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mercoledì, giugno 13, 2018

Cathy Smith



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum, Renato Vallanzasca, Elmer Edward Solly, Michael X, Angry Brigade, Velarie Solanas sono qui:

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Storia estrema quella di CATHY SMITH, groupie, spacciatrice, cantante, ispiratrice di canzoni, protagonista diretta della morte di JOHN BELUSHI a cui iniettò 11 dosi di speedball al Chateau Marmont a Hollywood, il 5 marzo 1982 causandone la morte.

Ebbe una relazione contemporanea con ben tre membri della BAND (che seguiva in ogni concerto) nei 60's, Rick Danko, Levon Helm e Richard Manuel, tanto che quando rimase incinta, non sapendo bene chi fosse il padre definì il nascituro "Figlio della Band".

Ebbe poi una relazione con Gordon Lightfoot (che la immortalò nel brano "Sundown") per diventare poi spacciatrice per Keith Richards e Ron Wood durante il tour dei New Barbarians alla fine dei 70's.
Incontrò John Belushi durate un'apparizione della Band al suo show "Saturday Night live", quando era già pesantemente invischiata nell'eroina.

Dopo la morte di Belushi è entrata e uscita dal carcere parecchie volte prima di tornare a vivere in Canada e dedicarsi a incontri con giovani studenti per avvisarli sui pericoli della droga.

venerdì, maggio 18, 2018

Quando Valerie Solanas sparò a Andy Warhol



Attraverso una cinquantina di post, riviviamo una serie di episodi in chiave artistica, culturale, sociale del 1968.
I precedenti post qui:

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Il 3 giugno 1968, una femminista radicale e frequentatrice della “Factory”, Valerie Solanas, sparò tre colpi di pistola a Andy Warhol, al suo critico d’arte e al suo curatore e compagno di allora Mario Amaya, nell’atrio della stessa Factory per poi fuggire e costituirsi poche ore dopo.
Warhol fu ferito gravemente. Ebbe postumi permanenti e il fatto esercitò un effetto profondo nella sua vita e nella sua arte.

La "Factory" divenne più chiusa e controllata, Warhol rimase per sempre scosso.

La Solanas affermò che Warhol aveva “troppo controllo” su di lei e che le voleva rubare il lavoro. Fu condannata a tre anni di reclusione anche se Warhol rifiutò di testimoniare contro di lei e giudicata sofferente di schizofrenia paranoide.
Tornata in libertà nel 1971 proseguì con atti persecutori e di stalking, sia di persona, che per telefono nei confronti di Warhol e venne arrestata di nuovo per poi finire dimenticata tra vari ospedali psichiatrici.
Morì nel 1988, all’età di 52 anni di enfisema e polmonite a San Francisco.

Valerie Solanas scrisse lo SCUM Manifesto, un rivoluzionario e iconoclasta attacco alla cultura patriarcale in cui criticava ferocemente la società moderna occidentale attraverso un linguaggio crudo e aggressivo, proponendo l'"automazione globale" e "l'eliminazione del maschio" descritto come essere inferiore, pur affermando che SCUM voleva essere una scrittura satirica per creare dibattito sui temi trattati.

Nel 1976 gli Area nell'album "Maledetti" inserirono il brano "SCUM" il cui testo, recitato da Demetrio Stratos, era tratto dallo scritto della Solanas.

Nel 1996 è uscito il film "Ho sparato a Andy Warhol", basato sulla vita di Valerie Solanas, interpretata da Lili Taylor. Jared Harris interpreta Andy Warhol.

Lou Reed fece una canzone, fortemente critica, su di lei, "I Believe", con John Cale per l’album "Songs for Drella".

Nell’album dei Matmos del 2006 "The Rose Has Teeth in the Mouth of a Beast", una canzone si intitola "Tract for Valerie Solanas" con frammenti dallo "Scum Manifesto".

I Big in Japan pubblicarono una canzone intitolata "S.C.U.M."

venerdì, maggio 11, 2018

The Angry Brigade



L' Angry Brigade è stato un gruppo anarco-insurrezionalista britannico di tendenza anarco-comunista che rivendicò in Gran Bretagna numerosi attentati dinamitardi tra il 1970 e il 1972.

Alla sua nascita, il gruppo, fortemente influenzato dall'anarchismo classico e dal situazionismo, decise di portare avanti una serie di azioni dirette a violente ma a bassa intensità , con l'obiettivo di ottenere visibilità mediatica. La campagna iniziò nell'agosto del 1970 fino a quando il gruppo fu smantellato da una serie di arresti, circa un anno dopo.

I loro obiettivi furono banche, ambasciate, un veicolo della BBC parcheggiato fuori dall'edificio dove si svolgeva Miss Mondo del 1970 e case di deputati conservatori.
In totale 25 attentati con danni molto limitati perché concentrato a colpire beni materiali piuttosto che persone (solo un uomo rimase leggermente ferito).

Il 20 agosto 1971, una retata dalla polizia al n°395 di Amhurst Road, nel quartiere londinese di Stoke Newington, portò all'arresto di quattro occupanti della casa e al sequestro di materiale utile per la fabbricazione di esplosivi. Al momento dell'arresto si dichiararono rappresentanti della "classe operaia britannica".

Oltre a questi, ci furono altri 5 arresti tra cui quello di Stuart Christie, storico militante dell'Anarchist Federation, già conosciuto per essere stato incarcerato per aver progettato un attentato contro il dittatore Franco.
Il processo a loro carico durò sette mesi con condanne a dieci anni di detenzione per alcuni e proscioglimenti per altri.
La storia del gruppo è stata più volte ricordata in libri, film, spettacoli teatrali e in qualche canzone di gruppi minori ( Void, Wax Dolls, The Bear Quartet)

martedì, aprile 17, 2018

Michael X



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum, Renato Vallanzasca, Elmer Edward Solly sono qui:

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Una storia torbida, morbosa e inquietante quella di MICHAEL X, conosciuto anche come Abdul Malik, sorta di Charles Manson nero

Originario di Trinidad, militante del BLACK POWER londinese negli anni 60 e attivo nel movimento hippie a fine decennio, più volte arrestato per istigazione alla violenza "contro i bianchi", leader della comune "Black House" finanziata anche dai capelli appena tagliati messi all'asta da JOHN LENNON e YOKO ONO.

Michael X viene di nuovo arrestato per sequestro e estorsione trovando l'appoggio per la richiesta di liberazione ancora di Lennon e consorte che pagarono la cauzione.

Torna a Trinidad dove viene arrestato (dopo una fuga in Guayana) per l'omicidio di due persone, appartenenti ad una nuova Comune che aveva fondato, tra cui la modella inglese Gale Benson che viene seppellita viva (...).
Nonostante l'evidenza, una serie di artisti e attivisti (tra cui ancora Lennon e Angela Davis) spesero parole per la sua liberazione e per evitargli la condanna a morte che venne invece eseguita per impiccagione nel 1975

mercoledì, gennaio 24, 2018

Elmer Edward Solly



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum, Renato Vallanzasca sono qui:

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Nel 1970 Elmer Edward Solly fu arrestato per avere ucciso a botte la figlia di due anni della sua compagna.
Condannato a 20 anni di carcere, nel 1974 riuscì ad ottenere un permesso per visitare la madre e da lì fuggì facendo perdere le sue tracce, cambiando spesso identità.

Arrivato in Florida assunse il nome di Vinnie Taylor, chitarrista della band di revival rock n roll degli Sha Na Na (famosa la loro apparizione al Festival di Woodstock).
Il vero Taylor era morto di overdose nel 1974.

Incominciò ad esibirsi con il nome d'arte di Daniel “Danny C” Catalano, rivendicando però il suo ruolo di ex membro della band, dichiarando che la morte di Taylor era stata simulata.

La band scoprì presto la frode e gli intimò di smetterla ma Solly rifiutò. Gli Sha Na Na decisero di non dare ulteriore pubblicità al personaggio e rinunciarono a perseguirlo.
Solo alla morte della madre i parenti incominciarono a collaborare con la giustizia e, scoperta la sua vera identità, lo catturarono in Florida, dove continuava ad esibirsi come ex "bad boy" degli Sha Na Na ed aveva pure un sito web.
Imprigionato nel 2001 fu rilasciato due anni dopo per buona condotta e morì nel 2007.

giovedì, luglio 13, 2017

Renato Vallanzasca



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum sono qui:

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Probabilmente il più noto criminale italiano, RENATO VALLANZASCA imperversò nelle cronache (nere) italiane negli anni 70 lasciando dietro a sè una lunga scia di sangue, rapine, sequestri di persona. Più volte arrestato, più volte riuscì a fuggire, spesso attraverso rocambolesche e "impossibili" fughe. Fu anche spesso protagonista di rivolte carcerarie. Il suo aspetto particolarmente affascinante rese ancora più seguita la sua figura e lo rese ancora più "personaggio".
In totale è è stato condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione (pur godendo di vari permessi per lavorare fuori dal carcere). Recentemente gli è stato di nuovo confermato l'ergastolo. E' attualmente con 47 anni di galera uno dei detenuti da più a lungo in carcere (ora ha 67 anni).

A Vallanzasca sono stati dedicati film, libri ma poche canzoni.

Che hanno avuto (ovviamente) protagonisti soprattutto i VALLANZASKA.
Che addirittura hanno ospitato la voce di Vallnzasca nel brano "Expo 2015" (https://www.youtube.com/watch?v=yXj46DHx_Mc ) e in "Boys form Comasina", in "Fine amore mai", in "Apologia di Renato" e "Genova".

Come dice lo stesso Vallanzasca in Expo 2015"
“M'han fregato il nome...il che è tutto dire, fregare Vallanzasca, c'han messo una K e m'hanno inchiappettato”
E' citato anche in "Ribelle e basta" di J AX

mercoledì, giugno 07, 2017

Varg Vikernes Burzum



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Varg Vikernes è noto per essere il fondatore e ormai unico esponente dei Burzum, nati nel 1991 e diventati uno dei principali esponenti del black metal norvegese.
Il progetto parallelo era quello di portare l’oscurità nel mondo.

Varg si diede subito da fare e nel 1992 diede fuoco a tre chiese norvegesi(le macerie carbonizzate di una campeggia sulla copertina dell'EP "Aske" del 1993) nonostante abbia sempre preso le distanze dal satanismo, dichiarandosi fedele al culto Odalista.
Nel 1993 uccide a coltellate Euronymous, leader della black metal band Mayhem in cui suonava al tempo.
La dinamica non è mai stata chiara nè le ragioni dell'omicidio ma nel 1994 fu condannato a 21 anni di carcere.
Ne scontò quasi 16 e fu rilasciato nel 2009 dopo essere evaso per un paio di giorni nel 2006.
E' in libertà vigilata e non manca di tornare a più riprese agli onori dell cronaca con affermazioni piuttosto discutibili (vedi una sorta di appoggio alla strage di Breivik).

Nel frattempo si è sempre più avvicinato a teorie affini al nazismo esoterico, al culto degli antichi miti nordici e ha dirottato la direzione artistica verso sonorità ambient che alterna ad album affini alle origini black metal.

martedì, aprile 11, 2017

Derek Bentley



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies sono qui:
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Derek Bentley fu impiccato all'età di 20 anni il 28 gennaio 1953 nella prigione di Wandsworth a Londra, accusato di omicidio di un poliziotto, nel 1952 durante una rapina.
Insieme al complice, Christopher Craig di 16 anni, fu però scoperto dalla polizia.
L'amico sparò e uccise uno degli agenti.
Benchè non fosse nemmeno armato, Derek fu condannato a morte al posto di Christopher, cui non poteva essere inflitta la pena capitale perché minorenne.
La condanna fu ritenuta una sorta di vendetta per accontentare l'opinione pubblica assetata di "giustizia".

Derek da piccolo era diventato epilettico a causa di una caduta e vide aggravarsi le proprie condizioni di salute quando, durante la seconda guerra, una bomba nazista distrusse la sua casa lasciandolo gravemente ferito.
Da allora il suo sviluppo mentale di Derek divenne come quello di un bambino di 11 anni.
Nel 1998 Derek Bentley è stato ufficialmente riabilitato.

Al caso Derek Bentley sono stati dedicati articoli e libri oltre al film LET IT HAVE IT in cui compaiono le canzoni "Derek Bentley" di KARLA DALLAS "Let Him Dangle" di ELVIS COSTELLO, "Let Him Have It" dei BUREAU (la band post Dexy's di Mick Talbot) e "Bentley and Craig" di RALPH MC TELL.
Su di lui era già uscito anche il brano "Derek Bentley" di EWAN MC COLL con PEGGY SEEGER

martedì, febbraio 14, 2017

Georgie Davis



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ALBERTO GALLETTI ci porta alla scoperta di una storia sconosciuta e particolarissima.

George Davis, conducente di minicab, ex segnalatore ai docks del Porto di Londra ed ex-camionista, sposato e padre di due figli con amicizie pericolose nel quartiere,Stepney East End londinese, fu al centro di una clamorosa vicenda a seguito di un (presunto) errore giudiziario.
Nel 1972 fu fermato per guida in stato di ubriachezza e gli fu ritirata la patente. Camionista, s ritrovò dall’oggi al domani senza lavoro. Facendo ricorso alle sue discutibili amicizie locali finì presto nei guai. Fermato e rilasciato per presunta partecipazione ad una rapina, fu arrestato di nuovo l’anno dopo quando fu trovato in possesso di merce rubata, e poi rilasciato.
Si impiegò quindi insieme al fratello in una ditta di minicab a Stepney.

Il 4 aprile 1974 un gruppo di banditi rapinò l’ufficio paghe del London Electricity Board a Ilford, sobborgo nord-orientale di Londra. Ci fu un inseguimento tra parecchie auto e una sparatoria, due poliziotti rimasero feriti.
La rapina venne filmata da alcuni agenti sotto copertura, e tre campioni di sangue furono prelevati sulla scena della sparatoria.
La polizia arrestò tre persone, un quarto, George Davis, fu catturato dopo alcune settimane, su soffiata di un informatore che affermò di averlo visto scendere da una delle auto dei rapinatori.
Riconosciuto da cinque testimoni durante un’identificazione, Davis fu l’unico dei quattro arrestati a finire in carcere.

‘Fu una trappola- ha sempre affermato Davis- fui identificato da cinque poliziotti, provammo che gli investigatori avevano nascosto informazioni importanti, non ci fu nessuna prova scientifica’.

Ad una seconda identificazione infatti 34 testimoni su 39 sbagliarono a riconoscerlo.
Peter Chappel, il suo migliore amico, affermò con sicurezza di averlo incontrato quella mattina, di averlo invitato a colazione, invito rifiutato da parte di Davis che gli disse doveva recarsi in ufficio in quanto il fratello era assente. George affermò che dopo essere andato in ufficio quella mattina fece una consegna di pesce ad un ristorante della City. Anche la moglie di Gorge, Rose, era convinta della sua innocenza ‘non credendolo capace di un’impresa simile e di aver dopotutto sposato un uomo ‘a posto’.
I due, convinti dell’innocenza di George, cominciarono una campagna di protesta contro la sua detenzione.
I primi ad aderire furono i cognati, i cugini di George, gli amici del quartiere unitamente ad altri abitanti della zona.

La protesta crebbe di dimensioni, la testardaggine, unita senza dubbio all’ esuberanza di Peter, lo portò a compiere alcune clamorose azioni dimostrative: andò a schiantarsi con un camion sull’entrata degli uffici del Daily Mirror, poi del Daily Telegraph in Fleet Street, fece poi irruzione con il suo camion nel cortile di Buckingham Palace protestando l’innocenza dell’amico, nel caso la questione fosse sfuggita a qualcuno. Infine si diresse verso Dover, caricò il camion sul traghetto e raggiunse a Parigi e fece lo stesso contro l’entrata dell’Ambasciata Britannica. Peter non si fermò e fece pubblicare da un’amico, Pat Cross, giornalista del locale East London Advertiser , appelli per la liberazione di George ogni settimana.
Scritte ‘GEORGE DAVIS IS INNOCENT OK’ apparvero sui muri e sui ponti dell’East End prima, e un po ovunque nel Regno Unito poi. Non passò molto tempo e la vicenda fini sulla stampa nazionale creando un caso enorme.
Le manifestazioni di solidarietà si susseguirono, attivisti si incatenarono davanti alle sedi dei maggiori quotidiani londinesi. Dopo che un appello per la scarcerazione di George fu respinto in autunno, Rose Davis passò il Natale 1974 fuori dalla porta di Scotland Yard in veglia per la sorte del marito, mentre Peter Chappell faceva saltare tutte le luci sull’albero di Natale di Trafalgar Square provocando grande costernazione.

Nell’estate 1974 Rose e i membri del movimento per la liberazione di George Davis organizzarono un concerto benefico allo stadio del Chalrton Athletic per la raccolta di fondi a favore della protesta.
Aderirono tra gli altri gli Who, raggiunti sul palco da Rose ad inizio concerto, vennero loro consegnate le famose magliette con la scritta ‘George Davis is innocent’, Roger Daltrey la indossò per tutto il concerto.

La campagna di liberazione, originatasi per le strade dell’Est End, coinvolgeva adesso anche i ceti medi di sinistra, tra loro Peter Hain, che fu anche arrestato e rilasciato dopo processo e che divenne poi deputato del Partito Laburista e quindi ministro nei Governi di Tony Blair e Gordon Brown.
Ma per i veri protagonisti della protesta questa era la lotta tra i poveri, gli operai, e il potere di uno stato paternalistico e oppressore.

La mazzata è comunque dietro l’angolo e al processo, celebrato all’Old Bailey nel marzo del 1975, George Davis viene condannato a 20 anni di carcere per rapina mano armata, ferimento di un agente di polizia e resistenza a pubblico ufficiale.
Rose e Peter non si danno per vinti , la campagna si intensifica, ottengono un appello, George continua a dichiararsi innocente, l’appello viene comunque respinto.
Un secondo appello fa ridurre la condanna da 20 a 17 anni, ma Peter Chappel, autentica forza trainante della campagna, non se ne da per inteso. Prende così forma nella sua mente l’idea di un’azione clamorosa a sostegno dell’innocenza dell’amico.

Il 14 agosto è cominciato a Headingley, Leeds, il terzo cricket test match tra Inghilterra e Australia: in palio gli Ashes, come sempre durante lo svolgimento di queste epiche sfide l’Inghilterra è attraversata dal solito fremito di febbre da Ashes, gli occhi della nazione sportiva e non son tutti puntati su Headingley L’Australia, detentrice, è in vantaggio 1-0 avendo vinto il primo test-match e pareggiato il secondo, in questo terzo match l’Inghilterra ha l’occasione, vincendo, di rimettere in parità il conto delle partite e giocarsi tutto nel quarto e ultimo incontro della serie a Londra. Giunti al quinto ed ultimo giorno di gioco l’Australia deve segnare 224 runs per vincere (tanti) , l’Inghilterra deve eliminare 7 battitori australiani per aggiudicarsi il test-match (tanti ma più fattibile).
Poco dopo la mezzanotte del 17 agosto, un commando di quattro persone comandate da Peter Chappell (guarda caso stesso cognome del capitano australiano quel giorno, Greg Chappell),e comprendente il fratello di Rose, Colin scavalca il muro di cinta del campo, entra e distrugge il wicket, scavandovi buche enormi, rovinando l’erba circostante e versando olio combustibile sui due creases, rendendo così la superficie impraticabile. Inoltre dipingono sui muri vicino all’ingresso la famosa scritta GEORGE DAVIS IS INNOCENT, completata questa volta da un messaggio di scuse ai tifosi, SORRY IT HAD TO BE DONE.

Gli arbitri dopo aver rilevato lo stato del campo non hanno altra scelta ma di dichiarare il test match abbandonato e dichiarato pari.
L’Inghilterra abbandonò le speranze di riconquistare gli Ashes, visto che una vittoria nell’ultimo test (che finì in pareggio) avrebbe pareggiato i conti della serie e il trofeo sarebbe rimasto in mani australiane, incredulo davanti ai televisori il pubblico inglese rimase attonito. Il clima si avvelenò ulteriormente, il direttore del Times chiese pene esemplari per i colpevoli.
Peter , che fino ad allora era stato trattato dalle autorità con clemenza, pagò a caro prezzo l’ultima bravata, arrestato insieme agli altri tre fu condannato, lui solo, a 18 mesi di detenzione, gli altri uscirono su cauzione, ma l’azione diede i suoi frutti.
Il caso arrivò sul tavolo del Ministro dell’Interno che ordinò una revisione delle prove a carico di George, ne scaturì un bel quadretto secondo il quale la polizia aveva falsificato le dichiarazioni di Davis e tre dei cinque poliziotti che lo identificarono a distanza di settimane si trovavano sulla stessa auto non proprio vicini al luogo della sparatoria, e che la Squadra Speciale Rapine di Scotland Yard aveva mentito.
Una commissione esterna condusse un’inchiesta sull’operato della Squadra Speciale e dopo aver riferito al Ministro dell’Interno, quest’ultimo ordinò la scarcerazione di George Davis in quanto la sua identificazione risultava essere molto, molto dubbia.
Fu firmata una prerogativa reale di grazia dal Sovrano in persona e George Davis venne liberato l’ 11 maggio 1976.
La sua condanna non venne comunque cancellata.
Lasciò il carcere di Albany sull’Isola di Wight insieme alla moglie Rose e a Violet Kray che ivi era andata a visitare i due figli, ben più celebri colleghi e compaesani di George Davis.
Al suo arrivo alla stazione di Waterloo fu accolto come un’eroe, in un trionfo che non fu solo il suo, ma anche di chi aveva creduto e sostenuto la causa con grande impegno contro uno Stato che aveva mentito per imprigionare un uomo innocente.
Il trionfo gli diede alla testa, incline per natura ai vizi che lo avevano messo nei guai, visse i successivi 18 mesi tra sbronze, donne, mondanità e qualche vecchia pericolosa amicizia, dimenticandosi di moglie e figlio che a casa si rimanevano emarginati da tutto.
Nel settembre 1977 George Davis venne arrestato in flagranza di reato durante una rapina a mano armata alla Banca di Cipro su a Holloway, processato per direttissima, si dichiarò colpevole e si beccò questa volta 15 anni, ridotti ad 11 in appello, ne scontò 7.
Fu un colpo terribile per Rose che lavorava come cameriera per sbarcare il lunario mentre il marito uscito di galera era assurto a celebrità e trascorreva il suo tempo tra bagordi, ragazze e vecchie amicizie pericolose. Tutto l’impegno profuso, l’ardore, il coinvolgimento sincero suo e di un’intera nazione alla causa di un marito innocente, improvvisamente le crollò in testa.
Il profondo senso di vergogna verso tutti quelli che avevano sostenuto la campagna, per qualcuno che adesso, si vedeva, forse proprio così innocente non era, prese il sopravvento.
Rose, reagì con la stessa passione e veemenza, questa volta contro il marito, chiese ed ottenne il divorzio, riprese il suo cognome da nubile e tornò a vivere a Stepney, vicino ai famigliari, agli amici e inevitabilmente ad alcuni vecchi fantasmi.
Nel 2011 George Davis fu definitivamente assolto dal tribunale sulla base che le prove a suo carico fossero state falsificate oltre che insufficienti e la condanna a 20 anni fu cancellata.
Il che non significa che lei non fosse colpevole, affermò il giudice chiudendo la questione.
Nei giorni della sua scarcerazione, in quell’estate del 1976, George Davis divenne un’eroe popolare, in particolare il movimento punk lo elesse a proprio idolo incontrastato.
Dopo l’eclatante presa di posizione degli Who in piena campagna, nel 1978 gli Sham 69, ben noti su queste frequenze, scrissero ed incisero il brano George Davis is innocent, contenuto nel loro LP d’esordio Tell us the truth, che gli fu dedicato.
All’altro capo dello spettro musicale britannico anche i Duran Duran celebrarono Davis nella loro Friends of mine, contenuta nel loro omonimo LP (anche qui d’esordio).

Una storia londinese, dai tratti decisamente cockney.

Colonna sonora:

The Who – I’m free
Sham 69 – George Davis is innocent
Duran Duran – Friends of mine

venerdì, novembre 18, 2016

Charles Starkweather e Caril Ann Fugate



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott sono qui:
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Charlie Starkweather è stato un tristemente famoso serial killer statunitense (diciasettenne) che uccise undici persone in Nebraska e Wyoming nell'arco di un paio di mesi, tra il dicembre del 1957 e il gennaio del 1958, affiancato dalla sua fidanzata quattordicenne, Caril Ann Fugate.
Tra le vittime anche la madre, il patrigno e la sorellastra di Caril.
Alcune vittime furono pugnalate e mutilate dalla ragazza, dopo la morte.

Starkweather è stato condannato a morte diciassette mesi dopo; Fugate ha scontato diciassette anni in prigione prima del suo rilascio, nel 1976.
Si è sposata, ha cambiato nome e si è sempre rifiutata di parlare degli eventi.

Il caso Starkweather–Fugate ha ispirato i film The Sadist (1963), La rabbia giovane (1973), Kalifornia (1993), Assassini nati - Natural Born Killers (1994), e Starkweather (2004), vari libri e alcune importanti canzoni:

"Nebraska" di Bruce Springsteen del 1982 è una narrazione sugli eventi di Starkweather mentre "Badlands" si basa su tematiche che riguardano alienazione e risentimento da parte del protagonista.

"Badlands" dei Church of Misery nel loro album Houses of the Unholy è incentrata sugli omicidi ed è raccontata in prima persona.

"Keep Searchin' (We'll Follow The Sun)" di Del Shannon è una finta lettera d'amore scritta da Charles Starkweather basata sulle testimonianze del suo processo.

Starkweather compare nella canzone di Billy Joel "We Didn't Start the Fire" nella frase "Starkweather homicide, children of Thalidomide".
Da ricordare anche "Stark Weather" degli Icky Blossoms del 2012, la band metalcore americana, gli Starkweather e "In vain" dei J Church.

martedì, settembre 27, 2016

Nel ventre della bestia di Jack H Abbott



Libro tremendo, spietato, dove l'orrore non ha mai fine.
Jack H Abbott ci porta nell'infermo delle carceri americane dei 70's dove il prigioniero perde qualsiasi diritto ed è alla completa mercè dei carcerieri aguzzini.
Abbott non fa nulla per migliorare la già precaria situazione, si ribella in continuazione e diventa oggetto di ogni angheria, anche la più estrema, raccontata con spietatezza e dovizia di terribili particolari, tra privazioni sensoriali, torture, fame, sete, abuso indotto di psicofarmaci.

Abbott nel 1977, appreso che lo scrittore Norman Mailer stava lavorando a "The Executioner's Song" un libro basato sulla vicenda della condanna a morte di Gary Gilmore, gli scrisse offrendogli il suo aiuto per spiegargli come la prigionia cambia le persone.
Attraverso una lunga serie di lettere descrisse in maniera drammatica una realtà inconcepibile (a St. Quentin i giovani medici si allenavano lavorando sulle ossa spezzate dei detenuti, venivano sperimentati su di loro farmaci di vario tipo, raffinate forma di trtura psicologica, isolamenti di mesi nel buoi totale etc).

Mailer le fece pubblicare nel 1981 e "Nel ventre della bestia" diventa un best seller e un caso giudiziario, per il quale sono in molti a spendersi per dare ad Abbott una seconda possibilità.
Abbott alla fine venne rilasciato in libertà condizionale nel giugno del 1981. Quaranta giorni dopo Abbott uccide a coltellate un cameriere a New York per un banale alterco.
Datosi alla fuga venne catturato in Louisiana poche settimane dopo; processato, fu condannato a scontare altri 15 anni di prigione.
La mattina del 10 febbraio 2002 si è tolto la vita impiccandosi in cella.

Un lavoro che si affianca in maniera speculare allo splendido "Il vagabondo delle stelle" di Jack London scritto nel 1915 e che, in maniera romanzata ma non troppo (si ispira ad una serie di colloqui con carcerati), narra degli stessi orrori a cui è soggetto un prigioniero che riesce però ad astrarsi e a volare con il pensiero.

Il tempo scende sulla tua cella come il coperchio di una bara in cui sei disteso e che guardi chiudersi lentamente su di te”

“Nessuno si aspetta da me che diventi un uomo migliore in carcere.
E allora perché non dirlo: lo scopo è farmi a pezzi, distruggermi completamente.
Lo scopo è marchiarmi a vita, con il marchio di quella bestia che loro chiamano prigione.
A un uomo, quando viene messo in prigione, è portata via la sua esperienza di società, è portata via l’esperienza di un pianeta vivo di cose viventi”
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