sabato, novembre 30, 2019

Don Letts a Piacenza, Not Moving LTD, Classic Rock



Domani DON LETTS a Piacenza e tanto altro.
Alle 16.30 incontro con Don Letts ad Alphaville (piazza Tempio).
Poi otto band piacentine rifanno "London Calling".
Modera l'incontro con Don Letts Marco Botti con il mio aiuto.

Info qui:
https://www.facebook.com/events/513962162784767/



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK intervisto gli Aldi Dallo Spazio, di cui recensisco l'album "Quasar". Inoltre parlo di Zac, Black Snake Moan The Junction, Century Light, Joe Batta e i Jeko, Dharma 108, Max Zanotti, (Sandy) Alex G, Uto e del libro di Claudio Bonomi "Agorà Underground".



E' uscito il nuovo 45 giri dei NOT MOVING LTD per Area Pirata Records.
Con l'inedito "Lady Wine" e la ripresa, completamente riarrangiati di "Spider" e "Suicide temple"

http://www.areapirata.com/



NOT MOVING LTD in tour

Domenica 15 dicembre: Catania "Teatro Coppola"
https://www.facebook.com/events/2326788577427615/
Venerdì 20 dicembre: Piacenza “Musici per caso"
https://www.facebook.com/events/606962163381196/
Sabato 21 dicembre: Bologna “Freakout”
https://www.facebook.com/events/535808850565048/
Domenica 22 dicembre: Torino “Blah Blah”
https://www.facebook.com/events/563096704250642/

Nel 2020 torniamo da fine febbraio a: Magenta, Varese, Prato etc etc

https://www.facebook.com/Not-Moving-L-T-D-302470280600832

venerdì, novembre 29, 2019

Novembre 2019. Il meglio



Ultimi scampoli del 2019, tanti titoli in gara per il top dell'anno:
Specials, Dream Syndicate, Iggy Pop, Michael Kiwanuka, The Beat, Joe Jackson, Bob Mould, Paul Weller, Ride, la compilation 3X4, PP Arnold, Nick Cave, Avery R. Young, Chris Robinson Brotherhood, Oh Sees, Limboos, Fontaines DC, Kate Tempest, Philip Bailey, Liam Gallagher, Durand Jones and the Indications, Soul Motivators, Sleaford Mods, Suzi Quatro, Juliana Hatfield, Tanika Charles, Mavis Staples, Hugo Race Fatalists, The Raconteurs, Hannah Williams and the Affirmations, Gospelbeach..

In Italia Winstons, Daniele Silvestri, Julie's Haircut, Massimo Volume, Cesare Basile, Piaggio Soul Combination, Giuda, Oscar, Vinicio Capossela, Yum, Giulio Casale, I Rudi, Minis, London Underground, Ifriqiiyya Electrique, Oscar, Doubling Riders, Homesick Suni, Ophiuco, Zac, Massimiliano LaRocca, Aldi dallo spazio, No Strange, Manuel Agnelli


MICHAEL KIWANUKA - Kiwanuka
Un'enciclopedia black soul in cui convergono nel modo più moderno e progressivo possibile alcuni tra i principali referenti, da Curtis Mayfield a Gil Scott Heron, Marvin Gaye, Bill Withers. Il tutto shakerato con ampie dosi di gospel, blues, soul, jazz, una voce di prima qualità, arrangiamenti super cool. E se i riferimenti sono classici e apparentemente scontati, c'è l'approccio, del tutto attuale (anzi, con uno sguardo al futuro), a rendere questo album speciale e a issarlo nel luogo più alto delle produzioni di “musica nera” dell'anno. Non dimenticando testi attenti all'aspetto sociale (la stupenda Hero è dedicata all’attivista americano Fred Hampton ucciso dalla polizia nel 1969) e all'attualità.
Rolling with the times, don't be late!
Tra le vette del 2019.

SHAWN LEE - Shawn Lee rides again
Uno di quei nomi poco conosciuti ma che è in giro da decenni come compositore cinematografico e televisivo (da "Ocean's Thirteen", "The Getaway", "CSI") e collaborato con una miriade di artisti da Amy Winehouse a Lana Del Rey ai suoi AM. Il nuovo album è un bellissimo mix di soul, blues, country, melodie alla Beach Boys, grandi canzoni e tanto groove.

JEFF LYNNE'S ELO - From out of nowhere
Il tanto atteso nuovo album dei Beatles riuniti dopo 50 anni ne conferma la classe e non delude le aspettative.
I suoni sono moderni, gli arrangiamenti adeguati all'attualità, c'è la voglia tipicamente McCartneyiana di piacere al pubblico più vasto ma si sentono i classici timbri chitarristici di George, le melodie Lennoniane, il preciso drumming di Ringo, lo stile compositivo della coppia di autori più famosa di sempre.
Un misto di nostalgia e di voglia di essere ancora al passo con i tempi.
Bravi BEATLES!
E bravo JEFF LYNNE a riprodurne in modo così fedele quello che sarebbe stato il loro sound nel 2019.

JULIANA HATFIELD - Sings the Police
La grande cantautrice pop grunge americana prosegue (dopo quello, scarso e bizzarro, dedicato a Olivia Newton John), il suo percorso di omaggio ai nomi che più l'hanno influenzata artisticamente con un tributo ai Police. Molto riuscito, divertente, con versioni personali, ruvide, sensuali.

BECK - Hyperspace
Non sempre Beck indovina l'album giusto.
Ma nei 25 anni di attività discografica ha sempre saputo osare e guardare avanti.
Al nuovo "Hyperspace" collabora PHARELL WILLIAMS, personaggio geniale, cool, innovativo.
Il risultato è un album particolare, etereo, intensamente psichedelico, nella più moderna delle accezioni.
Comunque interessante(soprattutto per chi mastica di produzione e affini).

MANUEL AGNELLI - An evening with...
Stimo molto il musicista e artista MANUEL AGNELLI.
Ha scritto grandi brani, eccellenti album, fatto belle cose.
"An evening with..." è un estratto del tour che ha fatto in compagnia di Rodrigo D'Erasmo in vari teatri italiani, in chiave semi acustica, riprendendo brani di Afterhours e di varie band amate. Gli undici brani contenuti sono esemplificativi della capacità di fare rivivere episodi classici degli Afterhours a fianco di altri di Tom Waits, Lana Del Rey, una splendida "Shipbuilding" di Robert Wyatt, una riuscita "A perfect day" di Lou Reed.
CLASSE.

MATT MALTESE - Krystal
Soavemente 60's pop, un portamento mellow soul, atmosfere psichedeliche, uno sguardo a Donovan e a certo brit pop.
Molto intrigante.

MONOCHROME SET - Fabula Mendax
Un buon lavoro prosegue la lunga saga della band inglese. Un concept di livello più che dignitoso, interessate e con il classico marchio di fabbrica chitarristico e obliquo.

SWANS - Leaving meaning
Brani ipnotici, solenni, epici, declamati, sciamanici, con un'impostazione soffusa, sinuosa, sotterranea. e lugubri ballate molto vicine al classico mood alla Nick Cave, che tengono con il fiato sospeso. Affascinante, avvolgente, bello.

EMINENT STARS - Bumpin on
La band olandese firma il secondo album, intriso di amore folle per il sound di New Orleans, declinato in salsa soul e funk, una voce alla Joe Cocker, ottimi brani e grande tiro.
Consigliato!

NEIL YOUNG - Colorado
Sferraglia e deraglia con i Crazy Horse nel suo 39° album il grande Neil. Nulla di nuovo sotto il sole. Ma chi lo vuole? Lui ha già sperimentato e cambiato tanto. Qui c'è la solita classe, il solito approccio grezzo, crudo, sincero. E ciò è sufficiente.

AA.VV - Note di viaggio
Omaggio alle canzoni di Francesco Guccini con la produzione di Mauro Pagani. Si salvano poche cose: Manuel Agnelli, una buona Elisa, Carmen Consoli, Samuele Bersani con Luca Carboni. C'è LUI, Guccini con un inedito che "canta" con voce flebile e stanca, lasciando un velo di tristezza.

NO STRANGE - Mutter Der Erde
Omaggio a Jutta Nienhaus, recentemente scomparsa, cantante degli Analogy, tra le migliori band psichedeliche attive in Italia nei 70.
E ulteriore conferma dell'unicità del gruppo torinese, attivo da decenni, interprete personalissimo di un sound che attinge dai più profondi meandri della psichedelia, contaminandola con radici etniche, folk, suoni orientali, riferimenti a nomi storici come i Popol Vuh.
Unici interpreti di un suono che preservano nel migliore dei modi, portandolo avanti con un'impronta distintiva.

LIFE IN THE WOODS - Blue
Cinque brani (prodotti da Gianni Maroccolo) di presentazione per il giovanissimo trio romano.
Un biglietto da visita di primissima qualità tra suggestioni psichedeliche, hard rock di sapore Led Zeppelin (di cui riprendono anche l'anima folk), un'anima rock blues e grandi capacità tecniche e compositive.

ALEX CREMONESI - La prosecuzione della poesia con altri mezzi
Algido, solenne e rigoroso nel suo viaggiare in trame elettroniche minimali che abbracciano voluttuosi riferimenti alla canzone d'autore (Ciampi, Bindi, Tenco). Nutrito il parterre di ospiti che ne nobilitano il già ampio spessore, da Mauro Ermanno Giovanardi a Mara Redeghieri, Luca Leziero, Lagash, Cesare Malfatti, Edda, Stefano Ghittoni, Howie B, tra i tanti. Un lavoro unico e personalissimo, testi interessantissimi.

AYAHUASCA - Naad
Interessantissimo esordio per la band emiliana. Partendo da un mood caro a band come Jefferson Airplane, da riff psichedelici che flirtano con il rock blues dei Cream, si addentrano in territori stoner psichedelici con estrema maestria. Ottimi brani, sound perfettamente inquadrato, esecuzione eccellente.

DUE - s/t
Luca Lezziero e Stefano Giovannardi vantano una lunga amicizia e un continuo incrociarsi in progetti artistici paralleli. Finalmente nasce l’opportunità di una collaborazione fattiva, appunto, in “due”. Partorendo un album di sapore elettronico, ricco di idee, sperimentazione e che guarda agli anni 80 e 90, con un approccio sospeso e decadente (come bene insegnarono i Japan di David Sylvian e le prim opere soliste di John Foxx). Il risultato è affascinante e avvolgente. Ottimo album.

GO CANNIBAL - Go!
Tre facce note della scena punk n roll italiana scartavetrano, in questa nuova avventura, strumenti e apparati uditivi con quindici brani minimali, diretti, gracchianti che guardano al garage punk come agli Mc5. Nessuna leziosità, raffinatezza o indulgenza in fiori e colori. Solo un micidiale tiro di puro e semplice rock n roll, quello primitivo, crudo, vero e sincero. Go Cannibal Go!!!

LE CAROGNE - TuttiFuzzy
L'irriverente band pisana approda, dopo un singolo d'esordio, ad un album con quattordici brani tiratissimi tra punk, hardcore, street hard rock. Tra TurboNegro, Skiantos (c'è un forte elemento che riporta al cosiddetto "Rock 80" italiano, dai Luthi Croma alla band di Freak Antoni) e il primo hardcore americano. Ruvidissimi, cattivi al punto giusto, grezzi e sguaiati. Perfetti!

TONI CRIMINE - s/t
L'irriverente band pisana approda, dopo un singolo d'esordio, ad un album con quattordici brani tiratissimi tra punk, hardcore, street hard rock. Tra TurboNegro, Skiantos (c'è un forte elemento che riporta al cosiddetto "Rock 80" italiano, dai Luthi Croma alla band di Freak Antoni) e il primo hardcore americano. Ruvidissimi, cattivi al punto giusto, grezzi e sguaiati. Perfetti!

BACKDOOR SOCIETY - I'm not important to you / So confused
La band piacentina mette a segno un altro perfetto centro nel bersaglio. I due brani del 45 giri in prezioso vinile proseguono il loro cammino nell'universo affascinante dei 60's, tra garage beat e Dutch sound, con una potenza espressiva di primissima qualità e capacità esecutive di altissimo livello (che si palesano perfettamente dal vivo).

UGLY SOUNDS - They can't go home / All of those days
Il terzetto sardo (con ex membri dei mitici Rippers) alle prese con un poderoso garage punk, grezzo e ruvido ma che sembra guardare anche alla lezione indimenticabile di una band come i Modern Lovers. Il risultato è un 45 giri di grande impatto e decisamente affascinante.

ASCOLTATO ANCHE:
JOE HENRY (ballate scure, intensissime, invernali. Un bel disco), RAFAEL SADIQ (sempre molto vicino a Prince, tra funk, nu soul e funk pop), KIZZY CRAWFORD (pop jazz soul molto gradevole), CARMEN LUNDY (jazz pop soul raffinato), DALATA (soul/lounge/latin jazz. Molto gradevole), BLICHER HEMMER GADD (un live di Hammond jazz lounge molto gradevole e suonato da maestri dello strumento), CHARLY BLISS (palloso e sciapo pop punky rock), KELE (ex voce dei Bloc Party, album discreto di funk/hip hop/contaminazioni varie), FRAN (catatonico rock cantautorale), RANDY MULLER (buon soul disco funk. Leggero e godibile)

LETTO

PETE TOWNSHEND - The age of anxiety
L'autobiografia di Pete Townshend, "Who I Am", uscita nel 2012 aveva deluso parecchio.
Un'occasione persa.
Ora Pete torna con un nuovo sforzo letterario che sviluppa un'opera (la più volte annunciata ma mai del tutto terminata "Floss") che contempla anche una trasposizione musicale e teatrale (a tempo indefinito, visti i prossimi impegni degli Who tra nuovo album e tour nel 2020).
"The age of anxiety" è un romanzo complesso, una storia torbida e concettuale in cui si dipanano trame familiari, tradimenti, intrecci sentimentali e sessuali, raccontati in prima persona da Louis Doxtader, alter ego dell'autore.
Ampi e frequenti i riferimenti autobiografici con elementi riconducibili a TOMMY, QUADROPHENIA, e LIFEHOUSE e altri momenti nella vita artistica di Pete e Who che il fan più accanito saprà riconoscere.
Interessante, intrigante, scritto bene, pur se talvolta prolisso e perso in meandri poco coinvolgenti.
E' un'opera di PETE TOWNSHEND e come tale oggetto di fascinazione per chi ama la sua musica e la sua arte ma oggettivamente non irresistibile.

PABLITO EL DRITO - Diversamente pusher
Un libro che affronta nel modo migliore un argomento particolarissimo: lo spaccio di sostanze curato dai "battitori liberi", lontani dal circuito mafioso, indipendenti, con un'etica personale non esclusivamente utilitaristica.
I pusher (anonimamente, ovviamente) raccontano le tecniche, le modalità, le particolarità di un mondo di cui si parla il più delle volte a vanvera e per "sentito dire".
"Sono racconti di donne e uomini che hanno vissuto o vivono tuttora nel milieu della droga, consumandola ma soprattutto vendendola, cercando di hackerare o aggirare le regole del sistema mafioso".
"Testimonianze che palesano odio per la gerarchia, per le ipocrisie dei benpensanti, per il comando, lo sfruttamento, la violenza".
Il tutto contestualizzato ad una SOCIETA' DROGATA che cerca disperatamente di "aumentare le proprie performance, in uno scenario turbocapitalistico che impone di essere sempre "preso bene", attivo, positivo", "sul pezzo".
Dove è necessario essere sempre connesso e iperveloce dove tutto funziona sette giorni su sette, 24 ore su 24 e dove è indispensabile riuscire a stare dietro ai tempi delle macchine".

DAVIDE SAPIENZA - Attraverso le terre del suono
Abbandonato temporaneamente l'ambito strettamente musicale, vi ritorna con un nuovo libro, “Attraverso le terre del suono” (Edizioni Underground?), in cui traccia un percorso immaginario, raccogliendo articoli, preziose interviste, approfondimenti e altri scritti dal suo passato.
Mettendo in fila una serie di calibri di enorme portata, dal concerto a Zurigo di Bruce Springsteen del 1980 (del quale non leggiamo una banale recensione ma un romantico quanto divertente e appassionante resoconto del viaggio di due 17enni a uno dei loro primi grandi concerti), a Pete Townshend, Syd Barrett, i Beatles di “Abbey Road”, le parole di Daniel Lanois e ancora Brian Eno, Robert Wyatt, gli U2.
Davide Sapienza è uno che cammina e pure tanto. Ora ci ospita in questo suo viaggio, pieno di sorprese, di passione, di anima, di cuore.

ZERO CALCARE - La scuola di pizze in faccia del professor Calcare
Confesso di non avere mai avuto troppa dimestichezza con il mondo del fumetto, di cui so poco o nulla.
Solo di striscio con quello di ZERO CALCARE di cui apprezzo militanza, idee e impegno.
Il nuovo libro raccoglie storie, racconti, recensioni a fumetti già usciti su vari siti, sul suo blog e sulla carta stampata più alcuni inediti.
Digiuno di questo ambito mi sono divertito tantissimo (talvolta letteralmente alle lacrime), apprezzando, con il profondo del cuore, le modalità con cui affronta una serie di problematiche contingenti, dal nostro neo fascismo alla guerra dei Curdi per avere un luogo in cui vivere liberamente.
In mezzo il suo visionario, irridente, INTELLIGENTE approccio alla REALTA'.
Credo che seguire Zero Calcare sia propedeutico alla conoscenza di un certo tipo di questioni, affrontate con profonda cognizione di causa e con il sorriso (caustico) sulle labbra.

MICHAEL TAUSSIG - Il mio museo della cocaina
Un tragitto spietato quello percorso dall'antropologo Michael Taussig, nelle spire violente della Colombia da tempi antichi dello sfruttamento dell'oro, attraverso schiavi, terrore, impensabile degrado, alla cocaina, lentamente espansa in tutto il mondo a un costo di una crudeltà disumana e inenarrabile.
In mezzo morte, sudore, devastazione umana, un sistema di sfruttamento economico e sociale, narcos, contadini, lavoratori, miseri villaggi, alcol, morte.
Scritto con un afflato poetico e senza mezze misure, con stile, definito in maniera appropriata, Burroughsiano.
Più che interessante.

MARIO GAZZOLA / ERNESTO ASSANTE - Fantarock
Enciclopedico, dettagliatissimo viaggio (fantastico, ovviamente) tra le infinite connessioni tra immaginario fiction e il pop rock.
Ovvio grande spazio, ad esempio, a David Bowie, il cui percorso, dalle avventure di Major Tom all'epilogo di "Blackstar", via "Ziggy Stardust", è una sorta di opera completa dedicata alla fantascienza.
Ma ci sono i concept del prog, i numerosi riferimenti in ambito metal, il "Lifehouse" di Pete Townshend/Who (che preconizzava in qualche modo il concetto di Web), l'alieno Sun Ra, il kraut rock e la saga di Radio Gnome dei Gong.
Anche il nostro Lucio Dalla si è spesso speso in riferimenti fantascientifici.
Spazio anche al punk/new wave, dai Devo ai B52, Cramps, Misfits, Gary Numan fino agli Stranglers di "The meninblack" e alla space disco music (Rockets su tutti ma anche i francesi Space).
Il tutto corredato da riferimenti precisi all'ambito letterario e fumettistico.
Libro corposo (450 pagine), curioso, interessante.

VISTO

Gli anni 90 del Bar Tabacchi di via Larga Numero 8 di Filippo d’Angelo
La Milano e la Lombardia tra la fine degli Anni 80 e gli Anni 90 che crea una rete di musicisti underground che si raduna intorno a sale prove, negozi di dischi, prime incisioni discografiche e trova come punto di riferimento il Bar Tabacchi di Via Larga (in cui suonarono alcuni dei nomi destinati a fare poi la storia del rock italiano, dagli Afterhours ai Carnival of Fools, futuri La Crus, Karma, Lilith, Punkreas, Uzeda, Massimo Volume, i Golden Age (futuri BluVertigo) etc.
Decine di testimonianze, ricordi, foto, filmati.
Tra i tanti ne parlano Gianni Maroccolo, Cristiano Baldo (Il Ruvido), Roberto Binda, Massimo Pirotta (giornalista e socio del Bloom),Oreste Zurlo (Fridge Records).
Testimone diretto bassista dei Blak Vomit e anche narratore per immagini è Filippo d’Angelo.
Come sempre un interessante tassello su un'epoca andata...

200 MOTELS - Frank Zappa
Il film culto diretto nel 1971 da Frank Zappa e Tony Palmer con la partecipazione di Ringo Starr (nei panni di Zappa), Keith Moon, Pamela Des Barres (e varie altre groupies) e le Mothers of Invention, verrà ripubblicato a breve in un cofanetto con DVD rimasterizzato e un altro con contenuti speciali e inediti.
Un lavoro difficilmente intellegibile, con una trama molto flebile, una recitazione quanto meno improvvisata e discontinua, seppur girato con tecniche innovative per l'epoca.
Testimonianza di certa sperimentazione visionaria e "avanguardista" dell'epoca, folle, schizofrenica e coraggiosa.
Zappiana.
Ma sostanzialmente, al di là del rispetto per il geniale musicista, appare semplicemente un film inutile, brutto e senza alcuno spessore apparente (se si escludono le parti suonate dal vivo delle Mothers of Invention) e la gustosa curiosità di vedere le bizzarrie di Ringo e Keith Moon.

IN CANTIERE



Domenica DON LETTS a Piacenza e tanto altro.
Alle 16.30 incontro con Don Letts ad Alphaville (piazza Tempio).
Poi otto band piacentine rifanno "London Calling".
Modera l'incontro con Don Letts Marco Botti con il mio aiuto.

Info qui:
https://www.facebook.com/events/513962162784767/ .



E' uscito il nuovo 45 giri dei NOT MOVING LTD per Area Pirata Records.
Con l'inedito "Lady Wine" e la ripresa, completamente riarrangiati di "Spider" e "Suicide temple"

http://www.areapirata.com/



NOT MOVING LTD in tour

Domenica 15 dicembre: Catania "Teatro Coppola"
https://www.facebook.com/events/2326788577427615/
Venerdì 20 dicembre: Piacenza “Musici per caso"
https://www.facebook.com/events/606962163381196/
Sabato 21 dicembre: Bologna “Freakout”
https://www.facebook.com/events/535808850565048/
Domenica 22 dicembre: Torino “Blah Blah”
https://www.facebook.com/events/563096704250642/

Nel 2020 torniamo da fine febbraio a: Magenta, Varese, Prato etc etc

https://www.facebook.com/Not-Moving-L-T-D-302470280600832

giovedì, novembre 28, 2019

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



UNDERTONES - Get What You Need
UNDERTONES - Dig Yourself Deep

Nel 1999 la band nord irlandese dopo un lungo periodo di silenzio seguito allo scioglimento del 1983 decidono di tornare insieme. Il cantante Feargal Sharkey declina l'invito e viene sostituito dal "sosia vocale" Paul McLoone. Da allora la band ha proseguito suonando in mezzo mondo con grande successo. In mezzo, nel 2003 e nel 2007, due buoni album, in cui dimostrano di non aver perso l'originaria verve pop punk/pub rock. Ottime canzoni, freschezza esecutiva, approccio diretto e convincente. Da ascoltare.

LEON RUSSELL - Leon Russell
Il debutto del grande tastierista, cantante e compositore americano (collaboratore di Joe Cocker, George Harrison, Willie Nelson tra i tanti).
Un album di classico rock blues dalle influenze soul e gospel ma con la peculiarità di avere un impressionante stuolo di collaboratori: da Ringo Starr e George Harrison, Eric Clapton, Steve Winwood, i Rolling Stones al completo, Klaus Voorman e tanti altri. Brani come "A song for you" e "Delta lady" sono piccoli classici del 70's rock.

MOTLEY CRUE - Dr. Feelgood
Un capolavoro di street hard rock, uscito nel 1989, che suona ancora attuale e freschissimo e fa piazza pulita di buona parte di tutto quello pubblicato in questo ambito. Produce Bob Rock e si sente. Suono potentissimo e altrettanto "pulito", band da poco "ripulita" (durerà poco) e in piena forma, brani di primissima qualità. Grande album.

mercoledì, novembre 27, 2019

Pete Townshend - The age of anxiety



L'autobiografia di PETE TOWNSHEND, "WHO I AM", uscita nel 2012 aveva deluso parecchio (ne avevo parlato qui: http://tonyface.blogspot.com/2012/12/pete-townshend-who-i-am.html).

Un'occasione persa.

Ora Pete torna con un nuovo sforzo letterario che sviluppa un'opera (la più volte annunciata ma mai del tutto terminata "Floss") che contempla anche una trasposizione musicale e teatrale (a tempo indefinito, visti i prossimi impegni degli Who tra nuovo album e tour nel 2020).

"The age of anxiety" è un romanzo complesso, una storia torbida e concettuale in cui si dipanano trame familiari, tradimenti, intrecci sentimentali e sessuali, raccontati in prima persona da Louis Doxtader, alter ego dell'autore.

Ampi e frequenti i riferimenti autobiografici con elementi riconducibili a TOMMY, QUADROPHENIA, e LIFEHOUSE e altri momenti nella vita artistica di Pete e Who che il fan più accanito saprà riconoscere.

Interessante, intrigante, scritto bene, pur se talvolta prolisso e perso in meandri poco coinvolgenti.

E' un'opera di PETE TOWNSHEND e come tale oggetto di fascinazione per chi ama la sua musica e la sua arte ma oggettivamente non irresistibile.

martedì, novembre 26, 2019

Michael Taussig - Il mio museo della cocaina



Un tragitto spietato quello percorso dall'antropologo Michael Taussig, nelle spire violente della Colombia da tempi antichi dello sfruttamento dell'oro, attraverso schiavi, terrore, impensabile degrado, alla cocaina, lentamente espansa in tutto il mondo a un costo di una crudeltà disumana e inenarrabile.

In mezzo morte, sudore, devastazione umana, un sistema di sfruttamento economico e sociale, narcos, contadini, lavoratori, miseri villaggi, alcol, morte.

Scritto con un afflato poetico e senza mezze misure, con stile, definito in maniera appropriata, Burroughsiano.

Più che interessante.

lunedì, novembre 25, 2019

La sindrome del "Io c'ero"



Il 4 giugno del 1976 i neo nati Sex Pistols approdarono a Manchester per uno dei loro primissimi concerti, che fu destinato a cambiare le sorti della musica inglese negli anni a venire. Sotto il palco c'erano futuri membri di Smiths, Joy Division, Fall, Buzzcocks, Mick Hucknall, che canterà poi nei Simply Red, coloro che fonderanno l'etichetta Factory Records.
E pochi altri.
Una trentina di persone, non di più.
Recentemente un giornalista inglese ha calcolato che se si desse retta a coloro che assicurano di esserci stati, il pubblico di quel concerto sarebbe stato di non meno di 600 persone.

La senescenza del rock, la società dell'apparenza a tutti i costi, la disperata ricerca di un qualsivoglia “attestato di merito”, sta palesando situazioni grottesche che portano persone stimabili, presumibilmente almeno da un punto di vista anagrafico, mature, a barare spudoratamente su date, eventi, incontri, pur di aver riconosciuta una partecipazione a qualcosa di minimamente storico.

E così ecco che bambini poco più che in fasce avrebbero visto il tal concerto a New York o a Londra, ragazzini ancora ampiamente sbarbati che erano davanti al negozio ad acquistare quel disco storico il giorno dell'uscita (quando invece arrivò in Italia mesi e mesi dopo), gente che suonava punk in Italia nel 1977 (dimenticando che all'epoca da noi ancora non se ne parlava) quando in quell'anno aveva finito da poco le elementari.
Ovviamente il problema non sussiste (se non nella loro testa) ma quanta tristezza invecchiare male.

NB: sono ovviamente contemplate le eccezioni tra chi è stato traviato in giovanissima età da fratelli maggiori o genitori scapestrati o si è ritrovato suo malgrado al cospetto di artisti storici in concerto.

Estratto da "Libertà" di ieri.

domenica, novembre 24, 2019

Cava di Prohodna



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Due larghi fori che presenta in cima, soprannominati “Oknata”, ovvero “Occhi di Dio”, sono la caratteristica curiosa e suggestiva della Cava di Prohodna, nel nord della Bulgaria, a 120 km dalla capitale Sofia.

E' una cavità carsica lunga 262 metri con due "occhi" e una sorta di viso circostante.

Anticamente la grotta era abitata e usata come luogo per riti esoterici, oggi viene usata anche per il bungee jumping.

sabato, novembre 23, 2019

Mario Gazzola, Ernesto Assante - Fantarock



Enciclopedico, dettagliatissimo viaggio (fantastico, ovviamente) tra le infinite connessioni tra immaginario fiction e il pop rock.

Ovvio grande spazio, ad esempio, a David Bowie, il cui percorso, dalle avventure di Major Tom all'epilogo di "Blackstar", via "Ziggy Stardust", è una sorta di opera completa dedicata alla fantascienza.

Ma ci sono i concept del prog, i numerosi riferimenti in ambito metal, il "Lifehouse" di Pete Townshend/Who (che preconizzava in qualche modo il concetto di Web), l'alieno Sun Ra, il kraut rock e la saga di Radio Gnome dei Gong.
Anche il nostro Lucio Dalla si è spesso speso in riferimenti fantascientifici.

Spazio anche al punk/new wave, dai Devo ai B52, Cramps, Misfits, Gary Numan fino agli Stranglers di "The meninblack" e alla space disco music (Rockets su tutti ma anche i francesi Space).
Il tutto corredato da riferimenti precisi all'ambito letterario e fumettistico.

Libro corposo (450 pagine), curioso, interessante.

Not Moving LTD e Libertà



Continua il mio impegno domenicale con LIBERTA', quotidiano di Piacenza, nell'inserto Portfolio, diretto da Maurizio Pilotti.
Allegati alcuni numeri recenti.



E' uscito il nuovo 45 giri dei NOT MOVING LTD per Area Pirata Records.
Con l'inedito "Lady Wine" e la ripresa, completamente riarrangiati di "Spider" e "Suicide temple"

http://www.areapirata.com/

NOT MOVING LTD in tour

Domenica 15 dicembre: Catania "Teatro Coppola"
Venerdì 20 dicembre: Piacenza “Musici per caso"
Sabato 21 dicembre: Bologna “Freakout”
Domenica 22 dicembre: Torino “Blah Blah”

Nel 2020 torniamo da fine febbraio a: Magenta, Varese, Prato etc etc

https://www.facebook.com/Not-Moving-L-T-D-302470280600832

venerdì, novembre 22, 2019

Coppa Intercontinentale 1969



ALBERTO GALLETTI ci porta nella terza puntata della TRILOGIA DEL TERRORE

Le precedenti puntate qui: http://tonyface.blogspot.com/2018/12/la-battaglia-di-montevideo-racing.html e qui:http://tonyface.blogspot.com/2018/12/16-ottobre-1968-manchester-united.html .

Nell’immaginario collettivo italiano senz’altro la partita più violenta di sempre.
Un’ ignobile caccia all’uomo come mai s’era vista prima di allora, certo la Battaglia di Montevideo del ‘67 fu durissima, ma qui nessuno la vide e poi gli scozzesi, a differenza degli italiani, ribatterono colpo su colpo.
Chiudiamo la trilogia, cronologicamente con la finale di ritorno della Coppa Intercontinentale 1969.

Toccò al Milan il dubbio piacere di trovarsi a disputare la Coppa Intercontinentale contro il diabolico Estudiantes La Plata, eversori del Manchester United l’anno prima, e vincitore per la seconda volta consecutiva della Copa Libertadores.
Al timone dei rossoneri Nereo Rocco, di rientro dall’esilio volontario di Torino e reduce da un biennio di successi: Coppa delle Coppe e scudetto nel 1968, Coppa dei Campioni nel 1969.

Una squadra forte e, nonostante Rocco sia famoso per qualcos’altro, anche discretamente spettacolare: Sormani, Combin, Rivera, Prati giusto per citare quelli dall’8 all’11 che demolì il neonato Ajax di Cruyff in finale di Coppa Campioni courtesy di una tripletta di Pierino Prati su suggerimenti del Golden Boy Rivera (non tutti).
E’ previsto il doppio confronto, che in virtù dell’alternanza con le precedenti edizioni vede il Milan impegnato prima in casa e poi in trasferta.
Sarà un bene in quanto l’affermazione di Milano permetterà infine l’aggiudicazione del trofeo, sarà un male, molto male, viste la reazione argentina dopo il gol di Rivera nel ritorno alla Bombonera.

A differenza delle edizioni fin lì disputate però, da questa edizione, sarà dichiarata vincitrice la squadra che nel conteggio totale delle due partite avrà segnato più gol, nessuna differenza se saranno segnati in trasferta o meno. Quindi non serve più una vittoria ed un pari per aggiudicarsi il trofeo.

L’andata a Milano in una serata di fine settembre è uno show del Milan, 3-0 con reti bellissime di Sormani, Combin e ancora Sormani in capo ad una prestazione incalzante, volitiva, di classe.
Segni di squilibrio tra gli argentini vengono notati da subito, l’inqualificabile Poletti entra in campo sventolando una bandiera dell’Inter e viene sommerso da una selva di fischi e insulti meritatissima.
Dopo il gol del vantaggio rossonero Poletti si precipita sul gruppetto dei milanisti esultanti cercando di aggredire qualcuno, ma questo qualcuno si avvede del suo arrivo e gli pianta una tacchettata sul ginocchio, l’ignobile rotola a terra come colpito da una scheggia di granata.
Non gli è da meno Bilardo, per niente intimorito dal fattore campo, che compie due o tre interventi killer, oltre a dare un saggio del suo repertorio di proteste inutili, plateali e reiterate e provocazioni varie.
Ma c’è dell’altro, c’è Nestor Cobin, che insacca il secondo gol del Milan scartando il portiere in uscita.
Un affronto inaudito per gli argentini che: primo non avevano mai preso tre gol fuori dall’Argentina da nessuno e , secondo: “Come ha osato il traditore della patria perpetrare un simile affronto?”
Perché?
Vediamo subito:
Combin era nato in Argentina ed emigrato, con la famiglia, in Francia quando aveva 10 anni.
Cominciò presto a giocare al calcio, molto bene, si da attirare su di lui l’attenzione dell’ Olympique Lyonnais, squadra con la quale esordisce nella massima serie francese.
Attaccante, si afferma a suon di gol realizzati con splendido mix di tecnica, eleganza e potenza tali da richiamare gli osservatori della Juventus che lo prende nel 1964.
In bianconero non convince più di tanto e viene ceduto al Varese e quindi al Torino dove trova Rocco.
Quando il Paròn ritorna a Milano pensa a lui per sostituire Hamrin, ritiratosi a fine stagione 68/69.

Gli argentini lo considerano un traditore, in primo luogo perché gioca nel Milan che è l’avversario dell’Estudiantes e, in secondo luogo, perché gli ha messo il 2-0 a Milano ed infine perché non ha fatto il militare in Argentina, accusa strumentale per aizzare stampa, pubblico e chi più ne ha più ne metta, al fine di preparare come si deve l’ambiente per la partita di ritorno.
In campo alcuni gliel’avevano giurata a Milano, non presentarti a Buenos Aires perché ti massacriamo.
Il gentile invito fu raccolto anche dai media che montarono una campagna denigratoria contro Combin, urlando al mondo che se avesse messo piede in Argentina per giocare il ritorno lo avrebbero arrestato e incarcerato per renitenza alla leva.

MASSACRO ALLA BOMBONERA
Con questi invitanti presupposti la spedizione rossonera sbarca a Buenos Aires per l’incontro di ritorno fissato per il 22 ottobre, Combin è tra loro.
Come per l’anno precedente viene scelto il campo del Boca Juniors, più capiente rispetto allo stadietto di La Plata e più raccolto rispetto al Monumental, quindi in grado di creare un’atmosfera più intimidatoria per gli avversari con il pubblico minacciosamente assiepato a ridosso del campo: preparazione del fattore campo.

I gentilissimi tifosi biancorossi danno il benvenuto ai giocatori del Milan, che si apprestavano a scendere in campo con un’enorme bandiera argentina da portarsi a centrocampo, con litri di caffè nero bollente, non da sorbirsi prima della partita, ma versato loro addosso da alcuni appostati sopra di loro.
Fortunatamente nessuno si scotta e l’ XI rossonero fa il suo ingresso in campo dove si schiera per la foto di rito.
Ma ecco spuntare dal tunnel quelli dell’Estudiantes, accolti dal boato selvaggio della folla, tutti ‘armati’ di pallone, per riscaldarsi penserebbe più d’uno.
No, si dispongono più o meno intorno al Milan in posa e cominciano a bombardare i giocatori italiani a suon di pallonate.
Un’inizio incoraggiante.

Inizia la partita e Prati è subito oggetto delle attenzioni dei difensori argentini.
Dopo una decina di minuti, mentre l’Estudiantes si appresta a battere un corner, Pierino crolla a terra colpito da un pugno del marcatore diretto, alcuni compagni se ne accorgono, richiamano l’attenzione dell’arbitro, accorrono um po tutti, Poletti gli rifila una ginocchiata nei reni.
Alla mezz’ora un disimpegno sbagliato di Aguirre-Suarez è intercettato da Rivera che da l’uno-due a Combin, questi controlla, fa appena in tempo a chiudere il triangolo che su di lui piomba Manera e lo abbatte con un intervento killer di rara violenza.
L’arbitro non fischia, la palla prosegue la sua traiettoria, Rivera controlla in corsa, entra in area e trafigge Poletti , che tenta di placcarlo, dribblandolo.

1-0 per il Milan.

Poletti, isterico scaglia il pallone addosso a Combin mancandolo di poco, poi si precipita sul drappello rossonero esultante a rompere i coglioni.
Lodetti, come a Milano gli stampa i tacchetti sulla gamba, un po troppo piano però, peccato
. I fotografi entrano in campo per immortalare il parapiglia, scene da far-west.
L’Estudiantes adesso deve segnare quattro gol per pareggiare.
Consci di non potercela fare i giocatori argentini cominciano a vendicarsi menando botte da orbi.
Ce n’è per tutti.
Prati colpito duramente alla testa esce tre minuti più tardi (trauma cranico per lui), poi Fogli si prende una gomitata in faccia da Bilardo.

Quindi su azione confusa una palla si alza in area milanista, Conigliaro è lesto a svettare e ad insaccare di testa, 1-1.

Un minuto dopo corner per l’Estudiantes e palla spiovente in area, ribatte Rosato di testa, la respinta arriva al limite dove sopraggiunge in corsa Aguirre-Suarez che fa centro con un destro scalcinato che si infila tra mille gambe , 2-1.
La Bombonera esulta, i giocatori pure.

Sul calcio d’inizio Combin si avventa su un’avversario e lo scaraventa a terra nel tentativo di rubar palla, un argentino lo prende di peso, arriva Lodetti che colpisce l’argentino.
Poi arrivano tutti: spintoni, minacce, almeno una quarantina di persone in campo.
Nel caos si chiude il primo tempo.

Si riprende, niente calcio, solo calci.
Ad andar bene!
E infatti dopo un quarto d’ora Aguirre-Suarez molla una tremenda gomitata in faccia a Combin che resta a terra semisvenuto, naso e zigomi fracassati; la maglia, bianca, completamente coperta di sangue.
Son foto da far paura, esce in barella.
Questa volta Massaro agisce ed espelle il killer argentino che uscendo dal campo alza il pugno destro al cielo in direzione dei suoi sostenitori che lo acclamano.
Dietro di lui due agenti della polizia argentina seguono a debita distanza per assicurarsi che esca dal campo, si riprende.

Rivera ruba palla sulla linea di centrocampo e si invola verso la porta, lo affronta Poletti, minaccioso, mentre sopraggiunge anche Manera, che lo colpisce con violenza mandandolo al tappeto.
L’abatino, coraggiosissimo nella serata più spaventosa passata dal Milan, resta giù, l’arbitro consulta il guardalinee, gli argentini protestano, sceneggiano e melodrameggiano, fotografi ancora in campo; Massaro espelle anche Manera.
Si autorizza l’entrata del medico, pure lui colpito, mentre a terra soccorre Rivera, da un giocatore argentino accorso a protestare.
C’è tempo per un’ultima occasione per il Milan, Fogli entra in area lanciatissimo e viene abbattuto da Poletti in uscita omicida, l’arbitro non assegna un rigore clamoroso e non espelle il criminale.
I rossoneri non protestano, probabilmente non ne possono più.

Poi la partita finisce, non tutti i giocatori del Milan esultano, tanti tifosi presenti corrono sul campo esultando e raggiungono i giocatori.
Alcuni argentini non ci stanno e si avventano sul gruppo degli italiani festanti, Lodetti si prende un cazzotto in testa.
La premiazione non so come avvenga, ma la serata non è finita.

PRENDETE IL TRADITORE!
Due macchine della tremenda polizia argentina hanno fatto irruzione nello stadio.
Cercano Aguirre-Suarez, Manera e Poletti.
Il presidente argentino ha visto in tv, non ha gradito anzi, è furibondo con l’Estudiantes per aver svergognato l’Argentina davanti agli occhi del mondo.
Vuole quei tre e fa emettere un mandato d’arresto.
Gli agenti non trovano i tre gentiluomini in biancorosso, che nel frattempo sono scappati da una porta secondaria, così si fiondano nello stanzone rossonero dove Combin, in stato di semi incoscienza, coi tamponi al naso e ricoperto di sangue e sputi si è appena riavuto da una crisi di nervi-pianto.
Lo ammanettano: gliel’avevano giurata a Milano.
Lo caricano, così, in uno stato pietoso, su una delle due macchine e lo portano in questura.
Un tifoso rossonero rimasto leggendario, il Sig. Barbaini, si butta a corpo morto sul cofano della volante che parte e lo sbatte sull’asfalto, i poliziotti presenti lo malmenano tanto per non far differenze con gli altri.

In questura alle 2:30 del mattino lo arrestano per renitenza alla leva, come promesso, e lo portano al Distretto Militare.
Qui deve provare di aver svolto il servizio militare in Argentina, lui reclama di averlo fatto in Francia, ma nessuno gli crede.
Fortunatamente Combin aveva portato con se il suo libretto militare dell’esercito francese, il foglio di congedo, la cartolina di richiamo e un documento del console generale francese a Milano che attestava che aveva svolto il servizio di leva in Francia.
Dopo oltre due ore alle quattro e mezza del mattino, viene trovato il tutto e una delegazione di dirigenti e giornalisti italiani si reca al distretto per il suo rilascio.
Ma non bon basta, sei anni prima, il giudice di Rosario aveva sporto denuncia contro di lui.
Bisogna aspettare che firmi i documenti per metterlo in libertà, rimane in arresto.
A mezzogiorno del giorno dopo, dopo una notte d’inferno, viene liberato.

Rocco si è rifiutato di partire senza Combin.
E’ all’aeroporto insieme alla squadra a mangiare panini raffermi, nessuno vuole rischiare di tornare in città e trovarsi altre sgradite sorprese.
Combin arriva, insieme agli altri e si imbarca.
Quando ormai tutta la comitiva rossonera è in aereo un ultimo colpo di scena: alcuni agenti della polizia argentina salgono a bordo: panico.
In realtà chiedono ai milanisti di denunciare i tre responsabili dell’aggressione, Poletti, Aguirre-Suarez e Manera.
Sarà proprio Combin, massacrato prima e arrestato poi, a rispondere per tutti “Ciò che accade in campo è affare di sport, non di polizia.”

Non serviranno comunque.
I tre si recheranno volontariamente in questura e verranno condannati a trenta giorni di carcere che dovranno scontare.
Il giudice sportivo completa poi l‘opera squalificando Aguirre-Suarez per trenta giornate e cinque anni dalle competizioni internazionali e Manera per ventinove giornate e tre anni in campo internazionale.
Poletti viene squalificato a vita, squalifica in seguito revocata.

Buenos Aires – Estadio Bombonera – 22 ottobre 1969
Finale di Coppa Intercontinentale – Ritorno
Estudiantes La Plata 2-1 Milan
Estudiantes: Poletti, Togneri, Manera, Malbernat, Aguirre-Suarez; Madero, Taverna, Bilardo, Conigliaro, Romeo, Veron. All: Zubeldia
Milan: Cudicini, Malatrasi, Anquiletti, Lodetti, Schnellinger, Rosato, Fogli, Sormani, Combin, Rivera, Prati. All: Rocco
Arbitro: Massaro (Cile)
Reti: 30’ Rivera (M), 43’ Conigliaro (E), 45’ Aguirre-Suarez (E)
Espulsi: 67’ Aguirre-Suarez (E), 82’ Manera (E)
Spettatori: 45.000

giovedì, novembre 21, 2019

L'archivio di Alan Lomax



L'Association for Cultural Equity, un'organizzazione no profit fondata da Alan Lomax negli anni '80, ha pubblicato circa 17.000 registrazioni, realizzate dallo storico ricercatore di musica folk, digitalizzate e rese disponibili online per l'ascolto gratuito.

http://research.culturalequity.org/home-audio.jsp

Ci sono anche stupendi video BLUES (vedi a questo link: https://www.youtube.com/playlist?list=PL7E44622E11A03C54)

"Per la prima volta, ha detto il direttore esecutivo Don Fleming tutto ciò che abbiamo digitalizzato dei viaggi di registrazione sul campo di Alan è online, sul nostro sito Web. Tutto ciò che c'è dalle interviste alla musica".

La ricerca di Alan Lomax ha permesso di conservare incredibili canti BLUES e GOSPEL ma anche tanto materiale registrato in Asia, nei Caraibi e anche in ITALIA (tra il 1954 e 1955).

"JOE HENRY", registrato nel 1947 da alcuni detenuti in un carcere del Mississippi.
http://research.culturalequity.org/get-audio-detailed-recording.do?recordingId=10703

Vari canti BLUES registrati a fine anni 40 in varie prigioni americane.
http://research.culturalequity.org/get-audio-ix.do?ix=recording&id=10268&idType=sessionId&sortBy=abc

mercoledì, novembre 20, 2019

Jamie Reid



Quando Malcom McLaren è in procinto di lanciare i "suoi" SEX PISTOLS si ricorda di un compagno di classe al Croydon Art College, tale Jamie Reid classe 1947, attivista nelle frange anarchiche e situazioniste.

Sarà lui a occuparsi delle copertine della band, creando uno stile unico, immediatamente riconoscibile, provocatorio, aggressivo, che diventerà un marchio indimenticabile per la scena PUNK ROCK.

Diventerà l'autore delle copertine dell' album "Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols" e dei singoli "Anarchy in the UK", "God Save The Queen" "Pretty Vacant" e "Holidays in the Sun".

Ha poi continuato a lavorare in ambito grafico, esponendo e riproponendo nel trentennale l'iconico "Never trust a punk" e collaborando con le Pussy Riot.



Sempre polemico e pungente ("Apprezzerei Banksy se donasse i soldi che guadagna agli homeless. Mi sembra solo una truffa"), continua ad essere attivo politicamente e socialmente, occupandosi di cambiamento climatico, crisi economica, potere delle banche.



"Le idee radicali saranno sempre appropriate.
L'establishment deruberà sempre tutto ciò che potrà, perché non ha la capacità di essere creativo.
Ecco perché devi essere sempre in movimento".


martedì, novembre 19, 2019

Intervista ad Hannah Williams



50 Foot Woman di Hannah Williams and the Affirmations è tra i migliori album black dell'anno in virtù di un potentissimo funk soul dalle tinte blues e gospel, brani scintillanti, una produzione impeccabile che mette in risalto il sapore 60's ma si pone in una chiave modernissima e attuale.

Grazie a Martina di Record Kicks, Hannah ci racconta qualcosa relativo alla dimensione live che potremo presto apprezzare in Italia:
TORINO - SPAZIO211 il 28 novembre
BOLOGNA - LOCOMOTIV CLUB il 29 novembre
MILANO - BIKO il 30 novembre

1)
Perché pensi che da alcuni anni la musica soul sia tornata in voga e ora ci sono centinaia di giovani band che la suonano?

Perché è un genere musicale molto fluido.
Fa trascendere l'anima.
Tutta la buona musica ha un'anima!
Si tratta di avere il 100% di impegno per ogni singola nota / parola che canti / suoni e ottenere il tuo terzo occhio per aprirsi e trasmettere emozione.
La musica è sentire, sia che tu stia ascoltando o suonando.
È un'esperienza condivisa che ci unisce tutti in tanti modi.
L'anima è dove si trova ed è di tendenza in questo momento come un genere, ma sento che i confini del genere sono molto ampi e molto accoglienti.

2)
Hai girato molto. Quali sono i luoghi in cui hai trovato la migliore accoglienza e dove ti piace tornare?
Ogni luogo ha il suo fascino.
Abbiamo avuto un pubblico meraviglioso in tutto il mondo e ogni club è diverso. Siamo noi responsabili di avere un caloroso benvenuto.
Se facciamo bene il nostro lavoro, speriamo che il nostro pubblico ci apra le braccia.

Come funzionano di solito i concerti a Bristol per te? A volte la città natale non è molto benevola con i suoi artisti.
Bristol è fantastica. È una città vibrante, creativa e vivace. Suoniamo lì a dicembre e non vediamo l'ora.

3)
Suoni qualche cover sul live?
Solo una cover dall'ultimo album - Dazed and Confused.

4)
Cosa ti piace ascoltare di solito? Nuove cose? Cose classiche?
Ascoltiamo una vasta gamma di musica.
Da Debussy a Iron Maiden, l'ispirazione è ovunque.
Siamo sempre fortemente ispirati dagli spettacoli che vediamo dal vivo quando siamo in tournée.
Abbiamo scoperto alcuni artisti incredibili incontrandoli prima degli spettacoli, andando a vederli suonare e poi essere assolutamente colpiti da quanto siano tosti.
Per citarne solo alcuni:
-Gli Altin Gun hanno suonato poco prima di noi al North Sea Jazz Festival e ora è diventato un ascolto praticamente quotidiano nella mia playlist personale. Li ascolto sempre mentre mi preparo per uno spettacolo. È edificante, interessante e super cool.
- Theo Lawrence and the Hearts - Abbiamo incontrato questi ragazzi in Francia ed eravamo tutti in piedi con gli occhi chiusi e le braccia aperte dopo 3 canzoni. Onestamente il miglior concerto che ho visto l'anno scorso.
Idles - Siamo super fan di questi ragazzi da molto tempo.
Sono una band punk rock inglese (anch'essa con sede a Bristol) con un messaggio straordinario di pace, speranza e amore che arricchisce la loro musica.
Roba davvero innovativa e rivoluzionaria. Li abbiamo visti al festival Paaspop di Schinjdel (NL) dopo essere usciti con loro nel pomeriggio e ci hanno fatto esplodere . Adoriamo quei ragazzi !!!!
David Byrne - È stato il protagonista della serata in cui abbiamo suonato al festival Down The Rabbit Hole in NL ed è stato lo spettacolo più intrigante e bello che abbiamo visto.
Incredibile musicalità da parte di tutti i musicisti sul palco, coreografia pazzesca e melodie che piegano la mente che ci hanno portato in un universo completamente nuovo. Impressionante.

lunedì, novembre 18, 2019

Zero Calcare - La scuola di pizze in faccia del professore Calcare



Confesso di non avere mai avuto troppa dimestichezza con il mondo del fumetto, di cui so poco o nulla.
Solo di striscio con quello di ZERO CALCARE di cui apprezzo militanza, idee e impegno.

Il nuovo libro raccoglie storie, racconti, recensioni a fumetti già usciti su vari siti, sul suo blog e sulla carta stampata più alcuni inediti.

Digiuno di questo ambito mi sono divertito tantissimo (talvolta letteralmente alle lacrime), apprezzando, con il profondo del cuore, le modalità con cui affronta una serie di problematiche contingenti, dal nostro neo fascismo alla guerra dei Curdi per avere un luogo in cui vivere liberamente.

In mezzo il suo visionario, irridente, INTELLIGENTE approccio alla REALTA'.

Credo che seguire Zero Calcare sia propedeutico alla conoscenza di un certo tipo di questioni, affrontate con profonda cognizione di causa e con il sorriso (caustico) sulle labbra.
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