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mercoledì, giugno 24, 2015

Paolo Villaggio



PAOLO VILLAGGIO è stato uno dei comici più iconoclasti, acidi, cinici, caustici, rabbiosi, spietati, impietosi della cinematografia e della televisione italiana.
Un perfetto proto punk.
I personaggi di Fantozzi, Fracchia, del cattivissimo Professor Kranz (personaggio con cui esordì in tv nel 1968, all'insegna di un'inedita e quasi disturbante aggressività, rispetto ai canoni soft e sfumati dell'epoca) sono sempre stati estremi, le modalità con cui li presentava inconsuete (scendeva tra il pubblico e spesso lo coinvolgeva direttamente con una dialettica anche "violenta"). La grottesca mediocrità di Fracchia e Fantozzi, rappresentata in maniera spietata, strappa risate amarissime.
Oltre alla saga di Fantozzi e' stato anche ottimo attore con Fellini, Monicelli, Samperi per poi perdersi in triste macchiette dagli anni '90 in poi sia cinematografiche che televisive e finire con interviste semi provocatorie ma spesso poco rispettose per sè stesso.

«Lo penso davvero, il Papa è una persona troppo intelligente per credere in Dio»

venerdì, marzo 21, 2014

Rosa Balistreri



Personaggio UNICO della canzone italiana, una vita violentissima di abusi e soprusi subìti a cui rispose cantando, con voce alta, ferma e parole dirette, altrettanto violente e senza metafore.
I brani sono sempre in siciliano, chitarra e voce, imperiosi, apparentemente minimali, spesso invece armonicamente complessi con un approccio vocale rabbioso, raramente dolce e malinconico.I testi denunciano i mali della società siciliana dell’epoca. Rosa parla di mafia, povertà, politica senza peli sulla lingua, la base musicale è spesso esplicitamente blues (“Vurria fari n palazzu” ad esempio è un boogie blues ossessivo da Delta del Mississippi).


ROSA BALISTRIERI nacque a Licata nel 1927 da famiglia poverissima con padre violento, amante del gioco e del vino e un fratello invalido.
Si sposò con Iachinuzzu e dopo che il marito si giocò il corredo della figlia tentò di ucciderlo e finì in prigione per sei mesi.
Uscita dal carcere fece i lavori più umili per mantenere la figlia, lavorò presso una famiglia ricca, fu messa incinta dal figlio di costoro, illusa prese alcuni oggetti da casa per fuggire con lui ma fu denunciata e di nuovo arrestata. Il figlio nacque morto.
Nel talking blues (potrebbe essere un pezzo di John Lee Hooker!) “Buttana di to ma” canta:

Puttana di tua Madre, sono in galera.

Senza aver fatto nemmeno un millesimo di danno.

Tutti gli amici miei, sono stati contenti
 quando mi hanno portata in carcere

Tutti gli amici miei, traditori e carogne 
e quello che ha mangiato la castagna

Quando mi hanno arrestata ero innocente

era il giorno di "Ognissanti"
e non sono morta, no,
sono ancora viva
 c'è olio nella lampada, e ancora arde

Se Dio vuole ed esco da questa tana

la risposta gli darò ai traditori.

Devono pur passare questi ventinove anni

undici mesi e ventinove giorni


https://www.youtube.com/watch?v=uEpf5LrjDeg

Uscita dal carcere, visse per strada, trovò lavoro come custode in una chiesa dove visse nel sottoscala con il fratello ma fu molestata dal prete, rubò le elemosine e fuggì a Firenze, una delle sorelle lasciò la casa per raggiungerla ma il marito la inseguì e la uccise. Il padre per il dispiacere si impiccò.
Fu a Firenze che entrò nel giro artistico e conobbe Dario Fo (con cui partecipa nel 1966 allo spettacolo di canzoni popolari titolo Ci ragiono e canto), Ignazio Buttitta, Mario De Micheli e il pittore Manfredi Lombardi con cui vivrà per dodici anni.
Torna a Palermo nel 1971 dove frequenta il pittore Guttuso.
Viene esclusa dal festival di Sanremo del 1973 con il brano Terra che non senti.

Nel 1974 partecipò, assieme ad altri esponenti del folk, ad un'edizione di Canzonissima.

https://www.youtube.com/watch?v=Z3BAnhtAH1Q

Morì nell'ospedale palermitano Villa Sofia per ictus cerebrale durante una tournée in Calabria nel 1990.

https://www.youtube.com/watch?v=85FtZrbcp7k

Le mie storie di miseria provocheranno guai a molti pezzi grossi il giorno in cui l'opinione pubblica sarà più sensibile ad argomenti come la fame, la disoccupazione, le donne madri, l'emigrazione, il razzismo dei ceti borghesi…
Finora ho cantato nelle piazze, nei teatri, nelle università, ma sempre per poche migliaia di persone.
Adesso ho deciso di gridare le mie proteste, le mie accuse, il dolore della mia terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l'abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie.....


https://www.youtube.com/watch?v=b693OYHcwGc

«Ho imparato a leggere a 32 anni.
Dall'età di sedici anni vivo da sola.
Ho fatto molti mestieri faticosi per dare da mangiare a mia figlia.
Conosco il mondo e le sue ingiustizie meglio di qualunque laureato.
E sono certa che prima o poi anche i poveri, gli indifesi, gli onesti avranno un po' di pace terrena».
(“Qui Giovani” marzo 1973)


La mafia e li parrini (La mafia e i preti)

La mafia e li parrini

Si déttiru la manu

Poviru cittadinu

Poviru paisanu


La mafia e li parrini

Eternu sancisuca

Poviru cittadinu

Poviru paisanu


Unu isa la cruci

Lautru punta e spara

Unu minaccia 'nfernu

L'autru la lupara


Chi semu surdi o muti

Rumpemu sti catini

Sicilia voli gloria

Né mafia e né parrini

https://www.youtube.com/watch?v=JR1hBFufXsc

domenica, gennaio 26, 2014

Il punk secondo Ciao 2001



Avevo già pubblicato un articolo che paragonava beat e punk da "Best" dell'aprile 1978:
http://tonyface.blogspot.it/2014/01/beat-punk.html


Tesi simili emergono da una retrospettiva sull'anno appena trascorso, il 1977 a cura di Enzo Caffarelli dal Ciao 2001 del 15 gennaio 1978.

Dunque di punk si parlava in Italia e in tempo reale, anche sulle riviste di maggior tiratura e, pur con alcune imprecisioni e approssimazioni (e un linguaggio che va contestualizzato all'epoca), con cognizione di causa.


I gruppi punk ricalcano iconograficamente i beats di 15 anni fa, i mods, i rockers, la musica che esprimevano: Who, Animals,Yardbirds, Stones.
Difficilmente il loro futuro sarà altrettanto lungo ma il paragone calza.
C’è chi dice addirittura che i Clash, gli Stranglers, i Generation X, Graham Parker sono i nuovi Genesis, Yes, Jethro Tull, King Crimson.
Noi…no, naturalmente.
Vedremo quando le maglie si diraderanno e la confusione diminuirà.
Per il momento gli inglesi, a corto di idee e di nuovi volti, hanno spietatamente montato il punk, optando per qualsiasi cosa nuova e a buon mercato si profilasse all’orizzonte.
Il nuovo per il nuovo con altre definizioni che vanno al di là del punk, come la new wave senza dizioni stilistiche o la blank generation per esprimere la totale assenza di ideali e valori.
Sulle implicazioni politiche del punk l’analisi è ancora più tortuosa. Parlare di anarchia o di destra totalitaria sarebbe nella migliore delle ipotesi incompleto.
Se i punk indossano magliette con lo stampino di Hitler, se le svastiche, le aquile naziste e il nero sono i loro simboli non è sempre perché i giovani punk credano in queste idee: piuttosto è un atto di estrema provocazione di voluta aberrazione verso la società che li ha emarginati.
Esasperati e sconfitti ripropongono al mondo quello che di più il mondo ha condannato.

Guerra e odio è il loro slogan l’opposto del “love and peace” degli hippies di 10 anni fa.
Ma in tutto questo moda e conformismo giocano la loro carta vincente e buona parte del fenomeno equivale ad una carnevalata o ad una ricerca di sicurezza nell’arroganza della provocazione e nella falsa difesa della maschera.
Se poi il punk trova la sua espressione più immediata nella musica è solo perché l’educazione musicale inglese d base è notevole.e perché suonare uno strumento è un mezzo idealmente economico e violento per esprimere le proprie opinioni specie se si tratta di una violenza fine a sè stessa.

giovedì, settembre 27, 2012

Proto Punk: Caravaggio



Avevo in questo blog, tempo fa, ricercato i germi della ribellione giovanile nel passato, nella rubrica Teenage Kicks, parlando dei francesi Apache, dei tedeschi Wondervogel e Swing Kids, dei congolesi Bills tra gli altri.
Oggi un salto (scherzoso) alla fine del 1500 quando uno dei più grandi pittori della storia, Michelangelo Merisi, detto CARAVAGGIO, si segnalò, oltre che per il genio artistico, anche per il suo ribellismo ad ogni regola, per il comportamento anarchico, violento, estremo, tra risse (culminate un paio di volte in omicidio), vita dissoluta, passione per la pallacorda (una specie di tennis).
Molti dei suoi dipinti sono caratterizzati da rappresentazioni macabre, violente e spesso riflettono l’ambiente che era solito frequentare: bische, strade equivoche, bordelli, osterie oltre ad esaltare luna presunta omosessualità ( senonaltro bisessualità).

Nel suo curriculum di “strada” un presunto omicidio che lo costrinse a lasciare Milano (dove si era già distinto in numerose risse tra bande giovanili), nel 1604 fu arrestato varie volte per possesso d'armi abusivo e ingiurie alle guardie cittadine, nel 1605 ferisce un notaio genovese (a causa di una donna) e successivamente viene ricoverato a Roma per una ferita di spada, viene condannato alla decapitazione (da chiunque lo avesse incontrato per strada...) per l’omicidio (pare per debiti di gioco , gelosia o anche ragioni politiche) di Ranuccio Tomassoni.
Dopo aver ottenuto, durante un soggiorno a Malta, il grado di Cavaliere di grazia, viene espulso “come membro fetido e putrido», nel 1594 viene descritto “ a mal termine si ridusse senza denari e pessimamente vestito...”, la sua “Morte della vergine” del 1604 (ora al Louvre) gli fu rifiutata e rimossa perchè era “ritratto in persona di Nostra Dama una cortigiana da lui amata” e perchè “aveva fatto con poco decoro la Madonna gonfia e con gambe scoperte”.
Muore nel 1610: “come disperato andava per quella spiaggia sotto la sferza del Sol Leone...arrivato in un luogo della spiaggia misesi in letto con febbre maligna e senza aiuto humano tra pchi giorni morì malamente come appunto male havea vivuto”
Il ritratto perfetto di un PROTO PUNK.
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