mercoledì, febbraio 24, 2016

Fenomenologia di Salmo



Se hai un figlio di 17 anni (pur dai buoni gusti musicali, dai Beatles agli Oasis, via Arctic Monkeys e Red Hot Chili Peppers) incappi inevitabilmente nel RAP.
Perchè è il linguaggio sonoro "parlato" dai suoi coetanei, perchè comunica le loro esigenze, in modo diretto e facile, con la loro "lingua".
I riferimenti sono ad una realtà che chi è ultracinquantenne come me e che ha vissuto il doppio di ciò che gli rimane, comprende a fatica o più che altro non ha più interesse a comprendere.
SALMO è il rappresentante più credibile e autorevole nel rap/hip hop italiano.

E' uno che nella settimana sanremese (dove abitualmente va solo quello) balza in testa alle classifiche, diventa disco d'oro (27.000 copie di Hellvisback) e diventa il 26esimo disco più venduto nel mondo (United World Chart).
Sono CD effettivamente VENDUTI (a cui si aggiunge un numero incalcolabile di quelli scaricati illegalmente, duplicati o fruiti in streaming).

Volente o nolente "Hellvisback" l'ho ascoltato e ascolto spesso, ma per non lasciarlo a sottofondo, ho approfondito la conoscenza diretta dell'album.
Lavoro duro, senza fronzoli, splendidamente prodotto, ottime liriche e grande capacità vocale cruda e diretta di Salmo (un passato tra hardcore, stoner e metal).
Non solo rap ma anche reggae (davvero bella "Il messia" con Victor Kwality), influenze da Kendrick Lamar e le sue contaminazioni, collaborazioni illustri (in "Bentley vs Cadillac", suona la batteria, alla grande, Travis Barker dei Blink 182), c'è un riff blues a condurre "1984", una ritmica techno per "La festa è finita", un tempo hardcore per la title track.
Salmo è convincente, vero, sincero.
E arriva alla pelle e agli ormoni dei giovani.
Apprezzo.


25 commenti:

  1. Classe 1980. Io sono stato svezzato con Nirvana prima e Green Day dopo, per poi approfondire il discorso sul punk/hc , vecchia scuola soprattutto, ed aprirmi ad altri generi successivamente. Lo stesso negli anni 90 era impossibile non avere qualche disco HIP HOP nello stereo. Uscirono dischi fantastici dai Sangue Misto ai Colle Der Fomento, da Lou x a Fritz Da Cat. Altri gruppi come Casino royale e 99posse avevano evidenti influenze HH. Neffa è una specie di semidio per quanto mi riguarda e persino Mi Fist, debutto dei "famigerati" Club Dogo lo considero un disco imperdibile.
    Quello che è venuto fuori dal 2003 in poi, col botto di Fabri Fibra, Dogo, Noyz Narcoz etc non lo considero proprio Hip Hop. Questi rappano, anche molto bene, ma nella loro musica, nelle basi si è perso totalmente la componente nera, le influenze soul, funky, jazz, disco.
    La loro musica NON FA MUOVERE PIU' IL CULO...
    I loro DJ non fanno scratch... La simbiosi con le altre discipline dell'HH [breakdance, aerosolart] si è persa per strada. La figura del b-boy come la conoscevo non esiste più e la "scena" è morta.
    Prima c'erano le JAM, oggi si chiamano BATTLE...Chiaro, no?
    Questa è la mia personale opinione sulle nuove leve ma vedrò di dare un'ascolto a questo disco.

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  2. Quindi non solo gli ultracinquantenni si lamentano che il rock (loro musica generazionale), e morto non è più lo stesso etc, ma anche i trentenni fanno la stessa cosa con il rap (musica per loro più generazionale).
    Tare generazionali a uqnto pare insormontabili.
    I tempi cambiano e molto più rapidamente di due/tre decenni fa.
    E' chiaro che sei troppo vecchio per questa roba.

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  3. Mi limiterei all'ascolto non-pregiudiziale, potrebbe darsi che magari ti scappa qualche bel disco.
    Neffa grandissimo anche per me.

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  4. Tempo fa stavo parlando di musica con un mio compagno di squadra 18enne (in realtà lui gioca poco perchè scarso seppur giovane, io ho smesso, mi alleno saltuariamente e faccio il dirigente) che mi illustrava proprio il concetto che hai espresso tu Boss: rap, hip hop et similia sono per i teenagers odierni ciò che è stato un certo tipo di rock per me. E' il genere musicale che parla la loro lingua e detta i loro tempi; i miei tempi a 18 anni erano dettati principalmente da Clash e Who (non propriamente roba mia dal punto di vista generazionale ma MOLTO mia dal punto di vista emotivo)mi pareva che qualche pezzo fosse scritto proprio per me(ingenuità da teen), con Strummer mi sarei imbarcato, seduta stante, in un cargo battente bandiera liberiana (cit) alla conquista del mondo......ecco i teenagers di oggi, quelli meno affetti dal morbo del reality musicale, vivono rap/hip pop nella stessa maniera in cui io vivevo i Clash. Ragion per cui, bene fa chi un orecchio ai nuovi suoni lo presta sempre perchè è un modo per poter capire un mondo, quello dei ragazzini di oggi, altrimenti difficilmente codificabile, insomma la musica può essere la migliore delle chiavi di volta per capire punti di vista di generazioni lontane. Io sto Salmo prima di comprare Rumore di Febbraio, che gli ha dato la copertina, manco sapevo chi fosse, ho letto la sua intervista e mi pare uno vispo con un background musicale di livello, ovviamente ho youtubbato ed ascoltato un paio di pezzi, non sono male, non è "roba che sento mia" ma non sono male.

    Ps: nel genere mi sono fermato anni fa al debutto di Assalti Frontali e AK47

    Charlie

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  5. Io resto un fan degli Assalti Frontali di cui prendo sempre tutto quello che esce di nuovo. E infatti hanno quasi 50 anni e parlano A ME con la mia lingua.
    Questo parla a LORO con la loro lingua.
    Mio figlio ogni tanto canticchia una frase di Salmo che a me non dice un cazzo ma per lui è un pezzo di vita che condivide con gli amici.

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  6. ...che in fin dei conti è l'essenza della musica

    Charlie

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  7. ....che in fin dei conti è sempre la stessa storia

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  8. anonimo delle 12:42 scrive:

    boh,
    il calzolaio non oltre il sandalo...credo che ridurre il rap a:

    SALMO è il rappresentante più credibile e autorevole nel rap/hip hop italiano.

    sia un po una strunzata perchè il rap non è monolitico ma ha mille sfaccettature e mille sottogeneri e mille attori all'interno della scena. Dal super mainstream alla produzione super indipendente. Da qualche anno abito a milano e precisamente in un quartiere di periferia. Portando il cane al parchetto vedo i ragazzetti che si trovano a fumare 1000 canne e tentare di balbettare/rappare qualche rima e comunque insomma il rap è un po quello che per la mia generazione era il punk-rock degli anni 90... parla la loro lingua. Sono veramente "presi bene" e ci provano veramente

    Ma anche nel punk c'erano 1000 sottogeneri e parlare di punk con il cantante dei crass non era come parlare di punk con il cantante dei clash...

    e insomma daiiiiii, dagli assaltifrontaliondarossaposseisolaposseallstar ad oggi ne è passato di temo...aggiornatevi

    adesso qui va forte forte sfera ebbasta di Cinesesso lo riconosci per la C che sta per Ciny...ma che ve lo dico a fare vecchiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

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  9. anonimo delle 12:42 scrive:

    ahahhahahahah cinesesso è cinesello

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  10. anonimo delle 12:42

    poi a me non piace molto del rap italiano che è un po tutto appiattito e tutto senza riferimenti culturali però è un po figlio dei tempi dove i ragazzini non si prendono manco più la fatica di imparare 4 accordi in croce. Fanno tutto con un pc a volte scopiazzando qualche base qua e la. Il "rap classico" partiva dalla black-music ( i beastie-boys che campionavano rooti down avevano cultura musicale ); adesso niente. Se si pescasse a man bassa fra tutta la musica degli anni 60/70 italiana ci sarebbero dei funk di umiliani/morricone/piccioni/blablabla da cui tirare fuori delle basi paura...ma forse la moda di campionare basi vechie è una cosa che non si fa più, non sono molto esperto di RAP.

    poi però ci penso e anche tutte quelle origini nobili del punk che sono i sonics, stooges, mc5, etcetcetc sono riferimenti forzati e tirati fuori a posteriore; forse al tempo ai punk 77 che volevano distruggere tutto se gli tiravi fuori i sonics ti avrebbero mandato a cagare. Se sei giovane vuoi solo avere più distanza possibile dal mondo degli adulti

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    1. Confermo tutto : Sonics,Stooges e compagnia erano totalmente esclusi dal contesto punk di fine 70,sono stati recuperati in modo forzato negli anni 80,in seguito alla crisi creativa dell'hardcore e della dark-wave,che per rinnovare l'immagine ha guardato all'indietro ed in questo modello retrò non rientrava solo il cosidetto garage-punk,ma anche il revival rockabilly,la contaminazione con il blues ecc...
      da allora si sono prodotte cose interessanti ed altre meno,ma sempre e solo in riferimento alle radici di quel rock'n'roll che sopravvive a distanza di 60 anni.
      Personalmente io non sopporto il rap,non riesco a farmelo piacere,ma trovo che non abbia alcun senso disprezzarlo in nome di una presunta "superiorità" culturale delle generazioni passate...fare del moralismo sulla musica e sui costumi generazionali è sempre odioso,perchè ci riporta agli stessi livelli di chi volevamo demolire noi,quando avevamo la stessa età di questi teen-agers...i cambiamenti epocali avvengono,che ci piacciano o no,per cui bisogna tenerne conto senza emettere sentenze o giudizi categorici,quelli lasciamoli pure ai poveri di spirito ed a coloro che non sanno fare un minimo di autocritica : Casula rules !

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    2. anonimo delle 12:42...

      soprattutto io mi guardo benissimo dal disprezzare le cose nuove e dall'incensare le cose vecchie...perchè di solito quando lo si fa vuol dire che si è diventati vecchi dentro...e visto che ormai lo sono fuori...almeno vorrei evitare ;)...

      del tipo:

      eh...sisi, però questa rap mi sembra un po scarsa come musica... vuoi mettere ai miei tempi?????? allora si che avevamo ritmo

      ahahahahah

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  11. SANGUE MISTO e ASSALTI FRONTALI..
    sangue misto cercateli
    C

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    1. ma fischia...allora non hai letto niente di quanto sopra...da wikipedia, sanguemisto: nati 1993 sciolti 1999... 1993, 23 anni fa...un ragazzino di 16 anni della barona di milano manco era nato, era come la distanza fra me e il 1968 quando avevo 16 anni...preistoria...allora tiriamo fuori llcoolj e rundmc e africabambata..nel 1993 il disco più venduto in italia è stato nord-sud-ovest-est degli 883...nel frattempo la musica rap è un po cresciuta

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    2. e allora fischia..parlacene tu che noi ti ascoltiamo..cheprobbbblema c'e' frate..
      C

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  12. In realtà il RAP è nel suo minimalismo il nuovo PUNK.
    Prendi una base di merda che scarichi da internet alla cazzo e ci canti o parli su quello che ti capita.
    Un minuto dopo è sul web a disposizione di chiunque.
    Urgenza, immediatezza, no filtri.

    Nei 60's lo facevano i toasters giamaicani. Prendevano una base strumentale e raccontavano cosa era successo nella loro giornata,

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  13. Tony sei un grande, ne hai capito più te di Rap che quei ragazzini che scimmiottano i club dogo. Salmo per me è il continuo di quello che rappresentavano gli Assalti Frontali, Sangue Misto, 99 posse. Testi graffianti e che danno fastidio (per questo non passati in radio e televisione nonostante il suo successo). La sua musica è crossover come era negli anni 90, Salmo ha un background straordinario. Ma cosa più straordinaria è arrivato al successo pur essendo do It yourself.

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  14. Tony sei un grande, ne hai capito più te di Rap che quei ragazzini che scimmiottano i club dogo. Salmo per me è il continuo di quello che rappresentavano gli Assalti Frontali, Sangue Misto, 99 posse. Testi graffianti e che danno fastidio (per questo non passati in radio e televisione nonostante il suo successo). La sua musica è crossover come era negli anni 90, Salmo ha un background straordinario. Ma cosa più straordinaria è arrivato al successo pur essendo do It yourself.

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  15. A me il rap non piace per nulla, per motivi generazionali. Ma d'altronde quando la generazione di mio nonno ascoltava Claudio Villa, c'era quella di mio padre che ascoltava Elvis e Celentano, e mio nonno gli diceva "Ma che è 'sto rumore?". In genere ognuno è convinto che la musica che ascoltava lui da giovane era meglio di quella che ascoltano i giovani di oggi. Comunque mia figlia ha 15 anni e NON ascolta rap (il suo gruppo preferito sono i Beatles, per dire...).

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    1. I Beatles sono una categoria a parte,coinvolgono un po' tutti dai 5 ai 90 anni...
      capisco anche il perchè,ma esiste anche l'altra faccia della questione : e cioè che rispetto al passato qualunque stile musicale non è più in grado di identificare i GIOVANI in quanto tali,nel senso che se c'era un tempo la tendenza a bruciare tutti i miti in tempi brevi,ma questi erano ben visibili e reali,oggi c'è un po' di tutto distribuito a macchia di leopardo,ma i riferimenti comuni non vanno alla ricerca del particolare o del nome che pochi conoscono,i nomi considerati importanti sono sempre gli stessi da almeno 30 anni (anche nella musica pop italiana) mentre tutti i neofiti si limitano a vari tentativi di emulazione. Non so se i ragazzini di oggi potranno mai dire di riconoscersi in un epoca musicale ben definita,come lo riconosciamo noi stessi,citando il beat,il punk o il progressive ecc...
      personalmente sono convinto che il "rock" ha davvero esaurito la sua spinta innovativa,per cui non può essere considerato un referente culturale per le nuove generazioni...è inevitabile che i modelli se li vadano a cercare altrove. :-)))

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    2. Ursus, quindi non sei d'accordo con Neil Young (rock'n'roll will never die)?

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    3. I miei gusti non sono mai stati relegati al rock,per la verità...attualmente meno che mai.

      Ma non è questione di vita o di morte...basterebbe guardare ai cambiamenti come a dei passaggi naturali,senza pregiudizi,per andare avanti : si invecchia per forza di cose,ma ciò non significa che sia obbligatorio diventare lamentosi & rimbambiti :-)))

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