lunedì, febbraio 09, 2026

Le città di pianura di Francesco Sossai

Un road movie nelle strade venete, tra luoghi abbandonati e villette da "bonus edilizio", fabbriche che chiudono, nuovo proletariato, decadenza il "progresso" che si mangia tutto.
Tanto da fare rimpiangere ai due protagonisti (i credibilissimi nel loro ruolo Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla) gli anni Novanta, come sorta di "epoca felice".

A fianco dell'ironia e della goliardia che pervadono il film rimane una grande senso di malinconia, disperazione, abbandono.
Ma ha anche un'anima "lieve", un po' come la piuma che vola nell'aria alla fine di "Forrest Gump".

E qualche ricordo di notti altrettanto "brave" che molt idi noi hanno vissuto da protagonisti o disagiati spettatori.
"Siamo troppo vecchi per crescere" è una risposta di Doriano/Pierpaolo Capovilla che vale mille trattati di sociologia.

1 commento:

  1. anonimo delle 12:42

    va beh un invito a nozze per me. Un bellissimo film che racconta bene la mia generazione, i cinquantenni, troppo giovani e solo sfiorati dal boom economico della fine anni 70 e anni 80 che investi' il veneto trasformandolo da regione arretrata, contadina e di emigrazione a una miniera d'oro per chi c'era e ormai vecchi per riuscire ad adattarsi a questo mondo contemporaneo troppo veloce per noi.
    La prima generazione piu' povera delle precedenti che partendo dal nulla, dal dopoguerra, avevano ricostruito l'italia e consapevole di non poterci fare nulla. Nel film si racconta bene il nostro rapporto con l'alcool, il penultimo, l'ultimo, l'ultimissimo, l'ultimissimissimissimo. La fotografia e' molto bella e le riprese dentro la tomba biron valgono il biglietto.
    Una menzione particolare meritano la musica di krano e il pezzo di wastedpido suonato live!!! da vedere

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails