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giovedì, marzo 26, 2026

Museum of Youth Culture

All'interno di uno spazio di ben 600 metri quadrati presso il St Pancras Campus, a Camden, aprirà a Londra un nuovissimo museo, il Museum of Youth Culture, che celebra la creatività, la ribellione e l'identità collettiva dei giovani britannici dal XX secolo a oggi.

Progetto lodevole di CONSERVAZIONE di una dimensione che in Gran Bretagna ha coinvolto letteralmente milioni di giovani, cambiandone talvolta radicalmente l'approccio filosfofico alla vita, MUSEALIZZAZIONE (in atto ormai da decenni) di realtà nate antagoniste all'omologazione.

Un lavoro in cantiere da quasi 30 anni, nato da un'idea di Jon Swinstead, che ospita un archivio fotografico sulla cultura giovanile, attraverso una collezione di 100.000 pezzi, sarà inaugurato il 15 maggio 2026.

Il museo è stato realizzato grazie a donazioni pubbliche e collaborazioni con la comunità, in linea con lo spirito artigianale della cultura giovanile.

Il Museum of Youth Culture non sarà un archivio statico, ma anche un luogo di incontro e un centro sociale, completo di negozio Rough Trade e un club.
L'obiettivo è ospitare eventi, workshop, spettacoli dal vivo e progetti comunitari, garantendo che la "cultura giovanile" rimanga una forza in continua evoluzione e partecipativa, piuttosto che una nostalgia conservata dietro una teca di vetro.

Il museo ha un contratto di locazione ventennale, destinato a diventare un punto di riferimento permanente nel panorama culturale londinese.

Il Museum of Youth Culture non si limita a guardare al passato; invita i visitatori a considerare la propria adolescenza come parte integrante della storia culturale britannica in continua evoluzione.

martedì, luglio 28, 2020

Miyuki-Zoku



I Miyuki-Zoku (nome che deriva da Miyuki Street strada di shopping di lusso nel prestigioso quartiere di Ginza a Tokyo e da Zoku che significa più o meno "gang" o gruppo) apparvero improvvisamente nella suddetta strada nella primavera del 1964.

Erano teenager, vestiti nello stile Ivy league dei college americani che avevano visto nella rivista Heibon Punch e che fu "importata" da Kensuke Ishizu che aveva visitato gli States a fine anni 50 e creato il marchio VAN che ne riprendeva lo stile.
Abitualmente arrivavano sul posto, vestiti con le divise scolastiche, si cambiavano nei bar e diventavano impeccabili modelli di un nuovo stile, inedito in Giappone.

Il Giappone conservatore, ancora a pezzi dopo la recente disfatta della Seconda Guerra Mondiale, non tollerava un'estatica diversa da quella tradizionale e considerava l'amore per uno stile americano qualcosa di assolutamente intollerabile.
Inoltre Tokyo si preparava, ad ottobre, a ospitare le Olimpiadi, primo atto di un ritorno nel consesso internazionale dopo quanto successo nel 1945.
Di conseguenza nulla doveva turbare la normalità, in vista dell'arrivo di migliaia di atleti e ospiti da tutto il mondo.

In settembre le autorità chiesero (imposero?) a Ishizu di organizzare un "Big Ivy Style Meet-up” alla Yamaha Hall, sponsorizzato dalla VAN, aiutandolo ad affiggere centinaia di poster promozionali in Miyuki Street.

Arrivarono in 2000 e a tutti fu dato un "buono" per ritirare una borsa Van all'indirizzo del negozio.
Il 4 settembre 1964 la polizia arrivò in massa arrestando tutti coloro che si erano presentati, ne arrestò 200 e processò e condannò 85, distruggendo per sempre il neo nato "Movimento".

Grazie a Fabio Tintore

martedì, maggio 03, 2016

Gli Stilyagi



Teenage Kicks, una rubrica che va alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno preceduto di decenni quelli che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.

Le altre puntate di Teenage Kicks qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Teenage%20Kicks

Negli anni 50's in Unione Sovietica (esclusivamente a Mosca e Leningrado) si sviluppò un piccolo movimento giovanile di ragazzi e ragazze che si abbigliavano seguendo (per quanto gli fosse possibile) uno stile estetico "americano", in aperto contrasto con i dettami del regime comunista.
Il tutto, ovviamente, creato personalmente con unico riferimento le rare foto che arrivavano da oltre cortina o vecchie riviste americane e occidentali arrivate durante la guerra.

Anche se particolarmente invisi dalle autorità gli STILYAGI non avevano connotazioni politiche e desideravano solo esprimersi esteticamente e ascoltare un certo tipo di musica occidentale (anche in questo caso molta della strumentazione era auto costruita artigianalmente).
Per ascoltare certi dischi "proibiti" si trasferivano le rare copie sulle lastre radiologiche !!
Per avere un aspetto "americano", il cui stereotipo era masticare i chewing gum, non trovandosene in URSS, si utilizzavano spesso piccole porzioni di paraffina...

Non erano considerate contro la legge ma le autorità non perdevano occasione per dileggiarli e talvolta trattarli bruscamente (arrivando a tagliargli i capelli o i vestiti pubblicamente).
Tra gli anni 50 e 60 le autorità restrinse le regole e gli Styliagi prima proseguirono clandestinamente le loro attività, poi lentamente scomparvero.
Molti di loro divennero successivamente affermati personaggi nel mondo dell'arte e dello spettacolo.

lunedì, luglio 27, 2015

The Beaulieu Jazz Festival 1960 - Free beer for the working man



Esattamente (più o meno) 55 anni fa la terza edizione del Beaulieu Jazz Festival, svoltasi il 30 luglio 1960, nell'omonima località al Lord Montagu fu funestata da una serie di scontri tra giovani spettatori e polizia che sfociarono in arresti vari, una campagna stampa feroce contro i nuovi "beatniks" e in 39 feriti di cui tre portati all'ospedale, il piano di Bill Acker, che stava suonando, cadde dal palco sfondato dai ragazzi che lo avevano invaso mentre volavano sedie ovunque..
Il festival era trasmesso in diretta TV dalla BBC, che interruppe immediatamente le riprese .
Pare che ci fosse già una certa tensione tra i fans del BeBop (i Mod-ernisti) e quelli del jazz tradizionale, i Trads, ma il tutto scoppiò per un banale incidente nel momento in cui un ragazzo salì sul palco e, cosa inaudita per i tempi, prese il microfono urlando FREE BEER FOR THE WORKING MEN.
L'affermazione fu colorata di significati politico/sociali, i giornali accusarono i fomentatori di questa clima rivoltoso (vedi ritaglio): Jack “The Hobos’ Prophet” Kerouac, Allen “The Hate Merchant” Ginsberg; William “The Ex-Drug Addict” Burroughs, Gregory “The Crank Poet” Corso che con i loro scritti e il loro nuovo stile portavano i giovani beatniks alla perdizione.



In realtà fu probabilmente solo una trovata di un ubriaco.
Un particolare molto curioso è la presenza al Festival di un giovanissimo beatnick, futuro Mod, ROD STEWART (lo si vede con zaino, chitarra e sinbolo della pace in questo brevissimo filmato, dal 14° secondo: https://www.youtube.com/watch?v=Wm_fswB3QrE

Il suo ricordo è altrettanto curioso e particolare: "Avevo sedici anni quando andai al festival, mi intrufolai con alcuni amici da un tubo delle fogne ! E fu lì che persi la mia verginità con una donna ben più vecchia (e larga) di me che mi accalappiò nella tenda della birra. Quanto più vecchia fosse non lo so ma abbastanza per restare parecchio incazzata dalla brevità dell'esperienza !"....

mercoledì, luglio 09, 2014

Le Flappers



Teenage Kicks, una rubrica che va alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno preceduto di decenni quelli che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.

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Durante la prima guerra mondiale l’Inghilterra fu teatro di una recrudescenza della delinquenza giovanile.
La leva massificata rese esiguo il numero di poliziotti (sostituiti spesso da persone anziane a poco agio nel fronteggiare giovani e giovanissimi), l’illuminazione divenne sempre più scarsa (consentendo furti e risse), i genitori erano spesso assenti (padre al fronte, madre che si doveva arrangiare a portare avanti la famiglia), favorendo l’instaurarsi di una nuova coscienza giovanile, indipendente e senza freni.
I giovani, costretti a lavorare, ricevevano una paga da adulto e di conseguenza iniziarono a pretendere uguali opportunità, anche di piacere, degli adulti.
Nel 1917 furono sospese molte manifestazioni sportive e i pub subirono severe limitazioni passando da aperture fino a 18 ore al giorno a tre o quattro.
In questo ambiente le ragazze incominciarono a truccarsi, usare cosmetici, vestirsi in modo sempre più aggressivo e provocatorio e a fumare.

Nel 1916 venne segnalato l’uso sempre più diffuso di “una droga eccitante chiamata cocaina, facile da prendere, basta aspirarla dal naso...in un locale sono stai trovati due secchi pieni di scatoline rotonde, le confezioni scartate della cocaina”.

Le ragazze che si vestivano in questo modo e facevano uso di droga vennero chiamate FLAPPERS. Lasciarono da parte corsetti e vestiti castigati per ballare meglio il Jazz, il Charleston e lo Swing, avevano un rapporto molto libero con il sesso, guidavano automobili, bevevano liberamente.
Il loro look era caratterizzato da abiti corti decorati con frange, vezzi di perle al collo e accessori di piume. Ai piedi portavano le classiche scarpe con tacco medio e con cinturino alla caviglia, necessarie per i balli veloci in cui erano vere e proprie maestre.
E se all’inizio era un termine dispregiativo non troppo lontano dal concetto di prostituta, con il tempo, negli anni 20, soprattutto negli States, definì le ragazze più libere e disinibite che gestivano se stesse senza limitazioni moralistiche.
Lo stile flapper scomparve in cncomitanza con il crollo di Wall Street del 1929 e la conseguente crisi che si abbattè sull’America

giovedì, luglio 03, 2014

Gli scapigliati



Teenage Kicks, una rubrica che va alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno preceduto di decenni quelli che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.

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Negli anni Sessanta dell’Ottocento nasce in Italia, soprattutto a Milano, (il punto di ritrovo per molto tempo è stato l'osteria della Polpetta e all'Ortaglia tra via Vivaio e via Conservatorio) il movimento artistico e letterario della Scapigliatura, reazione al Romanticismo italiano di Leopardi e Manzoni ma che assume i contorni di una ribellione contro la cultura borghese, il conformismo e l’ipocrisia della società.
Gli scapigliati accentuano lo spirito ribelle anche nell’estetica, con un aspetto (per i tempi) trasandato che si richiama a quello francese dei bohemiens e nella scelta di un'esistenza ai margini della società, disordinata e sregolata che si nutre del disprezzo per il quieto vivere borghese e coltiva il "maledettismo" come stile di vita alternativo e anticonformistico.
Il termine Scapigliatura, provocatorio e programmatico, simboleggiava il disordine della vita e dell'abbigliamento contro l'ordine curato e artificiale imperante.

Cletto Arrighi, uno dei primi e principoali esponenti autore del romanzo La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862) riassume le caratteristiche del movimento descrivendolo composto da “individui di ambo i sessi fra i venti e i trentacinque anni, pieni d'ingegno quasi sempre, più avanzati del loro secolo; indipendenti come l'aquila delle Alpi, pronti al bene quanto al male, inquieti, travagliati, turbolenti”.

La Scapigliatura si pone come fautrice dell’opposizione tra artista e società, incurante del progresso tecnologico, contro lo sviluppo industriale in funzione capitalista, per arrivare all’auto emarginazione che, non di rado, provoca una fine veloce e miserrima di molti scapigliati.

Gli scapigliati propugnano la necessità di “un’arte malata, vaneggiante, al dire di molti, un’arte di decadenza, di barocchismo, di razionalismo, di realismo” rappresentazione della dura realtà urbana, in tutta la sua crudezza, senza tralasciare gli aspetti deformi e macabri della società umana.

Tra i nomi più rappresentaitivi Emilio Praga, i fratelli Boito (Arrigo e Camillo), Carlo Dossi, Vittorio Imbriani che ruotano intorno ad alcune riviste come “Rivista minima”, “Cronaca grigia”, “Figaro” e “Lo Scapigliato”. 
Il movimento della Scapigliatura si sviluppa anche in altri campi artistici con lo scultore Giuseppe Grandi (1843-1894), i pittori Mosè Bianchi (1840-1904) e Tranquillo Cremona (1837-1878), e in campo musicale con Giacomo Puccini (1858-1924) il cui libretto d'opera della Bohème è tratto appunto dal romanzo di Henri Murger.

« La Scapigliatura è composta da individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. […] Come il Mefistofele del Nipote, essa ha dunque due aspetti, la mia Scapigliatura.
Da un lato: un profilo più italiano che Meneghino (milanese), pieno di brio, di speranza e di amore; e rappresenta il lato simpatico e forte di questa classe, inconscia della propria potenza, propagatrice delle brillanti utopie, focolare di tutte le idee generose, anima di tutti gli elementi geniali, artistici, poetici, rivoluzionari del proprio paese; che per ogni causa bella, grande, o folle balza d'entusiasmo; che del riso conosce la sfumatura arguta come lo scroscio franco e prolungato; che ha le lagrime d'un fanciullo sul ciglio, e le memorie feconde nel cuore.
Dall'altro lato, invece, un volto smunto, solcato, cadaverico; su cui stanno le impronte delle notti passate nello stravizzo e nel giuoco; su cui si adombra il segreto d'un dolore infinito... i sogni tentatori di una felicità inarrivabile, e le lagrime di sangue, e le tremende sfiducie, e la finale disperazione. »
La Scapigliatura e il 6 febbraio Cletto Arrighi.

venerdì, giugno 27, 2014

Teenage Kicks: Peaky Blinders, Scuttlers



Teenage Kicks, una rubrica che va alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno preceduto di decenni quelli che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.

Le altre puntate di Teenage Kicks qui:
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In Inghilterra alla fine del ‘900 nei sobborghi più degradati, malfamati e allo sfascio, sorsero, numerose, varie gang giovanili, caratterizzate da un comportamento particolarmente violento e refrattario ad ogni autorità.
Un aspetto interessante è l’identità estetica che aggregava i componenti.
A Birmingham i PEAKY BLINDERS indossavano cappelli, cravatte e pantaloni a zampa d’elefante, personalizzando spesso le giacche con una fila di bottoni in ottone.
Spesso le frange dei capelli venivano lasciate crescere fino agli occhi, mentre era indispensabile la presenza costante di una sciarpa.
I Peaky Blinders presero il posto di una gang precedente, gli Sloggers.

A Manchester invece utilizzavano un’estetica simile gli SCUTTLERS, nati nell’area working class di Salford ma si dividevano in sottogruppi rappresentativi di vari quartiere (Bengal Tigers, Holland street, Hope Street Saldford etc).
Si distinguevano pr portare zoccole di legno con la punta rafforzata in ferro, pantaloni a zampa d’elefante, stretti al ginocchio e larghi sulle caviglie, taglio di capelli corto a frangia lunga, berretti a visiera e sciarpe appariscenti e ordinate. Le ragazze portavano zoccole, scialli e gonne a righe verticali.
La violenza scatenata per circa trent’anni, dal 1870 alla fine del secolo, dagli Scuttlers (circa 500 in città) indusse le autorità a coinvolgere i giovani in attività educative che incanalassero la loro aggressività.
Nacque così il St.Marks (West Gorton) Football Club nel 1880, che divenne Ardwick Association Football Club nel 1887 e Manchester City nel 1894.
A Glasgow nello stesso periodo operavano i Penny Mobs (che trovarono un omonimo corrispettivo new yorkese a causa della massiccia emigrazione in Usa)

mercoledì, gennaio 18, 2012

Teenage Kicks: Swing Kids






Teenage Kicks, una rubrica settimanale che andrà alla ricerca dei movimenti giovanili pre 50’s che hanno preceduto di decenni il mood di quello che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.


La Germania degli anni 30 controllata dai Nazisti sviluppò numerose forme di opposizione, sotterranee e particolarmente pericolose per i suoi protagonisti.
Tra questi gli SWING KIDS o SWINGJUGEN che abbracciarono il jazz, lo swing e il look ad essi correlato in palese sfida al razzismo nazista che odiava una musica fatta dai neri.

Apolitici e non violenti, colti e dal look ricercato e personale, alla costante ricerca di nuovi dischi di jazz e swing dagli USA, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, cercavano di esprimere sè stessi al di fuori dalla follia nazista.
Portavano i capelli abbastanza lunghi (ma ben pettinati) in contrasto con il taglio militaresco dei nazi, le ragazze si truccavano ed entrambi ispiravano il look all’estetica inglese e americana.

Ascoltavano Louis Armstrong, Nat Gonella, Teddy Stauffer, si incontravano in club sempre più segreti (lo swing fu proibito dai nazisti) e talvolta formavano loro stessi delle bands.
All’inizio della guerra molti di loro furono arruolati o mandati in campo di concentramento come oppositori del regime.
Ma anche lì portarono avanti lo spirito swing cercando di tenere alto il morale degli internati cantando brani del repertorio a loro caro.

Rimane celebre il loro saluto Swing Heil a derisione dell’hitleriano Sieg Heil

martedì, gennaio 03, 2012

Teenage Kicks: Sharpies






Teenage Kicks è una rubrica periodica che andrà alla ricerca dei movimenti giovanili pre 50’s che hanno preceduto di decenni il mood di quello che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.


Gli SHARPIES furono una sottocultura australiana presente soprattutto a Melbourne nei primi 70’s, derivante dagli hard mods dei 60’s (in genere figli di immigrati inglesi) che si facevano chiamare SHARPS.
Questi ultimi si distinguevano dai Mods, dei quali erano rivali, per un look meno raffinato e più street che prese successivamente le sembianze dei primi skinheads e dei rude boys.
I gruppi di riferimento erano Easybeats, Purple Hearts (nulla a che vedere con i protagonisti del mod revival del 79).

Agli inizi dei 70’s nasce la sottocultura SHARPIE che incamera elementi skinhead, boot boy (i Doc e numerosi tatuaggi), glam (il taglio di capelli cortissimo sulla testa, lasciato lungo sulla nuca, i calzoni larghi e svasati) soprattutto nell’aspetto musicale dove vengono prediletti i locali ed emergenti AC/DC, Steve Wright (ex Easybeats), La De Da’s e Rose Tattoo oltre a Sweet, Slade, Bowie, Kiss, Suzi Quatro per poi spostarsi verso le prime forme di disco music, mentre non son mai stati presi in considerazione reggae e soul.

Divisi in gang erano spesso inclini alla rissa e alla violenza e nelle zone costiere acerrimi nemici di hippies e surfers.

venerdì, dicembre 02, 2011

Teenage Kicks: Wandervogel






Teenage Kicks, una rubrica settimanale che andrà alla ricerca dei movimenti giovanili pre 50’s che hanno preceduto di decenni il mood di quello che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.


Nel 1896/1897 ragazzi di 15/16 anni di un liceo a Steglitz (oggi parte di Berlino) si divertono camminando fuori nella campagna e nei boschi della regione. Da questo divertimento semplice si forma un piccolo gruppo, ma anche una forma di ribellione giovanile contro il mondo degli adulti, contro la mentalità piccolo borghese dei loro genitori, contro la civiltà urbana ed anche contro la vita normale dei giovani coetanei.
Questo gruppo si chiama "Wandervogel" ("uccello migratore") ed è uno dei più singolari e di difficile interpretazione, in bilico tra una dimensione libertaria proto hippy e una visione ancestrale del mondo di stampo fascista ai limiti con il razzismo.

Erano nudisti, viaggiatori e curiosi, forgiati da un forte senso di appartenenza alla terra e alla comunità.
In pochi anni si diffusero rapidamente gruppi simili in tutta la Germania e non soltanto in Germania: anche a Vienna, a Praga e in altre città dell'Austria. 
Nel 1910 si contavano già 120 gruppi locali del "Wandervogel" basati su una filosofia di

· autodeterminazione ed indipendenza dagli adulti; 

· sentimento di solidarietà e di amicizia in un gruppo di coetanei; 

· principio di un capo della stessa età, scelto in virtù del suo "carisma", 

· applicazione seria e profonda della "filosofia di vita", coltivando più la sfera estetica ed emozionale che le capacità intellettuali; 

· la ricerca di nuove forme di vita basate sul senso antico il viaggio di un gruppo, meglio di viandanti, che camminano a piedi con la chitarra, cantando le canzoni "popolari" o quelle del movimento, vivendo spartanamente, riscaldandosi la sera accanto ad un fuoco di bivacco, sognando, cantando, raccontando favole o storie romantiche, e dormendo nella tenda o in un fienile.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, i Wandervogel si divisero in diversi gruppi e fazioni, dai proto-hippy della comune di Ascona al gruppo proto-fascista dei Cavalieri Bianchi.

Alcuni aderirono alla Gioventù Hitleriana, altri la combatterono (come i Pirati della Stella Alpina) altri si riunirono in gang come Apache Rossi, Amore Nero, Bandiera Nera e Pirati della Foresta. Si mantenevano con attività criminali: piccoli scippi, furti e prostituzione, sia maschile che femminile.

Il nazismo e la seconda guerra mondiale spazzarono via il tutto.
Il movimento sopravvive ai giorni nostri con circa 5.000 aderenti

"Fuori delle mura delle città grigie

camminiamo in bosco e in campagna;

chi vuole vada alla malora
noi ci incamminiamo attraverso il mondo..."
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