giovedì, marzo 24, 2016

Omaggio a JOHAN CRUIJFF



JOHAN CRUIJFF di Alberto Galletti

E’ morto oggi Johan Cruijff.
Oggi è una bella giornata qui in fondo alla Val Padana c’è il sole e un primo tepore primaverile sferzato da un po d’arietta fredda, immagino sia primavera anche a Barcellona, l’amata Barcellona di Johan Crujiff.
La stessa primavera che Johan, il suo Ajax e la sua Olanda, portarono nello stagnante mondo del calcio europeo (prima) e mondiale (poi), sul finire degli anni 60.
Questa squadra ‘nuova’ ancora a conduzione dilettantistica, investì le competizioni europee per club che languivano da anni sotto il tacco malefico delle squadre milanesi ed iberiche simboli di un calcio lento, statico e difensivista.

L’Ajax ribaltò quest’ordine di cose giocando un calcio di movimento, grande corsa, ritmo duttilità tattica e grandi doti tecniche.

La punta di diamante di questa compagine, il suo astro sfavillante fu Johan Crujiff.
Non mi dilungherò in narrazioni che tutti conosciamo.
Per i 50enni di oggi, bambini matti per il pallone degli anni 70 Crujiff è stato l’idolo incontrastato dell’infanzia e adolescenza, il giocatore che tutti volevano imitare, tutti volevamo essere come lui.

Tecnicamente dotatissimo, grande proprietà nel controllo palla, dribbling ubriacante unito a cambi di direzione improvvisi, visione di gioco, passaggi che affettavano le difese, scatto fulminante e una freddezza sotto porta con pochi uguali, forse nessuno ai suoi tempi corsa continua e sfiancante (per gli avversari), ma anche grandissima personalità in campo e fuori, leader indiscusso di tutte le squadre in cui ha giocato, sempre pronto ad incalzare i compagni, a volte gli avversari e persino gli arbitri, memorabile il cartellino giallo rimediato dall’arbitro inglese Taylor mentre rientrava negli spogliatoi per l’intervallo della finale mondiale del 74 reagì sventolandogli un faccia a sua volta un cartellino (che ovviamente non aveva).
Sterminata la messe di titoli di cui fece incetta da calciatore su cui spiccano tre palloni d’oro (quando ancora significavano qualcosa), tre Coppe dei Campioni di fila con il piccolo Ajax e il famoso scudetto vinto a Barcellona nel 1973/74 che mise fine ad un digiuno che per i blaugrana durava da 14 anni (impensabile oggi).

Appese le scarpe al chiodo si ritrovò in panchina dove si confermò il fenomeno che era sempre stato.
Grazie al suo modo di intendere il calcio rifece grande l’Ajax coltivando e portando in prima squadra Van Basten, suo pupillo, e Rijkaard tra gli altri.
Rifece il cammino verso Barcellona anche da allenatore e ancora una volta fece la storia del calcio blaugrana ed euro mondiale vincendo l’agognatissima Coppa dei Campioni nel 1992, la prima nella storia del Barcellona.

Vado oltre, pose le fondamenta (e qualcosa in più) per la costruzione di questa formidabile macchina da calcio che è il C.F. Barcelona come lo conosciamo oggi.
Durante tutti questi anni si è portato appresso un viziaccio, non so quante sigarette al giorno, che gli costarono quattro bypass una ventina di anni fa e un tumore ai polmoni diagnosticatogli lo scorso ottobre e che purtroppo lo ha portato alla prematura scomparsa di oggi.
Negli ultimi lustri si è impegnato tantissimo nel sociale con la fondazione che porta il suo nome e che aiuta ragazzi che con disabilità motorie non avrebbero altrimenti la possibilità di praticare sport.
Personalmente lo scorso giugno in occasione di un torneo giovanile a Giussano (MI) paese natale di Stefano Borgonovo sfortunato calciatore di Como, Milan e Fiorentina ho visto in esposizione foto sue scattate in quello stesso campo in occasione di un’appuntamento benefico della fondazione Borgonovo ,che raccoglie fondi per la lotta a quella terribile malattia che è la SLA, e che lui aiutava personalmente. Ricordo l’emozione che provai nel vedere quelle foto, un campione di vita!

Me lo voglio ricordare sorridendo perché mi ha sempre dato gioia (calcistica) con le parole dette su di lui da Valdano che, ventenne, lo incrociò al suo debutto in Copa del Rey in un lontano Barcellona-Alàves.
Più o meno :

‘Crujiff voleva avere il controllo su tutto, durante una partita, non solo in campo sui compagni, ma anche avversari, arbitro, guardalinee, spettatori e venditori di bibite, tutti.
Si mise a protestare con l' arbitro per un fallo senza importanza.
E dato che l'arbitro non smetteva di dargli spiegazioni, suggerii a Cruyff di tenere quel pallone e di darcene un altro, visto che in quella partita avevamo qualche diritto anche noi.
Cruyff mi chiede: come ti chiami? «Jorge Valdano».
E quanti anni hai? «Ventuno».
«Ragazzino, a 21 anni a Cruyff si dà del lei
.

Triste, triste, è un giorno triste.
Per chi ha avuto sogni legati al calcio e magari ogni tanto ne coltiva ancora qualcuno, Crujiff resta un simbolo.
Per me Crujiff sarà sempre quello in azione palla al piede, inarrestabile ed irresistibile, con la zazzera al vento e quella sfrontatezza stampata in faccia di chi era il migliore e sapeva di esserlo.

Non lo dimenticherò (ahimè) mai.

25 commenti:

  1. Grande ricordo Albe, nulla da aggiungere.
    R.I.P.
    Clodoaldo

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  2. Sto piangendo... Ciao Johan...

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  3. Addio Johan Crujiff, ancora una volta mi fai andar fuori di testa.
    Mannaggia a te al tuo (nostro) pallone....

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  4. "Il calcio consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare.“

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  5. "A me del calcio italiano colpiscono i vuoti negli stadi italiani.
    La gente non si diverte più col vostro calcio.
    Sono troppe 20 squadre, nate tutte per vincere qualcosa e alla fine una vince e le altre restano deluse. È tutto sbagliato. Il modello è il Barcellona che si diverte e pensa a divertirsi.“

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  6. “Tutti gli allenatori parlano di movimento, di correre molto. Io dico che non è necessario correre tanto. Il calcio è uno sport che si gioca col cervello. Devi essere al posto giusto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi

    Johan Cruyff

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  7. Lui stratosferico, quel calcio non so: il Milan di Rocco ci vinse la coppa più importante, ai campionati del mondo non vinsero niente .... senza se e senza ma!

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    1. Coppa più importante ne vinsero tre di fila dopo un paio d'anni, il Feyenoord già l'anno dopo. Vero bucarono il mondiale ma furono secondi, il Brasile campione in carica fino in 10 in una semifinale dove picchiarono davvero pesante (anche gli olandesi replicarono) perché non riuscivano a tenerli. Vero i marpioni tedeschi li infilarono e probabilmente meritarono anche. Si la marcatura in area non era decisamente ul loro pezzo forte

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    2. Di Milan Leeds a Salonicco cosa mi dici?

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    3. Albe, metti il dito nella piaga?..Goal di Chiarugi su punizione per fallo inesistente, anzi azione partita da fallaccio da ammonizione milanista a centrocampo. 86 minuti di dominio inglese, due/tre rigori sacrosanti negati al Leeds, due goal regolari annullati dall'arbitro greco , fischiato ed assediato dagli stessi spettatori greci al termine della gara ...una roba che bayern-juve è acqua fresca.. arbitro che non ha mai più diretto una gara internazionale...se non è stato corrotto non c'è spiegazione...milan con un catenaccio indicibile, picchiarono come fabbri impuniti..una roba oscena ....ma in bacheca il nome rimane e fa palmares..piccolo particolare presidente della Uefa era Artemio franchi.per inciso Leeds derubato anche nella finale di coppa campioni del 1975 contro il Bayern, rigore netto non dato e goal annullato a Lorimer inspiegabilmente...gli Hooligans del Leeds misero a ferro e fuoco Parigi e la squadra fu squalificata per 4 anni dalle competizioni Uefa( poi ridotti a 2)..ma ormai il perido d'oro di questa bella formazione se ne ea andato per sempre
      Clodoaldo

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    4. Ecco bravo,grazie per averlo spigato tu senno poi sembra che son sempre io a parlar per niente.
      Per il Leeds 75 forse il palo quadrato della porta fu più dannoso dell'arbitro.

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    5. Dovere, Albe..fu un incontro tremendo..visto in biancoenero forse pure in differita non ci giurerei fu la partita che mi rese tifoso dei bianchi
      dello yorkshire
      Clodoaldo

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  8. A me i sogni del calcio li ha raccontati, meglio insegnati proprio chi ha scritto questa pagina. E, nonostante tutto quello che ahimé mi tocca vedere e conoscere, è proprio per quei sogni e quei racconti che continuo ad amare il pallone. Senza se e senza ma, indipendentemente da chi vince e chi perde, che a ben vedere - per chi vive il sogno - conta relativamente. Sapevo bene che venendo qua avrei incontrato le parole giuste per poter chiudere questa tristissima giornata. Grazie Albe, a te e a Lui, che adesso starà palleggiando e fumandosi una paglia senza nessuno che lo pressi. Un abbraccio a tutti, SB

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  9. Ciao dear boy ti abbraccio idealmente felice di trovarti qui a conclusione di una giornata triste, resa migliore dal ricordo comune di uno che ha acceso le nostre fantasie comuni tempo addietro ed è riuscito a farlo anche nel giorno più triste.
    Dream on

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  10. Grazie a Stefano per l'intervento ma soprattutto ad Alberto che come dice Davide Liberali su Facebook:
    Letto sul blog lo splendido ricordo scritto da Alberto su questo campionissimo, ha solo tralasciato di citare il soprannome(Pelé bianco), per il resto sembra di leggere Brera.
    Sottoscrivo...

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  11. Ringrazia il Libero! e salutamelo, non ho fb.
    Digli di scusarmi ma ho scritto di getto in dieci minuti e dovendo ricacciar giù il magone di continuo.
    Di sicuro a Johan non importerebbe, e comunque saltava tutti e andava in porta.

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  12. Bellissimo e toccante il tuo ricordo Albe..grazie col cuore come dici tu..
    "Per i 50enni di oggi, bambini matti per il pallone degli anni 70 Crujiff è stato l’idolo incontrastato dell’infanzia e adolescenza, il giocatore che tutti volevano imitare, tutti volevamo essere come lui.

    C

    un saluto a Dearboy SB..so che sei stato il suo mentore

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    1. Ciao C!
      Grazie, Johan Crujiff é stato importante per me, anche se poi giocai sempre in difesa cercai sempre di imitarlo

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  13. straordinario il gol all'atletico madrid!!!
    ve n'era un altro (ma sarebbe piu giusto dire decine e decine)..Olanda Brasile 74? devo cercarlo..
    C

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    1. Si ,ricordo che lo definirono il gol impossibile. Non mi uscì più dalla testa da qul giorno in mio padre portò me e mio fratello a vedere il film al cinema di Andora mentre eravamo in vacanza.
      L'altro gol in spaccata lo fece al Brasile si nella semifinale del mondiale 74

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  14. Sul podio dei piú grandi di sempre!! Peccato per la finale del Mondiale '74. Dubito fortemente che una sua eventuale presenza nel Mondiale '78 avrebbe cambiato le sorti dell'ennesima finale persa dalla sua nazionale: come é stato giá messo in luce in un vecchio articolo di questo blog, l'esito di quella competizione fu probabilmente deciso da elementi estranei al mondo del football. Per questioni anagrafiche l´ho potuto vedere solo in documentari. Mi ha sempre impressionato la sua eleganza...
    A

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  15. Oggi alle 14.40 "Il profeta del gol" di Sandro Ciotti su Rai Sport 1

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  16. Visto solo in immagini di repertorio e tanto è bastato. Giù il cappello.

    Charlie

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    1. Il Profeta del gol é un ottimo documento per chi è interessato a Cruyff. Su youtube ce n'è una versione integrale di discreta qualità

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