domenica, giugno 29, 2014

Get back. Dischi da riscoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.

GENE CLARK with the Gosdin Brothers
L’esordio solista di Gene Clark all’indomani dell’abbandono dei Byrds.
Al suo fianco due e x compagni di viaggio, Hillman e Clarke, il futuro Byrds Clarence White, Leon Russell e tanti altri. E se da una pera non nasce una mela è inevitabile la fortissima impronta della band “madre” con mirabili armonie vocali (a cura dei Gosdin Brothers), jingle jangle a profusione, un brano come “Couldn’t believe her” che potrebbe starebbe, a scelta, su un album di Beatles o Monkees ma anche su qualcosa degli Stones, il capolavoro “So you say you lost your baby” (ripresa anche dai Death in Vegas con Weller alla voce), deliziosi country beat come “Keep on pushin” e il grande “I found you” (tra Buffalo Springfield e Lovin Spoonful).

THE FRIENDS OF DISTINCTION - Grazin’
Quartetto vocale americano che trovò particolare successo nei 70’s ma che esordì alla fine dei 60’s con un ottimo album di soul music già tinta di colori funk e con qualche tocco psichedelico, soprattutto nella hit “Grazing in the grass”.
Splendida voce solista Jessica Cleaves che cantò poi a lungo con gli Earth, Wind and Fire.
Da ascoltare l’anfetaminica cover di “Eli’s comin” di Laura Nyro, portata al successo dai Three Dog Night e la quasi operistica “And I love him” (la “And I love her” dei Beatles).

GRAMIGNA - Grande disordine sotto il cielo
Uscito nel 1977 ed opera unica della band napoletana, un concept che, caso raro in Italia, utilizza molte sonorità tipicamente affini al Canterbury Sound tra Henry Cow e tocchi di Caravan, soprattutto nell’uso di strumenti desueti come oboe e fagotto mischiandole con folk mediterraneo, prog e spunti cantautorali.
Album molto particolare e dal timbro pressochè unico e molto personale.
Alla chitarra Maurizio Martelli (ex della beat band I Messaggeri e poi con Patty Pravo, Ricky Giano e Jannacci) e all’oboe Mario Arcari che troveremo poi anche con De Andrè e Ivano Fossati.

10 commenti:

  1. E dopo l'abbandono di Gene,grandissimo songwriter (come questo album dimostra),i Byrds non saranno più gli stessi...le opere seguenti dei volatili sono comunque carine,a tratti anche belle,ma non raggiungono mai i livelli strepitosi della prima formazione.
    Parere ovviamente personale,da persona che predilige il folk-rock ad altre forme di tradizione musicale (il country,ad esempio,lo reggo solo a piccole dosi).

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    1. quindi solo Mr tambourine e singoli adiacenti?...un po pochoino a parere mio,Ursusse
      C

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    2. sorry..anche Turn Turn Turn
      C

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  2. Ritengo Gene Clark un genio ,tutti i suoi dischi solisti ottimi...
    "white light" è fenomenale

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  3. grande Gene ma aparer mio i volatili successivamente hanno detto molto e bene..
    questione di gusti,ognuno ha i suoi album preferiti..
    io trovo eccellente 5 Dimension e Younger than yesterday il loro CAPOLAVORO
    C

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    1. In "Fifth Dimension" Gene Clark c'è ancora,tra l'altro è l'autore della mitica 8 miles high...come opere meno interessanti (ma SECONDO ME che non sono un amante del country-rock) intendevo quelle successive al 1967,difatti ritengo anche io "Younger than yesterday" un album geniale,a tratti persino sperimentale...dopo,se non per alcuni episodi (tipo le folk song di Easy Rider),mi pare che siano un po' scivolati verso Nashville,pur mantenendo certe caratteristiche personali.

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    2. si..vero scusa imprecisioni..dopo Younger infatti lo stile piego decisamente verso il country anche se Notorious e' ancora piuttosto interessante..Sweethear invece piace a Wite ma per me e' troppo da cowboys aha!
      C

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  4. bello quel disco del Clark,,.grande anche Gram Parsons,.poi io ho un lp ristampa 80s di una band di quel periodo chiamata Muleskinner,..muy bluegrass, ma mica eran malaccio

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    1. Micheloide here he comes

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  5. anonim, il mediocre che non si rassegna

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