martedì, marzo 28, 2017

Mondiali di calcio 2018



Uno sguardo a come stanno andando le QUALIFICAZIONI ai MONDIALI 2018 più o meno a metà strada.

Poche sorprese in EUROPA dove le favorite guidano i rispettivi gironi.
Uniche sorprese la reiterata crisi dell'OLANDA in seria difficoltà a raggiungere anche lo spareggio con Bulgaria e Svezia, difficili avversarie e la Francia già lontana.
Delude il GALLES in un girone non irresistibile dove invece guida la sorprendente SERBIA, da tempo lontana dai vertici.
Si confermano ISLANDA e IRLANDA del NORD, rivive la GRECIA dopo anni terribili.
ITALIA e SPAGNA si giocano il primo posto ma per noi è impresa piuttosto ardua.

Nella lista di eventuali avversarie per gli spareggi a parte Portogallo o Svizzera, il resto è comunque abbordabile.

In SUDAMERICA BRASILE già quasi qualificato mentre URUGUAY, ARGENTINA, COLOMBIA, ECUADOR e CILE si giocano gli altri quattro posti (considerando che la quinta classificata giocherà uno spareggio contro la vincitrice dell'OCEANIA che uscirà dallo scontro (titanico...) tra Nuova Zelanda e Tahiti.

In ASIA vanno forte le solite GIAPPONE e COREA del SUD mentre una seria ipoteca l'hanno messa IRAN e ARABIA SAUDITA.
L'Australia arranca e rischia lo spareggio (con una del Nord e Centro America per il quinto posto disponibile), la Cina di Lippi è lontana ma con una residue speranza, ancora in lista Uzbekistan e l'incredibile Siria.

In AFRICA nei 5 gironi al momento sembrano solidamente avanti Nigeria, Congo, Tunisia, Costa d'Avorio, Egitto, Burkina Faso, SudAfrica, Uganda.
In ritardo il Ghana e il Senegal.
Ne andranno cinque.

In CENTRO AMERICA si giocano tre posti (il quarto va a spareggiare con un'asiatica) in un girone a sei, MESSICO (in testa), Costarica, Panama, USA (attualmente in ritardo), Trinidad e Honduras.

Si configura un Mondiale con i consueti protagonisti e rare sorprese.

lunedì, marzo 27, 2017

Cesare Basile in concerto al TPO di Bologna 25 marzo 2017



Foto di Vittorio Bongiorno

CESARE BASILE torna sui palchi di mezza Italia a presentare il nuovo album "U Fujutu su nesci chi fa?".
E lo fa anche in un affollatissimo "TPO" di Bologna con un super gruppo che lo vede affiancato da alcune eccellenze della musica italiana, da Simona Norato alle tastiere, voci e percussioni, Sara Ardizzoni alla chitarra, Roberta Gulisano a voce e percussioni (vera "sorpresa" del live act che si arricchisce grazie a lei di una gestualità e teatralità che lo rende ancora più interessante e suggestivo), Luca Recchia al basso, Massimo Ferrarotto alla batteria e percussioni.

Il concerto è potente, "severo", maestoso nel suo proporre un linguaggio profondo, oscuro, sabbatico, pagano, tra ritmi tribali, spezzati, ipnotici, ossessivi e un uso delle voci perfettamente coordinato.

C'è un costante richiamo ad una sensibilità dimenticata, antica, atavica, nel riproporre un dolente ma altrettanto fiero e deciso canto in siciliano.
Noi ci affanniamo da decenni sulle rive del Delta del Mississippi o su quelle del Tamigi alla ricerca di un BLUES che non ci appartiene, che non appartiene al nostro sangue e alla nostra storia quando invece il NOSTRO BLUES ce lo abbiamo sulla porta di casa, nelle nostre strade, negli occhi, nei cuori e nelle parole della nostra gente.

L'insegnamento di Cesare Basile ce lo ricorda e ce lo butta in faccia.
E dobbiamo ringraziarlo.

domenica, marzo 26, 2017

La linea ferroviaria di Hanoi, Vietnam



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.

I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Ad Hanoi, capitale del VIETNAM, una rete ferroviaria porta i treni all'interno delle strette vie della città vecchia.
Il tutto a ridosso di case e negozi, in condizioni di estrema pericolosità per gli abitanti e i passanti (anche a causa di una serie di passaggi attraverso le rotaie non controllati).

Tutta la linea ferroviaria vietnamita è causa di frequenti incidenti, tanto che il 2% dei morti in un anno nel paese sono imputabili a questo problema.
Ma la gente convive tranquillamente con i treno che ogni giorno, verso le e verso le 7 del pomeriggio, passa a pochi centimetri dalle loro case e attività.

sabato, marzo 25, 2017

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' parlo della STORIA dell'APPLAUSO, del MEGLIO di MARZO in ambito italiano e straniero e di quella volta in cui gli Autonomi "processarono" FRANCESCO DE GREGORI al Palalido di Milano.
Nella foto il numero di domenica scorsa.

Appuntamenti



Oggi alle 18 a RAVENNA si parla di Rock, Calcio e Sport.
Siateci....

Anche a Genova c'è da divertirsi



https://www.facebook.com/events/1791793137775123/

venerdì, marzo 24, 2017

Rolan Bolan



ROLAN BOLAN nacque, nel 1975, dalla relazione tra MARC BOLAN (grande glam rock star con i T.Rex e solista) e GLORIA JONES (fenomenale voce, diventata celebre con il brano "Tainted Love").
Nel settembre del 1977 il padre Marc morì in un incidente stradale mentre alla guida era la madre Gloria.

Parte da qui una storia assurda e surreale.
Ad iniziare dalla tragica notte dell'incidente.
"I miei genitori mi portavano sempre con loro, dappertutto, tranne quel giorno.
Quando anni dopo vidi le foto dell'auto distrutta realizzai che se ci fossi stato sarei sicuramente morto".


Gloria Jones uscì dall'ospedale piuttosto malconcia, per scoprire che le avevano svuotato la casa (si disse da "fans" di Bolan alla ricerca di reliquie, più probabilmente ladri comuni) ma soprattutto che non essendo la moglie di Marc ed essendo Rolan "illegittimo" non le spettava nulla del patrimonio in royalties di Bolan che andarono invece ad appannaggio della moglie da cui ancora non era ancora separato, Julie Child.

Nel giro di pochissimo lo stile di vita ricco e lussuoso della famiglia si trasformò in indigenza assoluta.

Gloria tornò in America, a Los Angeles (anche per sfuggire all'accusa di essere stata responsabile della morte del compagno, in quanto guidatrice dell'auto), in condizioni economiche pessime.

Fino a quando, venuto a conoscenza del problema, l'amico di Bolan, DAVID BOWIE, senza alcuna pubblicità, aiutò sostanziosamente Gloria, pagando tutte le spese necessarie e permettendo a Rolan di frequentare prestigiose e costose scuole private.

Rolan e Bowie non si sono mai incontrati ma David ha continuato a sostenere, quando necessario, la famiglia, telefonando spesso per accertarsi della situazione.
In anni recenti Rolan ha intrapreso una (oscura) carriera musicale (con tanto di anonima cover di "Children of revolution"del padre).
https://www.youtube.com/watch?v=Xx1UZg0Px8Q

Gloria Jones ha aperto un orfanatrofio in Sierra Leone.

giovedì, marzo 23, 2017

The Running Jumping & Standing Still di Richard Lester



Un cortometraggio di 10 minuti costituì, nel 1959, l'esordio cinematografico di RICHARD LESTER che lo girò nel corso di due domeniche coadiuvato da PETER SELLERS (che lo descrisse come una "abstract comedy").
Costò 70 sterline, incluso l'affitto di 5 pounds per il campo in cui fu girato.

Ebbe una nomination per l'Oscar ma senza successo.
Il film è un surreale e visionario campionario di personaggi che, in muto e in bianco e nero, si alternano in alcuni divertenti sketch comici.

Fu apprezzatissimo da JOHN LENNON e dagli altri BEATLES che scelsero Richard lester per la direzione dei loro fortunati film A Hard Day's Night e Help! proprio alla luce di quanto visto in questi 11 minuti.

Il fil è qui:

https://vk.com/video42643652_169402560?list=1a5e2b6b4124976e5b

mercoledì, marzo 22, 2017

Dunfermline Athletic - Valencia 6-2



ALBERTO GALLETTI ci porta alla scoperta di una grande partita dimenticata, in cui la parola RIMONTA si affianca a quanto visto recentemente tra Barca e PSG.

Dunfermline Athletic 6-2 Valencia, 19 dicembre 1962

La recente impresa del Barcellona nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, già passata alla storia, ha stabilito, per gli amanti delle statistiche calcistiche e più tristemente per i neofiti dello sbalordimento ad ogni costo, il nuovo record per le rimonte in incontri validi per le coppe europee.
Nessuno era mai riuscito, prima di questa incredibile impresa, a passare al turno successivo partendo da una sconfitta per 4-0 rimediata nella partita d’andata.
Nessuno o quasi.

Il quasi capitò la sera del 19 dicembre 1962 quando il Valencia, forte del 4-0 rifilato al piccolo Dunfermline Athletic nella partita di andata, si presentò in Scozia per la partita di ritorno valida per gli Ottavi di Finale dell’allora Coppa delle Fiere.
Era il secondo viaggio in Scozia per gli spagnoli, detentori del trofeo, in quella competizione, che avevano eliminato il Celtic nel turno precedente.
Il Dunfermline aveva invece avuto la meglio sull’Everton (0-1 e 2-0).

Le squadre si presentarono in campo in una sera freddissima, con il solito vento gelido a tagliare il campo che si presentava in condizioni non ottimali ma ideali per i beniamini di casa ben supportati da un caloroso pubblico accorso in buon numero.
Nessuno forse, tra i circa quindicimila presenti , credeva veramente ad una possibile rimonta, meno ancora credevano probabilmente all’eventualità che il piccolo Dunfermline sarebbe stata la prima squadra britannica ad estromettere una squadra spagnola, allora dominanti, dalle coppe europee.
Quel che seguì fu una partita incredibile. L’allenatore scozzese, un certo Jock Stein, aveva dichiarato alla vigilia che la sua squadra avrebbe cercato in ogni modo di segnare quanti più gol possibili, in che modo non aveva importanza, e che avrebbe impostato un avvio dei suoi a spron battuto.

Così fu.
Il Dunfermline sorprese gli infreddoliti spagnoli, che probabilmente stavano ancora lamentandosi tra loro per le condizioni in cui erano costretti ad esibirsi, caricando a testa bassa e bucarono una prima volta la porta spagnola dopo dieci minuti di assalti con Melrose.
Intontiti dall’aggressione, gli spagnoli non riuscirono a ritrovare il controllo, sulla fascia destra il sedicenne Alex Edwards fu un’autentica spina nel fianco per la difesa iberica e sotto una tempesta di discese, cross e tiri ribattuti furono infilati ancora due volte nel giro di poco più di cinque minuti dal diciannovenne Jackie Sinclair. 3-0 al 17’!.
Grazie a questa partenza a razzo, lo svantaggio totale era ormai ridotto ad un solo gol.
Lo stadio esplose, i tifosi in delirio cominciano a crederci e l’incitamento sale di intensità, ma la gioia sugli spalti durò poco e tre minuti dopo Guillot ridusse lo svantaggio per li spagnoli.

Gli indomiti scozzesi non si demoralizzarono e ripartirono di gran carriera, il Valencia oppose il classico repertorio spagnolo dell’epoca fatto di ostruzionismo, falli, reazioni e meschinità varie, ma la spinta del Dunfermline, favorita dal campo pesante, continuò incessante e fruttò incredibilmente altre due segnature prima della fine del tempo.

Le squadre rientrarono negli spogliatoi con il punteggio parziale dei due incontri fissato sul 5-5.

Alla ripresa del gioco, il canovaccio dei padroni di casa non cambiò, ma gli spagnoli nel frattempo avevano riguadagnato compostezza ed equilibrio e dopo 5’ riuscirono a trovare un secondo gol grazie ad un’inopinata autorete di Mclean che deviava nella propria porta un tiro di Mestre.
Ancora una volta la partita si metteva in salita e ancora una volta i ragazzi di Stein riuscivano a rimetterla in piedi, questa volta con Smith che fissava il punteggio sul 6-2.
Punteggio che non cambierà più fino al triplice fischio di chiusura.
Il totale dei due incontri dava quindi Dunfermline 6-6 Valencia.

I quei lontani giorni di prime competizioni europee, lontani dallo strozzinaggio televisivo odierno ben supportato da un pubblico sempre più ebete che ne sostiene le ragioni, il regolamento prevedeva che in caso di parità nel totale dei gol realizzati al termine due incontri si procedesse ad uno spareggio in campo neutro, non erano previsti tempi supplementari.
Fu effettuato un nuovo lancio della monetina, per stabilire chi avesse avuto diritto a scegliere la sede dello spareggio, lo vinse il capitano del Valencia che scelse Lisbona.
Le due squadre si ritrovarono quindi il due febbraio allo stadio Restela di Lisbona, casa del Belenenses, dove davanti ad appena 2.500 spettatori scarsi ,un gol di Mestre valse la qualificazione al Valencia ai quarti di finale.

Gustosissimo alla luce di questa mitica rimonta, risultata poi vana (e vana sarebbe stata anche con l’attuale regola dei gol in trasferta), il tweet mandato dall’ account ufficiale del Dunfermline Athletic F.C. al club azulgrana nell’immediato dopopartita del clamoroso Barça-PSG:

‘All’ FC Barcelona. Congratulazioni ragazzi.
Vi va un amichevole per scusarvi di averci portato via il record?’


Dunfermline, East End Park, 19 Dicembre 1962

Dunfermline Athletic: Herriott, Callaghan, Cunningham, Thomson, McLean, Miller,Edwards, Peebles, Smith, Sinclair, Melrose. All. Jock Stein

Valencia C.F.: Ginesta, Verdu, Mestre, Piquer, Quincoces, Sastre, Nunez, Urtiaga, Waldo, Guillot, ‘Ficha’ All. A. Scopelli

Reti: 10’ Melrose (D), 15’ e 17’ Sinclair (D), 20’ Guillot (V), 34’ McLean (D), 37’ Peebles (D), 50’ Mestre (V), 60’ Smith (D).

Arbitro: Jim Finney (England)
Spettatori: 14.826
Note: Serata gelida, vento freddissimo, campo pesante.

martedì, marzo 21, 2017

Live in Italy



Due concerti di estrazione completamente diversa ma di eguale intensità che preme segnalare.

CUT (+ Kaptain Preemo) "Arci Taun" - Fidenza (Parma)
sabato 18 marzo

I CUT sono tra le migliori realtà "rock nroll" italiane.
Da lungo tempo.
E ogni disco, ogni concerto, non fanno che confermarlo.
Energia incredibile, riff micidiali che abbracciano il rock n roll primitivo, il punk, il funk, il blues.
Sound caustico, tirato, abrasivo, tecnica sopraffina.
Aprono i giovani e convincenti Kaptain Preemo, buon mix di garage, psichedelia, rock.

INCOGNITO "Teatro Municipale" - Piacenza
domenica 19 marzo

Teatro gremito per un nuovo appuntamento del Piacenza Jazz Festival (nonostante i prezzi non proprio popolari).
"Ma come cazzo suonano questi qua???"
Tredici ECCELLENZE sul palco, tecnica spropositata, funk jazz fusion travolgente, assoli incredibili (talvolta un po' prolissi, come spesso capita in queste circostanze ma di tale livello da fare paura!).
Band incredibile, groove pazzesco, concerto (di due ore) da incorniciare.
Gran finale con discorso di "Bluey" che ricorda come i componenti della band arrivino da ogni parte del mondo in una sorta di "United Nations" di razze, culture, provenienze.
La band se ne va mentre parte "one Love" di Bob Marley.

lunedì, marzo 20, 2017

1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos



Raramente il destino è stato così crudele.
Il 13 giugno 1979, all'Arena di Milano, una lunga serie di amici (e non) di DEMETRIO STRATOS, si radunò, di fronte a 40.000 persone per raccogliere fondi per contribuire alle spese (5 milioni di lire alla settimana, per un minimo di 10 settimane di degenza al Memoral Hospital di New York) per le cure che gli necessitavano per una rara forma di anemia plastica. “… non si chiede pietismo ma partecipazione corretta e leale” si leggeva nel comunicato stampa.
Ma la sorte volle che Demetrio morisse proprio la notte prima.

Il concerto fu così un omaggio alla più grande voce italiana (e forse non solo) di tutti i tempi.
Paolo Tofani (ex geniale chitarra degli AREA) ricorda con molta lucidità e spietatezza:
"Molte delle persone che parteciparono a quel concerto non avevano niente a che fare nè con gli Area nè con Demetrio.
E' stato un momento di grande tristezza per il vuoto che aveva lasciato Demetrio e poi c'era la consapevolezza di vedere che c'erano delle persone che usavano quel momento per potere in qualche modo fare il "loro verso".
Io ad esempio sono stato messo in un furgone, in uno studio mobile a registrare.
Ero triste e arrabbiato e solo alla fine mi chiamarono sul palco a suonare con gli Area "L'internazionale".


Sul palco finirono un "po' tutti" dai Kaos Rock agli Skiantos, la PFM e il Banco, Guccini, Venditti, Vecchioni, Branduardi, Finardi, Roberto Ciotti, Gaetano Liguori e Tullio de Piscopo, l'avanguardia (fischiatissima) di Giancarlo Cardini, Venegoni, Carnascialia con Tony Esposito.
Gli Area aprirono e chiusero il concerto.

Dalla serata fu tratto un (mediocre) album doppio e un discreto (a scopo puramente documentaristico) DVD che palesa quanto detto da Paolo Tofani.

domenica, marzo 19, 2017

Chuck Berry



CHUCK BERRY (18/10/1926 - 18/03/2017)

Johnny B. Goode, Rock and Roll Music, Roll Over Beethoven, Sweet Little Sixteen, Come On, Maybellene, Around and Around, Too Much Monkey Business, Back in the U.S.A., Memphis, Tennessee, You Never Can Tell etc etc etc

Druzhba Kurpaty Sanatorium di Yalta, Crimea



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.

I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Durante l'era sovietica i lavoratori (meglio se dirigenti e politicamente altolocati) che si applicavano per un anno alla costruzione del Socialismo avevano diritto a periodi di riposo e relax per ritemprarsi.

In molti sceglievano luoghi ameni dell'immensa dove venivano accolti in strutture la cui costruzione era spesso affidata a geniali architetti dalle visionarie prospettive futuriste.

A YALTA in CRIMEA nel 1985 fu costruito questo luogo di riposo, il Druzhba Kurpaty Sanatorium, con saune, piscine, direttamente sul Mar Nero.
La costruzione concepita dall'architetto Igor Valikievsky è tutt'ora utilizzata e mantiene un fascino particolarissimo.

sabato, marzo 18, 2017

Appuntamenti



Mercoledì 22 marzo alle 21 allo Shakespeare di PARMA torna MODS lo spettacolo musical/teatrale con il sottoscritto e Alex Loggia

https://www.facebook.com/events/1705520239745817/



Sabato 25 marzo a RAVENNA alle 18 al McGowan Pub presento Rock n Sport e già che ci sono Rock n Goal e un po' di altre mie cose

https://www.facebook.com/events/1655114864792910/

Libertà



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' parlo della nascita del Rock 'n' Roll in Italia, del flebile ritorno della MUSICASSETTA e dei dischi realizzati da CASSIUS CLAY / MUHAMMAD ALI' e di quelli a lui dedicati.

Nella foto la pagina della scorsa settimana.

venerdì, marzo 17, 2017

Gianni Del Savio - Nina Simone



Una lettura sofferta.
La vita di NINA SIMONE è una lunga sofferenza, pur tra successi, amori, ribalta, impegno politico ma che ogni volta finisce in lacrime, solitudine, delusioni, tracolli economici, cadute artistiche, abbandoni, fino alle soglie della follia.
Una vita vissuta intensamente e profondamente e che spesso abbiamo ritrovato nei suoi dischi, nelle sue canzoni, così simile ad altre due donne che ha ammirato (Billie Holiday e Janis Joplin).

Gianni Del Savio ne parla accuratamente in questo nuovo capitolo di Soul Books per Volo Libero, approfondendo l'aspetto umano e, con competenza, le vicende artistiche.
Lettura obbligata per chi non conosce il genio di Nina.

giovedì, marzo 16, 2017

Cheetah Chrome Motherfuckers - The furious era 1979-1987
Dome La Muerte EXP - Lazy Sunny Day



L'accostamento tra i due dischi, appena usciti, non è certo artistico in quanto assolutamente antitetici.
L'anello di congiunzione è la figura di Dome La Muerte, chitarrista storico dei CCM ed ora impegnato con un nuovo progetto musicale.


Cheetah Chrome Motherfuckers - The furious era 1979-1987
Ci fu un momento in cui l'hardcore punk italiano tracciava la linea, era un fenomeno tra i più creativi e innovativi al mondo.
Uscirono nomi come Indigesti, Raw Power, Negazione, Impact, Kina, RAF Punk, Wretched, Crash Box, Fall Out, Bloody Riot tra i tanti.
Ma appena prima i pisani CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS incominciarono ad accelerare i tempi, sempre più veloci, cattivi, acidi.
Proseguirono in modo ancora più devatsante la lezione dei Germs e la portarono all'estremo.
AREA PIRATA ristampa ora su vinile e CD (con un deragliante inedito live di oltre dieci minuti e alcune outtakes) i primi due Ep (“400 Fascists“, “Furious Party“), lo split con gli I Refuse It! "Permanent scar" e l'album “Into The Void“.
Notevole il booklet tra foto, testi e volantini.
Un pezzo di tagliente, scorticate, urticante storia.

Dome La Muerte EXP - Lazy Sunny Day
Con Dome abbiamo inciso un po' di dischi e devastato qualche palco negli anni 80 tra Italia ed Europa con i Not Moving, suonando anche con Clash, Johnny Thunders, Iggy and the Stooges e tanti altri.
Poi le strade si sono separate e Dome ha proseguito con mille progetti, l'ultimo dei quali è questa nuova incarnazione che raccoglie molte delle sue influenze, dal surf rock strumentale di sapore wetsern/Morricone, alla psichedelia, il country punk alla Gun Club, blues, classic rock tra 60 e 70 con passione, credibilità, freschezza.
Molti i brani strumentali, alcuni brevi bozze, sferzate da chitarre ora acustiche , ora acidamente elettriche, ora con il sitar.
E alla fine c'è sempre il suo "magic touch" ad impreziosire il tutto.

mercoledì, marzo 15, 2017

La fine dell'Al-Ahly Bengasi



Nel luglio 2000, l’Al-Ahly Bengasi riceve l’Al-Alhy di Tripoli, la squadra di Saadi Gheddafi (proprietario, tifoso e giocatore. Quello che gironzolò tra Perugia, Juve, Samp e Udinese grazie ai soldi versati nelle casse delle scietà per farlo giocare in Serie A...ne giocherà 25...).

Il Bengasi chiude in vantaggio il primo tempo, 1-0.
Nella ripresa l’arbitro regala due rigori agli ospiti, poi, per non sbagliarsi (e finire in galera) convalida un gol del Tripoli in netto fuorigioco.
I giocatori del Bengasi decidono di lasciare il campo in segno di protesta ma le guardie del corpo di Al-Saadi ai bordi del campo li "convincono" a continuare.
Il Tripoli vince così 3 a 1.

Il 20 luglio, il Bengasi affronta l’Al-Bayada, città natale della madre di Al-Saadi. Stessa storia e quando l'arbitro concede un rigore inesistente agli avversari, esplode la rivolta. Invasione di campo, partita sospesa, incidenti fuori dallo stadio, auto bruciate tra cui quella di Al-Saadi.
Il giorno dopo i tifosi del Bengasi il giorno dopo fanno circolare per le strade della città un asino con in groppa il nome Al-Saadi.

Il 28 agosto 2000 il Bengasi è sciolto e qualche giorno lo stadio (inclusi uffici con tutto il materiale storico della squadra) raso al suolo dai bulldozer, decine di persone vengono arrestate, molte torturate, altre condannate a pene durissime (tre a quella di morte per presunti "complotti"). La Fifa non fa una piega.
La squadra verrà "riabilitata" e reinserita nel campionato libico 5 anni dopo.

martedì, marzo 14, 2017

Target Video



Nelle foto: lo staff del Target Video, lo studio di ripresa, i Cramps al Napa Hospital, Tomata Du Plenty degli Screamers.

Il 23 luglio del 1981 a Modena e il 9 febbraio 1982 a Bologna andammo in massa da Piacenza ad assistere alla proiezione dei TARGET VIDEO.

CINQUE (!!) ore di filmati che l'artista JOE REES (con il quale collaboravano Jackie Sharp, Jill Hoffman, Sam Edwards) portava in giro per l'Europa e che documentavano la scena punk e new wave californiana e non solo.

Oltre che nei locali le riprese erano effettuate prevalentemente nel loro quartier generale al Mission District di San Francisco (un enorme sottoscala di 500 metri quadrati dove venivano organizzati concerti che iniziavano nel pomeriggio e si concludevano a notte inoltrata), dove le band suonavano, di fronte ad un pubblico di amici e dove lo staff di TARGET VIDEO riprendeva (e poi montava) con una serie di telecamere, ottenendo filmati professionali.

Tra i video brani di Sex Pistols, Iggy Pop, Devo,, Dead Kennedys, Screamers (devastanti quanto sconosciuti in Europa ai tempi), Cramps, Burroughs, Clash, Avengers, Go-Go's, Bauhaus, X, Dils, Talking Heads, Black Flag, Flipper, Crucifix, Crime (al San Quentin Penitentiary), Damned, Stranglers.

Il filmato più famoso è quello realizzato al Napa State Mental Hospital nel giugno 1978 con CRAMPS e Mutants in concerto davanti ai ricoverati nel suddetto manicomio.
https://www.youtube.com/watch?v=acYAFerWhVw

Gli SCREAMERS al Target Video
https://www.youtube.com/watch?v=MdCRcrgX080
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