mercoledì, aprile 13, 2016

Soresinese



Un viaggio in un oscuro passato calcistico a cura di ALBERTO GALLETTI.

Riprendo il discorso.
Non che ne avessi propriamente cominciato uno, ma la scomparsa di Cruyff mi ha colto di sorpresa mentre spulciavo qua e la in cerca di materiale per un pezzo di qualche interesse.


La mia attenzione era caduta sugli eventi dell’autunno 1976, quando al termine di due partite epiche (in particolare la seconda), la Soresinese, piccola e gloriosa formazione dilettantesca del cremonese divenne la prima, ed unica, compagine dilettantistica italiana a vincere la Coppa Ottorino Barassi riservata a club dilettantistici italiani ed inglesi.

Cruyff, come sempre è accaduto nel corso della sua leggendaria esistenza ha preteso per se tutte le attenzioni che potevo riservare al calcio per la settimana in questione, e la Soresinese è finita nell’angolo.

Dunque, la Soresinese è una formazione storica del panorama cremonese, fondata nel 1914 (ebbene si, 32 anni prima della Sampdoria!), sfoggia casacche rosso-blu e si esibisce allo Stadio Civico di Soresina, un bell’impianto, molto datato, di quel tipo vecchio di paesi abbastanza grandi, ma già con parvenze di stadio vero e proprio e dotato anche di discreto fascino, almeno ai miei tempi, ci giocai nella stagione 1985/86, Campionato Lombardo di Prima Categoria, perdemmo senza appello credo per 2-0.

Nel corso della sua lunga storia può vantare tre campionati di Prima Divisione (l’allora serie C) tra il 1932 e il 1935 e di nuovo tre stagioni stavolta in serie C dal 1945 al 1948, quindi una lunga militanza tra i dilettanti della Lombardia.
Fino ad arrivare alla stagione 1975/76.

La Soresinese militava nel girone C della Promozione lombarda dove finì terza dietro ad Abbiategrasso e Vogherese ma davanti al Pavia, mancando la promozione in Serie D.
Ma grande soddisfazione arrivò dalla vittoria della Coppa Italia dilettanti, vinta per 1-0 sulla Stezzanese (BG) nella finale di San Siro.
Questa vittoria diede diritto a giocarsi la Coppa Barassi, trofeo da disputarsi tra le vincenti della Coppa Italia Dilettanti e dell’inglese Isthmian League Division One.

I due incontri ebbero luogo nell’autunno 1976, andata a Tilbury (Essex), il 6 ottobre, 1-1.
La squadra di casa parte forte con manovre a tutto campo a gran ritmo e schiaccia la Soresinese nella propria metà campo crea numerose occasioni ma le spreca tutte, la compagine lombarda soffre ma tiene in difesa e si affida a sortite in contropiede sfiorando la segnatura al 20’ con Degani che scatta velocissimo in contropiede tira a botta sicura ma il portiere respinge.
L’appuntamento col gol è solo rimandato, quattro minuti dopo ancora Degani s’invola sulla fascia e crossa in mezzo, sulla palla si avventa Villa che ha seguito l’azione e infila irresistibilmente di testa la palla in fondo al sacco: 0-1!
E’ il primo gol realizzato in Inghilterra da una squadra italiana in questa competizione, nelle precedenti otto partite , con eccezione della prima nessuno era mai riuscito a far gol agli inglesi rimediando sette sconfitte.
Gli inglesi si buttano all’attacco a testa bassa creando il panico nella retroguardia soresinese che si salva da tre/quattro mischie paurose, ma il pari giunge al 39’ quando sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta lunga l’incertezza dei difensori permette a Walden di insaccare da due passi.
Nella ripresa le squadre partono più lentamente ma Caccialanza si supera su tiro ravvicinato già al 5’ e dopo il quarto d’ora gli inglesi del Tilbury riprendono il soppravvento, ma è una supremazia sterile e l’incontro si chiude sull’ 1-1.

Il ritorno va in scena a Soresina il 4 novembre , il maltempo flagella il Nord Italia da giorni e le piogge incessanti mettono in forse lo svolgimento della gara.
Il campo è in pessime condizioni, una distesa di fango, ma la presenza di Artemio Franchi, presidente federale e di Gigi Peronace accompagnatore della nazionale e fautore di tutti i tornei anglo-italiani non lasciano scampo, si gioca.

La pioggia è incessante, un vento fortissimo sferza il campo ridotto ad un pantano e gli oltre millecinquecento spettatori accorsi a gremire le gradinate del vecchio impianto per sostenere i beniamini di casa.
Al termine di una battaglia quasi esclusivamente fisica si ripete il risultato dell’andata, 1-1, vanno in rete Nicolini al 22’ e quasi allo scadere (82’) Smith subentrato a Cotter ad inizio ripresa, si chiude sotto la luce dei riflettori e si va ai supplementari dove le squadre non riescono a superarsi duramente provate da novanta minuti durissimi.

Il trofeo verrà assegnato ai calci di rigore, dal dischetto gli italiani fanno centro quattro volte a segno anche il portiere Caccialanza!, gli inglesi sbagliano il secondo e il quarto, e la Soresinese si aggiudica il Trofeo Barassi scatenando grande gioia sugli spalti gremiti dagli spettatori che avevano sfidato un tempo da lupi per assistere all’incontro.
Sfortunatamente dalla stagione successiva il trofeo non verrà più disputato finendo nel dimenticatoio dove, mi chiedo spesso, non sia meglio stare invece che sotto luci di improbabili riflettori dei qualunquisti profeti dell’ovvio del calcio d’oggidì, ma di certo più vicino al cuore e alle cose che contano davvero.
Curiosità: Il Villa a segno nella partita di andata era Renato Villa, ad inizio carriera.
Diventerà poi celebre come il Mitico Villa con la maglia del Bologna in serie A.

martedì, aprile 12, 2016

Raqqa is being slaughtered silently



C'è un sito, Raqqa is being slaughtered silently (Rbss), che è forse quello più "pericoloso" del globo, sicuramente per i gestori, un gruppo di ragazzi composto da 27 persone, 17 dentro Raqqa e 10 fuori.
Raqqa è la capitale del cosiddetto Stato Islamico governato dall'Isis/Daesh, i ragazzi del sito quelli che documentano, quotidianamente (o quando è possibile), quanto accade nella loro città.

Raccontano senza filtri dei bombardamenti e delle esecuzioni, delle angherie subìte dalla popolazione, delle privazioni, della libertà negata, nche con l'ausilio di foto e di video cruenti e spietati.
Quattro di loro hanno pagato con la vita, altri hanno visto eliminati genitori o parenti stretti a causa della loro attività.

"Hanno messo le telecamere a ogni angolo della città per trovarci, hanno bloccato l'accesso a Internet e monitorato il segnale dei satellitari.
Ma Raqqa è casa nostra, non la loro.
Abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare e riusciamo ad andare avanti, ma non riusciamo più a piangere: siamo diventati come i coccodrilli"
.

http://www.raqqa-sl.co/en/

lunedì, aprile 11, 2016

Il mercato discografico in Italia nel 2015



Il mercato discografico in Italia nel 2015 è cresciuto del 21% rispetto all'anno precedente con un fatturato di 148 milioni di Euro.
Il digitale rappresenta il 41% del mercato contro il 38% del 2014.

I servizi premium (TIMmusic, Spotify, Apple Music, Google Play e Deezer) hanno generato oltre 26 milioni di euro contro i poco più di 14 milioni dei servizi free che includono YouTube (cresciuti del 38%).
Alla crescita dello streaming ha fatto da contraltare il declino del download sceso del 5%.

Il 2015 ha segnato una ripresa del mercato fisico, con il CD che ha generato ricavi per oltre 88 milioni di euro e una crescita del 17%, grazie ai risultati del repertorio italiano che ha dominato le classifiche degli album nel 2015.
Sulla performance del prodotto fisico hanno anche inciso le iniziative sui punti vendita con la presenza di artisti e fan nei cosiddetti instore, eventi che hanno attirato spesso migliaia di giovani nei negozi e nella grande distribuzione.

Tra le conferme si segnala ancora il VINILE , cresciuto del 56% con nicchia di mercato del 4% del totale.

Dati FIMI (www.fimi.it)

domenica, aprile 10, 2016

Repubblica di Bosgattia



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

La Repubblica di Bosgattia, chiamata anche Tamisiana Repubblica di Bosgattia, "visse" dal 1946 al 1955, come una minuscola nazione lontana dalle imposizioni della società civile, creata nell'isolotto di Panarella di Papozze, nell'ansa del fiume Po, vicino al Delta, poco prima di Corbola in provincia di Rovigo.

Un gruppo di uomini (non è esatta la diceria secondo cui le donne fossero bandite...), guidato dal linguista milanese Luigi Salvini, personaggio molto particolare (lavorò per anni nell'Europa dell'Est, ottenendo vari riconoscimenti dal Ministero dell'Istruzione, sempre in nome di un ideale di amicizia tra i popoli, in anni di totalitarismi diffusi ovunque) occupò una piccola porzione emersa di terra e vi fondò la fantomatica repubblica per circa dieci anni, da luglio a settembre.

Il luogo era precisamente sul 45° parallelo nord, equidistante tra il Polo nord e l'Equatore: 5000 chilometri esatti tra entrambi i luoghi.

Bosgattia fu una forma di comune proto hippie dove vigeva una totale libertà, lontana dalla civiltà, dove si viveva a contatto con la natura, rinunciando ad ogni tipo di comodità (si dormiva in tenda), si praticava il baratto e la valuta corrente era il Cievaloro, banconote disegnate e stampate dallo stesso Salvini,l'unica attività era la pesca.
L'accesso non era libero ma era necessario un lasciapassare realizzato dal Salvini e convalidato dal Serenissimo Consiglio degli Anziani della Confraternita del Tamiso e Bosgatto (presieduto dal Gran Tamiso), che, in cambio del consenso, pretendeva dal richiedente la cattura di un pesce gatto opportunamente sganciato dall'amo.
La malattia e la morte di Salvini nel 1957 portò alla dissoluzione della rivoluzionaria "Repubblica Bosgattiana".

Salvini fu l'inconsapevole precursore della MAIL ART, realizzando cartoline e francobolli con soggetti relativi alla vita bosgattiana (pesci, campeggio, cieli stellati etc).

Nel dialetto polesano il termine bosgato si riferiva al maiale e infatti il simbolodi Bosgattia, disegnato e colorato a mano unitamente a tutti gli altri simboli della comunità, era rappresentato da un suino bianco, in campo rosso stellato.

sabato, aprile 09, 2016

Football is coming home di Luca Manes



Luca Manes viaggia da appassionato super competente nel CALCIO INGLESE, da quello attualmente minore che ha vissuto fasti lontani (Everton, Ispwich o Nottingham) a quello che ancora gode di discreta salute (Liverpool ad esempio).

E' un viaggio tra stadi storici, aneddoti, ricordi, citazioni, personaggi, città stupende o insignificanti, fatto senza la consueta apologia acritica della superiorità del calcio inglese, anch'esso alle prese con problemi e situazioni non sempre edificanti.

Ne esce un ritratto veritiero, a volte impietoso e disincantato, ma sincero e diretto.
Soprattutto, come sempre, tremendamente affascinante.

venerdì, aprile 08, 2016

Telefonate invasive



Sempre più italiani sono vittime di proposte commerciali 'invasive', tramite telefonate dove si offrono prodotti commerciali o abbonamenti.

Il Registro pubblico delle opposizioni (http://www.registrodelleopposizioni.it) è uno strumento di difesa: bisogna iscriversi altrimenti i call center possono chiamare senza limiti. Ma il registro funziona solo per chi ha il numero sugli elenchi telefonici, tutti i cellulari sono esclusi.

Su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, solo 13 milioni sono negli elenchi e solo poco più di 1 milione e mezzo è iscritto nel Registro delle opposizioni.

Spesso sono gli stessi IGNARI cittadini, che per, ad esempio, richiedere una carta-fedeltà, autorizzano l’utilizzo dei propri dati.

Tanti call center sono all'estero (non di rado si viene contattati da voci straniere che leggono un comunicato e non sono in grado di comprendere eventuali obiezioni o domande), utilizzando i numeri indiscriminatamente e, alla fine, danneggiando anche gli operatori più seri che ormai si sono alienati la fiducia di chiunque potrebbe anche essere potenzialmente interessato alle offerte.

giovedì, aprile 07, 2016

Stasera MODS a Piacenza



Questa sera al "Melville" di San Nicolò (Piacenza) alle 21.30/22 max lo spettacolo MODS con il sottoscritto e Alex Loggia alla chitarra e voce.

I dettagli qui: https://www.facebook.com/events/1056541444408570/

E qui intervista ad Alex: http://www.piacenzamusicpride.com/articoli/intervista-ad-alex-loggia-domani-al-melville-con-mods

Prossime date qui:

Giovedì 4 maggio : Neive (CN) “Cita Biunda”
Venerdì 5 maggio: Settimo Torinese (TO) “Suoneria”
Domenica 15 maggio: TERAMO “Officina”
Domenica 29 maggio: Paratico (BS) “Belleville”
Venerdì 24 giugno: Poggibonsi (SIENA) “Festival Teatrale”

Ascensore per il patibolo



E' tornato in sala, in versione restaurata, lo splendido esordio di LOUIS MALLE, "ASCENSORE PER IL PATIBOLO" del 1957.
Grande noir, precursore dell'imminente Nouvelle Vague, con un'immensa interpretazione di un'algida e funerea Jeanne Moreau in una costante e angosciosa trance che arriva all'anima dello spettatore, una trama complessa e avvincente, interpretazioni essenziali ma perfette (tra cui quella del giovane assassino, Louis, classico Blouson Noir/Teddy Boy parigino di fine 50's).

Parte essenziale del film la colonna sonora di MILES DAVIS, entrato nella fase finale quando la pellicola era in fase di montaggio, e Miles arriva a Parigi in concerto.

Ricorda Malle:
"Ero pazzo per il jazz e a quel tempo ascoltavo molto Davis che era al suo apice creativo. Per una strana coincidenza arrivò a Parigi e io gli saltai letteralmente addosso".

A Miles Davis bastarono due visioni del film:
"Affittammo uno studio di registrazione a Parigi, sugli Champs Élysées, e cominciammo a lavorare, molto lentamente, come fanno i musicisti jazz.
Iniziammo verso le dieci o le undici di sera e andammo avanti fino alle otto del mattino: in una notte l'intera colonna sonora fu registrata".

Louis Malle faceva scorrere le sequenze e Miles Davis suonava.

Ed entrambi entrarono nella storia.

Nel video Miles Davis mentre registra parti della colonna sonora:

https://www.youtube.com/watch?v=E-XVlrauLxc

mercoledì, aprile 06, 2016

John Holmstrom



JOHN HOLMSTROM è un cartoonist e scrittore americano, meglio noto per essere l'autore della copertrina di "Road to ruin" (e del retro di "Rocket to Russia") dei RAMONES.
Fu anche il fondatore della rivista PUNK MAGAZINE (15 numeri dal 1976 al 1979) e ha successivamente collaborato con The Village Voice, Video Games, K-Power, Heavy Metal, Spin, High Times.

Holmstrom sarà ospite del Treviso Comic Book Festival in settembre.

A NYC la Howl! Gallery ha concluso la mostra sui 40 anni della prima fanzine "Punk Magazine" e il Queens Museum inaugurerà "Ramones and the birth of Punk". Parte di questo materiale e iniziative legate a fumetto e illustrazione sul Punk saranno presenti per la prima volta in Europa a Treviso.

martedì, aprile 05, 2016

San Gerolamo, dottore della Chiesa occidentale



Gli interventi di ANDREA FORNASARI a base di storia e filosofia arricchiscono sempre il Nostro blog.
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Filosofia

I dottori della Chiesa occidentale sono quattro: Sant'Ambrogio, San Gerolamo, Sant'Agostino e il papa Gregorio Magno. I primi tre furono contemporanei, mentre il quarto appartiene ad un'età successiva.
Gerolamo è soprattutto degno di nota per essere il traduttore cui si deve la Vulgata, ad oggi la versione cattolica della Bibbia.
Fino ai suoi tempi la Chiesa occidentale basava la propria conoscenza del Vecchio Testamento sulle traduzioni del testo dei Settanta: un Vecchio Testamento, quindi, che differiva parecchio dall'originale ebraico. I cristiani erano indotti a sostenere l'idea di una falsificazione da parte degli ebrei, là dove sembrava che l'opera preannunziasse il Messia. Opinione che un'approfondita critica respinse risolutamente. Gerolamo fu tra i sostenitori di tale critica, e anzi accettò segretamente l'aiuto di alcuni rabbini. A causa di questa forma filoebraica, al principio l'accoglienza non fu unanime, ma alla fine s'impose anche grazie all'appoggio di Agostino, il quale la sostenne senza riserve.

Gerolamo nacque nel 345 d.C. dalle parti di Aquileia, in un villaggio che fu distrutto dai Goti. Di famiglia benestante, ma non ricca, egli si recò a Roma nel 363 per gli studi di retorica. Là, a quanto pare, condusse una vita peccaminosa. Viaggiò molto in Gallia, si stabilì ad Aquileia e divenne un asceta. Trascorse cinque anni nel deserto siriaco, come un eremita.
"La sua vita nel deserto fu di rigorosa penitenza, di lagrime e di gemiti alternati con estasi spirituali, e con le tentazioni dei frequenti ricordi della vita romana; viveva in una cella o in una caverna; si guadagnava il pane quotidiano ed era vestito con un sacco" (Antologia dei padri niceni e post-niceni).
Dopo questo periodo di romitaggio si recò a Costantinopoli e poi a Roma per tre anni, dove divenne amico e consigliere di papa Damaso, col cui incoraggiamento intraprese la traduzione della Bibbia. San Gerolamo sostenne molte dispute. Discusse con Sant'Agostino a proposito del comportamento alquanto ambiguo tenuto da San Pietro; ruppe i rapporti con il suo amico Rufino a causa di Origene; fu un violento oppositore di Pelagio, al punto che il suo monastero venne attaccato da fans pelagiani.

Dopo la morte di papa Damaso pare che abbia disputato anche con il nuovo papa. A Roma conobbe diverse donne aristocratiche e pie, alcune delle quali egli persuase alla vita ascetica. L'ostilità del nuovo papa l'indusse a cambiare aria, scegliendo Betlemme, dove rimase fino alla morte (420).
Tra le famose matrone romane da lui convertite, due sono degne di menzione: la vedova Paola e sua figlia Eustochio. Entrambe le dame lo accompagnarono fino a Betlemme. Appartenevano alla più alta nobiltà e l'atteggiamento di Gerolamo nei loro confronti non è immune da una sorta di snobismo, comunque fu loro amico. Curiose alcune sue lettere a Eustochio.
Le fornisce dei consigli molto dettagliati e franchi sul modo di conservare la verginità; spiega l'esatto significato anatomico di certi eufemismi del Vecchio Testamento e, con un misticismo che potremmo definire erotico, esalta le gioie della vita conventuale.
In una lunga lettera che invia a Paola, la madre di Eustochio (al tempo in cui ella prese i voti), il messaggio è notevole: "Siete adirata con lei perché ha scelto d'essere moglie di un re (Cristo) e non di un soldato? Ella vi ha conferito un alto privilegio: ora siete la suocera di Dio".
Nello scambio epistolare con Eustochio, Gerolamo racconta le sue pene: non riusciva a sopportare l'idea di staccarsi dalla sua biblioteca, per cui la portò con sé nel deserto. "E così, miserabile che ero, mi preoccupavo soltanto di poter leggere ancora Cicerone".
Dopo giorni e notti di rimorsi, sarebbe caduto di nuovo in tentazione leggendo Plauto.
Al termine di simili indulgenze, lo stile dei profeti gli appariva "rozzo e repulsivo". Infine, in un giorno di febbre, sognò un colloquio col Cristo nel giorno del Giudizio, il quale lo inchiodava alle proprie responsabilità: cosa sceglieva, Cicerone o Cristo? Alla bugìa di Gerolamo, il Cristo lo fece flagellare.
Da quel momento per alcuni anni le sue lettere contengono ben poche citazioni classiche.
Ma, dopo un certo periodo, egli si rivolge ancora ai versi di Virgilio, di Orazio, e perfino di Ovidio. Pare che li sapesse a memoria.

Le lettere di San Gerolamo esprimono molto bene i sentimenti indotti dalla caduta dell'Impero romano. Nel 396 scrive: "Tremo, quando penso alle catastrofi del nostro tempo. Per vent'anni e più il sangue dei Romani è stato sparso quotidianamente. Il mondo romano sta crollando: tuttavia non chiniamo il capo".
Prosegue narrando le violenze degli Unni nell'Est e termina con la riflessione: "Per trattare questi temi come meriterebbero, Tucidide e Sallustio non varrebbero più di due muti".

Diciassette anni più tardi, tre anni dopo il sacco di Roma: "Il mondo precipita nella rovina.
Sì! Ma, vergogna a dirsi, i nostri peccati si diffondono sempre più. Viviamo, ma può accaderci di morire domani; tuttavia costruiamo come se dovessimo vivere per sempre in questo mondo. Cristo muore davanti alle nostre porte, nudo ed affamato".
Questo brano appare incidentalmente in una lettera che ha per tema le regole da adottare per la conservazione della verginità delle ragazze: un amico gli chiedeva consiglio per la figlia.
Ed è strano come, nonostante tutta la sua profonda stima ed emozione per il mondo antico, Gerolamo reputi la verginità più importante della vittoria sugli Unni, sui Vandali e sui Goti.
Neppure una volta parla di misure pratiche da adottare per il governo, mai mette in luce i guai del sistema fiscale e tributario di allora, o quelli di un esercito composto in prevalenza da barbari. La stessa cosa vale per Ambrogio e Agostino.
Ambrogio era un politico, ma solo al servizio della Chiesa.
Tutte le menti più brillanti e vigorose dell'epoca erano lontanissime da interessi secolari. D'altro canto, se la rovina era inevitabile, la concezione cristiana era mirabilmente adatta a fornire agli uomini la forza, e a permettere loro di conservare le speranze religiose, dato che quelle terrene sembravano vane.
Forse l'aver espresso questo concetto nella "Città di Dio" fu il massimo merito di Sant'Agostino.

lunedì, aprile 04, 2016

Goleade



ALBERTO GALLETTI ci parla delle Goleade e del concetto di "infierire o no sull'avversario".

Riprendo un invito, in verità ormai datato, del nostro caro Boss a proposito di una riflessione sulle goleade, ovvero partite di calcio che terminano con punteggi dal set-tennistico in su.
Per noi 40/50enni cresciuti col calcio sparagnino degli anni 70/80 italiani, si tratta sempre di eventi un po anomali, in ogni caso rari, molto più rari rispetto ad altri sport di squadra dove segnare punti è decisamente meno difficile.
Se ne sono verificati con una certa frequenza negli ultimi tempi un po ovunque (ma in realtà non hanno mai smesso) dalla Champions League al campionato spagnolo (dove sembra essere una consuetudine), alla Bundesliga e qualcuna persino in Serie A e a memoria un clamoroso Manchester United 8-2 Arsenal di un paio di stagioni fa.
La domanda che mi pongo da sempre è ‘quando possiamo cominciare a parlar di goleada?’, propendo per punteggi superiori al 5-0.
Prendendo in esame i tornei più importanti d’Europa (Champions League, Serie A, Premier League, Bundesliga e Liga, ho riscontrato quanto segue:

Stagione 2011/12

CL:
Real Madrid 6-0 Dinamo Zagreb
Dynamo Zagreb 0-7 Olympique Lyon
Valencia 7-0 R.C. Genk
Bayern 7-0 Basel
Barcelona 7-1 Bayer 04 Leverkusen

Serie A:
Napoli 6-1 Genoa

Premier League:
Manchester United 8-2 Arsenal
Blackburn Rovers 1-7 Arsenal
Fulham 6-0 QPR
Manchester Utd 1-6 Manchester City
QPR 1-6 Chelsea
Norwich City 1-6 Manchester City

Bundesliga:
Bayern 7-0 Freiburg SC
Hoffenheim 1-7 Bayern
Herta BSC 0-6 Bayern
1FC Koln 1-6 Borussia Dortmund.

Liga:
Real Zaragoza 0-6 Real Madrid
Barcelona 8-0 Osasuna
Real Madrid 7-0 Osasuna
Osasuna 0-6 Rayo Vallecano
Rayo Vallecano 0-7 Barcelona

Stagione 2012/13

CL:
Chelsea 6-1 Nordsjealland
Bayern 6-1 Lille OSC

Serie A:

Pescara 0-6 Sampdoria
Pescara 1-6 Juventus
Bologna 0-6 Lazio

Premier League:

Arsenal 6-1 Southampton;
Chelsea 8-0 Aston Villa;
Arsenal 7-3 Newcastle Utd;
Aston Villa 6-1 Sunderland
Newcastle Utd 0-6 Liverpool

Bundesliga:

Bayern 6-0 VfB Stuttgart;
Werder Bremen 0-6 Bayern;
Hamburger SV 2-9 Bayern;
Borussia Dortmund 6-1 SpVgg Furth;
Hannover 96 1-6 Bayern.

Liga:

Atletico Madrid 6-0 RCD La Coruna
Malaga 2-6 Real Madrid

Stagione 2013/14

CL:
Galatasaray 1-6 Real Madrid;
Barcelona 6-1 Celtic;
Schalke 04 1-6 Real Madrid.

Serie A:

Sassuolo 0-7 Inter.

Premier League:
Manchester City 7-0 Norwich City;
Manchester City 6-0 Tottenham Hotspur;
Chelsea 6-0 Arsenal;
Hull City 6-0 Fulham.

Bundesliga:

Herta BSC 6-1 Eintracht Frankfurt;
VfB Stuttgart 6-2 Hoffenheim;
Borussia Dortmund 6-2 Hamburger SV;
VfL Wolfsburg 2-6 Hoffenheim;
VfL Wolfsburg 1-6 Bayern;
Borussia Dortmund 6-1 VfB Stuttgart;
Werder Bremen 0-7 Bayern.

Liga:

Barcelona 7-0 Levante;
Rayo Vallecano 0-6 Barcelona;
Osasuna 0-7 Barcelona;
Real Madrid 7-3 Sevilla FC;
Atletico Madrid 7-0 Getafe.

Stagione 2014/15

CL


Roma 1-7 Bayern;
Chelsea 6-0 Maribor;
Porto 6-0 BATE Borisov;
BATE Borisov 0-7 Shakhtar Donetsk;
Bayern 7-0 Shakhtar Donetsk;
Bayern 6-1 Porto.

Serie A:

Inter 7-0 Sassuolo;
Napoli 6-2 Hellas Verona;
Juventus 7-0 Parma.

Premier League:

Manchester City 6-0 QPR;
Southampton 6-1 Aston Villa;
Southampton 8-0 Sunderland;
Stoke City 6-1 Liverpool.

Bundesliga:
Hamburger SV 0-8 Bayern;
SC Paderborn 0-6 Bayern;
Bayern 6-0 Werder Bremen.

Liga:
Elche 0-6 Barcelona;
RCD La Coruna 2-8 Real Madrid;
Barcelona 6-0 Granada;
Rayo Vallecano 1-6 Barcelona;
Granada 1-9 Real Madrid;
Cordoba 0-8 Barcelona;
Getafe 3-7 Real Madrid.

Per questa stagione segnalo tra gli altri:

Real Madrid 8-0 Malmoe FF
Barcelona 6-1 Roma in Champions League;
Barcelona 6-0 Athletic Bilbao
Espanyol 0-6 Real Madrid
Real Madrid 10-2 Rayo Vallecano.

Insomma ce n’è per tutti i gusti anche se da una prima rapida occhiata le squadre dispensatrici di batoste sembran essere 3 o 4 (Barcellona, Real, Bayern e Manchester City).
Sono cose che son sempre successe ma si tende, specialmente in Italia, a considerarle appartenenti al passato.
La serie A faceva registrare punteggi del genere principalmente dal 1946 a 1960, periodo nel quale fu ottenuta anche la massima vittoria in campionato (Torino 10-0 Alessandria del 1947/48), quando l’instabilità tattica e lo squilibrio fisico spesso sfociavano in punteggi roboanti.

Molto sinteticamente penso che il verificarsi di questi punteggi sia da attribuire in generale allo squilibrio di valori in campo, ormai il gap tra le prime quattro dei campionati di Inghilterra, Spagna e Germania e le ultime 5/6 è piuttosto ampio, aggiungerei in più la mentalità calcistica di questi paesi decisamente volta più alla ricerca della segnatura che non alla difesa o allo sterile possesso palla orizzontale come unica impostazione di gara.
Per la Champions League si tratta di roba sporadica, che si verifica solo quando qualche compagine di campionati improbabili riesce a superare gli sbarramenti preliminari e a giungere alla fase a gironi.

Nel corso delle mie peripezie calcistiche che durano da una quarantina d’anni ormai, sono stato coinvolto in goleade un po a tutti i livelli, da giocatore, da spettatore e da genitore.
Vidi 7 gol del Genoa a Ternana o Reggina (o a tutte e due), un clamoroso Arsenal 7-1 Sheffield Wednesday (ma sull’ 1-1 a mezz’ora dalla fine).
Giocai e persi una partita nei Giovanissimi per 9-2, vinsi una semifinale provinciale del campionato scuole superiori 10-1 e ricordo i ragazzi del Liceo Omodeo di Mortara guardarci frastornati e increduli. Non ci sembrò affatto di aver mancato di rispetto agli avversari, volevamo dimostrare il nostro valore e ci riuscimmo.

Anni dopo assistendo ad una partita del figlio, che subì la batosta (10-0) mi ricordai di quel giorno, come me ne ricordai altre volte in cui i punteggi delle sue partite eran ribaltati in loro favore.
Insomma una gamma completa ma nessun dramma, sono cose che capitano.

Su un’aspetto mi soffermerei ed è la non accettazione del punteggio che sempre più affiora in superficie, due casi nella stagione in corso mi hanno confermato quanto sia cambiato l’approccio al gioco del calcio.
Premesso che subire batoste madornali non piace a nessuno, trovar da ridire sul comportamento avversario quando si subiscono tali batoste mi pare un comportamento infantile, tendenzioso, irragionevole ed in ultima analisi antisportivo.
Il primo: ottobre 2016 campionato provinciale giovanissimi (13 anni), provincia di Bologna (o giù di li) una squadra si trova a condurre l’incontro 32-0 (più o meno) e l’arbitro sospende la partita (per manifesta inferiorità).
A questo siamo arrivati!
Avendomi il fatto incuriosito lessi al tempo un po di articoli sulla faccenda, due per motivi opposti mi rimangono in mente.

1-
Bergomi, critica apertamente l’operato dell’arbitro pur cercando di prendere le parti degli sconfitti ricordando quando in occasione del suo primo gol in serie A venne rimproverato da Bearzot in privato perché la sua squadra era già in vantaggio 4 o 5 a zero, disse che ci rimase male perché era solo una ragazzo contento perché aveva segnato, mentre il vecchio gli rimproverava una mancanza di rispetto verso gli avversari.
Promise di tenerselo a mente.
Ma per quale motivo un giocatore dovrebbe entrare in campo con in testa stronzate del genere?
Poi finiamo con l’avere gente che non esulta per aver segnato contro una sua ex-squadra ; grazie mille!
E ai tifosi della squadra per la quale hai segnato non pensi ?

2- Matteo Marani all’epoca dei fatti direttore del Guerin Sportivo assolve l’arbitro e si scaglia contro chi ha potuto permettere uno scempio del genere, di fatto giustificando la conclusione anticipata di una partita per motivi non contemplati nel regolamento.
Anche se posso capire Bearzot non posso essere d’accordo con l’osservazione che fece a Bergomi, per quale motivo dovrei curarmi dello stato d’animo degli avversari?
Quando si accetta di scendere in campo si sa che a volte certe cose possono capitare.
Su Marani rimango senza parole, ho letto il suo libro su Weisz che ho molto apprezzato, e l’ho incontrato quando fummo ospiti a Sky con Rock n goal, ma devo confessare che mi indignai leggendo il suo intervento sulla Gazzetta e arrivai alla fine con molta fatica, la mia stima nei suoi confronti si è completamente azzerata.
Fortunatamente la FIGC ha sospeso l’arbitro ad interim e ha fatto concludere la partita.

In Spagna l’allenatore del Rayo Vallecano si scagliò contro il Real Madrid reo di averli battuti 10-2, in questo modo si falsano i campionati !??
Pensasse alla sua squadra: due cartellini rossi al Bernabeu in 25 minuti non se li può permettere nemmeno il Barcellona….
Ovvio che quando quelli come Marani predicano la loro cultura sportiva poi da qualche parte si raccolgono i frutti.

Ai miei tempi in occasioni di risultati del genere si parlava di grandi squadre, grandi attaccanti, di record individuali e di squadra da aggiornare, risultati storici e almanacchi da riscrivere, il gioco del calcio era centrale e godeva della sacralità della sua sfera all’interno della quale nessuno si permetteva di eccepire.
Mi sembra purtroppo che la percezione delle cose sia parecchio cambiata.

domenica, aprile 03, 2016

Mohenjo-Daro



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Mohenjo-Daro è un importante centro archeologico del Pakistan.
Appartiene alla civiltà di Harappa (3°-2° millennio a.C.), le cui città mostrano un notevole grado di sviluppo urbano: tracciato regolare, una cittadella e una città bassa, fortificazioni, case quasi sempre fornite di articolati sistemi idrici, con enormi granai e un bagno pubblico costituito da una grande piscina circondata da varie stanze. Non sono stati identificati con certezza edifici di culto.

L'aspetto più interessante e misterioso è la presenza di scheletri "estremamente radioattivi" con tracce di carbonizzazione e calcinazione, testimonianza di decessi istantanei e violenti.
Sono uomini, donne e bambini ma non di guerrieri morti in battaglia.
Non si è ritrovata alcuna presenza di armi e non ci sono ferite prodotte da armi da taglio o da guerra.

La morte ha colto le persone durante lo svolgimento delle abituali azioni giornaliere insieme a decine di elefanti, buoi, cani, cavalli, capre e cervi.
Secondo le stime dei ricercatori, al massimo del suo splendore, la città raccoglieva circa 70 mila abitanti, una vera metropoli per l’epoca.

Nel Mahabarata è riportato un passaggio che qualcuno ha affiancato alle cause misteriose della fine di Mohenjo-Daro.
“… un unico proiettile caricato con tutta la potenza dell’universo, una colonna incandescente di fumo e di fiamme, luminosa come diecimila soli, si levò in tutto il suo splendore.
Un’arma sconosciuta, un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e dei Andhakas”.


I ritrovamenti (molte pietre fuse a calore altissimo, radioattività ancora presente etc) hanno indotto alcuni ricercatori a sostenere che:
"Allo stato attuale della tecnologia solo un ordigno nucleare può essere stato capace di creare contemporaneamente un’onda d’urto e un’onda di calore tali da lasciare le tracce che abbiamo rilevato a Mohenjo-daro”.

Conclusioni meno fantasiose e forse più concrete imputano alla deforestazione e all'abuso delle risorse idriche la fine della cittadina, vittima di un declino che portò all'auto annientamento della popolazione

sabato, aprile 02, 2016

SICK ROSE - Raw and alive



I SICK ROSE nel 1986 erano un portento, una bomba garage n roll con pochi eguali al mondo (sottolineo mondo).
Diciamo che la scena rock n roll italiana ai tempi godeva di ottima salute.
Non che la verve sia mutata o che la band in circolazione ai nostri giorni sia da meno ma l'arrogante carica giovanile di quei giorni è rimasta marchiata a fuoco nelle menti di chi frequentava i loro concerti (per i quali, altri tempi, noi si facevano anche centinaia di kilometri, tantab era la fame di certe sonorità e atmosfere).

La sempre benemerita PSYCH OUT RECORDS (http://www.psychoutrecords.com/) ce ne propone un assaggio in questo live registrato nel 1986 (anno dell'album d'esordio "Faces") in vari luoghi della penisola e che coglie alla perfezione quell'approccio allo stesso tempo rude e immediato nell'esecuzione e raffinato nella cura degli arrangiamenti. E' garage punk ma ci sono anche occhiate al jingle jangle, al beat, ai Doors (un'infuocata "Take it as it comes") ai misconosciuti (ai tempi) Outsiders con la sempre stupenda "Time won't let me".
Vinile pesante, tiratura limitata, scarne note di copertina (peraltro stupenda), parla la musica.

venerdì, aprile 01, 2016

LAST SHADOW PUPPETS - Everything you've come to expect



Ci hanno messo otto anni per tornare a dare un seguito a quel capolavoro che fu l'esordio The Age of the Understatement a base di un delizioso pop orchestrale di gusto 60's.
Maturati, induriti, diventate ormai rock stars affermate, l'uno Alex Turner con gli Arctic Monkeys, l'altro, Miles Kane, con una grande carriera solista, affrontano Everything you've come to expect con piglio strafottente da artisti navigati.

E fanno di nuovo centro.

Le coordinate rimangono le stesse ma il baricentro si sposta verso il pop chitarristico degli 80's, vedi l'apertura di "Aviation" (https://www.youtube.com/watch?v=Fd1Xc6-6VVg), riuscito mix di Echo & the Bunnymen e Smiths o "The element of surprise" che accorpa Chic, il Bowie di "Let's dance" e suoni cari a Prefab Sprout e Orange Juice.
C'è anche molto gusto white soul, nella stupenda title track, vera vetta dell'album (https://www.youtube.com/watch?v=IamcaGta7hY ), o in "Pattern" mentre in "Bad habits" (https://www.youtube.com/watch?v=zGbOF4UPpfs ) ruggisce un sorprendente approccio quasi garage.
Qua e là affiorano anche folate alla Style Council o Lennoniane ("The dream synopsis") ma il dato prevalente è la palese ed evidente PERSONALITA' che permea ogni nota come appartenente chiaramente alla creatura LSP.
Lunga vita dunque, sperando che dal prossimo lavoro non passino altri 8 anni ...

giovedì, marzo 31, 2016

Marzo 2016. Il meglio



Secondo mese dell’anno e qualche nome che ritroveremo prevedibilmente ai vertici dei migliori del 2016.
Iggy Pop, David Bowie, Motorpsycho, Kula Shaker, Marta Ren, Lucinda Williams, Nigel Hall, Mavis Staples, Parker Milsap, Charles Bradley, Deep Street Soul tra gli stranieri.
Statuto, The Winstons, Marlene Kuntz, Nada, Roberta Gulisano, Guignol, Wu Ming Contingent, Daniele Silvestri tra gli italiani


ASCOLTATO

IGGY POP - Post pop depression
La carriera solista di IGGY POP, dopo il fulminante doppio esordio del 1977 con "The idiot" e "Lust for life" (usciti a pochi mesi di distanza e in buona parte farina del sacco di David Bowie), è sempre stata, per usare un eufemismo, piuttosto altalenante.
Ottimi, dignitosi, lavori si sono alternati ad episodi tranquillamente evitabili, di maniera, poco incisivi.
Non mancano le eccezioni ("New values", "Soldier", "American Caesar") ma era comunque da oltre 20 anni che non sfornava qualcosa di veramente degno di nota. Sicuramente non era ormai lecito attendersi un CAPOLAVORO quale è questo nuovo album, scritto, prodotto e suonato con Josh Homme dei Queens of the Stone Age a cui si sono affiancati anche Dean Fertita (QoTSA e Dead Weather) e il batterista degli Arctic Monkeys Matt Helders.
Un sound cupo, gotico, oscuro, decadente che riporta ai primi due album, al Bowie più ostico, in cui si sente la penna acida di Josh Homme e in cui Iggy conserva il tono gutturale da crooner degli ultimi lavori ma con una tinta rabbiosa di derivazione Stooges che rende il tutto inquietante e minaccioso. Un blues moderno intensissimo e profondo (vedi le fantastiche "Break into your heart" , "Gardenia", il punk gospel di "Paraguay" il tex mex dark blues di "Vulture") a cui risponde il ritmo funk di "Sunday", un incrocio contronatura di Kiss e Talking Heads in acido ! Ma c'è anche la ballata alla Mark Lanegan di "Chocolate drops" o la dura, distorta, rutilante "German Days" (puro Bowie "berlinese").
Album eccelso, sperimentale, anti commerciale, scostante, arrogante, duramente malinconico.

MOTORPSYCHO - Here be monsters
Un viaggio acid folk prog psych rock nei 70's dei Pink Floyd di "More", nelle progressioni degli Hawkwind con una personalità che già sappiamo essere indiscutibile.
Poi rifanno questa "Spin spin spin" che Terry Callier inserì nel suo esordio del 1964 "The new folf sound of.." e gli Hp Lovecraft ripresero nel loro secondo album del 1968 ed entriamo nei solchi dei primi Jefferson Airplane...
Avvolgente, mistico, psichico, solenne, davvero bello.

PARKER MILSAP - The very last day
'Sto fighetto bianchiccio viene dall'Oklahoma, è al terzo album e si mangia in tranquillità fior di bluesmen con un sound che mischia BLUES, COUNTRY, GOSPEL, brani alla Jason and the Scorchers, una cover di "You gotta move" da paura, un groove e un'attitudine impressionanti.
Da seguire attentamente.

CHARLES BRADLEY - Changes
A 68 anni CHARLES BRADLEY è all'inizio della carriera.
"Changes" è il terzo album, puro rhythm and soul in pieno mood Otis Redding con la favolosa Menahan Street Band ad accompagnarlo e il singolo è un'incredibile versione soul di "Changes" dei BLACK SABBATH (da "Vol. 4" del 1972).
Poco da dire, voce super, atmosfere 60's Stax, southern soul.

DEEP STREET SOUL - Come alive
Nuovo album su Freestyle (una garanzia a prescindere) e un'esplosione di FUNK, SOUL, GROOVE di rara potenza e grande qualità.
La voce di May Johnston graffia e avvolge, la band spara raffiche di black music potentissima.
Ottimi davvero.

DANIELE SILVESTRI - Acrobati
DANIELE SILVESTRI è uno dei cantautori più personali, particolari e anomali in circolazione.
Il nuovo album "Acrobati" è un piccolo gioiello di equlibri(o) in cui si avvale di collaboratori preziosi (Caparezza, Dellera, Enrico Gabrielli, Diodato, Funky Pushertz), spaziando, in una sorta di "Album Bianco/London calling", tra mille sonorità/generi, dalla canzone d'autore al funk, da Dalla all'hip hop, all'alt rock e tanto altro.
Belle canzoni, ottimi (come sempre) testi, ironia e concretezza, TANTA MUSICA.

ESPERANZA SPALDING - Emily's D+Evolution
Nuovo album davvero travolgente.
Mille influenze, dalla fusion, al prog, al funk, jazz, blues, gospel, hip hop.
Ci ascolti i Primus e Carla Bley, Janelle Monae e Prince, Frank Zappa e tanto altro.
Il tutto suonato ovviamente suonato in modo pazzesco.

THREE DEGREES - Strategy
Primo album dopo 25 anni, dedicato al classico Philly Sound, da “Love train” a “Disco fever”. Voci sublimi, arrangiamenti curati e raffinatissimi, ascolto di un’eleganza unica.

VIOLENT FEMMES - We can do anything
Tra le vittime dell’ “esordio capolavoro” (vedi Television tra i tanti) possiamo annoverare anche i Violent Femmes che da quella fulminante omonima partenza del 1983 non hanno più saputo ripetersi allo stesso livello (anche se il secondo “Hallowed ground” non era certo male, anzi).
Dopo 16 anni di silenzio tornano con un nuovo album che brutto non è ma alla fune non dice nulla ed è destinato ad un veloce ritorno nell’oblìo.

THE CORAL - Distance Inbetween
La band inglese torna con un buon album, come sempre una saporita zuppa dai colori psichedelici.
Alla distanza perde qualche colpo ma un ascolto lo merita.

PRIMAL SCREAM - Chaosmosis
Deludente ritorno di Gillespie e soci.
A parte un paio di episodi che tornano in un contesto vagamente pop psych, il resto è un reiterato e noioso pulsare synth pop poco ispirato e sostanzialmente inutile. Peccato.

THE PLEASE - Here La band lombarda tocca il
traguardo del quinto album dove con una maturità da veterani (quali ormai sono) sfoderano con una classe cristallina un delizioso songwriting che attinge dal folk beat dei 60s' tra Beatles, Jefferson Airplane e Beach Boys o dai Traffic e Fairport Convention e i loro recuperi folk dei 70's  ma anche da umori ben più recenti e attuali come Riley Walker, Fleet Foxes o addirittura i primi Coldplay.
Canzoni fresche, solari, frizzanti anche quando vitrano verso linee melodiche più malinconiche.
Pregevole.

DAMIEN JURADO - Visions of us on the land
Non ho mai seguito le vicende di DAMIEN JURADO che pure ha una discografia impressionante alle spalle.
Il nuovo album è molto interessante e valido, tra Van Morrison, ballate un po' Dylanesche, folk dai colori psych, vicino a Riley Walker come approccio (anche se è vero il contrario).

ELLI DE MON vs DIEGO DEADMAN POTRON - s/t
Due solitari del (deep) blues, abitualmente sul palco senza nessuno intorno, solo con le loro chitarre, voce e percussioni, si incontrano e uniscono le forze in questo affascinante e intenso split di quattro brani ciascuno e un sorprendente finale insieme con una versione di "Go with the flow" dei Queens of the Stone Age.
Più roots e lineare Elli De Mon, più sporco, duro e contaminato Diego Deadman Potron. Splendido album, sincero, profondo, cool.

GIORGIO CANALI/ROSSOFUOCO - Perle per porci
Giorgio Canali torna a cinque anni dal precedente "Rojo" con un lavoro particolare in cui rivisita una serie di canzoni semi sconosciute (con qualche eccezione, vedi Finardi, De Gregori e Luci della Centrale Elettrica) appartenute a band della scena "alternativa" italiana.
Ne nasce una piccola Spoon River sonora della "penisola rock", come sempre perfettamente interpretata ed eseguita da Canali tra suoni aspri e taglienti, arrangiamenti essenziali ma efficaci, un sound (e una voce) immediatamente riconoscibili.
Spessore e personalità.

WHITE PAGODA - Everything explodes
Terzo album per la band toscana e consueto tuffo in un diretto, senza fronzoli, PUNK ROCK, chitarra, basso, batteria che trae spunto tanto da nomi come Ramones quanto da quella frangia più pop e 60's oriented del 1977  di bands come i Buzzcocks.
Non mancano un'anima power pop, un gusto per gli arrangiamenti e una capacità compositiva che sembrano rendere semplici brani in realtà talvolta complessi e ricercati nella struttura. Ottimo lavoro.

MONKEY WEATHER - New frontiers
Tornano i Monkey Weather con una robusta iniezione di brit pop rock, come sempre suonato benissimo e con il giusto tiro. Gusto power pop, occhiate a Franz Ferdinand, Arctic Monkeys, Presidents of Usa, Knack, un approccio punk che sporca adeguatamente il tutto, splendide armonie vocali curate al punto giusto e arrangiamenti riusciti e azzeccati.
Buona anche la cover di "Police on my back" dei Clash.

GIORGIO TUMA - The life denied me your love
Ottimo album di suadente e avvolgente dream pop di sapore psichedelico.
Dal Salento in technicolor !

45 GIRI

IGGY POP / TARWATER / ALVA NOTO - Leaves of grass
Un ep tra elettronica, il cupo e gutturale recitato (poesie di Walt Whitman) di Iggy Pop e una fruibilità decisamente per pochi.

THE SCRUBS - Please Go Out / Hey Girl
Suonare garage punk al giorno d'oggi potrà sembrare fuori moda.
Ed è probabilmente quello di cui vanno fieri i lodigiani Scrubs, alle prese con l'esordio su vinile a 45 giri. Due brani, veloci, corti, chitarre fuzz, voce aggressiva, ritmi indiavolati sulle tracce di Sonics e Fuzztones.
Nessun fronzolo, arrangiamenti minimali e secchi. Un calcio nello stomaco, puro garage punk.

THE TIBBS - The story goes / Next time
In attesa dell’album il combo olandese esce su singolo per la Record Kicks con un ottimo mix di northern soul, soul, funk e rhythm and blues che caratterizza “The story goes”.
Si va di ritmi in levare con un fascinoso rocksteady beat in “Next time”.

JESSE MORGAN - You’ve changed for the worst/You and me baby
Nel 1978 l’ex leader della soul band Hawaiana dei Moptops incise un album(mai realizzato).
Riemerge dal passato con questo singolo dell’epoca a base di un ottimo soul tinto di Philly Sound.

ASCOLTATO ANCHE
GEORGE FEST (tributo live a George Harrison, carino quanto superfluo), MIND SPIDERS (tra Strokes e asperità chitarristiche varie, dignitosi), UNITED VIBRATIONS (soul/ethio jazz/ funk/afro beat da Londra. Interessante), WUSSY (buon shoegaze e psych rock), GRANT GREEN JR (un buon album di soul jazz a tinte funk).

LETTO

NANDO MAINARDI - La magnifica illusione
In un paese giusto e intelligente a Gaber dedicherebbero vie, piazze e teatri.
Non ci viviamo quindi proseguiamo nella nostra "magnifica illusione" che prima o poi le cose cambieranno.
Nel frattempo Nando Mainardi ci ricorda il perchè al troppo spesso dimenticato "Signor G" andrebbero tributati onori in abbondanza ripercorrendo gli anni dell'impegno di Gaber quando coraggiosamente abbandona la "canzonetta" e i tour con Mina e abbraccia (affiancato dal fido co-autore Luporini) il "teatro canzone" ovvero come dice lo stesso autore quando fare teatro e cantare canzoni, per Gaber, significava parlare di rivoluzione, di cambiamento, dei tentativi eroici e spesso fallimentari di abbattere regole che fino a poco tempo prima erano consideraste eterne e immutabili.
Sarà una stagione lunga, intensa, densa, piena di soddisfazioni, (dis)illusioni, sfide, scontri ideologici e contenutistici.
Ne uscirà, come tanti (tutti?), bastonato dalla storia e dagli eventi ma con quel costante sorriso malinconico di scherno di chi aveva capito tutto e tanto tempo prima.
Scritto benissimo, avvincente e dettagliato, per (ri)scoprire un Grande.

BENEDETTO XVI (Joseph Ratzinger) - L' infanzia di Gesù
Prosegue il personale percorso alla ricerca di particolari sulla vita e l'opera di quel "personaggio" chiamato GESU' CRISTO.
Iniziata con Emmanuel Carrere e il suo "Il regno"( http://tonyface.blogspot.it/2015/09/settembre-2015-il-meglio.html), proseguita con la visone laica e razionale di Paul Verhoven con "L'uomo Gesù" (http://tonyface.blogspot.it/2016/02/luomo-gesu-di-paul-verhoeven.html) approda ora all' "altra sponda", direttamente a chi è deputato più di altri a trasmettere la parola di colui che sarebbe vissuto 2.000 anni fa, Josif Ratzinger, già Papa con il nome di Benedetto XVI.
La sua trilogia dedicata a Cristo si è conclusa con l'inizio, "L' infanzia di Gesù".
E' ovviamente un approccio ortodosso e rigidamente ancorato al dogma ecclesiastico, in un'ottica teologica, pur se mitigata da un linguaggio molto semplice. In realtà dell'infanzia si dice ben poco (se non ciò già conosciuto nei Vangeli di Marco e Luca) relegando il tutto ad un "mistero imperscrutabile". Il tutto è condotto sui sogni di Giuseppe, sulle annunciazioni angeliche, su Cristo che induce i Magi a seguire la stella "cometa" (pare accertato che si trttò di un luminoso allineamento di pianeti o di un'esplosione di una supernova, segnalata anche in Cina).
Ci sono alcuni passaggi controversi come quello sull'impurità di Maria che diviene pura con un processo successivo al parto e dello stesso Cristo che lo diviene 40 giorni dopo. Cristo, secondo Luca, auspica una pietra al collo per chi si rende protagonista di SCANDALI...non sembra che la Chiesa abbia mai messo alcuna pietra a nessuno (e gli scandali, anche parecchio gravi, non sono mai mancati).
Alla fine deludente, macchinoso, decisamente poco concreto ma interessante in un'ottica di ricerca e conoscenza dell'argomento.

VISTO

The ecstasy of Wilko Johnson di Julien Temple
La storia è nota.
Agli inizi del 2013 WILKO JOHNSON ex chitarra dei Dr Feelgood e inventore di uno stile che ha influenzato decine di chitarristi, Paul Weller in primis, scopre di avere un cancro e una decina di mesi di vita.
Decide di viverli al top, con un tour d'addio e un disco di cover con Roger Daltrey.
Contro ogni previsione alla fine del 2014 può annunciare che il tumore al pancreas di 3 kili (!!) gli è stato asportato con successo.
Il doc The ecstasy of Wilko Johnson di Julien Temple racconta questa incredibile storia a lieto fine tra qualche (raro) filmato d'epoca e alcuni flash su concerti recenti (incluso uno con Daltrey che compare anche con una breve intervista).
Wilko riflette su vita e morte, ricordi, presente e futuro.
Un documento prezioso e interessante ma in cui ho trovato esagerati i continui riferimenti gotici e dark alla morte incombente (con spezzoni di film, con Wilko che parla con la morte giocando a scacchi con lei di fronte al mare, qualche effetto speciale un po' banale e inutile).
La testimonianza di Wilko è sicuramente affascinante ma eccessivamente prolissa a scapito di poche immagini musicali e come detto leziose e un po' pacchiane.

Come un fiume. The Ska faces di Alessandro Melazzini
Il cortometraggio "Come un fiume", diretto e autoprodotto da Alessandro Melazzini, creatore di SkabadiP (1999-2005), la prima rivista web italiana di musica Ska e Rocksteady, attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti della scena ska e mod italiana (Oskar degli Statuto, Tommaso degli One Droppers e di vari altri personaggio del giro mod, skinhead e ska italiano), ci porta all'interno di una Cultura ormai ben radicata anche in Italia.
Ci porta sui palchi e nelle strade con un sottofondo in levare che accompagna alla perfezione un racconto diretto e sincero.
Un'ottima testimonianza, senza filtri e omissioni.

Il film è qui:
https://www.youtube.com/watch?v=jiO1_wx58pM

COSE & SUONI

Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it e su CLASSIC ROCK.

In corso al Melville di San Nicolò (Piacenza) il Festival Rock d'Autore.
https://www.facebook.com/events/177664219287514/
Prossimamente Cisco (1 aprile), MODS (7 aprile), Marco Parente (15 aprile), Cabaret Schengen (21 aprile), Beppe Carletti (5 maggio) , Mauro Ermanno Giovanardi (29 maggio).

IN CANTIERE
Esce il 19 aprile ROCK n SPORT mio nuovo libro per VoloLibero Edizioni (i dettagli qui: http://tonyface.blogspot.it/2016/03/rockn-sport-musica-discipline-olimpiche.html).
Prima prese ntazione martedì 19 aprile alla Libreria dello Sport a Milano.

MODS invece sarà qui:
Giovedì 31 marzo : MILANO "Ligera" https://www.facebook.com/events/1716276955263047/
Giovedì 7 aprile: San Nicolò (PIACENZA) "Melville"
Giovedì 5 maggio: Neive (CUNEO) "Cita Biunda"
Venerdì 6 maggio: Settimo Torinese (TORINO) " Suoneria"
Giovedì 12 maggio: PERUGIA "T-Trane" (da confermare)
Venerdì 13 maggio: TERAMO "Officina"
Domenica 29 maggio: Paratico (BRESCIA) "Belleville"
Venerdì 24 giugno: Poggibonsi (SIENA) "Festival Teatrale"

https://www.facebook.com/MODS-1698944940392303/

MODS a Milano



Stasera MODS arriva a MILANO, al "Ligera" di via Padova, dalle 22 (5 euro l'ingresso).

https://www.facebook.com/events/1716276955263047/

Prossime date:

Giovedì 7 aprile: San Nicolò (PIACENZA) "Melville"
Giovedì 5 maggio: Neive (CUNEO) "Cita Biunda"
Venerdì 6 maggio: Settimo Torinese (TORINO) " Suoneria"
Giovedì 12 maggio: PERUGIA "T-Trane" (da confermare)
Venerdì 13 maggio: TERAMO "Officina"
Domenica 29 maggio: Paratico (BRESCIA) "Belleville"
Venerdì 24 giugno: Poggibonsi (SIENA) "Festival Teatrale"

mercoledì, marzo 30, 2016

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

BOBBY HATFIELD - Messin in Muscle Shoals
L’ex voce dei Righteous Brothers (da poco sciolti) nel 1971 entra nei Muscle Shoals Studios in Alabama e registra qullo che rimarrà il suo unico album solista, un poderoso condensato di soul, rhythm and blues, swamp rock, blues, con tinte proto funk e un gusto gospel che permea il tutto.
Splendida la voce di Bobby perfettamente a suo agio con la materia e grandi brani di infuocato e bollente black sound (tra cui un bellissimo medley di “Let it be” con “People get ready”).
L’album purtroppo, anche a causa della pessima promozione della MGM in difficoltà finanziarie, passò pressochè inosservato.
Da riscoprire assolutamente.

EDGAR “JONES” JONES - Shooting music for stray cats
Edgar William Jones, conosciuto anche come Edgar Jones Jones o Egard Summertyme è un personaggio poco noto ma che ha un currriculum invidiabile.
Leader di quella fantastica band che fu quella degli STAIRS che nei primi 90’s sfornò un (unico) album “Mexican RnB” di grandissimo garage beat e recentemente tornata insieme, ha proseguito la carriera suonando con Paul Weller, Johnny Marr, Ian Mc Culloch, St. Etienne e tanti altri ma realizzando anche alcuni album solisti o con altre band.
“Shooting music for stray cats” è il primo lavoro del 2005, affascinante viaggio tra jazz, blues, rhythm and blues, doo wop, funk, rock n roll.

THE ANDREW LOOG OLDHAM ORCHESTRA - The Rolling Stones Songbook
Nel 1965 il funambolico Oldham pensò bene di spiazzare (come sempre) pubblico e fans degli Stones prendendo alcuni dei loro successi e brani più conosciuti, riarrangiandoli in chiave orchestrale e proto lounge con accenni easy jazz.
Aiutato da una session band di prima qualità con le future star John McLaughin, John Paul Jones, Nicky Hopkins, Big Jim Sullivan (chitarrista con Georgie Fame, Alexis Korner, Eddie Cochran, Gene Vincent ma anche con Small Faces in “Hitchycoo Park”, George Harrison in “Wonderwall” etc ec), infila una serie di godibilissime versioni di “Satisfaction” , “Time is on my side” e soprattutto quella “The last time” che venne campionata dai Verve per “Bittersweet Symphony"

THE HEARTSTOPPERS - s/t
Quartetto vocale del New Jersey che consegnò alla storia del Northern Soul la stupenda Marching Out Of Your Life e che incise un solo album nel 1971 per la All Platinum.
Niente di particolarmente eclatante ma un buon lavoro con ottime songs tra soul e primo funk cantate benissimo e con grande groove ritmico.

martedì, marzo 29, 2016

David McCabe



Nato a Leicester nel 1940, DAVID MC CABE si spostò a New York nel 1960 dove lavorò come assistente per Alexey Brodovitch, Henry Wolf e Melvin Sokolsky e nel 1963 ricevette il primo incarico per Conde Nast.

Entrò in contatto nel 1964 con ANDY WARHOL di cui e per cui fece alcune foto entrate nella storia.
Fotografò anche Beatles, Jagger, Byrds e Animals.

Ha lavorato per Life, Harpers Bazaar, Mademoiselle, W, French Elle, French Vogue e London Times.
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