lunedì, giugno 16, 2014

Fenomenologia della band di supporto



Uno dei ruoli spesso più ambiti dai gruppi poco conosciuti è quello di supporter del nome (più o meno) famoso nella speranza che il potersi rivolgere ad un pubblico più ampio di quello abituale, costituisca un trampolino di lancio per la propria attività (per citare esempi famosi funzionò per gli Iron Maiden che cancellarono i Kiss, un po' meno per Hendrix che si trovò ad aprire per i Monkees, mentre a Milano la Rollins Band affossò letteralmente un concerto bolso dei Red Hot Chili Peppers).
Se funziona in ambito di un festival in cui abitualmente il ruolo di tutti i partecipanti è più o meno paritario, sul concerto singolo la cosa comporta qualche inconveniente.


1
In genere, con rare eccezioni, il gruppo di supporto è mal tollerato se non proprio detestato da chi va a vedere i propri beniamini e si deve sopportare mezzora e più di qualcuno di cui poco o nulla ti frega.
Con il risultato opposto da quello prefissato, cioè di accaparrarsi nuovo pubblico.

2
Ovviamente il gruppo principale si avvale dei propri suoni e del proprio act e il supporter si deve adattare, spesso in maniera precaria, alle esigenze dell'headliner, con la conseguenza che spesso la resa sonora è insufficiente se non proprio scarsa.
Capita anche, esperienza personale, che certi fonici tengano volutamente i volumi bassi del supporter o deliberatamente li boicottino per far risaltare di più l'headliner.

3
Abitualmente il gruppo di supporto non è retributo e non di rado non si può avvalere di cena, catering e abituali, normali, agevolazioni.

4
E' uso da parte dei gruppi fare lunghi elenchi nelle proprie biografie di chi si è supportato.
Premesso che praticamente OGNI gruppo italiano ha suonato prima di Afterhours, Marlene Kuntz o MCR, può attirare qualche vago interesse se si tratta di nomi altisonanti, altrimenti, supportare questo o quell'altro NON E'necessariamente UN MERITO ARTISTICO ma più spesso una casualità, un caso fortuito etc.

5
Un noto gruppo indie italiano fu chiamato da un notissimo nome del pop nostrano ad aprire il suo tour negli stadi.
Il tutto senza alcun compenso.
Il gruppo indie investì parecchie decine di migliaia di euro per l'operazione, recuperandoli anni dopo solo grazie agli introiti SIAE ma non cambiando una virgola o quasi della sua popolarità.

6
Esistono prezziari ben definiti per poter partecipare a certi festival. Più paghi e più tardi suoni, davanti a più gente.
Stessa cosa per il supporting a certe bands.



25 commenti:

  1. Questo capita solo in questo paese di emme o funziona così anche, stando nei nostri larghi confini, in Europa?

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  2. Quando andai a vedere i Dire Straits a Earls Court nel 92 prima di loro suonrono i Was not Was, discreto ensemble funk arrivai prima e vidi quasi tutto il loro concerto che intuii, mi piaque, solo il volume mi sembrava abbastanza debole.
    Quando poi entrarono loro (tra l'altro quella era la prima data di una settimana londinese, debuttava in quell'occasione il nuovo sistema di diffusione) il suono era potente avvolgente nitido ed ebbi la netta sensazione che il gruppo spalla avesse suonato 'dalla cantina' per dirla in due parole, tutto il mondo è paese.
    Credo che le uniche occasioni in cui i gruppi o cantanti vengono trattati allo stesso modo siano i festival.

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  3. E' (forse lo era molto più prima) una pratica abbastanza diffusa ovunque e comunque imposta dal management.
    A noi Not Moving successe con i Clash. Nessun sound check o quasi (5 minuti veloci veloci), spie regolate alla cazzo, volume basso.
    Il tutto enfatizza poi il sound del gruppo headliner che ti arriva meglio, più nitido e preciso.
    Nei festival invece il trattamento di solito è paritario.

    In generale aprire per un gruppo serve a conoscere (se va bene) l'artista principale, farti notare da qualcuno qua e là e a poco altro.

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  4. La cosa più sconfortante sono le (lunghissime e noiosissime) biografie di gruppi sconosciuti che mi arrivano in cui elencano interminabili liste di gruppi a cui hanno fatto da supporto, vittorie al Rock Contest della Festa del Tortello etc etc.Poi li ascolti e fanno schifo.

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  5. ahahaha! dura la vita "da supporto"...
    diciamo che sono cresciuto in una 2cultura" dove il gruppo di spalla era fischiato,lattinato ecc ecc ecc PER PRINCIPIO. Chiedo scusa a tutte le band che ho disturbato ecc solo per il fatto che erano di spalla. Picio ma sincero. mea culpa. Poi crescendo siamo diventati anche piu furbi,diciamo.. ho visto ottime band di spalla a volte meglio delle headliner (vedi il gruppo di spalla dei Clash a Milano 84..chi erano già?)
    I piu spernacchiati che ricordo? Cramps prima dei Police 81 direi
    C

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  6. Al punto 5 si legge TARM vs il Giovanotto?

    Charlie

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    1. che però è storia dell'anno scorso, al punto 5 si parla di cose successe anni fa. di chi trattasi?
      alberto

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    2. di quelli sopra per l'appunto

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    3. 3 allegri ragazzi morti e jovanotti

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    4. se non ricordo male nell'altro post dicesti che i tarm ci avevano guadagnato in notorietà, ribadendolo di risposta a un mio commento sul disinteresse del pubblico verso i supporters. vedo che sei arrivato sulle mie posizioni.
      alberto

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    5. Ci hanno sicuramente guadagnato in notorietà. Adesso decine di migliaia di persone sanno chi sono i TARM ma dubito che qualcuno di loro abbia poi seguito la band.

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  7. Non va anche accettato come gioco delle parti?
    Dico, uno va a far da spalla ai Clash dei quali conosce il pubblico e conosce cosa succede ai loro concerti, magari lo scimmiotta pure durante le serate della band, poi viene preso a bottigliate , in ottemperanza al tipo di pubblico per il quale suona, come si fa a lamentarsi?
    Cosa si pensa di avere una comitiva di boy-scouts ai concerti punk fine anni 70? Feeble....

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    1. A noi è andata benissimo, mai lamentato, ci mancherebbe.
      Anzi, m'importa una sega se mi tiravano e dicevano di tutto, faceva parte del gioco. più che accettato. Abbiamo risposto ad ogni bottigliata e ad ogni insulto.

      Il fatto è che molti gruppi pensano che aprire per uno più o meno famoso sia la soluzione dei loro problemi. Così non è. Anzi, ci sono parecchi problemi , appena elencati.

      Quando andai a vedere gli Stones, dop o sette ore sotto il sole di Torino di luglio mi beccai un'ora (un'ora) di J.Geils Band. Li avrei uccisi !!

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    2. ahahaha! ma CENTERFOLD era un gran pezzo...faceva caldo neh?
      C

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    3. Va be il mondo è pieno di pirla.
      A me non danno fastidio, l'importante che sia con te qualcuno giusto e qualche birra per montare l'attesa.
      Sette ore di attesa allo Stadio Comunale di Torino non ci voglio pensare, sono arrivto al massimo a tre ore.

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    4. Credo di aver veramente rischiato il peggio. C'erano non so quanti gradi e con Rita/Lilith alle 15 riuscimmo a conquistare la prima fila appoggiati alle transenne.
      Restammo lì senza mangiare e bevendo un bottiglia d'acqua. Eravamo giovani e forti ma alla fine non stavamo più in piedi , letteralmente ed è stato problematico tornare all'auto….ne è comunque valsa la pena

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  8. Per vAlberto G:
    Go blimey hello Mrs. Jones
    How's old Bert's lumbago?

    and what about you? better?

    C

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    1. Not better yet, it seems like it never has to ends.
      I'm in a lot of pain.

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  9. jesus fxxxing christ...(che finessa)
    hold on bro
    C

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. well. quella dei Cramps me l'han detta anche a me anni fa persone che erano a quel concerto

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  12. i Cramps si incazzarono di brutto, purtroppo, interruppero il set e Nick Knox prese la batteria a calci. se non ricordo male suonarono pure a volume basso e con le luci in sala (Palalido) accese...

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  13. A Torino invece suonarono due sere dopo (2 aprile 80 milano/3 reggio emilia/4 torino)..
    a reggio emilia ci furono lacrimogeni a go-go, probabilmente per la terza data i Cramps erano gia "avvezzi" alla follia italiana e si presero DI TUTTO ma proprio DI TUTTO (ci sarebbe mancato un motorino giu dagli spalti..) e continuarono imperterriti x tutto il set. Anzi Lux pareva divertirsi ad essere centrato,Poison Ivy un po meno..piu defilata sibilava un "fuck you" dopo l'altro ma senza perdere l'aplomb..
    Di quello come dei concerti del periodo (ramones,police,madness..)io ricordo la costante: botte botte botte. Un ragazzo di oggi non riuscirebbe ad immaginare
    C

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