sabato, settembre 05, 2015

Appuntamenti



Domenica 6 settembre a Vimercate (Milano) alle 15.30 all'Area Feste, via Degli Atleti 1 presento la bio su PAUL WELLER.

Il 12 settembre invece torno con Rock n Goal a Bologna in una situazione molto particolare...su un RING.
Vedi dettagli qui: http://www.boxeoliterario.com/

venerdì, settembre 04, 2015

Star Club - Amburgo



Uno dei club (aperto grazie a Manfred Weissleder, ) più famosi al mondo, soprattutto per aver ospitato a lungo i BEATLES che vi suonarono dal 13 aprile 1962 (giorno dell'apertura) al 31 maggio, dal 1 al 14 novembre e dal 18 al 31 dicembre 1962 (concerti immortalati nel doppio album "Live! at the Star-Club in Hamburg, Germany; 1962" uscito nel 1977.
Situato a Große Freiheit 39 nel quartiere di St.Pauli, chiuse (significativamente) il 31 dicembre 1969, allo scadere del "decennio magico".
Un incendio distrusse l'edificio nel 1987.
La lista dei nomi che hanno calcato il palco dello Star Club è impressionante: oltre ai Beatles, Ray Charles, Bo Diddley, Fats Domino, Everly Brothers, Bill Haley, Jimi Hendrix, Jerry Lee Lewis, Little Richard, The Monks, Cliff Bennett and the Rebel Rousers, Cream, Earth (pre-Black Sabbath), Pretty Things, Soft Machine.

Suonò allo Star Club anche un certo "Benjamin". Benjamin and His Brothers era, allo Star Club di Amburgo, il nome d’ arte di Mino Reitano e i suoi fratelli.

"Allora - ricorda Reitano - avevo 16 anni.
Mi esibivo con i miei fratelli Antonio, Gegè, Franco e Domenico eseguendo brani di Roy Orbison, ero un capellone e cantavo con i futuri Beatles senza nemmeno saperlo! Si stava sul palco dalle 10 di sera alle 5 di mattina suonando anche tre volte al giorno per un’ ora ciascuno.
Poi si andava tutti assieme a mangiare würstel e spaghetti. Lo Star Club si trovava a St. Pauli, nel quartiere turistico a luci rosse"

giovedì, settembre 03, 2015

Henry Padovani



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta.
Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, oggi tocca ad un personaggio non prorpiamente fortunato, quell'HENRY PADOVANI, escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale.

Le altre puntate qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Uno dei personaggi più "sfortunati" nella storia del rock, HENRY PADOVANI, nato in Corsica, cresciuto tra l'isola natale e l'Algeria, fu membro per otto mesi dei POLICE, prima di essere sostituito da Andy Summers e dover osservare da lontano la loro cavalcata verso il successo.
Fu allontanato dalla band dopo essere stato affiancato da Andy e relegato a seconda chitarra ma ritenuto da Sting inadatto allo stile e alle capacità tecniche dei Police.
Della loro collaborazione rimane lo splendido e tiratissimo singolo d'esordio "Fall out"/ "Nothing achieving" (poco noto il fatto che entrambi i brani siano stati composti da Stewart Copeland che suona anche la chitarra ritmica, lasciando a Padovani il solo).
Henry entrò allora nella band di WAYNE COUNTY, gli ELECTRIC CHAIRS (ai tempi ben più noti dei Police che fecero da loro supporto in qualche concerto) con cui registra l'album "Storm the Gates of Heaven".

Seguiranno una serie di esperienze discografiche minori con i Mystere's Five, i Flying Padovani's ma soprattutto il ruolo di vice presidente della IRS Records l'etichetta dei Police e di proprietà del fratello di Copeland.
Padovani sarà per cinque anni anche il manager di Zucchero !
Nel 2007 nell'album "À croire que c'était pour la vie" ospita tra gli altri (oltre a Glen Matlock e Steve Hunter) anche Sting e Stewart Copeland nel brano (a dire il vero insignificante...) "Welcome home".
Nel 2007 a Parigi ha suonato "Next to you" insieme ai Police durante la loro reunion.

mercoledì, settembre 02, 2015

Il calcio che (non) conta



Rubrica periodica che va a visitare i campionati meno seguiti e noti in giro per il mondo.
In precedenza se ne è parlato qui: http://tonyface.blogspot.it/search/label/Il%20calcio%20che%20%28non%29%20conta

Inevitabile dare un'occhiata all'anomalo inizio del nostro campionato (per quel che vale dopo due giornate in agosto). Fa un certo effetto vedere alcune squadre a 6 punti e un'altra a ZERO.

Le dieci squadre del campionato SVIZZERO sono alla settima giornata e il Basilea ha già preso il largo sul Grasshopers. Si segnala il Lugano di Zeman (che gioca per la salvezza, con due vittorie e cinque sconfitte e la peggior difesa con 15 gol incassati) penultimo, appena davanti allo Zurigo.

In IRLANDA del NORD è il Linfield (sqaudra fondata nel 1886 e composta solo da Nord Irlandesi) a punteggio pieno dopo 5 giornate a precedere Cliftonville e Crusaders, in SCOZIA il Celtic prende la testa davanti ad Aberdeen e Hearts of Midlothian, in GALLES Newtown su New Saints, in EIRE il Dundalk domina su Cork City e Shamrock Rovers

In ALGERIA siamo alla terza giornata e CR Bélouizdad e USM El Harrach guidano sul CS Constantine del malgascio Paulin Voavy, reduce da una buona esperienza in Francia con Evian e Cannes.

In BANGLADESH il Sheikh Jamal sta andando agevolmente verso lo scudetto (terzo consecutivo) con una decina di punti sul Sheikh Russell e parecchi di più su Dhaka Mohammedan e Dhaka Abahani. La National League esiste dal 2000. Precedentemente si giocava la Dhaka League con soli clubs della capitale Dacca.Significativa la presenza nelle squadre bengalesi di numerosi giocatori africani ma anche haitiani e bosniaci !

Singolare il campionato del MADAGASCAR, la THB Champions League, che divide in 4 gironi da sei squadre le vincitrici di 22 campionati regionali. Campione in carica il CNaPS Sport di Miarinarivo. Non si segnalano giocatori stranieri, solo malgasci.

Il campionato a CUBA si disputa dal 1912 e sono stati assegnati 100 titoli, nonostante il calcio, pur parecchio seguito in patria, non sia mai decollato a livello internazionale. Il Camaguey ha vinto il suo primo titolo quest'anno spazzando via la concorrenza con 12 punti di vantaggio sul quotato Cienfuegos.Solo quarto il Villa Clara, squadra con il maggior numero di scudetti, tredici.

Anche ad HAITI il calcio ha vita lunga. Il primo campionato si svolse nel 1937 e la Division 1 Ligue Haïtienne è composta da professionisti. Dopo 19 partite tra le 20 squadre partecipanti guida di misura il Don Bosco (...) davanti a América des Cayes e Aigle Noir. L'Inter è nona e il Valencia terzultimo.

La Ýokary Liga (partita nel 1992) volge quasi alla fine (in novembre) in TURKMENISTAN e vede l'Altyn Asyr spadroneggiare sul Balkan Balkanabat.Il Köpetdag Aşgabat è la squadra più scudettata con sei titoli. I giocatori sono tutti locali a parte qualche russo, ucraino e turco.

Sono invece alcuni anni che non si disputa più il campionato delle ISOLE FALKLANDS (tristemente famose per la guerra tra Inghilterra e Argentina).
Però il territorio britannico dove il calcio si gioca da tempi immemorabili e il primo campionato risale al 1916 esprime una specie di nazionale, lo Stanley FC che periodicamente gioca alcune partite (mai riconosciute ufficialmente), contando sui militari di stanza in loco, contro squadre altrettanto "precarie" come l' Isola di Man, le Shetland. Nel 2013 arrivarono terzi negli Island Games, giochi "olimpici" amichevoli che si disputano ogni due anni tra varie isole e altri piccoli territori.

martedì, settembre 01, 2015

New Mod and Garage records



THE FIVE FACES - On the run
I genovesi Five Faces furono attivi nei primnissimi anni 80, con un sound grezzo e debitore al classico stile mod '79, tra Purple Hearts, Jam e Long Tall Shorty.
Dopo 30 anni di assenza nel 2014 l'ormai inattesa reunion, la ripresa dell'attività live e il suggello discografico con questo album dal vivo stampato dalla prestigiosa la bel inglese Detorur Records.
La dimensione del palco cattura al meglio l'impeto e l'impatto sonoro del quartetto, la registrazione è cruda e diretta ma più che accettabile.
Dodici i brani tra cui l'immancabile cover di "Watcha gonna do about it" degli Small Faces e la riuscita "So sad about us" degli Who.
https://www.facebook.com/TheFiveFaces

READY STEADY GO! - Three covers and one original
Spettacolare singolo in puro e frusciante vinile del terzetto reggiano che raccoglie l'antica eredità dei Coys (due dei membri ne erano parte), tra le migliori mod bands italiane (e non solo) in assoluto.
Come eloquentemente annuncia il titolo sono tre covers (la sempre grande "I took my baby home" già nel repertorio dei Coys, una buona reinterpretazione, bene arrangiata, della "difficile" "Pictures of Lily" degli Who e un'altrettanto riuscita "I'll keep you satisfied" che Lennon e McCartney regalarono nel 1963 a Billy J. Kramer abd the Dakotas) e un fantastico originale, "I've got a ticket" tra Byrds, Beatles circa 1965 e Hollies.
Imperdibile.
https://www.facebook.com/pages/Ready-Steady-GO-Thirty-years-of-Maximum-Rhythm-and-Beat/1602532590016456?pnref=lhc

RADIO ZERO - Sangue e fragole / Parlami di te
Dalla Toscana i Radio Zero dopo un 10 pollici nel 2002 tornano a fare sentire la loro potente voce con un 45 (corredata da una splendida copertina dell'illustratore Chuck Sperry) che fa rivivere parzialmente le radici primigenie della band (quei Polvere di Pinguino che si fecero parecchio notare nella scena garage guitar rock degli 80's). Il due brani sono elettrici, aspri, tra garage e punk, in cui non mancano riferimenti agli Husker Du più melodici, ai nostri Kina, ai dimenticati Therapy?.
https://www.facebook.com/pages/Radio-ZERO/221736167908186?fref=ts

lunedì, agosto 31, 2015

Il meglio del mese. Agosto 2015



C'è un concorso al MEI che premia il miglior blog privato italiano.
Se vi piace il Nostro blog votatelo e/o fatelo votare qua, grazie !:


https://www.facebook.com/musicletter.it/posts/10153486860843436

Siamo oltre la metà del 2015 e i titoli che possono ambire alla Top 10 del'anno sono sempre più numerosi. Tra gli stranieri Paul Weller Gaz Coombes, Selecter, Kamasi Washington, Noel Gallagher, Moment, D’Angelo, Bettye Lavette, Charlatans, Saun and Starr, Sleater Kinney, Pops Staples, Mighty Mocambos, Tobias Jesso Jr., Ryley Walker, The Suffers, Jon Spencer Blues Explosion, Sonics, Blur, Sandra Wright, Soul Motivators. The Slingshots, Saun & Starr, Kendrick Lamar, Anderson East, Speedometer, Mbongwana Star, Spitfires, Billy Price & Otis Clay, Diane Shaw, Nathaniel Rateliff
In Italia Cesare Basile, Salvo Ruolo, Gang, Mads, Big Mojo, Elli de Mon, Sycamore Age, Dellera, Mother Island, Kicca, Simona Norato, Gang, Nico, Randy Roberts, Strike.


ASCOLTATO

THE STRYPES - Little victories
Difficile gestire il peso di un esordio così potente e tanto caratterizzante da un punto di vista sonoro. Soprattutto la popolarità ottenuta, un macigno per dei ragazzini cresciuti a pane e Yardbirds.
Questo secondo album è l’onorevole tentativo di andare oltre senza rinnegare il passato.
La band guarda in diverse direzioni (dagli Arctic Monkeys, soprattutto, agli Oasis a varie influenze indie brit pop), ogni tanto sbanda, altre volte tira fuori gli artigli di sempre.
I brani sono buoni, il lavoro è vario e molto meno unidirezionale rispetto all’esordio, si respira aria di transizione verso un’identità più matura anche se “Little victories” è spesso poco personale e lontano da quella splendida ingenuità elettrica dell’esordio.

BRIAN AUGER - Back to the beginning
Brian Auger è stato ed è uno dei migliori e più talentuosi tastieristi della scena inglese, precursore della fusion e dell' Acid Jazz dei 90's, protagonista della prima scena mod come solista e con gli Steampacket (con Rod Stewart, Julie Driscoll e Long John Baldry).
Quando fondò i Trinity si propose anche un giovanissimo Jimi Hendrix ma ricorda Brian che lui “un chitarrista ce l'aveva già”.
La Freestyle Records, una delle migliori etichette in ambito soul/blues, rende un doveroso e preziosissimo omaggio all'opera di Auger, raccogliendo 24 brani scelti accuratamente negli oltre 50 anni di carriera discografica e documentandone tutti i cambiamenti e le direzioni musicali, fino ai nostri giorni con la nuova versione degli Oblivion Express con vari figli nella band.
Tra i pochi successi, rarità varie (inclusa una poderosa Shake di Sam Cooke con Rod Stewart alla voce), brani live e funamboliche evoluzioni di tecnica sopraffina, le 2 ore di musica volano via che è un piacere.

NATHANIEL RATELIFF - Nathaniel Rateliff & The Night Sweats
Spettacolare album di rhythm and blues, gospel, soul in cui convergono l’anima di Otis , il groove di Booker T, un approccio redneck (è del Missouri) alla John Cougar o ai primi CCR. Il tutto molto ruvido, energico e con un’impronta attuale che cancella eventuali rigurgiti nostalgici.

BILLY PRICE and OTIS CLAY - This time for real
Eccellente album di solidissimo southern soul e rhythm and blues old style.
Accompagnati dalla Roomful of Blues di Duke Robillard il duo sprizza faville spaziando tra brani di Bobby Womack (l’irresistibile “Broadwalk”), dei Los Lobos (“Tears of God”) o la grande You got me humming” di Sam & Dave (al cui stile l’album si avvicina spesso).

DIANE SHAW - Love, life and strings
Bellissimo esordio per la cantante black londinese con un album a base di PURO NORTHERN SOUL, Motown, Philly sound, un po’ di funk.
Il tutto suonato da una band con i fiocchi e con una cura per gli arrangiamenti di prima qualità. Notevole.

T BIRD & the BRAKES - Harmonizm
La band inglese si destreggia tra buone atmosfere funk, molto danzabili e con buon groove e destrezza strumentale. Il tutto condito da una buona dose di auto ironia e un repertorio, pur se prevedibile, niente male.

RICKIE LEE JONES - The other side of desire L’ho seguita a lungo poi l'ho mollata, troppo spesso deluso.
Il nuovo album non è malaccio, solido, ispirato, convincente.
Anche se alla fine rimane un retrogusto di tedio non particolarmente piacevole.

BRAVI TUTTI - Trolleyland
Il quartetto piacentino prosegue la strada veloce e compatta del punk rock dalle tinte Social Distortion/Green Day con sferzate hardcore che li affiancano ai Punkreas, tra i tanti. Testi pungenti, ironici e divertenti, grande precisione esecutiva, brani travolgenti, produzione essenziale ma perfetta per il genere. Un lavoro che non cambierà le sorti della musica ma che diventa sempre più irresistibile ad ogni nuovo ascolto.

ROGER DAMAWUZAN & Les As Du Benin - Wait for me
Bellissima stampa di alcuni rari brani che questo cantante del Togo registrò nei 70’s. Il “James Brown di Lomè” spazia tra un torrido funk, soul “pesante” e ovvie influenze africane: Afro Soul !
Suonava 5 giorni la settimana all’Hotel Tropicana nella capitale togolese ed è uno dei più importanti musicisti nazionali, tutt’ora in attività.

ASCOLTATO ANCHE
YO LA TENGO (soporifero album di covers sussurrate, da Cure a Hank Williams), JR THOMAS and the VOLCANOS (ottimo album di original reggae ), BANDITOS (dall’Alabama tra country, 60’s blues, rock sudista, rock n roll. Ottimi), JOSS STONE (grande classe, un po’ di reggae, soft soul ma il tutto troppo anonimo e mainstream ormai), THE SORCERERS (si va di ethio jazz sorcato di funk. Niente male davvero), BEACH HOUSE (colonna sonora perfetta per un lungo sonno, peggio della Formula Uno d’estate), DESTROYER (suona nei New Pornographers e si diletta in ottimi album solisti, tra rock, jazz e un po’ di blues), DIANE COFFEE (batterista dei Foxygen al secondo album molto 70’s tra rock, soul, R&B. Discreto)

LETTO

MASSIMO FINI - Una vita - Un libro per tutti o per nessuno
L'autobiografia finale (per sua stessa volontà) di un giornalista/scrittore/personaggio (e anche attore) da sempre (veramente e volutamente) scomodo.
Inviso dalla sinistra, mal sopportato a destra, con una lunga serie di nemici che mai gli hanno mancato sgambetti e legnate.
Una vitacomunque vissuta intensamente, fino in fondo, ricca e di spessore.
Gli aneddoti sono fantastici, gli incontri con Montanelli, Nureyev, Giorgio Bocca, gli strali a Feltri, gli scontri con Berlusconi.
C'è tanto narcisismo e un po' di autoindulgenza ma la lettura è veloce, gradevole e interessantissima per chi ama conoscere un po' di retroscena della vita politica e sociale degli ultimi 50 anni italiani. Rigorosamente secondo Massimo Fini.

SIMONA BELLI e VALENTINA SECCI - Slego e Velvet. La prismatica riviera del rock
Il lavoro di certosina ricerca fatto da Simona Belli e Valentina Secci ci porta alla preziosa scoperta delle vicende dei mitici SLEGO e VELVETdue locali fondamentali per la scena rock, e non solo, italiana.
Dalla rocambolesca nascita nei primi anni '80 dello Slego nel dancing di una Casa del Popolo di Viserba, alla trasformazione in uno dei principali fari del clubbing nostrano, dove dagli 80's sono passati un po' "tutti", dai Fuzztones ai Ramones, Blur, X, Nofx Litfiba, Casino Royale, Subsonica, Bluvertigo, Afterhours, Marlene Kuntz, i "miei" Not Moving e una lunga serie di RADUNI MOD.
Poi tocca al Velvet, dove viene ricordato un mitico concerto di Paul Weller, tra gli altri prendere le redini.
Lo Slego finirà male, divorato dalla speculazione edilizia che lo abbatterà per trasformarlo nel solito condominio, il Velvet prosegue tutt'ora l'attività.
Tra aneddoti, un approccio "romanzato" delle varie vicende, personaggi incredibili, risse, la figura centrale nel racconto del compianto Thomas Balsamini e una serie di contributi finali (incluso il mio) di chi ha "vissuto" lo Slego, il libro scorre veloce e gradevole ed è un essenziale strumento per riassumere una grande storia.

MARCO PETRONI - Il St. Pauli siamo noi
Notevole il viaggio che Marco Petroni compie a St.Pauli.
Non è solo un libro sul calcio questo, proprio perchè il St.Pauli non è e non sarà mai SOLO una squadra di calcio.
E' un quartiere, una comunità che si fonde con i giocatori, con gli Ultras, con la tradizione del luogo, con la sua anima anti fascista e antagonista.
E "Il St. Pauli siamo noi" ne è una perfetta descrizione, che parte dagli albori del quartiere (da sempre ribelle e allergico all'autorità) fino ad arrivare ai nostri giorni tra occupazioni, scontri, cambiamenti radicali e difficoltà di accettare la modernità di un calcio sempre più spersonalizzato.
La cura dei dettagli, la descrizione da "dentro" (Marco è un assiduo frequentatore del Millerntor, lo stadio del St.Pauli) sono esemplari. Si rivivono i momenti di massima tensione con i fascisti e le forze dell'ordine ma anche i primi 60's quando per molto tempo da quelle parti bazzicavano alcuni giovanotti di Liverpool, destinati a diventare i Beatles.
In mezzo le sempre precarie vicende della squadra, sballottata da una serie all'altra con rare e sempre difficoltose apparizioni in Bundesliga. Lavoro interessantissimo, completo ed esaustivo, non solo per calciofili.

COSE & SUONI
“RevoLuce” è il nuovo album di Lilith and the Sinnersaints.
Un po' fermi al momento dovremmo riprendere con qualche data in autunno.

www.lilithandthesinnersaints.com
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints

Mie recensioni quotidiane di music a italiana su www.radiocoop.it

IN CANTIERE
Un nuovo libro, una collaborazione ad un altro, una sorpresa in ambito musicale (se va in porto) e un paio di presentazioni. Ii 6 settembre a Vimercate (MI) di Weller, il 12 settembre a Bologna di Rock n Goal.

domenica, agosto 30, 2015

Maunsell Forts



La fine del mondo è la rubrica domenicale (ORMAI , inaspettatamente, SEGUITISSIMA) che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia o comunque estremi.
I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Le fortezze marittime Maunsell, che prendono il nome dal loro ideatore, l'ingegnere Guy Maunsell erano piccole piattaforme marittime edificate sull'estuario dei fiumi Tamigi e Mersey durante la Seconda guerra mondiale, come difesa da attacchi tedeschi.
Furono abbandonate negli anni cinquanta e successivamente utilizzate per altre attività. Una di queste vide la nascita del cosiddetto Principato di Sealand.

Tra il febbraio e l'agosto del 1942 furono costruite le prime quattro fortezze e nel 1943 altre tre forti più vicini alle spiagge.
Dopo la guerra le rovine vennero considerate un pericolo per la navigazione ed il complesso fu smantellato interamente nel 1960.

A partire dagli anni sessanta, alcune delle piattaforme in migliori condizioni divennero sedi di varie radio pirata: nel 1964 Screaming Lord Sutch fondò Radio Sutch, poi diventata Radio City, su Shivering Sands; Tom Pepper creò nello stesso anno Radio Invicta, poi nacque Radio Tower. Le radio pirata vennero infine chiuse dal governo britannico nel 1967.

Nel 1965 Paddy Roy Bates si installò nel forte Knock John, fondando la radio pirata Radio Essex, rinominata in seguito Britain's Better Music Station (BBMS).
Occupò poi Roughs Sands, da dove svolgerà diverse attività per rivendicare l'indipendenza dalla Gran Bretagna della piattaforma, battezzandola "Principato di Sealand", sfruttando il fatto che sorgeva fuori dalle acque territoriali inglesi.
La Gran Bretagna comunque modificò in seguito la definizione delle proprie acque territoriali ed attualmente la piattaforma ne è inclusa. L'indipendenza del forte "Rough Sands" (Sealand) non è mai stata riconosciuta da alcuno Stato.

sabato, agosto 29, 2015

Appuntamenti



Domenica 6 settembre a Vimercate (Milano) alle 15.30 all'Area Feste, via Degli Atleti 1 presento la bio su PAUL WELLER.

Il 12 settembre invece torno con Rock n Goal a Bologna in una situazione molto particolare...su un RING.
Vedi dettagli qui: http://www.boxeoliterario.com/

Sul nuovo CLASSIC ROCK c'è la mia intervista (con l'aiuto di Flavio Candiani) a PAUL WELLER.
Poi recensioni di Any Other, Bachi da Pietra, Zeus, Johnny Freak, Wolf Alice.

venerdì, agosto 28, 2015

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

PAT BOONE - In a metal mood: No more Mr. Nice guy
PAUL ANKA - Rock swings
RICHARD CHEESE - The best


Nel 1997 il crooner PAT BOONE veste un giubbotto di pelle e riprende una serie di brani provenienti dalla scena hard metal e li ripropone in chiave swing jazz con tanto di big band di fiati. Ad aiutarlo anche esponenti del genere come Ritchie Blackmore e Ronnie James Dio oltre ad uno stuolo di grandi musicisti da Dweezil Zappa a Sheila E. al batterista Gregg Bissonette.
Il risultato è molto curioso e piacevole soprattutto quando si cimenta con classici come “Smoke on tne water” o “Paradise city” dei Gun and Roses. Ma ce n’è anche per Judas Priest, Van Halen Metallica, Ozzy e perfino una discreta versione della difficile “Stairway to heaven”.

Nel 2005 un altro asso del crooning, PAUL ANKA, ripete la medesima operazione, evitando il metal ma concentrandosi su un più ampio spettro “rock” e pop da Lionel Richie a Bon Jovi, via Spandau Ballet e Pet Shop Boys.
Lavoro molto più raffinato e curato che raggiunge altissimi livelli con versioni sorprendenti e riuscitissime di “Smells like a teen spirit” dei Nirvana, di “Wonderwall” degli Oasis, “Jump” dei Van Halen e una reinterpretazione super lounge di “Love cats” dei Cure.
E poi lui canta splendidamente. Consigliato.

RICHARD CHEESE, cantante e comico americano ha infilato dal 2000 ad oggi una decina di album impostati sulla stessa formula, spaziando da Dead Kennedys e Clash, RATM, Red Hot Chili Peppers, U2, vari gruppi hard metal, Green Day.
C’è perfino una speed swing “We are the world”.
Effetto risaputo, versioni non sempre riuscite ma cercando anche qua c’è parecchio da divertirsi.

giovedì, agosto 27, 2015

Simona Belli e Valentina Secci - “Slego e Velvet. La prismatica riviera del rock"



Nelle foto: i Not Moving allo "Slego".

Il lavoro di certosina ricerca fatto da Simona Belli e Valentina Secci ci porta alla preziosa scoperta delle vicende dei mitici SLEGO e VELVET due locali fondamentali per la scena rock, e non solo, italiana.
Dalla rocambolesca nascita nei primi anni '80 dello Slego nel dancing di una Casa del Popolo di Viserba, alla trasformazione in uno dei principali fari del clubbing nostrano, dove dagli 80's sono passati un po' "tutti", dai Fuzztones ai Ramones, Blur, X, Nofx Litfiba, Casino Royale, Subsonica, Bluvertigo, Afterhours, Marlene Kuntz, i "miei" Not Moving e una lunga serie di RADUNI MOD.
Poi tocca al Velvet, dove viene ricordato un mitico concerto di Paul Weller, tra gli altri prendere le redini.
Lo Slego finirà male, divorato dalla speculazione edilizia che lo abbatterà per trasformarlo nel solito condominio, il Velvet prosegue tutt'ora l'attività.
Tra aneddoti, un approccio "romanzato" delle varie vicende, personaggi incredibili, risse, la figura centrale nel racconto del compianto Thomas Balsamini e una serie di contributi finali (incluso il mio) di chi ha "vissuto" lo Slego, il libro scorre veloce e gradevole ed è un essenziale strumento per riassumere una grande storia.

Personalmente ricordo i concerti di X, Fuzztones (con gli Havana 3AM di Paul Simonon in apertura) e quelli suonati con i Not Moving, gli Spiders Top Mods, con Herbie Goins e la festa per la presentazione della compilation "Mondo Beat".
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