lunedì, febbraio 16, 2026

Riflessioni sul "rock nostrano" di Roberto Antoni

Riprendo, ARBITRARIAMENTE (se ci fossero contestazioni da un punto di vista di diritti in tal senso, mi si faccia sapere e sarò più che disponibile a cancellare il post) un intervento di ROBERTO (Freak) ANTONI ( di cui ricorreva l'anniversario della scomparsa, pochi giorni fa) nel numero 9 del novembre 1980 di "Musica 80", emerita rivista dalla vita breve.
Si parla di "rock nostrano" nel pezzo "Non esageriamo, son ragazzi..."

Quando si parla di "rock nostrano" le facce diventano rosse di vergogna; uno tossisce, l'altro guarda l'orologio, un altro corre al cesso e si chiude dentro e alla maggioranza dei presenti con dovere di parola non resta che adottare un atteggiamento: l'atteggiamento del furbo che parla con ironia e distacco dell'argomento...
Questo perché l'argomento non sembra serio, non ha carte in regola, non è degno di troppa attenzione.

"E' un po' come la scopiazzatura goffa, ingenua e indercorosa di un originale dignitoso e potente. Il rock vero nasce lontano, nel ciore dell'Impero. alle procince non restano che i tentativi risibili di imitazione dell'originale."

Tutto questo sembra pensare l'italiota (cioé anch'io) con grave senso di colpa e malcelato imbarazzo.
E poi quell'aggettivo!
Scusate ma quell'aggettivo "Nostrano" non aiuta per niente a smuovere le cose.
Il senso di inferiorità nazionale ne risente all'istante. Infatti, per evidenza di significato, tutto ciò che è nostrano non è esotico, bensì casereccio come il pane, il vino, il formaggio, la mercanzia di casa nostra che trovi nella prima drogheria.
E dopo il droghiere, passati il tabaccaio e il fruttivendolo, ecco il giornalaio.
Dal giornalaio ci trovai esposte le faccione irresistibili (ah che nostalgia!) di Bobby Solo, reo confesso di emulazione sudorata del Re Elvis; di Little Tony - piccolo Antonio - rocker borgataro di ispirazione Little Richard, buon interprete del pezzo "Cuore matto"; e quel geniale Celentano (Adriano) con un colpo alla Chuck Berry e la parodia facile del clan gangster alla Frank Sinatra, che non è mai stato un rocker però .

Ecco come stanno le cose.
Dobbiamo dirci la verità.
Siamo così provinciali che non ci resta una possibilità di riscatto:
l'annessione all'Impero (e forse oggi siamo maturi per questo passo) in qualità di 53° stato dell'Unione.
Oppure, al contrario, l'autodistruzione volontaria e determinata al consumo prolungato di prodotti nostrani (scusate se anch'io insisto sull'aggettivo cazzoso).
Dobbiamo fare una scelta, altrimenti non avremo una dignità di veri rockers!

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