Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane, sempre super attive e interessantissime.
Spazio oggi alla Go Down Records con le parole di Massimo Recchia.
Go Down Records
https://www.godownrecords.com/
https://www.facebook.com/GoDownRecords
Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette
* La Go Down Records opera da anni, in chiave indipendente, in un ambito piuttosto ampio, pur se circoscritto al panorama rock ’n’ roll, garage, stoner. Come è nata questa esperienza ormai da lungo tempo consolidata nel panorama italiano ed estero?
L’etichetta fu fondata nel 2003 per l’esigenza di pubblicare autonomamente gli album della mia band OJM, mantenendo pieno controllo della delicata fase produttiva e della promozione.
Erano gli anni in cui il DIY era una filosofia diffusa e Leonardo Cola, al tempo nostro tour manager e fonico, ebbe l’energia e l’entusiasmo necessari per fondare insieme a me “la Go Down”.
I nostri modelli di riferimento erano le label americane Gearhead e Man’s Ruin, che hanno prodotto nomi come The Hellacopters, Nebula, Kyuss e QOTSA.
Oltre alla qualità della musica, ci colpiva la loro cura nelle copertine e le frequenti collaborazioni tra le band dello stesso roster negli split album.
* Da gestore della label hai notato se c’è stato un effettivo ritorno alla voglia di possedere l'oggetto fisico negli ultimi anni, a scapito della fruizione digitale?
Il caro vecchio vinile sarà sempre il mio supporto preferito, per il calore del suono e la bellezza dell’oggetto.
Ti confermo che non sono l’unico a pensarla così e la cosa positiva è che concordano con me molte persone di generazioni successive alla mia.
Anche il CD non si è estinto e resta una risorsa utile per le band emergenti, con i suoi costi più contenuti.
Avere le copie fisiche in occasione dei concerti è tuttora apprezzato dal pubblico, che comprando una copia sostiene, anzitutto, il morale degli artisti e dell’etichetta.
Il digitale è uno strumento potente, ma insufficiente per riuscire a emergere, da indipendenti, nel mare magnum dell’offerta globale e soprattutto farlo con risultati tangibili e continuativi anche nel mondo reale.
* Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale?
Abbiamo uno zoccolo duro di clienti affezionati di età compresa tra i 40 e i 70 anni.
Negli ultimi anni stiamo lavorando molto per raggiungere le nuove generazioni. In quest’ottica sono molto fruttuose le collaborazioni con festival come il Venezia Hardcore, che sa coinvolgere moltissimi under 30.
Inoltre è aumentato il focus sulla produzione di nuove band, con membri giovani, come nel caso di Percossa Fossile, The Loyal Cheaters e To The Max!
* C’è un minimo di ritorno economico per un’etichetta così specializzata e che pubblica sempre confezioni molto curate e di conseguenza più costose?
Sì, direi di sì.
Dopo quasi 25 anni di duro lavoro, riusciamo a coprire le spese e il tempo dei nostri stretti collaboratori di ufficio stampa, comunicazione social, booking e i valorosi venditori ai banchetti dei dischi.
La nostra attività è di tipo associativo, senza scopo di lucro, gli introiti vengono sempre reinvestiti in nuove uscite, promozione e organizzazione di live per far conoscere gli artisti del nostro roster.
* Con che criterio scegliete le band da produrre?
Nella nostra storia l’aggancio è sempre avvenuto tramite conoscenza diretta dei musicisti, o da segnalazioni tra addetti ai lavori o durante i concerti della scena indipendente.
Da poco abbiamo istituito un sistema di candidatura online nel nostro sito per allargare il radar e provare a dare risposta alle numerose band che ci scrivono.
Le band vengono sempre selezionate in base alla proposta musicale, alla professionalità, alla proattività e alla caparbietà che dimostrano nel portare avanti il loro progetto.
* Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
Lavoriamo con un nostro ufficio stampa, in pieno spirito DIY, e con All Noir per l’estero.
Portiamo avanti da molti anni l’organizzazione dei festival itineranti, i Go Down Fest, in Italia ed Europa, regalando all’ingresso CD e LP per far scoprire le nostre uscite, a volte anche a scatola chiusa, perché no?!
Crediamo molto nella socialità “reale”, quella che avviene ai concerti, tra persone accomunate da passione e curiosità per la musica suonata e sudata. Sono questi i contesti in cui promuoversi, facendo crescere la comunità, che per una sera si stacca da internet e decide di essere parte integrante dello spettacolo.
* Cosa c’è in programma per il futuro?
Tante belle nuove uscite: progetti consolidati come The Devils e Animaux Formidables, ritorni come gli Herba Mate, nuovi ingressi come Tangerine Stoned.
Sono in arrivo nuove date europee dei Go Down Fest, per le quali ringrazio i locali, che, appoggiandoci, danno lunga vita a questa avventura.
mercoledì, settembre 09, 2026
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento