giovedì, giugno 21, 2018

Ken Regan



Ken Regan (scomparso nel 2012) è stato un grande fotografo americano che ha ritratto sportivi, politici e tanti musicisti: soprattutto i ROLLING STONES nei 70's e il tour Rolling Thunder Revue di BOB DYLAN nel 1975, oltre a Beatles, Iggy Pop, Bruce Springsteen, Madonna, Elvis e altri.

Fu il fotografo personale di Ted Kennedy e documentò la riabilitazione di Christopher Reed dopo l'incidente.

http://kenreganphotography.com/

mercoledì, giugno 20, 2018

L’imbalsamatore di dati online dopo la morte



La rivista Technology Review del Massachusetts Institute of Technology di Boston evidenzia come stia diventando per molte persone sempre più impellente l'esigenza di provvedere alla gestione dei propri dati digitali DOPO LA MORTE.

L’imbalsamatore di vite online potrà sopperire alla richiesta.

Ovvero la la possibilità di fare un backup, una copia di sicurezza, di tutti i dati e informazioni che quotidianamente produciamo sul web.

Già nel 2013 Google ha introdotto un piano di gestione del proprio account in caso di inattività per un lungo periodo.
“Stabilisci quando Google dovrà considerare inattivo il tuo account e come dovrà gestire i tuoi dati in seguito.
Puoi condividere i dati con persone di cui ti fidi o chiedere a Google di eliminarli”
.

Con il servizio Back Up Your Life si può redigere un testamento digitale, nel quale possiamo decidere cosa ne sarà della nostra presenza online quando "verrà il momento" e chi si dovrà occupare di profili social, abbonamenti, conti correnti e informazioni sensibili come quelle mediche, legali e finanziarie, fino a come il nostri profili debbano essere gestiti (o cancellati).

La società prepara piani post-mortem per gestire account sui social, password, pagamenti di bollette, assicurazioni, lavori creativi, documenti personali o gruppi online.

I dati sensibili, come le password, vengono poi custoditi al sicuro su una piattaforma online terza che li renderà accessibili alle persone designate al momento della dipartita.
Pare che i principali clienti siano soprattutto giovani.

Fonte: Wired.it

martedì, giugno 19, 2018

Storie di cricket



Storia! Ma storia vera sul serio.

A cura di ALBERTO GALLETTI.

Giornata memorabile ad Edimburgo nell’imperturbabile ed eccentrico mondo di quelli che guidano a sinistra e per il nobile gioco del cricket.

Nonostante si trovi da un po sulla strada della modernizzazione, il cricket rimane per certi versi un mondo antico, il vertice chiuso su se stesso assai restio a contatti con l’esterno e l’ignoto, forte della propria autoproclamata superiorità morale, tecnica ed organizzativa, peraltro inattaccabile.
Una vera torre d’avorio nella quale sono rinchiuse le dieci nazioni che godono del ‘Test status’, il più alto livello del gioco riconosciuto.
Con la totale ammirazione e la benedizione di tutti quelli che guardano e si appassionano.

In virtù di questo la Scozia, rivale sportiva numero uno degli inglesi negli altri giochi comprendenti una palla che rotola, non è mai stata considerata degna di venir elevata allo status di Test Nation, nessuna sua contea partecipa al campionato inglese al contrario ad esempio dei gallesi del Glamorgan.
In verità bisogna riconoscere che il meraviglioso rumore del cuoio che batte sul legno è piuttosto raro ad udirsi al di la del Vallo di Adriano, feudo inattaccabile del calcio, e in misura minore del rugby, questi si, capaci di accendere l’orgoglio e lo spirito nazionale.
Inoltre trovare cinque giorni consecutivi senza che piova per riuscire a disputare un incontro risulta forse ancora più difficile che trovare buoni giocatori, forse, non ieri però.

Qualcuno infatti c’è e qualche risultato qua è la c’era stato, fin dal primo incontro in cui batterono il Surrey nel 1865 per 165 runs.
Nel 1882 batterono gli Australiani per 7 wickets (altra vittoria sonante), ma l’anno dopo la neonata federazione chiuse i battenti, pochi iscritti, e venne sostituita dal Grange Cricket Club di Edimburgo che ne sostituì le funzioni per i successivi trent’anni.
E proprio al Grange Cricket Ground si è consumata domenica una delle giornate storiche di questo gioco e una della più nere nella tribolata storia dello sport inglese.

Il campo è un piccolo gioiello, situato sul limitare settentrionale del centro, all’interno di una vasta area verde che confina col Giardino Botanico, un bel muro in pietra ne delimita due dei quattro lati non escludendo la vista verso l’interno dell’impianto, sull’altro lato di Portgower Place il mitico Raeburn Place ,il campo dove si svolse la prima partita di rugby internazionale, il celebre Scozia - Inghilterra del novembre 1871, vinta dai padroni di casa, in lontananza una suggestiva panoramica del centro di Edimburgo: la cornice ideale per il miglior gioco al mondo e un bel cimitero per l’ennesimo funerale del cricket inglese.

Dunque il cricket viene praticato in tre forme: first class, battitori da eliminare due volte, chi segna di più vince, durata dai tre ai cinque giorni: l’espressione massima del gioco.
One Day cricket, durata cinquanta overs a testa (al lancio), chi segna di più vince, durata un giorno e infine il nuovo e rapido T/20 stessa formula del One Day, ma su 20 overs invece di 50. Per questo incontro, come per i quattro precedenti, tre vittorie inglesi e una pari perché sospesa per pioggia, si gioca un One Day International, che non sarà First Class, ma è pur sempre il formato della Coppa del Mondo!
Gli inglesi si recano quindi in visita pastorale dai cugini presentandosi come squadra al primo posto nel ranking mondiale della specialità, la sconfitta non è presa nemmeno lontanamente in considerazione: la Scozia è tredicesima, ma tra l’ottavo e il decimo posto c’è un abisso e dietro ancor a di più.
Il capitano scozzese Coetzer vince il toss manda i suoi in battuta per primi, il campo è asciutto, il tempo bello e dovrebbe reggere per un po', il boundary corto: condizioni ideali per cercare di segnare quanto più possibile. Scelta giusta.
Apre lo stesso Coetzer insieme a Cross, ad attenderli Wood e Willey, temibilissimi e ben decisi a lanciargli contro di tutto.
Il capitano esce dopo aver realizzato un fantastico 50 in 44 lanci, segue Cross con 46, la media punti è già alta, oltre 7 per over.
Al loro posto McLeod e Barrington che ci prendono gusto, e sarà proprio McLeod il protagonista assoluto con un imperioso 140 not out che si rivelerà decisivo.
Gli inglesi ricorrono allo spinner Moeen Ali per cercare di fermare l’emorragia di punti ma McLeod lo colpisce senza pietà: tre fuori campo spettacolari demoliscono il lanciatore inglese, uno finisce in strada, uno sul tetto dei campi da tennis adiacenti e l’altro è preso spettacolarmente da uno spettatore in tribuna che stà bevendo una birra che gli finisce sulla camicia, gli oltre 6.000 presenti si esaltano con boati di giubilo.
L’eliminazione di Barrington, 39 punti per lui, non scalfisce lo spirito scozzese, Munsey che arriva dopo di lui, si presenta con un grande sweep che va subito a segno per quattro, i blu mantengono imperterriti il loro ritmo. Nel corso del 44° over Munsey raggiunge uno splendido 50 e poco dopo McLeod fa 100 diventando il più veloce scozzese a segnare 100 punti contro the Auld Enemy, ottenuto in soli 70 lanci, e continua imperterrito.
Si arriva alla conclusione del 50° e ultimo over con McLeod autore di un incredibile 140 not out che attesta la Scozia ad uno sbalorditivo 371-5, il suo miglior punteggio mai raggiunto in un ODI.

Dopo la pausa gli inglesi entrano in battuta e partono a razzo, sono stati colpiti duramente, la cosa non gli è affatto piaciuta e il totale da battere è davvero molto alto, la probabilità di una sconfitta reale.
Bairstow e Roy ci danno dentro con il primo che raggiunge 50 in soli 27 lanci, l’Inghilterra arriva a 100 nel giro di altri cinque overs, poi Roy cade per 34 rimpiazzato da Hales che gioca molto bene e ne fa 54 , nel frattempo Bairstow arriva fino a 105 prima di cadere per mano di Barrington: per lui dodici 4 e sei 6: una prestazione sfavillante. Ma i compagni non riescono ad imitarlo e sia Root (20), che Morgan (29), le altre due punte di diamante dell’ordine di battuta inglese, non riescono a mantenere le attese facendosi eliminare troppo in fretta.

Quando anche Moeen cade per 46 per gli inglesi si fa dura.
Plunkett ci mette del suo con un ottimo 47 ma gli ultimi tre compagni avvicendatisi con lui ne fanno solo 13 in tre.
Mancano adesso otto lanci alla fine della partita, l’Inghilterra è comunque arrivata a 365-9, non ha più battitori a disposizione, la prossima eliminazione chiuderà l’incontro, ai due al centro del campo non sono consentiti errori.
Al lancio per la Scozia c’è Safyaan Sharif, la pressione su di lui è enorme, non deve sbagliare, con un 6 gli inglesi pareggerebbero il conto con altri 7 lanci a disposizione ed un solo punto da realizzare per vincere.
Non sbaglia: il lancio è perfetto, accurato, lunghezza giusta, traiettoria perfetta, veloce il giusto: Mark Wood, il battitore inglese è lento a chiudere il colpo difensivo, la palla gli colpisce il gambale e l’arbitro chiama il lbw e lo elimina. Il campo è un tripudio, alcuni tifosi si riversano in campo abbracciano i giocatori, un altro rimuove lo stump inglese rimasto in piedi quasi fosse uno scalpo, in tribuna un mucchio di pinte si rovesciano o vengono gettate in aria in segno di esultanza: mayhem at The Grange! I pochi inglesi presenti sulle tribune si guardano attoniti, le mani nei capelli.

Ma non c’è più rimedio, l’Inghilterra ha perso.

La Scozia vince per 6 runs un’ autentico partitone, pieno di grandi giocate, colpi di scena e altamente spettacolare, è la prima vittoria contro l’Inghilterra nella sua storia. Un risultato enorme.
Una giornata di gloria per lo sport scozzese, una giornata che sarà ricordata a lungo e una nuova pagine di storia del cricket scritta.

Per gli inglesi uno smacco, l’ennesimo, madornale, non il miglior modo per presentarsi all’imminente serie di cinque partite contro lo storico, odiatissimo e spietato nemico australiano, già sbarcato sul suolo inglese: che sia bastato quello per mandarli in crisi?
Buona estate, sarà una lunga estate e , viste le premesse, speriamo avvincente.

lunedì, giugno 18, 2018

Claudio Lolli - Disoccupate le strade dai sogni



Claudio Lolli, alla fine degli anni 70 è stato (con Guccini e certi gruppi prog) il paradigma del "vecchio" (non aveva ancora 30 anni...) da spazzare via a favore della Nuova Onda.
Il tipico "cantautore impegnato", simbolo di un mondo verboso, pesante, sorpassato.

Finita e omologata la rivoluzione, quel periodo e, nello specifico, quell'autore si prestano ad una (ri)lettura serena e scevra da pregiudizi.

Questo libro raccoglie l'opera omnia di Lolli cantautore e ci fa (ri)scoprire un autore eccelso, lucido, oltraggioso a tratti, preciso, colto, ostinatamente in direzione contraria.

Da leggere, capire, approfondire.

domenica, giugno 17, 2018

Mahda e Nahwa



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

L'area di MADHA è un'exclave dell'OMAN contenuta nel territorio degli EMIRATI ARABI UNITI

Il territorio è in gran parte disabitato, l'unica zona popolata è quella denominata New Madha dove c'è una scuola, un ufficio postale, una stazione di polizia omanita, una banca dell'Oman, una centrale elettrica, un acquedotto e una pista d'atterraggio per velivoli.

L'enclave di MADHA contiene a sua volta un piccolo enclave degli Emirati chiamato NAHWA, appartenente all'Emirato di Sharjah.

sabato, giugno 16, 2018

Libertà, Gil Scott Heron, Radiocoop



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo della nuova scena jazz inglese, un breve omaggio alla scomparsa di Gino Santercole, due parole sui nuovi album di Roger Daltrey e Wilko Johnson e sul libro di Steven Blush "New York Rock".



E' uscito il 27 marzo la ristampa (aggiornata e abbondantemente riveduta) della mia biografia su GIL SCOTT HERON.

Storia della sua vita, discografia dettagliata e commentata, testimonianze sulle sue apparizioni italiane.
Invito chi fosse interessato a unirsi alla pagina FB per seguire le date delle presentazioni e varie informazioni sul personaggio:
https://www.facebook.com/Gil-Scott-Heron-205341980049956/

Stampa Vololibero Edizioni.
Al libro hanno offerto il loro prezioso contributo anche: Alberto Castelli, Carlo Babando, Fabio Pasquarelli, Alberto Bobby Soul De Benedetti, Ninni Laterza, Carlo Maffini, Salvatore Pignanelli, Francesco Gazzara.

PRESENTAZIONI:

GIOVEDI' 5 LUGLIO : TRAVO (PC) “Piazzetta dell'Asilo”
LUNEDI' 16 LUGLIO : FIORENZUOLA (PC) “Festival Dal Mississippi al Po”
VENERDI' 20 LUGLIO : PIACENZA “Nuova Fahrenheit”

Per novembre sto preparando un tour che da Piacenza arriverà a Palermo.
Chiunque sia interessato a trovare una data (pomeridiana o serale, in libreria o circoli, locali, associazioni) mi scriva
.



Sul sito di RadioCoop (www.radiocoop.it) ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me, Carlo Maffini e Paolo Muzio.

venerdì, giugno 15, 2018

Grazie zia di Salvatore Samperi



Attraverso una cinquantina di post, riviviamo una serie di episodi in chiave artistica, culturale, sociale del 1968.
I precedenti post qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/50%20anni%20dal%201968

Film di Salvatore Samperi, uscito nel 1968 , presentato a Cannes, spesso erroneamente associato alla commedia erotica, in realtà di spessore tragico e drammatico, morboso e inquietante, espressione del cinema arrabbiato di quel periodo.

Il giovane Alvise (Lou Castel), figlio di un ricco industriale della provincia veneta, finge una paralisi alle gambe per evitare l'assunzione di responsabilità future nella società.
Affidato alle cure della zia materna Lea (una conturbante Lisa Gastoni), la irretirà e conquisterà in un gioco perverso e sadomaso fino a indurla ad ucciderlo con un'iniezione letale.

Incredibilmente efficace la colonna sonora di Ennio Morricone, con "Filastrocca vietnamita", cantata da Sergio Endrigo, e il cantilenante tema musicale "Guerra e pace Pollo e brace" che ricorre per l'intero film.


Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=TPg7NEQDjv8&t=52s

"Guerra e pace Pollo e brace"
https://www.youtube.com/watch?v=fbLmZWQleLc

giovedì, giugno 14, 2018

Mondiali di calcio 2018



Il primo Mondiale della nostra vita senza l'ITALIA.
D'altra parte l'abisso in cui è finito il calcio italiano è evidente (e non è una novità).
Valgano le ultime tre partite che, pur essendo una Nazionale più che sperimentale, hanno dimostrato un divario imbarazzante con la Francia che avrebbe potuto sommergerci di gol e una statura modesta pur contro due squadre non irresistibili come Arabia (...) e Olanda.
Sarà un percorso lungo e (temo) penoso.

Venendo ad un pronostico su chi parteciperà è abbastanza facile indicare in Germania, Brasile e Spagna le grandi favorite con Francia e Argentina in corsa.
Portogallo e Croazia possono essere le sorprese.
Più indietro Inghilterra, Belgio metre le tignose Svizzera e Polonia potrebbero affacciarsi davanti.
Per il resto comparse o poco più anche se volendo metterci un euro nomi come Senegal, Colombia o Costarica potrebbero trovarsi in posizioni inaspettate.

mercoledì, giugno 13, 2018

Cathy Smith



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum, Renato Vallanzasca, Elmer Edward Solly, Michael X, Angry Brigade, Velarie Solanas sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Storia estrema quella di CATHY SMITH, groupie, spacciatrice, cantante, ispiratrice di canzoni, protagonista diretta della morte di JOHN BELUSHI a cui iniettò 11 dosi di speedball al Chateau Marmont a Hollywood, il 5 marzo 1982 causandone la morte.

Ebbe una relazione contemporanea con ben tre membri della BAND (che seguiva in ogni concerto) nei 60's, Rick Danko, Levon Helm e Richard Manuel, tanto che quando rimase incinta, non sapendo bene chi fosse il padre definì il nascituro "Figlio della Band".

Ebbe poi una relazione con Gordon Lightfoot (che la immortalò nel brano "Sundown") per diventare poi spacciatrice per Keith Richards e Ron Wood durante il tour dei New Barbarians alla fine dei 70's.
Incontrò John Belushi durate un'apparizione della Band al suo show "Saturday Night live", quando era già pesantemente invischiata nell'eroina.

Dopo la morte di Belushi è entrata e uscita dal carcere parecchie volte prima di tornare a vivere in Canada e dedicarsi a incontri con giovani studenti per avvisarli sui pericoli della droga.

martedì, giugno 12, 2018

Stan Campbell



Storia strana, triste e tragica quella di STAN CAMPBELL l'indimenticata voce di uno dei brani iconci degli anni 80, "Free Nelson Mandela" dei SPECIAL AKA, band di Jerry Dammers e John Bradbury, nata e vissuta in formazioni svariate dopo la separazione degli Spacials (tre di loro confluiti nei Fun Boy Three).

Stan accettò il posto nella band, nel 1983, con lo scopo di diventare famoso ma lo scarso successo di alcuni singoli lo indusse a lasciare subito dopo la registrazione di "Free Nelson Mandela".
Nel 1986 esce con un omonimo album solista, molto cool, smooth soul, bluesy, reggae, sonorità pulite e sofisticate, voce vellutata, ottime cover di "Crawfish", "Strange fuit" e "Don't le me be msunderstood".

L'album non avrà particolare riscontro commerciale e Campbell sparirà dalla circolazione.
Tornerà purtroppo in cronaca nera con alcune denunce per molestie sessuali e gravi problemi psichiatrici che culmineranno in una condanna per stupro che sta scontando in un ospedale per malati mentali.

Free Nelson Mandela
https://www.youtube.com/watch?v=AgcTvoWjZJU

Years go by
https://www.youtube.com/watch?v=rAn5MslKJ5Y

lunedì, giugno 11, 2018

Alberto Prunetti - 108 metri. The new working class hero



Un romanzo / cronaca di una spietata realtà.
La descrizione impietosa della morte della classe operaia e lavoratrice e della cultura ad essa connessa, le nuove generazioni fagocitate dal turbo capitalismo tra biechi lavori, precariato, sfruttamento intensivo, la "mobilità sociale".
Un mondo agonizzante che non oppone più resistenza.

Prunetti si pone in modo autobiografico per quanto la prefazione sia chiara:
«Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale».

Il racconto è crudo e a tratti tremendo ma vissuto con un'(auto) ironia che alla fine stempera e arricchisce la drammaticità sottesa al racconto.
Un ghigno sarcastico di fronte all'apocalisse.

Rischia di diventare un classico.

«Viviamo in uno strano paradosso: gli operai non esistono più, si dice, ma poi ogni giorno ne muoiono almeno tre»

"Le regole del cantiere":
Semplici!
Dai una mano ai tu soci.
Sciopera.
Non leccà il culo al capo.
Non fa il crumiro.
Non infierì se ti tocca menà.
Non prendertela troppo coi pisani, so' umani pure loro.
Diffida dei quattrinai.
Se uno studiato ti chiama signore, mettiti col culo al muro.
Regole universali che valgono ovunque ci sia la classe operaia.V In tutto il mondo.


Però è vero: è tutto diverso.
C'è un altro mondo fuori dai quartieri operai e noi siamo quelli strani.
E quel mondo lì che conta, che fa tendenza, che sta vincendo.
E' la cetomedizzazione, l'ultima balla raccontata agli italiani.
Basta puzzare di povero, di vecchio, di lavoro.
Divertimento, vacanze, shopping. Degustare, depilarsi, dimagrire, deumidificare gli ambienti.
Sudare si ma solo in palestra.
Godersi la vita, basta soffrire e faticare che sono cose da vecchi e da contadini.....
e io che rispondo?
Con un rutto.
Fruttato, arioso, quasi floreale.
Anzi, minerale.
E poi giro le spalle e me ne vado
.

Una breve presentazione video:
https://www.youtube.com/watch?v=q5aXYH9ckYU
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