025/26
4 Ferencvaros 2025/26
5 Southampton 2025/26

MIGLIOR DIVISA DA TRASFERTA 2025

Idem come sopra

1 PSV Eindhoven 2025/26
2 Everton 2025/26
3 Chelsea 2025/26
4 Schalke 04 2025/26
5 Bohemian Dublin 2026 (credo non usata nel '25 ma messa per Tony)

PILLOLE (E SUPPOSTE)

Avevo scritto dello sventurato Sheffield Wednesday anni fa.
Ad ottobre il re del tonno in scatola dopo aver trascinato il club in un'agonia interminabile è stato estromesso dal comando e la società affidata al curatore fallimentare per cercare una via d'uscita (compratore) .
Attenzione alla supposta ora, all' orizzonte sembra stagliarsi la figura di Mike Ashley, dalla padella alla brace.
Certe squadre ce l'hanno proprio nel dna. Oggi addirittura pare un ex-giocatore di poker preferito ad Ashley. Ma uno per quale motivo dovrebbe continuare a seguire sto schifo, pagare e starci di merda per una roba del genere?

Heart of Midlothian e RC Lens al comando dei rispettivi campionati.
Vista la crisi dell'Old Firm, i primi hanno chances reali.

Il Rijeka ha vinto il campionato croato.
Ma l'Hajduk Spalato dov'è finito?

Supposta per i tifosi che intendono seguire la loro nazionale ai mondiali.
L'ignobile Infantino ha reso noto i prezzi dei biglietti delle partite.
Gli inglesi han fatto quattro conti, per seguire l'Inghilterra fino ad un eventuale finale ci vogliono circa 5.550 sterline tra biglietti, voli e alberghi, escluso il biglietto della finale che costa minimo 4.185 dollari.
Secondo me neanche Trump (suo degno compare) sarebbe riuscito a far meglio. Esilarante il dettaglio prezzi: in media per il primo turno da 134 a 523 sterline. Cioè 523 sterline per Scozia - Haiti!!
Un contesto ormai per deficienti, in campo e fuori, i cinque milioni di richieste per biglietti in un giorno lo certificano.
Steve Clark ha esortato i tifosi scozzesi a non indebitarsi per andare al mondiale.
Ad Italia 90 comprai il blocchetto delle partite di S.Siro (cinque) per 140mila lire, più o meno (secondo anello rosso!) e quello della partita inaugurale per 30mila lire, stesso posto.

Si aspettano sempre le scuse dai sostenitori del VAR.

Il Sigma Olomuc, che non sapevo neanche più esistesse, ha vinto la Coppa della Rep. Ceca 2024/25.

Continua a diminuire l'importanza del lato giocato del calcio rispetto a quello finanziario.
Il caso Crystal Palace, retrocesso dalla Europa League alla Conference League perchè riconducibile allo stesso proprietario dell' Olympique Lyon, John Textor, nonostante avesse acquisito diritto sul campo vincendo la FA Cup, lo testimonia.
Che poi perchè non han retrocesso il Lione che già era stato retrocesso a tavolino in serie B per motivi finanziari e poi ripescato?
Però l'anno scorso a Nizza e Manchester United nessuno disse niente. Mah...
Nel frattempo i 110 capi d'accusa contro le irregolarità finanziarie e regolamentari del Manchester City riposano tranquilli in qualche cassetto della PL in attesa che qualcuno se ne dimentichi definitivamente.

Ridicola la Gazzetta dello Sport che da quando Juve, Milan e Atalanta e poi Inter, hanno, dopo essersi fatte fare una legge su misura, imposto le loro seconde squadre alla serie C, di serie C parla in prima pagina; addirittura anche della D dopo che il Milan B è retrocesso.
Fino all'anno scorso facevi fatica a trovare risultati e classifica.

Tramontata l'ipotesi di giocare una partita di serie A in Australia per una questione di soldi, per soldi ci volevano andare. Molto bene. Esilaranti i commenti dei dirigenti della lega di serie A. Stranamente nessun commento in tutta la vicenda da parte del Como. Nessuno ovviamente dal Milan che aveva architettato tutto sottotraccia.

Parecchi stadi europei hanno ospitato, e ospiteranno, partite della NFL. Altri si stanno attrezzando. No comment.

Clamoroso, qualcuno ha fatto un offerta ad Agnelli per comprare la Juve.

Mbappè, dopo aver rotto i coglioni per anni, finalmente va al Real Madrid e il PSG vince la Champions!
Lui neanche il campionato: brutto, antipatico, sfigato e perdente.
Non contento li porta in tribunale e si fa dare 60 milioni: un essere ignobile.
Aspetto il momento in cui si rivolterà pure contro il Real perchè vorrà andare su Marte nell'Elonmusk FC.

Assurda la vicenda del Rimini, iscritto al campionato nonostante i casini societari inestricabili e la mancanza di qualsiasi copertura/garanzia finanziaria.
Va avanti fino a fine novembre non pagando niente e nessuno, ricevendo 16 punti di penalizzazione quindi viene esclusa dal campionato, revocata l'affiliazione federale e poi dichiarata fallita.
Regolarità dei campionati eh? Gli organi di controllo federali che dicono? Quanti altri Rimini ci sono in giro? Quante società di Serie C su 60 possono veramente permettersi un campionato professionistico? Ma basta!

Triestina? Brescia?

Cinque cambi???

Recuperi ormai pari a tempi supplementari?

E della ciclistica in serie C vogliam dire qualcosa? Bella quella, forse la migliore di tutte.

Alla fine S.Siro è stato venduto a Inter e Milan e lo butteranno giù; e questo perchè ciò che c'è in sto link: https://www.youtube.com/watch?v=tdCwf93Q6ZY , conta di più che andare a guardare la partita. Roy Keane Dove seiii???? Aspetto trepidante il VAR a chiamata, sarà uno spasso.
Ah...e il tempo effettivo...

Il calcio è una merda.

mercoledì, giugno 04, 2025

Campionati di calcio 2024 / 2025

Uno sguardo a cosa è successo nei vari campionati di calcio in giro per l'Europa e non solo.

Sappiamo come sono andate le cose: campionato di livello sempre più basso. Contento per la conferma del Bologna al top e del "mio" Cagliari pur se deve aspettare di nuovo fino all'ultimo per salvarsi.
Sarebbe bello se per la prossima stagione l'obiettivo si alzasse almeno un po'.
Sull'operato dell'Inter una riflessione "romantica": mi è piaciuta l'attitudine punk "pretty vacant and we don't care" /"born to lose" nel provare a vincere tutto e non portare a casa niente.
Così si fa, senza calcoli e menate, ti butti senza ritegno e perdi tutto. Va bene così. Fossi un tifoso interista sarei contento.
Preoccupa lo stato di crisi di grandi società, alle prese con buchi finanziari spaventosi (prima coperti da presidenti appassionati e munifici) e in mano a fondi ai quali del risultato, del blasone etc importa nulla...

Come ogni anno è sempre più evidente che 20 squadre sono troppe in serie A e che la riduzione andrebbe stesa anche a B e Lega Pro.

In Spagna solito duello tra Real Madrid e Barcellona, la spuntano i primi, terzo l'Atletico madrid, Bilbao e Villareal.
Senza storia in Francia con il PSG avanti di 19 punti sul Marsiglia, poi Monaco e Nizza. E finalmente dopo un miliardo e 200 milioni spesi portano a casa la Champions, con una squadra giovane e fortissima.
Anche in Germania è sempre il Bayern a dominare, dodicesimo scudetto negli ultim itredici campionati (dopo lo stop dello scorso anno con il Leverkusen). In Inghilterra stravince il Liverpool sull'Arsenal a 10 punti, poi City e Chelsea.
Scende il Leicester.
Il Tottenham, quart'ultimo si prende la Europe battendo lo United, arrivato 15°...

In Scozia spadroneggia il Celtic davanti ai Rangers ma viene sconfitto nella Coppa di Scozia dall'Aberdeen.
Shamrock Rovers scudettati in Irlanda, il solito Linfield vince in Irlanda del Nord, sempre i New Saints primi nella Cimru League gallese,il Klaksvíkar Ítróttarfelag trionfa nelle Far Oer.

Lo Sporting conquista il campionato portoghese con due punti sul Benfica, al Basilea quello svizzero, Sturm in Austria, al Vaduz per la 51° volta su 64, la Coppa del Lichtenstein.
Sliema Wanderers campione di Malta, a sorpresa il Pafos a Cipro, la Virtus Acquaviva a San Marino, l'Inter Escaldes vince la Primera Divisiò di Andorra, il Differdange per la seconda volta consecutiva in Lussemburgo.

L'Union Saint Gillois vince in Belgio, il PSV di un punto sull'Ajax (che aveva nove punti di vantaggio) in Olanda, il Copenhagen di misura sul Midtjylland in Danimarca, ancora in corso i campionati in Norvegia, Svezia, Finlandia, paesi Baltici, Bielorussia.

Andando nei Balcani, l'Olimpia Lubiana vince in Slovenia sul Maribor, lo Zrinjski Mostar in Bosnia, il Buducnost in Montenegro, lo Škendija in Macedonia del Nord.
In Croazia il Rijeka ha vinto (per la seconda volta) pur finendo a pari punti con la Dinamo Zagabaria e con la stessa diefferenza reti!!!
Ma sono valsi gli scontri diretti.
Terzo l'Hajduk di Gattuso.
La Stella Rossa fa 100 punti e stacca il Partizan, rimasto a 73, in Serbia.
Secondo scudetto (consecutivo) per l'Egnatia in Albania.
Olympiacos primo in Grecia, Galatasaray in Turchia (per la 25° volta, il più titolato in assoluto).

Lo Slavia Sofia vince di poco in Bulgaria, il Ferencvaros in Ungheria, il Lech Poznan di un punto sul Rakow in Polonia, lo Slavia Praga in Repubblica Ceca, lo Slovan Bratislava in Slovacchia, la Dinamo Kiev in Ucraina.
In Russia ha vinto per la prima volta il Krasnodar, come il Noah in Armenia.
In Azerbaigian per la quarta volta consecutiva il Qarabaq, il Milsami Orhei in Moldavia.

Tutti seguono sicuramente l'interessantissimo campionato Arabo Saudita che ha visto vincere l'Al Ittihad, davanti al Al-Hilal e l'Al Nassr di Ronaldo.
In India ha vinto la squadra di Calcutta, Mohun Bagan Super Giant, in Cina lo scorso anno lo Shangai Haigang, in Corea del Nord il Ryomyong, il Persib in Indonesia, il Melbourne City in Australia, l'RSB Berkane in Marocco, l'Esperance in Tunisia, il Mamelodi in SudAfrica.

La Platense campione d'Argentina per la prima volta nella storia.

venerdì, dicembre 27, 2024

Calciolandia. Il meglio del 2024

Puntuale appuntamento annuale con ALBERTO GALLETTI sul meglio del calcio del 2024.

Che come sempre tiene conto per la maggior parte della stagione 2023/24, di quello che mi va a genio e di quello che mi è capitato di vedere.

MIGLIOR GIOCATORE 2024

Niente di veramente entusiasmante a sto giro.
Questi sono quelli che mi son sembrati migliori.
Forse poteva starci anche Lookman ma c’è già fin troppa Atalanta.
1 Rodri (Manchester City)
2 Vinicius Jr (Real Madrid)
3 Dani Olmo (Barcellona)
4 Lamine Yamal (Barcellona)
5 Jude Bellingham (Real Madrid)

MIGLIOR SQUADRA DI CLUB 2024

  Un’ altra grande accoppiata campionato/coppa per i blancos, la Champions quasi in scioltezza.
Sorprendentemente un po’ in ribasso in questo primo scorcio di stagione.
  Anche qui doppietta, storica, con il primo titolo in Bundesliga e vittoria della Deutschepokal, imbattuti in entrambe le competizioni.
Arrivano in finale di Europa League imbattuti anche qui ma perdono, un'annata straordinaria.
  Devo rassegnarmi a metterli dentro, stanno oltrepassando ogni mia possibile immaginazione.
Idem come sopra. Il cambio alla guida mi aveva fatto ben sperare, invece stanno dominando in patria e sempre vincenti in CL.
  Primo storico trionfo in Copa Libertadores, e vittoria nel campionato brasiliano, mai visto così in alto.

 1 Real Madrid
2 Bayer Leverkusen
3 Atalanta
4 Liverpool
5 Botafogo

MIGLIOR SQUADRA NAZIONALE 2024

Aspetto sempre un Brasile stile vecchi tempi, ma temo non si ripetrà mai più.
1 Spagna
2 Argentina
3 Germania
4 Austria
5 Turchia

MIGLIOR GOL 2024

1 Téji Savanier in Toulouse 1-2 Montpellier, Ligue 1 del 3 maggio
2 Mario Engels in Heracles 3-4 Ajax, Eredivise del 20 ottobre
3 Xherdan Shaquiri in Scozia 1-1 Svizzera, Campionato Europeo del 19 giugno
4 Andrea Pinamonti in Genoa 2-2 Bologna, Serie A del 19 ottobre, gol del 2-2
5 Federico Valverde in Real Madrid 3-3 Manchester City, CL del 9 aprile

MIGLIOR PARTITA 2024

1 Rangers 1-1 Tottenham Hotspur, EL del 12 dicembre 
2 Atletico Madrid 4-3 Siviglia, Liga del 8 dicembre
3 Real Madrid 3-3 Manchester City, CL del 9 aprile
4 Borussia Dortmund 4-2 Atletico Madrid, CL del 16 aprile
5 Olanda 2-3 Austria, Europeo del 25 giugno

SORPRESE 2024

Primo trofeo continentale per una squadra greca, conseguito con grande merito.
Danno spettacolo al Villa Park nell’andata della semifinale. 
Brillante terzo posto nella Liga spagnola dopo esser stati a lungo in testa a suon di prestazioni spettacolari. Avvio di stagione stentato complice alcune partenze chiave.
  Giocano meritatamente la finale di CL dopo grandi prestazioni nei quarti e in semifinale contro avversari assai più accreditati, nonostante l’opaca stagione in Bundesliga.
  Vincono per la prima volta il campionato polacco.
Un incredibile turnaround nell'arco di una sola stagione dopo il quattordicesimo posto dell'anno scorso con salvezza all'ultimo.
  Un avvio di stagione fenomenale.
Gol, gol ovunque già 16 in 11 partite in campionato, 5 in 4 in CL e 9 nelle ultime due partite in nazionale.
Non rimarrà a Lisbona troppo a lungo, purtroppo.

1 Olympiacos Pireo
2 Girona
3 Borussia Dortmund
4 Jagiellonia Bialystok
5 Viktor Gyoekeres

MIGLIOR ALLENATORE 2024

  Io ci metto Gasperini davanti a tutti, l’ultimo anno è stato fenomenale e senza la sua conduzione tecnica l’Atalanta non sarebbe dov’è pur con i soldi degli americani e/o lo stadio nuovo.
Per me un genio del calcio, rimarrà sempre il mio più grande rimpianto di tifoso.

  Quindi il vincitore dell’Europeo.
Vero che è molto ben fornito di qualità, ma vero anche che la seleziona, la assembla e ne ottiene quel che tutti abbiamo visto, uno bella squadra.

  Segue l’artefice del successo di Leverkusen di cui ho già detto prima e senza neanche tutti sti fenomeni. Rifiuta il Liverpool e per questo mi alzo in piedi e mi inchino.
  Poi metto Ancelotti, Champions e campionato sempre di tutto rispetto anche al Real. A sto giro quarto perché dopo un po' rompe.

  Se non fosse perchè quest'anno non ha vinto niente lo metterei primo. Resiste inossidabile al massimo livello al comando della sua nave pirata senza curarsi chi lo taccia di difensivismo e antigioco e stronzate varie. Partite come le fa l' Atletico, non tutte ovvio, si che son partite, altro che Guardiola.

1 Giampiero Gasperini
2 Luis de la Fuente
3 Xabi Alonso
4 Carlo Ancelotti
5 Diego Simeone

MIGLIOR DIVISA 2024

Argomento ormai privo di senso. Non sto a spiegare ma si veda, ad esempio, come si presenta in campo il Milan per le partite in casa (per non dire in trasferta) di Champions League o partite di campionato tipo Juventus-Bologna.
Contesto totalmente svilito, vergogna.
Non credo che me ne occuperò ancora.

1 Ujpest 2024/25 140° Anniversario
2 Wolverhampton Wanderers 2024/25
3 Olympique de Marseille 2024/25
4 Panathinaikos 2024/25
5 Montpellier 2024/25

MIGLIOR DIVISA DA TRASFERTA 2024

Idem come sopra
1 Newcasatle United 2024/25
2 Aston Villa 2024/25
3 Eintracht Frankfurt 2024/25
4 Hannover 96 2024/25
5 Genoa 2024/25

    Purtroppo quest'anno la lista di quelli che sono passati a miglior vita è lunga ed illustre: Gary Shaw, Gigi Riva, Johan Neeskens, Totò Schillaci, Gaetano Salvemini, Sven-Goran Eriksson, Franz Beckenbauer, Chris Nicholl, Artur Jorge, Mario Zagallo George Baldock,  Kurt Hamrin, Miguel Angel, Jorge Toro, Andreas Brehme, Stan Bowles, Larry Lloyd, Alejandro Semenewicz, Joe Kinnear, Bernd Hölzenbein, Gilberto Noletti, Cesar Luis Menotti, Karl Heinz Schnellinger, Manuel Fernandes, Comunardo Nicolai, Helmut Duckadam l’eroe di Barcellona, che ringrazio infinitamente e senza distinzioni, interpreti di un calcio, il mio, fatto da persone normali (loro) che facevano cose straordinarie.  

  A tutti buone feste.

martedì, dicembre 10, 2024

Helmut Duckadam

Torna ALBERTO GALLETTI per ricordare un grande (dimenticato) del calcio internazionale, mancato da poco.

SUPERMAN E' ESISTITO ED ERA RUMENO

Ricordo bene quella partita.
Ricordo bene soprattutto le recriminazioni che mi offuscavano la testa prima che iniziasse: l' Everton che in seguito ai fatti dell'Heysel era stato estromesso per squalifica e che per me avrebbe vinto di sicuro quella Coppa dei Campioni, il Barcellona che avevo visto a Torino graziato da Pacione non mi capacitavo di come potesse esser lì e magari pure vincere, e perchè la prima squadra dell'Est ad arrivare ad una finale dopo vent'anni non fosse il Ferencvaros o l'Hajduk Spalato ma la Steaua.
C'era sicuramente anche qualcos'altro che non ricordo più.

Le semifinali presentavano quindi un quadro insolito, con Barcellona – IFK Goteborg e Anderlecht – Steaua che lasciava presagire una finale Barcellona – Anderlecht.

Successe invece che dopo l’ 1-0 in favore dei belgi nell’andata di Bruxelles, al ritorno, splendidamente giocato al pomeriggio per mancanza di impianto di illuminazione del campo della Steaua, il club dell’esercito romeno sfoderò una prestazione super rifilando ai bianco malva tre pere, bellissimo l' 1-0 di Piturca che realizzerà una doppietta, qualificandosi per la finale tra la sorpresa, direi generale, senz’altro la mia.
Da ricordare che l’Anderlecht quel pomeriggio schierava tra gli altri Scifo, Grun, Vercauteren, Vendereycken, Vandenberg e Lozano, tutti nazionali e qualche ex (forse tranne Lozano che però era molto forte) che due mesi dopo al mondiale furono fermati solo da una doppietta di Maradona in semifinale.
Quelli della Steaua nessuno sapeva chi fossero.
Ma erano bravi.

Nell’altra semifinale il Barcellona supera gli svedesi ai rigori dopo aver perso l’andata 3-0 e rimontato in casa, non senza le solite fugnate che caratterizzavano le partite degli spagnoli in coppa al tempo.
Chi di rigori ferisce….

A sto punto con la finale in programma a Siviglia, guarda un po, il Barça era strafavorito tanto più che quando le squadre fanno il loro ingresso sul terreno di gioco, gli spalti sono strapieni, 70.000 spettatori, ben oltre la capienza ufficiale (all’epoca 60.000) che le accolgono con un ruggito di entusiasmo palpabile, sono tutti li per i blaugrana, lo Steaua ha al seguito poche centinaia di persone.

Il Barcellona non ha mai vinto, una vita all'ombra dei rivali madrileni, sovrani d'Europa già allora con sei affermazioni, una sola finale giocata, quella del '61 persa spettacolarmente 5-3 contro il grande Benfica.
Neppure con Cruijff e Neeskens, si erano fermati in semifinale estromessi dal Leeds Utd.
Nessuna squadra del blocco dell' Europa orientale, per quanto riguarda la Steaua, era mai arrivata all'atto conclusivo della maggiore competizione europea.
Comunque vada sarà una prima volta.

Arbitra il famigerato Vautrot, francese, già al centro di uno scandalo per corruzione presunta per Roma-Dundee Utd dell’84, poi provata, ma per l'intanto premiato dalla UEFA con la direzione della più importante partita dell'anno.

Steaua è una squadra fisicamente molto forte, i quattro difensori dietro sono grossi e non disdegnano il gioco duro, in realtà non ce ne sarà quasi bisogno dei catalani ho già detto.

La partita dice poco, il Barcellona preme di più ma agisce per incursione sulle fasce o lanci lunghi, la Steaua con atteggiamento attendista blocca le iniziative blaugrana con ordine, i quattro dietro sono molto grossi, ben disposti e bravi nelle chiusure, il portiere è enorme.
Ripartono meglio degli avversari con bei fraseggi corti e buoni schemi ma sono imprecisi una volta arrivati alla trequarti, una sola conclusione, sballata, di Iovan al 20'.
Peccato, il potenziale offensivo, con Balint, Piturca, Lacatus e Boloni c'era.L'occasionissima ce l'ha il Barça al 30' con Schuster che da 6/7 metri di testa mette alto a porta spalancata.
Nei primi minuti Bumbescu fa volare Carrasco in un cartellone pubblicitario, non lo ricordavo, la cosa migliore della partita.

Alla ripresa l'attesa iniziativa degli spagnoli non arriva, come nella prima frazione i tentativi sono scontati e il primo quarto d'ora è agevolmente controllato dalla Steaua i cui difensori controllano con compostezza e le cui trami sono migliori, al 50' un bel tiro in girata di Majearu finisce di poco alto sopra l'incrocio quindi ci prova due volte Boloni dalla distanza, la prima male, la seconda meglio.
Si va ai supplementari dove si registra un po più di forcing degli spagnoli che ora temono i rigori e cercano di evitarli. Segnano un gol a gioco fermo per assist di mani di Carrasco ma i difensori rumeni continuano a controllare compassati.
Migliore in campo fin qui Iovin.
Quindi i rigori, il Barcellona ci è arrivato a questa finale coi rigori.

Comincia la Steaua, in porta quella merda di Urruti, uno che ho sempre odiato dopo che scalciò violentemente Cowans quando gli mise dentro il rigore del 2-0 nella finale di Supercoppa '83, se lo pigliasse nculo.
Non fu nemmeno ammonito.
Tocca a Majaru per primo, tira (male) poco angolato e Urruti para.
Per il Barcellona si presenta Alesanco, in porta per la Steaua Duckadam che non aveva avuto molto da fare nei precedenti 120' ma che adesso osservo con attenzione, un gigante di 1,93 x 88kg, possente, due baffoni da duro. Il tiro dello spagnolo è a mezz'altezza, anche questo poco angolato, Duckadam con un gran balzo para. 0-0

Sembra una partita dove pare non si debbano vedere gol, commentò in diretta Martellini. Grande.
Quindi Boloni, uno buono, ci aveva rifilato un gol da lontano qualche anno prima in una partita di qualificazione all'Europeo.
Parato anche questo, poco angolato, Urruti si muove prima lui non lo guarda e glielo tira in bocca.

Pedraza ora, alla destra di Duckadam che, su un tiro stavolta più angolato, indovina il lato giusto e abbassa la mano all'ultimo per mettere fuori. Bella parata. 0-0

Va Lacatus per la Steaua, bordata centrale appena Urruti si sposta e traversa rete, col brivido.
Stadio ammutolito.
Pichi Alonso tira il terzo rigore spagnolo, basso, Duckadam va giù e blocca con due mani 1-0.

Balint tira l'unico rigore come si deve spiazzando Urruti.
Il primo rigore decisivo tocca Marcos, rincorsa centrale e scoreggia centrale che Duckadam para fintando prima a sinistra e poi facendo un passettino prima di tuffarsi alla sua sinistra. 2-0.
La Steaua Bucarest vince la Coppa dei Campioni 1986! o se preferite la Steaua Bucarest è campione d'Europa 1985/86!

Il portiere Duckadam ha parato tutti e quattro i rigori che gli sono stati tirati, una prestazione straordinaria, mai successo prima.
In quell'istante diventa, e rimarrà per sempre, l'eroe di Siviglia.

Ecco, Helmut Duckadam è morto, aveva 65 anni, pochi e..... niente... volevo ricordarlo.

Uno di quei calciatori che hanno compiuto grandi imprese finendo rapidamente poi nel dimenticatoio.
Certo giocare in Romania a quel tempo non aiutava ma per lui il momento più alto coincise quasi con l'inizio della fine.
Colpito da aneurisma al braccio sinistro pochi mesi dopo fu operato d'urgenza, se la cavò ma ebbe la mobilità del braccio notevolmente compromessa, si temette addirittura l'amputazione.
Aveva 27 anni, non giocò mai più.

Rimase ricoverato mesi e inattivo tre anni, riprovò con una squadra minore della sua città, Arad, ma non riuscì mai ad entrare in campo, a parte una manciata di presenze per la squadra riserve.
Scartato dalla Steaua all'indomani dell'intervento chirurgico dovette abbandonare l'esercito, riuscì poi ad entrare nel corpo delle guardie di frontiera per cui restò in servizio gli anni necessari per arrivare alla pensione.
Fece poi altre cose, una scuola calcio, andò in America, subì un primo intervento al cuore, quindi quando il discusso George Becali acquisì il controllo della Steaua ne divenne presidente.
Non quello che si penserebbe oggi per un calciatore di statura analoga.
Ciò che purtroppo rimase costante nella sua vita furono i problemi di salute, subì poi altri nove interventi, un calvario, 34 anni a prendere 20 medicine al giorno, durato fino a ieri.
Forse il suo corpo non ne poteva più.

Mi spiace, fu protagonista di un' impresa fenomenale e di vittoria storica, la prima squadra (di due) appartenente al blocco dell' Europa orientale ad aggiudicarsi la Coppa dei Campioni (curiosamente anche l'altra si chiama Stella, curiosamente vinse anch'essa ai rigori, ancor più curiosamente ci giocò Belodedici).
Quando penso alla Coppa dei Campioni della Steaua la prima immagine che mi ricorre è questa riportata di sopra.
Ed è ancora più triste pensando all'atleta che fu, alle sue splendide doti fisiche abbinate ad un ruolo che senz'altro le esaltò tanto da far scrivere a qualcuno l'indomani 'Superman esiste ed è rumeno'.

mercoledì, ottobre 16, 2024

Calcio e Musica

Riprendo l'articolo che ho pubblicato lo scorso sabato per "Il Manifesto", attingendo ovviamente spesso e volentieri dal libro scritto con Alberto Galletti, "Rock 'n' Goal".

Il connubio calcio e musica è andato per tantissimo tempo a braccetto nell'immaginario della working class e del proletariato, come elemento salvifico da una vita in fabbrica o dedita a lavori “umili” e sfiancanti (molto spesso sottopagati sotto la soglia dello sfruttamento).
Il successo o il semplice accesso in uno di questi ambiti portava, abbinata a una certa dose di talento, a una vita agiata o comunque decisamente diversa.
Ma è solo in tempi relativamente recenti che le due entità si sono unite in un vero e proprio abbraccio.
Basti pensare che Brian Epstein proibì categoricamente ai quattro Beatles di esternare una qualsivoglia preferenza calcistica per non inimicarsi le tifoserie avversarie.
Non fu difficile, vista la tiepidissima passione di John e Ringo per il Liverpool e il totale disinteresse di George:
“Nella mia città ci sono tre squadre di calcio: il Liverpool, l'Everton e il Tranmere Rovers. Io tifo per la quarta”.
Solo Paul è sempre stato un acceso fan dell'Everton (trascinò John a una finale di FA Cup nel 1966 ma il chitarrista ne uscì annoiato e indifferente).

Ian McCulloch, voce degli Echo & The Bunnymen, sfegatato tifoso del Liverpool, ricorda come negli anni Ottanta nell'ambiente punk/new wave fosse sconsigliatissimo esternare le proprie passioni calcistiche, per non incorrere nel biasimo dei colleghi e dei fan.

Più chiaro è Pete Wyle (ex membro della new wave band Wah! Heat):
“Nessuno parlava di calcio, eri considerato un musicista part-time se ammettevi che ti piaceva il calcio, l’idea che a qualcuno potessero piacere due cose contemporaneamente era piuttosto bizzarra all’epoca. Il calcio era working class e sebbene lo fossimo anche noi, volevamo essere meno classisti , non volevamo essere etichettati ed eravamo già oltre queste definizioni. Avevo amici che erano dichiaratamente gay e non era un problema, ma dovevo nascondermi come appassionato di calcio”.

Ne sanno qualcosa i Cockney Rejects, punk rock band che ebbe la malaugurata idea di apparire alla trasmissione “Top Of The Pops” nel 1980, cantando la loro versione di “Forever Blowing Bubbles”, inno del West Ham, con tanto di maglietta della squadra.
Nel giro di pochissimo tempo furono costretti a sospendere l'attività concertistica a causa dei continui attacchi da parte dei tifosi delle squadre avversarie, con risse, distruzioni dei locali, feriti.

Nel corso degli anni il calcio è stato finalmente sdoganato, il dichiararsi tifosi non è più discriminante, anzi, è diventato un aspetto identitario molto apprezzato da chi condivide la stessa passione calcistica, tranquillamente tollerato dalle opposte fazioni.
Rivalità stemperate e diluite, con il musicista tifoso che acquisisce anzi una sorta di fascino in più, riportandolo a una dimensione più vicina alla quotidianità dei fan.

Il Manchester City ad esempio gioca le partite di Champions con una nuova maglia, disegnata da Noel Gallagher, ispirata al primo album degli Oasis.
I due fratelli sono sempre stati esplicitamente fan di quella che una volta era la squadra “minore” della città, oscurata dai successi dello United e non disdegnano frequenti apparizioni allo stadio.
Passione che non hanno mai nascosto, anzi costantemente ostentato, tanto quanto l'amore per altri divertimenti: nel pieno e più genuino spirito working class.
Sempre il City aveva realizzato qualche anno fa la terza maglia con strisce giallo nere che omaggiavano lo storico club della città, l'Hacienda, dove transitarono, tra gli Ottanta e Novanta, gruppi e DJ storici della new wave.

Il Manchester United invece, per non essere da meno dei rivali, inserì nel suo merchandisng una shirt calcistica che riprendeva la copertina del primo album degli Stone Roses.

Ancora più affascinante e specifico il riferimento del Coventry City (“serie B” inglese) che festeggiò i quaranta anni dell'etichetta cittadina 2Tone, protagonista dello ska revival nel 1979 con Specials, Selecter, The Beat, vestendo i giocatori con una bellissima maglia a scacchi bianchi e neri con il logo e una scritta ben rappresentativa della label, contro razzismo e discriminazione.

Tornando agli Oasis, quando Noel Gallagher fu ospite da Fabio Fazio, Alessandro Del Piero incaricò il cantante degli Statuto, Oscar Giammarinaro (presente in studio), di portargli la sua maglia, che il chitarrista desiderava ardentemente.

Gli Statuto sono però sempre stati sfegatati fan del Torino, a cui nel 2005 dedicarono l'album “Toro”, con tanto di inno ufficiale della squadra e nove canzoni scritte specificatamente per i granata e molto spesso autori di canzoni iconiche come “Ragazzo Ultrà” o “Facci un gol” dedicato a Paolo Pulici che volle partecipare anche al video del brano.
Gli Statuto tornano alla loro passione sportiva proprio in questi giorni, con un nuovo lavoro, “Statuto Football Club”, una divertente e riuscita raccolta di canzoni e sigle radio-tv a tema calcistico, riarrangiate con il loro tipico stile ska-soul-pop.

La lista dei musicisti appassionati di calcio è lunga e variegata e c'è solo l'imbarazzo della scelta per trovarne testimonianze più o meno curiose.
Scegliendo tra le più significative ricordiamo quella su Fabrizio De Andrè, dichiaratamente Genoano, che considerava il calcio una specie di fede laica e di auto affermazione per immedesimazione nei colori della squadra.“Il tifo è il bisogno di schierarsi in un partito, simbolizzato magari da un colore ma che si pretende essere sostenuto da una tradizione o da una cultura diversa da quella degli altri.
Il tifo nasce da un bisogno forse infantile di identificarsi in un gruppo che ha come obiettivo la lotta per la vittoria contro altri gruppi”. Famosa la sua frase ad un concerto a Genova, “Ho una malattia”, a cui il pubblico reagì trattenendo il fiato. Invece appoggiò la chitarra, tirò fuori la sciarpa del Genoa:”Questa è la mia malattia, si chiama Genoa”.

Il musicista e poeta Gil Scott Heron, definito il padre dell’hip hop, era figlio della “Black Arrow” del Celtic Glasgow, Giles Heron, il primo calciatore di colore a giocare in Scozia nei primi anni Cinquanta, ma non mancava di sottolineare la sua passione, però, per i rivali storici, i Rangers. Divertente la sua usanza di suonare in Scozia con la sciarpa del Celtic e il cappello dei Rangers.

Elvis Costello, supporter del Liverpool, ricevette una pesante contestazione prima di un suo concerto nel maggio 2005, perché impegnato a seguire in diretta tv la finale della Coppa dei Campioni tra la sua squadra contro il Milan, che si fece rimontare tre gol dai Reds. Il lIverpool vinse il trofeo ai rigori, facendo durare il match oltre due ore.

I Pink Floyd sono sempre stati tifosissimi dell'Arsenal ma amavano anche giocare a calcio, tanto da fondare il Pink Floyd Football Club, composto dai quattro membri della band, fonici e roadie. Giocarono contro squadre di giornalisti e simili compagini.
Roger Waters, ovviamente, nella sua innata modestia, ha sempre sostenuto di essere stato il migliore in campo.

Nota la passione per il pallone anche di Bob Marley. Come i Pink Floyd fondò una squadra di musicisti e tecnici del suono, la The House Of Dread F.C, arrivando anche a giocare una partita con i neo campioni di Francia del Nantes, nel 1980, cinque contro cinque, persa di misura 4 a 3.

Rod Stewart è notoriamente un grande appassionato e da giovane provò anche la carriera di calciatore facendo un provino per le giovanili della squadra di Terza Divisione del Brentford (la stessa con cui aveva provato, con scarsissimi risultati, pure Keith Richards), alla fine degli anni Cinquanta ma abbandonando presto per dedicarsi alla musica.
“Avevo sedici anni e mi stavo contemporaneamente appassionando anche alla musica. Andai al provino, che durò una settimana, più per fare un piacere a mio padre che sperava che almeno uno dei suoi tre figli diventasse calciatore. Curiosamente mi interessa giocare più adesso di allora, non credo comunque che avrei fatto strada. Ad ogni modo ho giocato con giocatori professionisti in partite di beneficenza ad Hampden Park, con i miei idoli, come Denis Law e Kenny Dalglish e a Wembley sei volte, cosa che la quasi totalità dei calciatori non riesce a fare. Ho giocato in un sacco di grossi stadi, con tanti grandi giocatori, senza dovermi sacrificare per allenarmi o cose del genere".

Elton John per non perdere tanto tempo si comprò, nel 1976, invece una squadra, il Watford, di cui è sempre stato tifoso fin da bambino.
Ne divenne presidente e dalla Quarta Divisione salirono, per la prima volta, in Premier League nel 1982, per centrare un clamoroso secondo posto nella stagione successiva, andando anche in finale della FA Cup, persa per 2-0 contro l'Everton. Successivamente ha lasciato la proprietà, rientrando un paio di volte per sistemare la situazione finanziaria precaria (suonando anche alcuni concerti nello stadio per devolvere i fondi al club). Ne è rimasto presidente onorario, detiene ancora importanti quote di proprietà e gli è stata dedicata la tribuna “Sir Elton John”.

Anche se Morrissey si è sempre dichiarato fan dello United, pare che ne sapesse ben poco di calcio.
Più circostanziato l'ex chitarrista degli Smiths, Johnny Marr, fan del City: Gli allenatori di calcio verso la fine degli anni Settanta non vedevano di buon occhio i ragazzi che avevano connessioni col mondo musicale. Fui scartato dall’allenatore delle giovanili del City a un provino per via delle mie inclinazioni musicali, ero sicuramente bravo a sufficienza per le giovanili del Manchester City , ma ero l’unico che si truccava gli occhi. Metà dei giocatori della partita preferirono girarmi al largo, l’altra metà cercò di colpirmi ininterrottamente, continuai a provocarli, la mia carriera calcistica era destinata a durare poco in ogni caso.

Vale la pena di ricordare “The man don’t give a fuck” del 1996 dei Super Furry Animals, dedicata a Robin Friday, scomparso nel Dicembre 1990 a 38 anni, leggenda del Cardiff City, squadra della loro città.
Calciatore dotato di un eccezionale talento, ebbe una carriera sfavillante nelle divisioni inferiori inglesi, costellata però da eccessi di ogni genere, alcool, droghe, donne, risse e follie in campo e fuori.

Uno dei più famosi DJ radiofonici, John Peel, era anche un grande tifoso del Liverpool (tanto da chiamare i figli Shankly e Dalglish, cognomi di due grandi esponenti della squadra).
Interessante la sua comparazione di calcio e musica, quando, negli anni Novanta, il business cominciò ad entrare prepotentemente nel calcio, quando tracciò un parallelismo con l’industria musicale dichiarando:
”Sebbene entrambi siano condotti da gente volgare e rozza che non ha a cuore altro che il cliente pagante, il prodotto, in entrambi i casi, mantiene una capacità di partecipazione emotiva che va oltre la comprensione dei suddetti rozzi e volgari.” Molte squadre hanno adottato canzoni come inno delle curve o da usare all'inizio delle partite. Uno dei primi esempi fu “The Liquidator” di Harry J Allstars del 1969, un classico della famosa etichetta Trojan, brano ska strumentale molto popolare nelle curve inglesi anni Settanta. I tifosi del Chelsea ne rivendicano l’uso in anteprima già dall’anno di uscita, sebbene siano in concorrenza con i colleghi di West Bromwich Albion, Wolverhampton Wanderers, Northampton Town , Wycombe Wanderers e St. Johnstone (Scozia).

Ma non sono solo i musicisti ad essere appassionati di calcio.
Più rari ma anche parecchi calciatori hanno esternato gusti musicali molto particolari e interessanti.
Evitando accuratamente le prove canore di molti di loro, che si sono dedicati alla realizzazione di canzoni o addirittura album con risultati pressoché totalmente imbarazzanti.

Fa eccezione la leggenda Pelé, che nel 2006 esordì con l'album “Ginga”, con 12 brani autografi, arrangiato dal jazzista Ruria Duprat, in equilibrio tra atmosfere tipicamente brasiliane, bossa nova e samba, con spruzzate di jazz con solo alcuni brani con tematiche a sfondo calcistico.
Anche Socrates (il “filosofo” o “Dottor Guevara del football” che fu con Fiorentina, Santos, Flamengo, Corinthias e 60 volte in Nazionale) incise il LP “Casa de Cabloco” con musica tradizionale sertaneja che vendette velocemente 50.000 copie e partecipò nel 1982 alle registrazioni dell’album “Aquarela” di Toquinho nel brano "Corinthians do Meu Coração" (dedicata alla squadra in cui stava giocando ai tempi e di cui il grande cantautore brasiliano è sempre stato tifoso).

Stuart Pierce (ex West Ham, City, Nottingham Forest, Newcastle, allenatore dell' Inghilterra Olimpica, detto anche “Psycho Pearce”) ha dichiarato in un’intervista le sue origini punk rock: "Quando avevo 14 anni, dopo la scuola, andavo dritto alla camera da letto per ascoltarmi i miei dischi. Le pareti avevano manifesti di tutte le band che mi piacevano: Clash, Stranglers, Stiff Little Fingers, Bowie. Avevo anche un enorme poster di 'Holidays in the Sun' dei Sex Pistols. Non avevo idea di quello che volevo fare allora - non ce l’ho nemmeno ora - ero solo dentro la musica. Non mi interessava ascoltare canzoni lente o le ballate, volevo solo qualcosa di veloce e forte che potevo cantare saltando su e giù sul letto con una mazza da baseball come un idiota. 'Complete control' dei Clash era la canzone più dura che avevo, tutto quello che volevo era in quel pezzo. Mi sparavo 'White Riot' dei Clash prima di andare a giocare, soprattutto quando ero nel Forest.”

I Rolling Stones sono sempre stati appassionatissimi di cricket (il solo Bill Wyman è folle per il Crystal Palace ma soprattutto tifa contro il Millwall per cui non esita usare parole di vero e proprio odio) ma Mick Jagger, cuore Arsenal, ama tantissimo anche il calcio, soprattutto le partite della Nazionale.
Anche se la fama che lo accompagna non è delle migliori.
Immancabilmente la sua presenza sugli spalti coincide con una sconfitta (Mondiali, Europei, competizioni internazionali) della compagine inglese.

Robert Plant, ex voce dei Led Zeppelin, è un accanito fan del Wolwerhampton.

L'elenco è pressoché infinito e coinvolge personaggi insospettabili, intellettuali che ci hanno regalato canzoni epiche, ricche di concetti sociali, politici, introversione, riflessioni profonde sul senso della vita ma che di fronte alla passione per una squadra o al colore della maglia di riferimento, ritrovano il gusto per quello che è il divertimento popolare per eccellenza, che trascende collocazioni socio economiche o posizioni politiche.

Purtroppo, come è ben noto, il “sistema calcio” sta andando sempre di più verso una dimensione puramente utilitaristica, dove il guadagno o la possibilità di utilizzare le squadre per questioni fiscali o affini hanno attirato holding finanziarie, fondi opachi, sceicchi e magnati di dubbia provenienza, che nulla hanno a che fare con l'amore per la maglia.
Curiosamente ma non troppo anche la musica e la discografia hanno intrapreso strade simili, vanificando progressivamente due mondi che hanno rappresentato un sogno per milioni di persone in tutto il mondo.

The dream is over cantava John Lennon, che di calcio non capiva niente.

giovedì, luglio 25, 2024

Campionato europeo di calcio 2024

Il puntuale commento di ALBERTO GALLETTI a proposito di Euro24.

Si è giocato il campionato europeo di calcio, ha vinto la Spagna.
Meritatamente, è stata l'unica squadra che ha costantemente cercato di giocare e vincere passando dal gioco, inoltre l'unica con una buona concentrazione di giocatori forti.
Vero anche che è passata da un buco stretto contro la Germania, dopo di loro la squadra migliore.

Ho notato un piacevole revival mittleuropeo con Austria e Svizzera consolidatesi a buon livello continentale, entrambe comunque prive di un centravanti di alto livello e quindi poi incapaci di superare certi ostacoli.
Peccato, per il gioco offerto avrebbero meritato un turno in più almeno.
Invece poi va avanti l'inguardabile Olanda, e la Francia, idem ma con individualità migliori.
A queste due aggiungerei Romania e Slovacchia che hanno mostrato buona organizzazione che non si è poi tradotta in campo in prestazioni inguardabili da dieci uomini dietro la palla ma in partite giocate con l'intento di riuscire comunque a prevalere.
Anche per loro vale il discorso delle due di prima, la mancanza di una punta di livello si rivela poi fatale quando si trova un' avversario di spessore.
Sulla stessa falsariga ma appena sotto la Slovenia.

L'Italia ha fatto pena, solo quattro giocatori di livello: Donnarumma, Bastoni, Calafiori e Barella, forse Chiesa ma non s'è visto, lontani comunque dagli standard iberici.
Scarsi tutti gli altri, il selezionatore avrà il suo bel daffare.
Deludente il gioco, mi sarei aspettato di più, specialmente dopo aver visto in azione il Napoli dello scudetto e invece niente, zero idee, zero impostazione.
Siam sempre lì, son due lavori diversi, un conto è allenare una squadra ogni giorno, un conto è allenare una selezione ogni tanto con gente che viene da posti diversi e da sistemi di gioco diversi.
Forse gli è mancato il tempo essendo subentrato in corsa e dovendo rimediare la qualificazione, boh? Vedremo.

Sui relitti del naufragio calcistico poi, esilaranti i commenti di sedicenti giornalisti,telecronisti, radiocronisti, esperti d'altro, tromboni e dirigenti che delirano sul fallimento del sistema (ogni tanto può capitare una generazione i cui giocatori non sono un granchè) e se la prendono principalmente con la formula della Serie A a 20 squadre, la stessa che ha la Spagna che ha vinto.
Invocano "la riforma" (ancora?) ma quella nella quale tutti i soldi generati dal sistema calcio finiscano tutti, ma proprio tutti, nelle tasche delle squadre di Serie A, squadre che ovviamente cavalcano l'onda pro domo proprius.
Il cancro del calcio italiano sono proprio loro.
Ma andassero a vedere come si insegna a giocare nei vivai delle squadre professionistiche!
Poi vadano in Spagna (o Portogallo o Francia) e si facciano qualche domanda.

Imbarazzante Ronaldo, ormai al capolinea, e palla al piede dei lusitani.
La squadra per vincere ce l'avevano.

Francia stranamente votata al catenaccio e a riversarsi irrimediabilmente su Mbappè, non in grande condizione, e ad imbottigliarsi sulla tre-quarti.
Griezmann mi è parso calato e Giroud lo avrei messo sempre. Squadra senza idee, come la nostra, ma con giocatori un po migliori.

La Germania è stata l'altra squadra forte del torneo.
Decisamente buona da meta-campo in su, molto meno dietro.
Molto forti le due ali, Sanè e Musiala, irritante Havertz e i suoi gol sbagliati per una sufficienza mentale che meriterebbe calci in culo e non convocazioni in nazionale.
Meglio Fullkrug senz'altro, specialmente in una squadra che produce parecchie occasioni. I problemi li hanno dietro, dove Tah sebbene prestante mi è parso falloso, spesso fuori tempo e coi piedi di piombo.
Male anche Rudiger ma lo sapevamo.
L'unico è stato Kimmich, anche Neuer è ora che vada in pensione.
Ad ogni modo se sistemano la difesa, al prossimo mondiale li vedo ancora protagonisti.

Sul loro torneo pesa comunque, come un macigno, l'episodio più decisivo di tutto il torneo, cioè il rigore non dato ai supplementari nel quarto contro la Spagna (la vera finale) e che a quel punto avrebbe fatto andare il torneo da tutt'altra parte.
Del var non parlo ma ai suoi sostenitori chiedo lumi sull'accaduto.

La Croazia è finita così pure Modric, vedi Ronaldo. Deludente, al solito, il Belgio, pure loro schiavi di un incapace, stavolta Lukaku.
Il giorno che se ne libereranno sarà sempre troppo tardi.
Non mi sembra più, comunque, una squadra piena di talenti.

Simpatiche Georgia e Albania.

Peggior squadra la Scozia improponibili a questi livelli, seguono Serbia e Polonia.
Pessime comunque tutte le squadre che sono uscite al primo turno.

Quindi dopo una prima fase un po scoppiettante grazie alla presenza di chi non dovrebbe esser stato lì, la fase ad eliminazione diretta ha offerto partite in gran parte pallose in cui la tattica, figlia e serva della paura di perdere, ha prevalso sul gioco.


Alla fine capita quindi che tre squadre che giocano malissimo vanno in semifinale, una in finale.

L' Inghilterra arriva all' atto conclusivo per la seconda volta di fila, ma ancora una volta cade sull' ultimo ostacolo.
Meno male, non meritavano niente e questa volta l'avversario era proibitivo.
Favoriti dai demeriti francesi che non vincono il girone e finiscono nella parte alta del tabellone (sarebbero probabilmente bastati anche in questa versione per mandarli a casa), godono pure della benevolenza da parte degli organizzatori che squalificano Bellingham per una giornata causa gestaccio ma sospendono la pena (??), da scontarsi probabilmente quando farà comodo a loro, permettendogli così di giocare contro la Svizzera.
Per un gesto definito politico Demiral si è preso due giornate di squalifica la prima delle quali scontata la partita successiva. Boh?
Portabandiera ormai da un paio di decenni del calcio globalizzato/ corporate businness grazie alla loro Premier League di merda, personalmente felicissimo che lo abbiano preso in culo un'altra volta.

Per quanto riguarda la manifestazione, prima edizione a 24 squadre, divise in 6 gironi andavano avanti le prime due di ogni girone più quattro delle migliori terze.
Praticamente al primo turno non è andato fuori nessuno.
Un primo turno inutile, buono solo per le audience televisive e il numero di tifosi delle squadre minori, accorsi in Germania a contribuire en-masse all'incremento del business di bar ristoranti e alberghi.

L'introduzione dei fan parks ha permesso alle città ospitanti di fare più soldi, accogliendo orde di tifosi che vi si sono riversate senza il biglietto della partita per 'partecipare' comunque all'evento.
Un po' come farsi le pippe invece di chiavare, anche se un modo per gestire queste folle sterminate.
L'UEFA sbandiera un successo economico e un 'inclusività' (sic) senza precedenti.
Un mondo di segaioli.
E affaristi.
E' sembrato a tratti che le partite fossero un corollario di tutto il resto.
In effetti il calcio inteso come gioco o sport è defunto da tempo.

Parallelamente le capienze disponibili degli stadi usati sono state ridotte del 10% in media per motivi di sicurezza.
Non si sa mai eh, la calca, ma poi si fanno radunare 100mila persone in un parcheggio o nel piazzale antistadio in un area piana senza posti assegnati mentre per entrare dentro dove ci sono più posti a sedere che persone, spazi e vie di fuga studiate secondo i massimi criteri di sicurezza, ti fanno tirare via il tappo dalla bottiglietta dell'acqua e si servono birre, rigorosamente in bicchieri di plastica che poi vengono scagliati pieni ai giocatori che stanno tirando un corner o una rimessa laterale o verso le panchine tanto gli spettatori oggi hanno i soldi in tasca per comprarne un'altra.
Se ne andassero tutti affanculo, nessuno escluso.

La finale ha avuto 65.600 spettatori, la capienza dell' Olympiastadion è 74.461

La semifinale Francia - Spagna ha avuto 62.042 spettatori, la capienza dell' Allianz Arena è 75.000

la semifinale Olanda - Inghilterra ha avuto 60.926 spettatori, la capienza del Westfalenstadion è 81.365

Mi sfugge qualcosa, o forse no.

Infatti no, il 9 luglio mentre si giocava la semifinale Francia-Spagna, la Steaua Bucarest, campione di Romania, una squadra che aveva passato il primo turno e anche discretamente figurato, iniziava il suo percorso nella Champions League 2024/25 battendo 7-1 in trasferta la Virtus Acquaviva nell'andata del primo turno di qualificazione.
Contemporaneamente la Dinamo Batumi campione georgiano veniva da questo primo turno eliminata, quindi prima che l'Europeo (che è sempre la stagione scorsa) finisse.
Anche la Georgia ha passato il primo turno.
Mi sfugge qualcosa.

Riassumendo:

Campione d'Europa: Spagna
Capocannoniere: 6 giocatori con 3 reti ma il titolo è andato a Dani Olmo
Gol realizzati 117, media 2,29 a partita
Miglior attacco: Spagna 15 reti
Miglior difesa: Belgio, Serbia, Slovenia: 2 reti subite
Miglior giocatore: Rodri (Spagna)
Miglior giovane: Yamal (Spagna)

Per me:
Miglior squadra: Spagna
Miglior giocatore: Rodri (Spagna)
Miglior allenatore: de la Fuente (Spagna)
Miglior partita: Olanda 2-3 Austria
Miglior gol: Shaquiri in Scozia 1-1 Svizzera
Sorpresa: Turchia

Miglior portiere: Diogo Costa (Portogallo)
Miglior difensore: Kimmich (Germania)
Miglior centrocampista: Rodri (Spagna)
MIglior attaccante: Nico Williams (Spagna)
Giocatore rivelazione: Calafiori (Italia)
Menzione speciale: Dani Olmo (Spagna)

Il mio XI del torneo (4-2-3-1): Diogo Costa; Kimmich, Ruben Dias, Calafiori, Carvajal; Rodri, Lobotka; Yamal, Dani Olmo, Nico Williams; Fullkrug

mercoledì, luglio 03, 2024

Andare allo stadio 2023/24

Alberto Galletti ci propone l'ormai consueta rubrica di fine anno sui dati relativi alle affluenze negli stadi europei.

Stagione per club finita, vittorie più o meno prevedibili ovunque e qualche piacevole sorpresa/exploit qua e la. Non seguo più in maniera tale da poter commentare.

Ritorno ad un mio vecchio pallino con una carrellata di classifiche sugli spettatori che si riassumono in un elenco di nomi e numeri. Nomi, nomi sempre uguali, sempre quelli, nomi che contengono ormai cose che non sono più le stesse ma che elencando e vedendo elencati, mi fanno pensare che tutto sia come sempre, dimenticando per un attimo l'insopportabile idiozia che è diventato il calcio oggi.

Medie spettatori a partita:

Campionati
1 Bundesliga 39.442
2 Premier League 38.562
3 Serie A 30.967
4 Zweite Bundesliga 29.120
5 La Liga 29.072
6 Ligue 1 26.879
7 EFL Championship 23.052
8 Eredivisie 18.397
9 Scottish Premier League 16.458
10 Ekstraklasa 12.232

Squadre
1 Borussia Dortmund 81.305
2 FC Bayern 75.000
3 Manchester United 73.534
4 Internazionale 72.838
5 Real Madrid 72.061
6 AC Milan 72.008
7 Roma 62.970
8 West Ham United 62.464
9 Tottenham Hotspur 61.459
10 Schalke 04 61.388*
11 Olympique de Marseille 60.799
12 Arsenal 60.236
13 Atletico Madrid 59.731
14 Celtic 58.827
15 Eintracht Frankfurt 56.900
16 Benfica 56.248
17 Hamburger SV 55.908*
18 Liverpool 55.789
19 VfB Stuttgart 55.118
20 Manchester City 53.075

* 2a Divisione

Ho voluto includere le prime 20 squadre più seguite invece delle dieci di tutte le altre classifiche per sottolineare alcuni aspetti che mi hanno colto il pensiero mettevo mettevo in fila i valori.
Il primo, e più generale, è quello che il paese dove il calcio è più seguito è la Germania.
Secondariamente, a conferma del primo punto, in questa classifica ci sono due squadre di seconda serie, entrambe tedesche, una addirittura nelle prime dieci. Quest'ultima squadra, lo Schalke 04, ha vissuto una stagione tremenda con lo spauracchio della retrocessione in terza serie scongiurato solo a due giornate dalla fine e a serio rischio scomparsa, che gli analisti davano per certo in caso di retrocessione e adesso un po' meno.
Quindi l' Amburgo che fa più spettatori del Liverpool stando in seconda serie, quarant'anni fa dominavano entrambi in patria e in Europa.

Riprendiamo la carrellata seguendo la classifica per nazioni

Germania
1 Borussia Dortmund 81.305
2 Bayern 75.000
3 Schalke 04 61.388*
4 Eintracht Frankfurt 56.900
5 Hamburger SV 55.908*
6 VfB Stuttgart 55.118
7 Borussia Monchengladbach 51,371
8 Hertha BSC 50.559 *
9 1.FC Koln 49.829
10 RB Leipzig 44.634

* 2a Divisione

Inghilterra
1 Manchester United 73.534
2 West Ham United 62.464
3 Tottenham Hotspur 61.459
4 Arsenal 60.236
5 Liverpool 55.789
6 Manchester City 53.075
7 Newcastle United 52.150
8 Aston Villa 41.858
9 Sunderland 41.028*
10 Chelsea 39.576

* 2a Divisione

Italia
1 Internazionale 72.838
2 AC Milan 72.008
3 Roma 62.970
4 Napoli 46.814
5 Lazio 44.853
6 Juventus 39.575
7 Genoa 31.984
8 Fiorentina 28.807
9 Lecce 26.645
10 Bologna 25.914

Sorprendente il dato del Lecce non tanto per la posizione quanto per la quantità, in considerazione del fatto che si tratta di una città di 95.000 abitanti. Buono anche quello del Genoa che era neopromosso. Pensavo meglio il Bologna vista la miglior stagione da quella dello scudetto del 1964, 60 anni! non me ne vogliano, la riflessione è generale, ma a parlare e andare in piazza quando si è vinto son buoni tutti, a seguire la squadra ogni domenica un po meno.
Nella seconda divisione inglese otto squadre hanno una media superiore, in quella tedesca undici.

Spagna
1 Real Madrid 72.061
2 Atletico Madrid 59.731
3 Real Betis 51.175
4 Athletic Club 46.112
5 Valencia 43.420
6 Barcelona 39.846
7 Sevilla CF 35.494
8 Real Sociedad 31.710
9 UD Las Palmas 25.041
10 Real Zaragoza 22.535*

* 2a Divisione

Bassissimo il dato del Barcellona che passa da squadra con la media più alta d' Europa nel 2022/23 al 6° posto in Spagna quest'anno.
Colpa dei lavori in corso al Camp Nou e del trasferimento momentaneo al Montjuic, meno capiente, con pista di atletica e poco gradito ai locali.

Francia
1 Olympique de Marseille 60.799
2 Paris St. Germain 49.370
3 Olympique Lyon 43.700
4 Lille OSC 39.943
5 RC Lens 37.824
6 Nantes 27.555
7 Stade Rennais 27.498
8 Toulouse 25.802
9 Racing Strasbourg 25.524
10 OGC Nice 24.952

L' O.M. sempre la squadra più amata. Per distacco. Droit au but!

Olanda
1 Ajax 53.594
2 Feyenoord 46.563
3 PSV Eindhoven 33.898
4 Twente 29.563
5 Heerenven 20.561
6 Utrech 20.361
7 FC Groningen 20.217*
8 AZ Alkmaar 17.925
9 NAC Breda 17.557*
10 Vitesse Arnhem 15.391

* 2a Divisione

Scozia
1 Celtic 58.827
2 Rangers 49.141
3 Heart of Midlothian 18.406
4 Hibernian 16.808
5 Aberdeen 16.055

Polonia
1 Lech Poznan 24.852
2 Legia Warszawa 24.716
3 Slask Wrocklaw 22.842
4 Ruch Chorzow 18.481
5 Pogon Szeczecin 17.294
6 Widzew Lodz 17.186
7 Wisla Krakow 16.613*
8 Gornik Zabrze 16.406
9 Jagiellonia Bialystok 13.723
10 Korona Kielce 10.986

Gli altri due campionati più seguiti: Zweite Bundesliga
1 Schalke 04 61.388
2 Hamburger SV 55.908
3 Hertha BSC 50.559
4 1.FC Kaiserslautern 43.888
5 Fortuna 95 Dusseldorf 39.672
6 Hannover 96 37.770
7 1.FC Nurnberg 34.416
8 FC St. Pauli 29.424
9 Karlsruher SC 27.099
10 Hansa Rostock 26.215

EFL Championship
1 Sunderland 41.028
2 Leeds United 35.989
3 Leicester City 31.238
4 Southampton 29.373
5 Ipswich Town 28.845
6 Middlesbrough 26.905
7 Sheffield Wednesday 26.762
8 Norwich City 26.077
9 Coventry City 25.468
10 West Bromwich Albion 24.057

Quindi la principale competizione europea

Champions League
1 Borussia Dortmund 81.365
2 FC Bayern 75.000
3 1.FC Union Berlin 73.403
4 Manchester United 73.175
5 Real Madrid 72.777
6 Internazionale 72.481
7 AC Milan 72.212
8 Atletico Madrid 64.803
9 Arsenal 59.698
10 Celtic 56.099

Riempimento medio
1 Borussia Dortmund 100%
2 FC Bayern 100%
3 1.FC Heidenheim 100%
4 TSV Munchen 1860** 100%
5 Arsenal 99,96%
6 West Ham United 99,94%
7 Schalke 04* 99,85%
8 1.FC Koln 99,66%
9 Newcastle United 99,62%
10 FC St. Pauli * 99,59%

* 2a Divisione
** 3a Divisione

Si può dire per tutte un tutto esaurito ogni volta. Notevole in Italia il dato del Cagliari al 98,48%, (primo) lontano dalle prime posizioni in una classifica molto fitta di dati numerici al secondo decimale, molto vicino, nella realtà delle presenze, alle migliori realtà europee.

VARIE

Partite
1 Borussia Dortmund 0-2 Real Madrid, Finale di Champions League, 86.212 (Wembley)
2 Leeds United 0-1 Southampton, Championship P/O Finale, 85.862 (Wembley)
3 Manchester City 1-2 Manchester United, Finale FA Cup, 84.814 (Wembley)
4 Coventry City 3-3 dts (2-4 rig) Manchester United, Semifinale FA Cup, 83.672 (Wembley)

La partita di campionato con più spettatori è stata Borussia Dortmund...... in realtà non c'è stata perchè i gialloneri hanno fatto registrare il dato più alto con 81.365 spettatori per ben 23 volte!!! e quindi un tutte le diciassette partite casalinghe di campionato.

Degne di menzione anche le medie/partita di
1 Dynamo Dresden 28.732 III Divisione tedesca
2 Derby County 27.278 III Divisione inglese
3 Malaga CF 21.702 III Divisione spagnola
4 Bolton Wanderers 21.036 III Divisione inglese
5 RCD La Coruna 20.738 III Divisione spagnola
6 Alemannia Aachen 19.708 IV Divisione tedesca (Regionalliga)

Un ultimo sguardo su casa nostra:

Medie Serie B
1 Sampdoria 22.840
2 Palermo 22.817
3 Bari 17.366
4 Parma 13.441
5 Modena 10.066

Medie Serie C 1 Catania 15.175
2 Cesena 9.554
3 LR Vicenza 7.958
4 SPAL 6.514
5 Avellino 6.488

Appendice

In Premier League, il campionato più, importante, più ricco, più bello, più tutto, quest' anno hanno giocato Bournemouth e Luton, due squadre con stadi dalla capienza piccolissima 11.379 e 12.000 rispettivamente.
Ovviamente sono stati sempre pieni, capienza media 11.103 e 11.244 rispettivamente.
Nel caso del Luton lo stadio è anche vecchissimo, scomodissimo, oggettivamente brutto incastrato tra le case e la ferrovia. Un reperto archeologico che continua a funzionare. Non solo, ospita le partite del campionato più importante del mondo.

In Italia, come già accaduto lo scorso anno, ma anche prima, la Juve Stabia, neopromossa in Serie B dovrà giocare le prime partite in casa del prossimo campionato a Piacenza perchè il suo stadio con una capienza da 12.400 di cui 7.642 a sedere non è in regola con le norme federali che prevedono un minimo di 5.500 posti a sedere distribuiti su quattro settori distinti.

La stessa cosa interesserà l'Alcione di Milano neopromossa in Serie C che dovrà giocare a Fiorenzuola in quanto il prefetto ha negato l'uso dell' Arena Civica (10.000 posti a sedere in una capienza totale di 30.000). Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere e come sia possibile che la federazione, ma anche il sindaco di Milano la accettino supinamente. Per la serie C basta una capienza di 1.500 spettatori e verosimilmente l'Alcione non avrà mai più di 500 spettatori.
Stesso problema anche per il Mantova, neopromosso in B che giocherà a Cesena fino a quando i lavori di adeguamento alle norme del Martelli saranno terminati.
Già in quest'ultima stagione ci sono stati i casi di Sestri Levante (Serie C) che ha giocato le partite casalinghe a Carrara, Pontedera e Vercelli(!), il Monterosi che dalla provincia di Viterbo ha dovuto giocare a Teramo, e La Feralpi Salò che ha disputato il suo primo campionato di Serie B della storia a Piacenza.

Davanti ad uno sfascio normativo, burocratico e strutturale del genere mi chiedo come sia possibile accettare tutto questo.
La Federazione si nasconde dietro gli obblighi normativi, il legislatore non si cura della realtà in questione e legifera con la mannaia in mano, gli amministratori locali si giustificano dietro gli obblighi federali e di legge preoccupati solo dell'ordine pubblico e quei pochi, perchè sono pochi, che seguono la squadra subiscono punizioni spropositate perchè tutti se ne fregano.

Vero è che anche le dirigenze delle squadre dovrebbero tenere in conto prioritariamente la questione stadio quando si mettono in testa di vincere dei campionati.
Poi però, a proposito di ordine pubblico, succede che a Piacenza i tifosi della Sampdoria, in trasferta per la partita contro la Feralpi, sfasciano un bar nelle vicinanze del Garilli colpevole secondo loro di essere una tana di ultras del Piace che quel giorno erano in trasferta non so dove.
Mi piacerebbe chiedere al prefetto di Piacenza, alla FIGC e al prefetto di Milano (che ha negato l'Arena all' Alcione verosimilmente preoccupato dell'ordine pubblico in centro a Milano per le partite di serie C di una squadra rionale) un parere su questo.

Avanti così, a norma di legge, senza curarsi del perchè e del percome, di niente e di nessuno.

E intanto le categorie inferiori, già massacrate dal trend mangiatutto del calcio di alto livello, languono e le tradizionali piazze di provincia subiscono mortificazioni immeritate, mentre invece andrebbero aiutate a portare avanti la vita calcistica della provincia per la quale, credo, giocare sul proprio campo rimanga un requisito irrinunciabile.

Spero che la Carrarese riesca a giocare il prossimo campionato di Serie B a Carrara e non dover emigrare ad Ancona o chissà dove.

giovedì, giugno 06, 2024

Saudi League

Si è parlato a lungo della Saudi League, come nuova frontiera dello spettacolo calcistico, grazie all'arrivo di titolati campioni (da Cristiano Ronaldo a Neymar, Benzema, Brozovic, mané, Firmino) e nomi magari di secondo piano ma comunque reduci da esperienze nei migliori campionati europei.
Tutti sommersi da valanghe di soldi.

Le aspettative sono state ampiamente deluse.
A partire dalla Nazionale guidata da Mancini che dall'auspiacato innalzamento qualitativo del campionato avrebbe dovuto trarre vantaggio ma che è stata eliminata agli ottavi della Coppa d'Asia 2023.

Il campionato si è rivelato invece privo di alcun interesse sportivo.

Disertato dal pubblico televisivo: uno share sempre sotto il 2%, dato bassissimo mentre la media di presenze negli stadi passata dai 10.197 spettatori del 2022/23 agli 8.399 del 2023/24.

La serie A ha 30.911 spettatori, la serie B 22.247, la Lega Pro 3.200 (con un'impennata di spettatori televisivi del 40%).

I 18 club che prendono parte alla Saudi Pro League hanno speso quasi 939 milioni di euro in cartellini (di cui oltre 800 milioni solo dai quattro principali club sauditi, Al-Hilal, Al-Ahli, Al-Ittihad e Al-Nassr), e circa 1,2 miliardi in ingaggi stagionali, con un incasso di 50 milioni (la Premier ha incassato 1,5 miliardi).
In Italia si è speso circa 850 milioni ma con un attivo di oltre 170 milioni, la Bundesliga +300 milioni, la Liga a +150 milioni.

Non dimentichiamo però che il calcio è solo una componente del progetto, partito nel 2017, SAUDI VISION 2030, più ampio e complesso, di espansione economica, politica e sociale dell'Arabia Saudita nel mondo.

Lo sport (oltre al calcio - con candidatura per i Mondiali 2020 - ci sono anche Formula Uno, golf e boxe, tra gli altri) è la cortina fumogena virtuosa per fare dimenticare i diritti umani costantemente violati, la condizione dei lavoratori stranieri e le discriminazioni pesantissime nei confronti delle donne (non parliamo dei diritti LGBT+), il ricorso frequente alla pena di morte per reati spesso risibili, la vendita di armi e l'espansionismo politico a suon di cannonate (vedi lo Yemen).

I prossimi anni ci diranno se è stato solo il primo passo verso una nuova dimensione del calcio mondiale o un tentativo mal riuscito e al momento molto triste e inutile.

mercoledì, maggio 29, 2024

Campionati di calcio 2023 / 2024

Uno sguardo a cosa è successo nei vari campionati di calcio in giro per l'Europa e non solo.

In Italia ha stravinto l'Inter, facendo il vuoto, contro squadre di livello davvero mediocre.
Il Napoli campione sparisce nelle retrovie, bellissima la prestazione del Bologna (che approfitta del livello del campionato), sempre solida l'Atalanta (che si porta a casa un trofeo di quelli che contano), contro ogni aspettativa si salva il "mio" Cagliari (grazie soprattutto a Mister Ranieri).
Come ogni anno è sempre più evidente che 20 squadre sono troppe.

In Spagna domina il Real Madrid, staccando per bene il Barcellona e la sorpresa Girona poi l'Atletico Madrid.
Solito PSG in Francia (e sempre al solito a bocca asciutta in Europa) con l'inaspettato Brest al terzo posto.
L'imbattibile Leverkusen stacca tutti in Germania, Bayern dietro anche allo Stoccarda.
Risale in Bundesliga il St.Pauli, olè!
In Premier il City di un soffio sull'Arsenal. Torna grande l'Aston Villa. Risalgono in massima serie il Leicester e un nome "classico" come l'Ispwich Town.
Il Celtic porta a casa il 54° titolo scozzese davanti ai Rangers. Quinto titolo consecutivo per gli Shamrock Rovers in Irlanda, in Irlanda del Nord il Larne bissa il successo dello scorso anno e mette in bacheca il secondo titolo della sua storia.
Al Vikingur lo scudetto delle Far Oer.
La Cimru League gallese ancora una volta ai New Saints.

Lo Sporting Lisbona si prende il campionato portoghese lasciando lontani Benfica e Porto.
Young Boys campioni di Svizzera davanti al Lugano, Sturm Graz in Austria, al Vaduz la Coppa del Lichtenstein.
Secondo titolo consecutivo per l' Ħamrun Spartans a Malta, allenato dall'ex Lazio, Atalanta, Samp, Fiorentina e 5 presenze in Nazionale, Luciano Zauri. A Malta allena anche Mauro Camoranesi, nel Floriana. L'Apoel vince a Cipro.

Il Tre Penne batte 3-2 ai supplementari il Murata e vince il Campionato di San Marino mentre l'UE Santa Colonna è per la prima volta Campione d'Andorra.
Al Differdange03 il titolo in Lussemburgo. La squadra è nata dalla fusione dei Red Boys (storica squadra locale) con il Differdange.
I Red Boys nella Coppa UEFA 1984-1985 fermarono all'andata sullo 0-0 l'Ajax (ma furono poi sconfitti per 14-0 in trasferta).

Al Bruges lo scudetto belga, al PSV quello olandese davanti a Feyenoord e Twente, solo quinto l'Ajax.
Salendo in Scandinavia, torna a vincere il Midtjylland davanti al Brondby in Danimarca, quarto titolo in cinque anni per il Bodo/Glimt in Norvegia, ventiquattresimo per il Malmoe in Svezia (record assoluto), trentaquattresimo, quarto consecutivo per l'HJK in Finlandia.

All'Olimpia Lubiana il campionato sloveno, alla Dinamo Zagabria davanti al Rjieka quello croato, al Borac Banja Luka quello bosniaco, 18 punti della Stella Rossa al Partizan in quello serbo.
Per la prima volta campione il Decic in Montenegro, secondo titolo (consecutivo) in assoluto per lo Struga in Macedonia.
L'Egnatia vince in Albania, il Ballkani in Kosovo.
Il PAOK vince di un punto sull'AEK in Grecia, 24° titolo per il Galatasaray sul Fenerbache in Turchia.

Il Ludogorec stacca di parecchio il CSKA Sofia in Bulgaria, vola lo Steaua Bucarest in Romania mentre in Moldavia il Petrocub Hîncești ha vinto il suo primo titolo, interrompendo la striscia di otto consecutivi dello Sheriff Tiraspol.

Dominano il Fecrencvaros in Ungheria e lo Slovan Bratislava in Slovacchia, lo Sparta Praga precede di poco lo Slavia Praga in Repubblica Ceca.
Lo Jagiellonia di Białystok vince per la prima volta lo scudetto polacco, alla sua 98° edizione.

In Lituania titolo al Panevėžys, RFS Riga in Lettonia, Levadia Tallin in Estonia, Vikingur in Islanda.

Nonostante tutto si gioca anche il campionato Ucraino e lo scudetto è andato allo Shaktar.
Anche in Bielorussia (Dinamo Minsk) e Russia dove ha vinto lo Zenit San Pietroburgo davanti al Krasnodar.

Al P'yownik Fowtbolayin Akowmb il campionato armeno, dominio assoluto del Qarabag in Azerbaigian.

L'Al Halil di Neymar ha vinto il ridicolo campionato dell'Arabia Saudita ma per fortuna non interessa a nessuno.

L'Estudiantes La plata vince in Argentina, il Palmeiras in Brasile, ai Mariners quello australiano, ai Sundowns il sudafricano, al Machida Zelvia il giapponese.
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