venerdì, luglio 03, 2015

Gary Gilmore



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs e Luciano Lutring) sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Piccolo delinquente in gioventù, più volte condannato per furti e rapine, carattere violento e anti sociale, aggravato dall'abuso di alcool e droghe, GARY GILMORE nel luglio del 1976 uccise in due successive rapine un benzinaio e il proprietario di un motel in Utah.
Condannato a morte sollecitò la sua esecuzione (erano dieci anni che non ne avvenivano in Usa) sostenendo che la decisione nei suoi confronti era stata presa e lui l'accettava (tentò anche il suicidio in carcere). Venne fucilato nel gennaio del 1977.

Nell'immaginario "rock" è entrato spesso come protagonista di varie canzoni, dalla "Gary Gilmore's eyes" (Gilmore donò le cornee) della punk band inglese degli ADVERTS (ripresa poi dai tedeschi Die Toten Hosen) alla band di punk sperimentale dei CHAIN GANG che incise il 45 "Gary Gilmore and the Island of Dr. Moreau" nel 1977, mentre la "Bring on the night" dei POLICE fa riferimento all'ultima notte di Gary prima dell'esecuzione.
L'artista Monte Cazazza con i membri dei Throbbing Gristle Genesis P-Orridge e Cosey Fanni Tutti stamparono una cartolina per la fantomatica "Gary Gilmore Memorial Society" con immagini del condannato.
Anche in ambito letterario la grande risonanza che ebbe la vicenda di Gilmore contribuì a parecchi scritti, in particolare The Executioner's Song di Norman Mailer che vinse anche un Premio Pulitzer.

giovedì, luglio 02, 2015

Pete Townshend's Classic Quadrophenia



PETE TOWNSHEND rimette le mani su "QUADROPHENIA" (storica opera rock degli WHO del 1973), la fa riarrangiare in CHIAVE CLASSICA dalla compagna RACHEL FULLER, interpretare dal cantante lirico Alfie Boe e dal London Oriana Choir, suonare dalla Royal Philarmonic Orchestra diretta da Robert Ziegler.

Paradossalmente lo stravolgimento non è così palese come ci si potrebbe aspettare.
Sembra quasi una semplice opera di "sottrazione": mancano le parti rock (e che rock ! trattandosi di Townshend, Daltrey, Entwistle e Moon !), rimane, ovviamente amplificata ed enfatizzata, quella sinfonica già ben presente nell'originale.
Premessa la mia INCOMPETENZA nel poter valutare artisticamente questo ambito musicale, è spesso evidente la pesante pomposità che la voce lirica apporta all'ascolto. Le parti, gli arrangiamenti e l'esecuzione sono fedeli agli originali, Townshend suona la chitarra acustica, canta in "Punk and the godfather" (ma troviamo anche Billy Idol e Phil McDaniels come ospiti).

Il risultato finale lascia il dubbio sulla necessità di una riproposta del genere, che se da una parte testimonia ancora una volta la grandezza del genio di Townshend, dall'altra rimane un'aggiunta prescindibile nella carriera del Nostro.

https://www.youtube.com/watch?v=o-ev6f53g8M

mercoledì, luglio 01, 2015

I'm a nazi baby. La storia di "Today your love, tomorrow the world"



ANTONIO ROMANO ci regala un altro grande pezzo.
I precedenti articoli di Antonio Romano sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Antonio%20Romano

Un giorno qualsiasi dell’inverno del 1975.
I RAMONES, freschi di firma del contratto con la Sire Records, erano in sala prove per definire la scaletta del loro album di debutto. Ad un certo punto la porta si spalancò ed irruppe, incazzatissimo, Seymour Stein, presidente dell’etichetta, ad urlare ai ragazzi che non potevano cantare in un brano “sono un nazista, piccola, si, lo sono” e che non potevano cantare un verso del genere perché no. Non potevano e basta, non avrebbe aggiunto altro.
Si riferiva al pezzo che in quel momento si intitolava “I’m a Nazi, Baby”, che iniziava, invece che con il consueto “one two thee four”, con “eins zwei drei vier” ed il cui verso iniziale recitava, appunto, “I’m a Nazi, baby, I’m a Nazi, yes I am”.
All’inizio i ragazzi, ed in particolare Dee Dee, autore del testo, si opposero: non avrebbero cambiato di una virgola il loro brano, la cui seconda strofa, oltretutto, rincarava con: “I'm German soldier, y'know I fight for the Fatherland”.
Dopotutto, protestavano, se una canzone su un soldato nazista innamorato rappresentava un’apologia del regime hitleriano e dell’Olocausto, allora “Beat On The Brat” invitava al maltrattamento dei bambini? E “Loudmouth” delle donne? E “53rd and 3rd” era un pezzo violento ed omofobo? E che dire di “Now I Wanna Sniff Some Glue” e “Chain Saw”?
Stein quella sera se ne andò, furioso, sbattendo la porta ed urlando che non avrebbe permesso a quei quattro stronzi di buttare nel cesso vent’anni di integrazione e di cultura ebraica a Brooklyn.

Anche Arturo Vega, loro grafico ed a tutti gli effetti il quinto Ramone, tentò di spiegare: “La questione è molto semplice. E’ solo un’esplorazione del lato oscuro, tipica dei testi dei Ramones. Credo che il vero bene non possa esistere finché non affronti il male e lo vinci, ed il miglior modo per sconfiggere il male è farci l’amore. Ed il miglior modo per fare l’amore con qualcuno o qualcosa è trasformarlo in arte. Ma, è ovvio, le persone sono spaventate da tutto ciò che non capiscono. Sai, gli editori possono usare le svastiche sulle copertine dei libri, ma non su quelle dei dischi. E’ come una regola tacita. La svastica è un simbolo, come l’aquila. Nel 1973 io stesso indossavo delle fasce sul braccio con svastiche fluorescenti. Stavo addirittura accostando una svastica all’aquila nel logo, ma quando lo dissi a Tommy lui rifiutò, non ne volle discutere nemmeno. Ma Joey è ebreo, come potrebbe qualcuno prendere tutto ciò seriamente? Intendo, un ragazzo ebreo che canta di essere un nazista.”
Non distanti le parole del fratello di Joey, Mickey Leigh, anch’egli presente quella sera: “Io ho sempre interpretato la canzone con l’immagine di un ragazzino tedesco, magrolino e timido, che, dopo aver subito atti di bullismo per tutta la sua vita, trova un modo per passare dalla parte dei bulli. E’ quasi come leggere dentro la psicologia di un tipico appartenente alla Gioventù Hitleriana, brillantemente riassunto in due righe. Però Seymour non ne voleva sapere, voleva che la band modificasse il testo.
Ma, dato che i Ramones non si schiodavano dalle loro posizioni, ne seguì una accesa lite. Sembrava quasi che si stesse rischiando di sciogliere l’accordo discografico.”

Tutti e quattro i Ramones venivano da Forest Hills, un quartiere ad altissima densità di residenti ebrei. Johnny, originario da una famiglia cattolica, e Dee Dee, figlio dell’unione sfortunata tra un soldato americano ed una donna tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresentavano la minoranza lì.
E l’interesse quasi perverso per la simbologia nazista, così come anche quello per le droghe, in Dee Dee sarebbe forse nato proprio dalla voglia di ribellarsi alla sua storia familiare, e quasi tutti i testi di cui è autore lo testimoniano. Ma non erano solo lui e Johnny a flirtare con quell’immaginario: persino Tommy, di origini ebree polacche ed i cui genitori erano scampati alle persecuzioni naziste ed ai campi di concentramento, espresse in più di un’occasione sentimenti contrastanti e poco chiari sull’argomento. Sebbene avesse sostenuto in più di un’occasione di non credere che i riferimenti al nazismo fossero divertenti, affermò anche che, in quei giorni, ad attrarlo quasi magneticamente a due personaggi eccentrici come Dee Dee e Johnny fosse stata proprio quella volontà inconscia di rivoltarsi contro tutto quello che fino ad allora aveva inglobato e condizionato la vita sua e della sua famiglia, l’ebraismo.

E tutti e tre, nella loro agitazione confusa ed ormonale, ancor prima di incontrare Joey e formare la band, camminando per le strade del quartiere, si sentivano duri, pericolosi, cazzuti. Non erano dei fottuti hippy perbenisti, si dicevano. Volevano essere come i loro idoli del rock’n’roll che avevano in più di un’occasione giocato con l’immaginario macabro del nazismo: da Mick Jagger a David Bowie, dagli Sweet a Iggy Pop.
Citando Dee Dee: “Tutti e tre ci consideravamo alieni al mondo ottimista e sorridente del tempo. Tutti e tre sentivamo il bisogno di portare in superficie i sentimenti più oscuri, le verità di dure, la rabbia che c’era in noi.”

Ma qualche giorno dopo la lite con Stein, fu proprio Tommy a tentare una mediazione. Questi, decisamente il più sensibile a tali argomenti, fino ad allora aveva accondisceso a quella sorta di feticismo per il nazismo che animava i “fratelli” per non bloccare il flusso creativo della band, basato sullo humor nero, su immagini grottesche e sulla libertà di affrontare qualsiasi tema delicato in modi, a tratti, macabri. Ma ora era in ballo il contratto con la Sire Records e non potevano permetterselo.
Era scritto nei loro piani: dovevano conquistare il mondo. Fu, dunque, su sua insistenza che i Ramones si misero a pensare a delle alternative e si raggiunse il compromesso di “I’m a shock trooper in a stupor, yes I am” (“Sono un soldato della truppa d’assalto intorpidito”) e di “I’m a Nazi Shatze” (“Sono un nazista innamorato”, o qualcosa del genere) al posto dei versi incriminati.
Ma, nonostante i nuovi versi, il brano alla casa discografica continuava ad apparire offensivo. I quattro fecero sapere che non avrebbero trattato oltre, così Stein fu costretto accettare ed il pezzo fu inserito come ultima traccia nell’album d’esordio con il titolo di “Today Your Love, Tomorrow The World”.
Salvo, poi, essere eseguito dal vivo sempre -e con sempre intendo sempre, dal 1975 fino al 1996- con il testo originale. “I’m a nazi, baby, I’m a nazi, yes I am”.

martedì, giugno 30, 2015

Giugno 2015. Il meglio.



C'è un concorso al MEI che premia il miglior blog privato italiano.
Se vi piace il Nostro blog votatelo e/o fatelo votare qua, grazie !:

https://www.facebook.com/musicletter.it/posts/10153486860843436

Alla metà del 2015 e i titoli che possono ambire alla Top 10 del'anno sono già numerosi
Tra gli stranieri Paul Weller Gaz Coombes, Selecter, Noel Gallagher, Moment, D’Angelo, Bettye Lavette, Charlatans, Saun and Starr, Sleater Kinney, Pops Staples, Mighty Mocambos, Tobias Jesso Jr., Ryley Walker, The Suffers, Jon Spencer Blues Explosion, Sonics, Blur, Sandra Wright, Soul Motivators. The Slingshots, Saun & Starr.
In Italia Cesare Basile, Salvo Ruolo, Gang, Mads, Big Mojo, Elli de Mon, Sycamore Age, Dellera, Mother Island, Kicca, Simona Norato, Gang, Nico, Randy Roberts
.

ASCOLTATO

SPEEDOMETER feat JAMES JUNIOR - No turning back/ Orisha’s party
Brillante singolo tra soul e jazz, vibrante e travolgente, in attesa dell’album

THE MOMENT - The only truth is music
Il ritorno dei Mod Gods non tradisce la lunga attesa: composizioni eccellenti, sound nervoso ed elettrico come alle origini, che trova in brani intrisi di soul come "LOY", "Queen of the Battersea", "Now your starting" o "Dance your dance" i momenti migliori ma che non disdegna il gusto per il mid tempo rock alla Faces ("She's a Modern"), ballate dal sapore brit folk ("Penelope wood" e "You can get what you pay for") o come la conclusiva title track tra Weller e i REM.
Non c’è nulla di revivalistico o nostalgico ma è un eccellente nuovo sentiero artistico che si riapre nel migliore dei modi.

THE SELECTER - Subculture
Che bello il nuovo dei Selecter ! Ska, rocksteady, reggae. Eleganza, personalità a tonnellate, grandi grooves, brani stupendi (“Karma” su tutti, “Breakdown” sembra la nuova “Ghost town”/Specials), un riuscita cover di “Because the night” di Patti Smith, la voce di Pauline Black perfetta. Tra i dischi dell’anno.

RASHEED ALI' - 1968: Soul Power!
Album spettacolare in cui si torna a quei giorni del 1968 di fremente attività sociale, artistica, culturale.
Con un FUNK SOUL spaziale tra il James Brown dei primi 70's, Sly and the Family Stone, il Prince più hot funk.
Album potentissimo e titoli infuocati come "Student revolution", "Black Power Revolution", "Float like a butterfly" dedicata a Muhammad Alì.

LEON BRIDGES - Coming home
Nel suo notevole e fascinoso album Leon Bridges si è fermato più o meno al 1962/1963 nei solchi dei vinili di Sam Cooke, Arthur Alexander, il primo Marvin Gaye.
Il tutto riprodotto fedelmente sia a livello sonoro che di mood rhythm and blues/gospel/doo woop.
Ed è un bel sentire.

MONOPHONICS - Sound of sinning
Dalla California un ottimo lavoro a base di soul e rhythm and blues di gusto 60’s ma con un leggerissimo pizzico di psichedelia che rende il tutto originale e particolare. Undici brani, grooves riusciti e un bel tiro.

ROXY ROCA - Ain’t nothin fancy
La band di Austin al debutto suona un duro southern soul, occhieggia al funk del James Brown dei mid 70’s, va di sezione fiati in stile primi Sly, ci butta un po’ di Al Green, Otis e altri vari ingredienti ad hoc per una miscela perfettamente riuscita.

MERRY GO ROUND - s/t
Band attiva da poco ma con alle spalle una lunga storia che parte addirittura dagli anni dal 1985 quando l'ossatura dei Merry Go Round era parte degli Storks, garage band tra le migliori della scena italiana. L'evoluzione in Standarte cambiò anche la direzione musicale, verso sonorità che abbracciavano proto prog e freak beat.
Attraverso vari cambi di formazione si arriva al nuovo progetto che viaggia nei meandri (spesso dimenticati) dei primi 70s' tra i Trinity di Brian Auger (soprattutto grazie alla splendida voce soul di Martina Vivaldi), Atomic Rooster e quell'universo di piccole band sconosciute che affollarono il periodo dispensando splendidi e dimenticati album. Un gioiello di grande caratura, una band da seguire assiduamente.

COCONUT KILLER BAND - s/t
Poderoso album in cui convergono il rock n roll primitivo e martellante di fine 50s' (dalle parti di Jerry Lee Lewis e Little Richard) e una visione dello stesso attuale e modernissima come hanno insegnato Jon Spencer Blues Explosion e Jim Jones Revue. Ma ci sono anche il garage estremo alla Sonics, il blues più profondo e un sound sempre nervoso ed elettrico che arriva a volte fin negli orizzonti cari agli Stooges di "Raw Power". Tanta energia, attitudine a secchiate, album travolgente.

ASCOLTATO ANCHE
ALICE TAMBOURINE LOVER (ottimo psych blues acustico tardo 60’s), WOLF ALICE (discreto dream rock) NEIL YOUNG (non è malaccio ma è uno di quei dischi che non riascolterò un’altra volta ...rock n roll, ruvido, minimale etc etc ma noioso e scontato), EMILY PLAYS (Mazzy Star, Opal, dream pop e shoegaze, non male).

LETTO

KIM GORDON - Girl in a band
KIM GORDON è stata la bassista dei SONIC YOUTH ma soprattutto un'icona dell'alternative (noise) rock che arrivando direttamente dal punk e dalla no wave (influenza riconosciuta e più volte citata nel libro) new yorkese dei primi 80's riuscì ad approdare alle classifiche e al mainstream, portando suoni estremi ad Mtv.
"Girl in a band" è bellissimo, i Sonic Youth rimangono quasi in sottofondo, quasi come aspetto marginale della vicenda mentre a risaltare è la KIM GORDON Donna, artista, Madre, moglie.
Non è facile essere rockstar in mezzo ai genitori "normali" dei compagni di scuola della figlia. Non è facile essere moglie tradita in modo banale, da commedia all'italiana.
Kim non risparmia Thurston nè si trattiene nel bastonare colleghi come Courtney Love, Madonna, Billy Corgan, Lana Del Rey nè di dichiarare tutto il suo struggente ricordo all'amico Kurt Cobain.
Il finale è sorprendente, amaro ma allo stesso tempo fulminante, come tutto questo BELLISSIMO LIBRO.

VINCENZO MAREGA - Sulle cose che cambiano
Garbo è stato tra i primi in Italia a parlare il linguaggio della new wave (quuella di Ultravox , Human League, Gary Numan) portandola a certi livelli (dalla Rai a SanRemo) senza mai “vendersi” artisticamente. Questo ottimo libro ripercorre la sua carriera musicale (e personale) raccontando in prima persona i consueti esordi difficilissimi, l’esplosione di popolarità, la prosecuzione, più in sordina, dell’attività fino ai giorni nostri. Il tutto con estrema discrezione, cura dei particolari e gustosi aneddoti.

COSE & SUONI
“RevoLuce” è il nuovo album di Lilith and the Sinnersaints.
Suoneremo il 3 luglio a Vallescuropasso (Pavia) al Montegutzo Rock Festival e il 2 agosto in provincia di Imperia.

www.lilithandthesinnersaints.com
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints

Mie recensioni quotidiane di musica italiana su www.radiocoop.it

IN CANTIERE
Il 7 agosto a Cittadella Marittima (GR) presento la bio su Paul Weller, i l12 settembre a Bologna di nuovo Rock n Goal.
Sarò al Festival Beat il 4 luglio e il 5 al Vittoriale a vedere Paul Weller (magari ci si vede).

lunedì, giugno 29, 2015

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

IAN DURY and the BLOCKHEADS - New Boots and Panties!!
E' noto che nel 1977 ogni nuova uscita che non fosse dei Genesis o degli Yes veniva immediatamente etichettata come PUNK.
E così anche il buon Ian Dury, un recente passato in ambito pub rock si trovò proiettato a fianco di Sex Pistols e compagnia.
In realtà l'esordio (e anche il proseguio) ben poco ha a che fare con un certo tipo di sonorità, muovendosi invece in un originalissimo mix di (apro) humor cockney, omaggi al rock n roll (la ballad che si trasforma in booggie di "Sweet Gene Vincent"), funk ("Wake up and make love with me", "If I was a woman" e la stessa famosissima "Sex and drugs and rock n roll"), tardo glam ("I'm partial to your Abracadabra" o la bowiana "Blockheads", quella più vicina al concetto di punk con la tiratissima, quasi hardcore, "Blackmail man"), cabaret ("Billericay Dickie") e tanto altro (dal reggae calypso, al jazz, a atmosfere Loureediane).
L'album che avrebbe dovuto fare KEITH MOON con testi di RAY DAVIES....

DODGY - Free peace sweet
Il terzo album della band inglese, uscito nel 1996, è una dimenticata esplosione brit pop rock in cui confluiscono sonorità (raramente ripetute così bene) che caratterizzarono gli Who di "Who's next" e "Quadrophenia" (soprattutto grazie al drumming di Matthew Priest, vicinissimo al Keith Moon dei primi 70's).
I 14 brani sono uno più bello dell'altro, profondamente 60's, con grandi dosi di garage beat, Beach Boys, Beatles, Who, Small Faces, psichedelia e un'energia che solo i Prisoners furono in grado di rirodurre all ostesso modo in quest'ambito.
Piccolo, grande, capolavoro brit !

JIMMY CLIFF - Rebirth
Dopo otto ann idi assenza discografica l'eroe del Jamaica Sound , JIMMY CLIFF, tornò , nel 2012 con uno stupendo album, prodotto magnificamente da Tim Armstrong dei Rancid (che firma anche alcuni brani). Reggae militante, suoni corposissimi e "duri", un'eccellente cover di "Guns of Brixton" dei Clash e un'altrettanto riuscita di "Ruby Soho" dei Rancid (trasformata da furioso punk rock ad avvolgente ska-reggae).
A perfetto compendio il northern soul di "Outsider".
Album perfetto.

domenica, giugno 28, 2015

Les Villages, Florida



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia o comunque estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il THE VILLAGES nell'assolata FLORIDA è un resort in cui alloggiano abitualmente quasi 100.000 persone.
La particolarità è che l'età minima è più o meno di 55 anni nel senso che è un luogo in cui vanno a svernare o a vivere soprattutto persone anziane, molto anziane, benestanti e libere da particolari legami e in cui la percentuale è di UN UOMO ogni DIECI DONNE.
Il risultato è che in quella che è stato denominata la Disney World per Anziani è sorto un mercato clandestino particolarmente florido di VIAGRA, che, a quanto si dice, le scene di sesso anche pubblico non sono rare (inclusi spogliarelli di signore non più tanto "presentabili" e vere e proprie orge anche all'aria aperta), lo scambio di coppie normale e anche gli incidenti tra auto da golf elettriche (...) guidate da anziani piuttosto alticci, sono in vertiginoso aumento.
70enni curatissime in minigonna e top vanno a caccia, senza alcuna remora dei pochi uomini ancora prestanti.

Il posto da paesello di un migliaio di abitanti è cresciuto vertiginosamente attirando persone da tutta l'America.
Anche se la regola è che non si può restare per più di 30 giorni l'anno nel pulitissimo e curatissimo (oltre che controllatissimo, da guardie armate e servizi di sicurezza rigorosi) resort.
Il tutto gestito in maniera "Orwelliana": negozi di lusso, pulizia, cure mediche di tutti i tipi e SOLO BUONE NOTIZIE dalla TV del posto.

"E' come tornare bambini" / "Le persone sono sempre amichevoli" / "Il tempo è sempre bello e non c'è nulla di sgradevole in giro" /"E' come il paradiso" / E' come vivere a Disney"...sono alcune delle impressioni dei frequentatori

venerdì, giugno 26, 2015

Targa MEI 2015



Il NOSTRO blog è in finale per la TARGA MEI 2015 per il miglior blog.
Per VOTARLO e farlo vincere che poi mi danno una TARGA da mettere nella libreria (e la foto sul blog) basta mettere MI PIACE al link corrispondente al MIO BLOG a questo indirizzo:
https://www.facebook.com/musicletter.it/posts/10153486860843436

“Miglior blog personale” (nomination 2015)

Doctor Wu di Leo Giovannini (wudoctor.blogspot.it)
Fard Rock di Luciano “Joyello” Triolo (fardrock.wordpress.com)
Music Won’t Save You di Raffaello Russo (musicwontsaveyou.com)
Note in Lettere di Marco De Giorgio (noteinlettere.wordpress.com)
Polaroid - Un blog alla radio di Enzo Baruffaldi (polaroid.blogspot.it)
Reverendo Lys di Franco Dimauro (reverendolys.wordpress.com)
Tony Face di Antonio Bacciocchi (www.tonyface.blogspot.it)
Venerato Maestro Oppure di Eddy Cilìa (venerato-maestro-oppure.com)
Withnail e Io di Carlo Bordone (withnailblog.wordpress.com)
Yes I am Drowning di Giorgio Moltisanti (yesiamdrowning.tumblr.com)

Kim Gordon - Girl in a band



KIM GORDON è stata la bassista dei SONIC YOUTH ma soprattutto un'icona dell'alternative (noise) rock che arrivando direttamente dal punk e dalla no wave (influenza riconosciuta e più volte citata nel libro) new yorkese dei primi 80's riuscì ad approdare alle classifiche e al mainstream, portando suoni estremi ad Mtv.
Recentemente ha scoperto il tradimento del marito e chitarrista della band, Thurston Moore a cui era legata da sempre e, superata la soglia dei 60 anni, ha deciso di mettere nero su bianco la propria storia in cui questo traumatico evento ricopre forse il ruolo principale, permeando di dolore e malinconia tutto il libro.

"Girl in a band" è bellissimo, i Sonic Youth rimangono quasi in sottofondo, quasi come aspetto marginale della vicenda mentre a risaltare è la KIM GORDON Donna, artista, Madre, moglie.
Ci sono l'infanzia e l'adolescenza complicate da un fratello problematico, il suo ruolo di "girl in a band" in un mondo tanto apparentemente aperto quanto poi miseramente (ancora e sempre) sessista, c'è la carriera musicale ma soprattutto i problemi di conciliare la vita di Madre e Rockstar: non è particolarmente facile spaziare in tour per mezzo mondo con una bimba piccola da accudire tra concerti, alberghi, conferenze stampa, prove, registrazioni.
Non è facile essere rockstar in mezzo ai genitori "normali" dei compagni di scuola della figlia. Non è facile essere moglie tradita in modo banale, da commedia all'italiana.
Kim non risparmia Thurston nè si trattiene nel bastonare colleghi come Courtney Love, Madonna, Billy Corgan, Lana Del Rey nè di dichiarare tutto il suo struggente ricordo all'amico Kurt Cobain.
Il finale è sorprendente, amaro ma allo stesso tempo fulminante, come tutto questo BELLISSIMO LIBRO.

giovedì, giugno 25, 2015

Gianni Agus



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta.
Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters oggi si parla di un brillante ATTORE: Gianni AGUS.

Le altre puntate qui
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Grande caratterista comico, spessissimo presente in TV e al cinema a fianco dei grandi nomi, soprattutto come SPALLA DI TOTO', PAOLO VILLAGGIO, PEPPINO DE FILIPPO, GIANNI AGUS fu anche conduttore di diverse trasmissioni televisive (presento' il Festival di Sanremo nel 1958) e attore di teatro classico, inclusi diversi Pirandello e l'Opera da tre soldi con la regia di Giorgio Strehler.
E' ricordato soprattutto per i ruoli da "antipatico", prevaricatore (vedi con Paolo Villaggio nel personaggio di Fracchia o del fascista rigido e inflessibile in vari film degli anni 50 e 60).
In un periodo di difficoltà lavorativa accettò di fare il testimonial di una pubblicità per una marca di dentiere.
Il caricaturista Onorato lo consacrò in un necrologio affettuoso: "Fu il primo attore italiano in ordine alfabetico".

mercoledì, giugno 24, 2015

Paolo Villaggio



PAOLO VILLAGGIO è stato uno dei comici più iconoclasti, acidi, cinici, caustici, rabbiosi, spietati, impietosi della cinematografia e della televisione italiana.
Un perfetto proto punk.
I personaggi di Fantozzi, Fracchia, del cattivissimo Professor Kranz (personaggio con cui esordì in tv nel 1968, all'insegna di un'inedita e quasi disturbante aggressività, rispetto ai canoni soft e sfumati dell'epoca) sono sempre stati estremi, le modalità con cui li presentava inconsuete (scendeva tra il pubblico e spesso lo coinvolgeva direttamente con una dialettica anche "violenta"). La grottesca mediocrità di Fracchia e Fantozzi, rappresentata in maniera spietata, strappa risate amarissime.
Oltre alla saga di Fantozzi e' stato anche ottimo attore con Fellini, Monicelli, Samperi per poi perdersi in triste macchiette dagli anni '90 in poi sia cinematografiche che televisive e finire con interviste semi provocatorie ma spesso poco rispettose per sè stesso.

«Lo penso davvero, il Papa è una persona troppo intelligente per credere in Dio»

martedì, giugno 23, 2015

27 ottobre 1954 Fiorentina - Pistoiese 6-2



Per la serie Grandi partite dimenticate un episodio davvero particolare.
Le altre qui: http://tonyface.blogspot.it/search/label/Grandi%20partite%20dimenticate

Una delle partite dimenticate più particolari è senza dubbio Fiorentina-Pistoiese del 27 ottobre 1954, derby amichevole conclusosi 6-2 per i viola (2-2 il primo tempo) che avevano appena battuto la Spal e qualche giorno dopo fecero lo stesso con l'Udinese.
Alla fine del campionato, vinto dal Milan davanti all'Udinese (poi retrocessa per illecito sportivo), la Fiorentina arrivò al quinto posto.
La Pistoiese era tra i dilettanti.

Improvvisamente sullo stadio Comunale apparvero due oggetti volanti non identificati a forma "di ali di gabbiano" (altri testimoni li definirono "a forma di cappello da mandarino cinese") rimanendo visibili per circa 15 minuti e che furono avvistati anche in città.
Successivamente sarebbe seguita per circa mezz'ora la caduta di filamenti di materiale appiccicoso, la cosiddetta bambagia silicea o anche "capelli d'angelo".
La partita fu sospesa nello stupore e inquietudine generali e ripresa solo dopo parecchi minuti.

Un'indagine del Cicap rilevò che in quella settimana erano in corso esercitazioni militari che facevano l'uso di contromisure per trarre in inganno il sistema di puntamento degli aerei, che avrebbero creato riflessi nel cielo. La presenza di filamenti, sempre secondo il Cicap, sarebbe dovuta ad un fenomeno legato alla tecnica del ballooning messa in atto da alcune specie di ragni per migrare. Questi ragni producono dei lunghi filamenti biancastri, che portati dal vento sollevano i ragni e li trasportano per lunghe distanze.
Il periodo della migrazione coincide con quello degli avvistamenti di Firenze.
Il fenomeno, praticamente ignoto all'epoca, è oggi stato spiegato e documentato anche con riprese ed analisi chimiche.
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