venerdì, novembre 16, 2012

Heroes: Robin Friday



Nelle foto: Robin Friday mostra la V (up yours) al portiere del Luton dopo averlo battuto con una tremenda fucilata da 30 metri.
Il portiere si era rifiutato di dargli la mano dopo che Friday gliel’aveva porta per scusarsi di un‘ entrata a gamba tesa.
Robin Friday bacia in bocca un poliziotto durante Rochdale-Reading nel 1975.
"Era lì solo, al freddo e sembrava davvero stufo. Volevo tirarlo un po su".


Il nostro Alberto Galletti ci parla di un working class hero del calcio inglese, sconosciuto ai più, ma dalla vita e dalle gesta che ne fanno un’icona del modo di intendere calcio e vita: ROBIN FRIDAY

Robin Friday non giocò mai nella I divisione inglese, si ritirò a 25 anni dopo tre stagioni tra i professionisti, il risultato più alto che ottenne fu una finale di Coppa del Galles persa (Cardiff City 2-1 e 0-3 Shrewsbury Town) nel 1977.
Nel 1990 a 38 anni era morto.

A 12 anni entrò nei giovanissimi dal Crystal Palace, a 13 passò al QPR, a 14 lo prese il Chelsea,uno dei più promettenti giovani attacanti in circolazione.Cominciò a drogarsi all’età di 15 anni, a 16 finì in riformatorio per 14 mesi, dopo una serie ripetuta di furti, a 17 sposò una ragazza di colore che aveva messo incinta causando grande costernazione.
Questo non fermò la sua frenetica attività di donnaiolo, grande bevitore e consumatore di droghe.
Per fronteggiare la situazione firmò per i semi-professionisti del Walthamstow Avenue e poi con l’ Hayes, più vicino a casa. Con quest’ultima maglia fu grande protagonista di uno sfortunato turno di FA Cup contro il Reading, ma le sue prodezze impressionarono l’allenatore dei Royals, che lo tesserò.
All’esordio tra i professionisti segnò due gol memorabili nella vittoria contro l’Exter City.
Fu capocannoniere col Reading per tre stagioni consecutivi, la terza si concluse con la promozione alla III divisione. Dopo quello che il Daily Mirror definì il gol dell’anno, l’arbitro (internazionale che arbitrò mondiali ed europei) gli disse ‘ non ho mai visto un gol così bello, neanche ai mondiali’, rispose ‘Davvero? Dovresti venire qui più spesso, lo faccio tutte le settimane’.

In un'altra partita mentre s’involava sulla fascia vide un tifoso del Reading che beveva dalla fiaschetta, uscì palla la piede dalla linea laterale, saltò i cartelloni pubblicitari, strappò la fiaschetta di mano al tifoso e tirò un generoso sorso. Fu ammonito dall’arbitro per esser uscito dal campo senza permesso e gli rispose ‘Ma arbitro non avevo ancora bevuto la mia pinta!’ Per tutta risposta l’arbitro lo espulse.
Al suo secondo matrimonio fu filmato dalla TV mentre in attesa della sposa rollava (e poi si fumò) una canna sui gradini della chiesa. Al ricevimento c’erano a disposizione quantità enormi di marijuana e champagne dei quali i circa duecento invitati abusarono senza posa, finendo poi a picchiarsi, sfasciare il locale e rubare i regali degli sposi, la cosa più divertente che mi sia capitata disse la sposa. Fu ceduto al Cardiff dove arrivò in treno senza biglietto e dovette essere rilasciato dietro cauzione versata dal suo nuovo allenatore. Lo ripagò al sabato segnando due gol e facendo un assist nella vittoria 3-0 sul Fulham, durante la partita schiacciò anche i testicoli al grande Bobby Moore.

Chiuse la carriera con un espulsione per aver dato un proditorio calcio in faccia a Mark Lawrenson del Brighton e dopo aver guadagnato anzitempo gli spogliatoi, gli cagò nella borsa.
La sua carriera declinò rapidamente tra divorzi, sbronze colossali, abuso di droghe, arresti e si ritrovò a fare l’asfaltatore.
L’arbitro del famoso gol lo andò a trovare chiedendogli di mettere giudizio: in due o tre anni sarai in nazionale, Robin gli rispose ‘Che vuoi? Ho la metà dei tuoi anni e ho vissuto due delle tue vite!’

Finì ancora in prigione per aver finto di essere un poliziotto ed essere andato in giro a confiscare droga ad altri.
Fu trovato morto in casa dopo esser stato colpito da infarto.
Robin Friday è stato un grande degli anni 70, un eroe delle case popolari, dalle quali proveniva e non riuscì mai ad uscire, ma comunque l’unico che fece sembrare George Best un bambino dell’asilo.

I SUPER FURRY ANIMALS dedicarono a Friday il 45 giri "The man don't give a fuck".
La canzone doveva essere il lato B del precedente singolo del gruppo ‘if you don’t want me to destroy you,’, ma Donald Fagen leader degli Steely Dan si rifiutò di liberare i diritti d’autore per una frase della loro canzone ‘Show biz kids’ ‘you know they don’t give a fuck about anybody else, che viene ripetuta nella canzone più di 50 volte. Il gruppo non si arrese e ottenne permesso di pubblicazione anni più tardi quando la fece uscire come 45 giri.Nelle note di copertina scritte da Paolo Hewitt e Paul McGuigan si legge tra l’altro ‘ questo disco è dedicato a Robin Friday un anticonformista che ha vissuto ogni secondo della sua vita con un intensità mostruosa. Friday non solo faceva il gesto a V a portieri che non riuscivano a fermarlo, ma anche a chiunque abbia mai cercato di limitarlo o intimidirlo.
E’ stato un’ero dei sobborghi, è stato l’unico a far apparire George Best un peso piuma della trasgressione.

18 commenti:

  1. Ma è meraviglioso 'sto tizio!

    Una biografia non esiste?

    Un film dovrebbero farci, dio buono!

    AndBot

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  2. Esiste, l'ha scritta Paolo Hewitt, con Paul McGuigan ex-bassista degli Oasis.

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  3. The Greatest Footballer You Never Saw: The Robin Friday Story

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    1. Irriverent Escapade16 novembre 2012 13:02

      Grazie per la info. Io sapevo chi era Friday...ma conoscevo meno di un decimo.delle sue prodezze.
      Scrivo subito a Babbo Natale per ricevere il.libro...

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  4. Perfect, thanx!

    Rappresenta l' immaginario anarchico 70's per eccellenza, quello vissuto e non semplicemente da posatore intellettuale.

    Estrazione sociale popolare, talento gettato alle ortiche, spirito anti-conformista e sense of humor!

    Mi piace molto.

    AndBot

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  5. Neanch'io conoscevo il personaggio.
    Solo il Galletti può scovare gente del genere..ahhaha....eternamente grati a Sir Indigo.
    Si, rappresenta tutto quello che dice AndBot.
    Il VERO rappresentante delle case popolari che con un minimo di disciplina avrebbe giocato in Premier League, fatto i soldi e diventato famoso.
    Ha bruciato tutto: talento, sè stesso, famiglia.

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  6. Non credo avesse grande coscienza di se, dapprima si ribellava perchè non riusciva a frenare l'insicurezza che lo bloccava, solo con lo sport riusciva a sbloccarsi, ma comunque anche gli eccessi di protagonismo erano dovuti a quello, da un certo punto in avanti però la situazione gli sfuggì decisamente di mano. Si sospetta al di la dell'infarto un'overdose di eroine come causa del decesso. Triste perchè alla fine era solo, nonostante fosse un'idolo delle folle.

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  7. Gallo, racconta la storia del Carlo Tacchini, al secolo il Tacco. Uno che nell'Inter di Herrera, giovanissimo aggregato alla grande Inter, in allenamento, protetto da un nebbione della madonna, si fermava dietro la bandierina del corner (?) a fumare....

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  8. Ha ha ha ha grandissimo! Ma secondo me poi il Mago deve averlo sgamato in qualche modo, famoso lo 'scaldati fino a quando te lo dico io' che gli disse a Barcellona (mi pare)a fine primo tempo, non glielo disse mai e fu sgombrato dagli inservienti dello stadio quando già avevano spento i riflettori e stavan per chiudere e lui era ancora lì a scaldarsi

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  9. Ad ogni modo ce lo abbiamo avuto anche noi un Robin Friday dalle nostre parti, l'ineguagliabile e inarrivabile Pinuccio Rombi! ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha

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  10. Mitici Casula! Sempre i numeri uno!

    W

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  11. Pinuccio Rombi, altro mega talento sprecato. Santangiolino con padre appresso, che fuori dal campo, per tutta la partita gli diceva: "Pinuccio, se te fe' li', lasa' sta' al balon e va a f....." Pinuccio, cosa fai li' lascia stare il calcio e vai a gnocca..! Occupazione attuale: badante.

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  12. Supercasula...sia Friday che Rombi!
    In realtà quasi in tutte le storie di questi mavericks c'è di base una enorme fragilità e solitudine ed è paradossale se si pensa che (come dice giustamente il Gallo) erano idoli delle folle. Comunque il bacio allo sbirro è fantascentifico, in Italia mi par di ricordare che uno del Genoa dopo un gol esultò e andò a baciare una poliziotta. O sbaglio? Al Gallo l'ardua sentenza.

    Charlie

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  13. Ha ha ha Davisde Nicola mi par di ricordare. In un amichevole Casteggio-Genoa (0-1 gol di Gossens) era in panchina e io altri due/tre casula tra i quali il Rama e mio fratello eravamo di fianco alla panchina a parlare con Burgnich allenatore appena subentrato (come al solito). Vidi la sua maglia per terra, alzai la rete metallica da sotto e gliela presi, se ne accorse mentre ritiravo il braccio di frettissima. Cominciò una discussione, 'ridammi la maglia' e io 'no', mi serve devo giocare' e io 'niente da farer', 'Mi rompono i coglioni se gli dicono che me la son fatta ciulare' e io 'non me ne frega un cazzo , me la tengo' dopo un po il tono della voce si alzò e arrivò Burgnich che gli chiese cos'era successo, ma non disse niente. Allora gli dissi 'guardami in faccia, se mi prometti che a fine partita me la ridai te la presto, altrimenti adesso me ne vado e addio maglia'. 'Promesso disse lui' ci stendemmo in terra, mio fratello alzò la rete metallica(dicendomi sei sempre il solito pirla testa di cazzo va che casini...) e ci stringemmo la mano.:li diedi la maglia, lui mi disse di venire negli spogliatoi a fine gara che me l'avrebbe ridata. E così fu.
    A fine partita un'altro simpatico episodio ci stavamo facendo fotografare fuori dal campo sportivo davanti alla targa che commemora lòa vittoria del Casteggio FBC 1898 nella Coppa Italia dilettanti 1977 contro la Sangiuseppese quando passò di lì Federico Giampaolo che ci chiese cosa stavamo facendo, gli spiegai il significato della foto e si mise in posa con oi mentre si mangiava il mottarello.

    FORZA GEENOOAAAAAA

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  14. Grandissimo post e grandissimo personaggio.
    (ed epico A.G., come sempre!!!)

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  15. un incrocio tra bettega e bergomi

    m.

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  16. Mitico Indigo..tanx!
    C

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  17. ha ha ha ha, direi la cosa più lontana da Bettega e Bergomi che miriesca di pensare.

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