Parte il nuovo anno con un po' di cose di livello: Sleaford Mods, Sault, Incognito, Dry Cleaning, Molotovs.
In Italia Sick Tamburo, Provincials.
SLEAFORD MODS - The Demise of Planet X
Sono tra i più accreditati interpreti di quell'antica tradizione che parte dal blues, passa attraverso Woody Guthrie e Bob Dylan e arriva anche a questo "strano" duo di Nottingham che spara a zero contro le disfunzioni della società (inglese ma non solo) attuale.
Al quattordicesimo album, l'approccio è più disfattista, pur sempre aspro e rabbioso, di fronte al declino inarrestabile di questa perfida e putrescente "umanità".
La musica è meno minimale, più curata e arrangiata.
Dalle consuete basi ossessive tra hip hop e post punk si passa anche a drum and bass e funk elettronico, con una scelta più approfondita dei suoni e delle parti vocali.
La scelta degli ospiti è sempre sorprendente (dai Big Special a Aldous Harding fino al rapper Snowy, travolgente in "Kill List") ed efficace.
Un album come sempre duro, sfacciato, cattivo, spietato.
Necessario.
THE MOLOTOVS - Wasted Youth
Nonostante la giovane età, hanno alle spalle una lunga gavetta e tanta esperienza. L'album d'esordio li coglie al culmine dell'urgenza e della freschezza, con i primi Jam a fare da costante filo conduttore, uniti ai debutti di Joe Jackson, Elvis Costello e dintorni. Beat punk super energico, ben fatto e convincente, valorizzato da una produzione molto curata e "spinta" ma che lascia intatta la carica che esprimono dal vivo. Ottimi.
JAMES HUNTER SIX - Off the Fence
Il quinto album del musicista inglese è il consueto viaggio nel classico rhythm and blues di fine Cinquanta/inizi Sessanta che ritroviamo spesso nei primi album di Beatles o Animals.
Suonato e composto benissimo, elegante ed energico, volutamente e rigorosamente retrò, pertanto ancora più godibile per chi apprezza i suoni originali del genere.
C'è perfino Van Morrison a dare una mano (anzi, la voce) in "Ain't That A Trip".
THE SAULT - Chapter 1
Tredicesimo album in sei anni per il collettivo inglese, guidato dal produttore Inflo e la compagna Cleo Sol, più vari altri collaboratori.
"Chapter 1" è, come sempre, un raffinato lavoro di soul, jazz, modern funk, pieno di groove e canzoni di grande effetto.
THE DAMNED - Not Like Everybody Else
Gli album di cover raramente vanno oltre il concetto di "carino/non male". Non sfugge alla regola l'omaggio dei Damned (con Dave Vanian, Rat Scabies e Cpt Sensible) al loro chitarrista storico Brian James, recentemente scomparso (e che ascoltiamo nell'ultimo brano "The Last Time" degli Stones). Un disco fatto bene, energico con scelte molto intriganti di estrazione prevalentemente 60's (da "See Emily Play" dei Pink Floyd a "There's a Ghost in my House" di Dean Taylor, "Heartfull of soul" degli Yardbirds, "Makin' Time" dei Creation). Buono ma non entrerà sicuramente tra i loro migliori lavori.
THE BUZZCOCKS - Attitude Adjustment
Steve Diggle prosegue la saga della storica punk band con un album che lui stesso definisce (abbastanza fedelmente) "punk with a Motown vibe". Il sound è quello consueto, che mischia punk rock e atmosfere di gusto Sessanta, ottime melodie, brani mai troppo aggressive e sempre gradevoli. Niente di spettacolare ma si ascolta volentieri.
SHA LA DAS - Your Picture
Vengono da New York, incidono il secondo album per la Daptone Records (garanzia in partenza), sono W.C. Bill Schalda (80 anni) e i suoi tre figli Paul, Will, Carmine, a proporre un sound che sembra uscire da un ipotetico album perduto a base di soul e doo wop, inciso dai Beach Boys. Non c'è nulla di innovativo, contemporaneo o futurista.
Solo suoni anni 50/60, voci splendide, un'attitudine (melliflua e zuccherosa) totalmente devota a quell'epoca.
Tutto qui.
Splendido.
NUSANTARA BEAT - s/t
Arrivano dall'Olanda ma assimilano numerose influenze dalla tradizione folk indonesiana, dall'ethio jazz, dal funk.
Il tutto sapientemente condito da un gusto vintage soul e una buona pennellata di psichedelia made in 60's.
Un po "esotico" ma molto gradevole.
INCOGNITO - Music. Magic. Ironic.
Con Music. Magic. Ironic. Jean-Paul “Bluey” Maunick ha raggiunto i 20 album. E ancora una volta ha fatto anche centro. Diciassette brani, un'ora e un quarto di musica e una ventata di salutare freschezza a base del consueto, elegantissimo e raffinatissimo, soul, jazz, funk, disco, fusion, acid jazz, suonato in maniera superba, vicino alla perfezione, con una cover spettacolare di "Running Away" di Roy Ayers. Nonostante la lunghezza non c'è un momento fiacco, le canzoni funzionano sempre, la band gira compatta, la qualità è altissima.
BUTTER FUNK FAMILY - Facts
Da Los Angeles un buon album funk, con fiati in gran spolvero, ritiche irresistibili, James Brown, un po' di jazz, Stax, gospel, belle voci. Molto piacevole e groovy!
SICK TAMBURO - Dementia
All'ottavo album un nuovo piccolo capolavoro, tra pop, post punk, canzone d'autore, ritmiche serrate e melodie malinconiche e struggenti. I testi sono pieni di rabbia, dolore, smarrimento. I Sick Tamburo si impongono decisamente, ancora una volta, tra i gruppi più interessanti e originali in circolazione.
DRY CLEANING - Secret Love
Non conoscevo granché la band inglese.
Ho apprezzato molto il nuovo album, così ipnotico, volatile, sognante, tanto quanto possa essere abrasivo, disturbante, conturbante.
La voce recitata e distaccata di Florence Shaw è affascinante, il sound si incastra alla perfezione con il mood decadente, con quelle chitarre alla Television così fuori tempo massimo.
Un bel disco.
THE PROVINCIALS - Sick
Vede la luce dopo 15 anni dalla sua registrazione l'album rimasto nel cassetto della band salernitana. Guidati dal polistrumentista, compositore e produttore Rosario Memoli, stupiscono per quanto ai tempi il loro sound fosse all'avanguardia, mischiando psichedelia, visioni prog, garage, pop e rock in modo del tutto originale e personale. Il remix apportato al materiale originale rende il disco fresco e potente, mettendo in luce la genialità di certi arrangiamenti e scelte armoniche. Sorprendente e consigliatissimo.
ODD SOCKS - We are not Old Socks
L'ep d'esordio del quartetto romano porta con sé impressioni molto positive, grazie a tanta energia, freschezza e inventiva. L'ambito non è facilmente definibile ma ruota intorno a suggestioni Britpop (da Blur a Franz Ferdinand) con qualche sguardo agli Smiths ma in una prospettiva moderna e ricca di personalità. Molto bravi.
KLASSE KRIMINALE - Prole Rock Exhibition
I Klasse Kriminale nel 2025 hanno festeggiato quarant’anni di attività. Per celebrare l'evento (raro nella scena punk e affini italiana) tornano con un album in cui propongono alcuni dei loro classici riarrangiati e ri registrati. Nella versione in CD si aggiunge una serie di versioni live. Sulla classe, potenza, sincera genuinità della band di Marco Balestrino non ci sono sufficienti parole da aggiungere al consueto plauso per una carriera stupenda, a base di street punk, Oi!, punk rock, con testi assurti a inni generazionali. Come sempre, un eccellente album.
RAZZAPPARTE – L’etrusco uccide ancora
Il gruppo Oi! punk viterbese festeggia i suoi trent’anni di attività (1995-2025) con un mini CD di sei brani (quattro inediti e due remix), come sempre potenti e travolgenti, come nella migliore tradizione del genere. La band ha la giusta attitudine, una maturità acquisita sulla strada della musica meno compromessa, suona benissimo e sforna brani più che efficaci. Un lavoro eccellente.
THE OUTER SPACE - (We're Having Not) New Girls / Beautiful And Fragile
Torna il quartetto italoeuropeo con un singolo di alta qualità per chi ama il sound di derivazione "Sessanta". Beat, jingle jangle, un sapiente sguardo al miglior power pop. Due brani perfetti nel rievocare l'epoca magica per eccellenza.
https://teensoundrecords.bandcamp.com/album/the-outer-space
LETTO
Dan Jennings - Paul Weller: Dancing Through the Fire: The Authorised Oral History
Monumentale e pressochè "definitivo" racconto della sua carriera e vita personale, che il giornalista Dan Jennings ha scritto attraverso le testimonianze di 200 musicisti, famigliari, collaboratori, fan, raccolte nel suo podcast “Desperately Seeking Paul”, in onda dal 2020 con il corredo di un'intervista a Weller di un paio di ore.
Il tutto segue un rigoroso ordine cronologico che narra tutta la sua vicenda, anche nei più reconditi dettagli.
Per ora solo in inglese ma presto vedrà la luce anche in italiano.
Imperdibile per gli hardcore fan, sinceramente ridondante per il resto dei potenziali fruitori.
Molte testimonianze sono decisamente superflue e poco aggiungono al profilo del protagonista.
In genere il tono è celebrativo e se ne sottolinea il carattere schietto ma sincero, la genialità, lo spessore artistico.
Emergono anche i numerosi difetti caratteriali, al limite dell'arroganza, soprattutto nel lungo periodo "alcolico" ma sono numerosissimi gli aneddoti gustosi e inediti, gli aspetti poco conosciuti della (dissipata) vita in tour, il ruolo determinante del padre/manager John nella gestione contrattuale sia discografica che concertistica, il (non sempre facile e limpido) rapporto con i musicisti, il costante contrasto, talvolta molto aspro, con i giornalisti e tanto altro.
Solo per fan.
Francesco Magnocavallo - Black Music Beat
E' uno stupendo viaggio nella musica Caraibica, soul, funk, "black", quello in cui ci porta l'autore, con uno scritto colto, informatissimo, approfondito, che evidenzia quanto i collegamenti tra un brano, un "genere", un'epoca apparentemente lontanissimi, siano in realtà vicinissimi.
"Per Aristotele il sillogismo è l'argomentazione fondamentale: da una premessa discende una conseguenza logica".
E così ecco che sfilano mambo e funk, ritmi di New Orleans, ska, rocksteady e reggae, Haiti e Cuba, New York e Londra.
I rtimi arrivano e si mischiano, il mento giamaicano e il jive di Louis Jordan si fondono e diventano ska, Professor Longhair inventa il rumba-boogie.
"Leggi i testi accademici e capisci come il funk di James Brown sia un semplice remix dei ritmi imparati in loco dai batteristi Charles Connor e Clayton Fillyau, cresciuti con le bande delle parate di New Orleans.
Era lì che si era sviluppata l'arte del beat off, delle accentazioni irregolari, delle pause importanti che rendevano unico il sound locale...la ricetta del groove è semplice: prendi la quantizzazione, poi fai tutto il contrario".
Questo libro è uno stupendo saggio che ci porta da "Soul Makossa" di Manu Dibango a "Go to the Mard Gras" di Professor Longhair, dal musical "Fiddler On The Roof" a "La Bamba", dal super classico "El Caiman" a "Brown Baby" di Oscar Brown Jr.
Un lavoro di altissimo interesse per chi ama scavare fino alle radici e oltre.
Roberto Calabrò -Tales from Oz
Profondo conoscitore della scena rock 'n' roll (e non solo), il giornalista e scrittore Roberto Calabrò si cimenta in una accurata e minuziosa ricostruzione della storia dell'ambito in Australia, dagli anni 60 degli Easybeats fino a Radio Birdman, Saints, Birthday Party, per arrivare alle imprese, ben più pallide, odierne.
Seguono 50 dischi imperdibili e 10 raccolte essenziali per comprendere al meglio il fenomeno.
Un' ideale prosecuzione/compendio a "Be My Guru" di Federico Guglielmi del 2022.
Se lo avevate mancato, questo libro è perfetto per addentrarsi in quel fantastico mondo sonoro, non di rado dimenticato e sottovalutato.
Riccardo Balli - Per un pugno di bling bling: Dubbing spaghetti western
Libro molto particolare, direi sperimentale, sulle connessioni (effettive) tra reggae e spaghetti western.
Basti pensare al film The Harder They Come, dove il protagonista interpretato da Jimmy Cliff si gode in un cinema di Kingston, con altri rude boys, "Django" di Sergio Corbucci.
Il libro gioca su un duello giudiziario tra il "giudice" Judge Dread e lo stesso, imputato, autore, sceneggiato come una partitura di un film immaginario.
In mezzo, mille (colti e documentati) riferimenti alla storia reggae/dub.
Divertente, stimolante, interessante e coinvolgente.
Non il consueto saggio ma qualcosa di nuovo e fresco.
VISTO
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
Tre episodi dedicati alle relazioni tra altrettanti genitori e figli, di diverse, spesso opposte, tipologie di rapporto personale e di collocazione sociale ed esistenziale dei protagonisti.
Un padre fuori dalle righe (un impareggiabile Tom Waits) con due figli borghesi e incolori, una inappuntabile madre di successo (un'affascinante Charlotte Rampling) con due figlie diversissime e lontane dagli obiettivi materni, due gemelli "alternativi" che si ritrovano alla morte dei genitori semi hippies a ricordarli con nostalgia e affetto.
Racconti volutamente statici, senza giudizi morali, talvolta lievi e apparentemente insignificanti ma che toccano corde profonde, su quanto sia complesso rapportarsi reciprocamente.
Deliziosi i medesimi riferimenti che si ripetono in ogni episodio.
Un ottimo film, piacevole da vedere, paradossalmente coinvolgente nel suo "non succedere nulla".
Moonage Daydream di Brett Morgen
Visionario documentario sul grande Artista.
Non c'è una narrazione cronologica, non ci sono date o dati evidenti ma un racconto "sparso" di quello che ha espresso nella sua carriera artistica.
L'ho trovato molto affascinante e coinvolgente, psichedelico e sognante, con spezzoni di splendide interviste e grandi momenti live.
Molto bello.
COSE VARIE
° Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it (per cui curo ogni settimana un TG video musicale - vedi pagina FB https://www.facebook.com/RadiocoopTV/).
° Ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
° Ogni sabato un video con aggiornamenti musicali sul portale https://www.facebook.com/goodmorninggenova
° Sulle riviste/zines "GIMME DANGER" e "GARAGELAND"
° Periodicamente su "Il Manifesto".
APPUNTAMENTI
NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour
Sabato 7 marzo: Lonate Ceppino (VA) "Black Inside" + Ossi
Domenica 8 marzo: Torino "Blah Blah" ORE 18
Sabato 7 aprile: La Spezia "Skaletta"
Venerdì 20 aprile: Pesaro "Urbica"
Sabato 21 aprile: Como "Arci Joshua"
Venerdì 27 aprile: Milano "Biko"
A seguire le date estive
Giovedì 12 febbraio al "Fela" Vico Dietro Il Coro di S. Cosimo, 6R a Genova, porto dieci dischi di mio gusto e se ne parla pubblicamente con Dalida Spunton. Ore 21.
Sabato 28 febbraio: Spettacolo "Something about Maggie" condotto da me coni Ratoblanco in concerto a Monteriggioni (Siena). Ore 21.
venerdì, gennaio 30, 2026
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