sabato, marzo 19, 2016

Come un fiume. The Ska faces



Il cortometraggio "Come un fiume", diretto e autoprodotto da Alessandro Melazzini, creatore di SkabadiP (1999-2005), la prima rivista web italiana di musica Ska e Rocksteady, attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti della scena ska e mod italiana (Oskar degli Statuto, Tommaso degli One Droppers e di vari altri personaggio del giro mod, skinhead e ska italiano), ci porta all'interno di una Cultura ormai ben radicata anche in Italia.

Ci porta sui palchi e nelle strade con un sottofondo in levare che accompagna alla perfezione un racconto diretto e sincero.
Un'ottima testimonianza, senza filtri e omissioni.

Il film è qui:
https://www.youtube.com/watch?v=jiO1_wx58pM

venerdì, marzo 18, 2016

L'odore ai concerti dei Beatles



Un particolare perlomeno un po' imbarazzante che emerge in parecchi ricordi dei concerti dei BEATLES era il tipo odore di...URINA.
Pare che le ragazzine, molto molto giovani (spesso 14/15enni), al culmine dell'eccitazione isterica, non riuscissero più a contenersi e se la facessero letteralmente addosso.

Una testimonianza d'eccezione arriva da Bob Gedolf che ricorda come "non si sentisse assolutamente nulla della musica dei Beatles a causa delle continue urla e che guardando il pavimento dei cinema in cui suonavano si notavano chiaramente numerosi rivoli di pipì che scorrevano.
Quello che associo di più ai Beatles è l'odore di urina femminile".

Circostanza confermata anche da Pete Townshend che li vide nel 1963 a Blackpool e con cui condivise il palco successivamente.
Tanto che inserì un riferimento esplicito nel brano "5.15" degli Who da "Quadrophenia"

Girls of fifteen
Sexually knowing
The ushers are sniffing
Eau-de-cologning


Gli uscieri alla fine del concerto per coprire l'odore rimasto nel cinema e sulle sedie spruzzavano acqua di colonia.

giovedì, marzo 17, 2016

Joe Corrè e il punk



JOE CORRE' è il fondatore della casa di moda Agent Provocateur presente in 14 nazioni con 30 negozi.
Ma è anche il figlio di MALCOM MC LAREN e VIVIENNE WESTWOOD, figure centrali del primo punk inglese (nel bene e nel male).

Quest'anno si festeggia a Londra il Quarantennale del Punk con tutti i crismi dell'ufficialità, con mostre ed eventi finanziati dalle istituzioni e appoggiati dalla British Library, il Design Museum, Museum of London, la Photographers Gallery, Rough Trade etc.

Ha dichiarato:
Quando la Regina dà il suo appoggio del cazzo a questo anniversario significa che qualcosa è andato veramente per il verso sbagliato.
La benedizione che ha dato la Regina al Quarantennale del punk è la cosa più spaventosa che io abbia mai sentito.
Parlare di cultura alternativa e punk ed essere finanziati dal sistema.
Invece che un movimento per il cambiamento, il punk è diventato come un pezzo da museo del cazzo o una tribute band.
C'è un malessere generale nel pubblico britannico. La gente ha una sensazione di intorpidimento.
E con l'intorpidimento arriva la compiacenza. Le persone sentono di non avere più di una voce e la cosa più pericolosa è che hanno smesso di lottare per ciò in cui credono.
Abbiamo bisogno di far esplodere tutta la merda ancora una volta.


Di conseguenza JOE CORRE' ha deciso di bruciare a Camden il 26 novembre (anniversario dell'uscita di Anarchy in the Uk) tutta la sua collezione di memorabilia punk (del valore di 5 milioni di sterline), invitando anche tutti coloro che hanno reperti del genere, a fare lo stesso.

mercoledì, marzo 16, 2016

Teenage kicks - Undertones



Gli UNDERTONES si formano a Derry in Irlanda del Nord tra il 1974 e il 1975, suonando classici rhythm and blues con piglio elettrico e "bianco" in pieno stile pub rock (con tanto di covers degli Small Faces) e con nelle orecchie gli amati primi Stones, Chuck Berry, le Chiffons e le Shangri-Las.
Con l'arrivo del punk assimilano la lezione di Pistols e Ramones, accelerano i ritmi, inaspriscono il sound delle chitarre e decidono di essere la "risposta Nord Irlandese a Buzzcocks.

Registrano un demo, lo mandano a diverse etichette discografiche senza avere alcuna risposta.
Sarà il dj della BBC JOHN PEEL a riceverne una copia, innamorarsene immediatamente e a pagare loro le 200 sterline per registrare un EP con quattro brani ("come facevano nei 60's Animals e Kinks") ai Wizard Sound Studios a Belfast il 16 giugno del 1978.
Ci penserà l'etichetta di Belfast Good Vibrations a pubblicare TEENAGE KICKS il 31 agosto e John Peel a trasmetterlo (il 16 settembre suonò l'intero EP, passando "Teenage kicks" per ben due volte!) e a definirlo il miglior brano di tutti i tempi (tanto che sulla sua lapide ha voluto scritta la prima frase del testo: "A teenage dream's so hard to beat").
Il singolo arrivò al 31° posto delle charts ma lanciò la band al di fuori dall'Irlanda del Nord, facendola diventare tra i nomi più importanti e interessanti della scena punk/new wave.
Il boss della Sire Records, Seymour Stein, ascoltato il brano nel programma di John Peel mise sotto contratto la band e nel maggio del 1979 uscì il primo album (senza "Teenage Kicks" che venne inserito solo nella ristampa uscita in autunno).

Facevamo una cover di "Gloria" e pensavo che sarebbe stato grande scrivere una canzone come quella, che qualsiasi garage band avrebbe potuto suonare appena iniziato. Sembra che "Teenage Kicks" sia diventata una di quelle canzoni e non posso credere a quanto sia stato fortunato"

E' un brano che suona ancora così fresco ed emozionante , così spontaneo e naturale che ti riporta immediatamente a quando avevi 15 o 16 anni.

Per registrarlo affittai gli stessi ampli dei Buzzcocks perchè mi piaceva così tanto il loro sound che lo volevo uguale.

Non ci piacque il risultato finale, lo volevamo più duro e rozzo. Cercavamo di riprodurre il più possibile il sound live, evitando le sovraincisioni e i ritocchi. Fu solo tempo dopo, quando vedemmo un documentario su "Never mind the bollocks" dei Sex Pistols, che dimostrava come quel sound fosse stato ottenuto da decine di sovraincisioni che capimmo quanto eravamo ingenui...

La gente e i critici lo definivano un brano pop e la cosa mi faceva incazzare. Mi sono reso conto solo dopo che "Teenage Kicks" e un brano di puro pop e questa è una cosa meravigliosa !"


John O'Neill (chitarrista)

https://www.youtube.com/watch?v=wAtUw6lxcis

A teenage dream's so hard to beat
Every time she walks down the street
Another girl in the neighbourhood
Wish she was mine, she looks so good
I wanna hold her, wanna hold her tight
Get teenage kicks right through the night
I'm gonna call her on the telephone
Have her over cos I'm all alone
I need excitement, oh I need it bad
And it's the best I've ever had
I wanna holdher, wanna hold her tight
Get teenage kicks right through the night
Alright
A teenage dream's so hard to beat
Every time she walks down the street
Another girl in the neighbourhood
Wish she was mine, she looks so good
I wanna hold her, wanna hold her tight
Get teenage kicks right through the night
I'm gonna call her on the telephone
Have her over cos I'm all alone
I need excitement, oh I need it bad
And it's the best I've ever had
I wanna hold her, wanna hold her tight
Get teenage kicks right through the night
Alright
I wanna hold her, wanna hold hertight
Get teenage kicks right through the night
Alright

martedì, marzo 15, 2016

Philip Townshend



Ci ha lasciato PHILIP TOWNSHEND, uno dei fotografi più rappresentativi della Londra dei 60's, autore del primo servizio fotografico sui ROLLING STONES, nel 1962 (ma che ha poi seguito in numerosi altri scatti nel primo periodo), che ha immortalato i BEATLES in visita al Maharishi e varie attrici e personaggi del periodo, da Jacqueline Bissett a Twiggy, Charlotte Rampling, Nico etc.

La sua attività è poi proseguita, sempre collaborando con giornali e riviste, pubblicando libri e allestendo mostre ma il suo nome rimane indissolubilmente legato agli Swinging 60's

lunedì, marzo 14, 2016

Il costo dei biglietti per le partite di calcio



Dopo numerose proteste (e un crescente calo dei tifosi che seguono la propria squadra in trasferta) le venti società della Premier Inglese hanno raggiunto un accordo che prevede che dal prossimo campionato e per le tre prossime stagioni, faranno pagare ai tifosi in trasferta un massimo di 30 sterline (circa 39 euro al cambio attuale - i tifosi avevano chiesto 20 sterline) a biglietto, per venire incontro a chi spende già soldi per treni, aerei, alberghi e pasti per seguire la propria squadra nelle trasferte.

Secondo il Report Calcio 2015 della Figc il prezzo medio del biglietto
in Inghilterra è di 48,4 euro
in Spagna 38,7
36,6 in Germania
in Italia tra i più bassi, 21,6

I salari medi giornalieri sono però alquanto differenti: 82,2 euro in Inghilterra, 72 in Germania, 60, 8 in Spagna, 56 in Italia.

In ogni caso in Premier League, in Bundesliga e Olanda gli stadi sono abitualmente pieni al 90% della capienza, in Francia e Spagna tra il 70 e 75% mentre in Italia raramente si arriva al 60% (soprattutto a causa di regole assurde di accesso e dello stato spesso penoso in cui versano gli stadi, quasi mai di proprietà della società e quindi lasciati in mano ai Comuni di appartenenza sempre più restii ad investire soldi in rinnovamento e ristrutturazioni).

domenica, marzo 13, 2016

Idomeni



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

La rubrica domenicale oggi dovrebbe cambiare nome in LA FINE DELL'EUROPA.
Quella che permette che in un paese della Comunità Europea, la Grecia, 15.000 persone, uomini, donne, bambini (il 35% è minorenne) (soprav)vivano in condizioni indicibili sotto la pioggia, in mezzo al fango, con il rischio di epidemie di colera, meningite, morbillo sempre più incombente, senza alcun aiuto concreto.

Indifferenza, rimbalzo delle responsabilità, accantonamento del problema, totale mancanza di preparazione ad affrontare un problema che non esiste da un giorno, prevedibile e ampiamente previsto.
Unica soluzione: chiudere le frontiere e abbandonare migliaia di persone che non possono tornare indietro, lasciando alla buona volontà e alla caparbietà dei volontari che stanno arrivando da tutta Europa ad aiutare e al buon cuore dei greci, il compito di dare una mano.

Nel frattempo ragioniamo dei tassi di interesse della BCE.
Se questa è l'Europa che muoia e subito !

sabato, marzo 12, 2016

La magnifica illusione di Nando Mainardi



In un paese giusto e intelligente a Gaber dedicherebbero vie, piazze e teatri.
Non ci viviamo quindi proseguiamo nella nostra "magnifica illusione" che prima o poi le cose cambieranno.

Nel frattempo Nando Mainardi ci ricorda il perchè al troppo spesso dimenticato "Signor G" andrebbero tributati onori in abbondanza ripercorrendo gli anni dell'impegno di Gaber quando coraggiosamente abbandona la "canzonetta" e i tour con Mina e abbraccia (affiancato dal fido co-autore Luporini) il "teatro canzone" ovvero come dice lo stesso autore quando fare teatro e cantare canzoni, per Gaber, significava parlare di rivoluzione, di cambiamento, dei tentativi eroici e spesso fallimentari di abbattere regole che fino a poco tempo prima erano consideraste eterne e immutabili.
Sarà una stagione lunga, intensa, densa, piena di soddisfazioni, (dis)illusioni, sfide, scontri ideologici e contenutistici.

Ne uscirà, come tanti (tutti?), bastonato dalla storia e dagli eventi ma con quel costante sorriso malinconico di scherno di chi aveva capito tutto e tanto tempo prima.
Scritto benissimo, avvincente e dettagliato, per (ri)scoprire un Grande.

Festival del Rock d'autore al Melville



Venerdì prossimo al Melville di San Nicolò (Piacenza) si apre la Terza Edizione del Festival del Rock d'Autore a cui collaboro con un ospite d'eccezione, MANUEL AGNELLI, intervistato dal sottoscritto e da Giovanni Battista Menzani.
Alle 22.

La rassegna ha già ospitato, tra gli altri, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Federico Fiumani dei Diaframma (2014), The Gang, Cesare Basile, Edda ed Eugenio Finardi (2015).
La rassegna di quest'anno - curata da Lorenzo Rai e Giovanni Battista Menzani di Officine Gutenberg e da Antonio Tony Face Bacciocchi, l'autentico guru della scena rock piacentina - sarà più lunga e corposa rispetto al passato, e coprirà l'arco temporale da metà marzo a fine maggio.
Lo schema è quello collaudato, ovvero una rassegna di incontri con autori importanti e conosciuti del panorama rock nazionale: parole e musica, interviste e dialoghi, set acustici ed elettrici di grande intensità emotiva.

L'edizione del 2016 si aprirà con una prestigiosa anteprima. Venerdì 18 marzo arriverà infatti Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours, da sempre la band di riferimento della scena indie italiana. Presenterà la sua (auto)biografia scritta insieme al giornalista Federico Guglielmi, intitolata “Senza appartenere a niente mai” (Ed. Vololibero, 2015).

Queste tutte le altre date:

Venerdì 1 aprile: live di Stefano "Cisco" Bellotti, storica voce dei Modena City Ramblers, che presenta con un trio acustico il suo ultimo album "Matrimoni e funerali".

Giovedì 7 aprile: Antonio Tony Face Bacciocchi e Alex Loggia (Statuto) presentano MODS! Spettacolo teatral/musicale

Venerdì 15 aprile: Marco Parente presenta il suo "Disco Pubblico"

Giovedì 21 aprile: Cabaret Schengen in " Né Grande Né Guerra, No War Show". CABARET SCHENGEN è il nuovo progetto aperto da Guido Giubbonsky Rolando (voce, chitarra e sax), Pier Adduce leader dei Guignol (voce chitarra e armonica) e Riccardo Bernini (batteria).

Giovedì 5 maggio: Beppe Carletti racconta i Nomadi. Con la partecipazione di Massimo Vecchi. Un viaggio nella storia del mitico gruppo emiliano, tra parole, suoni ed emozioni.

Chiuderanno la rassegna, in maggio, i concerti di Iosonouncane e di Mauro Ermanno Giovanardi, ex cantante dei La Crus.

INGRESSO GRATUITO

venerdì, marzo 11, 2016

Bronco Bullfrog



Un film poco conosciuto, girato nel 1969 dal regista Barney Platts-Mills, con attori non professionisti (ragazzi presi dalla strada, dal quartiere dell'East End londinese di Stratford), budget minimo, ma con il pregio di raccontare alla perfezione uno spaccato dei Sixties che finivano, in maniera molto realista, cruda, diretta.
I protagonisti sono spontanei, talvolta impacciati ma splendidamente calati nel loro ruolo di giovani ragazzi della working class, senza futuro, senza speranze, con il look tardo mod/suedehaed/original skinhead (giacche a tre bottoni, boots, sta prest, maglioni a V, jeans con il risvolto).
I protagonisti vestirono i loro stessi abiti abituali...

La storia è semplice: dallo squallore di un quotidiano vuoto (partite a flipper al bar, piccoli e quasi innocenti furtarelli, il girovagare in una Londra livida e in bianco e nero, con ancora le macerie della guerra) alla ricerca di qualcosa di migliore.
Del e Irene fuggono dai genitori, cercano una sistemazione, la trovano da un amico rapinatore ma finiscono inseguiti da polizia e da problemi di ogni tipo.
Finiscono correndo su un molo londinese, Del e Irene abbracciati che guardano verso un futuro incerto, l'amico , Bronco Bullfrog, che fugge, non sa dove, per non tornare in prigione (“I can’t stay, I ‘aint goin’ back to that place. I’m goin', good luck”)

Trama flebile ma moltissimi riferimenti, dal neo realismo italiano al Free Cinema inglese alla Nuovelle Vague francese e immagini che ritroveremo (non a caso) ad ispirare alcune foto del booklet di "Quadrophenia" del 1973 o della trasposizione cinematografica di Frank Roddam nel 1979 (la distruzione del motorino di Del è molto simile a quella della Lambretta d Jimmy).
Il film ebbe pochissima visibilità, gli "attori" non trovarono altre opportunità cinematografiche ma BRONCO BULLFROG rimane uno splendido documento su un'epoca particolarissima e poco documentata.

giovedì, marzo 10, 2016

Iggy Pop - Post Pop Drepression



La carriera solista di IGGY POP, dopo il fulminante doppio esordio del 1977 con "The idiot" e "Lust for life" (usciti a pochi mesi di distanza e in buona parte farina del sacco di David Bowie), è sempre stata, per usare un eufemismo, piuttosto altalenante.
Ottimi, dignitosi, lavori si sono alternati ad episodi tranquillamente evitabili, di maniera, poco incisivi.
Non mancano le eccezioni ("New values", "Soldier", "American Caesar") ma era comunque da oltre 20 anni che non sfornava qualcosa di veramente degno di nota.

Sicuramente non era ormai lecito attendersi un CAPOLAVORO quale è questo nuovo album, scritto, prodotto e suonato con Josh Homme dei Queens of the Stone Age a cui si sono affiancati anche Dean Fertita (QoTSA e Dead Weather) e il batterista degli Arctic Monkeys Matt Helders.
Un sound cupo, gotico, oscuro, decadente che riporta ai primi due album, al Bowie più ostico, in cui si sente la penna acida di Josh Homme e in cui Iggy conserva il tono gutturale da crooner degli ultimi lavori ma con una tinta rabbiosa di derivazione Stooges che rende il tutto inquietante e minaccioso.

Un blues moderno intensissimo e profondo (vedi le fantastiche "Break into your heart" , "Gardenia", il punk gospel di "Paraguay" il tex mex dark blues di "Vulture") a cui risponde il ritmo funk di "Sunday", un incrocio contronatura di Kiss e Talking Heads in acido ! Ma c'è anche la ballata alla Mark Lanegan di "Chocolate drops" o la dura, distorta, rutilante "German Days" (puro Bowie "berlinese").
Album eccelso, sperimentale, anti commerciale, scostante, arrogante, duramente malinconico.

https://www.youtube.com/watch?v=DngIWkQVPgU

https://www.youtube.com/watch?v=Oe6S_UgVJic

mercoledì, marzo 09, 2016

Rock'n Sport. Musica Discipline olimpiche e anche no.



Esce il 19 aprile per VoloLibero Edizioni un nuovo capitolo della mia attività di "scrittore".
Si chiama ROCK N SPORT (Musica, discipline olimpiche e anche no) ed è la prosecuzione, o meglio l'allargamento, del lavoro fatto con Alberto Galletti (che collabora in alcune parti anche a questo libro, con Elena Miglietti) con Rock n Goal.
Là si parlava di solo di calcio qui si allarga lo spettro ai restanti sport attraverso le canzoni dedicate alle varie discipline, i tifosi, gli sportivi cantanti etc.

Questa la pagina Facebook

https://www.facebook.com/Rockn-Sport-Musica-Discipline-olimpiche-e-anche-no-757558661012566/

martedì, marzo 08, 2016

Canzoni per l'8 marzo



Una banale lista di canzoni per festeggiare l' 8 marzo...

JOHN LENNON - Woman is the nigger of the world
Woman is the nigger of the world
Yes she is...think about it
Woman is the nigger of the world
Think about it... do something about it
We make her paint her face and dance
If she won't be a slave, we say that she don't love us
If she's real, we say she's trying to be a man
While putting her down, we pretend that she's above us


https://www.youtube.com/watch?v=CtY5bv-oxLE

JAMES BROWN - It’s a man man’s world
This is a man's, man's, man's world
But it would be nothing, nothing
Without a woman or a girl


https://www.youtube.com/watch?v=juTeHsKPWhY

NENEH CHERRY - Woman
There ain't a woman in this world
Not a woman or a girl
(Woman)
That can't deliver love
To a man's world


https://www.youtube.com/watch?v=z0W212af1uk

PEGGY LEE - I'm A Woman
'Cause I'm a woman! W-O-M-A-N, I'll say it again
'Cause I'm a woman! W-O-M-A-N, and that's all.


https://www.youtube.com/watch?v=cTYIT8XhrCU

BARBARA LYNN - I'm a good woman
I'm a good woman
Such a good woman
So don't treat me like dirt
I'm gonna move
Away from here
And pretend that I have happiness
Yes I know what I'm gonna do
I'm gonna leave you
Gonna leave you
Gonna leave you


https://www.youtube.com/watch?v=AzmwZo2mBGU

BEATLES - She's a woman
She's a woman who understands
She's a woman who loves her man


https://www.youtube.com/watch?v=RMaGlX3Rhnw

ALICIA KEYS - A woman's worth
Cuz a real man knows a real woman when he sees her
And a real woman knows a real man ain't afraid to please her
And a real woman knows a real man always comes first
And a real man just can't deny a womans worth


https://www.youtube.com/watch?v=JtMUIwOE2ss

lunedì, marzo 07, 2016

Il modello Rojava



A ROJAVA sul confine tra Siria, Turchia e Iraq, si trova una zona prevalentemente curda, abitata da 4,6 milioni persone, in cui sta avvenendo un grande esperimento sociale di portata epocale.
Il tutto tra la dittatura di Assad la ferocia dell’ISIS e della Turchia, con USA e NATO a fare i soliti propri porci comodi. Il Democratic Union Party (PYD) e il Consiglio Nazionale Curdo (KNC) a Rojava, che stanno provando a creare una nuova forma di società libertaria chiamata Confederalismo Democratico.

Il territorio è diviso in CANTONI con un piccolo governo centrale (con un minimo del 40% di delegati femminili), dove il lavoro quotidiano per gestire la società avviene a livello locale, strada per strada e villaggio per villaggio.
Le COMUNI / CANTONI sono cellule di 50 abitazioni dove i cittadini eleggono democraticamente tra i cinque e i sette rappresentanti.
I delegati (con un mandato annuale o biennale) portano le istanze delle Comuni alle Assemblee rionali, le quali riferiscono i problemi alle Assemblee regionali. Al vertice l'Assemblea del Kurdistan occidentale (Mgrk), presieduta da due personalità e coordinata da un'amministrazione di 33 membri.

Sono nate le Case delle donne, centri culturali e artistici, associazioni di assistenza alle famiglie, le attività economiche sono regolate come cooperative: gli utili garantiscono il mantenimento di numerose famiglie, il sistema anti-capitalistico ha bloccato l'aumento dei prezzi di beni essenziali.
Una rete di 100 municipi (controllati e gestiti dalle assemblee popolari) garantisce i servizi di base in piena parità.

A ROJAVA polizia e carcere sono sostituiti da “comitati di pace” che lavorano per contrastare i cicli di omicidi per vendetta e faide famigliari, attraverso accordi consensuali tra le parti.
Noti soprattutto per le vittorie sul campo (soprattutto a KOBANE) contro l'ISIS (protagonista l' YPJ, le forze paramilitari femminili) le donne e gli uomini di ROJAVA è l'l’unico movimento al mondo (a pari di quello Zapatista in Messico) che persegue l’attuazione di un' alternativa allo Stato e al capitalismo.
Schiacciati dal resto del mondo, dalla barbarie, dall'orrore, combattono ogni giorno e ogni giorno su quelle macerie costruiscono un mondo nuovo.
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