lunedì, marzo 07, 2016

Il modello Rojava



A ROJAVA sul confine tra Siria, Turchia e Iraq, si trova una zona prevalentemente curda, abitata da 4,6 milioni persone, in cui sta avvenendo un grande esperimento sociale di portata epocale.
Il tutto tra la dittatura di Assad la ferocia dell’ISIS e della Turchia, con USA e NATO a fare i soliti propri porci comodi. Il Democratic Union Party (PYD) e il Consiglio Nazionale Curdo (KNC) a Rojava, che stanno provando a creare una nuova forma di società libertaria chiamata Confederalismo Democratico.

Il territorio è diviso in CANTONI con un piccolo governo centrale (con un minimo del 40% di delegati femminili), dove il lavoro quotidiano per gestire la società avviene a livello locale, strada per strada e villaggio per villaggio.
Le COMUNI / CANTONI sono cellule di 50 abitazioni dove i cittadini eleggono democraticamente tra i cinque e i sette rappresentanti.
I delegati (con un mandato annuale o biennale) portano le istanze delle Comuni alle Assemblee rionali, le quali riferiscono i problemi alle Assemblee regionali. Al vertice l'Assemblea del Kurdistan occidentale (Mgrk), presieduta da due personalità e coordinata da un'amministrazione di 33 membri.

Sono nate le Case delle donne, centri culturali e artistici, associazioni di assistenza alle famiglie, le attività economiche sono regolate come cooperative: gli utili garantiscono il mantenimento di numerose famiglie, il sistema anti-capitalistico ha bloccato l'aumento dei prezzi di beni essenziali.
Una rete di 100 municipi (controllati e gestiti dalle assemblee popolari) garantisce i servizi di base in piena parità.

A ROJAVA polizia e carcere sono sostituiti da “comitati di pace” che lavorano per contrastare i cicli di omicidi per vendetta e faide famigliari, attraverso accordi consensuali tra le parti.
Noti soprattutto per le vittorie sul campo (soprattutto a KOBANE) contro l'ISIS (protagonista l' YPJ, le forze paramilitari femminili) le donne e gli uomini di ROJAVA è l'l’unico movimento al mondo (a pari di quello Zapatista in Messico) che persegue l’attuazione di un' alternativa allo Stato e al capitalismo.
Schiacciati dal resto del mondo, dalla barbarie, dall'orrore, combattono ogni giorno e ogni giorno su quelle macerie costruiscono un mondo nuovo.

7 commenti:

  1. A dire il vero non sono proprio isolati da tutti : c'è una parte dell'aministrazione americana (sì,sembrerà strano ma è così) che li ha armati ed addestrati contro l'isis ed il fondamentalismo islamista...se poi l'esperimento libertario avrà un seguito felice,dipenderà molto dai futuri eventi (elezioni americane comprese), il governo turco sta agendo al di fuori di ogni legalità,persino al di fuori degli accordi nato,per cui non è da escludere che Mosca e Washington ne garantirebbero la sovranità locale...difficile dire,invece,se potrebbero tollerare che il modello si espandesse in altre zone.
    Probabilmente si giungerà a compromessi,come si sta giungendo (poco per volta) in Iran e nel futuro assetto della Siria e di tutto il medio oriente.

    HOPE FOR HAPPINESS (cit. Soft Machine)

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  2. Teoricamente (solo teoria in un simile macello) si sta provando a regolamentare la Siria in chiave "bosniaca" con tre entità federate. Assad da una parte, i sunniti dall'altra e in alto il Rojava dei curdi. Ma nn sarà per niente facile.
    Probabilmente l'entità più stabile è proprio Rojava (nonostante le barbarie dei turchi)

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  3. Infatti ! Ma sarà interessante vedere anche il futuro assetto della Libia.
    A questo proposito va sottolineato che,in mezzo a tante minchiate fatte e non fatte,la posizione del nostro governo è (una volta tanto) PRUDENTE e corretta...immaginiamoci cosa sarebbe successo,invece,con un governo di centro-destra se ci avessero ordinato di mandare subito 5000 uomini sul teatro degli scontri.
    Mi spiace dirlo ma le posizioni estremiste e velleitarie dimostrano ancora una volta la loro inconsistenza,su tutti i fronti : mentre questi miliziani kurdi combattevano REALMENTE il neo-fascismo islamista,ho letto tante di quelle stronzate nei vari blog e siti di "informazione antagonista" da fare vergognare chiunque,senza differenze ideologiche o culturali...per cui mi auguro che almeno questo servirà di lezione a tanti che restano tuttora ancorati a visioni obsolete e anti-storiche del mondo.
    Vorrei che certe esperienze servissero anche a questo,se non proprio ad eficare un modello alternativo di società : personalmente sono convinto che il modello di sviluppo borghese non sia per niente esaurito e che vi dovremo fare i conti ancora per MOLTO tempo,ma se "noi non ci saremo" potremo fare in modo che vi saranno (forse) i nostri figli e pronipoti...
    l'importante è provarci...sempre ! :-))))

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  4. La Libia è purtroppo meno governabile perchè oltre all'aspetto (pseudo) religioso c'è anche quello tribale (Gheddafi riusciva a tenerle insieme tutte con le buone o le cattive). Credo anche che, visto che i principali pozzi di petrolio sono in mano all'ENI, Francia e altri non siano del tutto disinteressati a buttare il tutto nel casino più totale.
    Infine: la Libia era ricchissima e quei soldi sono rimasti più o meno lì a "disposizione" di chi conquista il potere. Siamo a posto...per un bel po'.
    Paradossalmente la Siria è più "stabile".

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    1. La Libia è un casino...ma sono in contatto con un appassionato di fumetti libico (!!!) che mi sta dando delle versioni molto diverse da quelle che sentiamo comunemente nei TG...secondo me ci riserveranno delle sorprese.

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  5. Avevo seguito un pò il modello Rojava tramite anche i report di Zerocalcare.
    Hope for Happiness come dice giustamente Ursus

    Charlie

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