
Sfogliando vecchie riviste ho trovato alcune divertenti dichiarazioni di personaggi più o meno illustri a proposito del PUNK di cui, ai tempi, stava arrivando anche qualche eco qua in Italia.
Per il punk ho un vero e proprio rigetto, non riesco proprio ad assimilarlo, pur avendo vissuto l’era degli Stones.
Ma allora aveva un senso, ora no.
(Renato Zero 12 ottobre 1977)
La prima regola del punk è non saper suonare.
E’ la degenerazione totale della musica inglese, non una cosa importante come dicono certi critici che ci mangiano su.
In Italia si vergognerebbero a fare cose di questo tipo.
(Franz Di Cioccio 28 marzo 1977)
Abbiamo impiegato 20 anni per ottenere rispetto per la nostra musica.
E questo punk è una cosa anti musicale, solo pieno di rabbia.
Quasi mi vergogno di ammettere che sono inglese.
(Kim Brown di Kim & the Cadillacs 16 febbraio 1978)
Forse il sistema sta riproponendo un’alternativa alle idee di sinistra.
Andy Warhol e la sua cultura decisamente di destra, sono stati la maggiore contrapposizione ai figli dei fiori.
Così Lou Reed che da Warhol è stato plagiato.
(Franco Falsini dei Sensation’s Fix 9 gennaio 1976)
Non ricordo molti nome del beat, non comperavo dischi: mi piacevano gli Stones, forse più dei Beatles.
Il punk invece: mi sta bene un pezzettino di rock in mezzo a cinque ore di disco music.
Ma sono cose da copertina, ragazzi mascherati, che danno l’impressione del fenomeno da baraccone.
Chi ha visto da vicino i rockers e i mods dice che non ci sono grosse novità.
Non è per uno spillone in più….
(Augusto Daolio 5 febbraio 1978)
Alberto Radius (29 gennaio 1978) ascoltando “Rock n Roll” live dei Led Zeppelin !
Arrivano i punk!
Anche tu sei cascato nel tranello del punk ? Non mi dire di indovinare il nome, sono tutti uguali.
Il chitarrista mi piace, ehi ma qui si è perso !
Chi sono ? I Sex Pistols ?
Il difetto è acustico, si sente solo la chitarra, la voce non si capisce neppure.
Il punk è solo una riedizione del vecchio rockaccio.
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