martedì, maggio 03, 2016

Gli Stilyagi



Teenage Kicks, una rubrica che va alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno preceduto di decenni quelli che ritroveremo poi nei teddy boys, nei mods, nei punks, skinheads etc.
Ribellione all’autorità, individualismo, aggregazione, fiera opposizione all’omologazione e ai valori dominanti.

Le altre puntate di Teenage Kicks qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Teenage%20Kicks

Negli anni 50's in Unione Sovietica (esclusivamente a Mosca e Leningrado) si sviluppò un piccolo movimento giovanile di ragazzi e ragazze che si abbigliavano seguendo (per quanto gli fosse possibile) uno stile estetico "americano", in aperto contrasto con i dettami del regime comunista.
Il tutto, ovviamente, creato personalmente con unico riferimento le rare foto che arrivavano da oltre cortina o vecchie riviste americane e occidentali arrivate durante la guerra.

Anche se particolarmente invisi dalle autorità gli STILYAGI non avevano connotazioni politiche e desideravano solo esprimersi esteticamente e ascoltare un certo tipo di musica occidentale (anche in questo caso molta della strumentazione era auto costruita artigianalmente).
Per ascoltare certi dischi "proibiti" si trasferivano le rare copie sulle lastre radiologiche !!
Per avere un aspetto "americano", il cui stereotipo era masticare i chewing gum, non trovandosene in URSS, si utilizzavano spesso piccole porzioni di paraffina...

Non erano considerate contro la legge ma le autorità non perdevano occasione per dileggiarli e talvolta trattarli bruscamente (arrivando a tagliargli i capelli o i vestiti pubblicamente).
Tra gli anni 50 e 60 le autorità restrinse le regole e gli Styliagi prima proseguirono clandestinamente le loro attività, poi lentamente scomparvero.
Molti di loro divennero successivamente affermati personaggi nel mondo dell'arte e dello spettacolo.

lunedì, maggio 02, 2016

La musica dell'Isis



Premesso, a scanso di equivoci, che la mia posizione sull'Isis combacia alla perfezione con quella dei curdi e con la metodologia di Putin, ho voluto esplorare, per quanto possibile, la MUSICA che spesso sentiamo accompagnare i loro video.

I leader di Daesh vedono nella musica un forte potere propagandistico, tanto da avere avviato numerosi progetti nell'ambito della produzione sonora.
Secondo la legge islamica la musica proibita e degenerata è quella con accompagnamento strumentale, in particolare con strumenti a percussione.
La voce e il cantato sono invece esaltati e ritenuti basilari per diffondere la "grandezza" dello Stato islamico.
I video dei successi (ed esecuzioni...) dello Stato sono sempre accompagnati da trionfali ed enfatici brani cantati solo a cappella.

Le canzoni vengono spesso diffuse anche nelle città e nei villaggi quasi a marchiare anche “musicalmente” il possesso del territorio.
La Ajnad Media Foundation (fondata nel 2013 dallo stesso Al Baghdadi) è un'agenzia specializzata nella produzione e nella distribuzione dei Nasheed, canzoni religiose islamiche cantate senza accompagnamento di strumenti musicali.

Oltre all'Anjad Media Foundation, lavorano all’uopo anche la al_Hayat Media Center (Hmc), al_Furqan Media Foundation (Fmf), al_i’tisam Media Foundation (Itmf), Asawirti Media (Am), al_Ghuraba Media (Gm), al_Malahem Media (Mm) e Fursan al_Balagh Media (Fbm).

I Nasheed (di cui non si conoscono gli autori) si suddividono tra inni al martirio, inni di lode, inni funebri e inni di battaglia (tra cui Dawat al-Islam Qamat sorta di inno dell’Isis), spesso accompagnati da rumori esterni (in genere di battaglia) e da melodie tipicamente medio-orientali, molto melodiche e avvolgenti.
I testi sono ovviamente inni alla grandezza di Allah e alla imminente vittoria di Daesh.

I nasheed non sono cosa recente essendo comparsi già tra i 70’s e gli 80’s in Siria ed Egitto e successivamente nei 90’s nelle guerre Cecene.
Pare che addirittura Osama Bin Laden avesse formato un gruppo di nasheed con cui incideva e distribuiva cassette in gioventù.
Perfino i Talebani, notoriamente contro ogni tipo di musica (giunsero a proibire gli uccelli in gabbia in grado di cantare !), hanno adottato forme di nasheed, chiamate Taranas.
I gruppi Salafiti invece condannano apertamente ogni tipo di musica che distrarrebbe dallo studio del Corano.
Al contrario gli Sciiti Hezbollah producono dei nasheed con abbondanza di strumentazione trionfale e ridondante.

Fonti

http://www.tpi.it/mondo/siria/musica-isis-stato-islamico

http://www.theguardian.com/music/2014/nov/09/nasheed-how-isis-got-its-anthem

domenica, maggio 01, 2016

Le piramidi nubiane e Giuseppe Ferlini



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Situate in Sudan, le piramidi nubiane furono costruite da vari re dei regni Kush ed egizio, oltre 500 anni dopo che in Egitto e nella valle del Nilo ne era cessata la costruzione.

Furono circa 220 le piramidi costruite nei tre siti nubiani nell'arco di pochi secoli, utilizzate come tombe dai re e dalle regine di Napata e Meroë.
Tutte le tombe delle piramidi nubiane furono saccheggiate in tempi antichi ma più recentemente un ITALIANO, il medico, avventuriero e geografo Giuseppe Ferlini (nella foto), a metà dell'800, dopo aver fatto saltare con la dinamite la sommità di una di esse e avendovi trovato oggetti d'oro ne fece esplodere altre 40 !!!!

Provò a vendere gli oggetti a svariati musei europei, ma all'epoca nessuno credeva possibile che gioielli di tale fattura potessero essere stati fabbricati nell'Africa Nera.
Riuscì a venderli alla fine ai musei di Monaco e Berlino.

Nelle foto è evidente il danno procurato da Ferlini alle sommità delle piramidi.

sabato, aprile 30, 2016

Corrado Augias . Mauro Pesce - Inchiesta su Gesù



Prosegue il personale percorso alla ricerca di particolari sulla vita e l'opera di quel "personaggio" chiamato GESU' CRISTO.

Iniziata con Emmanuel Carrere e il suo "Il regno"( http://tonyface.blogspot.it/2015/09/settembre-2015-il-meglio.html),
proseguita con la visone laica e razionale di Paul Verhoven con "L'uomo Gesù" (http://tonyface.blogspot.it/2016/02/luomo-gesu-di-paul-verhoeven.html)
poi con Josif Ratzinger, già Papa con il nome di Benedetto XVI e il suo "L'infanzia di Gesù"
http://tonyface.blogspot.it/2016/03/benedetto-xvi-joseph-ratzinger-l.html
tocca ora all'interessante "Inchiesta su Gesù" di Corrado Augias e il biblista Mauro Pesce.


Aspramente criticato dall'ortodossìa cattolica per la visione razionale e dubitativa sulla miracolistica e sul ruolo "divino" di Gesù e per la negazione delle verità cristiane come, appunto, la divinità di Gesù, la sua incarnazione, la sua concezione verginale, la sua risurrezione dalla morte, "Inchiesta su Gesù" appare invece come una lettura molto pratica e credibile della vita di un uomo che ha cambiato il mondo negli ultimi 2000 anni.
Molto interessante la verifica che spesso molti concetti, storie o parabole sono stati riportati in modo piuttosto distorto a causa di una cattiva traduzione (vedi il concetto di "vergine" che ai tempi significava solamente "giovane donna" e che di conseguenza va a stravolgere la nascita "divina" da una vergine di Gesù).

Augas e Pesce sono esaustivi in ogni aspetto della vita e morte di Cristo, avvalendosi di citazioni, riferimenti e passi dei vari Vangeli (inclusi quelli non riconosciuti dalla Chiesa).
Rimane l'approccio alla materia che come sottolinea Pesce non potrà mai essere completamente obbiettivo: il credente si avvicinerà con un bagaglio retroculturale di un ceto tipo, il non credente con un pregiudizio di base.
Comunque estremamente interessante, importante ed esaustivo.

MODS



Prosegue il tour dello spettacolo MODS con Alex Loggia qui:

Giovedì 5 maggio : Neive (CUNEO) “Cita Biunda”
https://www.facebook.com/events/1599074590317496/


Venerdì 6 maggio: Settimo Torinese (TORINO) “Suoneria”

https://www.facebook.com/events/1157507660947208/


Giovedì 12 maggio: PERUGIA "T Trane"

https://www.facebook.com/events/703585146449638


Venerdì 13 maggio: TERAMO “Officina”


Domenica 29 maggio: Paratico (BRESCIA) “Belleville”


Domenica 19 giugno: Cesenatico (FORLI'/CESENA) "Marè"


Venerdì 24 giugno: Poggibonsi (SIENA) “Cassero della Fortezza di Poggio Imperiale"

https://www.facebook.com/MODS-1698944940392303/

venerdì, aprile 29, 2016

Aprile 2016. Il meglio



Quarto mese dell’anno e qualche nome che ritroveremo prevedibilmente ai vertici dei migliori del 2016.
Last Shadow Puppets, PJ Harvey, Iggy Pop, David Bowie, Motorpsycho, King Gizzard and Lizard Wizard, Kula Shaker, Marta Ren, Lucinda Williams, Nigel Hall, Mavis Staples, Parker Milsap, Charles Bradley, Deep Street Soul, The Heavy, Bob Mould tra gli stranieri.
Statuto, The Winstons, Marlene Kuntz, Radio Days, Nada, Roberta Gulisano, Guignol, Wu Ming Contingent, Daniele Silvestri tra gli italiani
.

ASCOLTATO

LAST SHADOW PUPPETS - Everything you’ve come to expect
Ci hanno messo otto anni per tornare a dare un seguito a quel capolavoro che fu l'esordio The Age of the Understatement a base di un delizioso pop orchestrale di gusto 60's.
Maturati, induriti, diventate ormai rock stars affermate, l'uno Alex Turner con gli Arctic Monkeys, l'altro, Miles Kane, con una grande carriera solista, affrontano Everything you've come to expect con piglio strafottente da artisti navigati.
E fanno di nuovo centro.
Le coordinate rimangono le stesse ma il baricentro si sposta verso il pop chitarristico degli 80's, vedi l'apertura di "Aviation", riuscito mix di Echo & the Bunnymen e Smiths o "The element of surprise" che accorpa Chic, il Bowie di "Let's dance" e suoni cari a Prefab Sprout e Orange Juice.
C'è anche molto gusto white soul, nella stupenda title track, vera vetta dell'album , o in"Pattern" mentre in "Bad habits" ruggisce un sorprendente approccio quasi garage.
Qua e là affiorano anche folate alla Style Council o Lennoniane ("The dream synopsis") ma il dato prevalente è la palese ed evidente PERSONALITA' che permea ogni nota come appartenente chiaramente alla creatura LSP.
Lunga vita dunque, sperando che dal prossimo lavoro non passino altri 8 anni ...

PJ HARVEY - The hope six demolition project
PJ HARVEY, piaccia o meno, si conferma una delle artiste più personali, importanti, originali in circolazione, perfettamente riconoscibile alla prima nota.
Il nuovo album è l'ennesimo ribadire uno status maturato lentamente negli anni e continuamente riaffermato con rari cali qualitativi.
Grandi canzoni, sound personalissimo, album che cresce ad ogni ascolto.
C'è tanto da scoprire e da imparare (ancora una volta) in un disco come questo.
Tra gli ospiti i nostri Enrico Gabrielli e Asso Stefana e Linton Kwesi Johnson.
Ben fatto Polly !

KING GIZZARD & the LIZARD WIZARD - Nonagon Infinity
Ai migliori album del 2016 devo aggiungere anche il nuovo di questo collettivo australiano.
Sono in giro dal 2010 e questo è già l'ottavo album.
Mettono insieme la follia dei GONG, la musica totale dei COLOSSEUM, il tiro dei MOTORPSYCHO in anfe (anzi in acido), i primi TAME IMPALA , un po' di TEMPLES e psichedelia varia.
Per me sono geniali, fuori di testa, pazzeschi e suonano alla grande.

THE HEAVY - Hurt and merciless
La band inglese sforna un nuovo eccellente lavoro a base di aggressivo funk soul tinto di rock, psichedelia e altri grooves travolgenti.
Maturo, un occhio alle classifiche, ritmi infuocati, grande band.

BOB MOULD - Patch the sky
Bob Mould, bene o male, non delude mai.
Anche "Patch the sky" funziona alla grande, con quel suo inconfondibile marchio di fabbrica HuskerDu/melodico (ma quando schiaccia l'acceleratore non ce n'è per nessuno), elegantemente duro, energicamente raffinato.
Una conferma costante, un punto fermo.

LIMINANAS - Malamore
Che fighi i francesi LIMINANAS.
Una buona dose di Velvet Underground, un buon approccio garage (dalle parti di Raveonettes e Detroit Cobras, niente di chiassoso) e quel tono di voce Jane Birkin/Serge Gainsbourg a condire il tutto.
Nuovo album delizioso.

WHITE DENIM - Stiff
Sono Texani e al sesto album.
"Stiff" è un bellissimo incrocio di stili che alla base hanno una matrice funk rhythm and blues che si mischia con southern rock, psichedelia, soul, un approccio vicino ai primi Red Hot Chili Peppers e ai Black Crowes del primo album con anche un pizzico di Creedence Clearwater Revival.
Troppa roba ?
No, solo TANTA, e di alta qualità.

THE RELATIVES - Goodbye world
Nei primi 70’s il Rev. Gean West e il fratello Tommie formarono i Relatives, band pazzesca che assemblava gospel, funk e psichedelia.
Tre 45 giri e lo scioglimento.
Sono tornati recentemente insieme per registrare questo album in cui il gospel va a braccetto con Temptations, Chambers Brothers e Sly and the Family Stone. Il Reverendo ci ha lasciati durante le registrazioni con un superbo epitaffio sonoro.

BOMBINO - Azel
Torna il Jimi Hendrix Tuareg con una album come sempre ipnotico e avvolgente, pieno di blues del deserto, suggestioni “lontane”, un groove unico e raro.
Ottimo.

STURGILL SIMPSON - A Sailor's Guide to Earth
Simpson viaggia abitualmente dalle parti del country ma nel nuovo album si avvale dell'aiuto dei Dap Kings, inserisce un'anima SOUL e RHYTHM n BLUES, si avvicina spesso al mood di Willy De Ville e confeziona un ottimo lavoro con anche cover soul country di "In bloom" dei Nirvana.

JOHNNY MOPED - It’s real cool baby Una delle prime punk band inglesi (ne fecero parte anche Chrissye Hynde e Cpt Sensible) ma dalla vita artistica breve e non particolarmente significativa.
Perchè non concedersi una reunion (di cui nessuno sentiva la benchè minima mancanza) ?
Risultato: un punk rock revival di stampo ’77/Exploited inutile (come la sua foto in copertina con giubbotto di pelle borchiato).

RADIO DAYS - Back in the day
Splendido quarto capitolo di una carriera già fulgida iniziata nel 2003.
Quattordici brani di cristallino power pop, rock n roll, beat, addirittura un accenno reggae in "Your words". Siamo dalle parti di Knack, Rubinoos, Flamin Groovies, Barracudas, il primo Joe Jackson, una dose del miglior brit pop (dagli Ash ai Dandy Warhols).
Tanta energia, canzoni immediate, carica contagiosa e travolgente, melodie irresistibili.
Album solare, robusto, di un affascinante gusto retrò ma freschissimo e attuale come pochi.

EVIL EYE LODGE - s/t
Il quartetto piacentino cerca in questo esordio sulla breve distanza (sei brani per 25 minuti) radici lontane e inconsuete per un gruppo italiano: quel blues sporco e oscuro così caro a personaggi come Nick Cave e Tom Waits ma anche a Screamin Jay Hawkins, a certi sconosciuti bluesmen mai usciti dai confini di New Orleans, ai Doors più radicali (cui pagano omaggio "Vampire Queen" o la conclusiva "Desert Lounge").
 Un assaggio gustosissimo dall'acre sapore voodoo che merita attenzione  per la particolarità e originalità della proposta.

NIGGRADIO - FolkBluesTechno'n'Roll
L'interminabile titolo riassume solo parzialmente il gustoso e vulcanico contenuto del secondo sforzo discografico della band siciliana: un mix ibrido e meticcio di musica mediterranea, blues, rock, punk, elettronica, hip hop e tanto altro.
Il risultato è un appassionante, ricco e personale sound che spicca per freschezza e originalità.

LUCYFER SAM - s/t
Alcune delle menti più deviate della scena rock n roll/garage uniti in un deragliante progetto che attinge dalla lezione di Cramps, Gun Club, Beasts of Bourbon, Screaming Jay Hawkins.
Loro sono membri di Ray Daytona and the Goo Goo Bombos, Cannibals, Killer Klown e suonano come è naturale suonare questa musica: con passione e attitudine. Per gli amanti del genere, album imperdibile.

SEDDY MELLORY - Urban cream empire
La band bresciana macina concerti, dischi e rock n roll da 10 anni ed arriva al terzo appuntamento sulla lunga distanza con un pregevole omaggio allo spirito di fine 70's quando il primo punk si mischiava con il tardo glam rock.
Tra Dictators, primi Kiss, Slade, il punk 76/77, T Rex, Johnny Thunders and the Heartbreakers l'album scorre veloce, potente e sfrontato come si conviene per una band del genere.

ASCOLTATO ANCHE
WEEZER (solita zuppa guitar pop 60’s rock, gradevole ma scontata), ANTHONY HAMILTON (new soul un po’ stereotipato ma gradevole), TITOR (rock viscerale e sanguigno, stretto parente di sonorità grunge e con una vena punk rock a inasprire il tutto), SHONEN KNIFE (le Osaka Ramones con l’ennesimo album di pop punk piuttosto scontato e prevedibile pur se godibile), SOCS (ottimo punk rock made in Italy, ben prodotto e convincente) MAYER HAWTHORNE (buon soft soul di sapore 70’s, molto easy, a volte troppo)

LETTO

Luca Manes - Football is coming home
Luca Manes viaggia da appassionato super competente nel CALCIO INGLESE, da quello attualmente minore che ha vissuto fasti lontani (Everton, Ispwich o Nottingham) a quello che ancora gode di discreta salute (Liverpool ad esempio).
E' un viaggio tra stadi storici, aneddoti, ricordi, citazioni, personaggi, città stupende o insignificanti, fatto senza la consueta apologia acritica della superiorità del calcio inglese, anch'esso alle prese con problemi e situazioni non sempre edificanti.
Ne esce un ritratto veritiero, a volte impietoso e disincantato, ma sincero e diretto.
Soprattutto, come sempre, tremendamente affascinante.

COSE & SUONI

Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it e mensili su CLASSIC ROCK.

In corso al Melville di San Nicolò (Piacenza) il Festival Rock d'Autore.
https://www.facebook.com/events/177664219287514/
Prossimamente Mauro Ermanno Giovanardi (29 maggio).

Uscito ROCK n SPORT mio nuovo libro per VoloLibero Edizioni (i dettagli qui:
http://tonyface.blogspot.it/2016/03/rockn-sport-musica-discipline-olimpiche.html).

IN CANTIERE

Prosegue il tour dello spettacolo MODS con Alex Loggia qui:

Giovedì 5 maggio : Neive (CN) “Cita Biunda”
https://www.facebook.com/events/1599074590317496/

Venerdì 6 maggio: Settimo Torinese (TO) “Suoneria”

https://www.facebook.com/events/1157507660947208/
Giovedì 12 maggio: PERUGIA "T Trane"

https://www.facebook.com/events/703585146449638
Venerdì 13 maggio: TERAMO “Officina”

Domenica 29 maggio: Paratico (BRESCIA) “Belleville”

Domenica 19 giugno: Cesenatico (FORLI'/CESENA) "Marè"

Venerdì 24 giugno: Poggibonsi (SIENA) “Cassero della Fortezza di Poggio Imperiale"

https://www.facebook.com/MODS-1698944940392303/

giovedì, aprile 28, 2016

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

GIL EVANS - The Gil Evans Orchestra Plays the Music of Jimi Hendrix
Nel 1974 una super band guidata dall’immenso Gil Evans (con Jon Abercombie, David Sanborn, Billy Harper tra gli altri) ripesca il repertorio di Hendrix e lo rifà in chiave jazz, con arrangiamenti mirati e un groove raffinatissimo. Spiccano i 10 minuti funk psych jazz di “Up fron the skies” e una stralunata “Voodoo child”.
Ascolto necessario.

ERMA FRANKLIN - Soul Sister
Grande album del 1969 per la stupenda voce della sorella della ben più famosa Aretha (di cui fu a lungo la corista). Nonostante uno ottimo talento non trovò mai la via del successo e a metà dei 70’s lasciò la musica.
Qui troviamo superbe versioni di “Light my fire” dei Doors (con un arrangiamento particolarissimo) di “Higher and higher” e “Sweetest feeling” di Jackie Wilson (pur se molto simili agli originali), oltre ad una bellissima incursione nel classico di Sam&Dave “Hold I’m coming”.

GLORIA ANN TAYLOR - Love is a hurtin’ thing
Misteriosa meteora che attraversò la scena soul dal 1971 al 1977 con 5 singoli e rare apparizioni, scomparsa una decina di anni fa, a cui si paga un degno tributo con una compilation che raccoglie tutto il materiale disponibile.
Deep soul, tinto di chitarre psichedeliche, ma anche con un forte tratto gospel, l’influenza (anche nel timbro vocale) evidente di Aretha Franklin e un groove quasi “doloroso” tanto è intenso e sentito. Lascia quasi turbati.
Molto particolare.

ANITA WARD - Songs of love
Il nome di Anita Ward, cantante gospel, alureata in piscologia è legato quasi esclusivamente al famoso successo di “Ring my bell” contenuto nell’album d’esordio del 1979 con cui conquistò le classifiche di mezzo mondo.
In realtà Anita rifiutò inizialmente il brano ma fu convinta dal produttore e compositore Frederick Knight (un passato poco brillante come cantante nella Stax Records e che successivamente piazzò anche “Be fo real” pe Marlena Shaw ripreso da leonard Cohen e gli Afghan Wigs) per “riempire l’album” con un brano alla moda.
L’album oltre alla dirompente “Ring my bell”, indimenticabile funk disco è in prevalenza composto da ballate di soft soul, molto gradevoli all’ascolto.
Alle tastiere Carson Whitsett già con Bobby Blue Bland, Johnnie Taylor, Paul Simon e autore di canzoni per Etta James, Eddie Floyd, BB King etc.
Alla batteria Steve Stroud già con gli Hollies.

mercoledì, aprile 27, 2016

Charles Manson



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee) sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

La convulsa vita di CHARLES MANSON è tra le più documentate, romanzate e conosciute.
La sua congrega hippie si macchiò, alla fine dei 60's di orrendi crimini, tra cui l'omicidio dell'attrice Sharon Tate, moglie di Roma Polanski.
sicuramente è tra i criminali con più rapporti con il mondo del rock.

Sono altrettanto note la sua amicizia con il Beach Boys Dennis Wilson (che incise per i Beach Boys "Crease to exist" di Manson intitolandola "Never learnt to love" senza accreditarlo come autore, venendo poi minacciato di morte...), i truci riferimenti che le canzoni dei Beatles ("Helter skelter" e "Piggies", dichiarò, in particolare gli parlarono e lo indussero a uccidere), i suoi tentativi di sfondare in ambito artistico (smentita la leggenda che lo volle ad un'audizione per entrare nei Monkees nel 1965).
Ma la sua sinistra lo ha reso un'icona rock n roll più volte citata in canzoni e nomi di gruppi (senza dimenticare il suo album del 1969 "Lie: The Love and Terror Cult" e incisioni successive di registrazioni di sue canzoni ritrovate su nastro).

Tra i riferimenti più noti in ambito discografico e musicale:

Axl Rose, leader del gruppo, contro la volontà degli altri componenti del gruppo ha inserito nel disco "The Spaghetti Incident?" dei Guns n Roses come traccia nascosta subito dopo "I Don't Care About You", una cover della canzone di Manson "Look At Your Game Girl" dove si sente Axl dire: "Thanks, Charles".
Axl ha indossato parecchie volte una t-shirt raffigurante il volto stilizzato di Charles Manson con scritto "Charlie don't surf".

Marilyn Manson ha fuso il nome di Marilyn Monroe con il cognome di Charles Manson affermando che i due rappresentavano due volti contrastanti dell'America.

Trent Reznor nel 1992 affittò la casa di Cielo Drive 100 (dove fu uccisa Sharon Tate) per registrare il nuovo album dei Nine Inch Nails "The Downward Spiral".

I Kasabian prendono il nome da Linda Kasabian, adepta di Charles che partecipò all'assassinio di Sharon Tate.

Il brano "Bloodbath in Paradise" di Ozzy Osbourne parla dell'omicidio di Sharon Tate.

Gli Alkaline Trio hanno dedicato "Sadie" dall'album "Crimson", a Sadie Mae Glutz componente della Manson Family.

I nostrani Birdmen of Alkatraz incisero nella compilation "Eighties Colours" il brano "Song for convict Charlie".

martedì, aprile 26, 2016

La bulimia discografica italiana oggi



Tra le cose che faccio nel mio lavoro c'è anche la gestione del sito www.radiocoop.it dove OGNI GIORNO recensisco un album di "nuova musica italiana".
365 album all'anno (Natale incluso).

Sul tavolo della mia scrivania ci sono ad oggi, 26 aprile 2016, esattamente 40 (quaranta) album in attesa di recensione + altrettanti inviati in via digitale.
Totale 80 album.
Dall'inizio 2016 ne ho recensiti 117.
Se non dovessero arrivarmene più comunque fino a metà luglio il sito sarebbe pieno di recensioni.

Il dato più particolare è che almeno l'80% (ottanta) è costituito da esordi, primo album o primo EP.

Ovviamente a me arriva solo una (piccola) parte di quello che in realtà viene pubblicato.
Una bulimìa discografica incontrollata e incontrollabile, un "mercato" (si sa quanto poco poi questi prodotti si vendono) saturo oltre ogni limite, con una produzione molto spesso fine a sè stessa e senza alcun sbocco reale.

lunedì, aprile 25, 2016

25 aprile



Non maledire questo nostro tempo
Non invidiare chi nascerà domani,
chi potrà vivere in un mondo felice
senza sporcarsi l'anima e le mani.

Noi siam vissuti come abbiam voluto
negli anni oscuri senza libertà.
Siamo passati tra le forche e i cannoni
chiudendo gli occhi e il cuore alla pietà.

Ma anche dopo il più duro degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera,
la nuova vita che comincia stamattina,
di queste mani sporche a una bandiera.

Non siamo più né carne da cannone
né voci vuote che dicono di sì.
A chi è caduto per la strada noi giuriamo
pei loro figli non sarà così.

Vogliamo un mondo fatto per la gente
di cui ciascuno possa dire "è mio",
dove sia bello lavorare e far l'amore,
dove il morire sia volontà di Dio.

Vogliamo un mondo senza patrie in armi,
senza confini tracciati coi coltelli.
L'uomo ha due patrie, una è la sua casa,
e l'altro è il mondo, e tutti siam fratelli.

Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi,
quando c'è ancora chi di fame muore.
Vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera,
anche se ruba in nome del Signore.

Vogliamo un mondo senza più crociate
contro chi vive come più gli piace.
Vogliamo un mondo in cui chi uccide è un assassino,
anche se uccide in nome della pace.

Cantata da Milva con la musica di Gino Negri

domenica, aprile 24, 2016

Manicomio di Cogoleto



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il Manicomio di Cogoleto (Genova) fu costruito nel 1911 si estende per un milione di metri quadrati (il più grande in Italia).
Fu concepito per essere affiancato al vecchio manicomio di Quarto dei Mille a causa del sovraffollamento.
Già nel 1926 fu evidenziato dalla Commissione di Vigilanza sui manicomi a causa del suo sovraffollamento e a mancanze di legge ma prosegue la crescita aumentando il numero di padiglioni.
Il manicomio provinciale è stato definitivamente chiuso nel 1999.

Vi fu ricoverato nel 1933 il pittore Gino Grimaldi che realizzò le sue opere all’interno della Chiesa del manicomio.
Negli anni 20/30 per giustificare l’internamento, le diagnosi dei medici parlavano di stravizi, abuso di alcol, gelosie ed esaltazione religiosa, passando per le conseguenze del parto e i disturbi delle mestruazioni nelle donne. Anche gli orfani rimanevano rinchiusi nelle strutture psichiatriche.

Il luogo doveva essere riqualificato come Polo Culturale ma al momento rimane nell'abbandono e nel degrado.

https://www.youtube.com/watch?v=Q39s7ICGIUY

Info e foto: http://www.giacomodoni.com/persistenze/manicomio-di-cogoleto/
Thanx Davide Liberali
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