giovedì, novembre 05, 2026

Derrick Harriott
6 febbraio 1939 – 24 ottobre 2026

L'amico PIER TOSI ci regala un ricordo di Derrick Harriott, recentemente scomparso.

DERRICK HARRIOTT 6 febbraio 1939 – 24 ottobre 2026

Lo scorso 24 ottobre è scomparso Derrick Harriott.
Aveva 87 anni ed è stato un grande artista e produttore giamaicano, uno dei personaggi in assoluto più ispirati dal soul americano e che ha scritto bellissime pagine di rocksteady e di reggae con una ineguagliabile vena soul. Aveva iniziato a cantare in giovanissima età quando ancora la neonata scena musicale giamaicana reinterpretava brani rhythm & blues e boogie americani prima di trovare una vena ispirativa propria e probabilmente è stato il primo artista giamaicano a giocare la carta della autoproduzione addirittura nel 1960.

Nativo di Kingston figlio di un insegnante e di una collaboratrice scolastica in una famiglia numerosa aderente alla Chiesa Avventista del Settimo Giorno in Duke Street, frequenta la Excelsior High School e si appassiona fin da molto giovane alla musica americana (jazz e blues) sia attraverso la radio che attraverso i potenti suoni dei primi sound systems negli anni cinquanta.

Inizia a frequentare I popolarissimi talent shows per giovani artisti, in particolare il Vere John’s Opportunity Hour che si teneva al Palace Theatre ed è stato un valido trampolino di lancio per una generazione di stelle canore sull’isola.
Vedendo il livello di alcuni partecipanti pensa che anche lui potrebbe partecipare senza sfigurare: ci prova nel 1955 ed in quella occasione non vince ma non subisce nemmeno pubbliche umiliazioni dallo spietato pubblico del Palace Theatre quindi si fa coraggio e decide di proseguire come cantante prendendo Nat King Cole, Billy Eckstine ed il doo wop degli Ink Spots come principali fonti ispirative.

Forma così un duo con il suo compagno di scuola Claude Sang. Jr. e nel 1957 riprova insieme a Claude la sorte ancora al Vere John’s: I due ragazzi non solo vincono una volta ma anche varie altre seguenti diventando beniamini del pubblico.
Con Sang registrano a loro spese l’originale Lollypop Girl agli studi di Stanley Motta come demo, portano l’acetato al sound system Thunderbird e la traccia si rivela un grande successo.

Nel 1959 Duke Reid, uno dei padri della nascente scena giamaicana produce una nuova versione del brano, stavolta cantato dai Jiving Juniors, il nuovo gruppo vocale di Derrick.
Sarà uno dei grandi successi del 1960. Nel gruppo vocale è affiancato dalle voci di Eugene Dwyer e Maurice Wynter mentre il fratello di Claude Sang Herman li accompagna al piano.
I Jiving Juniors diventano uno dei più apprezzati gruppi vocali di Kingston, sono una fonte di ispirazione per I giovani Wailers di Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer e centrano il successo con vari hits tra cui Over The River prodotta da Coxsone Dodd, il boss di Studio One.

La carriera del gruppo è tuttavia rallentata dal fatto che Derrick raggiunge la madre a New York nel 1959 e durante il suo soggiorno in città cerca di raggiungere la Giamaica più spesso che può per esibirsi dal vivo o registrare brani nuovi.
A un certo punto fonda addirittura con altri cantanti una incarnazione americana dei Jiving Juniors con cui registra in città materiale rivolto al mercato giamaicano.
I Jiving Juniors si scioglieranno definitivamente nel 1962 ma nel frattempo Derrick ha fondato la sua label Crystal e iniziato la sua carriera solista con il successo delle ballate I Care e What Can I Do.
Nel periodo dello ska il giovane cantante è stranamente poco prolifico ma lascia il segno con brani come Do The Jerk, Derrick e Monkey Ska, tutti prodotti da Lindon Pottinger: questi brani sono contenuti anche nel suo primo album The Best Of Derrick Harriott (1965) che viene pubblicato dalla Island di Chris Blackwell in UK. Gli anni di gavetta nel cercare di emulare le voci del R&B e del nascente soul fanno si che l’ancor giovane cantante alterni agevolmente la voce da tenore ad un convincente falsetto sulla scia del successo in Giamaica degli Impressions di Curtis Mayfield.

Con i proventi dei primi successi apre un negozio di dischi a King Street: al pari degli studi di registrazione, i numerosi negozi di dischi di Kingston sono tra i luoghi preferiti di cantanti e musicisti spesso in cerca di lavoro e questo fa si che Derrick attraverso le relazioni intraprese al negozio possa scoprire nuovi talenti ed assoldare musicisti per le sessions in studio. Un ulteriore straordinario salto di livello avviene per lui dal 1966 con il passaggio all’era del rocksteady.

Derrick è insieme a personaggi come Lee Perry, Niney The Observer, Bunny Lee, Leslie Kong e Joe Gibbs uno dei protagonisti di una nuova vitale ondata di creatività nella scena che sfida la leadership di veterani come Coxsone e Duke Reid. Mette insieme una sensazionale band di studio chiamata The Crystalites (dal nome della sua etichetta Crystal) con Lynn Taitt e Hux Brown alle chitarre, Jackie Jackson o Boris Gardiner al basso, Winston Wright o Lloyd Delpratt alle tastiere e vari altri fenomeni del momento e pone il suo suggello vocale su successi come The Loser, Walk The Streets, una bella cover di Reach Out I’ll Be There dei Four Tops, Do I Worry e Solomon, quest’ultima composta da un giovanissimo Junior Murvin. Anche come produttore di altri artisti approda a risultati straordinari con John Jones e A Long Story di Rudy Mills, Stop That Train, Tonight e Leaving On That Train del duo Keith & Tex e Shuntin’ e Step Softly, strumentali del trombettista Bobby Ellis.

Il momento d’oro continua con il passaggio dal rocksteady al giovane ritmo del reggae al punto che in Inghilterra la Trojan fonda le due sussidiarie Explosion e Song Bird per stampare e distribuire con successo esclusivamente le sue produzioni.
Ancora una volta sono le ultime tendenze del soul ed in particolare le produzioni ‘psichedeliche’ di Norman Whitfield alla Motown a fornire l’ispirazione Sono esempi di magnifico soul-reggae infatti le sue versioni di Slave e Message From A Black Man dei Temptations e di ‘Have You Seen Her’ dei Chi-Lites, Psychedelic Train condivisa con il trio vocale The Chosen Few, e la spettacolare cover di Shaft di Isaac Hayes da parte di questi ultimi. Nel 1970 la rivista Swing lo proclama Producer Of The Year.
Più affrancati dal debito stilistico con il soul sono grandi successi come produttore in ambito early reggae di No Baptism e Good Ambition degli Ethiopians, Sufferer dei Kingstonians e The Hustler di Junior Murvin.

Derrick è anche uno dei producers più amati dagli skinheads in Inghilterra grazie agli infuocati strumentali dei Crystalites come Biafra o le altre tracce contenute in The Undertaker, uno dei migliori album strumentali dei primissimi anni settanta e cavalca anche l’onda del successo del nascente ‘deejay style’ con deejay cuts dei suoi brani migliori: Stop That Train di Keith & Tex per esempio fornisce il beat per Slow Your Brakes di Scotty e Cool Breeze di Big Youth mentre sempre Scotty ha successo con I Worry, deejay cut di Do I Worry. Il producer è anche uno dei primi ad usufruire dei servigi di King Tubby come dub master realizzando I due dub albums Scrub A Dub Reggae e More Scrubbing The Dub.

Un ulteriore merito di Derrick è essere uno dei primi a scoprire il talento precocissimo di Dennis Brown, la ‘child star’ che poi diventerà uno dei più importanti ed ispirati artisti giamaicani di sempre. Dennis ha appena tredici anni quanto registra con lui la incredibilmente matura Lips Of Wine pubblicata in contemporanea ai primi singoli di Dennis a Studio One mentre è Trojan in Inghilterra a pubblicare nel 1973 il magnifico Super Reggae Soul Hits, l’unico album del cantante realizzato in collaborazione col producer. Nello stesso anno produce altre varie gemme soul-reggae come Am I Black Enough? dei Chosen Few, la sua Brown Baby (entrambe covers di Billy Paul alla Philadelphia International Recording) e l’originale Rescue The Children di Junior Murvin.

Nel 1975 trasferisce il negozio di dischi nei più ampi locali di Twin Gates Plaza ad Half-Way Tree ed in questa location sarà uno dei più grandi e longevi negozi di musica di Kingston.
A questo punto Derrick è uno stimato ed apprezzato pioniere della musica giamaicana che seppur ancora in attività diventa giocoforza marginale in una scena dominata dal roots reggae e dal rockers style, il pattern ritmico ideato da Sly Dunbar ai nuovi studi Channel One, anche se produce ne 1977 un grande album strumentale in quello stile a nome Sly & The Revolutionaries intitolato Go Deh Wid The Riddim.

La sua carriera prosegue amministrando il suo vasto catalogo ma registrando ancora musica per vari suoi albums in cui aggiorna secondo gli stili in voga alcuni suoi cavalli di battaglia del passato o si rivolge al soul corrente per realizzare altre covers: in questo senso è degna di nota la sua cover del 1977 di Float On dei Floaters.
E’ attivo anche negli anni ottanta, in cui collabora con Yellowman e negli anni novanta mentre non smette di essere un ambasciatore del suono antico della musica giamaicana in numerosi concerti in USA ed in Europa.
La sua carriera è suggellata nel 2009 dall’onorificenza dell’Order Of Distiction conferitagli dal governo giamaicano per meriti artistici e nel 2019 la Jamaica Reggae Industry Association lo onora con il premio del Lifetime Achievement Award.

martedì, novembre 03, 2026

Le canzoni di George Harrison rifiutate dai Beatles

E' noto che tra le principali motivazione che spinsero George Harrison a contribuire alla fine dei Beatles ci fu la costante esclusione di suoi brani dai loro album, sempre limitati a un paio di episodi, molto spesso pesantemente snobbati, perfino irrisi, da John e Paul.
Di seguito una serie di canzoni proposte da George e rifiutate, poi recuperate negli album solisti.


YOU KNOW WHAT TO DO
Registrata il 3 giugno 1964 (con Paul al basso e John al tamburello) è rimasta inedita fino all'inserimento nell'"Anthology 1" del 1995.
Molto carina.

https://www.youtube.com/watch?v=PmxDt8CPcas&list=RDPmxDt8CPcas&start_radio=1

ALL THINGS MUST PASS
La canzone che diede il titolo al suo terzo album solista fu portata nelle session di "Get Back" e lavorata in diverse fasi dai Beatles.
Si innesca quindi il dubbio che in realtà non sia stata scartata da John e Paul ma che più semplicemente la resa finale non abbia soddisfatto la band o che George abbia deciso di tenersela per l'imminente suo primo "vero" album solo.
https://www.youtube.com/watch?v=kQAMDw77m9U.

Ne registrò un demo il 25 febbraio 1969 nel giorno del suo 26° compleanno ad Abbey Road (poi apparso su "Anthology 3").
https://www.youtube.com/watch?v=5ODEhwaU2Uw&list=RD5ODEhwaU2Uw&start_radio=1

La versione definitiva dell'album ha una corposa sezione fiati (Bobby Keys e Jim Price del giro Stones) e l'apporto di Ringo, Billy Preston, Klaus Voorman al basso.

ISN'T A PITY
Composta nel 1966, provinata durante le registrazioni di "Let It Be", finì nel sontuoso triplo "All Things Mus Pass" del 1970 in ben due versioni.
Fu proposta sia per Sgt Peppers che per il White Album e infine nelle session di Let It Be ma sempre respinta, soprattutto da Lennon.

Il demo:
https://www.youtube.com/watch?v=WLLfnyeOoNg&list=RDWLLfnyeOoNg&start_radio=1

Provino in studio:
https://www.youtube.com/watch?v=2ZsVCbHuV8Y&list=RD2ZsVCbHuV8Y&start_radio=1

Version One da "All Things Must Pass" (brano conclusivo della facciata A) con Ringo Starr, Billy Preston, Gary Wright, Badfinger.
https://www.youtube.com/watch?v=-n-LULDiJxk&list=RD-n-LULDiJxk&start_radio=1

Version Two (terzo brano della facciata D)con Eric Clapton, Ringo Starr e Derek and the Dominos.
https://www.youtube.com/watch?v=tYkX4-PCoXU&list=RDtYkX4-PCoXU&start_radio=1

NOT GUILTY
Pubblicata nell'album del 1979 "George Harrison", era stata in predicato di entrare nel "White Album" del 1968.
Il testo era una risposta alla delusione subita dagli altri Beatles al cospetto del Maharishi.
Nella versione solista alla batteria c'è Andy Newark, già membro di Sly and the Family Stone e al lavoro con Pink Floyd, David Bowie e John Lennon tra i tanti.
Alle tastiere, dal gusto jazz, Steve Winwood.

https://www.youtube.com/watch?v=gd1H8pfXogI&list=RDgd1H8pfXogI&start_radio=1

I Beatles ne fecero oltre 100 take e la completarono con sovraincisioni varie e un bridge in 3/4 che non viene ripreso nella versione solista.
Il brano dei Fab Four è molto più crudo e rock blues con un finale quasi hard rock, al contario di quella di George, soffusa e avvolgente.

La take 102 è finita nell'"Anthology 3"
https://www.youtube.com/watch?v=Zm6x7bY2pSg&list=RDZm6x7bY2pSg&start_radio=1

Un primo demo era stato registrato da George nel 1968 nella sua casa di Kinfauns.
https://www.youtube.com/watch?v=9KH3VP9QICY&list=RD9KH3VP9QICY&start_radio=1

"L'avevo composta appena tornato da Rishikesh, nel 1968, registrata con i Beatles e poi me ne sono completamente dimenticato per dieci anni fino a quando non ho ritrovato il demo dei 60's..."

SOUR MILK SEA
Provinato in acustico dal solo George (https://www.youtube.com/watch?v=jeQ-5nP0lfg&list=RDjeQ-5nP0lfg&start_radio=1) venne poi registrato in un demo nel 1968 in vista del "White Album" in una versione al limite della jam session, a casa di George a Kinfauns con Paul e Ringo.
https://www.youtube.com/watch?v=rTzPY_Zwyoc&list=RDrTzPY_Zwyoc&start_radio=1

Il brano venne però escluso dal disco e destinato all'esordio di Jackie Lomax per la Apple Records con una super band composta da George, Paul, Ringo, Eric Clapton, Nicky Hopkins.
https://www.youtube.com/watch?v=38lGfyq9PcA&list=RD38lGfyq9PcA&start_radio=1

LET IT DOWN
Composta nel 1968, fu proposta ai Beatles per "Let It Be / Get Back", brevemente provata (con un eccellente Billy Preston all'Hammond) a fine di gennaio 1969 ma senza suscitare interesse in John e Paul: https://www.youtube.com/watch?v=M0-YRR30el0&list=RDM0-YRR30el0&start_radio=1

Il brano fu recuperato in "All Things Must Pass" in una versione molto dura, quasi hard, con Eric Clapton, i Badfinger, Gary Wright e Gary Brooker ad accompagnare.
https://www.youtube.com/watch?v=5Gyk_gvuIoI&list=RD5Gyk_gvuIoI&start_radio=1

WAH WAH
Non destinata ai Beatles ma diretta conseguenza delle profonde divergenze tra George e il duo John/Paul, composta di getto dopo la sua dipartita dai Beatles dopo le prime session di Get Back /Lei It Be nei primi giorni di gennaio 1969.
Venne inserita in "All Things Must Pass" in una versione travolta dagli arrangiamenti ingombrani di Phil Spector (con l'apporto di Clapton, Ringo, Billy Preston. Badfinger).
Molto meglio la versione più immediata del "Concert For Bangladesh".
Brano di grande impatto, tra i migliori di George post Beatles.

https://www.youtube.com/watch?v=NDVAQE7nplU&list=RDNDVAQE7nplU&start_radio=1

HEAR ME LORD
Anche questa finì in "All Thing MUst Pass", composta tra il 4 e 5 gennaio 1969, presentata a John e Paul ma totalmente snobbata.
Il tono gospel/religioso figura meglio nel suo album solista con Clapton, Preston e Richard Wright ad accompagnarlo. Non un capolavoro.

Demo per i Beatles
https://www.youtube.com/watch?v=LZz1D_Y6Hzo&list=RDLZz1D_Y6Hzo&start_radio=1

Da "All Thing Must Pass"
https://www.youtube.com/watch?v=fkSAoroGKn4&list=RDfkSAoroGKn4&start_radio=1

CIRCLES
Registrato nel maggio del 1968 dal solo Harrison all'organo, destinato al "White Album":
https://www.youtube.com/watch?v=cuhEkbC9JmI&list=RDcuhEkbC9JmI&start_radio=1

Con batteria (Ringo?):
https://www.youtube.com/watch?v=cuhEkbC9JmI&list=RDcuhEkbC9JmI&start_radio=1

Venne ripreso nell'album "Gone Troppo" del 1982 in una versione che perde tutta l'anima e la spiritualità dell'originale.
All'organo Billy Preston, al synth Jon Lord dei Deep Purple.
https://www.youtube.com/watch?v=xAKVyLAnYw0&list=RDxAKVyLAnYw0&start_radio=1

lunedì, novembre 02, 2026

Steve Ellis

Addio a STEVE ELLIS, voce e leader dei LOVE AFFAIR con cui pubblicò il classico "Everlasting Love" nel 1967, scalzando "Hello Goodbye" dei Beatles dal primo posto in classifica.
Il brano, inciso dapprima da Robert Knight, ottenne una grande successo in Inghilterra nella versione della band di Steve.
Fu poi ripresa anche da U2, Gloria Estefan e la mod band dei Truth.

Ha iniziato la sua carriera musicale in giovane età, dapprima come frontman dei Clifton Bystanders e successivamente fondando i Soul Survivors.
Fortemente influenzato dal soul e dall'R&B americano, ha portato queste sonorità nei Love Affair.
I singoli successivi, come "Rainbow Valley", hanno confermato il loro successo, consacrando Steve Ellis come uno dei veri e propri idoli pop della fine degli anni '60.

Con i Widowmaker ha successivamente pubblicato l'omonimo album nel 1976, andando poi in tour nel Regno Unito con i Nazareth.
Nel giugno 1976, presero parte al tour negli stadi "The Who Put The Boot In", prima di WHO , Little Feat, The Sensational Alex Harvey Band.
Ellis lasciò la band dopo un tour con la Electric Light Orchestra.

Dopo lo scioglimento della band, ha partecipato alla colonna sonora del film "Loot" per poi realizzare un disco da solista insieme a Zoot Money, Riding on the Crest of a Slump nel 1972, prodotto da Roger Daltrey, a cui era legato da una stretta amicizia.
Sempre Daltrey ha prodotto Last Angry Man nel 1978, con Brian Robertson dei Thin Lizzy, poi nei Motorhead e suonato l'armonica in Best Of Days nel 2008.

Nel 2018 esce con "Boom! Bang! Twang!" in cui compare anche Paul Weller, oltre a Andy Crofts e Ben Gordelier della sua band, Mike D'Abo della Manfred Mann Band, i Cow.
Un ottimo lavoro di ruvido soul e rhythm and blues, qualche riuscita cover (da Tim Hardin a Jimmy Cliff), un originale in stile Northern composto da Weller e altre piccole delizie.

LOVE AFFAIR
"Everlasting Love"
https://www.youtube.com/watch?v=JaYTNsS_m2w&list=RDJaYTNsS_m2w&start_radio=1

STEVE ELLIS + PAUL WELLER
"Lonely No More" (2018)
https://www.youtube.com/watch?v=nMb1KuQi9C8&list=RDnMb1KuQi9C8&start_radio=1

PAUL WELLER e STEVE ELLIS, live 2001, Croydon, Surrey
"Everlasting Love"
https://www.youtube.com/watch?v=sW_1WQ6ByAk&list=RDsW_1WQ6ByAk&start_radio=1

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