mercoledì, marzo 17, 2021

Ten Years On. Rangers Glasgow



ALBERTO GALLETTI ci porta al cospetto del ritorno al successo nel campionato scozzese dei suoi amati RANGERS.

Ten Years On. Rangers

Quasi il nome di un gruppo rock.
Dieci anni dall’ultima affermazione dei Rangers nel campionato scozzese.
Era già successo, ma stavolta di mezzo non c’è stata solo l’altra metà dell’ Old Firm, che naturalmente ha vinto tutti i campionati disputati nel frattempo, ma la discesa nel baratro.
Per dirla ancora in musica, un ‘biglietto per l’inferno’ (e ritorno).

Il 15 maggio 2011, ultima giornata della Scottish Premeirship, i Rangers travolsero il Kilmarnock 5-1 aggiudicandosi il 54mo titolo della loro storia.
Oggi, 7 marzo 2021 i Rangers non hanno messo piede in campo, ma il pareggio del Celtic a Dundee consegna loro il 55mo titolo scozzese della serie con sei giornate d’anticipo.

In mezzo, dieci stagioni e nove affermazioni consecutive del Celtic.
Ma soprattutto il fallimento del 2012, la quasi cancellazione dalla faccia della terra, la rifondazione, l’ osteggiata ripartenza dalla quarta serie e una lunga e faticosa risalita iniziata l’ 11 agosto 2012 dalla sperduta Peterhead.
Ci vollero quattro stagioni per ritornare nella massima divisione.
Due promozioni consecutive, record di punti e di pubblico assortiti, e nuovi guai finanziari poi superati.

Con la promozione tornò anche il successo in un Old Firm game, seppure ai rigori, con la clamorosa vittoria in semifinale di Scottish Cup 2016.
Incredibilmente poi riuscirono a perdere la finale contro l’ Hibernian che non ne vinceva una dal 1902!

Poi quattro stagioni nella massima serie sempre nell’ombra degli eterni rivali, troppo forti per essere avvicinati.
La svolta il 4 maggio 2018 dopo tre allenatori licenziati in meno di tre anni: Dave King, il presidente, annuncia l’ingaggio di Steve Gerrard, che allena nelle giovanili del Liverpool.
Se il calciatore Gerrard non aveva certo bisogno di presentazioni , l’allenatore Gerrard era certamente un incognita.
King però parve convinto : “E’ l’uomo giusto per far tornare i Rangers al vertice”.
Ricordo che scrissi a quakcuno “Siamo a posto”.
Mi rimangio tutto.

La sfida che si è ritrovò davanti era enorme.
Un avversario praticamente imbattibile che vinceva il suo settimo campionato consecutivo nei giorni del suo insediamento, distacchi compresi tra i 15 e i 30 punti.
“Sapevo benissimo a cosa andavo incontro e che non saremmo riusciti a farlo in una settimana” ha detto oggi pomeriggio ai giornalisti, rimarcando poi il fatto che la dirigenza ha tenuto fede alla parola data quando alla sua richiesta di sostegno risposero si.
Nel giro di poco più di una stagione la squadra è stata trasformata e, sebbene gli arrivi di Roofe, Hagi e Itten non siano da disprezzare in una realtà come quella scozzese, il vero lavoro Gerrard lo ha fatto sull’impianto di chi al suo arrivo era già ad Ibrox e ci è rimasto.
La determinazione è sembrata essere la miglior caratteristica di questa squadra che oggi a mio avviso è superiore ai rivali anche a livello tecnico; ma in un campionato come quello scozzese, dove si fanno notoriamente pochi calcoli, la determinazione, unita ad un notevole autocontrollo e padronanza del campo, è risultata decisiva.

Ryan Jack e Morelos, per motivi opposti, sono il miglior esempio del lavoro fatto dall’allenatore sui suoi giocatori, enza dimenticare i veterani Arfield, Tavernier e McGregor e il veterano aggiunto Defoe.
Quello che mi è parso, guardando le partite delle ultime due stagioni è che Gerrard abbia trasferito ad Ibrox il patrimonio di contenuti calcistici assimilati in una vita passata a giocare ad Anfield.

C’è molto del vecchio Liverpool in questa squadra.
E’ un po di Scozia che torna alla Scozia.

Quella Scozia che con Shankly, soprattutto, e poi Dalglish ha reso grande il Liverpool.
Liverpool che restituisce oggi alla Scozia quel patrimonio calcistico sotto forma di un figlio di Anfield, formatosi alla scuola degli Shankly e dei Dalglish, che fa il percorso inverso.
Secondi la scorsa stagione, dopo la decisione della SFA di chiudere il campionato a sei giornate dal termine con il Celtic a +13, e la sola matematica a lasciare un flebile interrogativo dalla facile soluzione, l’obiettivo per questo campionato è stato chiaro da subito.

La stagione si è aperta il 1 agosto con una convincente vittoria ad Aberdeen (1-0), il campo più ostile per i Rangers escludendo Parkhead.
Vittoria di misura e dichiarazione d’intenti per tutto ciò che sarebbe poi arrivato: assetto tattico, disciplina, condizione atletica, corsa e cinismo.
La vittoria nel derby in trasferta del 18 ottobre, un 2-0 maturato al termine di una partita a senso unico in cui il Celtic non riuscì a tirare mai in porta, dissipò gli ultimi dubbi di chi, compreso chi scrive, pensava che ancora la distanza da colmare col Celtic fosse troppa.
Inoltre comincia a crearsi anche un po di distacco.
I Rangers vanno a +4.
La visita dell’ Hamilton l’8 novembre coincide con la più larga vittoria stagionale, un 8-0 devastante.
Squadra a briglia sciolta e gol come se piovesse.
La vittoria casalinga, 3-1 sul Motherwell, risultato di routine se vogliamo, assume una certa importanza nell’andamento del campionato in quanto arriva pochi giorni dopo la prima sconfitta stagionale (unica fin qui) un 3-2 a Paisley con eliminazione dalla Coppa di Lega.
La reazione della squadra è convincente così come prestazione e risultato.

Si arriva così, il 2 gennaio, al secondo derby stagionale.
L’onda emozionale è enorme: 50 anni dalla tragedia della Stairway 13.
L’onda emotiva è grande, le celebrazioni solenni e commoventi; lo stadio però è vuoto.
Arriva la vittoria: 1-0 in una partita giocata meglio, per lunghi tratti, dai rivali, decisi al tutto per tutto sull’ultima spiaggia.
Ma la solidità della squadra di Gerrard fa quello che oggi la brillantezza non riesce a fare.
Il vantaggio in classifica si fa cospicuo.

Un altro 1-0, stavolta in casa dell’ Hibernian, terza forza del campionato ma a distanze siderali, dà un’altra volta dimostrazione di autorità.
Fortunati nella scampata espulsione di Morelos, proprio il colombiano insacca il gol vittoria.
Partita condizionata da un campo infame, a tratti solo calci lunghi ma grande adattamento anche qui e doti combattive.
I punti di distacco sui secondi sono nel frattempo saliti a 23.

La vittoria che decreta il trionfo è quelle di ieri pomeriggio, 3-0 al St. Mirren, controllo totale della partita e un 3-0 che non ammette repliche nell’attesa del risultato del Celtic a Tannadyce Park.
Lo 0-0 chiude definitivamente i sogni dei biancoverdi di centrare il decimo successo consecutivo in campionato e probabilmente apre una nuova era nel campionato scozzese.
Una campionato fin qui strepitoso.
Imbattuti in 32 gare: 28 vittorie e quattro pareggi, 16 vittorie su 16 in casa; solo 9 i gol subiti a fronte dei 77 sin qui realizzati e campionato vinto il 7 marzo con sei giornate d’anticipo e i rivali di sempre staccati di 20 punti.

La Coppa di Scozia riprenderà ad aprile, rinviata per le cause di cui sappiamo, potrebbe scapparci un double.
Il cammino in Europa League è stato fin qui un romanzo.
Dall’esordio a Gibilterra fino alll’ 1-1 di Praga. Vinto il girone con due combattuti e spettacolari pareggi contro il Benfica e una rocambolesca quanto voluta vittoria contro lo Standard Liegi.
Qui il dna internazionale di Gerrard si è visto. Han sempre dovuto lottare, ma non hanno mai perso. Un’altra vittoria romanzesca e caparbia in Belgio ha aperto la strada agli ottavi di finale.
Ora, il pareggio di Praga fa ben sperare per il ritorno; un eventuale successo un po' improbabile, ma mi piace pensare che questa squadra sia un po come quelle britanniche 70/80, lo spirito c’è. Infine, dal fallimento del 2012, nessuno è riuscito a colmare il vuoto lasciato dai Rangers e portare una sfida vera al Celtic. Certo il Motherwell secondo nel 2013 col St. Johnstone terzo è un bel leggere, però i punti di distacco dalla seconda sono sempre rimasti più o meno 25.

Le due di Edimburgo, vera delusione costante del calcio scozzese, sono addirittura riuscite nel frattempo anche a retrocedere; gli Hearts addirittura due volte.
L’ Aberdeen, secondo cinque volte di fila non ha mai avuto la minima chance di vittoria.

Alla fine han fatto in tempo ad arrivare ancora i Rangers dopo essere andati in rovina, riformarsi e risalire dalla quarta divisione.
Bisogna fare meglio.

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