Anche il PRIMO GRANDE ALBUM dei BEATLES non sfugge alla revisione/remix/deluxe come è ovvio che fosse.
Come sempre, dopo le "Anthology", risulta un'operazione gradita ai super fan ma ormai sostanzialmente inutile e stucchevole, figlia della compulsiva volontà delle case discografiche di raschiare non solo il fondo del barile ma il barile stesso e i suoi pezzi.
Le varie take mai ascoltate non aggiungono, ovviamente, granché.
Sono registrazioni interrotte, parti strumentali, tentativi e scarti vari.
Trattandosi dei BEATLES rimangono comunque merce preziosa per chi la sa apprezzare.
A me piace molto la take 3 di "Norvegian Wood", senza sitar è ancora più affascinante.
Il resto è per iper completisti, incluso l'inedito (trascurabile) di John, "Little Girl".
Come spesso accade si capisce solo ascoltandoli il perché certi brani non sono mai stati utilizzati.
Nemmeno mi soffermo sull'aberrante usanza di remixare i brani, chiunque sia il tecnico del suono o che "ora si sente meglio la chitarra di George".
Le annotazioni principali sono relative alla precisione di Ringo, al lavoro con il basso di Paul, già strumentista eccelso e geniale e quanto fossero affascinanti le melodie vocali (vedi "Nowhere Man").
Passata una settimana nessuno lo riascolterà più, come sempre.
mercoledì, ottobre 07, 2026
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