martedì, maggio 05, 2026

Area Pirata Records

Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane più oscure per quanto super attive e interessantissime.
Tocca oggi alla storica AREA PIRATA RECORDS, qui rappresentata da Tiziano Rimnti, boss della label con Jacopo Giannetti.

Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette

https://www.areapirata.com/

Cosa vi ha spinto ad aprire un’etichetta impostata su un genere non facile come “punk, garage e dintorni”.
Mai piaciute le cose facili ahahah.
Diciamo che la spinta parte dai nostri gusti personali, per cui ci siamo mossi su quei territori, che abbiamo sempre sentito come familiari. La spinta viene dalla passione…

La vostra è un’esperienza ormai di lunga data ma che resiste a un mercato sempre più difficile. Qual è la formula?
Forse la formula, banalmente, è aver tenuto botta.
Ora abbiamo un catalogo abbastanza vasto e quindi tra vendite dirette e scambi, riesci a sopravvivere abbastanza bene. Poi chiaramente stiamo attenti ai dettagli anche rispetto agli ordini: dagli imballaggi a prova di corriere maldestro alle mail sempre personalizzate, al prendersi carico di eventuali problemi o ritardi…
Siamo sempre stati anche clienti, per le nostre ‘collezioni’, e quindi abbiamo cercato di essere i venditori che vorremmo trovare quando siamo dall’altra parte…

Da gestore della label hai notato se c’è stato un effettivo ritorno alla voglia di possedere l'oggetto fisico negli ultimi anni, a scapito della fruizione digitale?
Non so se parlare di un effettivo ritorno, ma ho notato che l’interesse si è mantenuto vivo negli ultimi dieci anni, senza grosse differenze. Anche la supposta crescita esponenziale del vinile a fronte del calo del CD, è un po’ relativa. Ultimamente abbiamo ristampato il secondo album dei Vipers (‘How About Some More’), e la versione CD ha venduto molto più del vinile per ora…

Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale? In concreto: c’è un minimo di ritorno economico per un’operazione del genere?
Con che criterio scegliete le band da produrre?

Gli acquirenti sono di solito ultra-trentacinquenni, con poche eccezioni, da quanto ci risulta… Quindi non giovanissimi…
La nostra label, da sempre, è un’attività senza fini di lucro e non potrebbe essere altrimenti. Dopo le perdite secche dei primi anni, siamo riusciti a crescere, ma i margini sono così bassi per cui ha più senso reinvestirli e mantenere questa passione come qualcosa di slegato dal compenso.
Sicuramente i primi due criteri con cui decidiamo di produrre una band, sono il sound della band e la sua attitudine, che sia cioè vicina alla nostra.
Poi chiaramente dobbiamo capire con loro se ci sono possibilità che la band possa muoversi per far conoscere il disco, che sennò resta un progetto tra noi… Oggi come ieri, l’attività live, sempre più difficile, data la scarsità di spazi, resta però un punto di riferimento per tutti per conoscere per una band, apprezzarla e magari supportarla!

Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
Cerchiamo di sfruttare gli spazi che troviamo, dai social, alle recensioni, ai passaggi radio, ma sicuramente su questo versante dovremmo fare molto di più… D’altra parte il fatto che questo sia un bellissimo, ma pur sempre un hobby, non ci lascia il tempo necessario per occuparci di tutto come vorremmo…

2 commenti:

  1. https://areapiratarec.bandcamp.com/album/the-thinglers

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  2. Garage band dalla Mod scene di Pordenone!

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