venerdì, agosto 29, 2014

Agosto 2014. Il meglio.



A due terzi del 2014 i nomi per la top 10 di fine anno sono sempre più numerosi: Damon Albarn, Sleaford Mods, Sharon Jones and the Dap Kings, The ghost of a saber tooth tiger, Bob Mould, Jack White Lisa and the Lips, Pete Molinari, Lake Street Dive, St.Paul & the Broken Bones, Hypnotic Eye, Quilt, Nick Pride and the Pimptones, Temples, Real Estate, Kelis, Stiff Little Fingers, Ian Mc Lagan, The #1S, Ty Segall, John Steel Singers, Ty Segall, Benjamin Booker.
Tra gli italiani guidano decisi Eugenio Finardi, Bologna Violenta, Steeplejack, Gi Illuminati, Bastard Sons of Dioniso, poi No Strange, Jane J’s Clan, Link Quartet, Nada, Monkey Weather, Plastic man, Guignol, Mads.


ASCOLTATO

TY SEGALL "Manipulator"
Al settimo album solista , con un album doppio Ty scrive il suo miglior capitolo e un piccolo capolavoro da Top 2014 fatto di punk deviato, psichedelia, garage, glam, Bowie, kraut, blues, Blue Cheer, fino ai Blur più estremi.
Un personale "White album" di 17 episodi che spaziano nell'universo rock con maestrìa, grandi brani e un'energia creativa comune a pochi.
SUPER !

BENJAMIN BOOKER - s/t
E’ di New Orleans ed è al terzo album.
Suona come i Gun Club, i Creedence Clearwater Revival, i primi Modern Lovers, RL Burnside e Junior Kimbrough messi insieme. La chitarra gratta e deraglia che è un piacere, la ritmica picchia ignorante, i toni sono secchi e scarni.
NEW BLUES !

The #1S - The Number Ones
Sono di Dublino e suonano come lo facevano i primi Buzzcocks e gli Undertones di "Teenage kicks", i Boys, gli Adverts, e perché no?, i Jam di "In the city".
E' beat di tre accordi, sporcato di punk, 10 brani che a malapena passano i 2 minuti di durata, power pop purissimo, semplice, immediato, urgente.

THE JOHN STEEL SINGERS - Everything’s a thread
Spettacolare terzo album per la band australiana alle prese con una psichedelia solare di ovvio riferimento tardo 60’s e che vede nei contemporanei Tame Impala e Temples i nomi più vicini. Ci sono anche un po’ di Beatles di “Magical Mistery Tour” e tanta energia.

MOONS - Mindwaves
Sono al terzo album, da sempre cresciuti sotto l'ala protettiva di Paul Weller (che ha partecipato anche al brano e rispettivo video di "Something soon" nel 2012) nella cui band da tempo suonano il chitarrista, cantante e compositore Andy Crofts (che con Paul è alle tastiere) e Ben Gordeller alle percussioni.
Inevitabili e ovvi gli accostamenti compositivi al Modfather che si colgono frequentemente nella scrittura di Crofts anche se la direzione è più marcatamente verso il brit pop fresco dei Supergrass a cui indulgono soprattutto nei momenti più glam e 70's rock). Ci sono anche episodi di sapore psych, richiami a Stone Roses, Oasis, ai Blur "mod" e potenti brani di stampo quasi garage.

PETE MOLINARI - Theosophy
Un sorprendente e sapiente incontro di Dylan, brit pop, Johnny Cash, 60’s e attitudine punk.
Ci sono anche omaggi alla tradizione vocale e sonora beatlesiana, un approccio da hobo alla Woody Guthrie e un taglio artistico che riporta al miglior Elvis Costello per il cantautore inglese di origine italo-maltese-egiziana che ha esordito per la Damaged Goods registrando il primo album nella cucina di Billy Childish.
“Theosophy” è il terzo lavoro, la scrittura e gli arrangiamenti si sono raffinati e a livello creativo, la scrittura è cresciuta in maniera esponenziale.
Prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, è un album di grande livello e canzoni eccellenti.

ERLAND and the CARNIVAL - Closing time
La band di Simon Tong (Verve, Gorillaz, The Good the bad and the queen), registra il terzo album nello studio di Damon Albarn e si adagia su atmosfere delicate, folk, di sapore talvolta 60’s, tra Smiths, il primo George Harrison, Scott Walker, Brian Wilson, Bacharach, logicamente i Verve, e un mood alla Last Shadow Puppets. In “Quiet love” c’è anche Paul Weller ai cori e chitarra.

MYLES SANKO - Forever dreaming
SOUL, FUNK BLUES, un approccio spesso dalla parti di Otis Redding. Bill Withers e Gil Scott Heron ma moderno, attuale, raffinato e ultra COOL. Secondo album di Myles Sanko, soul man inglese già collaboratore degli Speedometer. Ottimo.

MADS - Four
I MADS furono tra i primissimi ad impugnare gli strumenti in ambito MOD in Italia.
Dopo 35 anni la stessa line up torna sul palco e in studio per regalarci un EP in free download (https://soundcloud.com/the-mads-italian-mod) a base di un puro mod sound, registrato live in studio, in presa diretta, grezzo, immediato, urgente, come doveva esserlo nel 1979 e deve esserlo tutt’ora!
Quattro cover eseguite alla perfezione e con la giusta e necessaria energia, a partire dalla “She said she said” dei Beatles (in versione Chords) alla velocissima e nervosa “Hey girl” degli Small Faces con “Keep on running” dello Spencer Davis Group e una furiosa “Till the end of the day” dei Kinks a chiudere il quartetto.

CRASH - Hardly criminal
Esordio molto gradevole che incrocia il soul funk di Curtis Mayfield, sonorità jazzy e blues, una vocalità (e certe atmosfere) alla Anthony & the Johnson, un po‘ di gospel.
Strano e particolare.

WATANG! - Miss wrong
Sarebbe riduttivo definire i Watang! una semplice surf band. Il surf c’è, tutto strumentale, come tradizione vuole, e in maniera evidente, ma nella band voluta da un ex Legendary Kid Combo e da una delle Cleopatras, regine del garage femminile italiano, troviamo an che molto altro, dalle sonorità Crampsiane dei primi album ai Gun Club, garage punk.
Il tutto condito da un immaginario da antico oriente, tra film di serie Z a base di Kung Fu e titoli significativi come Sing Sing Singapore, Monte Baldo like Fujiyama, Return of the Dragon Lady.

THE SONIC DAZE - First coming
Da Napoli un travolgente EP di sei brani per 18 minuti di rock n roll senza pause in cui piovono i ritmi frenetici di Radio Birdman, MC5 ma anche del primo punk inglese di Buzzcocks, Undertones e i Clash targati 1977 (quelli di ”White riot” e “Complete control”) a cui si uniscono solari melodie e cori tipicamente power pop e garage beat.
Il tutto suonato con la carica e la freschezza che necessita il genere.
Un piccolo gioiello di energia e puro e semplice rock n roll !

THE COCKROACHES - Stomp around the tombs
Da Roma un infuocato album con 15 brevi brani (sui due minuti circa) a base di tiratissimo psychobilly (scuola Meteors, Guana Batz, Demented are Go), atmosfere voodoo n roll (vedi i Maestri Cramps a fare da riferimento in un brano come “Rock n roll shock” ad esempio), punk, rock n roll, blues, garage.
Non sono molti i gruppi in circolazione che sanno rendere al meglio un sound così particolare, specifico e peculiare con altrettanta maestria, convinzione e attitudine.
Per gli amanti del genere un album imperdibile.

ASCOLTATO ANCHE
J MASCIS (acustico tra Neil Young e i Led Zep aulici, non male), TOM PETTY and the HEARTBREAKERS (Non male,di certo non la mia cup of tea ma comunque abbastanza ruvido e rock n roll per non disdegnare un ascolto), MIREL WAGNER (cantautorato bluesy con sguardi a Traci Chapman e Patti Smith. Partcolare), THE MUFFS (pop punk divertente ma strasentito), MIDNIGHT MASSES (psichedelia, elettronica e tanta noia), VACANT LOTS (discreto garage punk con influ Velvet U.), TUNDRA (stoner rock psych strumentale, minaccioso e rumoroso) GRAMLINES (tra QOTSA e Pearl Jam), GUNASH (stoner e grunge con influenze personali), WYTCHES (inglesi alle prese con un sound Nirvanesco di sapore garagistico) MERCHANDISE (Tra REM e Church, un po’ pesi e troppo epici pur se a tratti interessanti), UNDERDOGS (stoner di stampo Kyuss e QotSA con abbondanti dosi di grunge di sapore primi Pearl Jam, Mudhoney, Soundgarden), COLD SPECKS (dal Canada, dark blues, richiami prima wave, ARcade Fire...nsomma..)

LETTO

"Guerra e pace" di Tolstoj.
ASSOLUTO

COSE & SUONI
Lilith and the Sinnersaints Nuove date in giro per la penisola qui:
Sabato 13 settembre: Piacenza “Festival Tendenze”, ore 24

www.lilithandthesinnersaints.com
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints
Se ancora non lo avete fatto un clic "mi piace" sulla pagina FB della band (vedi indirizzo sopra) ci fa piacere.

Mie recensioni su www.radiocoop.it

IN CANTIERE
Finalmente vedrà la luce anche quello su Paul Weller, in inverno per VoloLibero.
In preparazione un libro sul Festival Tendenze che giunge quest’anno alla 20° edizione, in uscita a dicembre.

giovedì, agosto 28, 2014

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.

Le altre riscoperte sono qui
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

DENNIS COFFEY - s/t
Dennis Coffey è un chitarrista che ha lavorato con i Funk Brothers con i più grandi nomi del soul e del rhythm and blues (piccolo elenco? Marvin Gaye, Temptations, Stevie Wonder, Tom Jones, Quincy Jones, Four Tops, Wilson Pickett, Dramatics, Diana Ross, Edwin Starr) ma anche con Ringo Starr, Barbra Streisand e un’infinità d ialtri, oltre a riscoprire il talento di Sixto Rodriguez.
Al suo attivo una lunga serie di album solisti e brani come “Scorpio” e “Taurus” piccoli classici di funk strumentale.
Nel 2011 ha pubblicato un nuovo pregevole album solo di grande classe, elevatura artistica e contenuti. Siamo sempre nell’ambito funk, fortunatamente esente da attualizzazioni sonore fuori luogo, che conserva anzi, pur nella brillantezza di un suono moderno, i lgroove classico dei 70’s.
E ad impreziosire il tutto una serie di ospiti di riguardo, da Mayer Hawtorne all’immensa Lisa Kekaula dei Bellrays che rende grande il piccolo classico northern soul dei 100 Proof (Aged in Soul) “Somebody’s been sleeping”, un fantastico blaxploitation funk soul come “Knockabout” a Paolo Nutini che se la cava bene nello psych funk di “Only good for conversation” di Sixto Rodriguez.
Ma ci sono anche Mick Collins dei Dirtbombs e Rachel Nagy dei Detroit Cobras nella conturbante e riuscita versione di “I bet you” dei Funkadelic. Un album delizioso, assolutamente da riscoprire (insieme ai due gioielli del 1971 “Evolution” e del 1972 “Goin for myself”.
(Thanx Paul Musu per la dritta)

100 PROOF (AGED IN SOUL) - Somebody's Been Sleeping in My Bed
100 PROOF (AGED IN SOUL) - 100 Proof


Band di Detroit, messa insieme da Holland-Dozier-Holland nel 1969, con due album ed una serie di ottimi singoli all’attivo di discreto successo. Sciolta nel 1973, comprendeva, tra gli altri Joe Stubbs (fratello di Levi Stubbs e già membro di Originals, Contours - quelli di “Do you love me” e Falcons) e Don Hatcher, bassista di Betty Lavette.
I due album, il primo del 1971 , l’altro del 1972, parlano un ottimo linguaggio funk soul, spesso vicino ai Temptations (“I’d rather fight than switch” e il grande singolo “Too many cooks spoil the soup” tra i tanti) ma che spiccano il volo con il loro classico di sempre “Somebody’s been sleeping” perfetto per qualsiasi dancefloor di Northern Soul o la stupenda “Backtrack”, sempre sulle medesime coordinate.
Niente di originalissimo nè di imperdibile ma due godibilissimi album di sincero e genuino soul. Se ci inciampate a prezzi ragionevoli da non perdere.

TERRY MANNING - Home sweet home
Produttore, autore, fotografo, musicista e tanto altro, Terry Manning ha lavorato con nomi come Led Zeppelin, Isaac Hayes, Al Green, Booker T., Staple Singers, Iron Maiden, Lenny Kravits.
Nel 1970 pubblica il suo primo album solista, dopo una breve carriera con la garage band texana dei Wild Ones.
“Home sweet home” è una compilation di cover di vario tipo da “Talk talk” dei Music Machine riproposta in chiave rock psych blues a trattamenti rockabilly di “One after 909”, proto hard rock di ”I wanna be your man” dei Beatles.
Ma quello che lascia a bocca aperta sono i 10 minuti di trattamento psych funk elettronico blues che subisce “Savoy truffle” dei Beatles (di George) che da sola vale l’intero disco.
Thanx al White per la dritta.

mercoledì, agosto 27, 2014

Intervista ai MADS



Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA, al giornalista FEDERICO GUGLIELMI, ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO, al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI, a JOE STRUMMER, a MARINO SEVERINI dei GANG, a UMBERTO PALAZZO dei SANTO NIENTE, LUCA RE dei SICK ROSE, LUCA GIOVANARDI e NICOLA CALEFFI dei JULIE'S HAIRCUT, GIANCARLO ONORATO, LILITH di LILITH AND THE SINNERSAINTS, a Lorenzo Moretti, chitarrista e compositore dei GIUDA, il giornalista MASSIMO COTTO, a FAY HALLAM, SALVATORE URSUS D'URSO dei NO STRANGE, CESARE BASILE, MORENO SPIROGI degli AVVOLTOI, FERRUCCIO QUERCETTI dei CUT, RAPHAEL GUALAZZI, NADA, PAOLO APOLLO NEGRI, DOME LA MUERTE, STEVE WHITE, batterista eccelso già con Style Council, Paul Weller, Oasis, Who, Jon Lord, Trio Valore, il bassista DAMON MINCHELLA, già con Paul Weller e Ocean Colour Scene, di nuovo alla corte di Paul Weller con STEVE CRADOCK, fedele chitarrista di Paul, STEFANO GIACCONE, i VALLANZASKA, MAURIZIO CURADI degli STEEPLEJACK e la traduzione di quella a GRAHAM DAY, CARMELO LA BIONDA oggi è la volta dei MADS, storica mod band milanese con il portavoce MARCO PERTUSATI.

Le precedenti interviste sono qua:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste

Siete stati tra i primissimi in Italia a suonare musica Mod.
Com’era il clima musicale in quei fine anni 70 a Milano e Italia?


Si, iniziammo a suonare nel 1978 al Centro Sociale Leoncavallo, la scena musicale era ancora prevalentemente costituita da gruppi progressive o hard rock; poco dopo apparvero i primi gruppi punk, monopolizzati (all'italiana maniera) da Muciaccia dei Kaos Rock e dal suo entourage (Jo Squillo era una nostra grande fan).
Dall'Emilia arrivarono gli Skiantos ad aprire il fenomeno del rock demenziale e di lì a poco si formarono decine e decine di band, molte di genere "indefinito".

Quanto era difficile suonare e farsi ascoltare ?

Era facilissimo, le radio "libere" (allora lo erano veramente), facevano a gara per organizzare eventi e divulgare i nuovi fermenti musicali.
In pochi anni abbiamo suonato ovunque senza che nessuno di noi si occupasse di organizzazione. era veramente fantastico.

Qual’è stata la scintilla che vi ha avvicinato al mondo Mod ?

Fu l'anno successivo, il 1979, capimmo che le cose che effettivamente ci eccitavano di più erano i suoni sixties e aiutati dal nascente fenomeno del mod revival ci identificammo appieno.

Quanto è durata la prima incarnazione dei Mads e come mai poi il gruppo si è sciolto ?

A differenza di altre band abbiamo cercato di puntare in alto, corteggiando i discografici delle major e quello fu un grande errore: in Italia la produzione musicale non era attenta all'arte ma già all'epoca era volta a "costruire" brani e artisti di successo. Quando nel 1982 ci proposero un contratto solo per la metà della band (gli altri due sarebbero stati sostituiti da turnisti per rientrare nei costi) decidemmo di smettere.

Come sono proseguite le carriere musicali dei componenti ?

Mauro, il batterista si imbarcò sulle navi da crociera per suonare da professionista, noi ampliammo la band con un nuovo batterista e un tastierista, cambiammo nome in Soul Express e suonammo per un buon decennio soul funk anticipando l'acid jazz.

Quando e perchè è tornata la voglia di tornare insieme ?

Due anni fa ci siamo ritrovati, tutti ancora vivi e quasi per gioco abbiamo deciso di tornare alle origini, di ricominciare da zero.

Il nuovo EP contiene solo covers ma voi avete anche brani autografi.
Quando avremo l’occasione di sentirli ? E’ prevista qualche nuova uscita ?


Si, questo EP vuole solo testimoniare il nostro amore per la musica beat e ci siamo ritrovati a registrarlo quasi per gioco.
E' suonato live, buona la prima, come usava nei primi anni sessanta.
Credo che il prossimo inverno entreremo in sala per registrare un singolo (double A Side) con due nostri nuovi brani che ci sembrano veramente promettenti.

Voi siete sempre stati abbastanza defilati rispetto alla “piazza” mod milanese.
Qualche motivo specifico ?


Nessuno, siamo sempre stati in buonissimi rapporti con tutti, io personalmente non ho mai amato i momenti di aggregazione, per me il mod-ism è soprattutto individualismo.

La prima volta che ci incontrammo in Piazza Duomo a Milano, nel 1979 credo, ci “scontrammo” sul nuovo batterista degli Who, Kenney Jones, subentarto dopo la recente scomparsa di Keith Moon.
Io sostenevo che fosse assolutamente inadatto, tu pensavi che fosse l’ideale che uno degli Small Faces rimpiazzasse uno degli Who. Ancora d’accordo ?


Che memoria!
Certo, lo ricordo, anche se esprimere opinioni su un batterista rivolto ad un batterista potrebbe sembrare un pochino immodesto…
Per me Kenney è eccezionale, col tempo ho imparato ad amare sempre più gli Small Faces che oggi considero senz'altro la mia Mod Band preferita, ho sempre seguito la carriera di Kenney e credo sia ancora oggi uno dei batteristi più corteggiati proprio perché è tecnicamente eccezionale ed ha un vigore nel suonare veramente unico. Ho letto da qualche parte che l'anno prossimo suonerà ancora con Roger e Pete.

La classica lista di dischi da isola deserta.

Mi porterei un cargo sull'isola… debbo essere più sintetico?
Allora Revolver, Rubber Soul, Aftermath, SF Immediate Album, My Generation, The Action, qualcosa di Mod Revival come All Mod Cons, Glory Boys, So Far Away, Parklife e se mi è concesso tanto soul (Stevie, Marvin, Smokey, Diana…).

martedì, agosto 26, 2014

Il servizio militare obbligatorio



Dieci anni fa, il 23 agosto 2004 con la legge Martino, il governo italiano sospende, dopo 143 anni, il servizio di leva obbligatorio per tutti i giovani uomini italiani al compimento della maggiore età.
La legge non ha abolito la leva obbligatoria ma l’ha sospesa prevedendola solo “in caso di guerra o di particolari casi di gravissime crisi internazionali”.
I giovani erano reclutati attraverso le liste di leva comunali, ricevendo una cartolina e dovevano presentarsi al distretto militare per una visita medica e attitudinale di tre giorni.
Dalla visita medica che decretava l’idoneità all’arruolamento passavano molti mesi.
I giovani maggiorenni potevano anche essere dichiarati “rivedibili” e rimandati a una nuova visita l’anno successivo, oppure “riformati” e quindi esentati dal servizio militare.
Si poteva essere esonerati dal servizio militare: se si era figli o fratelli di militare deceduto in guerra, se si apparteneva ad una famiglia con almeno sette figli, se si era il terzo figlio maschio, con due fratelli che avevano prestato il servizio militare, se si era unico sostegno economico alla famiglia e se si era orfano di entrambi i genitori.

Le forze armate sono state spesso utilizzate in mansioni civili: «Nel quadro dei compiti istituzionali delle Forze armate… è consentito, nelle zone del territorio nazionale colpite da pubbliche calamità, l’impiego dei militari di leva per concorrere nella fase di prima emergenza oltre che al soccorso immediato delle popolazioni colpite.

Il sottoscritto fu dapprima fatto rivedibile, poi grazie ad una dieta che mi portò via parecchi kili (già magro di costituzione) e poderose dosi di caffè che fecero impazzire il cuore, successivamente, riformato.
Ai tempi non era prevista l'obiezione di coscienza…c'era semplicemente il carcere...

lunedì, agosto 25, 2014

Campionato di calcio italiano 2014-2015



Dopo il disastro mondiale (che segue quelli dei club in Europa da un po' di tempo) e la ridicola (tutta italiana) vicenda di Tavecchio e FIGC, riparte il CAMPIONATO di SERIE A.

Campionato di seconda fascia come da tempo accade, pochissime le novità (ormai arrivano in prevalenza giocatori un po' bolliti, a parametro zero e scarti vari), soliti problemi irrisolti (stadi, l'eccesso di 20 squadre in A, vivai sottoutilizzati, corruzione etc etc) su cui è noioso e inutile tornare.

La JUVENTUS rimane la favorita (anche se partisse Vidal), il contestato Allegri non è il massimo ma nemmeno uno sprovveduto, la squadra c'è.
Appena dietro la ROMA teoricamente più forte dello scorso anno (dove però finì a 17 punti! dalla Juve), poi il NAPOLI più distaccato che non sembra avere la forza di reggere un intero campionato.

Il resto, FIORENTINA (Cuadrado forse in partenza, Rossi perennemente rotto, Gomez chissà), INTER (pur se rafforzata e più fresca è ben lontana da poter fare un torneo di vertice), MILAN (temo per i rossoneri un altro anno molto oscuro) a distanze siderali.

SORPRESA del campionato (SPERO !!) il CAGLIARI.
Zeman non è certo un vincente ma con Cellino lontano e una buona squadra che sembra fresca e motivata ci sarà da divertirsi.
Dovrebbero far bene anche PARMA, TORINO e VERONA, più indietro mi sembrano SAMP, GENOA, UDINESE, ATALANTA e LAZIO.

Per la RETROCESSIONE se la sbrigheranno probabilmente SASSUOLO, CHIEVO,PALERMO, EMPOLI e CESENA.

Juventus 35%
Roma 30%
Napoli 20%
Fiorentina 7%
Inter 6%
Milan 1%
Cagliari 1% (io ce lo metto sempre...)

domenica, agosto 24, 2014

Appuntamenti



IL 6 settembre alle 18 in Piazza Virgiliana a MANTOVA presentazione di ROCK n GOAL nell'ambito di Voglia di Vintage in concomitanza con il Festival della Letteratura.

https://www.facebook.com/events/666252486777452/?fref=ts

LILITH AND THE SINNERSAINTS in concerto a PIACENZA al FESTIVAL TENDENZE nel weekend 12,13,14 settembre

INTANTO LE SOLITE IMPERDIBILI OFFERTE :

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Per la T-SHIRT di LILITH AND THE SINNERSAINTS (che peraltro sta andando a ruba) e il CD "Stereo Blues volume 1: Punk Collection" basta una mail a info(at)lilithandthesinnersaints.com o un msg al mio profilo FB (https://www.facebook.com/tonyface.bacciocchi)

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Disponibili anche Rock n Goal e Statuto/30 di cui sotto.

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GLI AUTORI di "ROCK N GOAL" ANTONIO BACCIOCCHI & ALBERTO GALLETTI
hanno scritto un nuovo capitolo del libro dedicato al mondiale Brasile 2014 ed a tutte le relazioni storiche tra la kermesse calcistica e la musica (non sempre e solo rock).

L’aggiornamento è stato direttamente incorporato negli ebook e si scarica in automatico acquistando il libro sullo store on line di Vololibero Edizioni. E' inoltre scaricabile gratuitamente qui:

https://dl.dropboxusercontent.com/u/3181952/Appendice%20a%20Rock%27n%27Goal.pdf

Scaricalo e buona lettura.
http://www.vololiberoedizioni.it

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E’ USCITO IL LIBRO SUI 30 ANNI DEGLI STATUTO !!
STATUTO 30 "LA RIBELLIONE ELEGANTE" di Tony Bacciocchi
Libro sulla storia dei 30 anni degli Statuto.
128 pagine

Gli Statuto sono una grande realtà della musica italiana.
Una band che raggiunge il traguardo dei 30 anni di carriera, con 17 album e migliaia di concerti all’attivo non è esattamente una cosa normale. Un gruppo che può permettersi di suonare al Festival di Sanremo, a Cuba, nello stadio Granata o a un raduno di Mods con la stessa disinvoltura.

- LO TROVATE IN TUTTE LE FELTRINELLI D’ITALIA in vendita a 13 €

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sabato, agosto 23, 2014

The Mads - Four



I MADS furono tra i primissimi ad impugnare gli strumenti in ambito MOD in Italia.
Si parla del 1979 quando, giovanissimi e in perfetto look mod occupavano i palchi del nord Italia con il sound della new generation. Concerti, qualche tape ma bene presto la band si dissolve e rimane solo un nome negli annali della scena.
Dopo esattamente 35 anni la stessa line up torna sul palco e in studio per regalarci un EP in free downloada base di un puro mod sound, registrato live in studio, in presa diretta, grezzo, immediato, urgente, come doveva esserlo nel 1979 e deve esserlo tutt’ora!
Quattro cover eseguite alla perfezione e con la giusta e necessaria energia, a partire dalla “She said she said” dei Beatles (in versione Chords) alla velocissima e nervosa “Hey girl” degli Small Faces con “Keep on running” dello Spencer Davis Group e una furiosa “Till the end of the day” dei Kinks a chiudere il quartetto.
Bentornati ai Mads e che sia solo l’inizio di una lunga (nuova) avventura !

https://soundcloud.com/the-mads-italian-mod

https://themads.bandcamp.com/album/four-by-the-mads-ep

https://www.facebook.com/TheMadsOfficial

http://themodsarebackintown.blogspot.it/

venerdì, agosto 22, 2014

Alex Britti - It.Pop



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide" oggi è la volta di ALEX BRITTI e l'esordio ufficiale di "It.Pop".

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

Alex Britti è un personaggio abbastanza anomalo nel panorama pop italiano.
A fianco di tormentoni estivi di facile presa (ma sempre caratterizzati da soluzioni armoniche particolari, personali, originali), ha sempre alternato brani di un certo spessore che scavano nel blues, soul e funk.
Non a caso l’inizio della carriera lo vede aprire in vari festival blues per Billy Preston, BB King, Paul Jones, Buddy Miles.
E se il primo album omonimo del 1992 (rinnegato dall’artista) è un’ anonima raccolta di canzoni cantautorali, “It.Pop” , vero esordio, del 1999, ci consegna 13 brani particolarmente raffinati, dove spesso fa capolino l’approccio mediterraneo al blues alla Pino Daniele (“Se non ci sei”, “Oggi sono io”)) ma dove non mancano ottimi funk (“Quello che voglio”, l’autobiografica title track), divertenti escursioni nel jazz (il funk jazz alla Incognito “Jazz” ), divertenti follie chitarristiche di stampo blues (“3 kitarre”).
In mezzo due hit come “Solo una volta” e “Mi piaci” che lo hanno consegnato alle vette delle hit parade.
Un album molto piacevole, suonato particolarmente bene, ottimamente arrangiato e che si basa su una conoscenza molto approfondita di un sound prezioso e poco praticato in Italia.

giovedì, agosto 21, 2014

Nietzsche



Un altro, prezioso, scritto di ANDREA FORNASARI (in arte AndBot) alle prese con NIETZSCHE.

Se la filosofia di Schopenhauer indica, in definitiva, una via di fuga dal mondo e dalle sue lotte, la via opposta viene seguita da Nietzsche (1844 - 1900).
Non è per niente semplice riassumere il contenuto del suo pensiero - da molti definito come "esplosivo".
Non lo si può nemmeno definire un filosofo nel senso ordinario e non ha lasciato un'esposizione sistematica delle sue teorie. Lo si potrebbe forse descrivere come un umanista aristocratico, in senso letterale.
Tentava, più che altro, di affermare la supremazia dell'uomo migliore, cioè più forte e sano sia dal punto di vista fisico che del carattere. Questo porta con sè una certa durezza nei confronti di aspetti quali la miseria e le disgrazie in generale, il che è piuttosto in contrasto con i normali concetti etici - anche se magari non con la pratica quotidiana degli stessi.

Concentrando l'attenzione su questi tratti e isolandoli dal contesto generale, molti hanno visto in Nietzsche il profeta delle tirannie politiche del '900.
Può essere benissimo che i tiranni abbiano tratto ispirazione da Nietzsche, ma non sarebbe giusto ritenerlo responsabile dei misfatti compiuti da uomini i quali lo hanno compreso, nella migliore delle ipotesi, solo superficialmente.

Il padre di Nietzsche era un pastore protestante e si potrebbe ipotizzare un ambiente domestico caratterizzato dalla pietà e dalla rettitudine, e in effetti sono cose di cui si trova traccia nell'elevato tono morale delle sue opere, anche di quelle più ribelli. In giovane età si dimostrò uno studente brillante e a ventiquattro anni divenne professore di filologia classica presso l'università di Basilea.
Durante il conflitto franco - prussiano accusò alcuni problemi di salute che lo tormentarono per tutta la vita, fu congedato dall'esercito ma dovette rinunciare anche all'incarico di docente; tuttavia una discreta pensione gli permise di vivere e di dedicarsi alle sue opere.
Nel 1889, per un effetto ritardato di un'infezione venerea (sifilide) contratta anni addietro, diventò pazzo e tale rimase fino alla morte.

L'opera di Nietzsche è ispirata in primis agli ideali della Grecia presocratica e in particolare a Sparta.
Nel suo libro fondamentale, "La nascita della tragedia", egli illustra la distinzione fra la tendenza apollinea e quella dionisiaca dell'animo greco; l'oscura e appassionata corrente dionisiaca è legata al riconoscimento della realtà della tragedia nell'esistenza umana. Il Pantheon olimpico, viceversa, è una sorta di serena visione che bilancia la sgradevole durezza della vita dell'uomo.
Potremmo definire la tragedia greca come una sublimazione apollinea delle istanze dionisiache - una tesi analoga era sostenuta da Aristotele. Da questa interpretazione delle origini della tragedia, Nietzsche trae il concetto dell'eroe tragico; a differenza di Aristotele egli non vede nella tragedia un mezzo di purificazione delle passioni, ma un'accettazione positiva della vita così com'è - là dove Schopenhauer era giunto a una conclusione pessimistica, Nietzsche adotta una posizione ottimistica che secondo lui può essere giustificata da una esatta interpretazione della tragedia greca.
Va tuttavia notato come questo ottimismo sia piuttosto una specie di accettazione aggressiva delle realtà dure e crudeli della vita.

Come Schopenhauer, Nietzsche riconosce la supremazia della volontà; ma va ancora oltre e reputa una forte volontà il tratto preminente dell'uomo superiore - mentre Schopenhauer aveva visto nella volontà la fonte di ogni male.
Nietzsche distingue quindi tra due tipi di persone e tra le rispettive moralità: sono i padroni e gli schiavi. La teoria etica basata su questa singolare distinzione è esposta nella sua opera "Al di là del bene e del male". Da un lato abbiamo la moralità del padrone, per il quale il bene significa indipendenza, generosità, fiducia in sè stesso e così via; in pratica tutte le virtù che appartengono alla grande anima.
I difetti opposti sono la sottomissione, la timidezza, eccetera; e questi rappresentano il male per il tipo "moralità da padrone". La moralità dello schiavo si fonda su un principio del tutto diverso: il bene consiste in un continuo cedimento; nel caso degli schiavi vanno condannate quelle cose che sono buone nella moralità dei padroni.
La moralità del superuomo, ci dice Nietzsche, va al di là del bene e del male.

In "Così parlò Zarathustra" tali dottrine vengono esposte nella forma di un manifesto etico che imita, nello stile, i testi della Bibbia - Nietzsche era un grande letterato e le sue opere sono più vicine alla prosa poetica che non alla filosofia.
Egli aborriva sopra ogni altra cosa l'apparizione del nuovo tipo di umanità di massa che si andava sviluppando parallelamente all'introduzione delle nuove tecniche; per lui, la funzione della società consiste nel fornire il terreno ai pochi grandi che attingono l'ideale aristocratico. Il suo interesse per i "pesciolini di frittura" è totalmente assente e non gli sembra che la loro sofferenza abbia importanza alcuna; Nietzsche ha in mente un tipo di Stato che ha molto in comune con il modello di Stato ideale proposto da Platone nella "Repubblica".
Considera le religioni tradizionali adatte alla moralità degli schiavi, mentre l'uomo libero, secondo lui, deve riconoscere che Dio è morto e tendere non a Dio, ma ad un tipo più elevato di uomo.
Nietzsche indica nel cristianesimo l'esempio tipico di dottrina per schiavi, essendo il cristianesimo pessimista in quanto ripone in un mondo immaginario le speranze di una vita migliore, apprezzando virtù da schiavi come l'umiltà e la compassione.

E' interessante notare come a causa delle inclinazioni senili di Wagner per il cristianesimo, Nietzsche attaccò il compositore che prima aveva ammirato e annoverato tra i suoi pochi amici.
La sua adorazione dell'eroe si accompagnava a un fiero antifemminismo che si esprimeva nell'usanza orientale di trattare le donne come mobilia.

mercoledì, agosto 20, 2014

Il Moplen



Moplen è il marchio registrato di una materia plastica, il polipropilene isotattico , materiale profondamente innovativo per le sue caratteristiche di resistenza meccanica e per l'economicità di lavorazione, ha rivoluzionato l'industria dei materiali termoplastici.
Il Moplen è tutt'ora una delle materie termoplastiche più utilizzate nell'industria sia in'ambito idrosanitario (tubi di scarico e sifoni) che casalingo (vasche, secchi, scolapasta).
Basti pensare che ne vengono prodotte in media ancora 60 tonnellate l'anno.
Il polipropilene isotattico fu scoperto negli anni cinquanta dal chimico imperiese Giulio Natta che per questo ottenne il Premio Nobel per la chimica del 1963. L'’11 marzo del 1954 Natta scrive sulla sua agenda: «Fatto il polipropilene».

Il nuovo prodotto serve a fare di tutto, dalle stoviglie, componenti per le auto, bacinelle, giocattoli. Per pubblicizzarlo viene scelto come testimonial il comico Gino Bramieri che con le battute «E mò e mò e mò... Moplen!» e «Ma Signora badi ben, che sia fatto di Moplen!» entra nel lessico popolare degli anni 60.

Il Moplen era prodotto dalla Polymer e dalla Montesud (controllate della Montecatini, poi Montedison).
Dopo complesse vicende societarie, il settore è passato alla Basell formata da BASF e Shell.

Per la prima volta, con l’Olivetti, l’Italia è all’avanguardia mondiale in una tecnologia innovativa.
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