sabato, dicembre 20, 2014

Poptones di Vanni Neri



DJ, agitatore culturale, profondo conoscitore della scena punk new wave, Vanni Neri, dà alle stampe l'interessantissimo "Poptones" dedicato alla carriera dei PUBLIC IMAGE di JOHN LYDON.
C'è la storia , spesso complicata ed intricata tra cambi di formazione, licenziamenti, provocazioni di ogni genere, della band, le dichiarazioni, stralci di interviste e il Lydon pensiero.
Il tutto scritto con la passione del fan e la cura certosina della ricerca dei minimi particolari.
Belle le foto e essenziale la discografia completa oltre al minuzioso elenco di tutti i concerti.
Stampato in tiratura limitata in un mini box di metallo in stile "Metal box" è ora disponibile in e-book.

https://www.facebook.com/vanni.neri.3

venerdì, dicembre 19, 2014

Omaggio a Gianni Brera



Un sentito omaggio di ALBERTO GALLETTI a GIANNI BRERA.

Il 19 dicembre di parecchi anni fa (1992), moriva Gianni Brera.
Una vita trascorsa a parlare di sport e a viverlo, alla sua maniera, prettamente ‘di pancia’ ma con il dono del saper raccontare.
Un mio conterraneo (roba di 5km), mi sento a lui accomunato da tutto quello che gli è sempre piaciuto a parte la caccia.
Cominciai a leggerlo alle superiori quando mi capitò in mano un suo libro (L’Anticavallo), esilarante e strepitosa raccolta di racconti dalle strade. del Tour de France che aveva seguito come inviato sin dall’immediato dopoguerra.
Da allora non me ne sono più separato, ho cercato tutti i suoi libri e letto quanto più ne potevo sui giornali, la sua opera e il suo pensiero hanno formato e condizionato il mio modo di fare, vedere e leggere di sport.

Non ho intenzione di analizzare l’opera e la vita di Brera, non basterebbero 1000 pagine, probabilmente non sarei neanche capace, ma mi sono ricordato di lui poco tempo fa mentre scrivevo di catenaccio (cos’altro?) una delle cose sulle quali non sono mai stato d’accordo con lui e la vicinanza con la data della scomparsa mi ha provocato un senso di tristezza, misto a melanconia aumentata dal fatto che anche sabato scorso, come tanti altri sabati sono passato da quella maledetta curva mentre portavo il figlio a giocare, è sempre sabato e c’è sempre il pallone di mezzo, impossibile non ricordarsi di lui.

Tornava da un mangiata al ‘Sole’ di Maleo, uno dei suoi ristoranti preferiti, dove aveva poi tirato tardi con gli amici e il padrone del ristorante, la macchina sulla quale viaggiava fu centrata alle tre e mezza di notte da un'altra che proveniva in senso opposto a tutta birra e perso il controllo invase la loro corsia, impatto tremendo, violentissimo auto distrutte, la Sierra sulla quale viaggiava Brera con gli amici è sventrata, i corpi esanimi scaraventati sulla strada a diversi metri, il giovane che li aveva appena sorpassati torna indietro e chiama i soccorsi, niente da fare: moriranno tutti e tre durante il trasporto all’ospedale di Codogno.

Vita di merda, tra Codogno e Casale ci sono 4km e solo due curve, a quell’ora probabilmente anche solo due macchine che viaggiano in senso opposto, tre non di più, non c’era un filo di nebbia.
Guido Quartieri, il colpevole di questa strage, all’epoca 24enne, patteggiò due anni dopo al processo e fu condannato a un anno e dieci mesi più un’ammenda di 250mila lire.
Vita di merda, ha ammazzato tre persone con la sua guida del cazzo.
Ieri ho comprato un cotechino in una cascina qui vicino, lo metterò nella pentola venerdì pomeriggio, farò un po di polenta e inviterò mio padre (che da grande juventino non lo ha mai amato, benché ammirato quello si), il barbera ce l’ho.

giovedì, dicembre 18, 2014

John Lydon



Universalmente conosciuto come una delle icone della musica pop rock moderna (per quanto sia paradossalmente quanto di più lontano dalle definizioni di cui sopra), più di quanto abbia saputo esprimere musicalmente: il PERSONAGGIO Rotten/Lydon ha sempre superato di gran lunga l’ARTISTA, a livello di popolarità.
Ripercorriamone la carriera discografica.


SEX PISTOLS - Never mind the bollocks (1977) - 10
Inutile dirne ancora. Piaccia o meno è uno dei dischi, magari non tra i migliori (de gustibus), sicuramente tra i più importanti della storia del rock.
E chi ne ha maggior merito è proprio Johnny Rotten, con la sua voce, i suoi testi, la sua attitudine, la sua immagine.
Da evitare accuratamente qualsiasi altra pubblicazione uscita a nome Sex Pistols (reunion incluse).

PUBLIC IMAGE - First issue (1978) - 7.5
Difficile uscire da un’esperienza totalizzante e così particolare/unica come i Sex Pistols con tanta creatività e freschezza.
La prima prova della nuova creatura è sorprendente, sperimentale, azzardata, cattiva, estrema, personalissima, con punk, new wave, dub e nuovi suoni che convergono a renderlo un piccolo capolavoro di urgenza e immediatezza.
“This is religion” , “Annalisa”, “Public Image” sono pura potenza sonora, “Fodderstompf” una stridente ipnotica litania disco dub.

PUBLIC IMAGE - Metal Box (1979) - 7
La famosa (geniale) scatola di metallo, alluminio algido, contiene una sublimazione totale di lugubre angoscia, tra dub, ritmiche tribali e ossessive, assoli scomposti e la voce sempre più trascinata, lontana, disperata, acida di John.
Un piccolo gioiello di avanguardia.

PUBLIC IMAGE - Paris au Printemps (1980) - 5.5
Per fronteggiare la marea di bootleg dei loro live, i notevoli costi sostenuti per “Metal box” e le richieste dell’etichetta decidono di dare alla luce un incerto e francamente inutile album dal vivo (che lo stesso Lydon sconsiglierà di acquistare in quanto “di scarsa qualità”).

PUBLIC IMAGE - Flowers of romance (1981) - 8
I PIL si spingono ancora più in là.
Orfani del basso di Jah Wobble asciugano ancora il sound, sempre più cupo, tribale, percussivo (pazzesca l’introduttiva “Four enclosed walls”, voce declamante, paranoica e tempo ipnotico e pulsante di batteria o “Under the house” un vero muro ritmico con lugubri interventi vocali e inquietanti suoni che fanno capolino qua e là), sporcato occasionalmente da tocchi di elettronica o dal suono di strumenti esotici.
Album difficilissimo ma assolutamente unico e innovativo.

PUBLIC IMAGE - Live in Tokyo - 1983 - 6
Un altro live che riprende vari brani dai precedenti album incluso il nuovo singolo di successo “This is not a love song”. Trascurabile.

PUBLIC IMAGE - This is what you get (1984) 5
Già uscito in altra versione come “Commercial zone” , pubblicato dal solo Keith Levene, in rotta con Lydon e risuonato con nuove songs dalla nuova line up.
C’è la super hit “This is not a love song”, una sterzata verso atmosfere più funk e abbordabili e una sostanziale confusione di intenti con poca carne al fuoco e una direzione non ben definita.

PUBLIC IMAGE - Album (1986) - 7
Accompagnato da una sempre geniale confezione grafica (il titolo “Album” per l’LP, “Compact disc” per il CD - stampato ovviamente anni dopo - “Cassette” per la cassetta, “12 inch single” per il 12 pollici), pura Pop Art, John si fa accompagnare da una band stellare con Steve Vai alla chitarra, Ginger Baker e Tony Williams (già alla corte di Miles Davis) alla batteria, Bill Laswell al basso, Ryuichi Sakamoto alle tastiere e Ravi Shankar al violino.
E’ sostanzialmente un album solista di Lydon (molti dei partecipanti, vedi Ginger Baker non lo hanno nemmeno incontrato nelle registrazioni).
Il sound è potentissimo, assembla funk e rock, movenze orientali e assoli enciclopedici di Steve Vai su ritmiche ossessive ma precise, senza più il tribalismo oscuro dei lavori d’esordio.

PUBLIC IMAGE - Happy ? (1987) 5
PUBLIC IMAGE - 9 (1989) 4.5
PUBLIC IMAGE - That what is not (1992) 5

Entra Jim McGeoch (già con Magazine,Visage e Siouxsie) alla chitarra, in “Happy?” il sound non cambia ma perde incisività, le canzoni lucidità. I brani sono ripetitivi e anonimi, lo stesso John sembra ripetere stancamente la parte.
Peggio fa “9” tra brani poco ispirati e veri e propri scivoloni (“Like that”), mentre l’hard rock pop senza capo nè coda di “That what is not” non risolleva certo le sorti e preludo allo scioglimento.

JOHN LYDON - Psycho’s path (1997) 6.5
L’unico album accreditato a John come solista, dove suona praticamente tutto.
Il risultato è dignitoso e interessante tra elettronica, echi dub e una maturità compositiva ed artistica che, finalmente, sembra lasciarsi alle spalle il personaggio John Lydon.
Avrà scarso successo e pochissima attenzione da parte di critica, etichetta e pubblico. Peccato, meritava di più.

PUBLIC IMAGE - This is PIL (2012) 5.5
John rimette insieme la band dopo una lunga pausa.
L’album non è malvagio ma suona fuori tempo massimo, inutile e arrangiato con eccessiva sufficienza al cospetto d ibrani non propriamente irresistibili

mercoledì, dicembre 17, 2014

Dov'è la traversa ?



Nel settembre 2015 si svolgeranno i Mondiali di Rugby in Inghilterra.
Periodicamente, in attesa, ne parleremo, tra storie, regole, aneddoti con ALBERTO GALLETTI
.

Un fatto insolito e decisamente divertente aspettando la stagione rugbistica internazionale.
Nella partita del Cinque Nazioni 1958 Inghilterra – Galles, l’estremo gallese Terry Davies battè un calcio di punizione da 50 metri all’ultimo minuto. Il tiro , calciato in un vento forte e turbinoso fu da esso deviato nella traiettoria e finì contro il palo, sfumò così l’occasione di una grande vittoria in casa degli odiati rivali in bianco, la partita finì 3-3.
Quella sera però, in una casa di Ealing, a poca distanza da Twickenham, un tifoso gallese presente alla partita escogitò un piano per vendicare l’affronto subito.
Con l’aiuto del fratello della sua ragazza si intrufolò a Twickenham all’alba dell’indomani e nel giro di 20 minuti i due segarono la traversa dal palo ‘incriminato’, la tagliarono in tre pezzi e dopo averla caricata nel baule della macchina, il tifoso ripartì alla volta di casa. Durante il percorso si fermò per una sosta in un’area di servizio presso Gloucester dove incontrò, guarda caso, proprio Terry Davies in persona. Il nostro buontempone spigò l’accaduto a Terry e lo convinse ad autografargli i preziosi cimeli spiegandogli che gli sembrava una rivincita ‘romantica’ dopo l’ingiustizia del pareggio.

Il furto fu scoperto e il lunedì mattina il Colonnello Frank Prentice, allora presidente della Rugby Football Union rivelò il fatto alla stampa, da sportivo incassò il colpo e disse che aveva già organizzato il rimpiazzo della traversa.
A questo punto Terry Davies , che era un commerciante di legname, si offrì di fornire gratuitamente la traversa, disse di conoscere l’accaduto e di voler far si che il ragazzo non finisse nei guai, la proposta fu accordata.
I due burloni non si aspettavano che il loro scherzo avrebbe avuto conseguenza tali, e furono convinti a scrivere una lettera di scuse al Colonnello che le accettò e chiuse l’incidente.
Uno dei tre pezzi della traversa (autografato) fa tuttora bella mostra di se nel pub di Fred Mathias, il burlone, a Manorbier nel Pembrokshire.

martedì, dicembre 16, 2014

Marco Pirroni



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta.
Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, oggi tocca a MARCO PIRRONI, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave
.

Uno dei personaggi che hanno marchiato più a fuoco la scena punk e new wave ma che è sempre rimasto nelle retrovie ed è ormai finito nel dimenticatoio.
MARCO PIRRONI iniziò suonando cover con una band scolastica (gli Anthrax....”believe it or not” disse in un’intervista) per poi entrare un giorno nel negozio SEX di Malcom Mclaren e Vivienne Westwood e scoprire un mondo assolutamente nuovo “74/75/76. E’ solo più tardi che dei coglioni come Jimmy Pursey decisero che il PUNK era una cosa da ribellione working class, allontanandosi completamente dallo scopo originario”.

Suona nella primissima formazione di Siouxsie and the Banshees al 100 Club con Sid Vicious alla batteria nel 1976, poi si unisce ai Models (un 45 all’attivo, lo stupendo “Freeze” che finirà sulla compilation “Punk Collection”) e ai Rema-Rema (da cui usciranno successivamente membri di Wolfgang Press e Psychic TV), un EP nel 1980 “Wheel in the roses” e fa una breve apparizione nei Cowboys International (dove giravano Terry Chimes ex Clash, Steve Shears ex Ultravox! e Pete Jones e Ken Lockie che con un altro membro della band Keith Levene finirono nei P.I.L.).

Nel 1980 incontra Adam Ant entra nella band e trova il successo planetario con gli album Kings of the Wild Frontier , Prince Charming inventando uno stile, un sound, un marchio indelebile (artisticamente discutibile finchè si vuole) nella pop music.
Sciolta la band continua a collaborare come autore alla carriera solista di Adam Ant (meno fortunata ma sempre ricca di discrete soddisfazioni commerciali).
Collabora a lungo anche con Sinead O’ Connor, suona con le riformate Slits nel 2006 e con gli Spear of Destiny (nel 1987).
Ultimamente ha realizzato un paio di album con i Wolfmen.

lunedì, dicembre 15, 2014

Northern soul, film e libro

Si parla oggi di NORTHERN SOUL, il libro e il film.
Elaine Constantine ha recentemente realizzato un buon film che prova a ricostruire l'atmosfera degli anni epici del Wigan Casino, del The Torch, del Twisted Wheel. Il tutto partendo da una serie di interviste e testimonianze dei protagonisti originari, raccolte poi nell'omonimo libro.




IL FILM

La scena Northern Soul fedelmente ricostruita, a fianco di una prevedibile trama, tra amicizie, amori, droga, guai di vario tipo e lieto fine.
Impostazione molto vicina allo stile di "Quadrophenia", attori convincenti, scene stupende, dovizia di particolari, colonna sonora da urlo e un approccio assolutamente fedele alla materia, senza particolari svarioni.
Non si tratta di un documentario sulla scena ma di una semplice storia ambientata negli anni d'oro del Northern Soul (mid 70's).
Non so se uscirà in italiano ma il timore di un doppiaggio killer fa prediligere comunque la versione originale.

http://www.northernsoulthefilm.com/



Libro ESSENZIALE e BASILARE per chi vuole approfondire e conoscere fino in fondo ciò che è stato e che è il NORTHERN SOUL.
Decine di testimonianze dei protagonisti della prima ora, l'evoluzione dello stile musicale, del look, l'abuso smisurato di droghe (anfetamine prima, poi eroina a valanga, siringhe, violenza, delinquenza negli allnighters), l'inizio e la fine dei locali storici, il gusto per uno stile underground poi diventato moda, la frammentazione negli anni '80 e l'attuale scena espansa a macchia d'olio in tutto il mondo.
Emozionanti i racconti dei viaggi in USA alla ricerca dei singoli più rari, degli acetati inediti mai pubblicati, l'ossessione per le rarità.
E l'amara constatazione di come all'inizio la scoperta di nuova musica fosse CONDIVISA con gli altri (DJ e ballerini) e successivamente invece si arrivasse a coprire con etichette bianche i propri dischi per non farsi rubare l'esclusiva.
E la spiegazione di come fossero mal tollerati concerti degli artisti Northern che toglievano l'attenzione e il protagonismo ai ballerini.
LIBRO IMMENSO, da avere, ASSOLUTAMENTE !

domenica, dicembre 14, 2014

Matmata, set di Guerre Stellari



Matmata è un villaggio berbero a sud della Tunisia, alle porte del Deserto del Sahara, con 1.800 abitanti.
Nel 1977 fu il set di "Guerre stellari, Episodio IV - Una nuova speranza"
Le abitazioni sono scavate nel terreno, all'interno delle colline e formate da un cortile a cielo aperto, simile ad un cratere profondo circa 7 metri, dal quale si accede attraverso una galleria dal fianco della collina.
Il turismo è esploso a Matmata grazie a George Lucas e al suo "Star Wars" che sfruttò il naturale paesaggio lunare con un deserto di roccia cosparso di crateri (in realtà colline scavate e trasformate in abitazioni).
Alcune di queste abitazioni, di origine troglodia vennero acquistate dalla produzione e trasformate in alloggio per attori, tecnici e zone di servizio e successivamente in hotel interamente dislocato sotto il suolo dove si ha la sensazione di vivere dentro un film di fantascienza.

sabato, dicembre 13, 2014

Speciale garage psych



Una sventagliata di eccellenti nuovi dischi in arrivo dalla TEEN SOUNDS.
Garage, beat, psych al massimo livello
.

THE ABOVE - Waterbury street
Da Brooklyn un fantastico condensato di ispirazioni 60’s brit (64/66) tra i Birds di “Leavin’ here”, i Creation di “Biff bang pow”, Kinks, primi Who, i Beatles di “A hard day’s night”, Monkees, Yardbirds e qualche chitarra Byrdsiana.
I brani sono perfettamente strutturati, ricchi di grandi melodie, mai banali.
Siamo a livello di assoluta eccellenza.

http://theabove.bandcamp.com/album/waterbury-street

BLOW UPS - Turn on, tune in, blow up
I tedeschi scavano nel profondo degli albori del rock n roll/beat, sulle sponde del Mersey ma non disdegnano occhiate corroboranti all'esperienza 80's di bands come Miracle Workers o Vipers che spuntano spesso qua e là.
Ci sono anche un paio d iriuscite covers in stile, come "Parchman farm" di Mose Allison e l'ottima "Barefootin" di Robert Parker reintitolata "Barfuss tanzen". Ottimo, primitivo, elettrico.

http://teensoundrecords.bandcamp.com/album/the-blow-ups-turn-on-tune-in-blow-up-lp

THE GTV's - Sh bang
Da Philadelphia un'ottima band che ripercorre le orme degli Small Faces nei numerosi strumentali (non lontani anche da Graham Bond Organization o dai Prisoners nei vari episodi tinti di jazz beat) ma che si avvicina spesso, nell'uso dei secchi riff anche a Kinks o alle durezze primi 70's dei Deep Purple degli esordi o dei Prime Movers.

http://www.thegtvs.com/

OUT KEY HOLE - Been to mars/Madmen on the loose
Due brani ma tanta musica, suggestioni, meandri psichici inestricabili, tra i Pink Floyd di Syd Barrett, Tomorrow, i Beatles di "I'm the walrus", gli Strawberry Alarm O Clock, gli Electric Prunes e un tocco di Temples.
Puro delirio psych, bellisimo.
Sono di Messina e all'attivo c'è anche un ottimo album uscito nel 2011.

venerdì, dicembre 12, 2014

Johnny Hallyday - s/t



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, torniamo al 1969, in Francia, quando JOHNNY HALLYDAY incise un album con gli SMALL FACES.

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

All fine dei 60’s Johnny Hallyday è la più grande star della musica pop francese, dopo aver portato per primo il rock n roll dalle sue parti.
Riempie locali, stadi e spadroneggia nelle classifiche.
Porta nei suoi dischi Jimmy Page e Big Jim Sullivan (già con Alexis Korner e Georgie Fame) ma soprattutto per l’album del 1969 “Johnny Hallyday” convoca gli SMALL FACES che nell’album suonano (alla vigilia dello scioglimento ormai) come backing band, con Peter Frampton alla chitarra (che di lì a poco si unirà a Steve Marriott - che lo avrebbe voluto negli Small Faces, con il parere contrario degli altri- negli Humble Pie), appena uscito dagli Herd.
Disco prodotto da Mick Jones degli Spooky Tooth e futuro membro dei fortunatissimi Foreigner, decisamente rockeggiante con brani rock n roll (“Je suis nè dans la vie”), proto hard (“Viens”) e con qualche influenza tardo psichedelica.
Tra i momenti più interessanti la versione di “That man” degli Small Faces, reintitolata “Amen (Bang bang)”, bene eseguita, più “rock” ma molto più moscia rispetto all’originale.
“Reclamations” è invece un brano firmato da Steve Marriott che comparirà lo stesso anno nell’esordio degli Humble Pie “As Safe as yesterday is” con il titolo di “Bang!”.
La versione di Hallyday è più soul/60’s e meno hard con un grande lavoro di Ian McLagan all’Hammond. Bella anche la ballata in pieno mood Small Faces di “Regarde pour moi” che sempre nello stesso album degli Humble Pie avrà il nome di “What you will”.
Potentissimo il rhythm and blues di “Je n’ai besoin de personne” con il basso di Ronnie Lane in grande evidenza e chitarre distorte in disordine sparso e discreta l’atmosfera blues di “Les anges del nuit” con un flauto alla Jethro Tull in tutto il brano.
Una delle vette del disco è la psichedelica “Voyage au pays des vivants” con Ian Mac Lagan in gran spolvero con un Hammond ficcante e protagonista. Dalle stesse registrazioni anche “Que je t’aime” , apparso solo su singolo con un orchestrazione e sezione fiati.

giovedì, dicembre 11, 2014

Il crowdfunding conviene



Il crowdfunding è ormai pratica diffusa.
Si chiede un contributo per la realizzazione futura del prossimo disco.
In cambio, in base alla cifra versata, si ottengono proporzionate facilitazioni, gadgets, opportunità.
In genere si tratta del disco in anticipo, la maglietta, il nome sul disco etc.
Ma sfogliando delle pagine di un sito di crowfunding come Musicraiser è facile imbattersi in una serie di risultati che vanno oltre il comico (talvolta senza alcuna concessione all’autoironia).
Trattandosi nel 99% dei casi di gruppi pressochè sconosciuti.
Ometto ovviamente i nomi....

Per 40 euro i J***** ti offrono CD+ T shirt+ soggiorno ai Bagni Elisa di Fano per due persone.

I D***** con 99 euro oltre al CD autografato puoi fare una partita a calcetto con il gruppo !

Lo stesso gruppo con 110 viene a casa tua a cucinarti la cena, con 150 ti telefonano a casa a Natale, Pasqua e compleanno per i prossimi due anni.

Con 50 euro i F***** ti danno CD e passano una giornata con te.

I 100 euro che daresti agli A**** ti garantiscono una minacciosa e non meglio specificata Apoteosi d’amore.

F**** invece con solo 900 euro viene a suonare nel tuo locale o piazza e ti smolla 10 CD con dedica.

S*** con 200 euro ti invita a cena e ti ringrazia nel disco.

S**** viene a suonare con chitarra acustica e voce nella tua città, ti regala un CD e ti permette di fare sul booklet i tuoi auguri direttamente ad Eric Clapton. Solo 1.000 euro signori.

I R**** con 80 euro ti consegnano il CD personalmente, ti portano due bottiglie di vino, due kili di castagne, una torta di mele fatta da loro e ti suonano il singolo in acustico.

I J**** ti danno il quadro originale riprodotto per la lro copertina per 1.500 euro.

I S**** con 50 euro ti mandano un giubbino in jeans con toppa sulla schiena, spilletta, borchie e adesivo (il cd te lo prendi a parte però).

Gli I*** per soli 50 euro forniscono il quaderno con i testi scritti a mano, con autografo e dedica, più i ldisco e un ringraziamento su Facebook mentre i M*** per 350 ti fanno un jingle inedito apposta per te.

I J*** per il loro video vogliono 5 euro per il download gratuito e un ringraziamento durante un loro live in piazza del loro paese, 10 euro per una pizza+bevanda e 30 per una notte a un B&B.

I M*** ti assicurano una grigliata con la band a 30 euro, il mixaggio di un tuo brano a 100 euro, la registrazione di un tuo brano a 200 e una serenata sotto casa alla tua tipa a 200.
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