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lunedì, marzo 05, 2012

John Belushi






Il 5 marzo di 30 anni fa uno speedball in un bungalow di Los Angeles stroncò a 33 anni la vita di JOHN BELUSHI.
In sette anni carriera John attraversò con la grazia di un mammuth in una cristalleria la scena cinematografica, televisiva e musicale.
Dal “Saturday Night Live” ai Blues Brothers con il fido Dan Akroyd a fianco, ossessionato dalla NOSTRA MUSICA, dal soul, dal rythm and blues, dal rock n roll e dal punk (Fear e Black Flag tra i suoi preferiti)

Bill Murray lo ricordò con questo elogio funebre:
“Era uno sciattone, l’avete mai visto mangiare? Dei bambini affamati avrebbero potuto saziarsi solo col cibo che gli restava attaccato sulla barba e sui vestiti. I cani si riunivano per guardarlo mangiare. Non ho mai capito l’ingordigia, ma la detesto. Era una cosa che odiavo di te. Gli piaceva disgustare la gente, essere disgustoso, offendere le persone e metterle a disagio. Non ci mancherai”.

La Società Mod che fondai nel 1984 con altri si chiamava Delta Tau Kay dal film con Belushi “Animal House”

venerdì, febbraio 17, 2012

Cultura 70's : Gulp Fumetti in Tv





SuperGulp! Fumetti in TV era un programma televisivo dedicato al mondo dei fumetti trasmesso sul Secondo Canale della RAI, creato da Guido De Maria e Giancarlo Governi.

Gulp! fu un programma trasmesso dal 14 settembre al 7 dicembre 1972 in 12 puntate, per cui Bonvi, insieme al regista De Maria, creò il personaggio dell'ispettore Nick Carter.
"Gulp!" chiude i battenti il 7 dicembre 1972 con la 12ª puntata, protagonista Corto Maltese.

Dal marzo 1977 al 1981, il programma ritornò come SuperGulp!, arricchito da nuovi fumetti e soprattutto a colori.
Divenne subito un cult, raggiungendo l'83% di indice di gradimento e fece conoscere al grande pubblico il mondo dei fumetti.

A Supergulp! collaborarono alcuni grandi nomi del fumetto e del cartone animato italiano, tra cui Bonvi, Bruno Bozzetto, Hugo Pratt, Silver, Sergio Bonelli .
La serie, all'apice del successo, venne interrotta per decisione degli autori.

Protagonisti della serie sono Nick Carter, Tintin, Alan Ford, Sturmtruppen, Corto Maltese, i Fantastici Quattro, l'Uomo Ragno, Jak Mandolino, Jonny Logan.
La prima serie di "SuperGulp! Fumetti in TV" si chiude il 21 luglio 1977 per un totale di 15 puntate e viene replicato nella stagione successiva.
La seconda serie inizia il 4 maggio 1978.
Ai protagonisti si aggiungono: Cocco Bill, Mandrake il mago, Cino e Franco, Lupo Alberto, Thor, Uomo mascherato, Rip Kirby. La serie comprende 16 puntate fino al 28 settembre 1978.

Buonasera con... Supergulp!
La terza serie cambia il titolo in "Buonasera con... Supergulp!: Girandola di 15 eroi di carta" e viene trasmessa su Rai Uno in 20 puntate quotidiane a partire dal 12 febbraio 1979 con altri protagonisti: Asterix, Tex Willer, Marzolino Tarantola.
Quarta serie nuovamente di 20 puntate dal 16 marzo 1981 con altri nuovi personaggi: Beetle Bailey, Barney Google, Krazy Cat, Charlie Brown, Sturmtruppen.

venerdì, febbraio 03, 2012

David Letterman





Si parlava ieri di musica in TV.
Un esempio di come funzionano le cose altrove:

DAVID LETTERMAN ha celebrato i suoi primi 30 anni da conduttore.

«Late Night With David Letterman» ha debuttato sulla NBC nel 1982 ed ha poi proseguito con una formula simile sulla CBS con il titolo «Late Show with David Letterman » nel 1993, anno in cui la NBC ha deciso di affidare la conduzione di «The Tonight Show» di Johnny Carson a Jay Leno, suo storico rivale. David Letterman è uno dei personaggi più influenti della storia del piccolo schermo.

Il suo programma è pietra miliare del talk show d’intrattenimento, l’appuntamento cui ogni personaggio dello showbiz ha sognato di partecipare.
Letterman è un presentatore divertente, sfacciato, ironico, imprevedibile, un po' irriverente ma non troppo.
Non sempre comprensibile al pubblico italiano a causa dei riferimenti alla cultura, gossip, tradizione, attualità esclusivamente americana.
Non sempre divertente o irresistibile come spesso troppo enfaticamente descritto.
Ma un'occhiata vale la pena dargliela
(In Italia è visibile, sottotitolato, su Rai 5, dal martedì al sabato, ore 23)

In ogni puntata ci sono ospiti musicali: da super star come Madonna, Paul McCartney o Courtney Love (vedi foto sopra) Lou Reed, Aretha Franklin, Elvis Costello, Burt Bacharach, Al Green, Van Morrison, Rod Stewart, Patti Smith a outsiders come X o Soft Pack

giovedì, febbraio 02, 2012

La musica nella tv italiana





Sembra impossibile avere un programma musicale decente in TV.
In passato personaggi come Renzo Arbore (il mitico “DOC” con ospiti come Miles Davis o “Odeon” la prima trasmissione a parlare di punk mandando un video dei Sex Pistols) o Serena Dandini con “Tunnel” (l’ultimo programma TV dove Kurt Cobain suonò prima del suicidio) e ancora prima trasmissioni quali l’ “Orecchiocchio” (in cui comparvero i Not Moving a fianco di Mal dei Primitives !!) , “Mr Fantasy” di Massarini o nei 70’s spazi che la RAI offriva ad Area, PFM, Banco etc.

Ora ci si limita alle solite trasmissioni di hits, i vari X Factor o ad inadeguati spazi da Fabio Fazio a “Quelli che il calcio”, ad esempio, in cui da Baglioni a Lou Reed sono tutti artisti incredibili e pazzeschi.

Fortunatamente in canali di nicchia come Rai 4 o Rai 5 si riescono a trovare sporadici omaggi alla musica con la M maiuscola con documentari eccellenti.
O in rare oasi quale è stata “Sostiene Bollani” di qualche mese fa.
Ma la nuova musica ?
I nuovi gruppi ?

venerdì, gennaio 27, 2012

Gordon Ramsay




Nell’ormai insopportabile marasma di trasmissioni a sfondo culinario che ogni canale non si lascia ormai mancare un solo nome si erge sopra gli altri:
GORDON RAMSAY.

I suoi “Cucine da incubo” e relativi programmi “cugini” ne hanno elevato lo status ad icona.
Gordon è un famosissimo cuoco scozzese che abitualmente interviene a salvare (o cercare di farlo) ristoranti in fallimento o che gira il mondo alla ricerca di nuovi gusti e piatti.
E lo fa a suon di vaffanculo e con modi energici e sguaiati.

Maleducato, minaccioso, privo di tatto ma ricco di talento e di smisurata passione per il suo lavoro riesce a calamitare l’attenzione e a creare programmi interessanti e divertenti.
Gordon abbraccia la fortunata carriera di cuoco e gestore (ha aperto 21 ristoranti in tutto il mondo e ottenuto dodici stelle Michelin) nel 1981 dopo essere stato costretto per infortunio ad abbandonare la carriera calcistica dopo aver militato nelle giovanili dei Rangers di Glasgow.

Da lì la fortunata storia in cucina costellata di libri, conduzioni televisive e unanimi riconoscimenti.
Meno fortunata la vita famigliare visto che è in causa con moglie e suocero (ex direttore del suo impero culinario) per aver subito il furto, pare, di un milione e mezzo di sterline .
Contestata anche la sua posizione (ultimamente stemperata) fortemente anti vegetariana.

mercoledì, dicembre 28, 2011

Il meglio del 2011. Libri e film





I migliori libri letti (divisi tra quelli "musicali" e il resto) e i migliori film visti del 2011.

1) ERRI DE LUCA - I pesci non chiudono gli occhi
Consueto gioiello letterario di De Luca.
Poco più di 100 pagine e un universo tra adolescenza, Amore, passione, giustizia.
De Luca è un grande, commuove, alza la tensione, dice cose che non trovi da nessuna altra parte. MUST.

2) LUIS SEPULVEDA - Ultime notizie dal Sud
Ogni libro di Sepulveda è una chiacchierata con un amico che ti racconta storie bellissime, poetiche e interessantissime, spesso indimenticabili.
Come quelle di questo nuovo viaggio in Patagonia a fianco del fotografo Daniel Mordzinski. Un ennesimo stupendo capitolo di una vita incredibile.

3) DON ANDREA GALLO / LORIS MAZZETTI “Sono venuto per servire”
Se tutti i preti fossero come lui tutte le chiese non basterebbero a contenere i fedeli.

DIFFENBAUGH VANESSA - Il linguaggio segreto dei fiori
Caso letterario 2011.
Libro cupo in agrodolce, talvolta si dilunga eccessivamente e la storia sta in piedi a fatica ma è una buona lettura.

ALESSANDRO BARICCO - Mr Gwyn
Discreto lavoro pur se non brilla come altre opere.
Trama un po’ traballante, qualche buon momento ma si dimentica in fretta.

LUIS SEPULVEDA - Ritratto di gruppo con assenza
Un sempre grande Sepulveda, acuto, malinconico, duro, ironico.
E come sempre una lettura piacevolissima e intensa.

TIZIANO TERZANI “Un mondo che non esiste più”
Terzani ci manca, eccome.
Ce lo conferma questa preziosa, ennesima, testimonianza delle sue capacità di cogliere il profondo della realtà, attraverso le sue foto, corredate da testi editi e non. Un viaggio bellissimo. Emozionante, denso di insegnamenti.

ERRI DE LUCA - Le sante dello scandalo
Il nuovo De Luca è, come consuetudine, profondo, di estremo spessore, complesso. Troppo. Il suo viaggio nel sacro e nel laico è interessante e appassionante quando non raggiunge certi eccessi, come in questo caso.

ERRI DE LUCA - E disse
Sono in pochi a scrivere come De Luca. E il nuovo sforzo è come sempre stupendo.
Da leggere.

ERRI DE LUCA - Tre cavalli
Non il suo meglio. Un po’ nebuloso e scontato, frasi spezzate e sospese.
Breve ma si fatica ad arrivare alla fine. Anche se il livello è sempre alto.

CARLO BONINI - ACAB. All cops are bastards
Un gran libro di storie (vere) aspre, crude e crudeli, di sbirri e ultras, botte e violenza, dal G8 di Genova all’assassinio di Gabriele Sandri.

TEO TEOCOLI - Io ballo da solo
Scritto maluccio e con incomprensibili ripetizioni da un capitolo all’altro (ma nessuno lo ha riletto prima di stamparlo ?) è comunque un’ interessante e importante testimonianza su un certo mondo milanese dei 60’s e 70’s mai troppo conosciuto (da I Quelli, pre PFM al Derby, alle serate con Dalì, la Bardot, Francis Turatello...) godibilissimo.

FRANCESCO GUCCINI - LORIANO MACCHIAVELLI - Malastagione
Discreto thriller appennino padano, un po’ lungo, talvolta scontato e risaputo (i personaggi prevedibili o poco credibili, la prosopopea sulla natura pura di montagna alla mercè dei cattivi) ma alla fine gradevole e di buona presa.

FULVIO TOMIZZA - La città di Miriam
Romanzo confuso ma suggestivo pur se non particolarmente memorabile del 1972.
Tomizza scriveva bene e con buona forza evocativa.

DAVIDE PEACE - GB84
Un duro ritratto dell’Inghilterra all’epoca della guerra (persa) dei minatori contro la Tatcher. Libro teso, spesso prolisso, a volte zoppicante, ma interessante.Anche se lo avevo amato di più con “Maledetto United”

PIA PERA - ANTONIO PERAZZI- Contro il giardino
Lieve, un po’ borghese ma interessante visione della natura “libera” dai vincoli del “giardino”.

HOWARD MARKS - Mr.Nice
L’autobiografia (un po’ lunghetta e prolissa), divertente e molto interessante del più grande spacciatore di hascish della storia, dai 60’s della Swinging London all’IRA, la Cia, la mafia. Avvincente.

ENRICO BRIZZI - La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio
Ironica e agghiacciante visione dell’Italia sotto il giogo del Silvio.
Ben scritto e ben fatto. Consigliato. Per non dimenticare.

NICOLAI LILIN - Caduta libera
Il libro è un interessante, atroce, crudissimo, viaggio nella guerra cecena, raccontato in prima persona dall’autore.
Sul quale continuano però a pesare forti dubbi sulla reale veridicità dei suoi racconti e “imprese”, talvolta abbastanza improbabili.Rimane comunque un buon lavoro che fa luce in maniera disincantata sui reali scopi di quella sporchissima guerra.

MUSICA E DINTORNI

1) RON WOOD - Ronnie Giorni e notti dei Rolling Stones
Ron non è Keith ma l’accostamento tra i due libri viene spontaneo.
Ronnie ci racconta una storia comunque appassionante (tra Faces e Stones non si è risparmiato niente), a volte un po’ stanca e prolissa, ma il libro è scritto bene, con grande senso dell’humor e vola via velocemente.

2) TOM GRAVES - Robert Johnson- Crossroads - Il blues, il mito.
Splendido e DEFINITIVO viaggio sulle misteriose orme di Robert Johnson.
Dettagli e precisazioni a profusione su uno dei più grandi in assoluto.

3) ELEONORA BAGAROTTI “Pure and easy”
Il libro più esaustivo che si possa trovare sugli Who.
La loro storia attraverso i testi, mille aneddoti e interventi dei protagonisti. Monumentale.

4) PHILIPPE MARCADE’ - Oltre l’Avenue D
Cantante dei Senders vive (e ricostruisce) qui gli anni della prima New York punk, passati fianco a fianco di Johnny Thunders, Dee Dee Ramone, Willy De Ville e gli altri. Sono sempre i soliti racconti e le stesse storie conosciute, ma è bello leggerle.

5) CLAUDIO PESCETELLI - Nudi e crudi - Piccola storia dei Festival Pop Italiani
Il secondo volume del preziosissimo e documentatissimo viaggio nei festival pop italiani degli anni 70. Con foto, dettagli e testimonianze. Da avere.

5) LUCA FRAZZI - 18 anni di Festival Beat
Il titolo dice tutto. Attraverso LE storie dei partecipanti e de iprotagonisti rivivono i 18 anni intensissimi di uno degli eventi più personali, particolari ed importanti tuttora in circolazione in Italia.

MARK E. SMITH - Renegade
Mark è il leader dei Fall, uno dei gruppi più “storti” della scena inglese, da 30 anni sulla breccia. E’ un tipino acido, insopportabile e stronzetto ma senza peli sulla lingua, cattivo al punto giusto e che non ne risparmia a nessuno.
Un bel libro (solo in inglese) al di fuori dalle solite agiografie rock n roll.

RICHIE UNTERBERGER - Won’t get fooled again
Uno splendido lavoro (in inglese) sulla febbrile storia degli Who tra “Who’s Next” e “Quadrophenia”, via “Lifehouse”, tra mille ripensamenti, progetti, follie, soprattutto CAPOLAVORI. Dettagliatissimo e competente, da avere.

NEVILLE STAPLE - The Original Rude Boy
Presto in italiano, un ottimo libro per capire tutta quella scena di fine 70's inizi 80's che girò intorno alla 2Tone, ma anche l'Inghilterra della Tatcher e i cambiamenti sociali da allora ad oggi.
Neville Staple non è un sociologo nè uno scrittore, ma un rude boy cresciuto in strada, un osservatore privilegiato che vede in un'ottica particolare ed inedita, Molto bello.

IMPACT - Realtà mutabili
Un riuscito e interessante “sguardo realtà” alla difficile, amara, abrasiva storia degli Impact, uno dei più devastanti gruppi hardcore italiani degli 80’s.
Autoprodotto. Per averlo contattare: janz64@gmail.com

LUIGI RIGANTI e PAOLO DOVICO - Vinile italiano
Guida ricercatissima sul vinile del “nuovo rock italiano”.
Indispensabile per gli appassionati, utilissima per tutti i vynil junkies.

HOOVER & VOINO - The New Rockstar Philosophy (Nda Press)
Un libretto molto interessante per chi fa musica.
Pieno di consigli e dritte su come muoversi ai nostri giorni all’interno della scena musicale. Tante anche le ovvietà ma altrettante le cose utili.

JOHNNY GRIECO - Bad Baby
Gianfranco “Johnny” Grieco leader dei Dirty Actions ma anche fanzinaro (la storica Silure d’Europe) e vignettista per Rockerilla, Nuovo Sound, Guerin Sportivo, Alfabeta illustratore, grafico, performer ,
Il libro volume raccoglie materiale pubblicato tra il 1976 e il 1983 con fumetti e illustrazioni tra cui il mitico Catzillo che furoreggiò su Rockerilla.
Brevi scritti di personaggi tra cui Ferruccio Giromini, Federico Guglielmi, Luca Boschi e Vittore Baroni completano il tutto.

ALBERTO ROSETTI - Senza tempo noi, il rock a Forlì 1964-1979
Un documentatissimo libro sul rock forlivese con sorprese, belle foto, stupendi aneddoti

JAZZ IN LIBERTA' - Jazz a Piacenza dal dopoguerra al nuovo millennio
Decenni di decenni a Piacenza con i gigs di Chet Baker e Lee Konitz fino a Cecil Taylor. Bello.

Un libro l’ho scritto pure io (il terzo della serie dopo “Uscito vivo dagli anni 80” e “Mod generations” entrambi per NDA PRess)
"Le storie dal rock piacentino" (LG Edizioni)
50 anni di rock a Piacenza attraverso 100 testimonianze, 500 gruppi, 300 foto.


FILM
Poche le cose nuove viste

1 ) Living in a material world di Martin Scorsese
Bellissimo docu film su George Harrison.
Dettagliatissimo, immagini inedite, testimonianze, lunghe chiacchierate di George e dei tre ex compari di Liverpool e poi Clapton, Phil Spector, Patty Boyd etc. Prevedibile, nostalgico ma bellissimo.

2) This is England di Shane Meadows
L’Inghilterra della Tatcher del 1983, un gruppo di skinheads , un ragazzino di 13 anni alle prese con l’adolescenza, la fine dell’innocenza, il razzismo. Un grande film.

3) This must be the place di Paolo Sorrentino
Un film suggestivo e molto particolare pur se dal sapore incompiuto.
Sean Penn giganteggia, i temi sono importanti e di immenso spessore ma l’impressione è che spesso il tutto rimanga un po’ in superficie.In ogni caso da vedere.

4) The Wholly Family di Terry Gilliam
Visionario e disturbante come il suo regista, Tery Gilliam (ex Monthy Pithon e quello di “Brazil”), un corto ambientato a Napoli, a tratti isterico.

5) Pica! Pica! Pica! di Roberto Dassoni
Un docu corto sul mondo della boxe. Quella oscura, minore, delle palestre di provincia, dove non girano soldi, ma solo speranze e fuga da “realtà difficili”.
Poche parole, passione, ragione di vita, sguardi puliti. Un pugno in faccia.

sabato, ottobre 29, 2011

Vinylmania - When Life Runs at 33 Revolutions





Il documentario Vinylmania - When Life Runs at 33 Revolutions per Minute tratta della bellezza e del fascino del vinile, quell’oggetto dato per morto un po’ di tempo fa ma che invece ostinatamente resiste, aumenta progressivamente le vendite (sempre irrisorie) e continua ad appassionare migliaia di persone che non gli negheranno mai solidarietà e amore eterno.

"E' un film di 75 minuti", racconta l'autore Paolo Campana, regista di documentari e programmi RAI e vecchio dj “La storia di una passione che affonda nell'infanzia”

Le riprese e la fase di montaggio sono terminate e il film si trova sulla lista d'attesa di alcuni importanti festival internazionali ma servono finanziamenti per realizzarne un dvd in edizione speciale.
L'obiettivo di è raccogliere 33,000 dollari in 45 giorni:
chi volesse partecipare trova tutte le informazioni necessarie qui (oltre ad un trailer esplicativo sul film)
www.kickstarter.com/projects/edwinstepp/vinylmania-when-life-runs-at-33-revolutions-per-mi

martedì, ottobre 18, 2011

"This is England" : l'innocenza a brandelli





“This is England” è un film duro, molto duro, perchè parla dell’innocenza (bene supremo) fatta a brandelli.
L’innocenza di Shaun, 13 enne allo sbando, orfano di padre caduto in una delle guerre più assurde (come se ce ne fossero di meno assurde), quella delle Falklands, che trova sollievo e identità all’interno di un piccolo gruppo di giovani skinheads.
Bianchi e neri, nell’Inghilterra depressa e reazionaria dei mid 80’s.
L’arrivo di un “leader” razzista e xenofobo brutalizza l’innocenza di Shaun e dei suoi nuovi amici.

“This is England” fa rima con “This is Italy” dei nostri giorni.

Noi che lo capiamo, teniamo gli occhi aperti e la guardia alta.
Salvaguardiamo l’innocenza dai bastardi.
Con ogni mezzo necessario !


PS:
Shaun è interpretato da Thomas Turgoose, un ragazzo tredicenne cresciuto in mezzo a enormi difficoltà.
Gli era stato diagnosticato un disordine da deficit di attenzione, andava a scuola per una sola ora alla settimana ed era appena stato scartato come comparsa nella recita scolastica.

Il regista Shane Meadows è stato in gioventù uno skinhead di “seconda generazione” (fine anni 70 inizi anni 80)

Nella colonna sonora spiccano Toots and the Maytals, Uk Subs, Symarip etc

lunedì, settembre 12, 2011

Free Cinema





Il FREE CINEMA fu un movimento cinematografico inglese, culturale, sociale e politico attivo tra gli anni 50 e 60 di forte contestazione del cinema britannico dell'epoca.

Verso la metà degli anni 50 LINDSAY ANDERSON, KAREL REISZ, LORENA MAZZEETI e TONY RICHARDSON fondarono la nuova corrente, presentata il 5 febbraio 1956 a Londra con tre opere caratterizzate dal manifesto programmatico del nuovo stile :credere nella libertà, nell'importanza dell'individuo e nel significato della quotidianità.

Strettamente legati agli scrittori “Angry Young Men” John Osborne, Harold Pinter, Dorothy Lessing, John Braine, Shelagh Delaney e Alan Sillitoe), mettevano in risalto gli eroi ribelli delle classi popolari che si esprimevano con l'accento della loro provincia, che ritroveremo nei film di Ken Loach e ponevano la collera come denuncia di una società senza gioia.

Al movimento aderirono anche altri registi come Joseph Losey, John Schlesinger, Jack Clayton, Richard Lester, Desmond Davis, Clive Donner e Ken Loach; e attori britannici del calibro di Tom Courtenay, David Warner, Malcolm McDowell, Richard Harris, Albert Finney, Dirk Bogarde, Robert Stephens, Stanley Barker, Anthony Hopkins, Richard Burton, Alan Bates, Edward Fox, James Fox, Brian Cox, Terence Stamp e le attrici Vanessa Redgrave, Julie Christie, Rita Tushingham, Lynn Redgrave; l'attore americano Laurence Harvey e l'attore australiano Peter Finch.

Dieci film per comprendere meglio il FREE CINEMA

I giovani arrabbiati, regia di Tony Richardson (1958)
Sabato sera, domenica mattina, regia di Karel Reisz (1960)
Giungla di cemento, regia di Joseph Losey (1960)
Billy il bugiardo, regia di John Schlesinger (1963)
Tom Jones, regia di Tony Richardson (1963)
Non tutti ce l'hanno, regia di Richard Lester (1965)
Morgan matto da legare, regia di Karel Reisz (1966)
Modesty Blaise, la bellissima che uccide, regia di Joseph Losey (1966)
Via dalla pazza folla, regia di John Schlesinger (1967)
L'incidente, regia di Joseph Losey (1967)
Se..., regia di Lindsay Anderson (1968)

lunedì, settembre 05, 2011

Mod Heroes: Ready Steady Go !






La trasmissione televisiva musicale per eccellenza in Inghilterra nei 60’s fu il READY STEADY GO, appuntamento imperdibile per chi voleva trovarsi “where the action is”.
Con il consueto lancio “The weekend starts here” ogni venerdì partiva una carrellata dei gruppi più cool in circolazione che suonavano dal vivo in studio (anche se agli inizi si suonava in playback).

La trasmissione iniziò nell’agosto del 1963 e si concluse con l’ultima puntata del 23 dicembre 1966.
La prima sigla fu “Wipe out” dei Surfaris, poi rimpiazzata da “5,4,3,2,1” di Manfred Mann.
I presentatori più noti della trasmissione furono Keith Fordyce e la mitica Cathy McGowan.

Tra i tanti che apparvero al Ready Steady Go:
Beatles, Zombies, Supremes, Kinks, Rolling Stones, Otis Redding, Animals, Who, Georgie Fame and the Blue Flames, Lulu, Marvin Gaye, The Beach Boys, Burt Bacharach, Jerry Lee Lewis, , Small Faces, Yardbirds, Them.

La puntata con il maggior numero d’ascolti fu quella del 20 marzo 1964 con i Beatles che suonarono “It won’t belong” , “You can’t do that” e “Can’t buy me love”.
Nel film “Quadrophenia” si vede Jimmy guardare entusiasta gli Who al RSG suonare “Anyway, anyhow, anywhere”

martedì, agosto 09, 2011

Heroes: Real Time Tv





Difficile trovare qualcosa di più superfluo, leggero e inconsistente dei programmi di REAL TIME

Real Time è una rete televisiva internazionale che dal 1º ottobre 2005, trasmette programmi lifestyle, ovvero che dettano stili di vita (moda, costume, architettura della casa, cucina ecc.).

Nei programmi si vendono case (o meglio, regge, che variano dai 500.000 ai milioni di euro), si rivestono sfigati, si fa dell'improbabile bricolage, rilanciano ristoranti puzzolenti, organizzano matrimoni, cene etc etc.
Paola Marella o Enzo Miccio (alcuni dei conduttori) sono già piccole star.

Sarà quel senso di leggerezza ed inutilità, totale mancanza di spessore, ma un'occhiata a Real Time è rilassante e inebriante, come guardare nel vuoto.
Ogni tanto ci vuole.

lunedì, agosto 08, 2011

I consumi di televisione



I dati sui consumi di tv nei mesi di giugno e luglio parlano chiaro: +15 minuti medi, ovvero 222 minuti nell'intero giorno (tre ore e 42 minuti) nel 2011, contro 207 minuti nel medesimo periodo del 2010.

Ciò significa che la «pausa estiva» dal piccolo schermo sembra meno rilevante che in passato

Due le ipotesi:
1 l'offerta free è più ampia, il consumo è più frammentato ma più consistente, nel suo complesso.
2 la specifica situazione economica: il consumo di tv cresce in periodi difficili, perché la tv è, in assoluto il passatempo più popolare e decisamente più economico.

E allora perchè la RAI (per la quale paghiamo un canone discretamente salato) nei mesi estivi MUORE, lasciando l'utente in balìa di repliche di programmi immondi o di film di qualità infima ?
Visto che paghiamo qualche diritto dovremmo averlo....

lunedì, marzo 28, 2011

Venti milioni di teste di cazzo



Il pubblico televisivo è fatto da 20 milioni di teste di cazzo
ETTORE BERNABEI (direttore RAI dal 1961 al 1974)

Il pubblico TV è diventato il soggetto al di sopra di ogni altro soggetto per la cui soddisfazione tutto si giustifica e ogni ostacolo viene rimosso.
La TV generalista ha lavorato sul concetto di maggioranza con un processo progressivo di svuotamento di contenuti di valore.
La massa crede solo agli spettacoli che vede , così l’idea della Tv è diventata l’entità più potente e insieme più manipolabile che esista.
ALDO GRASSO (critico televisivo del Corriere della Sera)

mercoledì, ottobre 13, 2010

Rai. Di tutto di più





La RAI, intesa come servizio pubblico, ha da tempo smesso e svilito il suddetto ruolo, rincorrendo, anzi strisciando, dietro la concorrenza di Mediaset.
E di conseguenza diventando un mezzo, pagato dai cittadini, che in realtà è asservito ai voleri politici di potenti e potentati.

Ma riesce ancora a regalarci momenti imperdibili, trasmissioni fatte con cura, cuore, intelligenza e anima.

Ad incominciare da REPORT di Milena Gabanelli e PRESA DIRETTA di Riccardo Iacona, giornalismo d'inchiesta, senza troppi peli sulla lingua.
Non sempre li guardo, a volte sono pesanti e di difficile fruizione, ma amo l'idea che ci siano.

Ma soprattutto segnalo PASSEPARTOUT, in onda ogni domenica alle 13.25 su Rai Tre, condotto e creato da PHILIPPE DAVERIO.
Non ne ho mai perso una puntata.
E' alla decima edizione, partita nel 2001, raccoglie ogni volta 1 milioni di fedelissimi.

Daverio è colto, ironico, essenziale, comprensibile e ogni volta ci porta alla scoperta dell'ARTE, intesa come appagamento dei sensi attraverso la vista e la conoscenza.
Il tutto con una sensibilità, una verve, una curiosità, una capacità di coinvolgere lo spettatore anche sulle tematiche più complesse assolutamente uniche.
E poi lui è davvero COOL (pur in ambiti il più delle volte inguardabili)

lunedì, ottobre 05, 2009

Roman Polanski





Trentanni fa Roman Polanski abusò, dopo averla drogata, di una ragazzina di 13 anni (figlia di amici di famiglia).
Sfuggì alla giustizia americana espatriando.
Ora è stato arrestato dalla polizia svizzera.
E si sprecano le firme di solidarietà, invocandone la libertà, di intellettuali e cineasti: Woody Allen, David Lynch, Martin Scorsese, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino, Michele Placido, Monica Bellucci, Asia Argento.

Basta aver firmato capolavori come "Rosemary's Baby" (1968), "Tess" (1979) e altri ottimi lavori come "Frantic" o "Il pianista" per solidarizzare con chi ha commesso una colpa così grave, senza aver scontato alcuna pena ?

mercoledì, settembre 09, 2009

Mike



Mike c'è sempre stato (un po' come Andreotti).
Uno di quelli che con il nozionismo dei quiz traghettò una buona fetta di Italia ancora analfabeta o quasi verso maggiori conoscenze, seppur superficiali.
E che, soprattutto, ci fece conoscere l'indimenticata Sabina Ciuffini.
Non credo che poi mi mancherà così tanto ma un po' mi dispiace.

venerdì, marzo 27, 2009

Rischiatutto





Torna Mike Bongiorno con RISCHIATUTTO !
12 puntate su Sky, dopo che il Mike Nazionale , a 85 anni, ha rotto il contratto con Mediaset («Se penso che mi fanno fare solo le televendite, ci rimango male. Ho proposto a Mediaset una mezza dozzina di trasmissioni" - E' il capitalismo, baby, è Berlusconi , darling)

Rischiatutto (versione italiana del fornat americano "Jeopardy" ) andò in onda su RAI 2 prima, poi sul Programma Nazionale (RAI 1), alle 21.15 del giovedì sera a partire dal 5 febbraio 1970 fino al 2 maggio 1974 .

Fu affiancato dal "sogno di tutti gli adolescenti" di allora, Sabina Ciuffini , che, con le sue minigonne e un atteggiamento "ribelle", rappresentò nella bigottissima e chiusissima TV di allora, una ventata di proto femminismo e di "libertà dei costumi".

Il programma ebbe un successo enorme, arrivando a punte di 20 milioni di spettatori, e portando alcuni concorrenti, come Inardi o "la Signora Longari" a diventare icone dell'immaginario collettivo italiano

mercoledì, marzo 25, 2009

X Factor




Pur se caratterizzato in un ambito POP (popolare), pur se strettamente connesso all'area della musica leggera, pur con tutti i difetti dello spettacolo generalista (le finte liti, le finte suspense) X FACTOR è uno dei migliori programmi musicali e di intrattenimento che la televisione abbia proposto negli ultimi anni.

Staff (Ventura rigorosamente ESCLUSA) competente e professionale, con la serietà e l'esperienza discografica della Maionchi, il talento di Morgan (piaccia o no è un vero talento) e la sincera e matura verve dell'insospettabile Facchinetti.

I cantanti sono bravi, talentuosi, preparati, appassionati, le versioni spesso eccellenti.

Improbabile che il risultato non sia pilotato e/o già deciso a tavolino da dinamiche contrattuali pregresse, ma poco importa del risultato.
Condito da ospiti di ottimo livello (fino all'eccellenza di Fossati ieri sera, ad esempio) , X FACTOR è un ottimo programma che mette finalmente la musica al centro.
Un semplice spettacolo di musica POP, nel buio e nel deserto televisivo italico.
Ci voleva.

PS: forza Juri, nettamente il migliore.

lunedì, gennaio 19, 2009

Giochi Senza Frontiere






Una delle trasmissioni più IMPORTANTI della storia della televisione, che contribuì più di tante altre decisioni a tavolino a instillare nella mente degli europei, il concetto di EUROPA UNITA

I giochi nacquero nel 1965 per volere dello statista francese De Gaulle, proprio in funzione di creare un'unità "gioiosa" tra le popolazioni europee (che solo fino a 20 anni prima si erano massacrate nella seconda guerra mondiale)

La prima edizione andò in onda nel 1965 e poi ogni estate ininterrottamente fino al 1982; dopo una sospensione di alcuni anni, il programma riprese nel 1988 e andò avanti fino al 1999.

Ma le edizioni di maggior fascino rimangono quelle circoscritte agli anni 70.
Un appuntamento imperdibile per milioni e milioni di europei.
Condotti nelle edizioni storiche dal mitico Ettore Andenna, assursero a ruolo di protagonista i due giudici Gennaro Olivieri
Guido Pancaldi, vere icone dell'evento.

I GIOCHI SENZA FRONTIERE erano una sorta di olimpiadi dove ogni nazione partecipante era rappresentata da una propria città che si sfidava in prove divertenti e bizzarre, con le città delle altre nazioni.
I giochi erano a tema, generalmente suggerito da qualche peculiarità della città che li ospitava in quella puntata.

Erano generalmente piccoli paesi, piuttosto che grandi città, a rappresentare le nazioni

Nel 1965 parteciparono Belgio, Francia, Germania Ovest e Italia e nel corso degli anni si avvicendarono in totale 20 nazioni, non a caso poi tutte confluite nell' UNIONE EUROPEA.

Si è più volte tentato di fare resuscitare la trasmissione, ma i tempi sono profondamente cambiati e l'ingenuità, la spontaneità, l'importanza mediatica di quelle edizioni non possono più tornare.
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