martedì, maggio 23, 2017

Iggy Pop - The Idiot / Lust for life



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave.

Si parte con i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977.

La storia è nota.
David Bowie toglie Iggy Pop dalle derive in cui era finito dopo lo scioglimento degli Stooges, tra droghe ed eccessi di ogni tipo, lo ripulisce (solo un po', non esageriamo) e gli restituisce un'immagine e un sound non solo attuali ma che precorrono i tempi.

"The idiot" esce nel marzo del 1977 ma le registrazioni sono dell'estate prima, quando il concetto di new wave era ancora decisamente embrionale.
E' evidente che si tratta di un album di David Bowie (in pieno trip "berlinese") a cui Iggy presta voce, verve e testi (non a caso David riprenderà sia "China girl" che "Sister midnight" ).
Il sound è decadente, kraut, un pizzico di glam, di sonorità oscure, perfettamente consone con quanto faranno di lì a poco gruppi come Ultravox! o Siouxsie.

"Lust for life" esce sei mesi nell'agosto 1977 ed è ancora frutto della magica accoppiata ma le redini questa volte le prende Iggy con un piglio che riporta alle sue origini, dure e crude (vedi la stupenda, classica, iconica title track con uno dei suoni di batteria più belli della storia del rock e il cui riff fu ispirato da un codice Morse...e le successive "Sixteen" e "Some weird sin").
C'è anche un altro brano destinato alla storia del rock come "The passenger".
Il resto si inserisce alla perfezione nel calderone punk wave di quei giorni ma con una classe, uno stile e uno spessore che cancellano buona parte delle uscite contemporanee.

Iggy Pop prenderà velocemente il volo grazie anche a travolgenti e selvaggi concerti restando sempre a livelli dignitosi, discograficamente parlando.

SISTER MIDNIGHT (live 1977 con Davide Bowie)
https://www.youtube.com/watch?v=Nv9fGh38X_s

FUNTIME (con David Bowie 1977)
https://www.youtube.com/watch?v=geHYJa35z_g

CHINA GIRL
https://www.youtube.com/watch?v=aq0kCmzweTU

DUM DUM BOYS (live 1981)
https://www.youtube.com/watch?v=GxvC8g4hQpI

LUST FOR LIFE
https://www.youtube.com/watch?v=jQvUBf5l7Vw

THE PASSENGER
https://www.youtube.com/watch?v=hM7LCXiWOSI

SIXTEEN
https://www.youtube.com/watch?v=QvcKX4gK18Q

SOME WEIRD SIN
https://www.youtube.com/watch?v=mUTH_SDktlw

lunedì, maggio 22, 2017

Mario Schifano



MARIO SCHIFANO è stato uno dei più importanti e poliedrici artisti italiani, tra gli esponenti della Pop Art autoctona (vedi le opere dedicate ai marchi pubblicitari come Coca-Cola ed Esso), spesso a stretto contatto con la musica.

Nato nel 1934 nella Libia Italiana, alla fine dei 50's partecipò al movimento artistico Scuola di Piazza del Popolo che si riuniva al Caffè Rosati, bar romano in Piazza del Popolo, allora frequentato fra gli altri da Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e Federico Fellini.
E' lì che conobbe la futura amante Anita Pallenberg (che durante un viaggio a Londra nel 1965 presentò ai Rolling Stones con i noti sviluppi successivi), con la quale fece il suo primo viaggio a New York nel 1962 dove entrò in contatto con Andy Warhol e Gerard Malanga frequentando la Factory e le serate del New American Cinema Group, partecipando alla mostra New Realists alla Sidney Janis Gallery, una collettiva che comprendeva gran parte dei giovani artisti della Pop Art fra cui Andy Warhol e Roy Lichtenstein entrando nella vita notturna newyorkese che lo portò alle prime sperimentazioni con l'LSD.

Tra il 1966 e il 1967 Nel 1966-67 forma Le Stelle di Mario Schifano con i musicisti Giandomenico Crescentini, ex bassista dei New Dada, il chitarrista romano Urbano Orlandi, il tastierista Nello Marini, ed il batterista Sergio Cerra dei quali gestisce l'indirizzo musicale (come Andy Warhol con i Velvet Underground) e la regia dei concerti trasformandoli in uno degli esempi più alti di musica psichedelica italiana ed internazionale, pubblicando un album seminale e avanti di anni rispetto ai tempi.

Diventa l'amante di Marianne Faithfull, nel 1967 collabora con Marco Ferreri ne L'harem di Marco Ferreri e nel 1968 produce come regista la Trilogia per un massacro, formata dai tre lungometraggi Satellite (1968), Umano non umano (1969, a cui collaborarono Adriano Aprà, Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Rada Rassimov e Keith Richards e Trapianto, consunzione, morte di Franco Brocani (1969).

Nel 1968 disegna la copertina di Stereoequipe dell' Equipe 84.
Nel 1969 i Rolling Stones dedicano a Mario Schifano il brano Monkey Man.
Prosegue tra i 70's e gli 80's un'intensa (e disordinata) attività artistica, sperimentale e d'avanguardia.
I primi anni Settanta si aprono con la serie di tele emulsionate dove immagini televisive vengono sottoposte a interventi di colore alla nitro.

Negli anni Settanta ed Ottanta la sua opera si è applicata, in maniera crescente al soggetto dell’arte e degli artisti, utilizzando fotografie di “icone” storiche.
Negli 80 e 90 è presente in mostre ed esposizioni in tutto il mondo, dall'Europa agli States alla Cina.
Nel 1997 viene insignito del Premio San Giorgio di Donatello per le vetrate policrome della cripta di Santa Croce a Firenze, per il settimo centenario della costruzione.
Due anni dopo Venezia alla Biennale rende Omaggio a Schifano, morto il 26 gennaio 1998, stroncato da una vita fatta di eccessi e sregolatezza in un ospedale romano.

“O si andava nelle gallerie a vedere i quadri informali, o si andava nelle strade a vedere i cartelloni pubblicitari. Io scelsi di andare nelle strade.”

http://www.marioschifano.it/

domenica, maggio 21, 2017

Henderson Island



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Isola corallina del Pacifico meridionale, inserita nelle Isole Pitcairn (che in totale contano 48 abitanti...) patrimonio dell'Unesco dal 1988, a causa degli uccelli presenti e delle incontaminate riserve di fosfato, pressochè inabitabile (ma anticamente popolata da indigeni locali).

Sono stati trovati sull'isola, dalla ricercatrice Jennifer Lavers, dell'Istituto per gli studi marini e antartici dell'università della Tasmania, 37,7 milioni rifiuti di plastica, la più alta concentrazione di rifiuti mai registrata: 671 per metro quadrato.
Si stima che i detriti di plastica presenti raggiungano complessivamente un peso di 17 tonnellate.

La causa del fenomeno è la vicinanza dell'isola al centro di una corrente oceanica chiamata vortice subtropicale del Nord Pacifico, che rende Hendersen punto focale per rifiuti provenienti dal Sud America o abbandonati dalle navi da pesca.

"Ciò che è successo sull'isola di Hendersen dimostra che non c'è scampo dall'inquinamento da plastica, neanche nelle aree più remote dei nostri oceani", ha detto Lavers.
"Lungi dall'essere l'incontaminata isola deserta che ci si potrebbe immaginare, Henderson è un esempio scioccante ma tipico di come i detriti di plastica colpiscano l'ambiente su scala globale".

"Sulle spiagge abbiamo trovato bottiglie dalla Germania, contenitori provenienti dal Canada o dalla Nuova Zelanda e tanto altro.
Questo ci dice che abbiamo tutti una responsabilità per ciò che sta accadendo. Se in una delle isole più remote e considerate più incontaminate al mondo registriamo questi valori, significa che ormai tutti gli angoli del globo sono già influenzati"
.

Ci sono le tracce di prodotti provenienti da almeno 24 paesi e da tutti e cinque i continenti.

sabato, maggio 20, 2017

Ray Charles al Salone del Libro



Sabato 20 maggio al SALONE DEL LIBRO di TORINO presento il mio nuovo libro RAY CHARLES IL GENIO SENZA TEMPO edito da Vololibero Edizioni (http://www.vololiberoedizioni.it/ray-charles) con la partecipazione di:
Carlo Bordone autore di Curtis Mayfield
Eddy Cilìa autore di James Brown

Ore 14,30
stand Archimede, pad 2 - H142-J141

https://www.facebook.com/events/301128330299307/



Domani sul quotidiano LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti scrivo di CALCIO e MUSICA parlando di MUSICISTI TIFOSI, di ELTON JOHN presidente del Watford, del ST.PAULI, di CANTANTI ex CALCIATORI.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Vi segnalo una fanzine eccellente. Che parla di calcio e di tutto quello che ha a che fare con la cultura che ci gira intorno.
Disponibile ora il numero 14 di OUR GAME.
Nello spazio di 32 pagine (A5 e copertina in cartoncino, of course) siamo andati ad ampliare la consieta griglia di argomenti trattati cercando di offrire uno spaccato il meno scontato possibile del meglio della terrace and street culture.

In questo numero troverete:
– Auf die Mensur! Le confraternite tedesche tra identità e violenza rituale
– Auld Enemy groundhopping: Inghilterra-Scozia a Wembley e Olimpique Lyon – Stade Rennais
– intervista ai promettenti Stanley, overtight oi! dal nord Italia
– report da Pordenone Xmas Party, A Fucking Obsession a Noale, Morlocks a Cordenons e Happy Birthday Elvis night
– reportage sui peggiori pub della storia
– “Breakfast” un nuovo racconto birrocentrico di Denis Cesaratto
– recensioni di Spitfires, Rotula, La Inquisicion, B Squadron, No Class, Subbaculture #5, Profilo Basso #24 e Extendend Highlights di Matt Johnstone

Le prime 30 copie includono la spilla Our Game Football Club, la seconda della serie OG Limited Edition… Grab them while they last!

Il tutto a soli 2 € + spese di spedizione
Info e ordini: our_game@hotmail.it

https://ourgamefanzine.wordpress.com/

venerdì, maggio 19, 2017

Duncan Jones



Duncan Jones, nato Duncan Zowie Haywood Jones nonché noto anche come Zowie Bowie, figlio di David (e Angela Barnett) è un regista (pluri laureato tra Inghilterra e America).

Dopo aver diretto nel 2002 il cortometraggio fantascientifico Whistle, nel 2006 si occupò di una campagna per French Connection.
Nel 2008 dirige il suo primo lungometraggio, il thriller fantascientifico Moon, interpretato interamente da Sam Rockwell che ricevette un'ottima accoglienza al Sundance Film Festival.
Seguono Source Code nel 2001 e Warcraft nel 2016.
Quest'ultimo ha ricevuto stroncature dalla critica ma entusiasmo dal pubblico diventando il film tratto da un videogame con il più alto incasso di sempre.

«Sono sempre stato un avido gamer, la sera passo ore a giocare. Per me i videogame erano un rifugio, un modo per allontanarmi dalla realtà, e ritrovare amici in un mondo familiare.

Papà cercava sempre di mettermi in mano uno strumento: batteria, piano, chitarra, sassofono. Niente da fare, e so che per lui è stato un colpo, ma forse avevo capito che sarebbe stato impossibile competere con il suo genio.
Cercava anche di farmi uscire a giocare o di mettermi in mano un libro, voleva che leggessi minimo un’ora prima di dormire ed è merito suo se ho iniziato ad appassionarmi al genere fantasy e fantascienza, come Orwell, Philip K. Dick e Bradbury.
Papà invece diceva che per lui erano stati fondamentali Allen Ginsberg e Jack Kerouac, e grazie a On the Road ha capito che doveva andarsene via da Bromley e diventare musicista.
Mi ricordo che quando girò L’uomo che cadde sulla Terra si portò in Messico 400 libri!

Da allora quando andava in tour o sul set di un film, girava sempre con queste librerie segrete che si era fatto costruire apposta, ricavate dalle custodie degli strumenti.
Le stesse che poi usavo io per giocare dietro al palco durante i concerti di papà. Mi rompevo così tanto che i roadies mi ci infilavano dentro e mi spingevano lungo il corridoio come fossi alla guida di un go kart!».


DUNCAN è nato il 30 maggio 1971 e Bowie scrisse il brano "Kooks" per "Hunky Dory" in quei giorni e la suonò prima volta alla BBC il 3 giugno.

«Avevo appena ascoltato un album di Neil Young quando mi telefonarono per dirmi che mia moglie aveva dato alla luce un bambino la domenica mattina e allora decisi di dedicargli questo brano», annunciò al pubblico presente in studio, precisando che il testo non era ancora definitivo.

Dedicata al "Piccolo Z" riportano le note di copertina.
Il bambino era nato», riportano le note dell'album, «e somigliava a me e a Angie. La canzone nacque un po' come una cosa tipo "se rimani con noi diventerai uno svitato"». Ciò nonostante il testo cattura anche lo smarrimento che molte persone affrontano diventando genitori"

giovedì, maggio 18, 2017

Il Bar



Probabilmente il luogo che frequentiamo più spesso nell'arco di una vita, senza distinzioni sociali, di classe, etnica, sessuale....

Il termine BAR deriverebbe da una contrazione del termine inglese "barrier", sbarra.
Durante la prima colonizzazione dell'America del Sud, l'angolo riservato alla vendita degli alcolici, nelle osterie o nelle bettole, era diviso dal resto del locale da una sbarra.
Analogamente è stato indicata la parola "barred" ("sbarrato") quando, nei periodi in cui in Inghilterra era proibita la vendita di bevande alcoliche, sulle porte degli spacci venivano inchiodate delle assi sulle quali veniva scritta questa parola.
C'è chi invece fa risalire l'origine di Bar al 1898 quando Alessandro Manaresi, l' imprenditore che aprì il primo bar in Italia, a Firenze, lo intese acronimo di Banco A Ristoro.

La storia del bar è stata preceduta da quella dei CAFFE' che apparvero in Europa in seguito alla diffusione della bevanda proveniente dalla zona di Kaffa (Etiopia) intorno al XVII secolo.

Uno dei primi caffè aprì a Parigi vicino alla Comèdie Francaise grazie a un siciliano, Procopio Coltelli che ebbe l'idea,patron del "Cafè Procope".
In Italia fiorirono i primi caffè nacquero a Venezia ( il Florian), a Firenze ( il Gillj), a Roma (il Caffè Greco), a Trieste (il Gambrinus).
Il 1910 vede la nascita di uno dei primi American-bar d'Europa con l'Harry's New York Cocktail bar di Parigi.

mercoledì, maggio 17, 2017

La S.P.A.L. in Serie A



ALBERTO GALLETTI saluta il ritorno della SPAL in serie A

Inattesa ad inizio stagione, ecco compiersi oggi una grande impresa che riporta al massimo livello del calcio italiano una grande provinciale del passato da (troppo) tempo persa nelle paludi dei campionati minori.

La SPAL è promossa in serie A.
Non solo, la promozione arriva al termine di due entusiasmanti stagioni e di un fantastico salto triplo che riporta la gloriosa società ferrarese sul grande palcoscenico calcistico nazionale.
Più o meno un anno fa, il 23 aprile 2016 con il pareggio casalingo (1-1) contro l’Arezzo, la SPAL conquistava il matematico primo posto e la sospirata promozione in serie B, dalla quale mancava da 23 anni, stagione 1992/93, giocava ancora Marco Nappi.
In mezzo tantissima serie C1, un po di C2 e due fallimenti societari, un Lodo Petrucci un ripescaggio in D per benemerenze passate e una fusione.

Ma oggi siamo qui, sconfitta a Terni e matematica promozione in serie A, forse non il massimo per la giornata, artefice di tanto insperato successo l’esordiente e quasi sconosciuto Leonardo Semplici, ingaggiato dalle giovanili della Fiorentina che nel giro di poco più di sue stagioni realizza la definitiva resurrezione della squadra spallina.
Dopo la promozione in B, arriviamo alla splendida cavalcata di questo 2016/17.
Campionato cominciato tra i ranghi (forse) con speranze di mantenere la categoria e trasformatosi via via, a suon di prestazioni sempre più convincenti in una marcia trionfale.
Il primo posto in classifica raggiunto un mese e fa e fin qui mantenuto che vale, oggi, la promozione diretta alla serie A, categoria dalla quale la SPAL manca dal 1968, 49 anni!
Fu l’ultimo di 16 campionati disputati nella massima divisione, in quella squadra un giovane Albertino Bigon, Edy Reja e il vecchio bomber argentino Oscar Massei.

So poco dell’attuale SPAL , se non che fin già da gennaio una coppia d’attacco Floccari-Antenucci mi sembrò davvero ottima per la serie B.
Beh son contento di non essermi sbagliato, che il duo abbia inciso in positivo e, credo, trascinato la squadra verso la promozione.
Di certo non mi è sembrata cambiata la passione, spesso travolgente, con la quale la città segue la squadra nei momenti migliori.
Una fila di tutto-esaurito per le ultime prestazioni casalinghe, i 3.000 del Bentegodi un lunedì sera d’inverno mi confermano quanto ho sempre saputo, e a volte anche toccato con mano, di questo pubblico numeroso e appassionato, un grande pubblico.
Anche sabato quasi duemila tifosi hanno seguito la squadra a Terni, splendida carovana speranzosa di trovare quello storico punto-promozione, che non è arrivato.
In vantaggio, con Antenucci la SPAL è stata rimontata dai volitivi rossoverdi, in piena bagarre salvezza e battuta 2-1.
Ma non importa, il Benevento stende il Frosinone al 93’ e la serie A è una certezza!

Non ritroveranno più niente di quello che lasciarono quasi cinquant’anni fa quando salutarono la massima serie per l’ultima volta.
Il calcio è cambiato, il mondo è cambiato, soldi, tv, social media , leggi sulla sicurezza negli stadi assurde, tutto è diventato invadente, spietato, a volte persino sgradevole.
Ma non importa, la squadra ferrarese torna alla ribalta con il suo nome glorioso, antico, acronimo di un motto latino ormai anacronistico in questo mondo del calcio votato allo spettacolo ad ogni costo e lo ha fatto con un monte ingaggi bassissimo, il terzo più basso dell’intera categoria (1,3 milioni di euro), un impresa che sa di calcio, calcio giocato e basta.
So che sono parecchi gli appassionati che sotto sotto hanno ‘tifato’ per questa promozione, io tra loro.

Complimenti a Leonardo Semplici e ai suoi giocatori, l’entusiasmo e le cose fatte bene possono ancora dare ottimi risultati.
Complimenti al pubblico e alla dirigenza e in ultimo alle istituzioni cittadine che hanno già avviato il progetto di ammodernamento dello stadio a dimostrazione di uno dei pochi esempi veri di identificazione città-squadra ad ogni livello.
E auguri per la prossima stagione dove ad attendervi, tra le altre, spero ci sia ancora il vecchio e disgraziato Genoa di questi tempi.

W la SPAL in serie A.

martedì, maggio 16, 2017

Il Senato in tour



Foto saccheggiate dal web

Non è sempre così facile rimettersi in gioco.
Anni di attività a destra e a manca, voglia di tirare i remi in barca e fare bilanci.
Però magari prima c'è ancora un guizzo, un progetto da portare a termine.
Estemporaneo, volatile e forse irripetibile.

Proprio per questo si fanno bagagli, si caricano strumenti e si affrontano ancora una volta lunghe notti in autostrada, ritmi stressanti e pesanti e il relativo corollario di fatiche varie.

E così IL SENATO raccoglie, oltre al sottoscritto, una serie di musicisti la cui storia è troppo lunga da raccontare (qui il dettaglio: http://tonyface.blogspot.it/2017/05/il-senato.html).

Si incomincia dalle prove: quattro ore a casa di Alex Loggia il mercoledì pomeriggio (10 maggio), 22 brani, buona la prima anche per il primo concerto al "Linc" di Courgnè (Torino), ulteriore prova sul palco.
E funziona.
Le sbavature vengono corrette dall'entusiasmo e da un po' di bicchierini e bicchieroni di vario contenuto corroborante.

Si replica la sera dopo a Vogogna, in provincia di Verbania, a nord di Lugano e del Monte Cervino, tra scrosci d'acqua e temperature invernali, alla benemerita "Loggia del leopardo".
Vecchie facce tra il pubblico, i brani filano più rilassati, si improvvisa un po', ci si diverte tanto.

Cordenons è a fianco di Pordenone e ci riserva un diluvio mai visto.
Ma il "Rock Town" è bello e accogliente e dimentichiamo subito i rigori meteorologici.
Tanta gente, si suona sempre meglio e il plauso è generale.
Ad aprire l'ottimo soul, ska, funk dei Junior Pie, band raffinata ed elegante.

Sabato sera a Correggio nella bassa reggiana all' Hot Summer al "I vizi del pellicano" giochiamo in casa tra mods e appassionati della miglior musica.
Aprono gli eccellenti Coys, puro sound 79, bravissimi e impeccabili.
Ormai il repertorio è rodato, la band gira a mille e tutto funziona.

Ed è già ora di chiudere: si va a Torino al Blah Blah che troviamo gremito e dove suoniamo in scioltezza.
Preceduti dal cantautore australiano Ashley Naylor e dall'anfetaminica esibizione dei Mini's che contrasta con la nostra stanchezza dopo cinque giorni tra migliaia di kilometri.
Ma è l'ultimo guizzo e riesce di nuovo bene.

Esperienza unica e fantastica, l'onore di suonare con due leggende della musica inglese come Fay Hallam e Andy Lewis e due di quella italiana come Alex Loggia e Luca Re.
Il tutto in modo naturale, leggero, divertente e divertito, partecipe e con tanta empatia reciproca.

La scaletta:

Save my soul (Wimple Winch)
Move on up (Curtis Mayfield)
Good times (Easybeats)
Lady day and John Coltrane (Gil Scott Heron)
Feels like it’s love (Makin Time)
La pelle nera (Nino Ferrer)
Get ready (Temptations)
Killing me softly (Roberta Flack)
Spooky (Classic IV)
Do you think tha money (Mods)
In the heat of the morning (David Bowie)
Song of a baker (Small Faces)
All or nothing (Small Faces)
Leavin here (Birds)
Get out of this place (Animals)
Nothin but an hearthache (Flirtations)
Abba (Paragons)
If I could only be sure (Nolan Porter)
Un giorno senza amore (Love Affair / Il Senato)
Wham Bam than k you ma am (Small Faces)
Hush (Joe South / Deep Purple)

lunedì, maggio 15, 2017

Ray Charles - Il genio senza tempo



Disponibile il mio nuovo libro su RAY CHARLES "Il genio senza tempo" per Volo Libero Edizioni.

http://www.vololiberoedizioni.it/

Presentazione ufficiale sabato 20 maggio al SALONE DEL LIBRO di TORINO con la partecipazione di:
Carlo Bordone autore di Curtis Mayfield
TonyFace Bacciocchi autore di Ray Charles
Eddy Cilìa autore di James Brown

Ore 14,30
stand Archimede, pad 2 - H142-J141

https://www.facebook.com/events/301128330299307/

Ray Charles Soul Books 9
Come scrisse Kenneth Lee Karpe nelle note di copertina di Ray Charles at Newport
“È la somma totale delle reazioni della sua gente ed è segnato dall’essere un portavoce del suo tempo.
Quando la sua musica è felice glorifica la felicità, quando è triste le sue richieste sono i pianti, i pianti molto personali, degli uomini nel dolore.
E quando è arrabbiato la sua rabbia è quella di una moltitudine.
Lui è un uomo senza tempo, fuori dal tempo, perché canta di valori umani.

Personaggio contraddittorio sia a livello umano sia artistico (ha alternato capolavori ad album mediocri o trascurabili), una vita unica e irripetibile, Ray Charles ha attraversato epoche diversissime e segnate da cambiamenti radicali, quasi incurante, talvolta perfino sprezzante, con la tipica risata e sempre a testa alta.
Una storia tutta americana, la sua, a volte difficilmente comprensibile in un’ottica attuale o rispetto a concetti etici e morali convenzionali, tuttavia ci troviamo di fronte a chi è stato soprannominato The Genius.
Ogni altro discorso è superfluo.

sabato, maggio 13, 2017

Libertà e altro



Oggi sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' parlo di INSULTI TRA MUSICISTI, un viaggio nell'AFRO BEAT, un pezzo sul nuovo album di PAUL WELLER e un altro sulle sue recenti attività.

Nella foto il numero di una settimana fa.



Sul portale www.diysco.com il primo capitolo della storia del rock indipendente italiano dedicato al "prologo", quell oche c'era prima del 1977.
http://www.diysco.com/blog/gioia-e-rivoluzione-ep1-prologo/



IL SENATO chiude il tour italiano con due date:

sabato 13 Maggio - I Vizi del Pellicano - Correggio (Reggio Emilia)
https://www.facebook.com/events/720712411419958

domenica 14 Maggio - Blah Blah - Torino
https://www.facebook.com/events/841107819363915/

https://www.facebook.com/groups/1797203047207723

venerdì, maggio 12, 2017

Petulia



Film del 1968 di RICHARD LESTER (regista sottovalutato spesso ricordato solo per i film sui Beatles) la cui impronta è evidente, sia in certe soluzioni geniali che nella scelta di inquadrature di gran pregio e qualità (oltre che essere sfoggio di notevole tecnica), una commedia amara e a tratti particolarmente cupa e drammatica magistralmente interpretata da JULIE CHRISTIE, GEORGE CAMPBELL SCOTT e Richard Chamberlein.

Stupenda l'ambientazione californiana di fine 60's con tanto di brevi apparizioni di Janis Joplin e Grateful Dead e il look di Petulia/Christie (ma anche i due attori maschi non scherzano) da manuale dell'estetica 60's.

Visione gradevole e consigliatissima.
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