lunedì, novembre 20, 2017

Bruce Springsteen e il punk



Bruce è sempre stato considerato il prototipo del più classico tra i cantautori rock, sia musicalmente che come approccio visivo.
Poco conosciute sono le sue strette connessioni con il punk e la new wave.
Tutt'ora ha dichiarato di apprezzare gruppi come Bad Religion, Gaslight Anthem, Against I, Dropkick Murphys (con i quali ha collaborato in studio nel 2011) ai concerti dei quali ha portato suo figlio.

SUICIDE
Una delle sue preferenze più insospettabili.
Ha rifatto dal vivo e poi nell'album "High hopes" il loro classico "Dream baby dream" mentre "State trooper" da "Nebraska" del 1982 è un chiaro omaggio al duo new yorkese (tanto che Alan Vega quando la ascoltò per la prima volta pensò che fosse un brano dei Suicide di cui non si ricordava più!).
In varie interviste ha dichiarato che "Frankie teardrop" è una delle sue canzoni preferite.
Ricordava Alan Vega:
"Incontrammo per la prima volta Bruce nel 1980. Stava registrando "The River" e noi il nostro secondo album, a New York. Abbiamo passato cinque o sei giorni in giro insieme. Gli facemmo ascoltare qualche brano dal nostro disco, insieme ad alcuni dell'etichetta. Alla fine c'era un silenzio di tomba. Eccetto Bruce che disse "E' fottutamente grande!". Un modo per dirci quanto gli piacevamo."

RAMONES
Il brano "Hungry heart" incluso in "The river" del 1980 venne scritto su richiesta di Joey Ramone che gli chiese di comporre un brano per i Ramones.
Alla fine Bruce decise di tenere il brano per sè (anche perchè non sembra particolarmente vicino al Ramones sound).
Dei Ramones dal vivo ha proposto "I wanna be sedated" e " Do You Remember Rock and Roll Radio?”

PATTI SMITH
Il più grande successo di Patti Smith che la lanciò, inaspettatamente, nelle classifiche di tutto il mondo è "Because the night", firmata da lei per le parole ma da Bruce per la musica.
Composta per l'album "Darkness on the Edge of Town" che stava registrando nello studio a fianco del quale la Smith stava incidendo "Easter" fu scartata e proposta a Patti.

LOU REED
La voce di Bruce compare in un breve monologo nel brano "Street Hassle" dall'omonimo, cupo, capolavoro di Lou Reed del 1978.
Ancora una volta la vicinanza dello studio di registrazione in cui lavoravano contemporaneamente favorì la collaborazione.

CLASH
Dal vivo ha ripreso "London calling" (suonata anche nel Joe Strummer Tribute del 2003 insieme a Elvis Costello, Little Steven e Dave Grohl), "Clampdown" e "I fought the law" di Bobby Fuller nella versione vicina a quella dei Clash.

SONICS
Suonò nel 1988 in qualche concerto americano "Have love will travel" (già ai tempi riportata in auge dai Fuzztones)

domenica, novembre 19, 2017

Kupari



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Diventato dal 1960 un luogo di villeggiatura di lusso per i vertici dell’Esercito Popolare jugoslavo e delle relative famiglie, Kupari, sulle attuali coste croate costò ai tempi un miliardo di dollari.
Composto da vari alberghi ospitava anche una casa riservata a Tito e un campeggio in grado di ospitare fino a 4.500 persone.

Aperto dal 1980 anche agli europei, con la guerra degli anni '90 subì feroci bombardamenti e distruzione.

A cui seguirono anni di saccheggi che hanno lasciato Kupari ridotto ad un cumulo di rovine.
Dopo 20 anni di abbandono pare si stia progettando la ricostruzione del luogo che può vantare alcune delle spiagge più belle della Croazia.

sabato, novembre 18, 2017

Libertà, Mods, Il Senato, Martha High



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo del Rock in SVEZIA (...), del Treno di John Cage, di alcuni dischi soul, di Guido Harari.
Nella foto il numero della scorsa settima.



Ritorna in Tour lo spettacolo MODS.

Con Alex Loggia saremo:

Sabato 18 novembre a Poggibonsi (Siena)
al Teatro Politeama
https://www.facebook.com/events/349508878808816



Torna a dicembre IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

https://www.facebook.com/groups/1797203047207723/



MARTHA HIGH ARRIVA a MILANO !!
https://www.facebook.com/events/2052741394947319/

venerdì, novembre 17, 2017

Il treno di John Cage



Tra il 26 e il 28 giugno 1978, nell'ambito delle "Feste musicali" organizzate da Tito Gotti, si svolge nei dintorni di Bologna la performance artistico-musicale "Il treno di John Cage" ovvero tre escursioni in treno (sulle linee Bologna-Porretta, Bologna-Ravenna, Ravenna-Rimini) guidate e progettate da Cage con la collaborazione tra gli altri di Tito Gotti e di Walter Marchetti del Harpo's Bazaar.
L'happening si svolge nel corso del viaggio sulle carrozze ferroviarie e alle stazioni di fermata. Si basa sulla registrazione e l'interazione di suoni ambientali, prodotti dal treno e dalle persone presenti.

Lunedì 26 giugno: Bologna − Porretta Terme − Bologna
Martedì 27 giugno: Bologna − Ravenna − Bologna
Mercoledì 28 giugno: Ravenna − Rimini − Ravenna

All'evento Il treno di John Cage parteciparono artisti come Demetrio Stratos, Walter Marchetti, Juan Hidalgo, Daniel Charles. Trent'anni più tardi nel 2008, sempre a Bologna, furono celebrate due giornate in ricordo del Treno di John Cage: Take the Cage train.

Si tratta di un'idea nata da una telefonata che mi fece il maestro Tito Gotti del Teatro Comunale di Bologna quando nel gennaio scorso mi trovavo a Parigi.
Mi chiese di fare a Bologna il Musicircus presentato in altre due occasioni negli USA e che avevo ripresentato a Parigi. Io però in quel momento ero molto impegnato; gli proposi di rimandare la cosa all'estate del 1978 e di scrivermi una lettera spiegandomi meglio cosa volesse.
Si tratta di un lavoro in collaborazione tra Gotti e me. Mi scrisse che era particolarmente interessato a fare delle cose nei treni e nelle stazioni; mi inviò disegni e mappe dei vagoni e delle reti ferroviarie intorno a Bologna; mi scrisse che desiderava portare il pubblico sui treni e produrre eventi musicali nelle varie fermate.

John Cage

giovedì, novembre 16, 2017

Mondiali di calcio 2018



Purtroppo noi non ci saremo.
Squadra effettivamente scarsa, gestita male, in caduta libera.
Tre gol nelle ultime sei partite (fatti a Macedonia, Albania e Israele), incapaci di segnarne uno in 180 minuti ad una mediocre compagine come la Svezia, pur con un po' di sfortuna siamo fuori.

Dall'Europa exploit scandinavo con Islanda, Svezia e Danimarca, flop sul filo di lana per i Britannici (Scozia e Galles fuori dai playoff per un soffio, Eire e Irlanda del Nord battuti agli spareggi), dall'est solo Polonia e gli organizzatori russi, la solita Croazia e la rediviva Serbia dai Balcani.
Manca di nuovo l'Olanda.

L'Africa porta tre nazioni del nord (Tunisia, Marocco ed Egitto) che si uniscono alla solita Nigeria e al buon Senegal.
Fuori nomi storici come Ghana, Camerun e SudAfrica.

Nessuna novità dall'Asia: come sempre arrivano le super potenze Giappone e Corea del Sud oltre ad Iran e alla debole Arabia Saudita.

A sorpresa fuori il Cile dal Sud America, ben tornato al Perù.

Anche gli USA non ci saranno, lasciando il posto al solito Messico, alla consolidata Costarica e alla sorpresa Panama, da anni in forte crescita. Completa il quadro l'Australia.

Non dovrebbero esserci grandi sorprese (anche se è molto presto per qualsiasi previsione) con il solito novero di nomi (Germania, Spagna, Argentina, Brasile, Francia) in testa ai pronostici e qualche possibile "sorpresa" (Inghilterra, Croazia, Belgio, Colombia) a rompere i piani.

mercoledì, novembre 15, 2017

Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli



E' sempre difficile addentarsi nell'improbabile tentativo di restituire credibilità al soggetto quando si parla di personaggi dell'ambito musicale.
Raramente si riesce a ricrearne lo spessore e un'immagine reale di quella che è la vita di un artista, in tour, in studio, in fase compositiva, nella vita quotidiana.

Susanna Nicchiarelli si cimenta con gli ultimi due anni di vita di NICO, figura decadente e decaduta, schiava di droga pesante, di un rapporto conflittuale e problematico con il figlio Ari, oscillante tra la voglia di lasciare la musica e costretta a suonare in luoghi improbabili per mantenersi.

Grazie all'immensa prova dall'incredibile espressività dell'attrice danese Trine Dyrholm che giganteggia in ogni inquadratura, il film si mantiene ad un buon livello anche se personalmente non condivido l'entusiasmo nè le lodi sperticate lette in giro.

Molte le cadute di tono, frequenti gli adattamenti sbrigativi, superficiali e poco credibili (pur se cinematograficamente comprensibili).
Ottima la scelta dei brani (riarrangiati molto bene da Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e cantati perfettamente da Trine Dyrholm), suggestivi i brevi inediti filmati d'epoca dei Velvet Underground, ottime le ricostruzioni ambientali dell'epoca.
Buon film, comunque interessante pur se con molti dubbi.

Nel film viene rappresentato l'incontro tra Nico e Dome La Muerte che avvenne a Pisa (lei rimase una settimana a casa sua) con un Dome interpretato da un poco attendibile Thomas Trabacchi (barba bianca, capelli corti...mah...pur se sul braccio sinistro ha un tatuaggio che riproduce la copertina di "Black n Wild" dei Not Moving).
Poi Dome entrerebbe nella band di Nico (cosa mai avvenuta) e avrebbe una relazione con lei (nemmeno...).

martedì, novembre 14, 2017

John Lennon e Paul Mc Cartney 1976 reunion



Una reunion che non avvenne mai come è ben noto.
Ma il 24 aprile 1976 fu ad un passo dal realizzarsi.

Il conduttore del programma TV Saturday Night Live Lorne Michaels si rivolse alla telecamere invitando John e Paul nei suoi studi e offrendo loro 3.000 dollari per eseguire tre canzoni dei Beatles. "1.000 dollari a canzone, le parole le sapete, è facile".

Quello che il conduttore non sapeva è che in quel momento Paul e John erano insieme davanti alla televisione poco distante nel resort Dakota dove abitava John con Yoko. Paul era solito andarli a trovare con Linda (tanto che dopo un po' John gli chiese di smetterla perchè "aveva un figlio piccolo da crescere ed era meglio che prima di venire all'improvviso desse un colpo di telefono. Non siamo più nel 1956". Paul la prese molto male).

Quando sentirono l'invito John disse "Dovremmo andarci. Solo io e te, prendiamo un taxi e andiamo". Ma alla fine per stanchezza e pigrizia decisero di lasciar perdere.
Da questo episodio fu tratto il film "Two of us", uscito nel 2000.

Così l'unica "reunion" tra John e Paul rimane quella (con anche Stevie Wonder, Ringo, Harry Nilsonn e altri) del marzo 1974 (http://tonyface.blogspot.it/2010/11/rock-tales-john-lennon-paul-mccartney.html)

lunedì, novembre 13, 2017

Alex Loggia - Blue Star



ALEX LOGGIA - Blue Star
Alex Loggia giunge all'esordio solista dopo decenni di attività musicale. Prevalentemente negli Statuto ma che ha abbracciato tantissime altre esperienze, collaborazioni, gruppi, progetti.

Ad aiutarlo una lunga serie di musicisti che vale la pena citare: Madaski (Africa Unite), Paolo Angelo Parpaglione (Bluebeaters), Gianluca Cato Senatore (Bluebeaters), Ferdinando Masi (Bluebeaters), Riccardo Trissino (Bluebeaters),Enrico Allavena (Bluebeaters), Jose Loggia (Soulful Orchestra), Oscar Giammarinaro (Statuto), Giovanni Deidda (Statuto), Rudy Ruzza (Statuto), Claudio Arfinengo (Finardi), Marco Lamagna (Finardi), Andy Macfarlane (The Rock’n’roll Kamikaze), Stefano Piri Colosimo (Bandakadabra), Franco Slep Sciancalepore (De Gregori),Marco Ciari (Blind Alley), Sandra Brizzi (Poker), Davide Cuccu (Materianera), Gigi Rivetti, Fabrizio Carrieri, Stefano Bellezza, Oscar Bruno, Andy Caligaris, Alessandro Costa,Roberta Bacciolo, Elena Bacciolo, Roberta Magnetti, Mike Painter, Zak e Julian Loggia (The Minis) e infine il sottoscritto.

C'è tutto il mondo di Alex in questo disco: beat, blues, funk, soul, rock, ritmi caraibici.
Ma è la qualità compositiva che eccelle.
I brani sono maturi, ricchi di intuizioni, di groove, melodia, classe.
Album di primissima qualità.

http://www.areapirata.com/dettaglio.php?cod=4579

ABDUCTION
https://www.youtube.com/watch?v=nzBiss_Ts68

Stampa Area Pirata

L'intervista

Domanda d’obbligo. Come mai solo ora il primo album solista ?
Ho sempre fatto parte di una band, mi son sempre identificato come il componente di un gruppo, anche nei progetti in cui ero/sono il “frontman” e non avevo mai sentito il bisogno di avere un disco solo mio.
Questo disco però celebra i miei 30 anni di vita da musicista ed è per quello che ho voluto farlo da solista, anche se con l’intervento di moltissimi ospiti prestigiosi.

Sono brani composto, appositamente o che avevi nel cassetto da tempo ?
Alcuni li avevo da tempo altri invece sono nuove composizioni.

L’album è un’esperienza estemporanea oppure la renderai continuativa?
E’ stato un lavoro molto impegnativo, anche perché ho curato personalmente la produzione, la registrazione, il mixaggio ed infine anche la grafica della copertina per cui al momento mi godo l’uscita di questo primo album che uscirà in vinile e sulle piattaforme di download, l’idea però mi piace molto, chissà magari il prossimo lo farò in italiano.

Lo porterai ovviamente in giro live
si lo porterò in giro live probabilmente a partire da marzo 2018, ed ho la fortuna di avere due ottimi compagni di viaggio, uno sei tu e l’altro è Andy Lewis, spero anche quando possibile di avere sul palco degli ospiti che hanno partecipato alle registrazioni.

Quali sono stati i momenti che ricordi con più piacere nella carriera con gli Statuto ?
Ce ne sono tanti, ma diciamo che le emozioni più forti per me sono state ad Arezzo wave (non ricordo l’anno, ma fine 80 inizio 90 credo) con i Manonegra, il festival di Sanremo ed il concerto all’Avana in Plaza della Revolucion.

Hai qualche rimpianto in tutti questi anni da musicista ?
Direi di no, ho sempre avuto la fortuna, intanto di fare il musicista come lavoro, e poi di farlo con ottimi musicisti.
Mi sono divertito e continuo a divertirmi molto quando salgo sul palco.

Si può vivere di musica e con la musica in Italia ?
Anche se non si è un grande nome della musica italiana, si può, con tante difficoltà ma si può.
Io ad esempio, oltre ad insegnare musica, ho diversi progetti live ed ho un piccolo studio di registrazione dove seguo la produzione di diverse band. È difficile, ma del resto oggi come oggi è difficile vivere di qualsiasi lavoro.

I tuoi dieci dischi da portare sulla solita isola deserta.
Non in ordine di importanza:
Abbey Road (perché è il primo disco che ho comprato)
Jazz blues fusion di John Mayall (ho imparato a fare gli assoli suonandoci dietro)
Stanley Road Paul Weller
Quadrophenia The Who
The song remains the same Led Zeppelin (Credo che Jimmy Page sia il mio chitarrista preferito, se la gioca con Townshend)
One step beyond Madness (Il disco che mi ha avvicinato al modernismo)
Move on up Curtis Mayfield (perchè per me è il brano più bello del mondo in assoluto)
Snapshot The Strypes (Grazie a questo disco i miei figli hanno deciso di formare una band, i Mini's)
Ghetto/Non Sperarci Statuto (primo disco che ho inciso con la mia storica band)
Blue Star Alex Loggia (perché è bellissimo ahaha)

domenica, novembre 12, 2017

Mauro Ermanno Giovanardi in concerto- Teatro Bibiena S.Agata Bolognese 11-11-2017



Buona la prima.

La prima data, la classica "data zero", del prossimo tour de "La mia generazione" di Mauro Ermanno Giovanardi (vedi qui: http://tonyface.blogspot.it/2017/10/intervista-mauro-ermanno-giovanardi.html ) si svolge nel minuscolo ma incantevole Teatro Bibiena nella pianura (avvolta da un'altrettanto classica fittissima nebbia autunnale) modeno/bolognese.

E tutto riesce al meglio.

L'evidente e dichiarata emozione per l'esordio crea empatia con l'artista, le rare sbavature arricchiscono il clima della serata, quasi una prova pubblica che rende ancora più partecipe e parte integrante dello spettacolo gli spettatori.
I brani sono scarni ed essenziali, più diretti rispetto al disco.
Ci sono anche episodi rimasti fuori come "Corri" dei Tiromancino (bellissima versione) e uno dei Prozac+.

Si chiude con una travolgente "Forma e sostanza" dei CSI mentre nel bis spazio (idea molto gradevole) ad un brano a testa per i musicisti che lo accompagnano, Lele Battista, Alessandro Gaben, Marco 'Cosma' Carusino oltre al batterista Leziero Rescigno e al fonico Marco Posocco.
Serata riuscita, band in gran forma, spettacolo da non mancare.

Louvre Abu Dhabi



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo
v Ha aperto ieri negli Emirati Arabi il museo “Louvre Abu Dhabi”.

Ispirato a livello architettonico dallo storico museo del Louvre a Parigi, da cui ha acquistato anche i diritti di sfruttamento del nome per una cifra di 400 milioni di euro e il divieto di utilizzare nuovamente il marchio per qualsiasi altro progetto nel mondo arabo ed è stato costruito in collaborazione con il governo francese e il ministero del turismo e della cultura degli Emirati Arabi.

All’interno del museo verranno esposte opere e manufatti di grande importanza storica provenienti da tutto il mondo: oltre 600 opere d’arte e circa 300 capolavori presi in prestito da altri musei.
L’area del museo è di circa 24mila metri quadri, lo spazio per l’esposizione delle opere di 6mila metri quadri.
Tra le opere in prestito il museo avrà anche quelle di artisti come Leonardo da Vinci, Henri Matisse e Edouard Manet oltre ad una serie di quelle commissionate ad artisti internazionali contemporanei.

Il museo è stato progettato dall’architetto francese Jean Nouvel.
L’artista francese ha progettato il Louvre Abu Dhabi come una città-museo costruita su un arcipelago artificiale.

L’apertura del museo Louvre Abu Dhabi fa parte di un altro grande progetto degli Emirati Arabi denominato “L’isola di Saadiyat” ossia l’isola della felicità.
L’isola di Saadiyat è un distretto culturale per il turismo di massa.
Il progetto comprende la realizzazione centri di intrattenimento, hotel di lusso, tre musei e un centro commerciale.

sabato, novembre 11, 2017

Libertà, Mods, Il Senato



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo degli X, del libro sui Sick Rose, del collezionista dell'Album Bianco e dell'opera teatrale di Warhol "Pork".

Nelle foto i due precedenti numeri.





Ritorna in Tour lo spettacolo MODS.

Con Alex Loggia saremo:

Venerdì 17 novembre a San Giustino (Perugia)
al Cinema Teatro Astra
https://www.facebook.com/events/128608477843493

Sabato 18 novembre a Poggibonsi (Siena)
al Teatro Politeama
https://www.facebook.com/events/349508878808816



Torna a dicembre IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

https://www.facebook.com/groups/1797203047207723/

Gli Assist a Londra



Gli Assist sono tornati da poco tempo da un tour a Londra.
Davide Salvatore ci ha mandato questo breve resoconto.


Sono stati indubbiamente "veloci giorni strani" quelli degli assist a Londra.
In maggio abbiamo proposto il nostro materiale e, non senza sorpresa, riceviamo subito risposta ed invito a suonare lì. Ripetiamo l’operazione in più locali.
E l’esito e’ lo stesso.
Il nuovo singolo piace.
È una realtà.

I Concerti da effettuare saranno tre.
Si aggiunge anche un’intervista in una efficientissima Radio italiana di stanza da 20 anni lì.

Ci organizziamo. Ad ottobre Partiamo.
Arriviamo ci sistemiamo in una tipica casa a due livelli in periferia.
Il giorno dopo si inizia con intervista dettagliatissima e pomeridiana a London One Radio.

La sera “debuttiamo” all’ Alleycat, tipico club pub, sporchino come da copione.
Ci raggiungono molti italiani e torinesi che neanche sapevamo essersi trasferiti lì. Sul palco si sente bene, ci divertiamo.

Il giorno dopo è il turno del Dublin Castle, patria, tra gli altri, di madness e Blur. Fonici che non ci danno alcuna fretta.
Figata.
Suoniamo bene ed altri italiani conosciuti e non solo spuntano sotto il palco. Tutto bello.

Arriva il sabato, giorno dell’ultimo concerto, stavolta al St.moritz.
Qui debutto’ solo Joe Strummer prima di fondare i Clash.
Sala piena. Fa caldissimo.
A Londra tutto è leggenda.
Tra le tante situazioni surreali vissute, La storia degli Assist ora può raccontare anche di questo tour.

Tutto bello !
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