E' uscito un libro molto particolare che testimonia le vicende di uno dei gruppi devasta(n)ti della scena mod e affini degli anni 80 e 90, i MAIALI INQUINANTI, che festeggiano ora il 40° compleanno.
Un gruppo di persone che, fin dal nome, organizza(va) all'insegna della goliardia, serate, concerti, eventi, trasferte in scooter, tornei di calcio e tanto altro.
Attraverso le testimonianze di tanti/e protagonisti/e e un nutrito supporto fotografico, si cristallizza questa esperienza dal taglio pressoché unico.
Aneddoti incredibili e spassosi, vicende inenarrabili, ora consegnate alla "storia".
Per avere il libro scrivete qui: https://www.facebook.com/profile.php?id=61578186913503
oppure qui:
https://www.facebook.com/renato.traffano
Ho avuto (grazie Renato!) il piacere e il privilegio di scrivere la prefazione.
Ve la riporto qui:
Quando leggo libri come questo, che testimoniano un’epoca irripetibile, in cui l’amore per la musica, le sottoculture, il divertimento, la spensieratezza, erano l’anima della nostra esistenza, in anni in cui tanti coetanei cadevano in strada uccisi da “pallottole vaganti”, sprangati con ferocia, arrestati scontando detenzioni assurdamente lunghissime o si consumavano in una batter d’occhio con l’arma più letale ideata dal “sistema” ai tempi, l’eroina, rimango stupito e quasi commosso dal filo conduttore che univa queste vicende: l’innocenza.
Avevamo in mente un altro mondo ma siccome non lo potevamo realizzare ce ne eravamo creati un altro, fatto di estetica, dischi oscuri, un’etica ben precisa, stile.
La storia dei Maiali Inquinanti è tutto questo: ragazzi/e giovani, appassionati/e di musica, calcio e svago, anche selvaggio e sopra le righe, ma proprio per quello ancora più affascinante.
Mi ricordo bene di loro, probabilmente ho partecipato anche a qualche evento.
Ai tempi si andava ovunque “where the action is”.
Non importa quanto lontano fosse, se non avevi soldi, se non sapevi dove dormire o mangiare. Partivi e poi te la cavavi in qualche modo, da qualche parte, in qualche stazione o giardino pubblico.
Oppure me li ritrovavo a Piacenza alle serate mod che organizzavo al “Pluto” (ricordo il sempre impeccabile stile di Filippo Spadi o l’imponenza di Pino e tanti altri).
E’ bello quanto necessario mantenere memoria di un’epoca che non tornerà più ma che abbiamo vissuto nel modo migliore e più veloce possibile.
E questo libro svolge perfettamente il suo dovere, attraverso testimonianze vive e dirette.
martedì, gennaio 13, 2026
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