mercoledì, novembre 30, 2016

Novembre 2016. Il meglio.



Fine anno: ormai definiti i nomi che ritroveremo prevedibilmente ai vertici dei migliori a fine dicembre.
Myles Sanko, Michael Kiwanuka, Last Shadow Puppets, PJ Harvey, Iggy Pop, David Bowie, Nick Cave, Motorpsycho, King Gizzard and Lizard Wizard, Seratones, Fantastic Negrito, Kula Shaker, Marta Ren, Lucinda Williams, Nigel Hall, Mavis Staples, Parker Milsap, Charles Bradley, Deep Street Soul, The Heavy, Bob Mould, Steve Gunn, Monkees, Senior Service, Spitfires, Cool Ghouls, Excitements, Jack White, St. Paul and the Broken Bones, Lady Wray, Fay Hallam, Goat, Madness, Lemon Twigs, Leonard Cohen, Kristin Hersh tra gli stranieri.
Statuto, The Winstons, Afterhours, Marlene Kuntz, Radio Days, Nada, Roberta Gulisano, Guignol, Wu Ming Contingent, Daniele Silvestri, Sistah Awa, Vinicio Capossela, Bradipos Four, Michele Gazich, Avvoltoi, Milo Scaglioni tra gli italiani


ASCOLTATO

MADNESS - Can’t touch us now
I MADNESS continuano a collezionare album di alto livello, dignitosi, freschi, divertenti, interessanti.
Anche il nuovo lavoro si destreggia tra pop soul, stupende ballads, qualche occasionale ritorno a ska e rocksteady.
Brani belli, sound immediatamente riconoscibile, classe, eleganza, groove.

LEONARD COHEN - You want it darker
Ci sono artisti al cospetto dei quali DEVI avere una cura particolare nell'ascolto, nella comprensione, nel rispetto per una carriera di fronte alla quale ci si deve inchinare con una genuflessione simbolica (ma neanche tanto).
Cohen torna (a 82 anni...che può sembrare un dato folkloristico e invece conta e parecchio) con un nuovo album di livello altissimo.

"You want it darker" è blues, gospel, anima, cuore, corpo e sangue.
Intenso, (o)scuro, denso, rauco, profondo.
Notevole, come spesso/sempre.

KRISTIN HERSH - Wyatt At The Coyote Palace
Un nuovo album solista, doppio, in cui la chitarrista delle Thrwing Muses suona, canta, compone tutto.
Una storia strana, cruda e drammatica la sua, tra malattie (anche mentali) e problematiche di tutti i tipi.
"Wyatt At The Coyote Palace" è ispirato dall'autismo del figlio Wyatt ed è un lavoro dal fascino doloroso e dal dolore fascinoso e ammaliante.
A tratti talmente intenso da risultare struggente e quasi insopportabile. 
Ma è bello, molto bello, un piccolo gioiello folk/roots.

AUNT NELLY - Photograph
La band inglese vanta la presenza di due ex membri dei grandi Clique e propone un ottimo mix di atmosfere alla Prisoners, episodi strumentali di gusto Hammond beat, richiami ai 60’s e al miglior brit pop. L’album è piacevole e ben fatto, ottimo e ben suonato.

LEE FIELDS - Special night
Soul, rhythm and blues, un pizzico di funk, classe e una sorta di sofisticata rudezza "southern" (è del North Carolina) che rende il tutto più crudo e diretto. Lee Fields è sempre una garanzia di buona musica.
C'è tutto questo nel nuovo "Special night" inciso con i fidi Expressions e di cui vi potete beare in questo streaming integrale. Merita.
https://www.youtube.com/watch?v=nNa6F_fEtMw

LEMON TWIGS - Do Hollywood
Giovanissimi new yorkesi all’esordio con un sorprendente mix di Wings, Supertramp, primi Queen, il Lennon solista dei primi 70’s, Todd Rundgreen, un pizzico di Syd Barrett.
Un immaginario molto preciso, tra il 1971 e il 1974, replicato però con creatività e freschezza. Album delizioso.

A TRIBE CALLED QUEST - We Got It From Here – Thank You 4 Your Service
La BLACK MUSIC che cambia, si evolve, mischia, cresce, rinnova.
Dopo 18 anni tornano gli A TRIBE CALLED QUEST, orfani di Phife Dawg, scomparso da poco, con "We Got It from Here... Thank You 4 Your Service".
Hip hop che assorbe soul, funk, jazz, groove pazzeschi, ospita Kendrick Lamar, Jack White, Elton John (!), André 3000, Kanye West, Consequence, Busta Rhymes e altri.
Album pieno di stimoli, prospettive, nuovi suoni che si stratificano sulla classe cristallina della old school.

HANNAH WILLIAMS AND THE AFFIRMATIONS - Late nights & heartbreaks
Registrato a Londra al Quatermass Studio, lo studio di registrazione degli Heliocentrics, il nuovo album di una delle migliori voci soul in circolazione è prodotto da Malcolm Catto già con gli stessi Heliocentrics, con Mulatu Askate, Orlando Julius, Melvin Van Peebles e collaboratore di Dj Shadow, Floating Points, Quantic e Madlib.
"Late Nights & Heartbreaks" è un album potente, ruvido con suoni puliti, deliziosamente vintage ma moderni e attuali.
Il tutto a favore di un soul/rhythm and blues di primissima qualità.
Grandi brani, tutti originali, con l'eccezione di una strepitosa "Dazed and confused" di Jack Holmes (poi ripresa dai Led Zeppelin) in chiave psych soul, accenni funk, un bellissimo intermezzo strumentale in chiave ethio funk jazz in "7am to Seville", soul blues di sapore Southern in "Another sunrise" e nell ostruggente finale di "Your luck can change", umori gospel nel 70's funk (che occhieggia a Betty Davis) in "Woman got soul".
Groooooovy !!

ALICIA KEYS - Here
Prosegue il rinnovamento della Black Music attraverso il recupero della radici, riattualizzate in una concezione moderna e attuale.
Lo scorso anno è toccato a D’Angelo e Kendric Lamar, nel 2016 dischi di Michale Kiwanuka e Myles Sanko ci mostrano la via.
Alicia Keys si affianca, abbracciando soul, blues, gospel, rap, hip hop, folk soul, inframezza con interludi parlati, si apre a mille influenze.
Solita bella voce, brani eccellenti, grande groove, interpretazioni intensissime.

THE AIM - Days like these
Mod band che nel 1994 incise un oscuro 45 giri per la Detour Records, “Call your name”.
Dopo oltre 20 anni eccoli tornare con un album di discreta fattura che attinge da varie fonti del mod sound, da Jam, Motown, Kinks, il Weller solista, i 60’s beatlesiani, pop rock vario.
Non un capolavoro ma niente male.

CARLEEN ANDERSON - Cage street memorial-The pilgrimage
Il settimo album di CARLEEN ANDERSON è un coraggioso e originalissimo melange di stili, dal jazz al gospel, al soul, alla lirica (si, lirica!).
Ci sono accenni a Betty Carter, al vocalese jazz, Nina Simone e tanto altro.
Album non facile ma da scoprire e approfondire con attenzione.

HOPE SANDOVAL and the WARM INVENTIONS - Until the hunter
Come sempre dagli Opal ai Mazzy Star, la fascinosa Hope Sandoval miagola annoiata su basi ipnotico psych. Noiosissimo.

G 91- Your reaction, my direction
La "creatura" di Matthew Berth giunge al secondo capitolo discografico, avvalendosi questa volta della sapiente cura produttiva di Alex Loggia degli Statuto.
La fonte ispirativa rimane sempre l'universo (ancora non del tutto sondato a fondo) del brit pop degli anni 90 ma la scrittura si spinge oltre, trovando un tratto personale e distintivo sempre più marcato.
La chitarra acustica tesse una base ritmica costante e diventa uno degli aspetti più riconoscibili del sound dell'album anche quando i ritmi accelerano e portano i brani verso gli amati Oasis.
Disco già maturo, interessante e che prelude ad un futuro brillante.

LITFIBA - Eutopia
Uno si approccia al nuovo album dei Litfiba sicuro di poter sparare a raffica una serie di contumelie e dileggi di ogni tipo.
Soprattutto dopo aver ascoltato l'indecente (tanto quanto il video) singolo guida.

E invece tocca ricredersi.
"Eutòpia" ha tutti i prevedibili difetti che hanno funestato spesso la produzione della band da parecchio tempo a questa parte: enfasi, testi improponibili, un rock scontato, un tamarrismo diffuso.
Ma è fatto bene, ci sono brani ispirati, qualcuno azzeccato e interessante, accenni al passato e agli esordi, un lavoro chitarristico egregio, molta personalità.
NON è un brutto disco ("L'impossibile" a parte) e, per chi li ha apprezzati, non sarà una delusione, anzi...

ASCOLTATO ANCHE
PINK MARTINI (50‘s lounge carina e innocua anche se piacevole). THE OH SEES (mediocre) DENIS THE NIGHT & THE PANIC PARTY (shoegaze, psych, elettronica. Progetto personale e interessante), EMILI SANDE’ (piuttosto noioso e leccato)

LETTO

PAUL DU NOYER - La versione di Paul
Paul Dy Noyer, oltre ad essere un giornalista di NME e scrittore, è anche un vecchio amico e concittadino del suo più noto omonimo.
Con il quale ha intrattenuto negli anni numerose conversazioni private e lavorative (il titolo originale, più opportuno e mirato, è infatti"Conversations with Paul Mc Cartney"), raccolte in un questo lungo e dettagliato libro che scandaglia nella vita artistica e personale di PAULcon garbo, nessuna invadenza, tanta delicatezza.
Mc Cartney è diretto, sincero, senza peli sulla lingua, parla di Beatles e Linda, di spiritualità e della quotidianità di essere un (ex)Beatle.
Per i fan un documento imperdibile, grazie anche ad uno stile molto leggero, scorrevole, una chiacchierata continua che non svela particolari inediti o annotazioni sconvolgenti ma rifinisce una volta in più un ritratto così complesso come quello di uno dei compositori più autorevoli e geniali degli ultimi 50 anni.

GIANNI MIRAGLIA - Ritornello al futuro
Gianni Miraglia è tante cose, uomo dai mille talenti e dal grande seguito mediatico.
In questa sede lo apprezziamo come scrittore, con un lavoro dove satira e grottesco si intersecano con vicende divertenti ma non troppo, per scoprire, tra le righe, che ciò che viene narrato non è troppo lontano da una realtà sempre più decadente che ci circonda.
Qui si parla di zombies ma zombies di alto livello, da Kurt Cobain a Johnny Thunders, Sid Vicious, Lucio Dalla, con protagonista quello di Luigi Tenco che cerca un riscatto con i Dead Pertinis che si trasformano in SanRemones per vincere il Festival di San Remo battendo gli odiati Dire Straits Italia.
Il racconto è divertente, la scrittura incalzante, il tono agrodolce, talvolta esilarante, altre malinconico.
Ma è un libro unico e particolarissimo, originale.
E non è un pregio da poco.

FEDERICA MARCHETTI - Quando correvo su e giù per l’Italia dietro ai Litfiba
Libretto esile ma gradevole sulla strada che portava l’autrice a ruota dei Litfiba negli anni 80, con foto, aneddoti e testimonianze di un periodo lontano.

VISTO

Oasis: Supersonic di Mat Whitecross
Mille volte discussi, mille volte bastonati da accuse di mancanza di creatività, plagiarismo, carriera caotica, il turbolento scioglimento.
Eppure le quasi due ore di "Supersonic" sono un valido riassunto di quanto invece abbia rappresentato la band dei Gallaghers: un gruppo capace di scrivere capolavori, canzoni diventate classici, di catalizzare l'attenzione di milioni di ragazzi per anni, di essere un riferimento artistico, e non solo, per una valanga di gruppi.
Nel dettagliatissimo (forse troppo per chi non è un fan sfegatato) c'è tutta la storia, dagli inizi ai trionfi, attraverso materiale raro, interviste, curiosità, il tutto montato da Mat Whitecross in una chiave"Pop" non lontana (guarda caso) dall'estetica che caratterizzò l'"Anthology" dei Beatles.
Non so quanto sia legale (e sicuro) ma qui c'è lo streaming:
http://fmovies.to/film/oasis-supersonic.kw8y6/lr3rqm

COSE & SUONI

Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it e mensili su CLASSIC ROCK mentre su IL MANIFESTO ho scritto due pezzi su "Rock e Sport" e sulle nuove Soul bands. A breve due pagine sulle nuove Mod Bands.

IN CANTIERE

LILITH AND THE SINNERSAINTS in concerto il 6 gennaio a Firenze al Circolo Progresso.

MODS! torna a :
Venerdì 13 gennaio a FANO (PU) al "Circolo Artigiana"
Domenica 15 gennaio a BERGAMO all' "Edonè"

Per ascoltare il 45 giri appena uscito:
https://areapiratarec.bandcamp.com/album/mods



5 commenti:

  1. L'ultimo di A Tribe called Quest e' un capolavoro,forse il loro miglior album,c'e'sempre stata una certa continuità'e evoluzione nei loro albums.. uno degli albums che ha caratterizzato il 2016 Paul67

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  2. Concordo, uno dei migliori del 2016

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  3. pensavo fossero sciolti..ottima notizia e comeback!
    C

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  4. Aunt nelly e Aim, buone notizie in campo mod. Grazie

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  5. Aunt Nelly molto interessanti.

    Charlie

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