giovedì, novembre 26, 2015

Matthias Sindelar (che non si piegò mai)



Una storia di calcio ma che è soprattutto una storia di vita e di onore, come troppe altre, dimenticata.
Matthias Sindelar detto “Der Papierene”(Cartavelina) per il fisico molto esile e la raffinatezza del suo portamento e del suo gioco in tempi in cui spesso non si andava molto per il sottile sui rettangoli di gioco.
A lui viene attribuita la paternità del "tiro alla Corso" o "alla Maradona", la punizione a foglia morta, a giro.

Sindelar nasce nel 1903 a Kozlov, piccolo paese della Moravia, allora impero austro-ungarico), in una famiglia molto povera che ben presto si trasferisce in un sobborgo di Vienna.
Trascorre le giornate a giocare a pallone nei vicoli del suo quartiere fino a quando il padre muore combattendo nella Prima Guerra Mondiale e Matthias, come tanti altri suoi coetanei è costretto a lavorare per aiutare la famiglia.
Nonostante ciò viene notato da un osservatore e tesserato per l' Herta ASV di Vienna, con cui esordisce nel 1921 nel massimo campionato austriaco per poi passare all'Austria Vienna che resterà per sempre la sui unica squadra, diventando un idolo per i tifosi e rifiutando offerte economiche da club europei ben più blasonati.
Con la sua squadra vincerà 1 campionato, 5 Coppe d’Austria e 2 Mitropa Cup.
Nel 1926 esordisce con la nazionale austriaca, il Wunderteam di Hugo Meisl, una delle squadre più forti dell'epoca che umilia chiunque gli capiti a tiro con roboanti 5-0 alla Scozia, 8-2 all’Ungheria, 4-2 all’Italia, 6-0 alla Germania.
Tra il 1931 e il 1934 perde solo 2 partite su 28 disputate, segnando 99 gol.
Favoritissima ai Mondiali del 1934 viene eliminata dagli Azzurri in semifinale per 1-0, dopo una partita in cui l'arbitro chiude un po' di occhi a favore dell'Italia ( che DOVEVA vincere per compiacere Mussolini).

Il 12 Marzo 1938 la Germania nazista di Hitler annette l’Austria al Terzo Reich facendola diventare una provincia della Grande Germania con conseguente persecuzione di ebrei e oppositori di ogni genere.
Tra le prima vittime Michael Schwarz, presidente dell’Austria Vienna.
“Il nuovo führer dell’Austria Vienna ci ha proibito di salutarla, ma io vorrò sempre dirle ‘Buongiorno’ ogni volta che avrò la fortuna di incontrarla" gli si rivolge senza paura Sindelar in pubblico, incurante delle conseguenze.

Il 3 Aprile 1938 al Prater di Vienna si gioca la “Partita della Riunificazione”, un’amichevole contro la Germania, l'ultima per l'Austria nazione. Imprevedibilmente l'Austria non veste la tradizionale maglia bianca con i calzoncini neri, ma una maglia rossa con pantaloncini bianchi, colori della bandiera nazionale.

Sindelar prende in mano le redini della squadra, sbaglia appositamente, in segno di spregio un paio di gol già fatti, poi sigla l' 1-0 con facilità disarmante andando ad esultare in segno di sfida sotto il palco dei gerarchi nazisti, fornisce l’assist per il 2-0 di Sesta.
Alla fine le due squadre si allineano a centrocampo e salutano, con il braccio teso, le autorità.
Solo due rimangono con le braccia lungo i fianchi: Sindelar e il suo amico Karl Sesta.

Matthias non giocherà mai con la Germania, è austriaco, odia i nazisti, aiuta finanziariamente un gruppo di operai del quartiere dove era cresciuto, che si riunivano segretamente in funzione antinazista.
La Gestapo lo convoca, cerca di convincerlo prima con le buone, poi con le cattive.
Ma rifiuta orgogliosamente sia di giocare con gli occupanti, sia di lasciare il suo quartiere dove era cresciuto e dove tutto lo adoravano.
Assiste alla finale dei Mondiali di Parigi del 1938 (Grazie a Pozzo e Monzeglio che gli procurano un biglietto) e quando entra allo stadio i tifosi francesi che lo riconoscono intonano in suo onore la Marsigliese.

Il 23 Gennaio 1939 viene trovato morto nel suo appartamento con la sua compagna Camilla Castagnola, ebrea.
La Gestapo preleva i corpi e li fa subito cremare, derubricando la morte a "incidente o suicidio".


21 commenti:

  1. Nella semifinale mondiale del 1934 l'arbitro più che chiudere un po' gli occhi, girò col bastone bianco leggendo il Principe in braille....
    Monti picchia Sindelar ( fonte Angelo Schiavio )indiscriminatamente tutta la partita azzoppandolo fin dall'inizio, Guaita segna un goal irregolare perchè Meazza ostacola il portiere , così come fece Schiavio con Zamora nei quarti contro la Spagna..
    il regime voleva l'Italia vittoriosa e questo fu ciò che ottenne.

    Hasta Luego
    Clodoaldo

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  2. Vero, però rimaneva comunque una finale da giocare.

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  3. Triste vicenda comunque quella di Sindelar. Uno dei grandi veri del periodo pre-bellico.

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  4. Nella famosa partita di Highbury nel novembre '34 gli inglesi (che non erano di cartavelina) riservarono a Monti lo stesso trattamento che lui diede a Sindelar.

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  5. Luis Monti è quello che ha inventato il 'ritiro'.

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  6. Tristemente dal 2008 l'Austria ha cambiato le divise da gioco da maglia bianca, calzoncini neri, calzettoni neri con bordi biancorossi proprio a maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni rossi (che era comunque sempre stata la seconda maglia) e adottando come seconda divisa un completo nero. La storica divisa bianca con calzoncini fu prima messa da parte e poi re-insediata come completo da trasferta per cui in realtà oggi risultano scambiate.

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    1. Peccato! la divisa storica è sempre più "charmant" ..assolutamente

      Clodoaldo

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  7. Scelta del cazzo.
    Fantastico quanto accadde in Brasile all'indomani della sconfitta del Maracanà nel 50 dove abbandonarono il completo bianco con colletto e bordi sui calzettoni verde-oro per l'attuale completo con i colori della bandiera additando la malasuerte che li perseguitava e che quindi non l'avrebbero mai più indossato.

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    1. Pare sia stata voluta da Hans Krankl, nientepopodimeno per distinguersi dai tedeschi (ma poi sembrano la Svizzera), stento a crederci e mi fa scendere la stima verso un bomber che ho sempre amato.

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  8. Vorrei porre l'attenzione anche sulla splendida seconda foto in cui possiamo notare oltre all'ottimo stile di Sindelar anche gli spalti gremitissimi del vecchio Prater a testimonianza di quanto fosse grande e suguito il calcio danubiano all'epoca. Si tratta senz'altro di una partita di Mitropa Cup, l'avversario andato per le terre porta inequivocabilmente la divisa del grande Slavia Praha.

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    1. Potrebbe essere la finale del '36 41.600 spettatori.
      Al ritorno a Praga 58.000 presenti, 20.000 (ventimila!) in più di Juventus-Manchester City di ieri sera.

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  9. Enciclopedico blog
    C

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  10. Che poi la Mitropa Cup dei tempo era una specia di Champions League (inglesi a parte).

    PS: a proposito di maglie storiche

    http://www.retrofootball.it/

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  11. Mancavano anche le squadre spagnole.
    Nel 1929 la Spagna aveva battuto l'Inghilterra 4-3 (prima sconfitta inglese fuori dalle isole britanniche).

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  12. Riflettendo sul Wunderteam di Meisl credo si possa affermare che per quanto riguarda l'Europa stà nel novero delle grandi di sempre insieme all'Italia della stessa epoca, l'Unugheria '49/54, l'Olanda 72-78, la Germania dello stesso periodo e la Spagna dei tempi recenti.

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  13. ..anche sforzandomi non riesco a trovare altre " dinastie" ..potremmo dare in tono minore una chanche alla Francia 82/84 e98/2000...all'Olanda del trio Milan..alla Polonia del 72/74..che ne dici Gallo?..in tono minore si intende...
    riguardo all'England nulla?...

    Clodoaldo

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    1. Grandi squadre senza dubbio, anche per me un gradino sotto. Quelle citate di sopra hanno dominato il gioco del loro tempo ottenendo acclamazione universale per stile di gioco, bravura tecnica e risultati e soprattutto all'epoca delle loro gesta il divario tra queste squadre e il resto era enorme, forse la meno formidabile era l'Italia ma non vinci due mondiali consecutivi per caso.

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    2. Gli inglesi non hanno mai avuto uno squadrone di questo genere . Per me la miglior versione fu quella di Mexico 86, fermati da un colpo di mano, niente male anche quella di Euro96, ma nulla di epocale

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    3. Poi oh, non vincono mai niente. Ora che li conosco meglio rispetto ad un tempo dico che sono vittime di se stessi (nazionale), i club son sempre stati un'altra cosa ma anche qui son peggiorati un bel po.

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