martedì, giugno 17, 2014

La Messa Beat



Un degli esempi più bizzarri in ambito BEAT fu il tentativo di accostare Sacre scritture e musica laica e profana.
I primi a portare avanti il connubio furono a metà dei 60‘s Gli Amici di Ascoli Piceno e i sardi Barritas, senza dubbio i più famosi con la loro Messa beat, con le musiche di Marcello Giombini.

La composizione si divide in 8 brani, canzoni che accompagnano le fasi della messa e sostituiscono alcune invocazioni dell'assemblea.
Ci sono quindi il canto d'inizio, il Gloria, il Credo, l'Offertorio, il Sanctus, la canzone del Padre Nostro, l'Agnello di Dio e la Communio.
Oggi nelle parrocchie i canti con chitarra e altra strumentazione molto comuni ma allora, in una Chiesa che stava passando dal latino al linguaggio comune, era una assoluta novità.

Marcello Giombini, già autore di colonne sonore di western all'italiana, in collaborazione con il paroliere Giuseppe Scoponi, intuì che era il momento adatto per introdurre una veste più moderna in chiesa per attirare una gioventù in pieno cambiamento sociale, epocale, etico.
Nel 1965 appare sul mercato discografico il 45 giri Non uccidere, de I Barritas. Sempre nel 1965, il complesso Gli Amici pubblica, su etichetta Edizioni Paoline, l'EP Chinati ai tuoi piedi/Osanna nell'alto dei cieli/Ave Maria no morro .

Giombini compone poi La Messa dei Giovani, divenuta la "messa beat" per antonomasia, eseguita per la prima volta presso l'Aula Borrominiana dell'Oratorio di San Filippo Neri alla Vallicella, il 27 aprile del 1966, alla presenza di un foltissimo pubblico, vari mass media, RAI inclusa.
A suonare I Barritas, Angel and the Brains e The Bumpers.

È del 1966 la prima incisione della MESSA BEAT su LP in vinile (etichetta Ariel), nell'originaria interpretazione de I Barritas, Angel and the Brains e The Bumpers.
I Barritas realizzano in seguito un proprio LP, con l'originario titolo di La Messa dei Giovani e successivamente con il nome The Berets, incidono la messa in inglese, con il titolo The Mass for peace, pubblicato negli Stati Uniti dalla Avant Garde, con produzione Clay Pitts.

Il fenomeno si diffonde anche oltreoceano, e nello stesso anno gli Electric Prunes incidono Mass in F Minor, traendo sicuramente spunto anche dall'esperienza italiana.

Numerosi altri compositori e gruppi portarono avanti questo nuovo modo di interpretare il canto liturgico con strumenti e sonorità innovative, tra cui Domenico Machetta, Giovanni Maria Rossi, Michele Bonfitto, il Gen Rosso, il Gen Verde, Pierangelo Sequeri , Pierangelo Comi, gli Alleluia, il Clan Alleluia e molti altri.
Lo stesso Giombini continua a comporre nuovi canti, che si diffondono in tutte le parrocchie italiane: i più noti sono Quando busserò (molto cantata nelle celebrazioni funebri), Dio si è fatto come noi, Quando cammino per il mondo, Il Signore è la luce, Io ti offro, Siamo arrivati.

Nel 1967 viene pubblicato, su testi di Giuseppe Scoponi l'LP Cantata dei giovani per la Vergine Maria de Gli Alleluia.
Il gruppo, partito come beat diverrà in seguito il Clan Alleluia e si evolverà negli anni allontanandosi da questo stile (ma rimanendo comunque legato alla musica religiosa).
Tra i gruppi che hanno partecipato alla prima messa beat, gli Angel and the Brains incidono un altro 45 giri su tematiche religiose dedicato a San Francesco d'Assisi.
Dopo il successo della prima messa beat, altri gruppi si dedicano alle messe beat, ad esempio I Corvi (che ne rappresentano una, incidendo però su disco soltanto una canzone, Quando quell'uomo ritornerà) o Franco IV e Franco I (con Oggi è nato il Redentor), o i bergamaschi Squali 66 (con Venne un uomo).

Altro importanti interpreti della musica leggera prestano attenzione verso le tematiche religiose, dando origine a canzoni come Chi era lui di Paolo Conte (incisa da Adriano Celentano), Dio è morto di Francesco Guccini (portata al successo dai Nomadi nel 1967), Spiritual di Fabrizio De André.
Anche l'album La buona novella di De André del 1970 risente palesemente di questo spirito.

Nel 2008 Gli Illuminati hanno riproposto nel suo album Prendi la chitarra e prega, numerosi brani di messa beat, tratti dalla Messa dei Giovani.
e più recentemente con Lumen Gentium, con brani quasi tutti del maestro Giombini.

18 commenti:

  1. Fenomeno curioso ma che non ha prodotto nulla di artisticamente valido, direi.

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  2. Dissento..
    La liturgia "modernizzata" Beat ha prodotto ottimi pezzi (da Beat italiano,of course)
    Non a caso almeno una volta chiunque ha ascoltato la musica del Maestro Giombini.
    Quella dei Barritas ha un sapore "storico" tutto italiano..(ed io ringrazio Ursus per averla diffusa via radio nei mid80s,quando i nostri ricordi partivano da almeno 15 anni prima).
    Gloria Gloria Gloaria al Signor
    (erroneamente pensavo che la celebre canto per Cristo /Alleluja fosse di Giombini invece e' del maestro E.Costa ed e' piu recente riferendosi all'esperienza comunitaria di Taizè)
    Del Complesso gli Illuminati abbiamo già espresso interesse ed apprezzamento.
    Bravi

    C

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  3. e poi W Benito Urgu!
    Da Signore Pietà a Sexy Fonni fino a C'e' da spostare una Pecora!
    Mito.
    C

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  4. great Ursus, gli Squali 66 haha

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  5. Niente di artisticamente memorabile, concordo, ma comunque una frangia interessante, soprattutto per il contesto.
    Immagino lo scalpore che può aver fatto nei 60's qualcosa del genere.

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  6. la Firebird blu sulla copertina dei Barrittas è meravigliosa....

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  7. bella eh?

    invece per rimanere in tema religioso i LOSCHI DEZI from Turin cantavano "Agnus Dei coglioni miei.."

    C

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    1. BEHH , non parliamo poi delle messe porno del maestro CARLIN (accompagnato dal chitarrista Zombie) nella piola di strada del Mongreno...perchè qui si passa dal sacro al profano :-)))))

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    2. ahahaha! CARLIN e ZOMBIE saran gli "dei" che incontreremo nell'aldilà,Ursus!
      Noi portiamo le ragazze che la chitarra Eko e il pintone ci sono gia!
      C

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  8. Sì,infatti non avrei nulla da aggiungere,elenco molto preciso e dettagliato ! Complimenti !

    Il fatto artisticamente rilevante non era tanto l'accostamento tra uno stile musicale considerato "selvaggio" ed una liturgia tradizionale puramente religiosa (2 mondi che per la stragrande maggioranza del pubblico sembravano inconciliabili),ma più che altro perchè questo diede origine a molti altri gruppi ed a musicisti interessanti anche in seguito,poichè anche x chi non poteva usufruire di mezzi e di strumentazione adeguata ,la parrocchia diventava una alternativa molto utile. Anche a Torino la vera palestra di allenamento per molti nomi (poi diventati più noti) fu l'oratorio Agnelli (in corso Unione Sovietica,ironia della sorte) : facevo ancora le elementari,ma avevamo il prete "beat" ventenne che radunava tutti i ragazzi con ambizioni artistiche (io avevo scelto il teatro,volevo fare il comico) e li forniva di locali,strumentazione ecc...
    probabilmente senza di lui molti gruppi (tipo la Jambon Street Band,che Cristiano ricorderà sicuramente) non sarebbero mai nati...ai tempi i giovanissimi sceglievano lo sport oppure la musica,come hobby...e qualcuno riusciva anche ad emergere.

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  9. haha ,il tit. dei LD geniale,.anzi veniale:)

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  10. Esatto Ursus credo che quelle da te descritte rappresentassero le peculiarità della Messa Beat,poi sottolineo che Torino città operaia e d'immigrazione per eccellenza vivesse in prima linea l'esperienza dei "Preti Operai",del Gruppo Abele ecc..tutte realtà che riuscivano concretamente a fondere Chiesa/Lavoro.

    W la JAMBON STREET BAND di Tony D'Urso forever!

    C

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    1. Che una decina di anni dopo suonavano alla FESTA ANARCHICA...quando si dice che Torino è una città magica,forse c'è qualcosa di vero.

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  11. e io c'ero!!!!!!!

    C

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  12. non so se te l'avevo raccontato,Salvo,..
    altri 10 anni dopo avevo affittato un basso (Precision cream) da un amico che l'aveva comprato immagino da uno del gruppo..infatti sulla custodia c'era la scritta JSB e quando lo portavamo in giro io ed il nostro bassista ce la tiravamo anche un po'..
    C

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    1. Allora dovrebbe essere il basso appertenuto a Graziano Rey,che negli anni 80 partecipò ad alcune trasmissioni con Maurizio Costanzo...inoltre sia lui che il batterista,formarono i DRIBBLING : autori della sigla de "La Giostra" su Canale 5 (presentato dalla Bonaccorti).
      Dalle nostre parti c'èra diversa gente che ha fatto carriera...purtroppo i D'Urso non hanno fatto altrettanto : per noi pochi soldi ma ci consoliamo con la gloria. :-)

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  13. ursusdursusdursusdursus....OMMMM

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  14. Followers of your blog may be interested in a book titled Angel with Drumsticks: The Rock that Shook the Foundations of the Vatican. This is the true account of the band Angel with Drumsticks, La Messa Dei Giovani and the aftermath of that historic event on 27th April 2015

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