venerdì, febbraio 27, 2026

Febbraio 2026. Il meglio.

Nella foto: Monaco di baviera 1966

Partito da poco il nuovo anno e già un po' di cose di livello: Sleaford Mods, Kula Shaker, Angeles Of Libra, Sault, Incognito, Dry Cleaning, Molotovs.
In Italia Neoprimitivi, Sick Tamburo, Provincials, Warm Morning Brothers.


ANGELS OF LIBRA - Road To Mandalay
Quanta bellezza, quanta eleganza, quantro groove nel quinto album del collettivo di Amburgo. La formula è consolidata e risaputa: soul, northern soul, funk, gospel. Ma per farlo in maniera convincente e non scontata ci vogliono classe, talento e totale padronanza della materia. Una caratteristica rara che gli Angels of Libra possiedono in abbondanza. La conclusione con una cover mellow soul di "This Boy" dei Beatles è da applausi scroscianti.

NEOPRIMITIVI - Il sangue è pronto (suite)
Torna a sorpresa il collettivo romano, abituato a sviluppare le idee compositive dal vivo, improvvisando e raccogliendo gli spunti per creare nuove canzoni direttamente su un palco. In questo secondo album, che esce, non annunciato, a 10 mesi dall'esordio "Orgia mistero", si dedicano a una suite in quattro movimenti, di una quarantina di minuti in cui confluiscono le consuete mille variabili e influenze. Se la psichedelia (declinata in ogni sua forma) è il tratto prevalente non mancano reggae e dub, momenti esoterico/onirici con cori gregoriani, folk, Talking Heads, funk, jazz e tanto altro. Poco da dire, uno dei gruppi più geniali, originali e spettacolari in circolazione in Italia ma non solo. Già sicuro nella top ten italiana del 2026.

JILL SCOTT - To Whom This May Concern
Torna dopo dieci anni di silenzio JILL SCOTT con "To Whom This May Concern", un album tanto complesso quanto strepitoso per completezza e esposizione/diffusione di un moderno concetto (pop) di BLACK MUSIC. Soul, funk, hip hop, jazz, fusion, afro, un manifesto programmatico con suoni superlativi, arrangiamenti mozzafiato, creatività a iosa. Grande!

THE CAST - Yeah Yeah Yeah
La band di Liverpool è sempre rimasta in secondo piano nel boom del Britpop degli anni 90 ma si è comunque sempre ben destreggiata con buoni album. Dopo una lunga sosta sono tornati nel 2011, incidendo due discreti lavori. Il nuovo disco li porta in ambiti più soul rock (vedi lo stupendo singolo con PP Arnold "Poison Vine") tra Stones, i Primal Scream di "Rocks Off", gli Stones Roses di "Second Coming". Si ascolta con molto piacere.

THE RIFLES - Unplugged Album Vol. 2
La band inglese che negl ianni 2000 piazzò un paio di ottimi album, "Great Escape" in particolare, spesso vicino ai Jam e dalle influenze vicine al miglior Britpop. Tornati insieme doipo una pausa discografica si sono dedicati a due album (registrati ad Abbey Road), in cui riprendono in chiave acustica alcuni brani del loro repertorio. Il secondo volume è gradevole pur se non particolarmente esaltante e alla lunga monotono.

LUCINDA WILLIAMS - World's Gone Wrong
Una certezza. Pathos, rock ruvido, intriso di note soul e fumi gospel, eccellenti canzoni che riecheggiano Stones, Patti Smith, blues. Le canzoi scorrono crude e compatte, piene di anima, cuore e sangue. Da ascoltare con passione e incanto.

BRIAN JAMES - Kicks And Diabolik Licks
L'ultimo album di Brain James, chitarrista dei Damned, registrato poco prima della sua scomparsa il 6 marzo 2025.
Ispirato dalla sua passione per il fumetto "Diabolik", propone sette brani (tra cui una cover di "Dance With Me" dei Lords and the New Church cantata da Ramona Wilkins Carlier, ex Mo-Dettes), lenti, minimali, caracollanti, registrati presumibilmente in sala prove. Per completisti.

KEELEY - Girl On The Edge Of The World
Dal Nord Irlanda un ottimo album dedicato a un caso irrisolto di femminicidio. Sound che spazia dal dream pop allo shoegaze, con un portamento psichedelico. Interessante e dagli spunti originali.

JAKE MASON TRIO - The Modern Ark
Secondo album per l'Hammondista australiano, all'insegna del consueto soul jazz alla Jimmy Smith tra strumentali e momenti allietati da parti vocali. Inutile sottolineare che si tratta di materiale molto piacevole, raffinato ed elegante pur se si sente la mancanza di un certo nerbo e di una maggiore "spinta".

AA.VV. - Naive Melodies
Spettacolare omaggio ai TALKING HEADS con 20 rifacimenti (per la BBE Music) in chiave afrobeat, jazz, soul, funk, gospel, dub, elettronica, a quelle matrici che tanto spesso hanno caratterizzato il loro sound.
I nomi non sono molto conosciuti ai più: Bilal, Rogê - bellissima la sua "Road to Nowhere" in chiave latin funk soul - Miguel Atwood-Ferguson, Aja Monet, Georgia Anne Muldrow, Theo Croker, Kenny Dope, Rosie Lowe, Pachyman, W.I.T.C.H (spaventosa per potenza e groove "Once in a Lifetime").
Bello, bello, bello.

ALTIN GUN - Garip
La band turca con base ad Amsterdam prosegue il suo percorso dalle movenze orientali intinte in sostanze lisergico psichedelico. Come sempre interessante anche se ormai prevedibile e risaputo.

AA.VV. - Milano Underground Live to Tape
C'erano una volta le compilation "formative", quelle che cercavano di rappresentare una scena musicale raccogliendone i principali esponenti. Erano fotografie in tempo reale di quello che stava accadendo in quel momento in un luogo. Talvolta emergevano talenti destinati a diventare artisti di grande spessore e qualità, altre volte molti nomi rimanevano relegati all'oblìo, pur meritando ben altra sorte. DJ Henry, Roberto Gramegna di Rocketman Records, Ettore “ette” Gilardoni del Real Sound Studio ripropongono una formula simile, focalizzandosi sulla scena underground di Milano. Dodici brani registrati in presa diretta al Real Sound Studio di via Casoretto, al fine di preservare l'urgenza e la spontaneità delle proposte, altrettante band, album in vinile, generi diversi, tanta energia. Spazio a Hiroshima Dandies, Swanseas, Take Death, Plateaux, Right Profile, Brightest Room, Gasco, Stella Diana, Red Moon Heroes, Golden Eggs, Lato, The Mads e rock, power pop, post punk, mod/beat, psichedelia, garage, ska. Qualità altissima, album consigliatissimo.

THE WARM MORNING BROTHERS – Somewhere Beyond the Abyss
Il duo piacentino, al quinto album (più uno split condiviso), si circonda di preziosi collaboratori (su tutti Paul Roland, Gregory Jones e Blanka Beder dei Music from Neptune) per regalarci un’ennesima prova della loro grande capacità compositiva, arricchita da eleganti e raffinati arrangiamenti. Il mondo sonoro si muove tra atmosfere semiacustiche nella classica tradizione di Simon & Garfunkel e del folk inglese alla Fairport Convention, con un tocco di Kings of Convenience. Sono riferimenti generici perché l’aspetto principale è la personalità che trasudano i 14 brani. Soprattutto la padronanza di una materia artistica non facile da maneggiare.

CUT – Bare Bones
La band bolognese rimette in circolazione un album originariamente inciso nel 2003 ma ben presto scomparso dalla circolazione per problematiche discografiche e distributive. Per fortuna ci pensa la sempre benemerita Area Pirata a ridare luce a un disco che contiene tutte le caratteristiche del tipico Cut Sound (ai tempi in fase transitoria con l’addio della voce femminile). Troviamo la rabbia, la ruvidezza scarna, tra punk e rock ‘n’roll aggressivo e arrembante ma anche un aspetto mai troppo evidenziato ovvero un’anima funk soul che emerge non di rado nei riff o nelle ritmiche (“Head Upside Down” o “Sixty Notes”). Un disco indispensabile per comprendere l’evoluzione del trio bolognese, ancora fresco, potente e attualissimo.

WEEKEND MARTYR - Cruel House
Il terzo album della band livornese scandaglia la profondità delle anime tormentate, con un'adeguata colonna sonora a base di scarno blues, folk sgangherato, pennellate psichedeliche e un'attitudine indiscutibilmente punk.Tom Waits va a braccetto con il Nick Cave dei Grinderman e dei Birthday Party. Ci sono anche ampie dosi di Violent Femmes e un pizzico di Captain Beefheart. Tutta roba buona.

THE FIVE FACES - Eccesso di Zen
Torna la band genovese con un nuovo album che ne esalta l’eclettismo artistico. Se rimangono evidenti e marcate molte delle principali caratteristiche del recente passato (dal soul pop di “L’amore ti fa bella” all’amato beat rock), sono tante le novità sonore che caratterizzano il nuovo album, tra pop anni 90 (non distante dagli 883 come in “Se immensamente”) e remix di gusto disco elettronico.
Una gamma di suoni e influenze molto ampia, a tratti sorprendente, che apre a una nuova dimensione creativa che può dar loro piacevoli sorprese.

THE FIVE FACES - Yesterdays
Il quartetto genovese è in circolazione dal 1980 e, nonostante lunghe pause, ha messo in fila quattro album, un EP, vari singoli e un paio di tour inglesi, Questi ultimi hanno fruttato loro un prezioso contatto con la storica etichetta Detour Records che pubblica ora un'antologia con 32 brani, tra registrazioni in studio, live, demo, cover. Il sound è perfettamente riconoscibile, contestualizzato a quello genericamente definito "mod rock", un energico mix tra punk rock e melodie anni Sessanta. La band suona benissimo, con i giusti suoni e attitudine. In attesa di nuovi sviluppi, che si preannunciano sorprendenti, un ottimo sguardo al passato.

LOVVBÖMBING! – PISS! PEAS! PEACE!
Esordio con il botto per la band romagnola, con dieci brani autografi travolgenti, abrasivi, scorticanti che abbracciano garage, punk rock, art rock, post punk, psichedelia, la new wave più aspra (vedi Gang Of four) e la lezione di band dimenticate come i That Petrol Emotion. I brani sono rabbiosi, carichi di irriverenza e ferocia sonora. Una partenza di grande efficacia.

SAVANA FUNK - Behind the Eyes
La band bolognese festeggia i dieci anni di attività con il sesto album, come sempre affascinante, dalle ritmiche sinuose che accolgono numerose influenze afro (dal Maghreb al SubSahara), mischiandole a funk, jazz e blues, Khruangbin e gli ultimi Songhoy Blues. Mixa e produce Tommaso Colliva, aggiungendo ancora più qualità, profondità e incisività al tutto.

LETTO

DJ Henry - Ballare nella catastrofe. La poetica delle dancehall
Enrico Lazzeri, alias DJ Henry (nome mutuato da Henry Rollins dei Black Flag), è uno dei più apprezzati e stimati DJ della "Scena Underground" (continuo a preferire questa definizione a mille altre).
Un profilo costruito in anni di gavetta, cresciuto attraverso la passione pura e semplice per un certo suono, per un'attitudine ben precisa e definita. Si racconta ora in un libro, autobiografico ma non solo.
Definisce, con sicurezza e lucidità, un termine spesso abusato, quello del GROOVE:
Il groove è sempre stata la parola chiave per un divulgatore di musica delle serate danzanti.
Tecnicamente si potrebbe definire come una scansione ritmica ripetuta, una good vibration, un flusso che trasporta l’ascoltatore in una dimensione di benessere, come tuffarsi in un fiume di acqua fresca e cristallina in una giornata afosa.
Puntualizza l'approccio a un mondo non facile da capire e in cui è difficile entrare appieno:
Un box che contiene vinile è la storia irripetibile e non clonabile nella formazione musicale di una persona che decide di fare il dj, perché appunto è un limite che stabilisce sempre la personalità, quindi il connotato unico di un individuo che sta divulgando arte.
Ecco perché chiamare un dj con il vinile, ristretto nei suoi piccoli contenitori, significa ascoltarlo nel suo percorso con quei dischi specifici e non con altri a richiesta da parte del pubblico.
Precisa particolari spesso dibattuti:
Soprattutto per rispetto dei musicisti che suonano e si applicano su un vero strumento, noi dj di musica già pubblicata, che sia vintage o meno, non possiamo usare il verbo suonare, semmai la locuzione “mettere i dischi” per- ché stiamo solo diffondendo musica composta, prodotta e suonata da altri e immortalata tra i solchi di un disco.
Noi siamo dunque dei selezionatori, dei selecter, una categoria di disc jockey che non produce musica ma che l’assembla in percorso sonoro durante un evento o una performance.
Un selecter quindi viene valutato per i dischi che possiede, che scopre, che ricerca e per come li concatena a seconda delle circostanze.
In poche parole chiarisce un altro aspetto intorno a cui ci si è da sempre avviluppati:
L’underground non è una cittadella di purezza, come del resto il mainstream non è sempre un contenitore di spazzatura.
Queste categorie sono figlie del pregiudizio.
Una testimonianza dalla "prima linea", vera e sincera, netta e diretta.
Attraverso la sua esperienza, i brani preferiti, una vita spesa al servizio della musica e dell'attitudine amata, che è stata la spina dorsale dell'esistenza vissuta.
Chiude il libro una lunga serie di poesie, crude, Bukowskyane, dalla strada, non di rado disturbanti.
Prefazione di Claudio Sorge, postfazione di Massimo Pirotta.

Antonio Pellegrini - Miles Davis in Italy
Confrontarsi con la figura immensa di Miles Davis è opera ardita e complessa.
Antonio Pellegrini ha dimestichezza con le biografie e i saggi musicali (Who, Queen, Blues) e riesce anche in questo caso a confezionare un libro agile e intrigante che parte dalla biografia del Maestro per addentrarsi poi con dovizia di particolari nella lunga serie di apparizioni italiane, da quella del 22 novebre 1956 al "Teatro Manzoni" a Milano a quella del 24 luglio 1991 a Castelfranco Veneto.
Il tutto arricchito da testimonianze, recensioni, aneddoti (spesso incentrati sul "brutto carattere" di Miles, concerti abbandonati a metà, lasciando la band a sbrigarsela, capricci, spezzoni di interviste, spesso tranchant e scocciate ma anche impreviste aperture a una dimensione meno ostica.
Il libro si legge velocemente e con molto piacere, anche per chi non è troppo addentro all'arte di Miles.

Joyello Triolo - Rockumentary
La cura con cui Joyello Triolo scrive i suoi (ormai numerosi e sempre di prima qualità) libri è uno dei motivi per cui la loro lettura è più che soddisfacente ed essenziale.
In questo caso si cimenta con un ambito poco conosciuto e trattato, il rockumentary ovvero i film incentrati su artisti o concerti.
Ne ha scelti venti (più altre brevi 50 citazioni, rendendo il libro assolutamente esaustivo) per coprire a dovere l'ambito, con una narrazione cronologica, dovizia di particolari, date, dati, aneddoti (spesso rari e sconosciuti) e un'appendice dedicata ai Beatles.
Libro prezioso per districarsi in un contesto sempre meno praticato in tempi di internet, Youtube etc.

Cristina Giuntini - Musica sulle costole
Un saggio dettagliato e molto interessante sul fenomeno dei Rëbra ovvero quei dischi clandestinamente stampati sulle lastre usate per radiografie (che lasciavano trasparire le immagini delle ossa) in Unione Sovietica, per riuscire ad ascoltare la musica "proibita" occidentale (dal jazz al rock 'n' roll).
Ne sono restate pochissime tracce, a causa della delicatezza del materiale che si consumava velocemente e spesso seccava e sbriciolava.
Il libro è pieno di aneddoti incredibili e sottolinea come coloro che li realizzavano (con il pericolo di arresto e lunghe pene detentive) non lo facessero per guadagno, né in opposizione alle regole comuniste dei tempi ma semplicemente per passione, per la voglia di diffondere musica e cultura.
Il libro è puntiglioso, ricco di illustrazioni e notizie pressoché sconosciute su un fenomeno lontano e dimenticato ma ancora molto significativo.

VISTO

Le città di pianura di Francesco Sossai
Un road movie nelle strade venete, tra luoghi abbandonati e villette da "bonus edilizio", fabbriche che chiudono, nuovo proletariato, decadenza il "progresso" che si mangia tutto.
Tanto da fare rimpiangere ai due protagonisti (i credibilissimi nel loro ruolo Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla) gli anni Novanta, come sorta di "epoca felice".
A fianco dell'ironia e della goliardia che pervadono il film rimane una grande senso di malinconia, disperazione, abbandono.
Ma ha anche un'anima "lieve", un po' come la piuma che vola nell'aria alla fine di "Forrest Gump".
E qualche ricordo di notti altrettanto "brave" che molt idi noi hanno vissuto da protagonisti o disagiati spettatori.
"Siamo troppo vecchi per crescere" è una risposta di Doriano/Pierpaolo Capovilla che vale mille trattati di sociologia.

Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa
Salito alla ribalta per la presenza (affascinante e conturbante) di Elodie, è un ottimo film, pur con tante caratterizzazioni esagerate e banali del Sud "brutto e cattivo". Bianco e nero, crudo, ben fatto e la cantante più che credibile nel suo ruolo e abile attrice. Da vedere (senza particolari aspettative).

COSE VARIE
° Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it (per cui curo ogni settimana un TG video musicale - vedi pagina FB https://www.facebook.com/RadiocoopTV/).
° Ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
° Ogni sabato un video con aggiornamenti musicali sul portale https://www.facebook.com/goodmorninggenova
° Sulle riviste/zines "GIMME DANGER" e "GARAGELAND"
° Periodicamente su "Il Manifesto".

APPUNTAMENTI

NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour


Sabato 7 marzo: La Spezia "Skaletta"
Venerdì 20 marzo: Pesaro "Urbica"
Sabato 21 marzo: Como "Arci Joshua"
Venerdì 27 marzo: Milano "Biko"
Lunedì 6 aprile: ZeroBranco (Treviso) "Maximum Festival"
Sabato 25 aprile: Savona "Fortezza del Priamar"
A seguire le date estive

Sabato 28 febbraio: Spettacolo "Something about Maggie" condotto da me con i Ratoblanco in concerto a Monteriggioni (Siena). Ore 21.

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