venerdì, dicembre 07, 2012

Cultura 60's: la Ri-Fi Records


Fondata nel 1959 la RI-FI Records con sede a Milano in corso Buenos Aires, lanciò parecchi artisti di successo nell’ambito della musica leggera italiana, come Iva Zanicchi, Franco Simone e , aimè, Cristiano Malgioglio ma fu anche l’etichetta dei GIGANTI, GIORGIO GABER, MINA, CELENTANO.

Fu anche distributrice per l’Italia della Riviera francese (Nino Ferrer) ma soprattutto della TAMLA MOTOWN e dell’ATLANTIC portando nella Penisola (e in classifica) i successi delle Supremes, Stevie Wonder, Marvin Gaye, Wilson Pickett che riuscì a partecipare al Festival di Sanremo del 1968 con Fausto Leali (mentre l'anno successivo fu la volta di Steve Wonder con "Se tu ragazzo mio" in coppia con Gabriella Ferri), aprendo le porte a molti artisti black a concerti ed esibizioni nel BelPaese.
La Ri-FI chiuse i battenti negli anni 80 alla morte del fondatore Giovanni Battista Ansoldi.

16 commenti:

  1. Pheeeega, Alain Delon...

    coincidenza delle coincedenze, giusto ieri mi ero andato a cercare notizie sulla Joker...

    W

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    1. Irriverent Escapade9 dicembre 2012 11:54

      Meglio : Pheeeeeego, Alain Delon....

      Anche lui da pura archeologia:-)

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  2. Ottima Label. Sicuramente easy-oriented ma ottimamente gestita.
    Tra l'altro con la Motown riuscì a strappare un accordo straordinario, rimasto un caso più unico che raro nella discografia italiana: produrre versioni "in italiano" dei successi americani di Supremes, Stevie, Smokey, Tempations eccetera. I famosi "dischetti" poi raccolti nella raccolta "Nero Italiano" dalla Universal nel 1988. Un disco mai più ristampato che può ascoltare ancora SOLO chi l'aveva comprato in vinile. Il CD, dopo qualche anno, risulta totalmente inascoltabile...
    Ma per fortuna ci sono io: http://fardrock.wordpress.com/2009/03/04/fard-rock-classic-nero-italiano/

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    1. Infatti Ansoldi la sapeva lunga dal punto di vista imprenditoriale anche se poi l'etichetta fallì...

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  3. Bè questi influenzarono non poco anche la scena italiana.
    Nei 60s' trovarti i dischi Motown nei negozi non deve essere stato male

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  4. Devo avere ancora un paio di 45 di Iva Zanicchi però con l'ettichetta successiva con riga colorata, inconfondibile, che eran forse di mia zia. Ma Mina non era Durium, o PDU?

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  5. MINA
    Le case discografiche
    1958-1963: Italdisc
    1963-1967: Ri-Fi
    1967-presente: PDU/GSU: distribuita dalla Durium fino al 1970, dalla EMI fino al 1996, è stata sotto il diretto controllo della RTI (attuale S4) dal 1997 al 1999; oggi è distribuita dalla Sony BMG Music Entertainment (Italy), che ha rilevato il catalogo RTI.
    Dopo l'accordo per la distribuzione con la EMI vennero stretti accordi con l'etichetta argentina Fermata Records, anch'essa legata al medesimo distributore, per le pubblicazioni in America latina: Argentina, Brasile, e paesi limitrofi.

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  6. Tra l'altro se distribuivano l'Atlantic, gli si dovrà anche la circolazione in terra casula di tanto buon rock.

    W

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  7. Da segnalare,per la stessa RI-FI,gli album di FAUSTO LEALI ed i NOVELTY,di cui l'omonimo del 1966 resta un gioiello beat contaminato con R&B e pop di altissimo livello (ristampato anche in CD qualche anno fa,dalla On Sale rec.) ed i MAT 65 di Bergamo : vincitori del concorso "Rapallo Davoli" prima edizione...avevano pochissimi brani originali,ma da cover-band se la cavavano alla grande.

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  8. I Mat 65! La Giallo Records aveva buttato fuori in vari volumi cd tutto il Rapallo Davoli: Mat 65, gli Uh!, i parmigiani Moschettieri (poi Acqua Fragile nei '70) e una miriade di altri! Alcuni notevoli, molti ancora (comprensibilmente) indietro... soprattutto le pronunce inglesi lasciano (comprensibilmente) spesso a desiderare...

    W

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  9. Ah, su Ri-Fi anche Circus 2000 che tu Ursus ben conoscerai!

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  10. Cazzo, è morto Ed Cassidy, batterista dei mitici Spirit...
    W

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  11. E' vero,il primo CIRCUS 2000 del 1970 era su RI-FI...
    il beat italiano andava cantato in italiano : questa è sempre stata la mia visione della storia,confermata dai fatti !
    Se i MAT 65 avessero avuto un repertorio meno scontato e con meno cover,sarebbero stati tra i migliori in quegli anni...detto da loro stessi,non si aspettavano assolutamente di arrivare a quei livelli e non erano preparati all'evenienza,così che l'album in se rivestiva scarso interesse musicale,benchè tecnicamente ineccepibile.
    Casi simili esistono anche in altre etichette italiane del periodo,proprio perchè a fronte di musicisti molto preparati e di formazione all'avanguardia,abbiamo sempre avuto carenze strutturali (produttori,tecnici del suono,distributori ecc...),tranne che in poche eccezioni.
    Si parla,comunque,di epoche in cui la musica era al primo posto nelle attività popolari e la professionalità era MOLTO più diffusa (non solo rispetto ad oggi,ma anche rispetto agli anni 80 e 90),purtroppo la cosa si è poi arenata,per le solite ragioni che diciamo da una vita...

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  12. Beat italiano in italiano, sono arrivato alla conclusione anche io fosse/sia giusto così...

    W

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  13. A tal proposito :
    tra poche ore qui a TO suoneranno i FENOMENI : sono bravi,fanno un recupero intelligente e ricco di humour di un panorama che (altrimenti) andrebbe dimenticato...io vi consiglio pure il loro album,recentemente pubblicato per la solita Psychout di Ostuni (ma loro sono genovesi).
    Poi fate un po' voi......... :-)

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  14. Incisero per la RI-FI anche I CALIFFI prima formazione da Firenze (con Franco Boldrini e Paolo Tofani),il cui primo album "Così ti amo" resta un gioiellino psycho-pop made in Italy : costruito un po' come concept-album e unito da intermezzi strumentali (secondo gli stili tipici dei tardi 60).

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